Agosto 16th, 2020 Riccardo Fucile
MENTRE IGNORANTI E DELINQUENTI DIFFONDONO IL VIRUS, LA PICCOLA CONTAGIATA DAL COVID-19, SI AGGRAPPA ALLA VITA
Ricoverata in terapia intensiva. Intubata, dopo aver manifestato i primi sintomi respiratori. Positiva
alla Covid-19. E tutto questo a soli 5 anni.
La notizia arriva dall’ospedale di Padova e questo caso fa parte dei nuovi contagi da Coronavirus, sempre più alti negli ultimi giorni.
La bambina non è la sola ricoverata in terapia intensiva, con lei ci sono anche altri 4 pazienti tra cui uno in fase di dimissioni dal reparto.
A diffondere le prime informazioni è la stessa azienda ospedaliera: la piccola paziente è stata accolta pochi giorni fa nel pronto soccorso pediatrico: presentava sintomi respiratori dovuti a un’infezione.
Dopo essere risultata positiva al virus è stata ricoverata. Il caso della bambina rientra in una serie di nuovi contagi che si stanno registrano nelle ultime settimane, come spiega il direttore generale dell’azienda Luciano Flor: «I ricoveri Covid di quest’ultimo periodo testimoniano un comportamento non corretto da parte di singole persone».
Dall’inizio dell’epidemia il totale dei casi di contagio nella regione è arrivato a 21.210. Nelle ultime 24 ore infatti si sono registrati 78 nuovi casi di contagio.
Al momento 6.394 pazienti sono in isolamento fiduciario, 117 sono ricoverati in ospedale e 5 in terapia intensiva. Il numero dei decessi invece è fermo a 2.096. Il Veneto oggi ha registrato il numero di contagi più alto rispetto a tutte le regioni italiane.
(da agenzie)
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Agosto 16th, 2020 Riccardo Fucile
38% CONTRO 18% QUANDO UN ANNO FA ALLE EUROPEE LA LEGA IN VENETO RAGGIUNSE IL 49,9%… ADESSO GLI ELETTORI PREMIANO SOLO IL GOVERNATORE
In Veneto sondaggi da sogno per Luca Zaia, più che per la Lega di Matteo Salvini in vista delle Elezioni Regionali 2020.
Secondo quanto riporta Il Giorno, la lista Zaia presidente è data al 36-38 per cento.
E la lista ufficiale della Lega? Sempre stando a questo sondaggio non va oltre il 18.
In Veneto non c’è corsa: sette persone su dieci (68-72 per cento) sono pronte a confermare Zaia nuovo presidente di Regione.
Cinque anni fa Zaia prese 427 mila voti pari al 23,08 per cento, con 13 seggi. La Lega Nord ne conquistò 329 mila voti, solo il 17,82 per cento, con 10 seggi.
Questo sondaggio racconta che dal 2015 a oggi la forbice si sarebbe allargata.
Ma c’e’ un dato ancora più interesssante; alle elezioni europee di un anno fa in Veneto la Lega raggiunse il 49,9%, adesso due terzi di quei voti andrebbero alla lista personale di Zaia e la Lega si vedrebbe ridimenzionata a poco piu’ di un terzo.
(da agenzie)
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Agosto 16th, 2020 Riccardo Fucile
PASSATO IL FERRAGOSTO, ORMAI IL DANNO E’ FATTO… ERANO STATE LE DEROGHE DELLE REGIONI A PERMETTERE LA RIAPERTURA DELLE DISCOTECHE SU PRESSIONE DEGLI INTERESSI ECONOMICI DEI GESTORI
Di fronte all’aumento dei contagi da Coronavirus il governo alla fine ha deciso. Da domani, 17
agosto, discoteche, sale da ballo e locali assimilati dovranno sospendere le loro attività almeno fino al 7 settembre.
La decisione è arrivata nel corso del pomeriggio, durante una riunione in videoconferenza tra i ministri della Sanità Speranza, degli Affari regionali Boccia e dello Sviluppo economico Patuanelli che hanno pensato a dei contributi per gli operatori del settore.
