Marzo 15th, 2021 Riccardo Fucile
DECISIONE IN VIA PRECAUZIONALE DOPO CHE MOLTI ALTRI STATI EUROPEI AVEVANO DECISO IN TAL SENSO
Dopo la scelta della Germania, e di vari altri Paesi, arriva lo stop anche in Italia. 
L’Aifa ha deciso di estendere “in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’Ema”, il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid19 “su tutto il territorio nazionale”.
Tale decisione, spiega un comunicato dell’agenzia, “è stata assunta in linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paese europei. Ulteriori approfondimenti sono attualmente in corso”.
L’Aifa, “in coordinamento con Ema e gli altri Paesi europei, valuterà congiuntamente tutti gli eventi che sono stati segnalati a seguito della vaccinazione”.
Infine, l’Agenzia del Farmaco “renderà nota tempestivamente ogni ulteriore informazione che dovesse rendersi disponibile, incluse le ulteriori modalità di completamento del ciclo vaccinale per coloro che hanno già ricevuto la prima dose”.
(da agenzie)
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Marzo 15th, 2021 Riccardo Fucile
E L’EMA ANNUNCIA CHE CONTRO LE VARIANTI SONO EFFICACI PFIZER, MODERNA E JOHNSON & JOHNSON (ASTRAZENICA NO SU QUELLA SUDAFRICANA)
Rassicurazioni dall’Ema sull’efficacia dei vaccini rispetto alle varianti. Dai primi studi fatti, quelli con Rna messaggero (Moderna e Pfizer-Biontech) hanno “un’ottima efficacia contro le nuove varianti del Covid”. Allo stesso modo, anche “il vaccino Johnson&Johnson di recente approvato dall’Ema” è risultato efficace.
A dirlo Marco Cavaleri, responsabile della strategia vaccini dell’Ema, in audizione alla commissione Sanità del Parlamento europeo.
Prudenza su AstraZeneca. “Secondo un piccolo studio su duemila casi, il vaccino AstraZeneca è risultato invece non efficace” contro la variante sudafricana, ha spiegato Cavaleri, indicando tuttavia che sarà necessario attendere “studi più ampi” per verificarne la reale efficacia
Anche la Germania ha deciso a titolo precauzionae di fermare la somministrazione del vaccino prodotto AstraZeneca a titolo precauzionale dopo i casi di trombosi intervenuti su soggetti vaccinati.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noto che sta esaminando le segnalazioni relative al vaccino AstraZeneca: “Non appena l’Oms avra’ un quadro completo di questi eventi, si informerà immediatamente il pubblico sulle conclusioni di queste valutazioni”
Israele: “Copertura vaccino forse più di sei mesi”
La durata dell’immunità offerta dai vaccini contro il coronavirus è ancora sconosciuta, ma “probabilmente sarà più lunga di sei mesi”, ha detto a Army Radio l’esperto Nachman Ash. Il coordinatore nazionale anti-Covid ha spiegato che la durata dipenderà in ultima analisi dai risultati delle prove, dai dati epidemiologici, dalla capacità dei vaccini di proteggere, da tutti i nuovi ceppi, e dalla misura in cui le persone vaccinate vengono contagiate dal virus
(da agenzie)
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Marzo 15th, 2021 Riccardo Fucile
IL “PROVVEDIMENTO IN VIA CAUTELATIVA” RIGUARDA IL LOTTO BLOCCATO IN PIEMONTE
La procura di Biella ha aperto un procedimento penale contro ignoti per omicidio colposo dopo la
morte di Sandro Tognatti, il musicista morto la notte di sabato alcune ore dopo la somministrazione del vaccino anti Covid prodotto da Astra Zeneca.
La stessa procura ha ordinato il sequestro preventivo d’urgenza sull’intero territorio nazionale del lotto ABV5811, cui apparteneva la fiala di vaccino somministrata. Quasi 400 mila dosi.
