Aprile 14th, 2021 Riccardo Fucile
SALE LA FEBBRE DEL MAXI CONDONO, VOGLIONO ELEVARE IL CONDONO FINO A 10.000 EURO RUBATI AI CITTADINI ONESTI … DUE GIORNI FA IL CONDONO ERA STATO BOCCIATO DA CORTE DEI CONTI E BANKITALIA
Non sono bastate le bocciature che del condono hanno fatto la Banca d’Italia, la Corte dei Conti e l’Ufficio parlamentare di bilancio, a scoraggiare i fautori della sanatoria fiscale
Anzi in barba ai giudizi negativi emessi da via Nazionale e dai magistrati contabili, secondo cui il condono comporta “disparità di trattamento nei confronti dei contribuenti onesti” e incentiva l’evasione, i parlamentari tornano all’assalto della misura che nel decreto Sostegni contiene il colpo di spugna per le cartelle esattoriali sotto i 5mila euro, maturate tra il 2000 e il 2010, e per i contribuenti con reddito fino a 30mila euro.
E lo fanno per tentare di allargare le maglie del condono.
Si tratta di un fronte trasversale che da Forza Italia arriva fino alla Lega, passa per Italia viva e Fratelli d’Italia, e lambisce il M5S. I pentastellati in realtà sulla questione si dividono in due fronti tra chi è fermamente contrario alla misura, come il senatore Primo Di Nicola che ha già dichiarato che non voterà il condono, e chi invece sponsorizza una sanatoria dalle maglie più larghe. L’articolo del provvedimento che contiene l’annullamento dei debiti col fisco è l’articolo 4.
Ebbene se da una parte c’è Di Nicola, che con altri 15 senatori, tra attuali ed ex 5Stelle, chiede la soppressione dei commi da 4 a 9 che contengono il condono, dall’altra parte troviamo la senatrice pentastellata Felicia Gaudiano che chiede di estendere il periodo per le cartelle da stralciare al 2015.
Richiesta fotocopia della senatrice 5S è quella della collega di Italia viva, Donatella Conzatti. I senatori renziani Gelsomina Vono e Mauro Marino chiedono poi in un altro emendamento che siano annullati i debiti fino al 2015 per le imprese e i lavoratori autonomi che abbiano conseguito nell’anno 2019 un fatturato inferiore a un milione di euro.
Mentre fotocopia della richiesta avanzata dal senatore ed ex giornalista 5 Stelle quella che arriva da Leu (Errani, De Petris, Laforgia, Grasso, Ruotolo) fermamente contraria a qualsiasi forma di condono.
Chi gioca ad allargare le maglie della sanatoria sono nel centrodestra Lega e FI, soprattutto. La capogruppo degli azzurri a Palazzo Madama, Anna Maria Bernini, è la prima firmataria, assieme ad altri 48 senatori, di un emendamento che annulla i debiti di importo residuo fino a 10mila euro (dagli attuali 5mila), estende il periodo del condono di 5 anni fino al 2015 e aumenta il limite di reddito da 30mila a 40mila euro per i beneficiari dello stralcio. Non solo. Gli azzurri pensano anche agli imprenditori.
Per quanti di loro accedono al contributo a fondo perduto i senatori Maurizio Gasparri e Massimo Ferro chiedono che vengano stralciate le cartelle sui debiti di importo residuo fino a 20mila euro. E ancora: che non si consideri il limite di reddito di 30mila euro e che il periodo venga esteso al 2015.
La Lega invece ha presentato una proposta di modifica (prima firma Alberto Bagnai in compagnia di altri 10 senatori tra cui Armando Siri) con cui la soglia viene innalzata a 10mila euro delle cartelle da stralciare e si alza il limite di reddito per quanti possono usufruire del condono da 30mila a 50mila euro.
FdI (prima firmataria Isabella Rauti) invece chiede che siano annullati i debiti di importo residuo fino a 5000 euro dal 2000 al 2019 per i nuclei familiari in cui è presente un componente disabile e in cui il reddito familiare non sia superiore a 30mila euro.
Il partito di Giorgia Meloni poi si concentra sullo stralcio dei crediti inesigibili e riprova ancora una volta l’assalto al cashback chiedendone la sua cancellazione. Una misura voluta da Conte proprio in chiave anti-evasione.
(da La Notizia)
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Aprile 14th, 2021 Riccardo Fucile
IN 20 GIORNI LA SARDEGNA E’ PASSATA DA ZONA BIANCA A ROSSA, GRAZIE A RIAPERTURE INSENSATE… E SALVINI NON RISPONDE
Ieri Matteo Salvini a Cartabianca ha continuato il suo tam tam sulle riaperture che
qualcuno sui social ha ironicamente soprannominato “di gotta e di governo” ricordando la passione del leader della Lega per le foto di cibo sui social, spiegando che “la scienza è scienza”.
