Agosto 20th, 2020 Riccardo Fucile
MENTRE MACCHINISTA E CAPOTRENO ERANO AL BAR IL TRENO SI E’ MOSSO, INIZIANDO LA SUA CORSA…SE CI FOSSERO STATI MOLTI PASSEGGERI SAREBBE STATA UNA STRAGE
L’incidente ferroviario accaduto ieri a Carnate, dove un treno è deragliato, non ha avuto gravi
conseguenze: lunico passeggero a bordo, il macchinista e il capotreno sono rimasti lievemente contusi. Ma gli esiti potevano essere totalmente diversi. Perchè quel treno era completamente fuori controllo e ha viaggiato per 10 chilometri senza nessuno che lo guidasse. Come è potuto succedere? I due ferrovieri erano scesi per una pausa al bar. Ma il convoglio non era stato “stazionato”. Ovvero non era inserito il freno.
Il Corriere ricostruisce gli attimi precedenti all’incidente, quando macchinista e capotreno erano al bar:
«Due caffè» Macchinista e capotreno sono al banco del bar-vineria a pochi metri dalla stazione di Paderno D’Adda (Lecco). Sorseggiano dalle tazzine. Poi uno fa un’altra ordinazione: «Un panino alla pancetta, ma da portare via». Quindi i due ferrovieri escono a fumare sotto il pergolato. Alle 11.55 il capostazione irrompe sotto il pergolato urlando: «Il treno, ragazzi. Si muove il treno. Se ne va». Le telecamere di sicurezza del bar riprendono macchinista e capotreno che iniziano a correre verso la banchina.
Cosa sta succedendo? Un’impercettibile pendenza, invisibile ad occhio nudo, ha iniziato a far muovere il convoglio 10776 di Trenord. Il treno viaggerà per 10 chilometri senza guida. Fino allo schianto. Un report interno di Trenord visionato dal Fatto Quotidiano spiega perchè è stato deciso di far deragliare il treno: “Il convoglio si muoveva autonomamente e senza autorizzazione in direzione Carnate privo di personale di bordo. Il materiale veniva instradato dal DM di Carnate verso il binario 5 tronco urtando il paraurti. Nell’occorso sviava vettura pilota e altre due vetture”. Ma perchè il treno si è mosso? Come spiega il Corriere gli investigatori già nella serata di ieri hanno scoperto che il convoglio non era stato frenato:
Alla fine della giornata gli investigatori della Polizia ferroviaria eimagistrati della Procura di Monza (che hanno aperto un fascicolo per disastro ferroviario colposo) avranno già una chiara spiegazione di quel che è accaduto: il macchinista non ha «stazionato» il treno. Di fatto non ha azionato i freni per la sosta. E il convoglio, arrivato a Paderno D’Adda alle 11.39, dopo un quarto d’ora abbondante in cui è rimasto «in bilico», s’è rimesso in moto, rotolando giù, di nuovo in direzione Milano, del tutto fuori controllo.
Il treno è stato portato su un binario morto con una certezza, poi rivelatasi errata, che non ci fossero passeggeri a bordo. E dei rischi presi consapevolmente, ovvero ipotizzando che le carrozze invadessero anche la strada prospiciente al binario, così com’è poi avvenuto, racconta il Fatto:
L’unico dato certo fino a quel momento era che a bordo non vi fossero passeggeri. Una certezza sgretolatasi dopo pochi minuti: sul treno, infatti, c’era un passeggero extracomunitario che non avrebbe dovuto trovarsi lì, della cui presenza nessuno si era accorto. Un miracolato, visto che ha riportato solo alcune escoriazioni. Per sua fortuna era nell’ultima carrozza, l’unica rimasta sulle rotaie. “Ho chiesto a Trenord che venga fatta chiarezza”, ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità , Claudia Maria Terzi. “La società ha istituito una commissione interna: una decisione che accolgo positivamente. Se si è trattato di un errore umano, ritengo siano necessari provvedimenti adeguati”.
Si tratta di un errore umano o di un guasto? Le scatole nere, sequestrate dalla Polfer, riveleranno cosa è successo.