Fino a questo momento le Regioni erano riuscite a tenere aperte le discoteche seppure, dopo il pressing del governo, al 50% e con l’obbligo di ballare con la mascherina.
Ora la stretta dell’esecutivo: le Regioni dovranno adeguarsi al dpcm del 7 agosto scorso che dice che «restano sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso».
Lo stesso ministro Boccia nelle scorse ore aveva parlato dell’ipotesi della «chiusura dopo Ferragosto in tutte le Regioni». E i dati quotidiani dei contagi in continua crescita hanno spinto verso lo stop.
Decisa anche una stretta sull’uso delle mascherine, da utilizzare obbligatoriamente, «dalle 18 alle 6», anche «all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonchè negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti», riporta il Corriere.
Intanto il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha annunciato che domani il coordinamento presenterà una formale denuncia contro il governo e i presidenti delle Regioni per concorso in epidemia colposa e attentato alla salute pubblica, in relazione alla mancata chiusura delle discoteche. «Chiudere ora le discoteche quando tra luglio e agosto sono state organizzate centinaia di serate in tutta Italia vuol dire chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati»
Il governo ha dunque deciso di adeguarsi al parere del Comitato tecnico scientifico, che già nei giorni scorsi aveva espresso la sua preoccupazione di fronte all’aumento dei casi di contagio. L’esecutivo ricordava anche come già nel Dpcm del 7 agosto scorso fosse prevista la sospensione delle «attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso» – divieto cui però molte Regioni avevano risposto con una deroga. La maggioranza delle Regioni, anche oggi, era contraria, preferendo limitazioni di orari e presenze alla chiusura totale.
(da agenzie)
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Agosto 16th, 2020 Riccardo Fucile
UNA DURA BATTAGLIA PER UNA GIOVANE DEMOCRAZIA EUROPEA CHE NASCE : “CREDIAMO, POSSIAMO, VINCIAMO”
Il capo della grande fabbrica che elogia la vittoria di Lukashenko alle elezioni e tutti — TUTTI — gli operai che si alzano in piedi dichiarando di aver votato per Svetlana Tsikhanouskaya (che in teoria avrebbe preso il 10%).
Le più grandi industrie del Paese in sciopero, i sit in nelle fabbriche e i cortei che si uniscono dalle diverse strade di Minsk, e marciano assieme.
Le donne in bianco che sfilano davanti ai palazzi del potere, al grido di “Crediamo, possiamo, vinciamo” I soldati che abbassano gli scudi e vengono abbracciati dai manifestanti.
Queste sono le immagini che arrivano dalla Bielorussia, ultimo Paese europeo a essere governato da un tiranno di nome e di fatto, Alexandr Lukashenko, che ha appena rivinto le elezioni con il “solito” 80% dei consensi e i “soliti” brogli, dopo mesi di repressione e incarcerazioni di qualunque candidato osasse sfidarlo.
La storia (forse) la conoscete: questa volta l’illusione non è riuscita.
Svetlana Tsikhanouskaya, moglie di uno dei candidati sfidanti arrestati o fatti fuggire da Lukashenko, si è candidata presidente e ha sfidato il tiranno. Ha perso, come si sapeva sarebbe accaduto, ma negli exit poll indipendenti condotti da agenzie europee nei seggi esteri — quelli in cui il governo non può imbrogliare — 86 elettori su 100 hanno indicato la loro preferenza per Svetlana Tsikhanouskaya e solo il 3% ha ammesso di aver votato Lukashenko.
E i cittadini bielorussi, non bastasse, sono scesi in massa in piazza e hanno scioperato nelle fabbriche per dimostrare al mondo la gigantesca finzione che si era appena consumata.
Quel che vediamo oggi, una democrazia che nasce, è bellissimo. Quel che non vediamo — ma che ci viene raccontato: altro indizio di un regime che muore — è la repressione delle proteste, sono le migliaia di arresti di manifestanti , oppositori politici e giornalisti, sono i pestaggi in strada da parte di poliziotti in abiti civili, sono le torture che subisce chi viene fermato, sono i morti che questa piccola, grande rivoluzione, se mai sarà , lascerà sul terreno.
