Febbraio 10th, 2019 Riccardo Fucile
ANJA RUBIK, UNA DELLE TOP MODEL PIU’ NOTE IN POLONIA, SPIEGA AI GIOVANI L’IMPORTANZA DELL’AMORE, DEL SESSO SICURO, DELLA CONTRACCEZIONE
Si chiama Anja Rubik, è una delle top model più importanti della Polonia e ha deciso di
sfidare il partito Legge e Giustizia di Jaroslaw Kaczynski con i suoi 14 video che spiegano ai giovani amore, sesso sicuro, contraccezione e precauzioni contro malattie veneree e il suo libro, Sexedpl, ha venduto oltre 130mila copie.
Dal momento del suo arrivo al potere nel 2015, il partito Legge e Giustizia, PiS, ha spostato la Polonia verso posizioni sempre più chiuse e conservatrici.
Varsavia ha scontri continui con la Ue su temi come gestione dei migranti, l’indipendenza della magistratura
La Rubik ha dichiarato guerra al governo e le sue dichiarazioni sulla politica della sessualità sono tutte un programma: «Ormai mancano soltanto cacce alle streghe con roghi e leggende con malvagi draghi demoniaci. Nelle scuole viene detto ai bambini che le mestruazioni sono grida lanciate dall’utero per volere di Dio, grida perchè la donna non è incinta e non mette al mondo bambini, figli del signore…con questo governo anzichè andare avanti nei diritti delle donne stiamo regredendo al 19mo secolo e oltre indietro. E la politica governativa contro l’educazione sessuale e l’informazione dei giovani sul tema è una violazione dei diritti all’informazione garantiti dalla nostra Costituzione».
Anja Rubik e le sue amiche dei movimenti femminili come Klementyna Suchanow ora vogliono organizzare workshops sull’educazione sessuale e lanciare un appello alle grandi aziende (polacche e di altri Paesi che investono in Polonia) perchè sponsorizzino la campagna in nome della modernizzazione del Paese.
(da agenzie)
argomento: Europa | Commenta »
Febbraio 10th, 2019 Riccardo Fucile
MEGLIO ESSERE FIGLIO DI UNA ITALIANA E DI UN EGIZIANO CHE ESSERE SOLO FIGLI DI PUTTANA
La vittoria a sorpresa di Mahmood al 69esimo Festival di Sanremo indigna anzichè sorprendere.
Boom di messaggi razzisti e xenofobi sui social network, con tanto di assurde richieste a Matteo Salvini di ridare “L’Italia agli italiani”.
Eppure Mahmood è italiano al 100% e la sua vittoria arriva con merito e grande sacrificio. Sottovalutato da tutti, ecco perchè la sua vittoria è sacrosanta e apre una prospettiva tutta nuova nella musica italiana.
Mahmood ha trionfato a sorpresa al 69esimo Festival di Sanremo. La vittoria ha praticamente lasciato senza parole i leoni da tastiera di turno, scatenati nella notte sui social.
Nel biennio diretto dal dittatore-dirottatore artistico, ha vinto la musica prima che un nome sugli altri. Un cast variegato ed espressione del contemporaneo: è questo il Festival della Canzone Italiana che bisogna sperare di avere da qui in avanti.
Ma veniamo al vincitore. Partito in sordina, Mahmood è stato sottovalutato da tutti. Eppure aveva già vinto “Sanremo Giovani”, confermando in un certo senso la stessa parabola ascendente di Ultimo, arrivato secondo tra l’indignazione di tanti, lo stesso Matteo Salvini, che in fase iniziale di Festival consigliò proprio a Claudio Baglioni di occuparsi di musica e non di politica, ieri sera non ha resistito ed ha twittato la sua.
E verrebbe naturale da consigliargli di occuparsi di politica e non di musica, seguendo un postulato tutto sommato coerente. Meno male che ci ha pensato Elisa Isoardi a controbilanciare.