(da agenzie)
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Agosto 20th, 2020 Riccardo Fucile
HA INDETTO NUMEROSE PROTESTE CONTRO LA CORRUZIONE, SUBENDO DIVERSI ARRESTI… NEL 2019 ALLE ELEZIONI PER LA DUMA DI MOSCA AVEVA BATTUTO IL CANDIDATO DI PUTIN
Avvocato, blogger, ma soprattutto oppositore politico.
Alexei Navalny, 44 anni, è l’antagonista per eccellenza del presidente russo Vladimir Putin. Sposato con due figli — Daria (che studia negli Usa) e Zakhar.
Attualmente è leader del partito Russia del Futuro, fondato da Boris Nemtsov nel 2011. In queste ore è incosciente ed è ricoverato in terapia intensiva in ospedale dopo essere stato avvelenato. La sua portavoce Navalny ha spiegato che Alexei Navalny stava volando dalla Siberia verso Mosca e il suo aereo ha effettuato un atterraggio di emergenza quando si è sentito male.
“Pensiamo che Alexei sia stato avvelenato con qualcosa mescolato nel suo tè — afferma Yarmysh -. Quella era l’unica cosa che ha bevuto la mattina. I medici dicono che il veleno è stato rapidamente assorbito attraverso il liquido caldo”, ha aggiunto. Navalny è nell’unità di terapia intensiva per pazienti tossicologici all’Ospedale di emergenza n.1 di Omsk, ha confermato l’agenzia di stampa statale Tass.
Ma chi è Alexei Navalny, l’oppositore russo “avvelenato”? L’attivista politico è tra le figure più importanti dell’opposizione russa. Navalny è salito alla ribalta nel 2008, quando il suo blog che denunciava la negligenza e la corruzione nella politica russa ha richiamato l’attenzione del pubblico. In breve comincia a focalizzare le sue indagini anche sui politici e sul governo, diventando grande critico del presidente Putin.
Laureato in legge, ha studiato poi all’Università di finanza del governo russo. Nel 2010 viene selezionato per il programma Yale World Fellows organizzato dalla celebre Università di Yale e rivolto ogni anno a circa venti leader emergenti provenienti da tutto il mondo.
Nella veste di blogger di inchiesta con la sua Fondazione anti-corruzione, Navalny e il suo team hanno denunciato la corruzione e il clientelismo che dilaga dalle amministrazioni locali fino alle più alte sfere dello Stato.
Sul popolare canale YouTube dove l’oppositore e i suoi collaboratori pubblicano le loro inchieste i loro video — confezionati per arrivare in modo efficace fino al più semplice cittadino — sono diventati un vero e proprio genere in Russia, visti da milioni di persone.
Per questo, Navalny si è fatto molti nemici in diversi settori: dalle imprese di Stato, ai governi regionali, passando per le forze dell’ordine, fino al Parlamento e al governo. Il Fondo anticorruzione segue il denaro, lo traccia, getta luce sulle ricchezze non dichiarate o accumulate in modo sospetto e spiega come la corruzione proliferi nel sistema creato da Putin in 20 anni di potere.
Dal 2011 organizza grandi manifestazioni in favore della democrazia, contro la corruzione dei politici e contro Putin e i politici suoi alleati. E proprio nel 2011, Navalny viene arrestato per la prima volta, trascorrendo 15 giorni in prigione.
Dopo essere stato rieletto presidente nel 2012, Putin ha ordinato al comitato investigativo russo di avviare un’indagine penale sul passato di Navalny. L’anno successivo l’attivista è stato incriminato e condannato nuovamente, questa volta per cinque anni, per presunta appropriazione indebita nella città di Kirov.
Tuttavia, è stato rilasciato il giorno successivo in attesa dell’affermazione di un tribunale superiore. La sentenza è stata successivamente sospesa.
Nonostante fosse coinvolto in problemi legali, Navalny ottiene l’autorizzazione per candidarsi alle elezioni come sindaco di Mosca nel 2013. Il raggiungimento del secondo posto dietro l’alleato di Putin Sergei Sobyanin è un successo travolgente che ha galvanizzato il movimento di opposizione russo.
