Agosto 17th, 2020 Riccardo Fucile
“A IBIZA HANNO AVUTO IL CORAGGIO DI TENERLE CHIUSE, IN ITALIA OGNI REGIONE FA QUELLO CHE GLI PARE”… “POLITICI PARACULI QUELLI CHE VOGLIONO TENERLE APERTE”
“E così, da oggi, quando peraltro non conta quasi più niente, le discoteche torneranno a restare chiuse. Ho dovuto mordermi la lingua in queste settimane per evitare di infilarmi in polemiche di cui proprio faccio volentieri a meno, ma adesso che è stata presa la decisione posso chiedermi…ma quale imbecille di politico, governatore, sindaco o questore poteva pensare che si potessero aprire e non avere assembramenti?!?”.
Comincia così il lungo post che Linus, dj e direttore di RadioDeejay, dedica alla questione della chiusura delle discoteche decisa dal Governo.
“I gestori delle discoteche non sono esattamente una categoria al di sopra di ogni sospetto, ma come puoi pensare che la gente in un locale non faccia quello per cui c’è andata, cioè stare insieme? Perchè le avete fatte aprire, eravate ubriachi o interessati?”, è la domanda provocatoria del dj. Che conclude:
“A Ibiza, capitale delle discoteche europee, hanno avuto il coraggio di tenerle chiuse, qui ogni zona poteva decidere in funzione dei casi della regione. Perchè nei locali al mare (gli unici aperti) si sa che ci vanno solo i ragazzi del posto, non i turisti.“I ragazzi hanno diritto di vivere”, dicono i paraculi. I ragazzi hanno migliaia di altri modi per divertirsi. Correndo qualche rischio, certo, perchè è assurdo pensare di chiudersi in un bunker. Ma è stupido favorire i problemi.
“Il settore è in crisi”. Certo, e ovviamente mi dispiace, ci ho passato buona parte della mia vita, ma a parte Amazon conoscete qualche attività che non abbia avuto problemi da questa situazione?”
(da “Huffingtonpost“)
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Agosto 17th, 2020 Riccardo Fucile
“RIAPRIRLE E’ STATO UN GROSSO ERRORE”
“Danni all’economia? I contagi di Ferragosto ci costeranno di più”. Così, in un’intervista al
Messaggero, Massimo Galli, direttore di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, ha commentato i casi di Covid-19 in aumento. Il virologo ha criticato il governo per la decisione – tardiva – di chiudere le discoteche.
“Aprire le discoteche non è stata certo un’idea nè opportuna, nè brillante, e sarebbe stato opportuno che chi di dovere lo avesse stabilito con chiarezza, senza consentire deroghe”.
Galli ha commentato anche l’abbassamento dell’età media delle nuove infezioni “non solo per la frequentazione di discoteche”, ma anche perchè “i giovani si muovono per lavoro”.
La situazione, secondo Galli, è peggiore del previsto.
“Speravo molto che in questo periodo i numeri sarebbero stati più confortanti. Rimarremo fuori dai guai se non permetteremo al virus di circolare per un certo numero di giorni senza controllo, perchè allora ci troveremmo di nuovo a dover decidere se chiudere un pezzo di Paese”.
E tra economia e salute, Galli non ha dubbi: “In tutte le grandi epidemie del passato le scelte dei governanti sono state condizionate da pressioni e considerazioni di contenuto economico. Ma i costi successivi, umani ed economici, se non fai le cose come vanno fatte, sono sempre stati assai più pesanti”.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 17th, 2020 Riccardo Fucile
MACRON CHIAMA L’UE… TIKHANOVSKAYA: “PRONTA A GUIDARE IL PAESE”
Redazione vuota e musica pop: si è presentato così oggi il desk del telegiornale dell’emittente statale Belorus 1, all’indomani delle manifestazioni innescate dalla
contestata rielezione del presidente Aleksandr Lukashenko.
L’assenza dei giornalisti è stata interpretata, anche dai corrispondenti di testate straniere, come un segno di supporto alla protesta contro il capo dello Stato.