Ma torniamo a Mahmood. Madre sarda e padre egiziano, nato a Milano e per questo italiano al 100%, come ha ben sottolineato lui stesso in conferenza stampa, Alessandro Mahmud (il suo nome completo) si segnala già alla sesta edizione di X-Factor per la categoria Under Uomini di Simona Ventura.
Riesce ad arrivare alla terza puntata, esce fuori dai radar ma continua a lavorare sul suo sound fresco e originale: r’n’b e soul di influenze arabe.
Una primizia che in altre parti del mondo è in classifica già da tempo. Vincendo “Sanremo Giovani”, riprende quota e posizione: “Gioventù Bruciata”, che canta ancora una volta il contrastato rapporto con il padre, è un capolavoro moderno.
Partiva con queste premesse, ciononostante lo hanno sottovalutato tutti. Anche i più conservatori, troppo presi a pensare agli sberleffi fantastici di Achille Lauro.
Troppo presi per apprezzare il talento di Mahmood, italo-egiziano, che canta la violenza e il dolore dell’abbandono paterno aprendo una prospettiva tutta nuova. Troppo presi dalla rabbia cieca per apprezzare la reale bellezza
(da agenzie)
argomento: Razzismo | Commenta »
Febbraio 10th, 2019 Riccardo Fucile
LA SOLITA SCENA SOVRANISTA: IL VIGLIACCO CHE ISTIGA, I LEONI DA TASTIERA CHE INSULTANO
Ebbene sì, e anche qui “ha stato il PD!1!1!”. 
Nelle vesti, questa volta, di quel comunista dal ghigno mefistofelico che risponde al nome di Claudio Baglioni.
“C’è lui dietro il complotto”, “ha fatto vincere un extracomunitario, per di più musulmano (sic)!”, “che schifo questo Sanremo, povera Italia. Salvini spazali (sic) via”.
Confesso: sono crollato prima della proclamazione del Festival. La mattina mi sveglio e che succede?
Leggo che per la nuova idola dei sovranisti, Maria Giovanna Maglie (che, peraltro, ignoranza mia, fino a l’altro ieri non avevo mai sentito nominare) c’è “un vincitore molto annunciato” con “la frasetta in arabo, il Ramadan, il narghilè” e, quindi, “il meticciato assicurato”.
Leggo che Salvini ha aizzato, come di consueto, i suoi ultrà . Perchè preferiva Ultimo (legittimo) ma che Mahmood “……..” (18 puntini di sospensione) “mah………” (con altri 18 puntini di sospensione).
E poi leggo di commenti vergognosi, che riporto: “Ma è il festival dei clandestini pdiotafrica????? non e piu il festival della canzone italiana (sic)”, “se il padre e egiziano per mè e egiziano anche se nato in Italia non centra dove nasci ma da chi nasci (sic)”, a cui segue il sillogismo “la madre non centra e italiana il seme non e italiano e dal seme che nascono le piante e per mè e una pianta egiziana (sic)”.
E poi, ancora: “Il Festival islamico si impadronisce di Sanremo”, “se avessimo chiuso i porti, questo non avrebbe cantato a Sanremo”, “la canzone? Improponibile!!! La persona? Arabo musulmano e frocio!!! (sic)”.
Un mese fa ho scritto che siamo più razzisti di quanto pensiamo. E mi sono preso un sacco di insulti. Ora, chiedo: se queste schifezze sul vincitore del Festival non sono bile razzista, che cosa sono?
Preciso: non tiratemi fuori le percentuali che hanno portato alla vittoria di Mahmood e la storia del voto della giuria degli esperti. Perchè posso criticare il sistema che assegna il premio, certo. Ma da qui a insultare un ragazzo che, per metà , ha origini egiziane, ne passa. E ciò che passa, in mezzo, si chiama proprio intolleranza.
O, meglio, razzismo.