“Il provvedimento – scrive il procuratore Teresa Angela Camelio – interviene a seguito della decisione della Regione Piemonte di sospendere “momentaneamente” la somministrazione del vaccino “AstraZeneca” rientrante nel lotto ABV5811, in attesa delle decisioni dell’Autorità Giudiziaria e della Commissione di Vigilanza del Farmaco”.
Si precisa – prosegue la Procura – che il provvedimento cautelare è stato attuato in quanto, sebbene allo stato non vi sia alcuna evidenza scientifica che permetta di stabilire con certezza la sussistenza di fattori causali o concausali tra la somministrazione del vaccino “AstraZeneca” e il decesso di Tognatti Sandro, tuttavia, la concomitanza temporale tra il decesso del predetto e la somministrazione del vaccino rientrante nel lotto ABV5811, unitamente all’assenza di patologie pregresse o concomitanti ‘gravi’, non può escludere – allo stato – la sussistenza di nesso eziologico tra i due fenomeni e la conseguente ravvisabilità del delitto ipotizzato”.
“L’accertamento – aggiunge il magistrato – della sussistenza di tale nesso eziologico richiede necessariamente l’espletamento di un’autopsia, la quale stabilirà le cause del decesso; tali accertamenti, tuttavia, richiedono delle tempistiche che – seppur accelerate a fronte della gravità del fenomeno – non collimano con la campagna di vaccinazione, la quale è tutt’ora doverosamente in atto. Occorre quindi evitare che la prosecuzione delle relative somministrazioni sull’intero territorio nazionale possa causare ulteriori conseguenze (lesive o mortali), le quali vanno certamente evitate finchè non si raggiunge completa certezza in ordine alla non riconducibilità del decesso di Tognatti Sandro alla predetta somministrazione”.
Il sequestro ha riguardato anche la Regione Veneto come comferma il governatore Luca Zaia: “C’è purtroppo una brutta notizia oggi. La procura di Biella ci ha inviato i Nas e ha bloccato un ulteriore lotto di AstraZeneca, quello bloccato ieri in Piemonte. È un altro duro colpo, la campagna vaccinale è messa a dura prova”,
Del lotto in questione in Veneto sono arrivate 41.300 dosi, di cui 20.952 sono già state usate “Bisogna fare veloci, se il vaccino è causa o concausa della morte o se non c’entra niente lo dobbiamo scoprire velocemente”, conclude Zaia.
(da agenzie)
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Marzo 15th, 2021 Riccardo Fucile
AVEVA DETTO: “SALVINI PARLA SOTTO EFFETTO DEL MOIJTO, E’ UNO SCIACALLO” ED ERA STATA QUERELATA DAL LEADER LEGHISTA
Vi ricordate quando Ilaria Cucchi disse di Salvini “Parla sotto effetto del Mojito, è uno sciacallo”? Il leader della Lega querelò la sorella di Stefano. Ma il Tribunale di Milano ha dato torto al “Capitano”.
Ilaria Cucchi pronunciò quelle parole su Radio Rai, a “Lavori in corso”: “Matteo Salvini fa speculazione su mio fratello, sono stata accusata io di fare questo ma lui è uno sciacallo di basso livello sulla morte di mio fratello e sulla nostra storia. Arriva al punto di parlare ancora di droga nel momento in cui sono state emesse sentenze di condanna per omicidio… Ma che ci vuole dire che i drogati devono essere uccisi? Secondo me lui è completamente fuori dal mondo… Mio fratello non è morto perchè drogato, è chiaro a tutti fuorchè a Salvini che ripete sempre le stesse cose… Probabilmente sarà ancora sotto l’effetto del mojito”.
