Febbraio 6th, 2019 Riccardo Fucile
L’EX CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA MARINA: “CHI PARLA DI INVASIONE NON SA DI COSA STA PARLANDO”
L’Ammiraglio Giuseppe De Giorgi, ex Capo di Stato Maggiore della Marina Militare e ideatore dell’operazione Mare Nostrum nel Mediterraneo, ha lanciato un allarme preciso sulla Libia: “non ci sono porti sicuri, perchè c’è una condizione di conflitto tra bande armate e i migranti si trovano in condizioni di cattività disumana”.
“In termini di controllo delle frontiere -osserva De Giorgi- è in Niger e nel Fezzan che si dovrebbe investire molto di più anche con militari italiani a sostegno di politiche integrate di soft power (investimenti per migliorare la qualità della vita locale, l’istruzione la salute, etc.) e di hard power sotto forma di presenza militare in chiave anti trafficanti di esseri umani, da implementare prima che questi sventurati affrontino il Sahara e poi il Mediterraneo”
“Sarebbero opportuni” sostiene De Giorgi, “corridoi umanitari che alleggeriscano la presenza di migranti ridotti in schiavitù nei campi di detenzione in Libia”.
Bisogna poi agire “con più coraggio e determinazione, anche con forze multinazionali sotto l’egida Onu in Libia, per ripristinare le condizioni di legalità e di ordine in quella terra”
Quanto all’atteggiamento della Ue, “non esiste una politica estera europea. L’atteggiamento verso l’Italia è dettato dalle varie capitali che non vogliono prendere i migranti al posto dell’Italia, per le stesse logiche di politica interna a cui rispondono le scelte italiane. Paura del diverso e frustrazione per le difficoltà economiche. In più -rileva De Giorgi- vi è lo storico scarso peso italiano nell’arena internazionale che non motiva gli altri partner a venirci incontro.
A coloro che denunciano l”invasione’ in Italia di migranti irregolari De Giorgi replica “che non sanno di cosa parlano e che dovrebbero avere la consapevolezza che senza un deciso aumento della popolazione giovane in età di lavoro in Italia il nostro sistema assistenziale andrà in crisi nel lungo periodo, a seguito della tendenza demografica negativa. Il problema non sono i migranti, con una popolazione di quasi 60 milioni di abitanti la loro presenza è una frazione minima della popolazione, ma il loro status d’irregolari a porre le premesse per comportamenti di microcriminalità alla base dell’accresciuto allarme sociale in materia. D’altra parte, sarebbe necessario a mio parere aumentare le pene per reati considerati a torto minori, come i furti in casa e le aggressioni per strada, che fanno sentire gli strati più deboli della popolazione in pericolo costante”.
Più in generale, oggi la situazione nel Mediterraneo centrale è “inquietante per il rischio di un suo utilizzo illegale e da parte di organizzazioni criminali e per lo sfruttamento sconsiderato delle risorse marine, anche sotto il profilo della pesca eccessiva. Rimane ancora assente uno sforzo coordinato a livello istituzionale e internazionale per la protezione delle specie marine a rischio di estinzione. Basti pensare -sottolinea l’Ammiraglio De Giorgi- alla decisione del Giappone di riprendere la caccia alle balene, così come non mi sembra sia stata compresa la gravità del fenomeno delle micro plastiche in mare”.
(da Globalist)
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Febbraio 6th, 2019 Riccardo Fucile
I RIFERIMENTI GIURIDICI DELLA DENUNCIA DI ANDREA MAESTRI
Nell’esposto presentato da Andrea Maestri sono elencate le violazioni della legge commesse da
Matteo Salvini, quando indossa le divise delle forze dell’ordine.
“Atti di disprezzo della legge da bullo, ma che di fronte ai processi scappa, chiedendo l’assoluzione al Movimento 5 Stelle. Che, peraltro, tace sul ministro in divisa che viola le Istituzioni”, ha commentato Pippo Civati.
Nei giorni scorsi Andrea Maestri di Possibile ha deciso di denunciare il ministro degli Interni Matteo Salvini con un esposto depositato al Tribiunale di Roma, perchè, lo scorso 30 gennaio, ha indossato il giaccone della Polizia all’interno della Camera, violando i regolamenti.
