Agosto 7th, 2021 Riccardo Fucile
UN’OPERAZIONE SPECULATIVA PONE FINE A UNA PRESENZA DI SOLIDARIETA’ CRISTIANA
Asfalto per posteggi al posto di una realtà sociale di inclusione attiva dal 2012. 
E’ quello che potrebbero avere un giorno gli abitanti del quartiere genovese di Albaro se le suore Sacramentine di Milano riuscissero nell’impresa di sfrattare… le suore Sacramentine del capoluogo ligure.
Ma il quartiere è insorto con una petizione organizzata dal Comitato Piazza Leopardi su Change.org e indirizzata al sindaco Bucci. Mentre in un video pubblicato su Facebook le religiose sfrattate cantano: “Vorremmo restare”.
La petizione online – “Nel bellissimo complesso monasteriale di Via Byron – si legge nel post che accompagna la raccolta firme, giunta a quasi quota 2.500, – risiedono dal 2012 le suore di Casa Raphael che affrontano percorsi riabilitativi psico-fisici e spirituali e forniscono assistenza e supporto a tantissime persone bisognose, come l’accoglienza di giovani migranti, la distribuzione di generi alimentari, il servizio di dog sitter ed altro ancora. Nelle aree verdi annesse al monastero sono via via nati diversi progetti sociali tra i quali la riqualificazione degli appezzamenti di terreno pertinenziali divenuti orti collettivi e didattici. Inoltre sono stati organizzati piccoli spettacoli teatrali in collaborazione con la Scuola Media Barrili”.
“Questo prezioso luogo sociale – è l’appello dei residenti che dicono no allo sfratto delle suore – deve essere tutelato cercando una mediazione con la proprietà e un sostegno da parte del Comune e del Municipio per eventualmente trovare una ricollocazione in zona a Casa Raphael e agli Orti”.
Lo sfratto il 30 settembre
L’ingiunzione di sfratto sarà esecutiva il 30 settembre. Secondo il comitato, le Suore Sacramentine di Milano avrebbero “in progetto di realizzare al posto del monastero e della casa di riposo per anziani adiacente Villa Albaro una grande Rsa che vedrebbe la realizzazione di parcheggi al posto di una delle due fasce verdi e renderebbe inaccessibili gli orti ai cittadini, oltre a lasciare le suore e il loro progetto sociale senza casa”.
Il video virale delle suore: “Vorremmo restare”
La “protesta anti-sfratto” è stata messa anche in musica in un video diventato virale, con le suore che, accompagnate dalla chitarra dei ragazzi degli Orti collettivi, cantano una canzone di speranza. Il ritornello è: “Vorremmo restare e continuare ad amare. Vorremmo restare nel bene e nel male. Vorremmo restare e continuare a donare”.
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2021 Riccardo Fucile
PRIMA INSULTI, CALCI E PUGNI, POI GLI RUBA ANCHE IL CELLULARE: ARRESTATO
Un ragazzo di 28 anni è stato arrestato nella serata di ieri, venerdì 6 agosto, a Castrezzato, nel Bresciano, con l’accusa di aver aggredito, insultato e rapinato due operai. Secondo quanto ricostruito, le due vittime sarebbero state colpite con calci e pugni dopo una prima offesa verbale a causa delle loro origini meridionali. Ad uno dei due, il 28enne ha anche rubato il cellulare.
Secondo quanto riportato da PrimaBrescia, i carabinieri lo hanno raggiunto al suo domicilio sfondando la porta per poter entrare.
Qui, i militari hanno tratto in arresto il 28enne, residente a Castrezzato, che poco prima aveva aggredito i due operai.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, A.N., avrebbe avvicinato nei pressi di piazza dell’Amicizia i due uomini mentre tornavano a casa, insultandoli e offendendoli poiché meridionali. Addirittura, avrebbe esclamato: “Siete venuti a rubarci il lavoro, andatevene!”. Poi, ha colpito uno dei due uomini scaraventandolo a terra. Gli ha rubato il cellulare e si è dato alla fuga.