Secondo il leader della Lega oggi le regioni dovrebbero essere gialle perché si dovrebbero utilizzare i vecchi parametri per decidere la fascia di rischio.
Ma a parte il fatto che il decreto in vigore fino al 30 aprile che prevede ad esempio l’applicazione nelle zone gialle delle misure della zona arancione, l’estensione delle misure previste per la zona rossa in caso di particolare incidenza di contagi (superiori a 250 casi ogni 100mila abitanti e nelle aree con circolazione delle varianti) è passato anche con l’approvazione della Lega, che si è limitata a chiedere un “contentino” di facciata, il “Capitano” dovrebbe rispondere a una domanda.
Se è così facile riaprire tutto come mai la Sardegna che era zona bianca è passata alla rossa in 20 giorni?
E quella domanda Bianca Berlinguer la fa. Aggiungendo che l’isola è governata dal centrodestra.
E cosa fa Salvini? Invece di rispondere nel merito, spiegando cosa è successo si concentra su quell’unico particolare: “Perdoni, questa notazione ‘governata dal centrodestra’ mi sembra veramente da marziano”…
Il leader della Lega svicola mostrandosi addirittura piccato perché la Berlinguer non lo fa rispondere. E infatti quando riprende la parola non risponde.
Non spiega perché la Sardegna è finita in zona rossa ma riattacca con il ritornello: “Chiedo che la scienza valga sempre”. Tanto per ricordarlo Salvini il 31 marzo diceva: “La Sardegna non riapre solo perche‘ qualcuno ‘vede‘ rosso“.
Come è finita? “Mi ha appena chiamato Speranza. La Sardegna è in zona rossa”, spiegava pochi giorni fa l’assessore alla Sanità Mario Nieddu.
Il dato che ha fatto scattare la decisione (automatica per via dei vari parametri indicati al momento dell’introduzione del sistema di suddivisione a colori in base al rischio epidemiologico) èstato l’indice RT in calo in molte altre Regioni d’Italia, ma in rialzo proprio sull’isola sarda. “La scienza è scienza”.
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 14th, 2021 Riccardo Fucile
L’EX SEGRETARIO DEL PD , A DI MARTEDI’, FA PARLARE I FATTI E I DATI, LA SORELLA D’ITALIA RIMEDIA UNA BRUTTA FIGURA
In un frizzante studio di Di Martedì, è andato in scena un acceso confronto dialettico tra Elisabetta Gardini e Pierluigi Bersani (ma anche con gli altri ospiti).
L’ex deputata, ora iscritta a Fratelli d’Italia, parla delle chiusure nel nostro Paese e tra i tanti esempi per portare acqua al proprio mulini ideologico su questo tema – sempre più strumentalizzato a livello politico – si immerge in una serie di esempi sbagliati.
E ci vuole grande pazienza per smentire i suoi proclami populisti, come quella dimostrata da Pierluigi Bersani.
Secondo Elisabetta Gardini, infatti, il governo ha “negato il diritto di manifestare, è uno schiaffo insopportabile agli italiani”. In realtà le manifestazioni ci sono state e sono state autorizzate.
Basti pensare a quella del Movimento IoApro della scorsa settimana davanti a piazza Montecitorio, o a quella andata in scena ieri al Circo Massimo.
Insomma, il diritto di manifestare non è stato tolto a nessuno. Ovviamente, come da prassi, si chiedeva di rispettare le basilari regole dettate dall’emergenza sanitaria (mascherine e distanziamento sociale), come non accaduto lunedì con il bis della manifestazione dei ristoratori di IoApro, abbandonati da Salvini.
E già basterebbe questo per smentire Elisabetta Gardini.
Ma le sue parole si rivolgono direttamente a Pierluigi Bersani, “reo” – secondo lei – di far parte dello stesso partito del Ministro Roberto Speranza. E, oltre al facile umorismo sul nome del capo del dicastero della Salute, il fondatore di Articolo 1-MDP deve replicare: “Ma perché lo dice a me? Lo dica al virus”.
Perché, nel facile populismo dell’ex deputata di Forza Italia, si dimentica che la pandemia non è stata superata e i numeri di contagi e decessi quotidiani sono ancora altissimi.
Finita qui? No, perché Gardini attacca anche per le chiusure, portando l’esempio di altri Paesi che ora hanno riaperto dopo una programmazione.