I lavoratori bielorussi sono in sciopero e si stanno riunendo in comitati, ha detto il portale internet Tut.by.
Secondo il portale, i dirigenti delle imprese hanno avuto un altro incontro con i lavoratori oggi e hanno esortato tutti a mettere per iscritto le loro richieste senza interrompere il processo di produzione. Tuttavia “il voto per lo sciopero è stato praticamente unanime; stanno formando comitati di sciopero e si preparano a notificare formalmente all’amministrazione, tramite il sindacato, che la produzione sarà interrotta”, ha detto tut.by.
Tra le richieste avanzate, l’annullamento delle elezioni e lo stop delle violenze contro i manifestanti. Anche alcuni dipendenti della Belteleradiocompany, che riunisce le televisioni e le radio di Stato, sono in sciopero e alle 9.00 è stato mandato in onda per diversi secondi un divano vuoto. Lo riporta Interfax.
Svetlana Tikhanovskaya si dice pronta ad “agire da leader nazionale” per riportare calma e normalità in Bielorussia, secondo quanto riporta l’agenzia russa Tass che dà notizia di un nuovo messaggio video della leader dell’opposizione. “Sono pronta ad assumermi la responsabilità e ad agire da leader nazionale affinchè il Paese si calmi e riprenda un ritmo normale”, ha detto nel messaggio video diffuso tramite YouTube, in cui chiede “elezioni reali, giuste e trasparenti che siano accettate senza condizioni dalla comunità internazionale”.
Si muove, intanto, l’Unione europea . Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha convocato per mercoledì un Vertice Ue straordinario sulla crisi. Lo ha annunciato lo stesso Michel sul suo account Twitter.
“I bielorussi hanno il diritto di decidere del loro futuro ed eleggere liberamente il loro leader. Le violenze contro i manifestanti sono inaccettabili e non possono essere autorizzate”, ha scritto Michel convocando il vertice per le 12.
“L’Unione europea deve continuare a mobilitarsi al fianco delle centinaia di migliaia di bielorussi che manifestano pacificamente per il rispetto dei loro diritti, della loro libertà e della loro sovranità ”.
A scriverlo è il presidente francese Emmanuel Macron in un tweet pubblicato mentre decine di migliaia di persone erano riunite a Minsk per chiedere la fine del regime del presidente Aleksander Lukashenko, recentemente rieletto per la sesta volta dopo una contestatissima tornata elettorale.
Lukashenko, al potere dal 1994, replica con durezza alle proteste. “Non dovreste mai aspettarvi che io faccia qualcosa perchè messo sotto pressione” ha detto il leader bielorusso, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Belta, commentando le proteste di piazza. “Fino a quando non mi ucciderete, non ci saranno nuove elezioni, perchè altrimenti non ci saranno più le grandi fabbriche del Paese. Tutto sarà distrutto”, ha affermato di fronte agli operai della fabbrica di camion Mzkt, che ha citato esplicitamente insieme alla Maz, che produce automobili, e alla BelAz, un’altra fabbrica di camion.
Preoccupazione in Polonia, che sta monitorando la situazione al confine. Il vice ministro della Difesa Wojciech Skurkiewicz ha detto che “nè la Polonia nè altri paesi europei cadranno nella trappola di Lukashenko. Stiamo guardando a quanto accade in Bielorussia come tutti gli altri Paesi Nato. Non resteremo passivamente a guardare”.
In Bielorussia ieri è stato il giorno delle marce. L’annunciata e attesa grande ‘Marcia per la libertà ‘, che i media descrivono come la più grande manifestazione nella storia bielorussa, ha invaso pacificamente le strade di Minsk con decine di migliaia di persone – 100.000 secondo l’Afp – mentre in un vicino quartiere Lukashenko arringava dal palco una decina di migliaia di suoi sostenitori, convocati per una contromanifestazione, chiamandoli a difendere l’indipendenza nazionale. Un braccio di ferro che si è consumato sotto l’inquietante ombra di un possibile intervento russo di ‘assistenza militare’, evocato non troppo velatamente da Vladimir Putin.