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: Costume | Commenta »
Febbraio 10th, 2019 Riccardo Fucile
A LUNGO CONSIGLIERE ECONOMICO DI DI MAIO, BOCCIA LA POLITICA ECONOMICA DEL M5S E CRITICA LA SUBALTERNITA’ A SALVINI
Il reddito di cittadinanza? «Principio giusto applicato male». Quota 100? «Una legge sbagliata». La flat tax per le partite Iva? «Un favore agli evasori».
La bocciatura senza appello della politica economica del governo gialloverde arriva dall’economista Giovanni Dosi.
Una bocciatura a dir poco sorprendente perchè Dosi, 64 anni, professore ordinario della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, nei mesi precedenti il trionfo elettorale del 4 marzo scorso aveva messo la sua dottrina e la sua esperienza al servizio dei capi dei Cinque Stelle, a cominciare da Luigi Di Maio.
Adesso invece Dosi, nell’intervista a L’Espresso arriva a dire che il Movimento grillino dovrebbe «staccare la spina il più presto possibile a questo governo anche per arginare una deriva autoritaria molto pericolosa».
La politica sull’immigrazione è «indegna di un Paese democratico» e anche la manovra di bilancio va nella direzione sbagliata: «Così è impossibile far ripartire la crescita»
L’economista critica la subalternità dei Cinque stelle a Matteo Salvini, che si è «trasformato, almeno nella percezione comune, nel vero leader del governo».
Il cattedratico della Scuola Sant’Anna, uno degli studiosi italiani più accreditati nei circoli accademici internazionali, definisce «un pasticcio» la legge sul reddito di cittadinanza perchè «si è mischiato un provvedimento contro la povertà con il più classico dei sussidi di disoccupazione».
Il risultato, secondo Dosi, è una «norma complicatissima che rischia di non funzionare nè in un senso nè nell’altro con gran spreco di risorse». Ma è l’intera manovra di bilancio che merita la bocciatura perchè «fa crescere la spesa corrente, mentre sacrifica gli investimenti che sono la vera molla che può innescare la ripresa».
Quanto alla trattativa con l’Europa, la stroncatura è netta. «Un approccio dilettantesco», attacca l’economista e spiega che era chiaro fin dall’inizio che «fare la faccia feroce con l’Europa non avrebbe portato a nulla di positivo».
Così come è stato un errore alimentare «polemiche futili» con la Francia. Polemiche che hanno finito per innescare lo scontro diplomatico di questi giorni.
(da “L’Espresso”)
argomento: governo | Commenta »
Febbraio 10th, 2019 Riccardo Fucile
“OCCORRE RILANCIARE COMPETITIVA’ E INVESTIMENTI”
Grazie ai dilettanti allo sbaraglio l’economia italiana è in ginocchio, lo spread viaggia a livelli
doppi rispetto a prima e l’Italia è in recessione
A poco servono i problemi contro i migranti, trasformati nel capro espiatorio di tutti i mali, e i selfie con la Nutella o le sceneggiate al balcone,
“Per invertire il calo della nostra economia, occorre intervenire subito e mettere in campo iniziative per rilanciare competitività , investimenti. Altrimenti il made in Italy rischia grosso”.
Lo ha detto alla Stampa, Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Veneto.
“Occorre – indica Zoppas – che vengano avviati investimenti importanti nel settore dei trasporti. Il blocco senza una vera logica del governo sul fronte delle infrastrutture danneggia il Paese. Non va bene prendere delle decisioni sulla base di un dossier. Se adottiamo questo approccio allora l’autostrada del Sole non sarebbe mai stata costruita. In questo senso va detto che è la cultura che va cambiata. Mettiamo l’impresa al centro e così il trend economico del nostro Paese inizierà davvero a cambiare”
(da Globalist)
argomento: denuncia | Commenta »
Febbraio 10th, 2019 Riccardo Fucile
IN PIAZZA A ROMA MOLTI ELETTORI DELUSI DA LEGA E M5S
Per la serie “Tre passi nel disagio” vi presentiamo oggi l’onorevole del MoVimento 5 Stelle Vittoria Baldino che venerdì ad Omnibus ha detto: “Credo che molte persone siano costrette a scendere in quella piazza, io penso che andrò per parlare con la gente”.
