Agosto 3rd, 2020 Riccardo Fucile
INTERVISTA ALL’EX CAPO DI STATO MAGGIORE DELLA DIFESA
Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che blocca i finanziamenti della cooperazione allo sviluppo alla Tunisia, rea, ai suoi occhi, di non fare abbastanza per contrastare i migranti clandestini in rotta verso la Sicilia?
“E’ un atteggiamento di straordinaria miopia”.
Quanto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, bocciato pure lui, almeno in geopolitica: “Il suo è il frenetico attivismo di chi sta pensando solo al proprio futuro”. E’ una intervista al calor bianco quella concessa in esclusiva a Globalist dal generale Vincenzo Camporini, già Capo di Stato Maggiore della Difesa, e prim’ancora dell’Aeronautica militare, consigliere scientifico dello Iai (Istituto affari internazionali), tra i più autorevoli analisti militari europei.
“Il famoso memorandum va riscritto e il Partito democratico ha anche chiesto che questo venga fatto in breve tempo. Ma io credo una cosa: quando in Paese c’è un tema di diritti umani, andarsene via facendo finta che così si risolve il problema è sempre sbagliato. E l’atteggiamento che bisogna casomai avere è spingere la comunità internazionale, l’Europa, a essere ancora più protagonisti per condizionare quello che sta accadendo in quel Paese”
Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, in un’intervista a Fanpage, a proposito della questione migranti e dei rapporti con la Libia.
Cosa ne pensa, generale Camporini?
Leggendo questo lancio di agenzia, sono rimasto stupito nel trovarmi di fronte ad una fiera delle ovvietà . Da un leader politico mi aspetto delle proposte concrete e fattibili per una soluzione delle complesse problematiche che dobbiamo affrontare. E’ ovvio che ci deve essere un’azione delle Nazioni Unite per il controllo dei flussi migratori che attraversano la Libia; è ovvio che il problema non riguarda solo l’Italia a anche gli altri Paesi dell’Unione europea. Quello che serve, però, è una intensa azione diplomatica, al fine di sollecitare un concreto intervento di queste istituzioni. Serve quindi una iniziativa da parte del nostro ministro degli Esteri, che non dovrebbe occuparsi soltanto delle minuscole questioni politiche interne del nostro Paese. I flussi migratori sono un fenomeno storico che non può essere regolato a colpi di slogan politici, ma servono politiche lungimiranti che devono essere coordinate in un ambito che va ben al di là di quello nazionale.
L’Italia parla, mentre in Libia a fare i fatti è la Turchia di Erdogan.
Purtroppo è così. Perchè il presidente turco, pur con tutte le riserve per la sua spregiudicata politica, ha degli obiettivi, li persegue con grande determinazione, anche approfittando dell’arrendevolezza degli altri attori sul terreno. Erdogan è un personaggio che considero, per molti versi, pericoloso, ma è uno che sa che cosa vuole e come ottenerlo.
Generale Camporini, quali sono, a suo avviso, i limiti strategici della politica estera italiana sulla Libia e il Mediterraneo?
Sono quelli di non saper sfruttare adeguatamente le potenzialità di cui disponiamo, sia dal punto di vista geografico, sia da quello delle capacità economiche, sia da quello della conoscenza, che nessun altro ha, della realtà sociale della Libia. Non possiamo continuare a giocare di rimessa, dobbiamo assumere iniziative .Se vogliamo sostenere il Governo voluto dalle Nazioni Unite, di al-Sarraj, dobbiamo farlo con tutti i mezzi disponibili Se non lo facciamo, spalanchiamo le porte a chi, come Erdogan, non ha i nostri dubbi amletici.
Un altro Paese del Nord Africa che sta vivendo una situazione di grande difficoltà , è la Tunisia. Il titolare della Farnesina, Luigi Di Maio, ha annunciato lo stop ai fondi per la cooperazione allo sviluppo fino a quando la Tunisia non dimostrerà una maggiore collaborazione nel contrasto alle partenze dalle sue coste. Ma è questa la strada giusta da percorrere per stabilizzare il Mediterraneo?