La grande marcia, preceduta sabato dal mesto funerale del manifestante ucciso lunedì scorso negli scontri con la polizia, arriva simbolicamente a una settimana esatta dalle contestatissime elezioni presidenziali, che hanno consegnato, con un ‘bulgaro’ 80% di suffragi, il sesto mandato consecutivo a Lukashenko, ormai al potere da 26 anni.
Nel giorno in cui Papa Francesco all’Angelus ha rivolto un pensiero alla Bielorussia con un “appello al dialogo, al rifiuto della violenza e al rispetto della giustizia e del diritto”, la grande folla lungo il grande Viale dell’Indipendenza, sotto un cielo azzurro, ha srotolato un lungo nastro coi vecchi colori nazionali – bianco, rosso e l’emblema di San Giorgio -, ha innalzato migliaia di bandiere, palloncini, striscioni; ha cantato e scandito il mantra “Vattene!”.
La Marcia per la libertà è il punto culminante di una settimana di proteste, scontri e tensioni iniziata con la violenta repressione – almeno due manifestanti morti, oltre 6.700 arresti, feriti e notizie di pestaggi e torture da parte delle forze di sicurezza e l’autoesilio nella vicina Lituania della candidata anti-Lukashenko, Svetlana Tikhanovskaya.
Poi la violenza è diminuita, ma non la voce dell’opposizione, che venerdì ha proclamato alcuni scioperi.
“L’ultimo dittatore d’Europa”, messo in un angolo da cui non riesce ad avere ragione della piazza, nè con la forza nè con atteggiamenti più concilianti, sabato ha chiesto aiuto a Mosca. Dopo una conversazione telefonica sabato stesso, Lukashenko ha detto di aver ricevuto rassicurazioni da Putin, che avrebbe garantito il suo “aiuto” per “mantenere la sicurezza”, minacciata da forze “esterne”. Oggi lo stesso Cremlino, a seguito di una seconda telefonata, ha promesso di “assistere” se necessario la Bielorussia “sulla base del comune patto militare” che lega Mosca a sei repubbliche ex sovietiche.
Un fantasma, quello dell’intervento russo, reso vivido dei recenti esempi di Ucraina e Crimea e si alimenta del presupposto che le varie rivoluzioni ‘colorate’ nell’Est europeo siano state guidate da forze oscure pilotate dall’estero.
Intanto continuano le defezioni fra gli stessi funzionari dello stato, con l’ambasciatore bielorusso a Bratislava che oggi ha detto di solidarizzare con “coloro che sono usciti nelle strade delle città bielorusse con marce pacifiche per far sentire la loro voce”.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 17th, 2020 Riccardo Fucile
L’AMBULANZA STAVA SOCCORRENDO UN RAGAZZO MA IL TURISTA ROMANO VOLEVA PASSARE: LA FECCIA L’ABBIAMO IN CASA
Pietro Paolo Cossu, 50 anni, autista di ambulanza e soccorritore, ieri è stato preso a pugni da un
turista mentre l’ambulanza era ferma all’ingresso della discoteca Just Cavalli a Porto Cervo in Sardegna, per soccorrere un ragazzo che stava male.
Racconta oggi il Corriere della Sera:
È sceso dall’auto: «Spostatevi. Fatemi passare! Mi rovinate la vacanza!». Un operatore ha cercato di dissuaderlo: «Abbia pazienza qualche minuto, stiamo finendo l’intervento». Risposta: «Levati di mezzo» seguita da un pugno. Parapiglia, intervento di altri volontari, finale con il turista che, risalito sull’auto, ha accelerato rischiando di investirli ed è fuggito.
La notte di Ferragosto si è conclusa con Pietro Paolo Cossu all’ospedale: frattura scomposta al setto nasale, volto tumefatto, 15 giorni di cura. E il turista denunciato dai carabinieri di Porto Cervo per interruzione di pubblico servizio, lesioni e altri reati per i quali si è attivata la Procura di Tempio Pausania.