Peccato che, come ricordano Bersani e Capranica, il Regno Unito ha sì riaperto parzialmente (non tutto, perché sarà graduale), ma dopo tre lunghissimi mesi di continuo e rigido lockdown.
Cosa che in Italia non è avvenuta se non nei primi due mesi di pandemia dello scorso anno. E la programmazione per la riapertura è arrivata dopo aver immunizzato (con prima dose) circa 30 milioni di cittadini britannici.
In un altro passaggio – sempre a Di Martedì -, Elisabetta Gardini parla anche della situazione nei teatri italiani, portando in auge la questione del Maurizio Costanzo Show che va in onda con il pubblico. E si rivolge al suo ex collega (perché lei, prima di entrare in politica era un’attrice teatrale) Massimo Ghini che, però, la blocca con una considerazione che dovrebbe far riflettere l’ex deputata ed ex europarlamentare: “È una questione politica. La televisione ha una forza, il teatro no. Le comparse del Costanzo Show sono pagate da Berlusconi”. Sipario
(da NextQuotidiano”)
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Aprile 14th, 2021 Riccardo Fucile
BILANCIO CATASTROFICO PER L’ATTEGGIAMENTO POCO RESTRITTIVO DEL PAESE SCANDINAVO
Niente lockdown e mascherine. La Svezia è uno dei paesi che ha scelto
l’approccio meno restrittivo di fronte al Covid-19, cercando di salvaguardare l’economia e confidando nello spontaneo distanziamento sociale messo in atto dai cittadini. “Giudicatemi tra un anno”, aveva commentato dodici mesi fa l’epidemiologo dell’Agenzia per la salute pubblica svedese Anders Tegnell, che gestisce l’emergenza sanitaria. E, ora che il tempo è trascorso, un primo bilancio può essere stilato.
Dalla primavera 2020, nel paese i casi sono aumentati e il bilancio delle vittime rispetto alla popolazione è diventato tra i più alti d’Europa: a oggi si contano circa 13 mila vittime, cifra tra le più alte dell’area scandinava.
A oltre un anno dall’inizio della pandemia, i contagi non accennano a calare e l’immunità di gregge auspicata è rimasta un miraggio.
La politica ‘soft’ non ha salvaguardato del tutto neanche l’economia nazionale: il Pil è diminuito di circa il 3%, meglio della media europea, ma simile al calo di altri paesi nordici che hanno scelto le chiusure.
A fornire un esaustivo quadro della situazione svedese è il periodico americano The New Yorker, in un articolo dal titolo Sweden’s Pandemic Experiment(L’esperimento pandemico svedese).
Il racconto è quello di un anno in cui il governo di Stoccolma ha scelto di seguire le indicazioni dell’epidemiologo dell’Agenzia per la salute pubblica svedese Tegnell che, nonostante le raccomandazioni degli organismi di salute pubblica internazionali, è sempre stato convinto che le evidenze scientifiche sull’efficacia delle mascherine fossero scarse. Anche su chiusure e limitazioni, l’esperto si è dimostrato scettico, ritenendo che non vi fossero prove certe di una correlazione tra lockdown e diminuzione della diffusione di Sars-Cov-2. L’unico strumento mai messo in dubbio è stata la distanza sociale, naturalmente esercitata dalla popolazione.
The New Yorker ricorda come l’approccio svedese, durante quest’anno, sia stato invocato da molti Stati, anche extra europei. Per esempio in Minnesota, negli Usa, attivisti di destra nel corso di proteste anti-lockdown hanno mostrato cartelli con la scritta “Be Like Sweden”.
La direzione dell’epidemiologo dell’Agenzia per la salute pubblica di Stoccolma, all’inizio, era comune a quella del premier inglese Boris Johnson: si riteneva che l’immunità di gregge sarebbe stata presto ottenuta, chiusure e blocchi non sarebbero stati funzionali al suo raggiungimento. Il Regno Unito, messo alla prova dall’alto tasso di decessi e ricoveri della prima ondata, aveva però cambiato idea quasi subito.
La Svezia conta una popolazione di circa dieci milioni di persone (il 20% degli svedesi vive a Stoccolma, ndr). Nell’aprile 2020 alcuni ricercatori dell’Università di Uppsala, adattando un modello dell’Imperial College di Londra, avevano calcolato che, proseguendo con poche restrizioni, il 50% dei soggetti fragili svedesi si sarebbe infettato entro trenta giorni, provocando oltre 80 mila morti entro il mese di luglio. Nonostante tutto, il bilancio delle vittime non ha raggiunto tali livelli.
