Agosto 18th, 2021 Riccardo Fucile
IL SINDACO DI CASTEL DI IUDICA: “NON SI PUO’ CRITICARE I SICILIANI E POI CI SI COMPORTA ALLO STESSO MODO”
Mentre la Sicilia si avvia verso la zona gialla, impazza la polemica generata da una
cena che vede il presidente della Regione, Nello Musumeci, a tavola con una ventina di persone. Niente di anormale fino a questo punto se non fosse che il sindaco di Castel di Iudica (CT), Ruggero Strano, ha attaccato il governatore, parlando di “sgarbo istituzionale” e di “modo vergognoso di agire”. Musumeci sarebbe stato seduto a tavola con una ventina di commensali senza mascherina.
La critica del sindaco Strano
Al ristorante La ginestra del piccolo centro del Catanese, Musumeci era seduto come tutti gli altri senza mascherina. Il sindaco, Ruggero Strano, se n’è accorto fra i primi. Ma adesso punta il dito su un altro elemento: “L’articolo 12 della sua stessa ordinanza – attacca il primo cittadino – prevede che per partecipare alle feste sia necessario sottoporsi al tampone se non si è completato il ciclo di vaccinazione. A tutti i commensali è stato chiesto a che punto fossero con l’immunizzazione? Qual è il limite di persone per considerarla una festa? Non si può scaricare la colpa sui siciliani se non ci si comporta allo stesso modo”.
Non solo: nei luoghi affollati, secondo l’ordinanza, è obbligatorio indossare la mascherina anche all’aperto nei luoghi affollati.
(da agenzie)
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Agosto 18th, 2021 Riccardo Fucile
LA SPIEGAZIONE DELLA QUESTURA… SINDACATI DI POLIZIA CONTRO SALVINI E MELONI: “USARE LA TESTA”
In tanti stanno chiedendo lo sgombero immediato del mega rave tuttora in corso sulle rive del lago di Mezzano, provincia di Viterbo. In realtà da ambienti di polizia arrivano indicazioni totalmente contrarie: sgomberare un evento simile è praticamente impossibile per diversi motivi.
Lo ha detto anche il questore di Viterbo, Giancarlo Sant’Elia, che ha scelto di mediare con gli organizzatori dell’evento: “Lo sgombero è impossibile. Ci sono migliaia di partecipanti sparpagliati su un’estensione di 30 ettari e il contesto operativo è quello che è”.
Il terreno è stato occupato da decine di camion e centinaia di camper e sono presenti oltre 5mila giovani e giovanissimi, che da cinque giorni ballano e festeggiano senza sosta. In più il terreno è completamente secco e quindi facilmente infiammabile.
In questo senso, intervenire con lacrimogeni potrebbe essere molto pericoloso e potrebbe innescare un incendio praticamente impossibile da domare.
L’uso della forza in un contesto simile provocherebbe inevitabilmente la fuga di migliaia di persone a piedi, ma anche in macchine e sui camper, che metterebbe a rischio la loro incolumità.
D’accordo con il questore è anche, per esempio, il portavoce dell’Associazione nazionale funzionari di Polizia, Girolamo Lacquaniti: “Chi oggi grida allo scandalo e sollecita interventi coatti, sappia che sta insistendo su una soluzione dove la possibilità di avere feriti gravi o eventi letali è una concreta probabilità. Per questo, il nostro giudizio sull’operato del questore è assolutamente positivo. Siamo consapevoli che le immagini di Viterbo appaiono uno schiaffo alla situazione che viviamo tutti, ma, sotto il profilo tecnico operativo è giusto sottolineare che altre soluzioni contengono concreti rischi di danni molto peggiori”.
Questa azione di persuasione da parte delle forze dell’ordine, inoltre, avrebbe già portato all’allontanamento dal rave di circa 1500 partecipanti. I contatti tra la questura e gli organizzatori del rave avrebbe consentito di anticipare la data di chiusura dell’evento e anzi, conferma la polizia, molte persone stanno già abbandonando il lago di Mezzano nella giornata di oggi. Le forze dell’ordine, comunque, stanno controllando, ad una ad una, tutte le automobili in uscita dall’area del rave.
Anche Fabio Conestà, segretario generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (Mosap), ha dichiarato che “le strategie adottate per far fronte a un evento che non poteva essere previsto, stanno dando buoni risultati senza compromettere l’incolumità di nessuno”.
