Agosto 4th, 2021 Riccardo Fucile
POI SONO QUELLI CHE VOGLIONO MONOPOLI E QUATTRINI A FONDO PERSO
Irregolarità in uno stabilimento balneare su 3 e 21 chiusure. E’ l’esito della
campagna di controlli compiuti dai Carabinieri dei NAS, d’intesa con il Ministero della Salute, nei lidi e relativi esercizi di ristorazione sul mare e sui laghi.
In tutto 886 controlli su tutto il territorio nazionale per verificare in particolare l’attuazione delle misure di contenimento alla diffusione da Covid-19 : dal corretto distanziamento degli ombrelloni all’uso delle mascherine,dalla presenza di dispenser per la disinfezione delle mani ai sistemi per la rilevazione della temperatura corporea.
Sono state le gravi carenze igienico sanitarie riscontrate nelle aree adibite alla ristorazione, alla preparazione dei pasti e alla conservazione degli alimenti a portare alla chiusura e alla sospensione delle 21 attività .
In questo ambito sono state in tutto 258 le situazioni di irregolarità riscontrate , il 29% degli esercizi ispezionati.
Deferite 17 persone all’Autorità giudiziaria e 217 a quella amministrativa, e sequestrati oltre 1,3 tonnellate di prodotti alimentari e materie prime destinati alla preparazione dei pasti, principalmente riconducibili a prodotti a base di pesce, per un valore complessivo di circa 77 mila euro.
In molti casi, sono stati scoperti alimenti, pronti per la somministrazione alla clientela, in cattivo stato di conservazione, con validità scaduta ,privi di qualsiasi indicazione utile a stabilirne le origini e la tracciabilità o sottoposti ad arbitrarie procedure di congelamento,senza seguire le corrette procedure.
Sono state riscontrate anche carenze igieniche e strutturali degli ambienti e dei locali adibiti alla preparazione e somministrazione dei pasti, spesso rimediati in spazi ristretti, privi dei minimi requisiti per garantire condizioni ottimali di funzionamento, interessati da sporco pregresso e non sottoposti alle manutenzioni ordinarie e straordinarie.
Le 351 violazioni complessive contestate, per un ammontare di sanzioni paria 202mila euro, hanno riguardato numerosi episodi di inosservanza alla normativa per la prevenzione della diffusione epidemica, come l’assenza di cartellonistica informativa per gli avventori e la mancanza delle periodiche pulizie e sanificazioni.
I NAS assicurano che i controlli proseguiranno per garantire la salute dei cittadini e la sicurezza del consumatore.
(da agenzie)
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Agosto 4th, 2021 Riccardo Fucile
IN UN MESE E MEZZO OLTRE 320.000 ITALIANI HANNO SOTTOSCRITTO LA PROPOSTA
Dopo l’inazione del Parlamento, è partita la raccolta firme per indire il referendum per l’Eutanasia legale. Un’iniziativa promossa dall’Associazione Luca Coscioni che, letteralmente contro tutto e tutti, sta macinando numeri da record con oltre 320 mila sottoscrizioni raccolte ai tavoli sparsi in tutta Italia e in appena un mese e mezzo.
Tra l’altro si tratta di un numero parziale a cui vanno sommate anche le firme raccolte dai Comuni. Insomma si tratta di un successo clamoroso, tanto da aver già ampiamente superato il giro di boa visto che per indire il referendum sono necessarie 500mila firme da ottenere entro settembre, che sta andando perfino oltre le più rosee previsioni dei promotori.
Ad esultare è soprattutto Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, che da anni segue questa battaglia di civiltà. Secondo cui “il parlamento ha già insabbiato il testo di legge di recepimento della sentenza Cappato-Antoniani della Corte costituzionale sull’aiuto alla morte volontaria del 2019”.
Così, conclude il politico, “di fronte al menefreghismo assoluto che unisce i capi di tutti i maggiori partiti italiani, si sono mossi finora oltre 320mila cittadine e cittadini” dando luogo a “un risultato straordinario” che appare “destinato a crescere nelle prossime settimane e ad avvicinare una riforma di libertà che il Parlamento si è rifiutato di prendere in considerazione da 37 anni, tanti ne sono passati dalla prima proposta di legge a firma Loris Fortuna”.