Per quali motivi? In un altro articolo apparso su The New Yorker a firma di Siddhartha Mukherjee, viene osservato che si tratta di un “mistero epidemiologico”. Può essere, per esempio, che a dispetto dell’apparenza le politiche svedesi non si siano rivelate poi tanto ‘soft’. “Erano consentite piccole libertà – ristoranti, bar, feste – che facevano sembrare la Svezia selvaggiamente permissiva […] Ma la maggior parte delle lezioni delle scuole superiori e delle università in Svezia si è svolta online […] Rimanere a casa era facoltativo, ma i dati sulle celle telefoniche mostrano che gli svedesi hanno ridotto significativamente i loro movimenti”, si legge sul periodico americano. Infine viene sottolineato che le misure adottate dalla Svezia, sebbene relativamente soft, sono state abbastanza stabili nel corso dei mesi evitando un effetto ‘yo-yo’.
(da Huffingtonpost)
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Aprile 14th, 2021 Riccardo Fucile
“IL FENOMENO STA RAGGIUNGENDO DIMENSIONI PREOCCUPANTI”
Le notizie delle sospensioni cautelative del vaccino AstraZeneca – e ora anche del siero Johnson&Johnson – continuano ad spaventare gli anziani, più restii a farsi immunizzare col farmaco brevettato ad Oxford.
“Circa il 15% della popolazione che aveva prenotato il vaccino, in seguito ha rifiutato AstraZeneca. Ma crediamo che questo dato stia salendo. E’ un problema che sta assumendo dimensioni più preoccupanti di quel che pensavamo” ha spiegato il direttore generale del Welfare regionale Giovanni Pavesi, parlando in commissione Sanità al Pirellone.
“Quando un cittadino over 60 rifiuta AstraZeneca, se ci sono comprovate motivazioni cliniche, gli facciamo Pfizer. Se queste ragioni non ci sono, vanno in coda.
Ma il problema esiste” ha continuato il dg anche se “abbiamo una comunicazione del ministero che indica per questo medicinale preferibilmente l’uso dopo 60 anni, soprattutto per evitare rischi legali e clinici”.
Pavesi ha lanciato un appello a chi fa comunicazione: Bisogna tenere questa posizione, spiegare che AstraZeneca nella fascia d’età indicata è sicuro e utilizzabile”.
Pavesi ha anche dato i numeri che potrebbero confermare la fuga da AstraZeneca: “La platea dei lombardi fra 70 e 79anni è di 995mila cittadini. Ad oggi hanno aderito e prenotato su Poste 716.861 cittadini e ne abbiamo vaccinati 62 mila in due giorni”. Dunque in dieci giorni ha aderito alla campagna e prenotato il proprio appuntamento circa il 75% degli aventi diritto, mentre un quarto dei 70enni ancora non si è iscritto. Hanno deciso di non vaccinarsi? Sono spaventati? Cambieranno idea? Le risposte arriveranno nei prossimi giorni, considerando che anche per gli 80enni gli ultimi “ritardatari” hanno chiesto di vaccinarsi due mesi dopo l’apertura delle prenotazioni.
“Gli over 80 prenotati sul portale Aria sono stati inizialmente 616 mila – ha spiegato il dg Pavesi – Di questi 580 mila sono stati vaccinati entro domenica 11, come promesso dalla Regione. C’erano altri 50 mila a domicilio, e su questo fronte ci stiamo muovendo. E’ la partita più impegnativa le Ats stanno rinforzando gli organici, abbiamo dismesso il punto tampone dell’esercito per mandare anche personale medico dell’esercito a domicilio. Ma tenete conto che una squadra fa dieci vaccini domiciliari al giorno: è un’impresa molto impegnativa e lenta. Sono rimasti in attesa 40 mila over 80 fra domiciliari e quelli che non si vogliono vaccinare”.
Pavesi ha risposto anche sul tema dei fragili cronici e dei care giver dei disabili: “Non è automatico che con codice esenzione rientri nella categoria vulnerabili, per esempio tutti i diabetici lo sono. Fra i care giver che hanno diritto al vaccino, ci sono i genitori del disabile iscritto, di sicuro, ma si può arrivare a quattro persone dello stesso nucleo che possono essere vaccinate”.
(da “La Repubblica”)
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Aprile 14th, 2021 Riccardo Fucile
BRASILE E INDIA BOOM DI CONTAGI… VON DER LEYEN ANNUNCIA 50 MILIONI DI DOSI IN PIU’ DI PFIZER
Più di 567mila nuovi contagi da Covid sono stati registrati in tutto il mondo nella
giornata di ieri dall’Organizzazione mondiale della sanità nel suo bollettino quotidiano sull’emergenza pandemica.