La storia è ormai nota. Salvini aveva presenziato in Aula a Montecitorio al question time sui migranti, in completo scuro e senza cravatta, e successivamente si è avviato per l’uscita dell’edificio con la divisa della Polizia di Stato. “Perchè dovrei separarmene? Mi tiene caldo e mi rappresenta”
“È necessario ricordare al ministro dell’Interno che non è al di sopra della legge. Per questo l’esposto penale è un atto politico fondamentale, anche perchè svela all’opinione pubblica lo scarso rispetto per le leggi da parte di chi parla di sicurezza e legalità .
Un cortocircuito pericoloso”, ha sottolineato la segretaria di Possibile, Beatrice Brignone.
“Salvini si vanta delle denunce subite e già questo è assurdo visto il ruolo che ricopre — ha aggiunto il fondatore di Possibile Giuseppe Civati — poi mette alla gogna social chi fa opposizione. Atti di disprezzo della legge da bullo, ma che di fronte ai processi scappa, chiedendo l’assoluzione al Movimento 5 Stelle. Che, peraltro, tace sul ministro in divisa che viola le Istituzioni”.
L’avvocato della segreteria nazionale di Possibile Maestri nell’esposto esplicita le ragioni della sua denuncia, spiegando che non si tratta solo di un problema di malcostume politico o di propaganda
Nel testo vengono citati altri episodi, eventi pubblici, e iniziative di partito, in cui il vicepremier ha esibito divise appartenenti a vari corpi amministrativi e forze dell’ordine.
Per esempio l’arrivo all’aeroporto di Ciampino di Cesare Battisti, un’occasione ufficiale in cui l’abbigliamento di Matteo Salvini ha suscitato non poche polemiche.
Le violazioni riguardano innanzi tutto l’articolo 498 del codice penale: “Chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 497 ter, abusivamente porta in pubblico la divisa o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico, o di un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, ovvero di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, […] è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da centocinquantaquattro euro a novecentoventinove euro”.
Ma c’è di più.
Oltre alla violazione del codice penale ci sarebbe anche la violazione dell’articolo 62 dei Regolamenti della Camera.
In particolare recita così l’articolo in questione: “La forza pubblica, compresa la polizia giudiziaria, non può accedere alla sede della Camera, nè ad alcun locale in cui abbiano sede organi e uffici della Camera medesima o che sia comunque nella disponibilità di essa, se non per ordine o previa autorizzazione del Presidente”.
La Corte di Cassazione ha già stabilito che per considerare commesso il reato non serve per esempio che colui che sta realizzando la condotta illecita stia in concreto svolgendo quella determinata funzione, che di solito è appannaggio delle forze dell’ordine, ma basta che esibisca ‘il contrassegno’ in pubblico.
Detto in altri termini, perchè si possa considerare avvenuta l”usurpazione di funzioni pubbliche’ è sufficiente che venga mostrata la divisa con il distintivo.
Come sottolinea Maestri nel testo, secondo l’articolo 96 della Costituzione i ministri sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, dopo aver ottenuto il via libera dalla Camera di appartenenza, che nel caso di Salvini sarebbe infatti il Senato.
Tra le norme che il ministro degli Interni potrebbe aver violato nell’esercizio delle proprie funzioni, oltre all’articolo 62 del Regolamento della Camera dei Deputati, c’è anche l’articolo 97 della Costituzione, quello che sancisce il principio di imparzialità dell’azione amministrativa.
In questo caso Salvini ha volutamente dato ai cittadini un messaggio distorto, con la conseguente sovrapposizione tra ruolo del ministro e corpo di Polizia, inquinando “quella immagine di terzietà , imparzialità ed autonomia (da qualunque forza politica, Lega compresa) che caratterizza i corpi amministrativi statali”.
A riprova di quanto stiamo dicendo e dell’importanza dell’indipendenza dei ruoli nel nostro ordinamento, esiste anche un articolo, (98 comma 2 della Costituzione), che stabilisce per i funzionari e gli agenti di polizia limitazioni al diritto di iscriversi ai partiti politici.