In piazza dell’Amicizia sono intervenuti gli operatori sanitari del 118 inviati dall’Azienda regionale emergenza urgenza della Lombardia che hanno soccorso il ferito e trasportato in ospedale, dove gli è stata data una prognosi di dieci giorni.
Con loro anche due pattuglie dei carabinieri che, dopo un’indagine lampo e aver ascoltato i presenti, si sono messi sulle tracce del 28enne, noto già in paese per altri reati.
Arrivati alla sua abitazione, questi si è rifiutato di aprire la porta, motivo per cui è stata abbattuta dai militari. Tratto in arresto, è stato trasferito in carcere.
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2021 Riccardo Fucile
L’ARGENTINO FIRMERA’ UN BIENNALE DA OLTRE 40 MILIONI DI EURO
Leo Messi si avvicina sempre più al Paris Saint Germain. Le trattative tra l’argentino e
il club francese proseguono spedite. L’annuncio sembra imminente. Messi meno di due giorni fa ha lasciato il Barcellona e sembra pronto ad accasarsi in Ligue 1.
Il sontuoso mercato del Paris prosegue e Pochettino dopo aver avuto Donnarumma, Sergio Ramos, Hakimi e Wijnaldum in squadra avrà Messi che formerà un tridente incredibile con Neymar e Mbappé.
Le negoziazioni sono quasi definitivamente concluse, l’annuncio sta per arrivare e dovrebbe giungere prima della fine della settimana. Messi sta per diventare un calciatore del PSG. La chiusura della trattativa sembra a un passo, come ha confermato un membro della famiglia reale del Qatar.
E tutta questa velocità nella trattativa non deve sorprendere, non c’è tempo da perdere. Le vacanze di Leo sono quasi finite, la Ligue 1 è iniziata e tra cinque settimane parte la Champions League. Il PSG farà le cose in grande e avrebbe intenzione di presentare Messi alla Tour Eiffel che, come riferito da José Alvarez di El Chiringuito, è stata prenotata per martedì prossimo. Dunque il 10 agosto dovrebbe esserci la presentazione dell’argentino.
Il Barcellona non è riuscito a formalizzare l’accordo con Leo Messi, che aveva accettato un notevole taglio dell’ingaggio e aveva detto sì a un contratto biennale da 35 milioni di euro a stagione. Con il PSG dovrebbe guadagnare un po’ di più.
L’entourage del cinque volte Pallone d’Oro sta limando gli ultimi dettagli del contratto che dovrebbe essere, a meno di clamorose sorprese, un biennale da 40 milioni di euro netti a stagione. Uno stipendio superiore a quello di Neymar e Mbappé.
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2021 Riccardo Fucile
JACOBS: “PORTATE I FIGLI A FARE ATLETICA”
“It’s a miracle… e basta”. Con queste parole Filippo Tortu ha risposto in una conferenza stampa con gli altri tre sprinter italiani a una domanda di un giornalista inglese che chiedeva spiegazioni dell’exploit di ieri nella 4×100 olimpica.
“Mi sono allenato in un mese in un parco”, ha raccontato il velocista sardo. Come mai la velocità sia diventata made in Italy cerca di farlo capire Jacobs: ”È successo grazie al duro lavoro e a tante batoste”
“Ho quasi paura a tornare in Italia, chissà cosa mi aspetta: solo lì mi renderò veramente conto di ciò che ho fatto. Sarà un’emozione fantastica, intanto mi auguro che l’esempio che abbiamo dato i miei compagni e io spinga da settembre tanti genitori a portare i figli al campo di atletica”.
Da Casa Italia a Tokyo arriva l’appello di Marcell Jacobs, reduce da un’altra notte insonne (“siamo tornati alle tre e mezza, e al Villaggio erano in tanti che ci aspettavano per festeggiare”) dopo la vittoria nella finale olimpica della 4X100, ma pienamente consapevole, se non del pieno significato delle sue imprese, almeno del fatto che possano fare da volano per l’atletica leggera.