(da agenzie)
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Agosto 4th, 2021 Riccardo Fucile
MA DAL SITO DEL GOVERNO SPARISCONO 63 PAGAMENTI LEGATI ALL’EMERGENZA COVID
Dopo la pubblicazione del focus di Openpolis sui pagamenti liquidati dal
Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Francesco Paolo Figliuolo, per i beni acquistati nell’emergenza, sul sito web del governo l’elenco è stato sostituito senza ulteriori spiegazioni.
Nella nuova lista, riferisce ancora Openpolis mancano 63 pagamenti, tutti per attrezzature scolastiche, per un totale di 137 milioni, liquidati dal 1 aprile al 28 giugno scorsi.
Che fine hanno fatto? Domanda Openpolis. “I pagamenti sono stati erogati e successivamente revocati ai beneficiari? Come facciamo dall’inizio della pandemia, torniamo a chiedere maggiore trasparenza sulle enormi quantità di denaro che le amministrazioni pubbliche stanno spendendo per fronteggiare l’emergenza”.
In circa 17 mesi, aveva ricostruito nelle scorse settimane Openpolis, la struttura del Commissario straordinario per l’emergenza Covid ha messo a bando più di 18 miliardi di euro, per un totale di quasi 15mila lotti di gara.
Il commissario Figliuolo a più riprese ha evidenziato di voler marcare le differenze con la precedente gestione, quella di Domenico Arcuri, ma la trasparenza sugli appalti milionari continua a mancare e non è neppure chiaro se le venti aziende che negli ultimi mesi hanno ottenuto i maggiori pagamenti abbiano incassato quelle somme per contratti stipulati da Arcuri o da Figliuolo.
I pagamenti eliminati dal nuovo elenco pubblicato sul sito del Governo, sempre secondo quanto ha ricostruito Openpolis, riguardano tutti la fornitura di attrezzature scolastiche. Il 24 luglio 2020, infatti, l’allora commissario Arcuri emanò un bando per l’approvvigionamento di attrezzature necessarie a garantire il distanziamento fisico all’interno delle scuole.
Il bando, indetto con procedura aperta, era suddiviso in due lotti, il primo con un importo a base d’asta di 460 milioni di euro, per l’acquisto di 1,5 milioni di sedute innovative, i cosiddetti “banchi con le rotelle”. Il secondo, con un importo a base d’asta di 150 milioni, destina all’approvvigionamento di banchi e sedute tradizionali.
(da La Notizia)
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Agosto 4th, 2021 Riccardo Fucile
+ 24% NELL’ULTIMA SETTIMANA PER GLI UNDER 19
L’introduzione del Green pass per concerti e ristoranti sta spingendo diversi ragazzi a recuperare almeno con la prima dose
+24% di vaccinazioni nella categoria dei 12-19 anni tra il 27 luglio e il 2 agosto. +54% se si prende a riferimento la data del 20 luglio.
L’incremento dell’immunizzazione dopo il decreto sul Green Pass del governo e la conferenza stampa del premier Draghi con l’appello alla vaccinazione è concreto e misurabile.
Forse perché il presidente del Consiglio ha annunciato che la Certificazione Verde Covid-19 sarebbe stata obbligatoria per una serie di attività che coinvolgono i giovani come gli spettacoli, i cinema, le piscine e le palestre. Ma l’importante è il risultato e i presidenti delle Regioni fanno sapere da qualche tempo che le prenotazioni e le punture sono in tumultuosa crescita.
E poi c’è anche il rischio Didattica a Distanza, anche se il governo pare orientato a imporre l’obbligo vaccinale (e l’alternativa DaD) soltanto agli insegnanti.
Fatto sta che mentre l’esecutivo si prepara a un’ulteriore stretta sul Green Pass obbligatorio (e un’altra è in arrivo per settembre: potrebbe coinvolgere anche i trasporti pubblici locali) la crescita di immunizzazioni nella coorte giovanile è reale e concreta.
Secondo i dati elaborati da Lab24, la media mobile a 7 giorni delle dosi giornaliere è cresciuta del 15% nella fascia sotto i 40 anni. Il 20 luglio la media quotidiana delle somministrazioni tra la popolazione che non aveva ancora compiuto 40 anni era di 189.380 iniezioni, il 36,5% in meno rispetto a quella registrata il 2 agosto.