(da agenzie)
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Febbraio 6th, 2019 Riccardo Fucile
INVECE CHE TROVARE LORO UNA SISTEMAZIONE DIGNITOSA, AGLI IMMIGRATI SENZATETTO VENGONO BUTTATI VIA GLI EFFETTI PERSONALI: LA POVERTA’ E’ “INDECOROSA”
Giudicavano evidentemente ‘indecorosa’ la povertà : ecco perchè, mentre gli operatori Ama gettavano via coperte ed effetti personali dei migranti, molti ragazzi sono stati portati in questura, non si sa ancora a che titolo e secondo quali accuse.
L’episodio è raccontato da Baobab Experience sulla sua pagina Facebook, e riproponiamo il testo completo del post:
“Ci abbiamo messo una giornata intera a ricostruire cosa fosse successo a Piazzale Spadolini ieri mattina. 11 ragazzi sono stati portai in via Patini, all’ufficio immigrazione della Questura di Roma: un altro intervento blitz mentre gli operatori dell’Ama gettavano via coperte e vestiti di chi dormiva nel Piazzale, giudicando evidentemente poco decorosa la povertà , così evidente sotto il grande palazzo di una banca. Il numero dei ragazzi portati in questura ci è sembrato subito molto elevato: non ci sono 11 persone che dormono a piazzale Spadolini, di solito”.
“Allo stesso tempo, i ragazzi che sono in contatto con il nostro sportello legale, con il servizio di assistenza sanitaria o con le altre attività che mettiamo in campo quotidianamente, risultavano ancora presenti ad eccezione di un ragazzo eritreo. Ieri sera abbiamo avuto conferma da lui che gli altri 10 portati in via Patini sono migranti che la notte dormono nelle brandine predisposte per l’emergenza gelo dentro la stazione Tiburtina.
Alle 5.30 di ieri (forse nel periodo più freddo della giornata) sono stati fatti uscire fuori dalla Stazione. Dopo un paio di ore, hanno trovato i blindati della polizia che, nonostante non stessero commettendo alcun reato, li hanno portati all’ufficio immigrazione”.
“Sia chiaro: che stessero dormendo o meno in strada, non c’è giustificazione per questo ennesimo atto di arroganza. L’ennesima azione che ha il solo effetto (ormai evidentemente mirato) di umiliare e generare frustrazione in chi è già in una condizione di vulnerabilità .
Quello che fa ancor di più rabbrividire, però, è come tutto questo ieri abbia visto palesarsi il cortocircuito tra Comune e Questura.
Il Campidoglio ha “offerto” un posto letto per ripararsi dal freddo in stazione, mentre la polizia era già pronta ad aspettarli fuori, per applicare quella che ha tutti i requisiti di essere un’azione basata su presupposti etnici: chi ha la pelle scura e si trova vicino alla stazione, viene portato in questura.
Non importa la tua storia, non importa se avevi da fare, non importa che tu non abbia commesso alcun reato: oggi devi rispondere del colore della tua pelle, della fattezza dei tuoi abiti, del tuo essere costretto a stare in strada alle 7 di mattina”.
“Chiediamo davvero a tutte e a tutti gli abitanti di Roma se questa è la città che vogliono, quella di cui si sentono parte. Se davvero, dopo quasi 2.800 anni, la capitale sia diventata un luogo dove chi è straniero viene perseguitato, fatto sentire indesiderato, umiliato.
Quello che succede a Piazzale Spadolini è solo una parte di questa aria ormai irrespirabile, un vento razzista che non può far parte di Roma; lo dimostrano anche le continue perquisizioni e identificazioni che avvengono quotidianamente sui mezzi pubblici e che riguardano solo le persone straniere, come riportato da numerose testimonianze degli ultimi giorni.
Qualcuno dovrà rispondere di quello che sta diventando Roma. Non è la questura, non è questa giunta complice: sta a noi, cittadine e cittadini, impedire che la nostra comunità diventi uno spazio inumano e razzista”.
(da Globalist)
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Febbraio 6th, 2019 Riccardo Fucile
DE BLASIO FA SENTIRE LA PROPRIA VICINANZA AL PRIMO CITTADINO DI PALERMO CHE SI OPPONE AL DECRETO SICUREZZA
Un sindaco che combatte contro il razzismo e la xenofobia di Donald Trump in difesa di un
altro sindaco che combatte la deriva xenofoba del governo del Cambiamento voluta da Salvini e resa possibile dallo zelo dei camierieri grillini, complici nel bastonare gli ultimi-
“Tieni duro, rigetta l’odio e difendi i diritti umani per i quali l’Italia è stata conosciuta nel corso della storia. La città di New York è con te in questa battaglia per l’anima del tuo Paese. Avanti fratello”.