Di lui si sa che ha 32 anni ed è romano. La sua identità verrà probabilmente tenuta riservata, per prudenza, dopo le migliaia di post sui social, quasi tutti di sardi furiosi, molti decisi a «dargli una lezione».
Pietro Paolo Cossu, 50 anni, tre figli, è ritornato a casa. Per decenni volontario, dal 2007 assunto come autista soccorritore dall’associazione Arzachena Agosto 89, presidente Salvatore Locci: «È una brava persona. Forte, ma non farebbe male a una mosca».
Con il Billionaire, il Sotto e il Sopravento, il Just Cavalli, che si affaccia sul Golfo del Pevero, è tra i locali più esclusivi della Costa Smeralda, 200 euro cena di Ferragosto, più di 6 mila per un privè. Ricorda Cossu: «Ci hanno chiamato verso le 5, un ragazzo era fuori della discoteca, sembrava in coma etilico. Abbiamo iniziato a soccorrerlo. È arrivata questa Mercedes gialla, cercava di infilarsi rischiando di investire anche il ragazzo a terra. Ho detto all’uomo che guidava: non c’è spazio, siamo in emergenza, ma finiamo subito. Lui gridava e a un tratto ha detto: “Mi avete rotto i c… Sgombrate, mi state rovinando la vacanza”. Ha aperto lo sportello e mi ha sferrato un pugno. Ho provato a proteggermi con le braccia, siamo scivolati per terra». Davanti al Just Cavalli c’erano centinaia di persone. «Sono intervenuti i buttafuori e hanno evitato che finisse in zuffa. Lui insultava: “Ti aspetto, non ti basta? Vieni che ti do ilresto”. Io non ho reagito, sarei passato dalla ragione al torto».
(da “NextQuotidiano“)
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Agosto 17th, 2020 Riccardo Fucile
SI IMBARCA SU UN TRAGHETTO PER LA MADDALENA POI BLOCCA TUTTI
Daniela Martani si imbarca su un traghetto per La Maddalena, ma blocca tutti perchè si rifiuta di indossare la mascherina. L’attivista ha pubblicato su Facebook il filmato in cui discute animatamente con gli operatori del traghetto che, durante il controllo dei biglietti, le hanno detto che non l’avrebbero lasciata proseguire se non avesse prima indossato il dispositivo di protezione.
“Ieri sera alle 1:30 di notte al ritorno dall’isola della Maddalena per Palau la compagnia di navigazione Delcomar ha cercato di impedirmi di salire a bordo della nave, perchè mi sono ribellata alla richiesta di indossare la mascherina nella mia macchina per mostrare il biglietto regolarmente pagato. Ho preteso di visionare questo fantomatico regolamento, ma si sono rifiutati. Quindi in pratica secondo questi signori è obbligatorio indossare la mascherina anche nella propria macchina.
Ma il DPCM governativo è molto chiaro in merito “L’obbligo della mascherina non c’è all’aperto, almeno che non sia possibile rispettare la distanza interpersonale e non ci si trovi in una situazione di affollamento” Io non ci sto a questa follia, mi rifiuto di sottostare a questa dittatura che non ha alcun fondamento. Loro hanno chiamato i carabinieri e hanno minacciata di denunciarmi per interruzione di pubblico servizio io chiaramente sporgerò denuncia per aver violato il mio diritto previsto dalla costituzione italiana alla libera circolazione
L’obiezione della Martani è che non c’è nessuna norma che impone di indossare nella propria auto, mentre si è da soli, la mascherina. E che quindi porgendo il biglietto non avrebbe violato alcun regolamento non portandola. Perciò sono i lavoratori del traghetto ad averle fatto un torto e ad aver calpestato le sue “libertà costituzionali”. Ma gli operatori del traghetto hanno a che fare con centinaia di passeggeri al giorno. E se uno di loro starnutisse in faccia ai lavoratori perchè è senza mascherina la distanza assicurata dalle due braccia tese che si passano il biglietto non sarebbe comunque sufficiente per garantire la sicurezza. È più importante il rispetto per quei lavoratori o avere 5 minuti di notorietà su Facebook?