Era il 2019 e il segretario del Carroccio aveva commentato la condanna dei Carabinieri imputati di omicidio preterintenzionale del fratello, a 12 anni, utilizzando queste parole: “Questo testimonia che la droga fa male sempre e comunque”. Ora la notizia dell’archiviazione. Ilaria Cucchi su Facebook ha spiegato:
“Il 14 novembre 2019 la Corte d’Assise di Roma ha condannato a 12 anni i Carabinieri imputati di omicidio preterintenzionale ai danni di Stefano Cucchi. Dieci anni dopo la sua morte. Matteo Salvini ha approfittato della grande attenzione mediatica di quei giorni sul mio processo per commentare così la sentenza “Questo testimonia che la droga fa male sempre e comunque”. È stato questo uno sfregio evidente, ripetuto e riaffermato in varie occasioni, alla nostra lunghissima battaglia per la verità e la giustizia sulla morte di Stefano. Non ho potuto fare a meno di reagire. In varie interviste e anche su questa pagina l’ho accusato di approfittare cinicamente delle disgrazie altrui per strumentalizzazioni politiche di basso livello. L’ho definito così “Uno sciacallo” — e non sono certo stata la prima — di “essere fuori dal mondo e di parlare evidentemente ancora sotto gli effetti del Mojito”. Matteo Salvini mi ha querelata, dolendosi del fatto che io ne avrei “voluto sminuire le risorse cognitive come uno che non capisce, che vive su un altro pianeta, che consuma cocktail e che dovrebbe occuparsi dei suoi processi”. Il Tribunale di Milano ha ritenuto che le mie espressioni, sicuramente molto forti, fossero tuttavia giustificate e “pertinenti” al contesto. insomma il Giudice ha ritenuto che io ho esercitato in maniera più cIe legittima il mio diritto di critica. Senatore Matteo Salvini se ne faccia una ragione.”
Scrive la giudice di Milano Lidia Castellucci nell’ordinanza depositata il 12 marzo, “non appaiono esternate per apportare un vulnus alla considerazione dell’offeso quanto piuttosto passibili di un uso funzionale, nel noto contesto della vicenda, ad argomentare un giudizio sulla persona che, per quanto forte e ‘violento’, rientra tuttavia nel perimetro della critica”
(da agenzie)
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Marzo 15th, 2021 Riccardo Fucile
LO IUS SOLI NON E’ AFFATTO UNA CITTADINANZA FACILE AGLI IMMIGRATI
Ricordate quando si parlava di una svolta di Matteo Salvini, sia nella comunicazione che
nell’atteggiamento? Bene, si trattava solamente di un abbaglio, perchè il tema dei migranti continua a essere la sua ossessione. E, spesso e volentieri, lo fa solamente per solleticare gli appetiti di una determinata fronda di elettori, citando parole a caso per creare casi che non esistono. È il caso di Salvini su ius soli.
Come già fatto nel giorno del suo compleanno, il senatore del Carroccio torna a martellare sul tema migranti. In un tweet pubblicato sul suo profilo nel primo pomeriggio di domenica, il leader della Lega ha “commentato” l’arrivo del nuovo segretario del Partito Democratico Enrico Letta. Il nuovo leader del Pd, ha parlato anche di ius soli e Salvini sembra avere idee molto confuse su questa definizione, come si evince leggendo il suo post social.
£Letta e il PD vogliono rilanciare lo Ius Soli, la cittadinanza facile per gli immigrati Eh, buonanotte… Se torna da Parigi e parte così, parte male. Risolviamo i mille problemi che hanno gli Italiani e gli stranieri regolari in questo momento, non perdiamo tempo in cavolate
Secondo il segretario del Carroccio, dunque, lo ius soli serve a dare la “cittadinanza facile agli immigrati” (citiamo testualmente). Ma, ovviamente, la sua definizione popul-sovranista è completamente sbagliata
Cos’è lo ius soli?
Eppure basterebbe cercare sul web la reale definizione di ius soli per capire come le esternazioni di Salvini siano del tutto fuori luogo. Per esempio, prendiamo il significato “letterale” dal vocabolario dell’Enciclopedia Treccani: “Principio del diritto per cui la cittadinanza si acquisisce automaticamente per il fatto di essere nati nel territorio di un determinato Stato”.