Nel 2014, il suo Partito del Progresso è stato l’unico insieme a RAS-PARNAS di Boris Nemzov ad opporsi all’annessione della Crimea.
Nell’aprile 2017 è stato ricoverato in ospedale dopo essere stato colpito all’occhio con un colorante chimico, un attacco che ha danneggiato in modo permanente la cornea destra. Navalny ha accusato le autorità russe di avergli impedito di cercare cure mediche all’estero. Alla fine il Consiglio per i diritti umani del Cremlino gli ha permesso di recarsi in Spagna per un intervento chirurgico agli occhi.
Nel 2018, Navalny vince le votazioni presidenziali online con il 58 per cento, mentre il vincitore delle vere elezioni presidenziali, il presidente Vladimir Putin, si posiziona terzo con il 15 per cento.
Nel novembre 2018 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato la Russia a risarcire Navalny con 50mila euro per danni morali, 1025 per danni materiali, e 12.653 euro per le spese sostenute per i suoi molteplici arresti subiti sul territorio russo valutati come politici, contro la libertà di espressione e privi di una reale motivazione.
Nel 2018, Navalny è stato incarcerato per 30 giorni, e poi per altri 20 giorni. Nell’aprile 2019, la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che la Russia aveva violato i diritti di Navalny tenendolo agli arresti domiciliari durante il caso di appropriazione indebita di Kirov.
E sempre nel 2019 alle Elezioni alla Duma di Mosca arriva la prima vittoria elettorale per Navalny, i candidati del progetto Voto Intelligent ricevono più voti della lista di Russia Unita.
Solo poche settimane dopo essere stato rilasciato da una pena detentiva di 10 giorni, Navalny è stato nuovamente incarcerato per 30 giorni nel luglio 2019 per aver violato le rigide leggi russe di protesta. Il leader dell’opposizione ha accusato la Russia di averlo avvelenato con un agente allergico mentre era in prigione.
(da agenzie)
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Agosto 20th, 2020 Riccardo Fucile
SALVINI E MELONI TACCIONO SULL’ENNESIMO CRIMINE SOVRANISTA… GLI EX AGENTI COMUNISTI DEL KGB, DIVENTATI MILIARDARI SULLE SPALLE DEL POPOLO RUSSO, ELIMINANO COSI’ GLI OPPOSITORI
Alexei Navalny, leader dell’opposizione russa, è ricoverato in terapia intensiva in un ospedale della
Russia per un avvelenamento da “ossibutirrato di sodio, un potente psicodislettico”: lo ha annunciato in una serie di tweet la sua portavoce Kira Yarmysh.
Secondo quanto affermato dalla donna, Navalny, 44 anni, si è sentito male mentre si trovava a bordo di un areo che da Tomsk, in Siberia, lo stava ripotando a Mosca. Il pilota ha effettuato un atterraggio di emergenza a Omsk per consentire all’uomo di essere ricoverato d’urgenza.
I medici sostengono che Alexei Navalny sarebbe stato avvelenato con un liquido caldo. “Crediamo che Alexei sia stato avvelenato da qualcosa mescolato nel suo the”, ha scritto Yarmysh, aggiungendo: “Era l’unica cosa che beveva al mattino”.
Poco dopo la portavoce ha scritto che Navalny “è in coma e in condizioni gravi” sottolineando anche che “la polizia è stata chiamata in ospedale su nostra richiesta”.
La portavoce, inoltre, ha accusato i medici: “Solo due ore fa erano pronti a condividere qualsiasi informazione e ora stanno chiaramente giocando per il tempo e non dicono quello che sanno”.
Secondo i media locali, il leader dell’opposizione russa sarebbe stato avvelenato con “ossibutirrato di sodio, un potente psicodislettico”. Alexei Navalny, diventato noto come blogger anti-corruzione, è uno dei maggiori oppositori del presidente russo Vladimir Putin ed è stato sottoposto a continue pressioni da parte delle autorità , tra cui numerose pene detentive. Un anno fa, Navaln dichiarò di essere stato avvelenato mentre era in prigione.