Assolutamente no. La Tunisia è l’unico Paese, tra tutti quelli che sono passati attraverso le cosiddette “Primavere arabe”, ad avere imboccato una strada verso un futuro democratico e, per quanto possibile, prospero. Porre degli ostacoli, limitando gli aiuti internazionali che sono necessari, è un atteggiamento di straordinaria miopia. La politica estera non si fa così, diciamo che non fa per lui.
Per restare all’Europa e a un tema che ha fatto parecchio discutere: la decisione del presidente Usa Donald Trump, di ritirare i soldati americani dalla Germania. Come leggere questa decisione?
A mio avviso, si tratta di una classica manovra elettorale di un Trump che è prossimo alla disperazione. Si tratta di una decisione che non cambia minimamente gli equilibri nel Mediterraneo e che ha come solo effetto quello di indispettire gli alleati europei, dalla Polonia alla Germania, e che non influirà sugli sviluppi geopolitici dell’area.
A proposito di Germania. L’1 luglio è iniziato il semestre di presidenza tedesca dell’Unione europea. Come giudica i primi passi compiuti, in questa veste, dalla cancelliera Merkel?
La Germania sembra che abbia idee molto chiare su quello che vuole ottenere. L’Italia è in una situazione di straordinaria debolezza, per motivi di carattere economico (la pessima performance economica anche in confronto a tutto quanto avviene negli altri Paesi europei), e per una governance politica incapace di prendere decisioni, a parte il frenetico attivismo di un presidente del Consiglio che sta pensando solo al proprio futuro.
(da Globalist)
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Agosto 3rd, 2020 Riccardo Fucile
SPUNTA UNA CONSULENZA AUTO-ASSEGNATA DA 70.000 EURO DEL COMMERCIALISTA DI RUBBA
Trentanove bonifici «sospetti» sarebbero finiti sotto la lente dei magistrati di Genova, che indaga sui 49
milioni della Lega spariti, e di Milano.
Secondo quanto riporta il Messaggero si tratta di 14 versamenti partiti da “Lega per Salvini”, 13 da “Lega Nord” e 12 da “Radio Padania”, finiti alla società di Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, i due commercialisti del Carroccio che, insieme al fiscalista Michele Scillieri, sono indagati nell’inchiesta dei pm di Milano sulla compravendita di un immobile da parte della Lombardia Film Commission.
Sarebbe stata una segnalazione dell’Antiriciclaggio di Bankitalia, trasmessa alla Finanza e poi alle procure, a portare all’attenzione dei magistrati queste operazioni. Movimentazioni avvenute in poco meno di un anno, tra il giugno del 2019 e il maggio del 2020, per un ammontare superiore a 500mila euro, a beneficio della società Mdr Stp Srl.
Parte del denaro sarebbe poi stato trasferito alla Partecipazioni Srl, altra società gestita da Manzoni e Di Rubba. I due, sentiti dai finanzieri in relazione a questi movimenti, hanno sostenuto come si tratti di fatture per il pagamento di normali prestazioni
Ma è la frammentazione dei versamenti ad indurre al sospetto che si volessero aggirare dei controlli. Nel documento trasmesso ai pm si legge come siano state «registrate le seguenti operazioni tra il 6 giugno 2019 e il 7 maggio 2020: quattordici bonifici in arrivo, per complessivi 316.727 euro disposti da una filiale di Milano del Credito Valtellinese, conto intestato a “Lega per Salvini premier”».
Si segnala inoltre che l’ente «non è cliente» della società , benchè la causale dei bonifici sia «pagamento fattura»
Segnalati poi altri 13 bonifici, per un ammontare complessivo di 123.327 euro, partiti dal conto Bpm di Bergamo, intestato a “Lega Nord-Lega Lombarda”.
Per questi viene precisato che il soggetto è cliente dello studio dei commercialisti e, analogamente agli altri, nelle causali si indica il pagamento di fatture.
Poi ci sono 67.198 euro, articolati in 12 bonifici, partiti dal conto della Bcc di Milano intestato a “Radio Padania società cooperativa”, anche questa «non cliente» dello studio.
E poi ci sono le uscite, per un totale di 9 bonifici, dalla Mdr Stp Srl alla Partecipazioni Srl, per un totale di 102.681 euro.