C’è altro ancora, che non vediamo, ma possiamo solo intuire. C’è la delicatezza geopolitica di questa rivoluzione, pericolosissima come tutto ciò che avviene ai confini della Russia di Putin, che si sente fisiologicamente minacciata quando in uno dei suoi stati-cuscinetto — e la Bielorussia lo è, come lo era l’Ucraina — una satrapia asiatica cede il passo a una democrazia occidentale.
Chi ne sa qualcosa, lo dice apertamente: tutto bello, ma Putin non lascerà mai la Bielorussia in mano a europei e americani dopo aver già perso l’Ucraina e i Paesi baltici. Ed Europa e Stati Uniti non hanno la forza politica di stare dalla parte del popolo, soprattutto l’America nel bel mezzo del suo anno elettorale — e certo non con un presidente come Donald Trump, sui cui ambigui rapporti con la Russia si è speculato un bel po’. Pure lo strano e imbarazzato silenzio del governo italiano ha la sua inquietante eloquenza, in questo scenario.
Ecco, se non ci sono loro, dobbiamo esserci noi.
Noi mezzi d’informazione — perdonate l’autoreferenzialità — che dobbiamo accendere un faro su quel che accade e tenerlo acceso più che possiamo, per evitare che l’ignavia della politica trasformi la rivoluzione in una violenta repressione del dissenso.
Ma anche noi opinione pubblica — cioè, voi che state leggendo — che dovete porre attenzione a quel che accade ai confini del nostro mondo.
Per loro, i bielorussi, che stanno lottando ma anche per noi, perchè in un mondo post pandemico in cui i tiranni e gli autocrati stanno rialzando la testa, dalla Russia alla Turchia alla Cina — sì, dovremmo occuparci un po’ di più pure di Hong Kong — e in cui persino in Occidente una democrazia che nasce è un fiore nel deserto.
E che nasca in uno di quelle terre devastate tra Russia e Germania, Europa e Asia, Est e Ovest, dal Novecento di Hitler e Stalin, è ancora più bello.
Forza, Bielorussia, siamo tutti con te.
(da Fanpage)
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Agosto 16th, 2020 Riccardo Fucile
IL 54% DEGI AMERICANI APPROVA LA SCELTA DI KAMALA HARRIS COME VICE… IL DATO PIU’ SIGNIFICATIVO: IL 58% DEI SOSTENITORI DI BIDEN LO APPOGGIA PERCHE’ NON NE PUO’ PIU’ DI TRUMP
Joe Biden avanti di 9 punti su Donald Trump alla vigilia della convention democratica. Secondo un
sondaggio di Wall Street Journal e Nbc, il candidato democratico ha il 50% dei consensi e il presidente americano il 41%
. Il sondaggio rivela comunque che il 58% dei sostenitori di Biden lo appoggia perchè intende votare contro Trump non perchè l’ex vicepresidente è la scelta preferita.
C’è poi da segnalare che il 54% degli americani approva la scelta di Kamala Harris per la vicepresidenza. EÈ quanto emerge da un sondaggio condotto dal Washington Post e Abc, secondo il quale il 29% invece la boccia.
La maggiore soddisfazione è fra i democratici: l′86% approva la decisione di Joe Biden di scegliere la senatrice della California, contro un 8% di contrari.
Fra i repubblicani, il 25% promuove la scelta di Harris, ovvero uno su quattro, a fronte di un 55% di contrari.
(da agenzie)
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Agosto 16th, 2020 Riccardo Fucile
VERGOGNOSO CHE NESSUNA DELLE FORZE DELL’ORDINE PRESENTI INTERVENGA
Non è passata inosservata l’ennesima visita, nel corso delle campagne elettorali per le regionali, di Matteo Salvini ad aziende del territorio.
In particolare, alla vigilia di Ferragosto, il leader della Lega si è recato in un caseificio di Acciarolo, in provincia di Pisa, dove ha scattato alcune fotografie con i dipendenti dell’azienda.