Le strade, per Conestà, erano due: usare la forza o usare la testa. Il questore “ha scelto di usare la testa e mediare con gli organizzatori del Rave party, non facendo mancare presidi di uomini e mezzi atti a garantire che più nessuno si aggreghi ai luoghi e a scongiurare disordini. Crediamo che quella del questore sia stata una scelta responsabile”.
(da Fanpage)
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Agosto 18th, 2021 Riccardo Fucile
UN RAGAZZO MORTO, UNA SECONDA VITTIMA NON CONFERMATA, DUE STUPRI, DIVERSI RAGAZZI RICOVERATI IN COMA ETILICO, UN PARTO… 6.500 GIOVANI PROVENIENTI DA MEZZA EUROPA A DALL’ITALIA CON MILLE AUTO E CAMPER DA GIORNI OCCUPANO ILLEGALMENTE LA ZONA
Il bilancio del rave abusivo nel viterbese si aggrava e mentre le persone iniziano a
defluire, qualche irriducibile dichiara che resterà fino al 23, la data prevista come termine.
Ma c’è un altro lato del raduno illegale al lago di Mezzano. Un racconto che fa inorridire gli stessi partecipanti, arrivati nel viterbese da tutta Italia e da mezza Europa per ritrovarsi sotto cassa.
A tirarlo fuori su uno dei gruppi Facebook più frequentati dagli amanti dei Teknival è una ragazza appena rientrata a casa dopo due giorni di percussioni: “Ho visto cani che giravano da soli e poi li ho rivisti morti sotto al sole, senza acqua e senza cibo. Uno dovrebbe trattarli come figli e invece hanno fatto questa fine qui. Ma che li adottate a fare se non sapete tenerli?”.
Nel gruppo di Facebook aperto a tutti (Seguaci della Tekno) c’è chi descrive come alcuni cani rimangono per ore nelle roulotte o camper sotto il sole, senza acqua e cibo, altri vagano senza sapere dove andare mentre alcuni vengono portati “sotto cassa” dai propri padroni. Un ragazzo ha visto per strada un “raver” colpire il proprio cane con un bastone.
Tra i 10 mila dello Space Travel, così si chiama il party illegale partito con un blitz nelle campagne al confine tra il Lazio e la Toscana nella notte tra il 13 e il 14 agosto, c’è chi ha disertato in anticipo proprio per salvare gli animali al seguito.
Con le scorte alimentari azzerate in fretta, il primo supermercato a una decina di chilometri a piedi e temperature vicine ai 40 gradi, il terreno occupato con decine e decine di tir e roulotte è diventato ben presto inospitale.
Quindi l’immagine dei cani morti raccontata sui social e le accuse ai padroni che, magari sotto effetto di droghe, hanno lasciato che la festa si guastasse ancora un po’. Le forze dell’ordine stanno controllando da ormai 5 giorni la zona a ridosso del terreno per impedire nuovi accessi. In corso una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza in Prefettura.
Le vittime del rave
Come se non bastasse il bollettino (in continuo aggiornamento) delle forze dell’ordine: al rave un ragazzo è annegato nel laghetto a due passi dai sound system, un altro avrebbe avuto un infarto, ci sono due ragazze che hanno denunciato di essere state stuprate e almeno tre giovani portati in ospedale in coma etilico. Uno, ricoverato a Grosseto, è pure positivo al Covid. Infine i cani. E un parto, la nascita di una bambina.
La Procura di Viterbo ha aperto un fascicolo di indagine in relazione alla morte del 25enne. Nel fascicolo, coordinato dal procuratore Paolo Auriemma, si procede per morte come conseguenza di altro reato. Il corpo del giovane è stato trovato nelle acque del Mezzano. I magistrati sono in attesa dei risultati dell’autopsia disposta per accertare le cause del decesso.
Partorisce durante l’evento: nata una bimba
“La sera in cui è morto il ragazzo, poco dopo la tragedia all’interno del rave una donna ha partorito e ha dato alla luce una nuova vita”. Ad affermarlo in un bar di Valentano poco distante dal rave, è un ventenne con il sogno di aprire una azienda agricola.
Ha appena lasciato la zona della festa e sta cercando un treno per tornare a Torino, la sua città. La scelta è tra le stazioni di Viterbo, Roma oppure Orte. “È arrivata l’ambulanza – afferma – credo che a essere nata sia stata una bambina”.