C’è un altro dettaglio che emerge dalle indagini della procura di Milano. Prima di lasciare la presidenza della Lombardia Film Commission, Alberto Di Rubba avrebbe tentato di autoassegnarsi una consulenza da 70 mila euro annui.
Lo riporta oggi la Repubblica, spiegando che i magistrati stanno cercando di capire se la fondazione della Regione Lombardia sia stata utilizzata come una sorta di bancomat dai professionisti vicini alla Lega. Il progetto non si sarebbe poi concretizzato per i malumori sorti all’interno della fondazione.
Manzoni è revisore del gruppo alla Camera, Di Rubba ha l’incarico di amministratore del gruppo al Senato. I due commercialisti emergono in decine di operazioni che portano alla Lega, l’ultima scoperta appena qualche settimana fa per l’acquisto di un immobile per 800 mila euro da parte di Lombardia Film commission (ente partecipato dalla Regione).
Della Mdr stp srl, oltreaManzoni, revisore del gruppo alla Camera, e Di Rubba, amministratore del gruppo al Senato, fanno parte anche il senatore e tesoriere del partito Giulio Centemero e il senatore Stefano Borghesi.
(da agenzie)
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Agosto 3rd, 2020 Riccardo Fucile
GLI ISCRITTI SCENDONO DA 80.000 A 50.000 … FLOP AL SUD: SOTTO LE 300 TESSERE IN SICILIA E IN SARDEGNA
Il 30% dei militanti del Nord ha abbandonato la Lega di Matteo Salvini. Mentre il Carroccio diventa sempre più il partito del Capitano, Repubblica scrive oggi che dietro il trionfalismo nella campagna di tesseramente sbandierato dai salviniani c’è una rottura ben precisa:
I numeri ufficiali del tesseramento sono stati comunicati fino ad ora con un certo entusiasmo. A febbraio già in oltre 50 mila avevano versato i dieci euro per iscriversi al partito nuovo e mantenere gratuitamente la tessera del partito “vecchio”.
Nei prossimi giorni ci dovrebbe essere il risultato definitivo. Da tenere presente che secondo gli ultimi dati pubblicati nel 2017 gli iscritti erano circa 80 mila: 19 mila cosiddetti “militanti” e 60 mila “sostenitori”.
Quindi non una grande differenza rispetto alla cifra annunciata prima del lockdown. Ma quel che non dice la propaganda è che una fetta importante dei militanti storici non ha rinnovato l’iscrizione. I responsabili dell’organizzazione di un tempo parlano di almeno un terzo. Almeno il 30 per cento, dunque, rinuncia.
Molti di loro si definiscono bossiani, maroniani. Ma non salviniani. E si allontanano proprio perchè manca la parola per loro “magica”: Nord. L’indipendenza, il federalismo, l’Autonomia era la ragione sociale della forza politica ideata da Bossi.
Senza quelle prospettive — giuste o sbagliate che fossero -, si assiste ad una mutazione genetica della Lega. Il “padano” che impegnava le vacanze nelle feste di partito si sente “disimpegnato” dal personalismo sovranista.
Ma la strategia ormai è segnata:
Salvini punta a compensare l’esodo nordista con i nuovi ingressi, anche “sudisti”. La sua Lega Nazionale apre i battenti alla destra da Napoli a Palermo. Eppure, se si prende l’ultimo bilancio ufficiale del Carroccio si capisce che l’operazione non sarà facile. Che la militanza settentrionale è ancora assolutamente prevalente, a partire dal piano economico. I contribuenti che hanno versato nella dichiarazione dei redditi il 2xmille alla Lega sono stati 63.689 per un totale di 753.093 euro.