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 16th, 2020 Riccardo Fucile
LA DIFESA DEL TITOLARE NON CONVINCE, CHI INVITA SALVINI A PRANZO DEVE SAPERE CIO’ CHE LO ASPETTA… NESSUN ALTRO POLITICO INVITATO HA SFRUTTATO UNA VISITA RISERVATA PER FARE UNO SPOT ELETTORALE E SENZA RISPETTARE LE REGOLE SUL COVID
A Pisa scatta l’invito a boicottare l’acquisto dei formaggi di un noto caseificio della provincia dopo
che il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha pubblicato sulla sua pagina Facebook due foto che lo ritraggono durante una visita nell’azienda in cui abbassata la mascherina sul mento, annusa un formaggio prodotto nel caseificio.
Il proprietario del caseificio, Stefano Busti, dichiara al’agenzia di stampa Agi: “Rispettiamo da sempre tutte le regole e quel pezzo di formaggio è stato donato a Salvini come facciamo sempre con i personaggi che vengono a visitare la nostra azienda. Poche settimane fa sono venuti a trovarci anche Eugenio Giani, Andrea Pieroni e Antonio Mazzeo, esponenti del Pd. “Nè della visita di Salvini e Ceccardi, nè di quella di Giani e degli altri consiglieri del Pd abbiamo dato notizia”
“In visita al caseficio Busti, territorio pisano. Qui un gemellaggio fra Toscana e Sicilia: pecorino coi pistacchi di Bronte. Viva l’Italia” è il post di Matteo Salvini, corredato di foto, che scatena la polemica
Da quel momento sono centinaia i messaggi di persone che non acquisteranno più i prodotti del caseificio Busti.
Qualche considerazione:
1) Il titolare di una azienda è libero di invitare o accettare la richiesta di visita del politico che gli pare, ma non può poi far finta di cascare dal pero. Della visita di altri candidati nessuno ha saputo nulla perchè sono stati corretti e non ne hanno fatto uno squallido post elettorale, se inviti Salvini sai che viene per farsi i selfie e pubblicarli.
2) Se poi inviti pure Salvini e delegazione al seguito a pranzo, vai oltre la visita formale, inutile nasconderlo. Indossare una mascherina tricolore (fornita da chi?) è un altro segnale poco consono al ruolo di imprenditore “neutro”.
3) Nell’azienda, come hanno ricordato i sindacati e la stessa direzione, vige un controllo di sicurezza anti-Covid molto severo, a tutela dei lavoratori e dei consumatori. Perchè è stato permesso a Salvini di fare foto senza mascherina di protezione? Perchè il titolare non ha ritenuto di redarguire il leghista ad attenersi alle norme che valgono per tutti?
4) Avrebbe avuto senso invitare la Ceccardi come è stato fatto con Giani, trattandosi non solo dei due candidati reali alla Regione, ma anche di due soggetti senza procedimenti penali a carico. Far entrare nella propria azienda un imputato per due sequestri di persona aggravati non penso rientri nella prassi di un imprenditore “neutro”.
5) Noi siamo per la libertà di scelta, infatti non permetteremmo a Salvini neanche di arrivare a sporcarci lo zerbino.
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Agosto 16th, 2020 Riccardo Fucile
QUATTRO ANNI DI LAVORO PER UNA LINEA A BINARIO UNICO TROPPO LENTO
Quindici milioni di euro per riaprire una vecchia linea ferroviaria chiusa nel 2016, con la beffa di non aver risolto ancora i vecchi problemi e, anzi, aver allungato i tempi di percorrenza.
Benvenuti sulla Campobasso-Termoli: 87 chilometri a binario unico percorsi alla velocità del “Brucomela”.
Il sito di Trenitalia prevede poco meno di due ore per lo spostamento, andamento lento a dir poco, ma il reale tempo di percorrenza dalla riapertura a oggi è stato sempre superiore. Mai un treno arrivato in orario. Tempi medi di percorrenza intorno alle due ore e mezza nei casi migliori, fino alle tre ore toccate nel giorno della riapertura e anche in quello seguente.