All’interno del rave “la situazione è tranquilla. C’è stata paura nei giorni successivi alla morte del ragazzo. Sapevamo che sarebbe stato meglio evitare di fare il bagno nel lago, ci avevano avvisato due giorni prima dell’arrivo. La morte, ovviamente, sconvolge sempre tutti. Le persone dicevano ‘stacchiamo adesso o andiamo avanti anche nel rispetto di chi ha fatto tanti chilometri’, perché c’erano delle persone dalla Finlandia, dalla Repubblica Ceca, dall’Andalusia”.
Lui, con quattro amici, ha lasciato il rave. Gli altri, dice, “stanno smontando un po’ tutto”. Era una sorta di piccola città: “C’erano bar e servizi di qualsiasi tipo. Pizzerie, venditori di collane, bar. Una di queste faceva pizza alla canapa. Ho incontrato anche chi leggeva le carte”.
Il sindaco: “Uccise anche decine di pecore”
Piero Camilli, sindaco di Grotte di Castro e proprietario del campo preso dai raver, aggiunge altri dettagli: “Sono morti i cani? È il minimo. Sono lasciati liberi di vagare dove vogliono, hanno ucciso anche una decina di pecore. Queste persone andrebbero cacciate a bastonate”. Un’opzione impercorribile secondo la questura di Viterbo: “Trattiamo, speriamo che lascino presto il terreno”.
Fare Verde Lazio: “Gravissimi danni all’ambiente”
“Il rave party illegale in atto da giorni nella tuscia sta provocando gravissimi danni all’ambiente e all’agricoltura. Siamo preoccupati per la fauna della zona e il lago di mezzano”, commenta il presidente regionale di Fare Verde, Silvano Olmi. “Sono stati installati sei palchi, alcune cucine da campo e vi sostano un migliaio di camper e roulotte. Inoltre, la musica a tutto volume e la massiccia presenza di automezzi e persone, disturba la fauna e crea gravi problemi al vicino lago di Mezzano dove è annegato un ragazzo”. “Quando se ne andranno – conclude – a noi non resterà altro da fare che contare i danni e spendere soldi pubblici per riparare lo sfregio fatto al territorio e all’ecosistema”.
Questura: “Fine prima del 23, che sarebbe la data prevista”
I contatti tra la questura di Viterbo e gli organizzatori del rave party di Valentano sono costanti: “Il rave, nell’intenzione dei partecipanti, sarebbe dovuto finire lunedì prossimo, ma non li faremo arrivare a quella data. Già da ieri è cominciato il deflusso e diverse persone se ne stanno andando oggi”, dicono fonti della questura di Viterbo. Buona parte dei partecipanti sta abbandonando la zona, ma c’è un zoccolo duro che, invece, sembrerebbe voler restare fino alla fine. Le forze dell’ordine stanno controllando, una a una, tutte le automobili che si avviano all’uscita.
(da La Repubblica)
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Agosto 18th, 2021 Riccardo Fucile
IL SOLE FA UN BRUTTO EFFETTO
Buttati via vent’anni di missione militare in Afghanistan, con annessi 53 morti e un fiume di miliardi, la politica italiana deve decidere che fare dopo il disastro di Kabul. Insieme ai poveri disgraziati che avevano creduto nelle promesse dell’Occidente, e adesso se la vedranno con la vendetta dei talebani, gli Stati Uniti hanno lasciato al loro destino pure la coalizione internazionale, su cui inevitabilmente ricadrà la nuova emergenza umanitaria.
Due le strade prevalenti: autorizzare subito dei corridoi per mettere in salvo i profughi, se possibile concordando le modalità con l’Europa, oppure far finta di essere solidali e limitare il più possibile gli arrivi.
Su questo terreno hanno già cominciato a confrontarsi da una parte il Centrodestra – che per primo mandò le nostre truppe a Herat e ora con Salvini mette già un tetto all’accoglienza – e dall’altra i 5 Stelle, con iniziative generose come quella della Raggi e dei sindaci che hanno offerto tutto ciò di cui dispongono.
E dire che tendere la mano a chi fugge dal nuovo regime (poi vedremo quanto sarà tollerante come promette) al di là del gesto di carità cristiana è l’unico modo per dimostrare a quella parte del mondo ostaggio dei fondamentalismi che i nostri valori e le nostre promesse non sono solenni prese in giro.