I dati sono stati raccolti nelle 24 ore tra le 16 di lunedì e la stessa ora di ieri, momento in cui all’Oms risultavano 136.291.128 contagi totali e 2.941.128 decessi dalla comparsa della malattia con un incremento giornaliero di 567.849 infezioni nonché di 9.521 casi letali.
Le statistiche dell’Oms si basano su dati confermati ufficialmente dalle autorità sanitarie dei diversi paesi. In quest’ultima rilevazione, il Sudest asiatico dopo diverso tempo è tornato in testa alla triste classifica dei contagi quotidiani, soprattutto sulla spinta della recrudescenza della malattia in India, totalizzando oltre il 30% dei nuovi casi (175.614). Seguono l’Europa (159.163) e il Nord e Sud America (153.573)
La Danimarca sospende definitivamente AstraZeneca
La Danimarca smette a partire da oggi di somministrare il vaccino anti Covid AstraZeneca a causa dei possibili legami con i casi di trombosi. La decisione ritarderà il programma vaccinale nel paese di alcuni settimane, hanno fatto sapere fonti di stampa. L’Ema, l’agenzia europea del farmaco la scorsa settimana aveva ammesso possibili legami tra il vaccino AstraZeneca e casi rari di trombosi rilevati in persone cui era stato somministrato il preparato ma aveva continuato a indicare come superiori ai rischi i benefici del vaccino. La Danimarca era stato il primo paese a sospendere la somministrazione di AstraZeneca. Ora ha messo in pausa sempre per rischi di trombosi anche il vaccino Johnson&Johnson.
La Germania: no seconda dose AstraZeneca agli under-60 che hanno fatto la prima
La Germania raccomanda di somministrare agli under 60 che hanno già fatto la prima dose di AstraZeneca un altro vaccino per il richiamo. L’indicazione è stata data dopo un accordo fra gli assessori regionali alla Salute e il ministero, ed è in linea con quanto consigliato dalla commissione speciale per i vaccini Stiko. Dopo lo stop legato agli approfondimenti sui casi rari di trombosi il Paese aveva ripreso le vaccinazioni con il siero anglo-svedese solo per gli over 60. Finora sono stati 2,2 milioni gli under 60 che hanno ricevuto la prima dose AstraZeneca.
Von der Leyen: “Accordo con Pfizer per 50 milioni di dosi in più”
La Commissione ha raggiunto un accordo con Pfizer per accelerare l’approvvigionamento di vaccini, con 50 milioni di dosi aggiuntive consegnate nel
secondo trimestre, a partire da aprile. Saranno distribuite sulla base della popolazione. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen che ha anche aggiunto: “Ad un certo punto, potremmo aver bisogno di vaccini di richiamo per rafforzare e prolungare l’immunità e, se ci sarà una variante che sfugge al vaccino,
avremo bisogno di sviluppare vaccini che siano adattati alla nuova variante e ne avremo bisogno presto e in quantità sufficiente”.
Cento giorni a Tokyo mentre la curva epidemica risale
Conto alla rovescia per l’apertura delle Olimpiadi estive di Tokyo, in un clima di forte incertezza causato dal nuovo peggioramento del quadro pandemico nel Paese. Le Olimpiadi inizieranno il prossimo 23 luglio, dopo il rinvio di un anno. Ai Giochi prenderanno parte oltre 10mila atleti da tutto il mondo, ma per prevenire la diffusione del virus, l’evento è stato completamente ripensato sul piano logistico, a cominciare dalla chiusura agli spettatori internazionali. Ieri la staffetta ha attraversato la prefettura di Osaka, ma l’itinerario è stato modificato a causa del forte aumento dei contagi nella città, dove ieri sono stati registrati mille nuovi casi. Dopo Osaka, anche la città di Matsuyama, nel Giappone occidentale, ha cancellato la cerimonia della staffetta per il timore di contagi. L’opinione pubblica giapponese resta scettica in merito all’opportunità di tenere i Giochi nell’attuale contesto nazionale e globale
Francia, sospesi i voli per il Brasile
La Francia sospenderà “fino a nuovo avviso” tutti i suoi voli con il Brasile a causa delle preoccupazioni generate dalla variante brasiliana del covid-19. Lo ha annunciato il primo ministro Jean Castex. “Prendiamo atto che la situazione sta peggiorando e abbiamo quindi deciso di sospendere tutti i voli tra Brasile e Francia fino a nuovo avviso”, ha detto. Fino ad ora, i viaggiatori dal Brasile – così come da altri paesi – dovevano presentare un test negativo per entrare in Francia e dovevano impegnarsi a isolarsi per sette giorni. Questa misura è stata presa in considerazione della situazione sanitaria in Brasile, che da febbraio non ha cessato di peggiorare, a causa della comparsa di una nuova variante del virus, nota come P1, considerata più contagiosa e pericolosa. Il ministero degli Esteri brasiliano ha affermato all’Afp che tali restrizioni adottate da alcuni Paesi a causa delle nuove varianti del coronavirus “hanno colpito non solo il Brasile, ma anche Paesi come Regno Unito, Sudafrica e Giappone”.