La distribuzione geografica è illuminante: i finanziatori più numerosi sono i lombardi, circa 24 mila. Seguiti dai veneti, circa 20 mila. Terzi sul podio i piemontesi: 5 mila. Le regioni del sud sono, come prevedibile, i fanalini di coda. Ma molto in coda. I sardi sono più attivi ma non arrivano a trecento e i siciliani sono appena 266. Numeri che hanno ancora più irritato i “militanti ignoti” del nord.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 3rd, 2020 Riccardo Fucile
L’EX MINISTRO DELLA FAMIGLIA FONTANA: “TROPPI DISTINGUO, PRESE DI POSIZIONE CAPZIOSE: HANNO POSIZIONI OSTILI ALLA LEGA ANCHE SUI TERRITORI”
Tra gli ex padani convertiti al nazionalismo (fino a quando gli conviene) e i sedicenti destri c’è una
sostanziale unità contro i ‘comunisti’, i musulmani e gli stranieri, meglio se neri.
Poi ognuno gioca per sè perchè la politica è potere e poltrone e da quelle parti ci sono molto molto attenti
“Mi sembra che ci sia una certa mancanza di rispetto per chi ha rivitalizzato la Lega e il centrodestra. Troppi distinguo, sottolineature, prese di posizione capziose. Giorgia Meloni e il suo partito spesso hanno posizioni ostili alla Lega anche sui territori. E questo non va bene perchè se andremo al governo insieme bisogna che il progetto sia chiaro e condiviso in Italia e in Europa”.
Così l’ex ministro della Famiglia e vicesegretario della Lega Lorenzo Fontana (quello che fa comunella con i leader di Forza Nuova) intervistato da ‘La Stampa’.
Sulla leader di Fratelli d’Italia, Fontana aggiunge: “Giorgia Meloni ha una capacità comunicativa non indifferente. Noi dobbiamo spiegare che siamo diversi, che siamo identitari e non nazionalisti. Fdi è nazionalista, statalista e talvolta quasi socialista”, conclude.
(da agenzie)
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Agosto 3rd, 2020 Riccardo Fucile
E ALLORA PERCHE’ AL SENATO SI E’ RIFIUTATO DI METTERLA?… VEDIAMO SE ARRIVA A SERA SENZA CAMBIARE IDEA COME SUO COSTUME
La mascherina “quando è necessario si mette”, ad esempio “nei luoghi chiusi, sui treni”. Certo, “spero di tornare alla normalità il prima possibile” ma “ai giovani dico ‘usate la testa, rispettate la distanza, fate quello che la scienza chiede di fare’”.
Matteo Salvini, segretario della Lega, lo dice in collegamento con SkyTg24 da Milano Marittima e subito salta all’occhio che questo Salvini non dev’essere nemmeno lontano parente di quel tizio che giusto ieri invitava un bambino che si trovava a fianco a lui (e quindi non al giusto distanziamento sociale) a togliersela.
Non solo: questo Salvini dev’essere evidentemente soltanto un omonimo di quel Salvini che non voleva mettersi la mascherina durante il convegno al Senato, perchè anche quello si stava svolgendo in un luogo chiuso.
E la confusione aumenta quando ci si rende conto che questo Salvini porta lo stesso cognome di quello che tre giorni fa diceva di non credere ai virologi, i quali consigliano l’uso delle mascherine.
Insomma, c’è molta confusione sotto al cielo sovranista tra tutti questi Salvini che dicono cose diverse a seconda di come si alzano la mattina (o a seconda di come gli consigliano quelli più saggi di lui). Ma soprattutto, pensate come potrebbe essere un governo in cui uno dice un giorno tutto e quello appresso il contrario di tutto.
(da agenzie)
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Agosto 3rd, 2020 Riccardo Fucile
SI CONTAMINASSERO TRA DI LORO INVECE DI METTERE A RISCHIO GLI ALTRI
Circa il 27% degli italiani — dunque poco meno di un italiano su quattro — non indossa la mascherina,
nonostante il quadro sanitario del Paese sia ancora compromesso per via della pandemia da Coronavirus.
In molti lo fanno raramente senza curarsi del pericolo di contagio e senza rispettare le misure di sicurezza imposte.
Il dato emerge da un’indagine della Coldiretti e di Ixè in riferimento alla possibile proroga anche dopo il 15 agosto dell’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi previsto dal prossimo Dpcm.