A fianco di queste ipotesi, ieri però mi è capitato di sentirne un’altra, promossa dal senatore Maurizio Gasparri, secondo cui dovremmo rispedire i militari lì dove se ne sono appena andati, con un esercito europeo che non c’è e anche senza l’appoggio degli americani.
Vedi a volte il sole che effetti fa.
(da La Notizia)
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Agosto 18th, 2021 Riccardo Fucile
“SONO SOLO DEI NARCOTRAFFICANTI”
«Non ha vinto l’islamismo in queste ore, dopo vent’anni di guerra. Ha vinto
l’eroina. Errore è chiamarli miliziani islamisti: i talebani sono narcotrafficanti. Oltre il 90% dell’eroina mondiale è prodotta in Afghanistan e negli ultimi dieci anni hanno iniziato ad avere un ruolo importantissimo anche per l’hashish e la marijuana».
Roberto Saviano, dalle pagine del Corriere della Sera, offre una lettura laterale di quello che è stato il ventennale conflitto in Afghanistan delle forze statunitensi e della Nato contro i talebani, e conclusosi con la caduta di Kabul e il ritiro delle truppe Usa, lasciando il Paese nel caos assoluto. Secondo lo scrittore è necessario infatti andare alle radici del conflitto, guardando indietro nella storia.
«Nel 2001 – osserva Saviano – i talebani finsero di proibire la coltivazione di oppio», mentre nel 2002 il generale Tommy Ray Franks, il primo a coordinare l’invasione statunitense nel Paese dopo gli attentati dell’11 settembre, affermò che i soldati americani «Non erano una task force antidroga. Questa non è la nostra missione».
In quell’affermazione, prosegue Saviano, «si invitavano i signori dell’oppio a non stare dalla parte dei talebani, assicurando che gli States ne avrebbero permesso la coltivazione».
Ma la presenza statunitense avrebbe rallentato le operazioni dei narcotrafficanti, mentre i talebani hanno continuato a facilitare e velocizzarne i movimenti, «iniziando peraltro a tassare il doppio i produttori che non lavorano per loro e a coltivare direttamente le proprie piantagioni», divenendo sempre più i padroni della gestione del traffico di droga.
Una produzione che, spiega Saviano, viene successivamente distribuita in tutto mondo, rifornendo «camorra, ’ndrangheta e Cosa nostra, Hamas, i cartelli russi, i cartelli di Johannesburg in Sudafrica, la mafia americana e tutte le organizzazioni di distribuzione negli Usa, a eccezione dei messicani che cercano di rendersi autonomi dall’oppio afgano».
Ma non solo. «L’anno scorso mentre la pandemia di Covid-19 infuriava – prosegue Saviano – la coltivazione del papavero è aumentata del 37%. E i talebani non vendono solo ai cartelli».
«Senza oppio non si possono realizzare farmaci analgesici – continua ancora Saviano – e se le case farmaceutiche comprano oppio da produttori autorizzati, questi sempre più spesso acquistano da società indiane che si approvvigionano dall’Afghanistan».
E poi il ponte con l’Oriente. «I talebani – aggiunge lo scrittore – hanno creato un’asse importantissimo con la mafia di Mumbai, la D Company di Dawood Ibrahim, sovrano dei narcos indiani protetto da Dubai e dal Pakistan e vero distributore dell’oro afgano». Diverso discorso sul fronte orientale, dato che «le mire talebane continuano a guardano a Est – spiega ancora Saviano – e mirano a prendersi Giappone e Filippine, che hanno un mercato florido e da sempre sono in rotta con l’eroina birmana».
Un giro d’affari, quello indotto dalla produzione d’oppio e delle altre droghe in Afghanistan, che nel 2017 ha raggiunto il suo massimo storico, per un giro d’affari di oltre 6,6 miliardi di dollari, secondo i dati dell’Unodc (l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine) e che nel tempo, anche a causa della crescente diffusione interna al Paese dell’eroina, «l’Afghanistan si è trasformato in un narcostato».
Il prossimo fronte di scontro dei talebani, a detta di Saviano, sarà con l’Iran: «L’Iran ha bisogno di eroina come di benzina, e quella consumata a Teheran viene tutta dall’Afghanistan. I trafficanti iraniani vogliono poterla controllare direttamente, prendere il posto di turchi, libanesi e kurdi, che oggi sono i mediatori con l’Europa». Ma nel frattempo, chiosa infine Saviano, «con chi mi sta leggendo vorrei fare un patto, chiamiamo i talebani con il loro nome: narcotrafficanti».