A guidare l’assalto agli hub vaccinali, come detto, sono i minorenni o comunque i più giovani: +24,5% in una settimana. Ma cresce anche la fascia 20-29 anni (+21% in sette giorni, +50% in due settimane) mentre è meno marcato l’aumento tra i trentenni (+4% in una settimana e +18% in due). Loro però sono oggi la fascia più vaccinata tra gli under 40, visto che i completamente vaccinati sono il 43,8%. Tra i minorenni solo il 18% ha terminato il ciclo vaccinale con il richiamo e quasi tre milioni aspettano ancora la prima dose.
(da Open)
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Agosto 4th, 2021 Riccardo Fucile
E ARRIVANO I PRIMI PENTITI
Sono 2.500 gli atti di accertamento di inottemperanza all’obbligo vaccinale nelle
Ats della Lombardia.
Il Quotidiano Nazionale oggi spiega che le aziende stanno inviando le lettere al personale sanitario, agli Ordini professionali e alle aziende, come previsto dall’articolo 4 del decreto legge 44/2021 convertito nella legge 76/2021.
Di questi, 1.000 riguardano l’Ats di Milano, 150 quella di Bergamo, 233 l’Ats di Brescia, 201 l’Ats della Brianza, 200 l’Insubria, 350 l’Ats della Montagna, 203 l’Ats di Pavia, 188 l’Ats Val Padana.
Ma i numeri sono in costante aggiornamento, sia perché gli invii sono ancora in corso, sia perché non è raro che, una volta preso atto della sospensione (dall’attività lavorativa se non è possibile una collocazione in mansioni che non prevedano contatto con terzi, con relativa sospensione dello stipendio), diversi operatori ci ripensino e decidano di vaccinarsi. Come è successo all’ospedale San Martino di Genova.
Intanto nella sola Milano, fa sapere il Corriere della Sera, sono 25 gli operatori No vax negli ospedali. Al Niguarda le lettere sono arrivate finora a 15 dipendenti, cinque al Policlinico, uno in Humanitas. Il San Raffaele propone colloqui per convincere chi manca all’appello. All’Asst Santi Paolo e Carlo la nota è arrivata a nove persone. Alcuni non si sono vaccinati per motivi cogenti: è il caso di due donne in maternità. Per questo sono stati “risparmiati”.
Un quarto operatore del Policlinico invece ha cambiato idea e si è vaccinato dopo aver seguito un corso dell’Agenzia Italiana del Farmaco. La stessa cosa ha fatto un dipendente dell’Asst Santi Paolo e Carlo.
Intanto le direzioni degli ospedali hanno aperto alle assunzioni a tempo determinato per sostituire il personale che non vuole immunizzarsi sfruttando i soldi stanziati da Regione Lombardia.
(da Open)
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Agosto 4th, 2021 Riccardo Fucile
IL COMPAGNO: “STAVAMO PER SPOSARCI”… LASCIA UNA BIMBA DI 4 ANNI
Non è stata una fatalità. La tragedia che ieri mattina presto, 3 agosto, ha colpito l’operaia Laila El Harim poteva essere evitata, come racconta al Corriere della Sera Massimo Tassinari, segretario del comparto Cgil che è subito intervenuto sul posto. Ora la Procura ha aperto un fascicolo – l’ipotesi di reato è di omicidio colposo – per capire la dinamica precisa dei fatti, e ha sequestrato la macchina da lavoro.
Le indagini saranno affidate ai carabinieri del Reparto Provinciale che collaborano con gli ispettori dell’ufficio del Lavoro della Asl.
La donna, 40 anni, è stata dilaniata dalle ferite provocate dalla fustellatrice dentro la quale è rimasta incastrata mentre lavorava nello stabilimento della Bombonette, azienda che produce scatole per gelati e pasticceria a Camposanto, 3.000 abitanti nella Bassa Modenese.
Il macchinario si trovava in un’area lontana da quella dove invece lavoravano i colleghi – circa 70 – di Laila.
Per questo motivo nessuno degli operai avrebbe assistito direttamente alla scena. C’è chi racconta di essere stato allertato dalle urla strazianti della donna; altri invece sostengono che la morte sia avvenuta in una manciata di secondi: un tempo troppo breve per poter chiedere aiuto ed essere sentita da qualcuno.
Quello che le indagini cercheranno di mettere è in luce è come sia stato possibile che la fustellatrice abbia ucciso Laila.