(da agenzie)
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Agosto 20th, 2020 Riccardo Fucile
“NON C’E’ ALCUN VACCINO PER IL RAZZISMO, CON QUESTE ELEZIONI POSSIAMO CAMBIARE LA STORIA”
“Con queste elezioni possiamo cambiare la storia. Combattiamo con convinzione, fiducia e speranza”. Lo afferma Kamala Harris assicurando che “la strada non è facile, ma vi assicuro che affronteremo le sfide con onestà , diremo la verità ”.
“Accetto la nomination per la vicepresidenza”: così Kamala Harris ha suggellato il suo intervento alla convention dem dal Chase Center di Wilmington, Pennsylvanya, la città dove vive Joe Biden.
La senatrice Kamala Harris ha ricevuto ufficialmente nella terza serata della convention dem la nomination per la vicepresidenza, facendo la storia come prima donna di origini afroamericane e indiane a ricoprire questa carica. Quattro anni fu Hillary Clinton a rompere un altro soffitto di cristallo, anche se non quello più alto, diventando il primo candidato donna di un grande partito alla Casa Bianca.
“Dobbiamo eleggere un presidente che porti qualcosa di diverso, di migliore, e faccia il lavoro importante. Un presidente che ci unisca tutti, afroamericani, bianchi, latinos, asiatici, nativi americani, per conquistare il futuro che vogliamo collettivamente. Dobbiamo eleggere Joe Biden”, ha detto la candidata dem alla vicepresidenza nel suo discorso nella terza serata della convention dem.
“Non c’è alcun vaccino per il razzismo”, ha detto Kamala Harris, sottolineando che gli Stati Uniti possono e meritano di meglio e per questo devono eleggere un presidente in grado di unire. “Dobbiamo eleggere Joe Biden”. “Il fallimento della leadership di Donald Trump è costato vite umane”.
Tutti insieme sul palco, Joe Biden con la moglie Jill e Kamala Harris con il marito Doug Emhoff, dopo la nomination alla senatrice californiana per la vicepresidenza. Le due coppie si sono salutate e complimentate mantenendo il distanziamento sociale per il coronavirus.
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2020 Riccardo Fucile
I SELFIE SENZA MASCHERINA DI SALVINI OGGI NELLA SEDE DEGLI INCURSORI A LA SPEZIA… IL MINISTRO GUERINI DIA SPIEGAZIONI: SI RICEVONO PERSONAGGI SOTTO PROCESSO PER AVER BLOCCATO UNA NAVE DELLA MARINA MILITARE ITALIANA?
La domanda è: gli uffici della Marina sono a tutti gli effetti uffici pubblici nei quali si devono
rispettare le norme anti-Covid o godono di regime speciale?
Mentre il contagio cresce è utile che militari in servizio si facciano dei selfie senza mascherina e distanziamento con un privato cittadino, per quanto senatore sotto processo per un grave reato?
In attesa della risposta da registrare è la fanfara propagandistica di Salvini che ha detto: “Questa mattina a Portovenere (La Spezia) con sommozzatori, palombari e Forze Speciali del Comando subacquei e incursori (Comsubin), un’eccellenza italiana invidiata in tutto il mondo e un esempio di coraggio e onore. Onore a donne e uomini della Marina Militare!”
Alcuni medici hanno letto le fotografie che mostriamo come un insulto ai malati e una segnale di irresponsabilità in piena pandemia e con i contagi che salgono.
Pazienza per mister caciotta che aveva già dato il peggio di se al caseificio.
Ma siamo sicuri che uomini in divisa e in servizio dovessero diventare testimonial no mascherine mentre il governo sta facendo di tutto per sensibilizzare i cittadini?
E’ opportuno aver ricevuto con tutti gli onori un imputato per sequestro di persona aggravato per un reato commesso ai danni di una nave della Marina militare italiana come la Gregoretti (per non parlare della Diciotti)?
Che ne pensa il ministro della Difesa di questo comportamento dei vertici della Marina di La Spezia?
Sono diventati testimonial della campagna elettorale di Salvini?