“Questo sport richiede tanti sacrifici – dice il doppio olimpionico dello sprint – ma è una palestra di vita che ti insegna a non mollare mai, anche quando ci sono grandi difficoltà, come dimostra la mia esperienza: guardate dove sono arrivato rimboccandomi sempre le maniche. Quando tornerò ad allenarmi vorrei vedere intorno a me tanti ragazzini, e spero che ciò che abbiamo fatto sia un esempio per tutti quelli che dall’Italia ci hanno spinto e che adesso, magari, si avvicineranno all’atletica”.
Del resto, è già successo proprio con chi ha vinto ieri, come racconta Fausto Desalu, la ‘freccia’ di Castel Maggiore.
“Io mi sono avvicinato all’atletica proprio grazie alle Olimpiadi – racconta -: vedevo gli atleti salire sul podio e mi commuovevo. Poi pensavo che avrei voluto provare la loro stessa emozione e mi dicevo che ci sarei riuscito. E’ andata proprio così, ho provato qualcosa di indescrivibile e al villaggio siamo stati accolti come degli eroi: bellissimo. E lo è stato così tanto perché, come ha detto Marcell, lo sport e l’atletica sono una palestra di vita”. Che ha portato questo quartetto al raggiungimento dell’incredibile, una vittoria capolavoro dello spirito e della forza di unione.
“Sì, siamo un gruppo super unito – dice Jacobs – prima della gara ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che avremmo potuto fare qualcosa di grande, poi è successo. Adesso mi porterò in Italia qualcosa di unico, e il ricordo perenne della bandiera tricolore, quella che mi sono messo sulle spalle”.
Quanto ai sospetti “degli invidiosi”, l’olimpionico ha ancora qualcosa da dire: “Kerley (l’americano argento ndr) ha detto che non sapeva chi fossi? Strano, perché tempo fa mi mandò un messaggio per dirmi che avrei potuto correre in 9″80. Il nutrizionista indagato? nemmeno rispondo, ero già seguito da un altro professionista”.
L’importante è che l’effetto delle vittorie di Tokyo non si disperda, non solo per il rispetto degli avversari (“voglio confermarmi ai Mondiali di Eugene dell’anno prossimo, non vedo l’ora di andare lì, dove penso rivedrò anche mio padre perché è stato importante recuperare il mio rapporto con lui. Poi pensiamo ai Giochi di Parigi”) ma anche in Italia fra la gente.
“Noi più di questo non possiamo fare, ora dipende più da voi giornalisti”, chiosa Filippo Tortu a chi gli chiede se ora il calcio riprenderà il sopravvento sui giornali. Patta, che viene dal calcio, ha le parole giuste per dirlo: “Spero che di fronte a quello che abbiamo fatto il calcio venga messo un po’ da parte”. Desalu è più netto: “Abbiamo fatto qualcosa di straordinario: questa volta non ci sono Lukaku o Rolando che tengano”.
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2021 Riccardo Fucile
FAUSTINO E’ IL CLASSICO ITALIANO DI SECONDA GENERAZIONE
Per diventare cittadino italiano, Eseosa Faustine Desalu, per tutti Faustino, quello che
dei quattro eroi della staffetta olimpica azzurra si è fatto carico dell’ultima curva, ha dovuto aspettare di compiere 18 anni.
Nato nel 1994 a Casalmaggiore (Cremona) da genitori nigeriani, Faustino è il classico italiano di seconda generazione.
Ha cominciato col calcio ma a 17 anni è stato reclutato nell’Interflumina di Casalmaggiore, una società di atletica che come molte altre in Italia è molto attenta a valorizzare quel gran bacino di talenti rappresentato dai giovani figli di immigrati. Quando nel 2011 stabilisce il nuovo primato allievi dei 60 ostacoli, questo non può essere convalidato perché Faustino non ha ancora il nostro passaporto.
Successo dopo successo arrivano la cittadinanza, il reclutamento nelle Fiamme Gialle e una carriera di velocista che – curiosamente – è imperniata quasi esclusivamente sui 200 metri.