Una frase alquanto sibillina che si riferiva alla manifestazione dei sindacati in piazza San Giovanni dal titolo “Futuro al lavoro” convocata da CGIL, CISL e UIL e che ha visto il debutto del neosegretario Maurizio Landini contro la Manovra del Popolo.
Ma non finisce qui. Antonello Caporale sul Fatto ci racconta oggi che in piazza c’erano molti elettori di Lega e M5S, che però non sembrano entusiasti del nuovo governo e minacciano di cambiare partito alle elezioni europee:
La piazza è piena ma promette che le urne, almeno viste da qui, a maggio per le europee resteranno vuote. “Fanno casino, gridano contro, non mi piacciono molto. Mi sembra che non abbiano le idee chiare”, Antonio, metallurgico torinese, astenuto ieri, astenuto domani.
“Io ho votato Lega”, dice Luigi da Ivrea. “Io Lega”, cosi Vittorio da Novi Ligure. “Adesso fottetevi”, ribatte Umberto, la maglietta di Potere al Popolo, new entry a sinistra.
Ma la Baldino non demorde e si presenta lo stesso in piazza nella veste di testimone oculare sul luogo del presunto delitto: «Lei sola. Di Maio, che pure sarebbe ministro del Lavoro e qualche attenzione dovrebbe prestarla a manifestazioni come queste, ha risolto il conflitto, ora silente ma non più inconsapevole, salendo in groppa al cavallo di battaglia del Movimento: tagliare le pensioni d’oro ai sindacalisti», commenta il Fatto.
E cosa scopre, la Baldino? Che non ha avvertito alcun malcontento nei confronti del governo, dice, “come sospettavo”, ribadisce visto che a lei non si può nascondere nulla. E i manifestanti costretti? Su quello nemmeno una parola.
Meglio cambiare discorso inventando, così una figuraccia copre l’altra.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Costume | Commenta »
Febbraio 10th, 2019 Riccardo Fucile
QUELLO CHE I TG HANNO OSCURATO
«Banca d’Italia e Consob andrebbero azzerati, altro che cambiare una-due persone .Az-ze-ra-
ti», sillaba Matteo Salvini. E Luigi Di Maio non è da meno: «Per Bankitalia serve discontinuità . Se pensiamo a tutto quel che è accaduto in questi anni non possiamo pensare di confermare le stesse persone che sono state fino ad oggi nel direttorio di via Nazionale».
I media hanno registrato ieri gli attacchi furiosi dei due leader del governo gialloverde nei confronti delle istituzioni che tutelano il risparmio e il credito, ma nessuno ha spiegato il motivo di un attacco così aperto.
Perchè la verità è l’esatto contrario: ieri Salvini e Di Maio sono stati in realtà contestati e hanno parlato di Bankitalia e Consob per rispondere e buttarla in caciara.
Per capire cosa sia successo ieri bisognerebbe prima di tutto segnalare dove si trovavano i due vicepremier, ovvero al centro sportivo Palladio di Vicenza dove erano stati invitati a parlare a un’assemblea che raccoglieva i 1400 ex azionisti di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.
I due vicepremier si sono incontrati ieri, nel Palasport della cittadina veneta, sciogliendo in un rapido abbraccio i giorni di gelo e di scontro su più di un dossier.
Prima di parlare però erano stati entrambi contestati: Di Maio si è trovato apostrofato con una serie di «buffone, a casa, vergogna» perchè ha scelto di entrare dall’ingresso principale, Salvini ha schivato la contestazione perchè è entrato da un ingresso secondario e non presidiato.