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Agosto 19th, 2020 Riccardo Fucile
IL SINDACO LEGHISTA CHE SI APPROVA UNA DELIBERA PER DISTRIBUIRE 3.000 EURO A SE STESSO, A UN ASSESSORE, AL CAPOGRUPPO DI MAGGIORANZA E ALTRI 14.000 EURO AI FAMILIARI
Quella che sto per raccontarvi è una storia dai tratti incredibili che vede coinvolti ancora una volta la Lega e i fondi pubblici.
Avete presente i 600 euro che alcuni deputati, soprattutto leghisti, avrebbero intascato? Ecco, si tratta di principianti.
Sì, perchè ne è uscita un’altra, clamorosa, di cui sono stati in pochi a parlare: è la storia della famiglia Cicala.
Nel comune di Viggiano, in Basilicata, il sindaco leghista Amedeo Cicala (l’uomo in foto) decide di realizzare una delibera generosa e curiosa allo stesso tempo: un nuovo sostegno alle partite Iva, finanziato con le royalties petrolifere.
Generosa perchè il sussidio viene portato da 600 a 2.000, 3.000 e persino 5.000 euro.
Curiosa perchè la soglia per poter accedere al bonus viene aumentata da 35.000 a 70.000 euro, allargando di molto la potenziale platea di riferimento.
Insomma: sembra la Svizzera, invece è Viggiano.
La delibera viene approvata con i voti decisivi del sindaco Cicala e di un’assessora, Rosita Gerardi. E voi penserete: ma che meraviglioso Primo Cittadino, lui sì che pensa al bene della sua comunità . Ma è a questo punto che una storia apparentemente bella si trasforma in una farsa.
Una volta pubblicata la lista dei beneficiari, un giornale locale, analizzando i codici fiscali di alcuni dei 370 “vincitori”, scopre una prima cosa interessante: a ricevere il bonus (da 3.000 euro) ci sono anche il sindaco Cicala, l’assessora Rosita Gerardi e il capogruppo di maggioranza Ettore Corona.
Ma non è finita qui. Perchè lo stesso quotidiano decide di affinare la ricerca, scoperchiando il vaso di Pandora: di fatto l’intera famiglia Cicala tramite aziende di cui sono soci o proprietari, risulta “vincitrice” del generoso sussidio.
Il sindaco Amedeo Cicala e il fratello Giovanni risultano beneficiari non solo di 3.000 euro a testa per quanto riguarda le loro attività di avvocato e di architetto, ma di altre svariate migliaia di euro per alcune attività da loro possedute:
– 2.000 euro tramite la “Cga srl”, di cui sono entrambi soci al 50%;
– 2.000 euro tramite la “Lucania costruzioni srl”, di cui i quattro fratelli Cicala (sindaco compreso) sono proprietari al 60% (il restante 40% appartiene al padre, Antonio Cicala). Tra i quattro fratelli vi è anche Carmine Cicala, anche lui leghista e presidente del consiglio regionale della Basilicata.
– 5.000 euro tramite la “Cicala Arredamenti”, il cui proprietario è Claudio Cicala, fratello del sindaco Amedeo.
Altri 5.000 euro, infine, sono andati alla “Eurolavoro Service Sas”, che appartiene al marito dell’unica sorella Cicala.
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2020 Riccardo Fucile
NUOVI BANCHI IN ARRIVO DALL’8 SETTEMBRE FINO A FINE OTTOBRE… VADEMECUM SULLA GESTIONE IN CASO DI POSITIVITA’
Osservare le tre regole auree della protezione dal Covid-19 – mascherina, lavaggio delle mani,
distanziamento. È il mantra del ritorno nella scuola post pandemia, che Governo e Comitato tecnico scientifico ripetono di volere tenere fermo al 14 settembre, liquidando dubbi e perplessità pure espressi da tecnici ed esperti sulla fattibilità dell’impresa considerando i tempi stretti, le tante questioni ancora irrisolte e il numero dei contagi in aumento.
Dovesse cambiare il quadro epidemiologico, risalire l’indice Rt, la data di inizio delle lezioni slitterà ? Se lo chiedono in tanti, mentre i ministri – oggi lo hanno fatto, nell’ordine, Boccia e Speranza – continuano a ripetere che “riaprire il 14 è una priorità assoluta”.