Faustino è veloce ma, soprattutto, è velocissimo in curva dove riesce a mantenere un equilibrio perfetto. Il suo 20”13 sui 200 (risale al 2018, poi qualche problema ai muscoli, purtroppo fragili, l’ha frenato) è il secondo tempo di sempre dopo il leggendario 19”72 di Pietro Mennea.
Desalu si allena tra Bologna, Catania e Ortisei, ama il rock, i disegni manga e le clip di animazione.
Oltre alla sua superba prestazione in staffetta, di Desalu ha colpito il comportamento di mamma Veronica, l’unica tra i parenti dei nostri medagliati che ha rinunciato alle varie sfilate televisive in diretta. «Lavoro come badante – ha detto – e non voglio disturbare la signora che assisto. Ho visto con lei la gara e ci siamo commosse assieme e poi ci siamo divise una torta che ha portato sua figlia. E’ stato un bellissimo pomeriggio».
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2021 Riccardo Fucile
LA SIGNORA VERONICA HA CRESCIUTO IL FIGLIO DA SOLO VENENDO DALLA NIGERIA IN ITALIA… LUI LE DICEVA SEMPRE: “MAMMA NON TI PREOCCUPARE, UN GIORNO DIVENTERO’ QUALCUNO”
“Ho parlato con la madre di Fausto Desalu, la signora Veronica. Mi ha detto che questa sera non potrà essere in collegamento tv perché lavora. Fa la badante e la notte si occupa di una persona anziana. Ha cresciuto il figlio da sola venendo dalla Nigeria in Italia. E che lui le diceva sempre: ‘Mamma, non ti preoccupare. Un giorno diventerò qualcuno’”. Così, nel corso del programma Il circolo degli anelli su Rai2, la conduttrice Alessandra De Stefano ha svelato un retroscena su uno dei quattro vincitori della staffetta 4×100.
Dopo la vittoria di ieri, la mamma dell’atleta non aveva contenuto la gioia e ai giornalisti aveva detto: “Sono impazzita dalla felicità. Ho seguito la gara con la famiglia per cui lavoro. Quando ho visto la vittoria ho abbracciato tutti . Sono davvero molto contenta – ha concluso -. Non vedo l’ora che ritorni per festeggiarlo. L’ultima volta che l’ho sentito, come ogni mamma, l’ho incoraggiato dandogli la forza di vincere” .
Eseosa Fostine Desalu, detto Fausto, nato a Casalmaggiore (Cremona) nel 1994, d’origine nigeriana ma italiano a tutti gli effetti dal 21 febbraio 2012, quando ha ottenuto la cittadinanza con la maggiore età. Fino ai 17 anni, Fausto ha vissuto a Breda Cisoni (frazione del comune di Sabbioneta, in Provincia di Mantova).
Per un breve periodo Fausto ha giocato a calcio, poi nel 2007 è stato coinvolto come atleta dal tecnico Giangiacomo Contini, nell’Interflumina di Casalmaggiore animata da Carlo Stassano. Nel 2011, pur ancora nigeriano, avrebbe stabilito il primato allievi dei 60 ostacoli indoor con 7.86 vincendo i campionati tricolori ad Ancona. La sua strada era però nella velocità senza barriere e si è rivelato come grande prospetto dei 200 metri. Nel 2016 è diventato il terzo italiano alltime sulla distanza, dietro Pietro Mennea e Andrew Howe, correndo agli Assoluti di Rieti in 20.31, mentre nel 2018 è sceso a 20.13 agli Europei di Berlino, secondo azzurro di sempre.
Dall’autunno 2018 si allena a Parma con Sebastian Bacchieri. Appassionato di heavy-metal, ha suonato la batteria in un gruppo, oltre a essere un amante di cinecomics e anime.