Fiduciosi dei grandi annunci per la riapertura arrivati dalla regione Molise con tanto di conferenza stampa nella stazione di Campobasso, domenica scorsa (9 agosto) abbiamo deciso di salire a bordo della corsa inaugurale che, alle ore 6 in punto, ci ha portato dal capoluogo di Regione fino alla costa adriatica.
Dove siamo sbarcati alle ore 8.52 con più di un’ora di ritardo. Alla media di circa 30 chilometri orari.
Varie le soste nella campagna: la prima alle ore 6.07 alle porte di Campobasso. “Perchè siamo fermi?”, esclama uno dei temerari passeggeri saliti a bordo. Pronta la risposta del gentile operatore: “Problemi col passaggio a livello. Oggi qualche problema ci sarà sicuramente”.
Come a dire: state comodi e non perdete la pazienza. Soprattutto col passaggio a livello, un problema costante su tutta la tratta.
Ma che allo stesso tempo è fonte di emozione poco dopo la stazione di Ripabottoni/S.Elia (siamo nella zona del cratere sismico del 2002, ndr), quando un automobilista in sosta al passaggio a livello saluta festosamente quel treno che non vedeva più da anni.
Scene di giubilo che si ripetono alla stazione di Casacalenda dove addirittura c’è un fotografo pronto a immortalare il momento storico. E dove un ragazzo, più ritardatario del treno, è costretto a rincorrere il convoglio per non perdere una corsa che ha già accumulato un ritardo biblico
Ma l’apoteosi si registra alle 7.32, quando a Larino il treno partito da Campobasso incrocia quello partito da Termoli. Per “festeggiare” ecco altri 15 minuti di sosta.
La meta sembrerebbe essere più vicina. Larino e Termoli distano una trentina di chilometri. Si riparte. La vegetazione si fa meno rada. Adesso la visione di sterpaglia incolta, pale eoliche e pannelli solari, lascia spazio a vigneti e uliveti.
C’è ancora tempo, però, per l’ennesima sosta, nelle campagne alle porte del basso Molise. Perchè i passaggi a livello non si sono chiusi e quindi si è reso necessario l’intervento umano per bloccare le automobili in transito.
Si tratta dell’ultimo ostacolo per i tre vagoni e per una decina di temerari passeggeri che finalmente alle 8.52 riescono a mettere piede a Termoli.
Sarà stato un caso isolato? Certo che no. Stessa sorte è toccata al treno partito in direzione opposta.
Non solo domenica, ma anche nei giorni seguenti. Abbiamo monitorato tutte le corse per un’intera settimana. Treni in grave ritardo ogni giorno, nessuno arrivato in orario; tanto che Rete ferroviaria italiana (Rfi) è dovuta uscire allo scoperto assicurando il massimo impegno per provare a ridurre il disagio dei sempre meno passeggeri che scelgono il treno per muoversi lungo la tratta.
La speranza è che qualcosa, come promesso dalla società che gestisce le infrastrutture ferroviarie, si muova entro due settimane. Altrimenti si potrebbe tornare nuovamente al sistema sostitutivo in autobus, tra l’altro già attivo in alcuni orari, che quantomeno garantirebbe il tragitto nei tempi, seppur lenti.
Ma una domanda sorge spontanea. Non sarebbe stato opportuno terminare il monitoraggio e i lavori di adeguamento necessari prima di rimettere in moto una tratta che già in tempi normali impiegherebbe quasi due ore ( 1h e 50′ circa) per percorrere solo 87 chilometri?
Una linea ormai troppo vecchia (la tratta fu inaugurata nel 1882, ndr), dove sono ancora numerosi i problemi da risolvere: il consolidamento di viadotti e la messa in sicurezza di ponti e ponticelli, il risanamento dell’armamento ferroviario, la vegetazione che ostacola i vagoni, oltre a qualche complicazione tecnologica.