Il macchinario è uno strumento sagomatore che taglia vari materiali con estrema precisione. Il doppio blocco automatico, si legge nella relazione presentata al ministro del Lavoro Andrea Orlando, «era azionabile solo manualmente e non automaticamente» e «ciò ha consentito un’operazione non sicura che ha cagionato la morte per schiacciamento».
Secondo fonti interne la macchina sarebbe stata accesa in «modalità manutentiva» e non «lavorativa», come invece avrebbe dovuto essere: ciò significa che i sensori non potevano avviare lo stop automatico in caso di emergenza.
Una serie di dettagli che, anziché essere riportate su documenti ufficiali, campeggiavano su alcuni post-it appiccicati all’apparecchiatura. Così la donna nel giro di poco è finita così sul vicino nastro trasportatore.
Ispettorato del lavoro e sindacati
L’Ispettorato nazionale del lavoro intanto ha deciso di avviare a sua volta un’ispezione per determinare le cause e le responsabilità dell’accaduto. Nessuna dichiarazione da parte dei titolari della Bombonette che hanno preferito non parlare.
La Cgil Modena chiede che venga fatta piena luce sulla vicenda e sulle eventuali responsabilità. «Non è accettabile – dicono – che si possa perdere la vita per lavorare, non è pensabile che tutto questo accada, ancora oggi, quando gli infortuni sul lavoro possono e devono essere evitati».
Il compagno di Laila: «Le avevo chiesto di sposarmi
Manuele Altiero è il compagno di Laila. Con lei quattro anni fa aveva avuto una bambina. «Le avevo chiesto di sposarmi, appena un mese e mezzo fa, ed eravamo felicissimi. Era un altro sogno che avremmo coronato insieme. Stasera, invece, rivedrò la nostra bambina, che era in vacanza con i nonni, a Gallipoli, e dovrò trovare le parole per spiegarle che la mamma non c’è più», ha raccontato a Il Giorno.
Ieri mattina ha ricevuto la telefonata che gli ha sconvolto la vita. «Mi sono già rivolto ad un avvocato – spiega – perché pretendo di sapere la verità sulla morte della mia compagna. Avevamo ancora tantissime cose da fare insieme. Me l’hanno portata via. La cosa che mi fa più male – sottolinea il giovane – è che sia morta in modo così brutale e da sola».
(da Open)
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Agosto 4th, 2021 Riccardo Fucile
L’AEREO “SEGRETATO” NEL TIMORE DI UN DIROTTAMENTO DA PARTE DEL REGIME CRIMINALE DI LUKASHENKO HA FATTO SCALO A VIENNA
Dopo essere stata salvata dal comitato olimpico internazionale e grazie
all’intervento della autorità giapponesi, la sprinter bielorussa Krystsina Tsymanouskaya è partita oggi dall’aeroporto di Tokyo per Vienna dove farà scalo prima di raggiungere la Polonia.
Il percorso di viaggio è stato scelto per evitare lo spazio aereo russo, e la possibilità che il governo di Minsk dirotti il suo aereo come successo a maggio con il giornalista Roman Protasevich.
L’atleta, specialista dei 200 metri, avrebbe dovuto essere rimpatriata forzatamente in Bielorussia dopo un video in cui ai Giochi olimpici ha criticato lo staff tecnico della nazionale.
Domenica, Tsymanouskaya era stata portata in aeroporto per essere rimpatriata a Minsk. Ma, l’intervento diretto del ministero degli Esteri giapponese e del Cio ha impedito l’imbarco dell’atleta. Varsavia le ha così concesso un visto umanitario.
In un primo momento, si era ipotizzato che la 24enne avrebbe preso un volo diretto Tokyo-Varsavia, ma poi all’ultimo momento ha cambiato rotta, imbarcandosi su un aereo per Vienna.
La velocista non ha rilasciato alcuna dichiarazione alla stampa prima della sua partenza. Da lunedì era rinchiusa all’ambasciata polacca a Tokyo, senza parlare con i media.
Nella mattina giapponese l’atleta ha lasciato l’ambasciata in un’auto con i vetri oscurati. Per motivi di sicurezza, le autorità polacche non hanno voluto fornire alcuna informazione in anticipo sulla sua partenza da Tokyo. Il Cio ha avviato un’indagine ufficiale sulla questione.