Se non bastasse la definizione da vocabolario, vediamo come specifica — dal punto di vista giuridico — il portale Altalex: “Nel dettaglio, dal latino ‘legge del suolo’, è il diritto secondo il quale chiunque nasca ‘sul suolo’ di una determinata nazione ne diventa automaticamente cittadino”. Quindi, per farla breve: non è la “cittadinanza facile agli immigrati”, ma la cittadinanza a chi nasce nel nostro Paese e a determinate condizioni
Lo ius soli è quanto di più distante dalla cittadinanza agevolata. Si tratta di una norma — adottata in decine di Paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti — che prevede ai bambini nati sul territorio di uno Stato di acquisire automaticamente la cittadinanza di quello stesso Stato. Nessun percorso agevolato, ma una norma di buon senso e di civiltà : ciascuno dovrebbe essere cittadino del posto in cui nasce.
Soprattutto, non si può definire tecnicamente un migrante (anzi, un immigrato, secondo la terminologia utilizzata da Matteo Salvini e dal Giornale), un bambino che nasce su territorio italiano.
Se nasce in Italia, da dove emigra? Dunque, non c’è nessun percorso agevolato, nessuna scorciatoia e nessun procedimento facilitato per quanto riguarda i migranti, quando si parla di ius soli.
Le norme per ottenere la cittadinanza, per quanto riguarda le persone che arrivano nel nostro Paese, non verrebbero modificate. Semplicemente si introdurrebbe un atto di civiltà per quei bambini che nascono in Italia, che frequentano le scuole italiane, che si confrontano con loro coetanei italiani. È una azione logica o una «cittadinanza agevolata»?
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 15th, 2021 Riccardo Fucile
A SINISTRA SOLO RETORICA, A DESTRA SE E FOTTONO
Il più lucido e concreto resta sempre papa Francesco. Basta leggere l’anticipazione sulla Stampa di ieri di un brano del libro-intervista con il vaticanista Domenico Agasso, Dio e il mondo che verrà , in uscita domani.
Ancora una volta, il pontefice insiste su ambiente e poveri e indica una strada pragmatica per arginare il capitalismo famelico. Cioè, quattro criteri “per scegliere quali imprese sostenere: inclusione degli esclusi, promozione degli ultimi, bene comune e cura del Creato”. Chè ormai “è tempo di rimuovere le ingiustizie sociali e le emarginazioni”.
Le parole di Francesco — che sabato ha festeggiato i suoi otto anni di pontificato — sovente si scontrano con la mera retorica di governi e politica. Per restringere il discorso all’Italia, l’ultimo a fare un esercizio di stile su povertà e ambiente è stato il premier Mario Draghi.
Meno di un mese fa, in occasione del voto di fiducia alle Camere, l’ex capo del Bce ha citato proprio Francesco sulla necessità di proteggere l’ambiente e poi ha menzionato la Caritas per quanto riguarda l’impoverimento degli italiani in questa guerra pandemica. Ma da allora il nuovo Mite, il ministero per la Transizione ecologica, ha pensato soprattuttto a distribuire incarichi e consulenze, mentre i richiami all’emergenza sociale sono stati controbilanciati dalla pletora di turbo-liberisti sbarcati a Palazzo Chigi.
Certo, un mese è poco per giudicare, ma il draghismo non sembra avere tanta voglia di disturbare i padroni del vapore
Ovviamente, una citazione di papa Bergoglio l’ha fatta ieri anche il “nuovo” Enrico Letta, neosegretario del Pd dopo le dimissioni di Nicola Zingaretti. Pure l’ex premier tornato dopo sette anni di esilio francese si è interrogato sulla povertà : “Penso al mezzo milione di italiani che hanno perso il lavoro, a loro noi guardiamo cercando le migliori soluzioni per il loro futuro. Mi viene in mente la frase di Papa Francesco che dice che vorrebbe un mondo che sia un abbraccio fra giovani e anziani”.