Di certo, spiega ad HuffPost una fonte, il Cts continuerà a discutere e a monitorare la situazione nelle prossime settimane, non perdendo di vista l’indice di contagiosità Rt, sempre con la speranza che i numeri dell’epidemia non subiscano aumenti.
Il peggioramento del quadro epidemiologico renderebbe più complicata la lotta contro il virus nelle scuole con le sole armi di mascherina e distanziamento.
Per ora – insieme al lavaggio frequente delle mani – i capisaldi dell’azione anti contagio definita dagli esperti del Comitato, che oggi si sono riuniti con i ministri Speranza e Azzolina e il commissario straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri, anche per esaminare il documento elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità con l’Inail che stabilisce come affrontare i casi di contagi nelle scuole.
Restano centrali la necessità della distanza tra gli alunni di almeno un metro e l’uso della mascherina ed è previsto un supporto di medici di famiglia e pediatri per gestire al meglio la sicurezza.
Anche oggi, si spiega in una nota,“è stato ribadito l’obiettivo di garantire quanto prima in tutte le scuole il necessario distanziamento interpersonale” e che non c’è nessun rischio di eventuali responsabilità penali per i presidi.
Il Cts, dunque, resta fermo sulla convinzione dell’uso esteso delle mascherine tra i banchi soprattutto dai 6 anni in su, come negli ultimi giorni ha spiegato più volte il coordinatore e dirigente della Protezione Civile, Agostino Miozzo. Il commissario Arcuri è pronto a distribuire 11 milioni di mascherine al giorno e 170 mila litri di gel a settimana alle Regioni che poi le faranno arrivare alle scuole.
Quanto agli eventuali contagi, Miozzo, dicendosi “sicuro che, con otto milioni di studenti e due milioni di persone che vi lavorano, nelle scuole ci saranno dei casi” aveva anticipato le linee definite nel documento dell’Iss, vale a dire che un contagio non comportera automaticamente la chiusura dell’istituto nel quale viene registrato, perchè “si esaminerà il contesto di volta in volta e, se necessario, si metterà in quarantena una classe o l’intera scuola: sarà discusso caso per caso con le autorità sanitarie locali e il dirigente didattico”.
Verrà diffuso da Cts un preciso protocollo sulle modalità di gestione dei casi di positività negli istituti scolastici.
A proposito di banchi, i nuovi monoposto non arriveranno prima del 7-8 settembre. Comincerà allora, infatti, la distribuzione agli istituti che ne hanno fatto richiesta nelle varie regioni – al momento al primo posto c’è la Sicilia,col 69% mentre la Val d’Aosta si è fermata all’8%. Media alta anche per la Campania, col 61%.
Le consegne da parte delle imprese che hanno vinto il bando è prevista fino a tutto il mese di ottobre. In serata la ministra Azzolina e il commissario Arcuri ne hanno parlato in una riunione con sindacati, dirigenti, Anci, Upi che hanno sottolineato la necessità di stringere e rispettare i tempi se davvero si vuole riaprire per il 14 settembre.
Ottenendo la rassicurazione che ci saranno sanzioni per quelle imprese vincitrici che dovessero sforare i tempi di consegna.
Ma con quali criteri si distribuiranno i 2 milioni e 800 mila nuovi banchi? Si darà la priorità alle Regioni col maggiore tasso di contagio? Arcuri avrebbe chiesto ai rappresentanti dei lavoratori del mondo della scuola di decidere insieme.
Resta l’allerta dei sindacati, sul piede di guerra anche sul fronte dei test sierologici da effettuare ad insegnanti e personale non docente di tutte le scuole – dell’infanzia, primarie e secondarie pubbliche, statali e non statali, paritarie e private e Istituti di istruzione e formazione professionali – sempre per l’inizio del nuovo anno scolastico. I test consegnati alle Regioni sono già due milioni. Lo screening partirà dal 24 agosto, in Toscana le attività per gli esami sierologici scatteranno già da domani.