Il portavoce, Mark Adams, ha detto che lo stesso Cio ha ricevuto un rapporto dal Comitato olimpico bielorusso che è «in fase di valutazione». Il Cio ha aperto una commissione disciplinare «per accertare i fatti».
(da agenzie)
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Agosto 4th, 2021 Riccardo Fucile
“AGLI AMERICANI POTREI RICORDARE COLEMAN, SQUALIFICATO PER DOPING, MA LE RISSE DA BAR NON MI INTERESSANO”
Non l’hanno visto arrivare. Dunque non se ne fanno una ragione. Marcell Jacobs ha scioccato il mondo con il suo 9.80 nei cento metri e alcuni giornali stranieri di area anglosassone continuano a soffiare sui sospetto di doping senza però avere alcun elemento concreto se non la straordinaria crescita di rendimento del velocista azzurro (nel 2020 il suo record personale era 10.03) nell’ultimo anno.
Le allusioni fanno infuriare il direttore tecnico della nazionale di atletica Antonio La Torre. “Credo che ci sia un pochino di fastidio, non so se il termine giusto sia ‘rosicare’. Non esiste nessuna legge che dice che chi vince lo sprint debba essere per forza americano o inglese. Basta con certe storie. Vi ricordo che nel 2003, ai mondiali di Parigi, vinse un certo Collins, uno che veniva da quattro sassi in mezzo all’Oceano, cioè le isole Saint Kitts e Nevis. Agli americani potrei citare Coleman (velocista squalificato per doping, ndr) ma le risse da bar non mi piacciono”.
L’avviso ai naviganti è chiaro. I controlli antidoping su Jacobs effettuati a Tokyo sinora non hanno riscontrato niente di anomalo: sono passati tre giorni dalla gara, con le tempistiche del laboratorio di analisi (di media due-tre giorni dopo il test) la notizia della positività sarebbe già stata comunicata dal Cio.
La Torre difende senza se e senza ma il campione azzurro, così come già aveva fatto il presidente del Coni Giovanni Malagò e il presidente della Federazione atletica Stefano Mei.
“Soltanto chi non conosce il percorso di Marcell e la maniacalità dei suoi allenamenti può avere qualche dubbio. Io lo definisco ‘il velocista della porta accanto’. La sua forza è questo sorriso disarmante, raggiunto con fatica, lavorando su se stesso”. Il sorriso. E due gambe che spingono come pistoni.
Domani Marcell Jacobs torna in pista per la staffetta 4 per cento, insieme con Filippo Tortu, Lorenzo Patta, Eseosa Desalu. Corriamo in corsia sette, in una batteria con Canada, Stati Uniti, Cina e Germania. Qualificarsi non è facile, ma con Jacobs in squadra può succedere di tutto. Il via alla gara alle 4.39 ora italiana.
(da agenzie)
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Agosto 4th, 2021 Riccardo Fucile
UNA RIMONTA INCREDIBILE E TRAVOLGENTE DOPO ESSERE STATI SOTTO DI 9 DECIMI
È oro! Il sesto oro dell’Italia alle Olimpiadi di Tokyo arriva dal ciclismo su pista e,
in particolare, dall’inseguimento a squadre. A distanza di 24 ore dal clamoroso record del mondo fatto registrare ieri nella semifinale con la Nuova Zelanda con il tempo stratosferico di 3′ 42″ 307, il quartetto capitanato da Filippo Ganna e completato da Francesco Lamon, Simone Consonni e Joanathan Milan ha completato la propria Olimpiade da sogno centrando un’incredibile medaglia d’oro.
Una rimonta incredibile dopo essere stati sotto di 7 decimi a tre giri dal termine e un nuovo record del mondo con 3.42.032. Gli azzurri hanno conquistato il sesto oro a Tokyo 2020.
Una vittoria di squadra, certo, ma su cui spicca la classe, il talento di Filippo Ganna, il vero fuoriclasse di questa Nazionale.
Dopo la cocente delusione nella cronometro su strada, Ganna ha letteralmente trascinato gli azzurri al trionfo, trainando, come ieri, i compagni nell’ultimo chilometro. Storia molto diversa rispetta a quella di Consonni, Lamon e Milan, che si sono da sempre dedicati unicamente alla pista in un periodo storico in cui il velodromo ha perso un po’ di fascino rispetto all’epoca d’oro degli anni ’70 e ’80.
(da agenzie)
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