Ma c’è anche chi ha piantato all’ingresso del Palasport una croce con scritto “Traditori”. Mentre la polizia rimuoveva lo striscione: “Salvini come Zonin. Dove sono i 49 milioni?”.
E perchè i due sono stati contestati?
Perchè Lega e M5S hanno varato un piano per rimborsare i risparmiatori: in manovra il governo ha stanziato 525 milioni l’anno fino al 2021 per indennizzarli: potranno accedervi ex azionisti e detentori di bond subordinati (per i primi il rimborso è al 30%, per i secondi al 95%, entro i 100 mila euro), ma a quel piano mancano ancora i decreti attuativi.
E mancano perchè una parte consistente degli azionisti di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza chiedeva da tempo, con forza, che passasse in Parlamento l’indennizzo senza arbitrato, e alla fine è passato.
Ovviamente la Commissione Europea ha ribadito che esistono norme che regolano i rimborsi per i risparmiatori. Salvini e Di Maio hanno dichiarato a più riprese, anche ieri a Vicenza, che procederanno a dispetto dell’Europa. Ma non l’hanno mica fatto.
L’eliminazione dell’arbitrato ha fatto scattare la reazione europea perchè in assenza di un giudice che certifichi il cosiddetto misselling, il rimborso automatico delle azioni potrebbe configurarsi come una violazione delle regole sugli aiuti di Stato.
Occorre ricordare che in circostanze analoghe l’Ue ha dato l’ok all’intervento dello Stato fissando tuttavia una serie di paletti.
Deve esserci prima di tutto il giudizio di un organismo indipendente, tribunale o arbitrato. In secondo luogo, la banca colpevole deve essere fallita e non essere più sul mercato. In terzo luogo, la misura deve riguardare piccoli investitori.
Infine, la compensazione può giungere solo dopo che sono state imposte eventuali misure di burden-sharing o bail-in, ossia di partecipazione alle perdite da parte di azionisti o obbligazionisti.
Per questo Palazzo Chigi sarebbe pronto ad inserire l’obbligo, per chi fa richiesta degli indennizzi, di portare la documentazione bancaria o giudiziale «idonea a comprovare violazioni massive» del Testo unico della Finanza che hanno causato il«danno» da risarcire. E proprio questo ha fatto arrabbiare chi contestava Di Maio e Salvini.
Ecco quindi che la storia si fa molto più completa grazie alla ricostruzione temporale degli eventi. «Abbiamo stanziato un miliardo e mezzo.
Bruxelles dice che non si può fare, ma chi se ne frega di Bruxelles. Tra qualche mese quei signori non ci saranno più», ha detto Di Maio. La questione però è ben più intricata: andare avanti senza un arbitrato che decida chi ha davvero diritto ai rimborsi e chi no non sarà affatto semplice.
Così si va avanti a suon di accuse: «Presto sarà operativa la commissione banche guidata da Gianluigi Paragone — ha annunciato Di Maio — li convocheremo tutti e li faremo cantare».
Alla questione poi Di Maio ha collegato anche la conferma di Luigi Federico Signorini alla vicepresidenza di Bankitalia con posto nel Direttorio, continuando a chiederne la testa con l’unico motivo di tacitare le contestazioni.
Nemmeno a farlo apposta, Signorini ha voluto citare una frase di Ernesto Rossi presentando un volume sull’economista che è sembrata una risposta indiretta alle polemiche di questi giorni: «Non bastano le buone intenzioni. Ho conosciuto un bambino che credeva di fare il bene d’un pesce rosso tirandolo fuori dalla vasca per asciugarlo col fazzoletto. E molte persone grandi fanno per buon cuore quel che voleva fare il bambino. Credono d’aiutare, e invece fanno del male, perchè non sanno quali sono le conseguenze delle loro azioni. Per saperlo, almeno fin dove è possibile, bisogna studiare…».