Intanto il tempo stringe e mentre il 14 settembre si avvicina, all’orizzonte compaiono altre questioni da affrontare. La riorganizzazione del trasporto pubblico locale legata alla riapertura delle scuole. Il Cts aveva proposto di differenziare gli orari di ingresso negli istituti per evitare assembramenti sui mezzi, ma sembra l’indicazione non sia stata accettata dagli enti locali. Lunedì prossimo, in un nuovo tavolo tecnico, gli esperti insieme ai ministri dell’Istruzione e dei Trasporti, con Anci, Upi e Regioni cercheranno una nuova soluzione. Il mantra sarà lo stesso: mascherina, distanziamento
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 19th, 2020 Riccardo Fucile
L’IMPRENDITORE LO AVEVA ATTACCATO PER IL DIVIETO DI BALLO NELLE DISCOTECHE (E QUINDI ANCHE AL BILLIONAIRE)
Rispettando i paletti indicati da Roberto Speranza nel documento pubblicato domenica pomeriggio, il sindaco di Arzachena (in provincia di Sassari) ha disposto l’estensione del divieto di ballo chiudendo le discoteche.
Tra i locali interessati da questo provvedimento c’è anche il famoso Billionaire di Flavio Briatore che, negli scorsi giorni si era scagliato contro il primo cittadino. Ora è arrivata anche la replica, ironica di Roberto Ragnedda, attraverso un video pubblicato sulla sua pagina Facebook.
«Questo è un altro grillino contro il turismo. A me spiace per i nostri clienti, eravamo pieni fino a fine mese. Ci sono dipendenti che hanno preso case, abbiamo pagato serate, abbiamo portato calciatori — aveva detto ieri Flavio Briatore sulla chiusura del Billionaire -. Cosa è una vendetta? Non capisco cosa sia. Chiedo scusa ai nostri dipendenti per essere amministrati da sindaci così. Non si fa il sindaco così».
La replica di Ragnedda non si è fatta attendere.
«Questa ordinanza in realtà va a tutelare la salute di tutti ma soprattutto dei più anziani, come lei, che è giusto che si proteggano — conclude con ironia il sindaco di Arzachena -. Anche perchè sarebbe un peccato: l’Italia ha bisogno di personaggi come lei».
Al netto dell’ironia finale, Roberto Ragnedda sottolinea come la decisione sia in linea con quanto disposto dal governo, spiegando come il rischio di un aumento vertiginoso dei contagi in luoghi come le discoteche sia molto elevato (come dimostra il caso dell’isola di Santo Stefano, sempre in Sardegna).
Nel suo filmato, inoltre, il sindaco di Arzachena punge Briatore sottolineando come sia stato lui — come da tradizione — ad aver deciso di aprire la stagione per un solo mese. E da qui l’invito, per i prossimi anni, ad aprire già dal mese di aprile e non condensare tutto solamente ad Agosto.
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2020 Riccardo Fucile
IL PROCURATORE: “ANCORA MOLTE IPOTESI”
L’epilogo è arrivato alle 10.28, dopo 16 giorni di ricerche, di attesa, di angoscia. Giuseppe Di Bello –
carabiniere in congedo che partecipava volontariamente alle ricerche del figlio di Viviana Parisi – ha dato l’allarme.
Ha trovato, nascosti nella fitta boscaglia, i resti del corpo di un bambino. All’inizio era solo il tronco. Qualche ora dopo saranno trovati dei vestiti e una testa di bimbo. “Al 99% si tratta di Gioele”, dicono gli inquirenti.
Il 9 agosto era stato trovato il corpo della mamma, dj di 43 anni. I due erano scomparsi l 3 agosto in Sicilia, dopo un lieve incidente in Autostrada, all’altezza di Caronia. Ma se il cadavere della donna era stato trovato, e la certezza che fosse lei era stata data dalla fede nuziale, quello del bambino non si trovava. E proprio per questo il papà , Daniele Mondello, aveva fatto un appello affinchè più uomini si muovessero per cercarlo.
La triste svolta è arrivata stamattina. Non c’è ancora l’ufficialità , potrà arrivare solo con il test del Dna, ma l’ipotesi che quei resti martoriati molto probabilmente dagli animali siano del figlio di Viviana prende sempre più piede.