(da agenzie)
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Agosto 18th, 2021 Riccardo Fucile
IL FRATELLO DEL MAGISTRATO: “DOVREBBE ESSERE SALVINI IL PRIMO AD ALLONTANARLO DAL SUO PARTITO”
E’ stato preteso a gran voce che Claudio Durigon vada via dal Governo. A chiederlo è Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992.
Il sottosegretario leghista dovrebbe dimettersi per aver proposto di intitolare il parco di Latina nuovamente ad Arnaldo Mussolini invece che a Falcone e Borsellino, dice.
Poi aggiunge: “In primo luogo dovrebbe essere Salvini ad allontanarlo dal suo partito, altrimenti dovrebbe essere Draghi a cacciarlo: se il sacrificio di Falcone e Borsellino ha un significato, è così che si dimostra”.
Finora il premier non si è espresso e per Salvatore Borsellino “da un Governo che relega all’ultimo posto la lotta alla criminalità organizzata non ci si può aspettare niente di diverso”.
(da agenzie)
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Agosto 18th, 2021 Riccardo Fucile
METTE INSIEME TRE COSE CHE NON C’ENTRANO UNA MAZZA, MA ANCHE QUESTA VOLTA RICEVE SUI SOCIAL LA RISPOSTA CHE MERITA
Salvini momentaneamente travestito da nazionalista ha raggiunto uno dei
maggiori apici della demagogia: usare il dramma dell’Afghanistan (la decisione del ritiro l’aveva presa Trump ma il nostro selfista seriale non se ne era accorto o non lo aveva capito) per attaccare le Ong e proclamarsi innocente al processo per sequestro di persona che si celebrerà il 15 a Palermo.
“E mentre a Kabul i talebani riportano in vigore la sharia in Italia stanno per sbarcare 166 e 322 clandestini da due navi di ONG con bandiera tedesca e norvegese. Io il 15 settembre andrò a processo perché ho difeso il mio Paese, qualcun altro dorme…”
Ossia mettere insieme tre cose che non c’entrano nulla nella speranza che gli analfabeti funzionali che purtroppo non mancano nel nostro paese gli possano andare dietro.
Ma anche questa volta, a parte qualche fedelissimo, la rete si è rivoltata dopo l’ennesima scempiaggine del nostro che solo l’altro giorno, tra un selfie e una mangiata in spiaggia andava dicendo che bisognava eliminare i talebeani, salvo un minuto subito dopo andarsene ad abbrozzarsi.
Oh Madonna, ma che hai scritto? 3 fatti diversi accozzati insieme che a leggerli si fa una fatica bestia. 40 gradi anche da te?
Ma di preciso difeso da cosa? Sono navi talebane per caso?
L’Afghanistan non si affaccia nemmeno sul mare… e quelle navi salvano vite in mare, non fanno da traghetti per i terroristi. Lei è miserevole.
Il candidato indichi il nesso causale tra i tre eventi. Chi lo trova vincerà in premio la segreteria della Lega.
ho capito: butta fuori un’accozzaglia di roba per vedere la gente come commenta, se ne trae un senso, e ruba idee per i prossimi tweet
Ma li rilegge i suoi tweet? Ma fa finta o è serio? Ma davvero c’è bisogno anche di chiarirglielo che chi fugge da quei posti fugge proprio dai talebani? Quale pericolo? Forse una donna che non vorrebbe finire segregata e seviziata nella propria casa? I suoi bambini
Si può sapere da chi l’hai difeso i confini? Io tramite i tuoi tweet ti ho visto girare tra le sagre d’Italia
E mentre anche oggi nella mia città ci sono stati circa 40 gradi, in Messico continuano a suonare le maracas indisturbatamente. E nessuno se ne occupa..
Facciamo attenzione alle vuvuzela in Sudafrica….nn sottovalutiamole! No alle vuvuzela e maracas in Italia , Italia libera!
Non si è capito il nesso tra i talebani Kabul, gli sbarchi imminenti e il processo.
Caro stagista sfruttato che curi il profilo di Salvini con le budella in mano, forse dovresti prendere il coraggio a due mani e cambiare lavoro.
Che palle che sei, quando non hai argomenti e provi a far salire sondaggi inizi la stessa tiritera di sempre, parli di difendere il nostro paese, ma non si capisce da chi e da cosa!