Lo ha scritto l sindaco di New York, Bill de Blasio, in un tweet rivolto al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.
Poi la risposta dall’Italia: “Grazie al Sindaco di New York Bill De Blasio per le parole di affetto e incoraggiamento. Grazie per riconoscere e sostenere l’importanza di una battaglia contro l’odio e per i diritti umani. Stay human”.
(da Globalist)
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Febbraio 6th, 2019 Riccardo Fucile
SEMPRE PIU’ REGIME, LA SINDACA DELLA VERGOGNA: “VOGLIO ASSICURAZIONE CHE NON ABBIA RISVOLTI POLITICI”… E DITELO CHE VI DA FASTIDIO SE QUALCUNO PARLA DI MAFIA
Vietato parlare di mafia. Vietato parlare di migranti.
A don Luigi Ciotti, bandiera dell’Italia civile impegnata a tutela della legalità , è vietato parlare. Almeno in un teatro comunale, ad Oderzo, ricca cittadina agricola nella provincia di Treviso, culla della Lega Nord, ai tempi in cui il verbo era quello della Padania.
È stato infatti negato il patrocinio municipale e l’utilizzo del teatro Cristallo per quella che doveva essere una delle tappe di avvicinamento alla giornata dedicata alle vittime della mafia che si celebra in marzo.
E così gli organizzatori hanno dovuto rivolgersi al teatro dell’istituto religioso Brandolini per trovare ospitalità .
I promotori non avevano voluto far polemica e la notizia è trapelata solo grazie al post di un volontario dell’Unione Italiana Ciechi che ha scritto: “Mi informano che il sindaco ha preteso per concedere patrocinio e spazio, un’assicurazione del relatore che non avrebbe affrontato temi relativi ai migranti e simili. Naturalmente l’impegno non è stato firmato”.
A Oderzo il problema dei migranti è sentito, non fosse altro perchè nella caserma Zanusso sono ospitati 260 richiedenti asilo.
Il sindaco è Maria Scardellato, leghista, eletta nel giugno 2016. Nell’autunno di quell’anno aveva celebrato uno dei primi matrimoni gay nella Marca trevigiana, tra un parrucchiere e un titolare di un b&b. Per quello erano partiti gli strali dei vertici della Lega, addirittura con la minaccia di provvedimenti disciplinari.
Poi la questione era stata assorbita dal movimento e Scardellato è ancora al suo posto. Però sulla richiesta di far parlare don Ciotti pare irremovibile. E ha spiegato: “Non ho mai preteso assicurazioni scritte dai relatori. Per dare qualsiasi patrocinio devo avere l’assicurazione, anche verbale, che l’incontro non avrà risvolti politici, perchè in questo caso sarebbe necessario un contraddittorio”.
Ma chi si potrebbe mandare a fare da contraltare a don Ciotti, fondatore di “Libera”, che parla della mafia? È piuttosto arduo solo ipotizzarlo.
Marco De Blasis, del Movimento Cinquestelle ha commentato: “Intanto don Ciotti non è un uomo politico. Che problema c’è se parla di migranti, visto che fanno parte della nostra realtà ?”. E Alessandro Battel del Pd ha ricordato come in passato il comune abbia ospitato il giornalista Mario Giordano, che parlò del proprio libro “Vampiri”, sul sistema pensionistico italiano, senza alcun contraddittorio.
“Questa è l’ultima battaglia di inciviltà della Lega, un provvedimento vergognoso” denuncia Andrea Zanoni, consigliere regionale veneto del Pd. “Al di là della beffa per gli organizzatori, che hanno dovuto noleggiare una sede alternativa a pagamento, vorrei sottolineare come don Ciotti rappresenta un orgoglio per il nostro Paese. Davvero una persona con la sua storia ha bisogno di fornire ‘garanzie’ sugli argomenti di cui andrà a parlare? Queste sono censure da regime”.