Un caseificio molto noto, non soltanto a livello locale, ma anche a livello nazionale. Nello specifico, l’immagine di Matteo Salvini nel caseificio con la mascherina abbassata, che annusa il formaggio (quello speciale, con il binomio con il pistacchio, che il leader della Lega ha esaltato), ha fatto discutere ed è diventato un tema politico.
Le norme anti Covid nelle industrie alimentari sono rigidissime.
I dipendenti devono essere assolutamente protetti e devono utilizzare sempre le mascherine, in modo tale da evitare la trasmissione di contagi tra loro, ma soprattutto la manipolazione del cibo senza profilassi.
Matteo Salvini, invece, ha annusato il pecorino con la mascherina abbassata. E il gesto ha sollevato una protesta dei Cobas, che hanno evidenziato il comportamento del senatore della Lega: «Un esempio pessimo — hanno scritto in una nota — che irride i protocolli di sicurezza nei luoghi di lavoro: non è accettabile che un Senatore della Repubblica pieghi le norme, mettendo a rischio i lavoratori, per la sua campagna elettorale. E che lo faccia dandogli risalto sui social».
I sindacati, nell’ultimo periodo, si stanno battendo in maniera molto seria per chiedere alle aziende la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, affinchè tutti possano portare avanti in sicurezza il proprio mestiere. In un momento in cui, tra le altre cose, si fa appello alla responsabilità di tutti per evitare questo aumento di contagi che si sta verificando negli ultimi giorni, un comportamento del genere sembra davvero fuori luogo.
(da agenzie)
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Agosto 16th, 2020 Riccardo Fucile
IL RIANIMATORE: “IN UN PAESE CIVILE QUESTE PAROLE AVREBBERO SORTITO UNA SOLLEVAZIONE POPOLARE”
“Li sedevano e li lasciavano morire come cani. Sono degli assassini”. Con queste parole Carlo
Taormina, uno che è stato parlamentare del centrodestra e addirittura sottosegretario all’Interno in un governo Berlusconi, ha definito i medici e i sanitari che, per mesi, hanno lottato, combattuto e sono anche morti, in prima linea, nella dura battaglia, in trincea, contro questo virus infido e letale.
E così io sarei un assassino. Un criminale.
Sono giorni che penso e ripenso a queste parole. Che penso e ripenso alle notti insonni, alle preoccupazioni, al dolore e allo strazio che ho visto con gli occhi miei, alle lacrime che ho versato e alla carezze che ho riservato ai miei malati.
Erano le carezze di un assassino, quelle?
Queste parole non mi offendono soltanto, mi indignano. E penso che solo in Italia personaggi come questo Taormina possono assurgere a ricoprire importanti incarichi istituzionali. In qualunque altro Paese civile sarebbero sottoposti a un Tso e certe dichiarazioni avrebbero sortito una vera e propria sollevazione popolare.
Ne sono sicuro.
Parola di medico.
Parola di assassino
Felice Spaccavento, anestesista e rianimatore della Asl di Bari
(da agenzie)
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Agosto 16th, 2020 Riccardo Fucile
LA CATENA DEL TRACCIAMENTO NON FUNZIONA
Il ministero della Salute ha previsto che le persone che, da qualche giorno, stanno rientrando da Paesi a rischio Covid (come la Spagna, la Grecia, la Croazia, Malta) devono essere sottoposte obbligatoriamente a tampone.
Ci sono tutte le indicazioni per come fare, anche all’aeroporto di Malpensa, ma — a quanto pare — non sono pochi i disservizi che sono stati segnalati in Lombardia, soprattutto in questo periodo di week-end di Ferragosto.
Nella giornata di ieri, ad esempio, Selvaggia Lucarelli per TPI ha raccontato la storia di un ragazzo arrivato a Milano di ritorno da Mykonos. Quest’ultimo ritiene di essere positivo al coronavirus, dal momento che i suoi amici sono stati contagiati, che presenta qualche sintomo (febbre e perdita dei sapori) e che, però, non riesce a fare il tampone in Lombardia: la Asl gli ha chiesto di aspettare fino alla prossima settimana, mentre lui aveva chiesto l’esame il 13 agosto, tre giorni fa.