Nel rapporto si parla di una tendenza piuttosto diffusa ad abbandonare alcune delle “buone pratiche” che durante il lockdown e nelle primissime settimane successive alle riaperture venivano adottate pressochè dalla totalità del Paese: quindi si va dall’utilizzo delle protezioni per il viso al distanziamento di almeno un metro, dal divieto di assembramenti al rispetto di norme igieniche fondamentali a partire da lavaggio delle mani.
«Se una cospicua fetta di cittadini è diventata “allergica” alle mascherine, c’è comunque un 32% di italiani — continua Coldiretti — che dichiara di usarla spesso, mentre un 44% la indossa addirittura sempre soprattutto in vacanza.
Un dato che evidenzia un’attenzione maggiore da parte di chi è in viaggio rispetto a quanto accade normalmente nelle città ».
Il dato trova riscontro anche nel fatto che il 35% dei vacanzieri trascorre l’estate 2020 evitando il più possibile contatti con altre persone e restando da soli o con la propria famiglia, secondo l’indagine Codiretti-Ixè. «A questi si aggiunge un altro 59% — conclude la Coldiretti — che andrà in vacanza con gli amici più stretti e fidati, mentre solo un 8% di “temerari” non rinuncia alle vacanze di gruppo, cercando anche di fare nuove conoscenze».
(da agenzie)
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Agosto 3rd, 2020 Riccardo Fucile
“HA PORTATO VIA MIGLIAIA DI VITE E ORA DOBBIAMO EVITARE LA SECONDA ONDATA”
«Non possiamo lasciarci battere sulle conquiste fatte finora. È questione di sopravvivenza», scrive la direttrice dell’One Health Center dell’Università della Florida in un commento sul Corriere della Sera
Nel dibattito tra cauti e ottimisti, definiti da alcuni anche “negazionisti”, interviene la virologa Ilaria Capua. La direttrice dell’One Health Center dell’Università della Florida in un commento pubblicato sul Corriere della Sera scrive che il Coronavirus circola ancora. E suggerisce le strategie per evitare la seconda ondata, che secondo la virologa è alle porte, ma è possibile prevenirla, seguendo tre regole basilari: distanziamento, igiene delle mani e mascherine.
Capua spiega cosa sta accadendo negli altri Paesi dove sono scoppiati nuovi importanti focolai: «Il virus circola e come ogni virus che si rispetti, si manifesta in maniera diversa a seconda dell’ospite che incontra».
A volte, secondo la virologa, «gira travestito da nulla», come ha fatto in Italia nei mesi di dicembre, gennaio e buona parte di febbraio.
«C’è ma non si vede, però gira che ti rigira, incontra ogni tanto qualche gruppetto di persone che sono potenziali vittime delle sue unghie talvolta affilate».
Mentre al Nord, più colpito, la paura di un colpo di coda è maggiore, in altre regioni viene ridicolizzata. Capua definisce rischioso il gioco di minimizzare il virus: «Checchè ne dicano i negazionisti Covid-19 si è portato via migliaia di italiani e molto di più».
Il pericolo della seconda ondata c’è, ma è anche possibile evitarla. «Adesso sappiamo che ci sono tre cose facili facili da fare: tenersi il più lontano possibile dagli altri, tenere le mani pulite e utilizzare delle barriere per separare il più possibile il proprio muso dall’esterno», spiega l’esperta. Lo scopo di queste precauzioni è rendere sempre più difficile il contagio «perchè tanto maggiore sarà il contagio e tanto maggiore sarà il rischio che un numero elevato di persone finiscano in ospedale», con il conseguente sovraccarico delle terapie intensive e dunque l’inizio della seconda ondata.
«Permettere al Coronavirus di espandersi in maniera incontrollata sarebbe un nuovo triplo spreco. Si perderebbero vite di pazienti e operatori, nel contempo bruciando anni di salute», dice Capua. E invita ad agire «in maniera intelligente»: «Non possiamo lasciarci battere sulle conquiste fatte finora. È questione di sopravvivenza».
(da Open)
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Agosto 3rd, 2020 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DEI FAMILIARI DELLE VITTIME DEL MORANDI
Oggi è il giorno dell’inaugurazione del nuovo Ponte Morandi a Genova. Ma le famiglie delle vittime della
tragedia del 14 agosto 2018, le 43 persone che hanno perso la vita nel crollo, non saranno a Genova e non saranno presenti al momento del taglio del nastro.