Il tutto confermato anche dalla presenza di circa 60 tecnici sui cantieri. Lavori per cui Rfi ha assunto un impegno economico per 15 milioni di euro.
E proprio a proposito dell’ennesimo disservizio pubblico in una Regione che paga già un isolamento storico dal punto di vista dei Trasporti, sarebbe necessario un doveroso chiarimento da parte di Donato Toma.
Il presidente della regione Molise, inoltre, proprio di recente, nel valzer di poltrone effettuato in piena pandemia, ha cambiato anche il vertice dei Trasporti. Quell’assessorato che deve fare i conti pure con gli storici problemi sulla principale linea di collegamento ferroviario: la Campobasso-Roma ora chiusa per l’elettrificazione (ormai si viaggia solo in bus).
Eppure il governatore Toma, nella conferenza stampa trionfale di fine luglio, manco arrivasse l’alta velocità , ha parlato di svolta sul ferro per il Molise: “Dopo quattro anni di chiusura riapre la linea Campobasso-Termoli. In appena due anni questo governo ha impresso un cambio di passo al trasporto ferroviario in Molise, ora questa linea è realtà ”. Un passo di gambero però, visto che per percorrere solo 87 chilometri occorre mezza giornata.
(da TPI)
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Agosto 16th, 2020 Riccardo Fucile
ALLA ASL DI MILANO LA COSA NON SEMBRA INTERESSARE, COSI’ PURE A QUELLA DI GENOVA
“Io non voglio che qualcuno si ammali per colpa mia, ma questo preoccupa più me che la Asl della
regione Lombardia, a quanto pare”.
Francesco è tornato il 13 agosto dalle vacanze a Mykonos con la sua fidanzata Elena e un gruppo di altri otto amici. Tre ragazzi di quel gruppo, rientrati in Italia, hanno scoperto di essere positivi al Coronavirus. Ora, tornato a Milano, Francesco vorrebbe fare il tampone ma nessuno pare interessarsi della questione.
Quando siete partiti per Mykonos?
Il 6 agosto, siamo rimasti una settimana. Eravamo in 10, provenienti da città diverse come Milano, Genova e Napoli, quindi non tutti arrivati insieme.
Che vita avete fatto a Mykonos?
Spiaggia, ristoranti, al massimo aperitivi, le discoteche erano chiuse. Nulla di particolare, ma a quanto pare è bastato poco.
C’erano molti turisti?
Sì, moltissimi.
A Mykonos siete stati bene o avete avuto sintomi?
La sera da un certo momento alcuni di noi si sentivano stranamente stanchi, ma non avevamo febbre o altri sintomi.
Poi?
Al ritorno il 13, il nostro amico che è tornato su Genova non stava bene e ha fatto il tampone. Risultato positivo. Idem due amici di Napoli.
Tu sei rientrato su Milano dove vivi invece.
Sì. Io il 13 sera ho iniziato ad avere un po’ di sintomi e anche la mia ragazza. Alle 18,30 avevo la febbre a 37,8.
In aeroporto te l’hanno misurata?
Non l’avevo. E’ un mistero. Io da ieri non sento neppure più i sapori.
Hai chiamato la Asl?
Certo, subito. Ho detto che chiaramente a Mykonos c’è un focolaio, che sono stato su un volo, che ho incontrato tanta gente.
Hai comunicato anche su che volo eri?
Certo il volo delle 13,40 Mykonos-Malpensa il 13 agosto, ma sembra che anche quello alla Asl non sia interessato.
Poi?
Poi ho spiegato che gli amici in vacanza con me sono risultati positivi e che ho i sintomi, ma mi hanno risposto che fino alla prossima settimana non se ne parla, nessuno fa i tamponi a Ferragosto.
La Asl è in vacanza?
Sono rimasto scioccato. C’è una pandemia e lasciano le persone in giro probabilmente positive senza fare alcun intervento. Tra l’altro ci sono molte persone di ritorno da Mykonos che rientrano positive, anche non del mio gruppo, è chiaro che lì la situazione è grave.