In Brasile oltre 3.800 vittime in 24 ore
Il Brasile ha registrato 3.808 decessi per covid-19 nelle ultime 24 ore (358.425 dall’inizio della pandemia, poco più di un anno fa).Nel suo bilancio giornaliero, il Ministero della Salute ha segnalato 82.186 nuovi contagi da coronavirus, con i quali il bilancio totale dei contagiati è salito a 13.599.994, in un momento in cui il Paese sta affrontando la fase peggiore della pandemia. Il Brasile è il secondo Paese con il maggior numero di morti e casi confermati di malattia, solo dietro gli Stati Uniti, anche se attualmente è il luogo del pianeta dove la maggior parte delle persone muore di covid-19, con una media che supera i 3.000 morti al giorno.
Record di contagi in Argentina
Il nuovo record di 27.001 infezioni da covid-19 nelle ultime 24 ore ha lanciato l’allarme in Argentina, il cui governo ha iniziato martedì ad analizzare nuove misure di emergenza e restrizioni. I casi dall’inizio della pandemia hanno raggiunto i 2.579.000, con 217 morti in un solo giorno e un totale di 58.174 morti. “Stiamo affrontando un grande aumento della velocità di trasmissione del virus con la comparsa di nuove varianti”, ha detto ai giornalisti Analìa Rearte, vicepresidente della Società argentina di vaccinazione ed epidemiologia dopo un incontro di esperti con alti funzionari del presidente governo Alberto Fernàndez, convocato d’urgenza. Il governo ha inasprito le misure per cercare di ridurre l’aumento dei casi nelle ultime settimane. Da venerdì scorso e per tre settimane, la circolazione non essenziale è stata vietata dalle 00:00 alle 06:00 e bar e ristoranti chiudono alle 23:00, ma le scuole rimangono aperte.
Nuovo record di casi anche in India
L’India ha aggiornato il proprio record giornaliero di casi di coronavirus con 184.372 contagi nelle ultime 24 ore. Sono i nuovi dati riferiti dal ministero della Salute, che portano il totale a 13,87 milioni di contagi. I nuovi decessi sono 1.027, che portano il totale a 172.085. Con questi numeri l’India ha scalzato il Brasile dal posto di secondo Paese più colpito dalla pandemia dopo gli Usa. L’impennata delle ultime settimane ha spinto il governo ad accelerare l’approvazione dei vaccini che hanno già ricevuto l’autorizzazione di emergenza all’estero. Ieri New Delhi ha dato il via libera al siero russo Sputnik V, del quale verrà avviata una produzione locale.
Fda: l’efficacia di Pfizer e Moderna dura almeno nove mesi
I vaccini Pfizer e Moderna riuscirebbero a proteggere contro il Covid-19 per almeno nove mesi: è quanto ha detto il direttore delle ricerche delle analisi biologiche della Food and drug administration (Fda), Peter Marks. Durante un meeting della American medical association, Marks ha precisato che anche se i dati più recenti hanno provato che la protezione di questi vaccini basati sulla nuova tecnologia mRNA dura almeno sei mesi “noi crediamo che la durata sia di nove e continueremo a studiare questa ipotesi. Ogni mese che passa accumuliamo più dati e certezze”. Marks ha fatto sapere che l’Fda sta in particolare monitorando se l’immunità si abbassi nel tempo, in particolare in categorie più a rischio come anziani o le persone immunocompromesse.
(da “La Repubblica”)
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Aprile 14th, 2021 Riccardo Fucile
SONDAGGIO PAGNONCELLI: FIDUCIA IN CONTE E LETTA, IN CALO SALVINI E MELONI… NEGATIVO IL GIUDIZIO SULLA GESTIONE DELLA PANDEMIA
Alessandra Ghisleri su La Stampa analizza un sondaggio sul governo Draghi. Come si differenzia per gli italiani intervistati da quello Conte? Come sta affrontando la sfida della pandemia?
La discontinuità con il governo Conte richiesta al nuovo Esecutivo dalla maggioranza dei cittadini nei primi mesi dell’anno, gli elettori faticano ancora oggi a leggerla in maniera chiara: il 51,6% del campione dichiara infatti di non rilevare differenze nell’attuale gestione rispetto alla precedente e, mentre il 21,1% riscontra una migliore amministrazione – con l’82,5% dell’elettorato di Italia Viva –, il 19,8% nel confronto ne individua un peggioramento (con il 61,9% dell’elettorato del M5S).