Indi ha promesso “misure per la povertà ”. Troppo generico per essere efficace e dare la sensazione di far uscire il Pd dalle comode e benestanti Ztl dei centri urbani.
Al contrario di quello che ha detto l’ex tesoriere ds Ugo Sposetti, fortemente critico con Draghi e Letta, in una conversazione con l’Espresso: “Il popolo, qui a Roma, è per esempio Torpignattara, Cinecittà , è tutto il lungo nastro della Tuscolana. Se tu percorri quella strada e ti fermi a ognuno dei semafori, guardi a destra e a sinistra, tutti quei palazzi. Chi ci parla, con quelli che stanno lì dentro, con tutte quelle persone?”.
L’unico leader politico che in questi anni ha detto di aver seguito le indicazioni di Francesco è stato Beppe Grillo. Indovinate con che cosa? Con il turpe e odiato reddito di cittadinanza, à§a va sans dire.
(da agenzie)
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Marzo 15th, 2021 Riccardo Fucile
MEGHAN E LA REGINA RITRATTE COME FLOYD E L’AGENTE CHAUVIN
Charlie Hebdo torna a testare i limiti della satira. Nell’ultima edizione la rivista francese ha voluto
riprendere il caso delle accuse di razzismo nei confronti della famiglia Reale inglese dopo l’intervista di Oprah Winfrey a Meghan Markle in cui l’attrice aveva raccontato dei presunti timori da parte dei reali britannici per il colore della pelle del figlio avuto con il Principe Harry.
Sulla copertina si vede una rappresentazione della Regina Elisabetta che si sfrega le mani con fare diabolico mentre fa pressione con il ginocchio sul collo di Meghan Markle.
Un’immagine che evoca volutamente il soffocamento di George Floyd, l’uomo afroamericano di 46 anni la cui uccisione per mano dell’agente di polizia bianco Derek Chauvin il 25 maggio scorso aveva scatenato un’ondata di proteste per la tutela dei diritti dei cittadini afroamericani negli Stati Uniti.
Non a caso nel cartone intitolato «Perchè Meghan ha lasciato Buckingham Palace» l’attrice americana risponde: «Perchè non riuscivo più a respirare». Un’allusione all’ambiente asfittico e oppressivo della monarchia britannica, così come è stato raccontato e denunciato dalla stessa Markle.
La decisione di rappresentare in chiave ironica l’uccisione di Floyd non è piaciuta a molti. Intervenendo su The Guardian per esempio la presidente del think tank britannico sull’uguaglianza Halima Begum ha definito il cartone «offensivo». «Non fa ridere e non sfida il razzismo ma piuttosto banalizza il tema», ha dichiarato Begum. Come riporta un altro quotidiano, The Independent, sui social media non mancano i commenti da parte di utenti che considerano l’ultima vignetta di Charlie Hebdo un errore o, peggio ancora, una rappresentazione «palesemente razzista».
(da agenzie)
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Marzo 15th, 2021 Riccardo Fucile
“ITALIA ESEMPIO DA NON SEGUIRE QUANDO CALANO I CONTAGI”… ANCHE L’OLANDA SOSPENDE IL VACCINO ASTRAZENICA
Dopo l’Irlanda, anche l’Olanda ha deciso di sospendere in via precauzionale la somministrazione del vaccino anti Coronavirus prodotto da AstraZeneca.
La decisione del governo olandese arriva dopo l’indicazione dell’agenzia per il farmaco nazionale sulla base delle segnalazioni di decessi in Danimarca e Norvegia per «possibili effetti collaterali».
Secondo il ministro della Salute olandese, Hugo de Jorge, lo stop ad AstraZeneca dovrà servire a sgombrare il campo da ogni incertezza sulla sicurezza del vaccino: «La questione cruciale è se si tratta di reclami dopo la vaccinazione o dovuti alla vaccinazione — ha detto de Jorge — Non dovrebbero esserci dubbi sui vaccini».