La metafora è talmente chiara che non c’è bisogno di spiegarla. E lo scontro a breve entrerà nel vivo: domani, se non sarà riconfermato, Signorini decadrà e il direttorio di Palazzo Koch rimarrà con un posto vacante. Che il consiglio di Via Nazionale faccia un altro nome cedendo ai diktat della politica è escluso. L’ipotesi più probabile è uno stallo.
D’altro canto Signorini è diventato improvvisamente un nemico del MoVimento 5 Stelle perchè ha osato criticare la manovra gialloverde in audizione segnalando tutte le criticità che a breve saranno visibili a tutti. Per questo lo odiano. Antonella Baccaro sul Corriere della Sera segnala oggi un altro aneddoto interessante e aggiunge che a breve il Direttorio potrebbe essere esautorato
Sarebbe persino giunta voce che nel dossier preparato a uso dei ministri del M5S su Signorini, gli sarebbe stato attribuito, come nota di demerito, un passato da «comunista». Ma se questo è«colore», l’idea invece che si voglia «condizionare» l’operato di Bankitalia appare così inaccettabile che si preferisce pensare che il governo abbia solo «rinviato» la decisione su Signorini (che comunque scade domani e non è prorogabile).
Un rinvio reso possibile dal fatto che il direttorio di Banca d’Italia, che comprende altri quattro membri, è un organo collegiale comunque in grado di funzionare. Certo, il 10 maggio scadranno altri due membri (Salvatore Rossi e Valeria Sannucci). Se il copione del rinvio si ripetesse, allora sì che il direttorio sarebbe all’impasse. Ipotesi considerata impossibile per i risvolti che avrebbe sui mercati.
Ecco quindi che i contorni della partita si fanno ben definiti. E si capisce che riguardano una partita più complicata in cui ci si gioca l’indipendenza della Banca d’Italia di fronte a una delle macchine di propaganda più ben congegnate della storia. Le conseguenze di una vittoria dei gialloverdi su via Nazionale sono sotto gli occhi di tutti.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Costume | Commenta »
Febbraio 10th, 2019 Riccardo Fucile
“ORA NON POSSO ESSERE ABBANDONATO”
Era l’inchiesta di troppo per Chiara Appendino quella sulla falsa consulenza al Salone del libro di Torino.
Ecco perchè il suo ex portavoce, Luca Pasquaretta, sfogandosi al telefono con gli amici e gli ex colleghi, ha ripetuto più volte, non pensando di essere intercettato: “Mi sono preso gli avvisi di garanzia al posto suo, ora non posso essere abbandonato”.
Pasquaretta, il fedelissimo della sindaca grillina, ha sempre negato che lei fosse a conoscenza di quella paga extra che aveva ricevuto indebitamente.
E le sue parole al telefono sembrano suggerire che è questo il segreto che custodisce.
A luglio 2018, messo con le spalle al muro dalla denuncia dell’opposizione a Palazzo Civico, il “pitbull” di Appendino è scomparso nelle retrovie, ha detto che avrebbe restituito i 5 mila euro che non gli spettavano, e si è preso l’avviso di garanzia per peculato. Ma poi, in privato, ha iniziato con le pressioni. E sempre con maggiore insistenza, affinchè lei gli trovasse un altro incarico.
“Qui succedono cose brutte perchè sto perdendo la pazienza” diceva all’assessore e amico Alberto Sacco a settembre.
Pasquaretta in quei giorni aveva la sensazione che non si occupassero della sua pratica, e sentiva sfumare l’incarico a Roma al ministero dell’Economia o con l’europarlamentare Tiziana Beghin.
Appendino, che è stata sentita come testimone lunedì scorso ha minimizzato, “non mi sono mai sentita minacciata”.
Alberto Sacco, invece, interrogato due volte in pochi giorni, non ha potuto negare. Ma l’indagine per estorsione ha scoperchiato una vecchia vicenda che ora rischia di mettere all’angolo proprio lei.