I sondaggi di Pagnoncelli poi si sono concentrati sul tema vaccini: nonostante il cambio del commissario e del governo più della metà di chi è stato interpellato per la rilevazione non si sente soddisfatto di come sta andando avanti il piano vaccinale:
Proprio l’arrivo di Figliuolo è il tema di un altro quesito. Se da una parte il generale ha il consenso del 47% del campione c’è una larga fetta di intervistati che non vede benefici da quando è entrato in campo:
Infine, nonostante la notizia sul vaccino Johnson & Johnson c’è uno spiraglio di speranza riguardo la fiducia degli italiani su Astrazeneca: solo il 25% non lo farebbe. Una percentuale sempre minore.
(da agenzie)
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Aprile 14th, 2021 Riccardo Fucile
DONAZIONI ANCHE ALLE FONDAZIONI DI RENZI E TOTI
Erogazioni che hanno aggravato la situazione contabile del gruppo e forse
influenzato le scelte legislative nel settore marittimo. Sulla travagliata vicenda finanziaria di Moby, la società di navigazione della famiglia Onorato, si è accesso il faro della procura di Milano.
Se i magistrati tenevano già sotto osservazione il gruppo, da una parte con il concordato preventivo di Moby e dall’altra con la possibile richiesta di fallimento per la controllata Cin (Compagnia italiana di navigazione), ora la procura ha aperto un fascicolo a scopo conoscitivo, senza indagati né ipotesi di reato, per verificare la regolarità di numerosi finanziamenti alla politica.
Al centro delle verifiche del dipartimento specializzato in reati contro la pubblica amministrazione, guidato dall’aggiunto Maurizio Romanelli, ci sono i finanziamenti erogati da Moby a Beppe Grillo srl, Casaleggio Associati, fondazione Change di Giovanni Toti, fondazione Open di Matteo Renzi, Fratelli d’Italia e anche Pd.
In attesa dell’udienza di domani che dovrà decidere il destino di Cin – che nel 2015 ha acquisito Tirrenia – è questo il nuovo fronte di indagine che si apre in procura a Milano.
Nell’elenco contenuto nella proposta di “concordato preventivo in continuità” di Moby, sono indicati i 120 mila euro annui per due anni versati a Beppe Grillo srl, che gestisce il blog del fondatore dei Cinque Stelle, sulla base di un “accordo avente finalità pubblicitarie”, e i 600 mila euro annui per due anni a Casaleggio e Associati per un contratto – risolto nel marzo 2020 – per “sensibilizzare le istituzioni sul tema dei marittimi”.
Agli atti risultano anche 200mila euro alla fondazione Open, 100 a Change, 80 mila al Pd, 10 mila a Fratelli d’Italia. Quasi due milioni a cui vanno aggiunti i 550 mila euro erogati a Roberto Mercuri (non indagato).
Legato all’ex vicepresidente di Unicredit Fabrizio Palenzona (nel cda di Tirrenia Cin dal 2016), ottiene da Moby alcuni contratti di consulenza per “il supporto tecnico-specialistico in relazione alle attività con il Parlamento, con il Governo e con la Commissione Europea”.
Il nuovo fronte d’indagine si affianca a quello aperto davanti al tribunale fallimentare relativo a Cin. Nell’udienza di domani i creditori e la procura potrebbe chiedere il fallimento. Tra le tante spese che potrebbero rivelarsi poco funzionali al business, l’acquisto di una sede da sette milioni di euro in piazza San Babila, in pieno centro a Milano, oppure gli emolumenti milionari verso i membri del management della famiglia Onorato. Tre milioni sono stati spesi invece per il noleggio di un jet bimotore, quattro milioni e mezzo per l’acquisto e la ristrutturazione di una villa a Porto Cervo.
(da “La Repubblica”)
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Aprile 14th, 2021 Riccardo Fucile
ADATTABILI CONTRO LE VARIANTI, FACILI DA PRODURRE, SOFISTICATI
Versatilità e adattabilità contro le varianti, facilità di produzione, meccanismo sofisticato. Nella sfida tecnologica che ha spinto il mondo scientifico e le case farmaceutiche a uno sprint inedito per contrastare la pandemia di Covid-19, la grande innovazione sembrerebbe rappresentata dai vaccini a RNA messaggero, o mRNA.