Concetto ribadito dall’onorevole Nicola Pellicani del Pd, membro della Commissione Parlamentare Antimafia.”Una vera e propria censura nel cuore del Nordest che, come ha ricordato più volte don Ciotti, è un territorio in cui è sempre più radicata la presenza di mafie e organizzazioni criminali che non si manifestano più con azioni intimidatorie, ma attraverso riciclaggio, spaccio di droga e penetrazione nelle aziende più fragili”.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Febbraio 6th, 2019 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DELLA COMUNITA’ CINESE HA PERMESSO L’ARRESTO DEL PEDOFILO PADANO
Un pensionato di 67 anni, che frequentava come educatore una parrocchia nella zona nord di
Milano, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di aver abusato nella sua abitazione di tre bambini di 10, 11 e 12 anni, che frequentavano la stessa parrocchia.
L’ordinanza di custodia in carcere è stata emessa dal gip di Milano Guido Salvini, a seguito delle indagini del procuratore aggiunto Letizia Mannella e del pm Michela Bordieri, condotte dagli agenti del commissariato Comasina.
Stando a quanto ricostruito dalle indagini, l’uomo, ex operaio in pensione, frequentava da tempo la parrocchia dove svolgeva l’attività di educatore, occupandosi in particolari dei bambini della comunità cinese molto presente in quella zona.
In particolare, nell’ultimo periodo tre famiglie in difficoltà gli avevano affidato i loro bambini e lui si occupava anche di portarli a scuola e di andarli a riprendere.
Già lo scorso dicembre, però, la stessa comunità cinese, anche a seguito di alcuni riunioni di quartiere, aveva iniziato a segnalare comportamenti anomali dell’uomo ed erano scattati i primi accertamenti su di lui.
Gli investigatori, quindi, hanno iniziato a fare degli appostamenti e si sono accorti che alcuni bambini uscivano dalla sua casa la mattina, dove avevano passato la notte. Inoltre, un insegnante avrebbe riferito un racconto che le aveva fatto uno dei bambini.
A quel punto, sono state installate delle microcamere nella sua abitazione che hanno permesso di documentare le molestie e gli abusi e due giorni fa è scattato l’arresto, poco prima che l’uomo si recasse a prendere i bambini a scuola.
I piccoli sono stati portati in una comunità protetta. Gli investigatori nell’ambito dell’indagine ‘vox populi, vox dei’ stanno anche facendo accertamenti per verificare se l’uomo, che avrebbe giustificato le sue condotte come “affetto” per i bambini, in passato possa aver abusato anche di altri minori.
Il pensionato è stato interrogato oggi dal gip, alla presenza anche del pm.
(da agenzie)
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Febbraio 6th, 2019 Riccardo Fucile
UN ALTRO DIFENSORE DEI VALORI DELL’OCCIDENTE MINACCIATO DALL’INVASIONE
Cerca di uccidere la cognata investendola con l’auto. à‰ successo in via Vespucci, a Barberino di Mugello, Comune del Fiorentino.
Alla base della lite problemi legati all’eredità . La donna, 65 anni, pensionata, stava camminando per strada quando l’uomo, idraulico di 49 anni, con un Ford Transit di proprietà della sua ditta artigiana, si è lanciato contro di lei, colpendola frontalmente e facendola cadere a terra.
Nell’impatto la sessantacinquenne ha riportato fratture multiple e contusioni. Ricoverata in gravi condizioni all’ospedale di Borgo San Lorenzo, non sarebbe in pericolo di vita. L’autore del gesto, subito fermato dai carabinieri, è stato poi arrestato con l’accusa di tentato omicidio aggravato.
I motivi del gesto sarebbero da ricondurre a dissapori familiari per questioni ereditarie che fino ad oggi non erano mai sfociati in episodi violenti. Ora l’uomo è stato trasferito nel carcere fiorentino di Sollicciano.
(da agenzie)
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Febbraio 6th, 2019 Riccardo Fucile
“REDDITO DI CITTADINANZA E’ UN DISINCENTIVO AL LAVORO”
Alla vigilia della sforbiciata europea alle stime di crescita e mentre il decretone incassa in
Parlamento gli appunti da parte delle istituzioni e delle associazioni, il Fondo monetario internazionale sferza l’Italia nel suo consueto report sul Paese.
A cominciare proprio dal tema della crescita, che è rallentata e mette ora in rialzo il rischio di recessione.