Dallo scorso giovedì la stessa decisione era stata presa in Norvegia, Islanda e Danimarca, ieri poi dall’Irlanda e dalla Regione Piemonte su un singolo lotto. In Olanda a chi ha ricevuto il vaccino Astrazeneca è stato consigliato di contattare il proprio medico curante in caso di «sintomi imprevisti o sconosciuti» a distanza di tre giorni.
Fauci cita l’Italia come esempio da non seguire quando calano i contagi
Non è ancora il momento di abbassare la guardia secondo l’infettivologo Anthony Fauci, anche se negli Stati Uniti la curva pandemica sta registrando un calo dei nuovi casi settimanali mentre aumenta la popolazione vaccinata.
Un miglioramento che ha spinto diversi governatori a togliere l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi pubblici.
Secondo Fauci, intervistato a Meet the press sulla Nbc, è un «affare rischioso», un errore da evitare proprio in questa fase della pandemia: «Anche se il calo dei contagi è stato ripido, dobbiamo assolutamente evitare l’impulso di dire: “Oh, sta andando tutto alla grande”, soprattutto perchè la fase di plateau che oggi registra circa 60 mila casi al giorno negli Stati Uniti può sempre tornare a salire.
Fauci prende ad esempio il caso dell’Italia, che da oggi 15 marzo in buona parte delle Regioni torna a imporre misure più restrittive: «Hanno avuto una diminuzione dei casi, si sono stabilizzati e hanno ritirato le misure di salute pubblica». Con le riaperture di diverse attività , a cominciare da bar e ristoranti in zona gialla: «i più giovani in particolare hanno smesso di indossare le mascherine, e poi, all’improvviso, c’è stata un’ondata di risalita. Ed è qui che ci troviamo noi adesso».
(da Open)
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Marzo 15th, 2021 Riccardo Fucile
I FIGLI: “SI E’ CONTAGIATO IN OSPEDALE”
Per quanto impressionanti, i numeri della pandemia non possono descrivere efficacemente le storie
umane che ognuno di essi cela.
In questa intervista a TPI, i figli di un paziente deceduto raccontano il loro dolore per una vicenda beffarda: entrato in ospedale per tutt’altra ragione, il loro papà era inizialmente risultato negativo al tampone Covid.
Paolo ha 79 anni, il suo quadro clinico non presenta criticità . La sua vicenda comincia all’inizio dello scorso mese di febbraio, quando viene portato in un noto ospedale milanese per via di un’embolia polmonare dovuta a insufficienza cardiaca. Dopo tre giorni di Pronto Soccorso viene trasferito in astanteria, per via della mancanza di posti letto e vi rimane per circa 20 giorni.
La sistemazione non è il massimo del comfort in quanto il reparto non è attrezzato per lungodegenze e mancano i servizi essenziali alla persona, come la corretta igiene personale e un’adeguata alimentazione. Paolo è costretto alla permanenza forzata a letto, a dover espletare le proprie funzioni fisiologiche nel pannolone pur essendo in grado di farlo autonomamente e al via vai continuo di persone in situazioni critiche.
Nonostante i disagi, risponde bene alle cure e rimane perfettamente lucido, come i figli possono constatare nei contatti via cellulare, in quanto le visite in persona sono chiaramente impossibili. Gli vengono inoltre fatti diversi tamponi di controllo, ma risulta sempre negativo al Covid-19. “Abbiamo chiesto più volte all’ospedale di spostarlo in reparto, proponendo anche di cercare un’altra struttura, qualora proprio non ci fossero posti letto disponibili”, spiega a TPI la figlia Eleonora, “ma ci è sempre stato risposto che non era possibile, in quanto anche tutte le altre strutture erano nella stessa situazione di criticità ”
Paolo un giorno telefona alla figlia e comunica che c’è stato un caso di Covid-19 in astanteria, per cui gli è stato detto che lui e gli altri pazienti verranno messi in isolamento. “Abbiamo quindi chiamato in reparto — prosegue Eleonora — per verificare la notizia e la persona che ci ha risposto ha negato l’accaduto. A distanza di due ore però l’ospedale ha annunciato le dimissioni di mio padre per il giorno stesso e dato l’indicazione di 10 giorni di isolamento a casa, senza offrire alcun supporto”.