“Abbiamo trovato dei resti umani che sono compatibili con quelli di un bambino dell’età di Gioele”, ha detto il procuratore di Patti, Angelo Cavallo. A breve saranno mostrati gli oggetti trovati sul posto ai familiari. Il magistrato ha escluso che dove è stato trovato il corpo di un bimbo ci sarebbero anche indumenti o altri effetti personali della madre. Il resto lo diranno gli esami.
Ma se un cerchio, quasi certamente, è stato chiuso, restano molti interrogativi intorno a questa storia. Cosa è successo a Viviana e Gioele prima del decesso? Quando e perchè sono morti?
Per quale ragione, nonostante ricerche serrate in un posto impervio, il corpo che molto probabilmente è del bambino non è stato trovato prima?
Gli inquirenti dovranno lavorare per rispondere a queste domande. “Ci siamo fatti delle ipotesi su quanto sia successo, se ne sono rafforzate alcune ne abbiamo scartate delle altre”, ha detto Cavallo.
In particolare, ha continuato: “Perdono quota piste riconducibili ad ambiti familiari”. Resta in piedi, quindi, la tesi dell’omicidio-suicidio.
Viviana, lo hanno detto gli stessi familiari, era fragile in questo periodo. Aveva problemi psichici attestati anche da un certificato trovato nella sua auto, lasciata lì, a bordo strada, all’altezza di Caronia. Ma il marito ritiene improbabile che abbia potuto fare del male al suo bambino: “Viviana non avrebbe mai ucciso Gioele. Inoltre non aveva paura dei cani”.
L’ultimo riferimento è alla possibile presenza di animali nella zona. Mamma e figlio, è infatti una delle altre piste che stanno seguendo gli inquirenti, potrebbero essere stati assaliti dagli cani o maiali o, ancora, aggrediti da qualche persona.
Chi segue le indagini è a lavoro per appurare cosa sia successo, ma le incognite sono tante e la soluzione tutt’altro che semplice.
C’è poi un altro nodo, e riguarda i tempi e le modalità del ritrovamento del corpo di Gioele. “Abbiamo sempre pensato che il bambino fosse in questo posto è i fatti, purtroppo, ci hanno dato regione”, ha detto il procuratore.
A trovarlo, però, non sono stati i numerosi uomini delle forze dell’ordine chiamati a fare le ricerche in questi giorni, con l’aiuto di droni e cani, ma un volontario.
Che in mano aveva solo una falce per farsi strada tra i fitti cespugli della zona. “Sono arrivato sul posto alle 5 del mattino. Abbiamo trovato i resti dove gli altri non avevano cercato”. Trovare il corpicino, ha continuato, ”è stato un dono di Dio”.
Il procuratore ha assicurato che saranno fatte verifiche anche sulle ricerche “ma ora non mi interessa chi l’abbia trovato, l’importante e averlo trovato”.
Il vigile del Fuoco che ha coordinato le ricerche dal primo giorno, Ambrogio Ponterio, ha dato la sua versione: ”È arrivata questa persona che è un conoscitore dei luoghi con strumenti atti a farsi spazio tra la vegetazione: aveva un falcetto che gli consentiva di passare dove riescono a intrufolarsi gli animali selvatici”.
A chi gli ha fatto notare che sono stati usati anche dei droni, senza riuscire a individuare il corpo del piccolo Gioele il vice comandante dei Vigili del fuoco ha obiettato: “I droni dall’alto con questa fitta vegetazione non riescono a vedere quello che è nascosto dalla boscaglia”.
E quel corpicino che in tanti cercavano era lì, dove ancora nessuno era riuscito ad arrivare. L’autopsia sarà fatta a breve e sarà utile a ricostruire i dettagli della morte.
Al momento, dopo giorni di ricerche e di speranza, resta la disperazione dei famigliari di Viviana e Gioele. E le lacrime, versate sulla piccola bara, di Daniele, marito e padre, che in pochi giorni ha visto la sua vita sconvolgersi irreversibilmente.
(da “Huffingtonpost”)
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