(da Globalist)
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Agosto 18th, 2021 Riccardo Fucile
DAVVERO UN BELL’ESEMPIO DI LEGALITA’
Il concerto di Salmo di venerdì scorso a Olbia diventa un caso politico. La
performance del rapper sardo si trasforma in un boomerang per l’amministrazione guidata dal sindaco Settimo Nizzi (Fi) a pochi mesi dalle elezioni comunali che vedono ancora in pista l’attuale leader del centrodestra e numerosi esponenti della coalizione. Mentre la Procura di Tempio indaga in base alle informative del commissariato e della Capitaneria di porto e mentre infuria la polemica sui social – con Salmo protagonista di un furibondo scontro con Fedez e molti artisti schierati con l’uno o con l’altro – finisce nell’occhio del ciclone Marco Balata, assessore comunale del Turismo.
Così nelle stesse ore in cui Nizzi negava che il Comune sapesse dell’evento, scaricando le responsabilità sull’artista olbiese, l’assessore postava su Facebook una foto nel backstage del concerto che ritrae sua figlia con Salmo, mentre in alcuni social e in qualche blog locale è apparsa addirittura la foto di Balata sul palco.
Immediate le reazioni. “Settimo Nizzi rassegni le sue dimissioni”, chiedono undici consiglieri di opposizione, per i quali esistono “precise responsabilità in capo all’amministrazione, che non ha saputo o voluto garantire la sicurezza e la salute di turisti e cittadini”. Per loro il primo cittadino “non poteva non essere a conoscenza dell’evento”. Se anche fosse, “qualora l’assessore Balata, presente all’evento, avesse avallato tutto tenendoglielo nascosto, ne chieda le dimissioni”. Annunciata anche una mozione di sfiducia.
La magistratura e la polizia giudiziaria cercano i responsabili di un live diventato il simbolo delle proteste degli artisti per le rigide norme anti Covid imposte agli spettacolo da vivo.
Il procuratore Gregorio Capasso, titolare dell’inchiesta, ha disposto approfondimenti. Dai testimoni ascoltati trova conferma la spiegazione di Salmo, secondo cui l’evento è stato pubblicizzato come una tre giorni musicale con artisti locali, compreso un fantomatico Dj Treeplo, ma resta da capire quanto l’apparizione sul palco del rapper sia stata estemporanea o quanto fosse programmata e nota a chi ha autorizzato la kermesse o ne ha avvallato anche politicamente lo svolgimento.
Nei giorni scorsi fonti investigative avevano argomentato l’inopportunità di sospendere il concerto per motivi di sicurezza e di ordine pubblico, ma l’intero exploit di Salmo è stato ripreso dalle forze dell’ordine: e le immagini con 4mila persone assiepate e senza mascherine hanno fatto il picco sui social.
Intanto a poche ore dall’inizio dell’evento, con un programma ricco di appuntamenti per promuovere le eccellenze del territorio, è arrivata la comunicazione: “Per motivi tecnici e organizzativi, derivanti dalla delicata situazione sanitaria nella città di Olbia, la settima edizione di Mirtò, il Festival internazionale del Mirto 2021, è stata annullata”. Di conseguenza, fanno sapere, “non si svolgeranno tutti gli spettacoli precedentemente comunicati e inseriti in cartellone”. L’apparato comunicativo di Mirtó non fa alcun collegamento tra l’annullamento dell’evento e le polemiche seguite al concerto di Salmo di venerdì scorso.
Ma allora ci pensa Fedez.
“Il concerto protesta di Olbia inizia ad avere conseguenze, ed è giusto che a pagare siano altri – scrive polemicamente il rapper milanese su Instagram – Davanti alla voglia di un artista benestante di cantare fortissimo, piccoli commercianti e artigiani di Olbia oggi si sono visti annullare la sagra del mirto. Si tratta – denuncia – di persone meno agiate dell’artista, che avevano necessità di lavorare per portare il cibo a casa. Ma quando si protesta – ironizza – non si guarda in faccia nessuno”.
Riferendosi ad altri artisti che hanno detto di stare con Salmo, Fedez consiglia di “replicare le gesta del vostro beniamino, chiamate un vostro amico assessore di Forza Italia e fatevi fotografare con l’hastag Forza Italia e elezioni 2021. Così – chiosa – avrete il vostro protesta starter pack pronto per voi. Mi raccomando ragazzi, la rivoluzione comincia da oggi”.
(da agenzie)
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