Preoccupati della gestione di un paziente che potenzialmente potrebbe aver contratto il Covid-19, i figli scrivono all’ospedale chiedendo di trovare un’altra soluzione: i medici due giorni dopo spostano Paolo in una stanza singola della Pneumologia. Tuttavia, passano altri due giorni e Paolo per la prima volta risulta positivo al Covid-19. “Noi pensiamo che si sia contagiato in astanteria”, spiega Eleonora. “Papà ci ha raccontato che il paziente positivo era a uno/due letti di distanza”.
Dalla scoperta della positività al decesso passano circa dieci giorni: “Inizialmente era lucido, con la saturazione tra i 93 e 95 e una situazione stabile: aveva l’ossigeno, ma solo per precauzione. Poi è diventato sempre più confuso, ha iniziato ad avere disfagia e un singhiozzo fortissimo. Giovedì 4 marzo mi ha telefonato alle 4 di notte rantolando e chiedendo aiuto in maniera molto confusa”, aggiunge la figlia.
“Il giorno dopo sono riuscita a parlare con i medici e mi hanno rassicurato sul fatto che avesse temperatura e saturazione regolari. Sabato 6 marzo la video call programmata è stata rinviata più volte e, dopo tante insistenze, lo abbiamo visto molto sofferente e confuso. Dopo un’ora ci hanno richiamato per comunicarci che la situazione si era pesantemente aggravata e il giorno dopo ci hanno detto che non c’era più niente da fare”.
“Vista l’irreversibilità della situazione, ci è stata quindi concessa una visita straordinaria, ‘blindata’, alla quale è andato mio fratello per un ultimo saluto, perchè mercoledì 10 papà è morto”, spiega la figlia. “Io ho potuto avere informazioni solo al telefono e ci sono stati anche dei momenti di tensione come quando mi hanno risposto che non c’era tempo di rispondere a tutti i parenti, ma soltanto a uno per ciascun paziente. Ho ribattuto che ci voleva più umanità , anche considerando il fatto che mio padre si era preso il Covid-19 in ospedale. Mi è stato risposto che non dovevo lamentarmi con loro, ma con ‘il Governo che avevo votato’. La cosa, ovviamente, mi ha fatto infuriare. Poi si vede che qualcuno ha fatto ragionare questo dottore, perchè infatti c’è stata concessa la visita straordinaria, inizialmente negata”.
“La cosa che mi consola è che negli ultimi giorni mio padre è stato incosciente, risparmiandosi tante sofferenze”, continua Eleonora. “Mi resta però una forte sensazione di impotenza di fronte alla burocrazia: i medici sono sopraffatti dall’emergenza, non c’è stato tempo di confrontarsi ed avere maggiori dettagli e maggior ascolto. Un anno di pandemia non ha cambiato niente, e gli ospedali che dovrebbero essere il primo posto dove la catena del contagio viene spezzata, al contrario diventano un luogo di diffusione. Inoltre, visti tutti i discorsi che si fanno in questi giorni sui vaccini: perchè non si dà priorità ai pazienti che entrano al Pronto Soccorso, visto che sono a rischio? Avrebbe più senso vaccinare loro, invece che il personale ospedaliero che magari lavora in smartworking e senza contatto con l’utenza! Non sono cose che dico per via della rabbia: so che è così, perchè me lo hanno raccontato proprio alcuni di questi lavoratori”.
(da TPI)
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