Il motivo è stato spiegato ancora una volta questa mattina nel corso della puntata di Agorà da Egle Possetti, la rappresentante del comitato dei familiari delle vittime del Morandi.
«Intristisce vedere tutta questa tecnologia al servizio del Ponte Morandi oggi — ha detto in collegamento da Pinerolo -. Intristisce perchè ci chiediamo: ma non era possibile metterla a disposizione del pubblico prima che ci fosse il crollo del ponte? È una giornata difficile per tutti noi. Sarà molto difficile arrivare al termine di questa giornata angosciante».
Nei giorni scorsi, c’erano state diverse tappe di avvicinamento all’inaugurazione del 3 agosto. Tutte queste tappe erano state celebrate dai politici locali e anche da esponenti nazionali, come Matteo Salvini salito sul Ponte Morandi per fare una diretta Facebook.
In ogni occasione, i familiari delle vittime avevano sottolineato il fatto che una celebrazione e un’ostentazione del nuovo ponte fosse eccessiva. E il tutto ha poi portato alla difficile decisione di non partecipare, a nome dei 43 caduti del Morandi, alla cerimonia di inaugurazione di oggi, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella e delle massime autorità politiche e istituzionali del Paese.
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2020 Riccardo Fucile
LA RISPOSTA GLI E’ ARRIVATA GIA’ IL 3 LUGLIO E NON CI SONO ATTI DEL CDM SU GREGORETTI… MEGLIO UNA BORSA DI GHIACCIO SULLA TESTA, IL SOLE PICCHIA FORTE A MILANO MARITTIMA
Matteo Salvini oggi si è lamentato pubblicamente del fatto che Palazzo Chigi non risponda ai suoi legali su nave Gregoretti e il processo che inizierà a ottobre.
Il leader della Lega ha inviato una nota stampa stamattina per lamentarsene: “Da più di due mesi il mio avvocato attende che Palazzo Chigi trasmetta gli atti in suo possesso sul caso Gregoretti: un ritardo così significativo, dal 25 maggio a oggi, potrebbe far pensare che voglia nascondere qualcosa. Magari perchè nelle carte è confermato il ruolo attivo di tutto il governo”
Ci sono però un paio di problemi.
Il primo è che, come ha scritto l’agenzia di stampa ANSA, il segretario generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa ha inviato lo scorso 3 luglio una lettera alla difesa di Matteo Salvini con gli atti richiesti sulla vicenda Gregoretti.
La lettera, a quanto scrive l’agenzia citando fonti del Segretariato generale di Palazzo Chigi, è datata 3 luglio e firmata da Chieppa ed è indirizzata alla segreteria dell’avvocato Giulia Bongiorno. Il documento ha ad oggetto le “investigazioni difensive nell’interesse dell’assistito senatore Salvini”.
Il secondo problema è che nella lettera c’è scritto che il consiglio dei ministri non si è mai occupato del caso Gregoretti:
“Come risulta dagli atti dell’Ufficio di segreteria del Consiglio dei ministri, nel periodo 25 luglio-31 luglio 2019 il Consiglio dei ministri si è riunito una sola volta (in data 31 luglio) al fine di adottare i provvedimenti indicati nell’ordine del giorno, tra cui non figurava la questione relativa alla vicenda della nave Gregoretti, che non è stata oggetto di trattazione nell’ambito delle ‘varie ed eventuali’ nel citato Consiglio dei ministri, nè dei Consiglio successivi”.
L’agenzia aggiunge che alla lettera di risposta sarebbe stata allegata una nota degli uffici di diretta collaborazione di Conte, sulle interlocuzioni avute tra il 27 e il 31 luglio sul ricollocamento dei migranti con ministeri e organismi internazionali.
Ricapitolando, nessun avvocato sta aspettando da due mesi, la risposta è stata fornita e non ci sono riunioni del CdM sul caso.
E anche oggi la tattica di trascinare qualcun altro a giudizio per condividere le colpe e alleggerire la propria posizione funziona domani.
(da “NextQuotidiano”)
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