Quindi la Asl cosa ti ha detto?
Che per loro sono libero di circolare e che comunque il tampone lo può richiedere solo il mio medico di base. Io per la regione Lombardia sono libero di fare quel che voglio.
Medico di base che hai chiamato immagino.
Sì ma non risponde, sarà in vacanza suppongo. Io però non posso fare finta di niente, voglio essere responsabile.
Tutti gli altri del gruppo come stanno?
A parte i tre positivi con sintomi, io, la mia ragazza e un altro ragazzo di Milano stiamo benino ma con sintomi, un altro è in Sicilia in vacanza perchè non conosceva la situazione degli altri, ora sta cercando di fare il tampone anche se è asintomatico.
Quanti anni avete?
Tutti sui 30.
Ma il primo ragazzo di Genova del vostro gruppo che ha fatto il tampone e ha scoperto la positività , lo ha fatto tramite Asl?
Macchè, privatamente. Appena saputa la positività ha informato la Asl di Genova. Nessuno gli ha risposto. Nessun tracciamento contatti.
Non sanno gestire la situazione ad agosto, figuriamoci se potevano gestirla a marzo, mi verrebbe da dire.
Esatto. Non è normale che io debba combattere da solo per tutelare la salute pubblica.
A Easyjet hai scritto?
No, ho mandato il numero di volo alla Asl. Informerò anche Easyjet che 4 di noi erano su quel volo, tra l’altro il mio amico di Milano sta peggio di noi e anche lui niente tampone.
Non potete fare un tampone privatamente?
Chi può farli ha disponibilità dopo il 20, l’Auxologico chiede di andare solo se si è senza sintomi, io con questi sintomi non mi sento di andare.
Quindi oggi è Ferragosto e tu sei in isolamento?
Sì, autoisolamento in attesa che qualcuno mi faccia un tampone. Ho cancellato le vacanze in Puglia, ma non ero obbligato. Un altro al posto mio magari dopo due telefonate a vuoto alla Asl in vacanza ci va e se ne frega.
Insomma, per la Asl non sembra esserci una pandemia
Vedo le foto di Gallera in vacanza, a quanto pare va tutto bene così.
(da TPI)
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Agosto 16th, 2020 Riccardo Fucile
“TERRONI, TORNATEVENE A CASA, NON POTETE DIRMI COSA DEVO FARE”: UNA SCENA VERGOGNOSA SU UN TRENO IN SICILIA
Li chiama «terroni, tornatevene a casa». Grida «Non potete dirmi cosa devo fare» e poi arriva a tossire sulla faccia della passeggera. Una scena vergognosa che ci viene segnalata da un lettore
15 agosto, 17.20, treno Termini Imerese-Aeroporto Punta Raisi a Palermo. A un certo punto sale un uomo, sui 35-40 anni, con una bici. Non indossa la mascherina (necessaria per contenere la pandemia del Coronavirus) e «non intende proprio farlo, è riluttante». Quando un passeggero, «di origini campane, in viaggio con la famiglia», gli fa presente che non è corretto un comportamento simile, che su un treno va indossata la mascherina e che, dunque, può essere pericoloso per la salute degli altri, lui va su tutte le furie.
«A un certo punto tossisce di fronte alla moglie dell’uomo, poi dice “Stammi lontano che ho il virus” e li insulta chiamandoli “terroni, tornatevene a casa” solo perchè erano napoletani.
“Sei una mer*a tu e tutta Napoli, fango. Poi urla “Lei non può dirmi cosa devo fare, mi ha messo le mani addosso”. Eravamo tutti increduli». L’uomo, con un accento palermitano, dà del «terrone» a un campano.
A denunciare l’accaduto è un lettore di Open, un giovane ragazzo, testimone oculare di questo increscioso accaduto, come mostrano le immagini e un audio. Dopo le urla la famiglia, infatti, scende dal treno: l’uomo prova a chiamare forze dell’ordine mentre chi ha girato il video si reca presso l’ufficio della polizia all’aeroporto di Palermo per segnalare il fatto.
(da Open)
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