A differenza del già noto vettore virale adenovirus (su cui si basano Oxford/AstraZeneca, Johnson&Johnson, il russo Sputnik), la tecnologia a mRNA (di Moderna e Pfizer/BioNTech) segna un approccio inedito per quanto riguarda lo sviluppo dei vaccini.
Di solito nel paziente da immunizzare viene iniettato il virus (o il batterio) “indebolito”, oppure una parte di esso: il sistema immunitario riconosce “l’intruso” e produce gli anticorpi che utilizzerà quando incontrerà il vero virus.
Nel caso dei vaccini a mRNA, invece, si inoculano le “istruzioni” per produrre una particolare proteina, detta “Spike”, che è quella che il virus utilizza per attaccarsi alle cellule. La cellula genera quindi da sola la proteina estranea, che una volta riconosciuta fa attivare gli anticorpi che combattono il virus.
Al di là dell’alta efficacia, i vaccini a mRNA sono caratterizzati da una grande “versatilità”. Visto che l’mRNA contiene le informazioni per la creazione della proteina Spike, soltanto cambiando la sua sequenza sarà possibile ottenere nuovi vaccini efficaci contro le varianti del virus.
A sottolinearlo all’HuffPost è Francesco Broccolo, virologo dell’Università Milano-Bicocca: “Questa tecnologia consente in poche settimane di ridisegnare il vaccino sulla base delle mutazioni rilevate. Un aspetto vincente che ci consentirà di affrontare le sfide del futuro”.
“Tra le varie tipologie, i vaccini a RNA messaggero sono i più rapidi da ‘disegnare’ e rimodulare”, afferma Broccolo. Lo scienziato sottolinea inoltre che anche “la produzione può essere maggiore e più rapida, poiché non ha bisogno di ‘contenitori’ in cui si coltivano le cellule infettate dal virus, ma si basa su sintesi chimica. E quando si parla di pandemia, la parola d’ordine è ‘velocità’”
“Bisogna tenere conto del fatto che Pfizer e Moderna sono stati i primi vaccini a mRna prodotti al mondo: le loro piattaforme andavano ‘organizzate’. Nonostante ciò, sono stati ‘disegnati’ in maniera molto rapida: questo gioca a favore della scienza, semmai ci trovassimo a fronteggiare nuovi virus. Un aspetto da migliorare sarà però la modalità di conservazione, che per i vaccini a mRNA deve avvenire a temperature molto basse (fino a 80 gradi sotto lo zero, ndr) una criticità parzialmente risolta da Moderna (il cui vaccino resta stabile tra i 2 e gli 8 gradi Celsius per 30 giorni, ndr)”, afferma il virologo.
Insomma, una promessa per il futuro. D’altronde, l’Europa ha fatto sapere che punterà proprio sui vaccini a mRNA per il biennio 2022-2023: Bruxelles è pronta all’acquisto di ben 900 milioni di dosi efficaci anche contro le varianti di Sars-CoV-2, con un’opzione contrattuale di altri 900 milioni di fiale per l’approvvigionamento dei paesi membri. Secondo fonti europee citate da HuffPost, la Commissione Europea potrebbe firmare un nuovo contratto nei prossimi giorni con Pfizer/BioNTech, che al momento ha maggiori capacità produttive. Rimangono tra le opzioni anche Moderna e CureVac (il vaccino tedesco a Rna messaggero che potrebbe ottenere il via libera dall’Ema tra fine maggio e inizio giugno, ndr).
Intanto i pur sicuri ed efficaci vaccini ad adenovirus, a dispetto della loro facilità di conservazione e maneggevolezza, stanno pagando lo scotto dei rari eventi trombotici post-somministrazione finiti sotto la lente d’ingrandimento degli enti regolatori internazionali.
Nelle scorse settimane anomalie di coagulazione hanno portato i paesi di tutto il mondo a mettere in pausa o rivedere i loro piani per l’uso del prodotto Oxford/AstraZeneca.
E oggi sembra un déjà vu la decisione da parte degli Stati Uniti di sospendere in via precauzionale la somministrazione del vaccino monodose Johnson&Johnson, dopo aver registrato sei casi (su quasi 7 milioni di vaccinati) in cui i pazienti hanno manifestato eventi trombotici entro due settimane dall’inoculazione. Come riporta il New York Times, si tratta in tutti i casi di donne tra i 18 e i 48 anni. Una di loro è morta e una seconda è ricoverata in gravi condizioni.
La decisione della Food and Drug Administration americana giunge proprio nelle ore in cui Johnson&Johnson arriva in Italia (una prima tranche da 184 mila dosi è sbarcata oggi, 13 aprile, a Pratica di Mare)
(da Huffingtonpost)
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