Oggi, invece, è la giornalista di Sky Tg 24 Monica Napoli a segnalare alcuni disservizi all’aeroporto di Malpensa. Mentre la cartellonistica indica cosa bisogna fare per segnalare la propria presenza in Italia di rientro dalla Grecia, dalla Spagna, dalla Croazia e da Malta, la giornalista ha incontrato diversi ostacoli.
Monica Napoli parte da una domanda: «Partire per una trasferta e trascorrere le ferie in casa. Non è tanto questo che infastidisce ma non avere regole chiare al ritorno. Come si configura la quarantena? Quando farò il tampone visto che oggi scadono le 48h dal mio ritorno?».
La giornalista sottolinea come il numero in Lombardia sia errato e la chiamata venga dirottata ad Ats, che chiede all’utente di registrarsi sul sito, spiegando come — al momento — la segnalazione sia stata completata.
Ma del tampone nelle 48 ore, nemmeno l’ombra. Ovviamente, ci sono delle circostanze esterne da valutare (come il periodo particolarmente complesso in termini di disponibilità di personale), ma vale la pena ricordare che l’epidemia non va in vacanza. Anzi: durante le vacanze sembra aver approfittato di questo strano senso di sicurezza che abbiamo acquisito.
(da agenzie)
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Agosto 16th, 2020 Riccardo Fucile
L’INCONTRO “SEGRETO” TRA SALVINI E CASALEGGIO” NEL 2017 C’E STATO
Calabresi vs Casaleggio 2-0. Sarebbe questo il risultato se quello tra l’ex direttore di Repubblica e il
figlio del fondatore del Movimento CinqueStelle fosse un incontro di calcio. Invece si tratta di cause in tribunale e all’Ordine dei giornalisti per un articolo uscito su Repubblica nel giugno 2017 che parlava di un incontro tra Casaleggio e Matteo Salvini aprendo per la prima volta alla possibilità di un accordo tra Lega e Movimento che poi si è effettivamente verificato dopo le elezioni del 2018.
Calabresi vs Casaleggio, dove nasce la causa
A far arrabbiare Casaleggio non era stato tanto l’articolo a firma di Matteo Pucciarelli che raccontava l’incontro con Salvini, quanto l’editoriale, il tweet e un video pubblicati tra il 15 e il 16 giugno del 2017 da Calabresi per commentare la notizia. Casaleggio sosteneva di essere stato diffamato ma il giudice di Ivrea Paola Cavarero ha bocciato la sua tesi, esattamente come l’Ordine dei giornalisti aveva respinto la sua richiesta di provvedimento disciplinare contro l’ex direttore di Repubblica. Calabresi vs Casaleggio è quindi la storia di uno scoop giornalistico e di come il Ceo della Casaleggio Associati abbia cercato di coprirlo accusando il giornale che lo ha pubblicato di diffamazione. Tentativo andato a vuoto visto che il giudice oltre a confermare il contenuto dell’articolo di Pucciarelli ha obbligato Casaleggio a pagare le spese processuali. Un successo festeggiato da Calabresi con un tweet.
In molti in rete hanno però voluto non tanto sottolineare la vittoria di Calabresi in tribunale quanto ricordare le reazioni arrivate dal fronte pentastellato all’epoca dell’uscita dell’articolo. Le reazioni sul Blog delle stelle fu immediata e molto forte. Casaleggio definì la notizia “falsa” e parlò di “Metodo Repubblica” per definire l’uso di fake news contro lui e il Movimento.
Alla conferma di Calabresi sui contenuti dell’articolo poi i CinqueStelle reagirono negando l’incontro col futuro alleato di governo mentre Casaleggio fece causa all’allora direttore del quotidiano di Largo Fochetti dando il là a quello che Calabresi chiamò a sua volta il “Metodo CinqueStelle”.
(da agenzie)
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