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2021 Riccardo Fucile
L’INDAGINE NON HA MAI TOCCATO L’ATLETA… VEDIAMO DOMANI COSA SI INVENTERANNO
All’indomani della 4×100 amara per la Gran Bretagna, il Times e altre testate danno
ampio spazio alla vicenda dell’imprenditore bresciano Spazzini. Uscita giorni fa in Italia e già chiarita dall’agente dello sprinter
L’entourage del campione olimpico Marcell Jacobs ha già smentito: «Folle, l’indagine non ha mai toccato l’atleta». Ma intanto il Times ritorna, nella prima pagina dell’inserto sportivo, sulla vicenda dei rapporti, da tempo interrotti, tra la medaglia d’oro nei 100 metri e nella 4×100 ai Giochi di Tokyo 2020 e l’imprenditore Giacomo Spazzini. Spazzini, sottolinea il quotidiano britannico prontamente ripreso da altre testate d’Oltremanica, tra cui il Daily Mail, «è indagato dalla polizia per traffico di anabolizzanti». La vicenda è uscita da giorni in Italia, trattata anche da Open.
L’articolo pubblicato dallo storico quotidiano londinese è stato ripreso anche da altri media britannici, che già nei giorni scorsi avevano rilanciato il rapporto tra l’imprenditore bresciano e l’atleta iniziato nel 2020 e a oggi concluso.
«La stella dei 100», come viene definito lo sprinter azzurro nell’articolo, è chiamato in causa per i presunti giri illeciti dell’imprenditore bresciano Spazzini, fondatore di una società di consulenza, la Gs Loft, nata, secondo la testata inglese, «per il tuo benessere psicofisico».
Spazzini aveva inventato l’Hybrid Method, un programma per «stimolare il metabolismo, sviluppare la massa muscolare riducendo la massa di grasso, abbassare al minimo il rischio delle infiammazioni».
Spazzini era entrato in contatto con Jacobs nel settembre del 2020, poi la collaborazione è stata interrotta e lo staff dell’atleta si era affidato ad altri esperti.
L’indagine a cui fa riferimento il Times è basata su quella portata avanti dalla Procura di Milano su un giro illegale di ricette per farmaci anabolizzanti risalente al maggio 2019. La segnalazione alle autorità arriva da un medico del San Raffaele che si era rifiutato di firmare ricette per terapie ormonali costose.
All’epoca Spazzini viene indagato insieme ad altre venti persone accusate a vario titolo di truffa ai danni dello Stato, esercizio abusivo della professione medica, falso documentale e ricettazione.
«Io e il mio centro siamo parte lesa, abbiamo avuto la sfortuna di collaborare, tra trenta collaboratori, con un biologo che si è finto medico», aveva dichiarato lo stesso Spazzini contattato da La Repubblica. «Siamo indagati per truffa ai danni dello stato per 32 euro per aver prescritto un antistaminico e abuso di professione medica. Per la parte ormonale lui aveva commesso illeciti, ma io sono stato preso come capro espiatorio. Mi sono solo fidato», ha riferito l’imprenditore al giornale.
Le reazioni
È lo stesso Times a riportare anche le parole dell’agente del campione olimpico azzurro. «Per quanto riguarda il rapporto professionale con Giacomo Spazzini, questo è stato interrotto nel marzo 2021, non appena Marcell è venuto a conoscenza dell’indagine», ha riferito l’agente Marcello Magnani, che ha ribadisce: «L’indagine non ha mai toccato Marcell e, quindi, non abbiamo informazioni a riguardo».
Per Magnani le accuse di doping rivolte nelle ultime ore al suo cliente sono «folli» e che lui «non ha mai usato sostante vietate», punto che emerge anche dai controlli, 18 per la precisione, a cui lo stesso Jacobs si è sottoposto (quattro in Giappone).
Sulla prestazione di Jacobs è intervenuto via Twitter anche Tariq Panja del New York Times. «Marcell ha rotto il muro dei 10 secondi per la prima volta a Savona il 13 maggio scorso e poi alla Diamond League di Monaco a luglio», scrive in un tweet il cronista. «Molti altri hanno corso con tempi migliori più volte, ma Marcell lo ha fatto quando contava di più».
(da Open)
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