Perchè non ha denunciato? Si chiedono in molti, compresi i cinquestelle in Comune.
Perchè, di fronte al ricatto, lei ha continuato a frequentarlo invitandolo addirittura un mese fa, alla festa di compleanno della figlia?
Come mai Pasquaretta che l’aveva messa così terribilmente in imbarazzo facendosi dare una consulenza fittizia senza informarla è approdato addirittura allo staff della sottosegretaria Laura Castelli?
Dopo una settimana di interrogatori in procura (il pm Ganfranco Colace ha sentito come persone informate sui fatti Chiara Appendino, la sottosegretaria Laura Castelli e l’europarlamentare Tiziana Beghin) anche Luigi Di Maio ora chiede chiarimenti, forse intuendo che questo piccolo scandalo di provincia nasconde, in realtà , il caso politico che potrebbe indebolire fatalmente la sindaca cinquestelle.
L’assessore Alberto Unia, unico politico nella giunta, l’ex presidente del consiglio comunale, Fabio Versaci, e la capogruppo Valentina Sganga saranno a Roma nei prossimi giorni per confrontarsi direttamente con Di Maio e capire come gestire una possibile crisi se l’inchiesta dovesse coinvolgere anche la loro sindaca più amata.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Giustizia | Commenta »
Febbraio 10th, 2019 Riccardo Fucile
VINCERE CON UNA CANZONE CHE S’INTITOLA “SOLDI”, IL VERO FETICCIO DELL’OCCIDENTE
No, caro Mahmood, non si fa. Non sta bene, vincere la cosa più inoffensiva del mondo (forse
dopo il Premio Strega): il festival di Sanremo.
Il carrozzone musical-televisivo che ogni anno si prova a rinnovare, con le sue dirette monumentali, i suoi comici affaticati, la sua parata di ospiti, la sua scelta di canzoni che scontenta sempre qualcuno.
Caro Mahmood, ragazzo italiano. E che brutta cosa, doverlo precisare, come se significasse qualcosa.
Come se essere nato in Italia, parlare italiano, condividere con milioni di ragazzi italiani i gusti e le speranze significasse qualcosa di più, o di meno, rispetto alla tua canzone, alla tua musica che, a sorpresa, è piaciuta a tutti.
Oh, caro Mahmood, che ti doveva capitare: vincere il Festival di Sanremo con una canzone che s’intitola “Soldi” (il vero feticcio dell’Occidente tutto) ed è giusta giusta, tutta dentro i gusti della tua generazione.
Quella dei ragazzi europei, dei ragazzi del mondo che, da che mondo è mondo, si scambiano la musica, la fanno viaggiare da un capo all’altro della Terra, e la sai una cosa, Mahmood? La musica i confini li salta tutti.
Anzi, tu rappresenterai l’Italia — il tuo paese — all’Eurovision Song Contest, che è uno dei luoghi in cui ci si scambia la musica, si canta assieme, alla faccia delle frontiere, delle chiusure, dei muri che risorgono dopo tutta la fatica, e i secoli, che ci sono voluti per tirarli giù.
Eh, però, caro Mahmood, non si fa questo sgarbo, all’Europa miope e meschina dei sovranisti: essere un ragazzo italiano, europeo, del mondo, con la cittadinanza nel Libero Paese della Musica e della condivisione.
Accidenti a te, Mahmood, di madre italiana e padre egiziano, cresciuto in Italia e che di arabo sa poche parole, ma ne conserva tutto il gusto e l’affetto, perchè l’appartenenza è una cosa intima e non un’etichetta.
Accidenti a te, che sei l’esempio perfetto del mondo che verrà , che è già qui, e chi vuole negarlo o fermarlo, beh, poveretto, forse non ha abbastanza musica, nella sua vita.
(da “Huffingtonpost”)
argomento: Costume | Commenta »