Il rapporto, stilato nello scorso dicembre, rileva che le debolezze strutturali dell’Italia sono alla base della perfomance economica del Belpaese, per il quale “i rischi sono significativi e sono al ribasso”.
Secondo il Fondo, in caso di un acuto stress dell’Italia l’effetto contagio potrebbe essere globale e significativo. “Uno stress acuto in Italia potrebbe spingere i mercati globali in territori inesplorati”.
Reddito di cittadinanza bocciato
Sulle misure cardine del governo Lega-M5s la diagnosi non è tenera. A cominciare dal Reddito di cittadinanza, che secondo l’istituzione di Washington prevede un incentivo “molto alto, fissato al 100% della linea di povertà relativa in confronto al 40-70% indicato nelle buone pratiche internazionali”.
Come hanno rilevato Confindustria e altri osservatori, il timore è che si trasformi in un disincentivo al lavoro: “I benefici sono relativamente più generosi al Sud, dove il costo della vita è più basso – si legge – con l’implicazione di maggiori disincentivi al lavoro così come di rischi di dipendenza dalla misura di welfare”.
Anche la scala di equivalenza che penalizza le famiglie più numerose finisce nel mirino: “Sebbene i benefici siano finalizzati ai poveri, quelli aggiunti si riducono troppo rapidamente al crescere dei componenti del nucleo familiare, penalizzando le famiglie più numerose mentre i pensionati sono trattati in modo preferenziale. Controlli adeguati saranno essenziali per un efficace controllo dei destinatari del reddito”.
Anche Quota 100 nel mirino
Non scappano alla rete del Fmi neanche le norme previdenziali.
Iniziative come Quota 100 “aumenteranno ulteriormente la spesa pensionistica, imporranno un onere ancora maggiore sulle generazioni più giovani, lasceranno meno spazio alle politiche di crescita pro-crescita e porteranno a tassi di occupazione più bassi tra i lavoratori più anziani”.
In aggiunta, dice il Fondo, “sulla base delle esperienze in altri paesi è improbabile che l’ondata prevista di pensionamenti possa creare altrettanti posti di lavoro per i giovani”.
Il timore in questo caso si ribalta sulla tenuta delle finanze pubbliche. “Anche a politiche invariate – continua l’Fmi – l’Italia dovrà far fronte a pressioni pensionistiche significative nei prossimi 2-3 anni, che metterà a dura prova i conti pubblici”.
Di qui “l’urgenza di razionalizzare gli eccessi all’interno del sistema” previdenziale, “ad esempio collegando strettamente le prestazioni ai loro contributi), mantenendo l’indicizzazione dell’età pensionabile all’aspettativa di vita e adeguando i parametri pensionistici” alle disponibilità .
(da agenzie)
argomento: economia | Commenta »
Febbraio 6th, 2019 Riccardo Fucile
“CHALENCON NON E’ IL NOSTRO PORTAVOCE, NOI CI SIAMO RIFIUTATI DI INCONTRARE I GRILLINI”
Ingrid Levavasseur smentisce totalmente che Christophe Chalencon, l’uomo incontrato ieri da Luigi Di Maio nella banlieue di Parigi, sia portavoce della lista di Gilet Gialli Ric da lei guidata.
“E’ falso”, dice la capolista a Le Monde. “Si è voluto mettere in mostra con gli italiani”. Levavasseur aggiunge di essere stata informata solo all’ultimo dell’incontro, a cui si era opposta. “Sapevo che c’erano contatti, ma avevo risposto che noi non incontriamo nessuno”.
L’incontro con Di Maio, “non ha alcun legame con la lista Ric”.
L’esponente dei Gilet gialli si dice “sbalordita” per come si sono svolti i fatti. “È orribile, un’usurpazione totale. Una spogliazione di tutto il nostro lavoro. E’ un mondo di pescecani che accede al centro del nostro progetto. È davvero terribile”.
Già ieri, dopo l’incontro con il vicepremier grillino, lo stesso Chalencon aveva precisato al quotidiano Le Parisien su una possibile alleanza con il M5S per le europee: “Niente affatto. La nostra lotta è molto mediatizzata” in Italia e “volevamo incontrarli”
Anche gli altri due leader dei gilet gialli, Maxime Nicolle e Eric Drouet, avevano escluso qualsiasi incontro con Di Maio.
(da “Huffingtonpost”)
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