Settembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
SECONDO I SONDAGGISTI I SOVRANISTI POTREBBERO TROVARSI CON UN PUGNO DI MOSCHE
Il Corriere della sera fa parlare autorevoli sondaggisti e il quadro che emerge sulle comunali è delineato, anche se non dappertutto.
Milano, Bologna e Napoli vedrebbero la netta vittoria del centrosinistra, più difficile l’esito a Torino e Roma.
A Bologna? “Non c’è partita: vincerà Matteo Lepore”. A Napoli? “Se Gaetano Manfredi non passa al primo turno, vince al secondo”.
Così a Milano, per Antonio Noto: “L’esito è scontato: vincerà Sala. Bernardo è stato pure lasciato solo…”.
Per Noto a Roma Michetti, candidato del centrodestra, era partito bene ma sta perdendo consensi, quando manca meno di un mese al voto. Calenda starebbe, secondo i flussi, incassando dal bacino di centrodestra.
Per Noto a Roma “potrebbe finire con un testa a testa tra il dem Gualtieri e Michetti, con i voti M5S a fare da ago della bilancia”.
“Il centrodestra ha ampio vantaggio a livello nazionale — spiega Fabrizio Masia, ad di Emg Different —, ma non sarà scontato che riesca a strappare qualche città al centrosinistra e al M5S. Bisognerà anche capire quanto le alleanze variabili influiranno a Roma e Torino. E poi bisognerà vedere se FdI ha davvero la forza fotografata dai sondaggi: sul territorio mi aspetto infatti una forza inferiore dell’”effetto Giorgia””.
La Lega? “Ha perso molto rispetto alle Europee. Il risultato nelle città del Sud, dopo il boom, sarà un elemento chiave». Ma secondo Masia, i risultati saranno decisivi anche per il Pd di Letta: “A seconda di come andrà l’alleanza col M5S ci saranno conseguenze rilevanti, in base alle quali si accentuerà o meno il consolidamento di Draghi e si formeranno i blocchi per il Quirinale”.
Per Nicola Piepoli “a Milano non c’è partita. Verso Sala c’è grande gratitudine: anche a distanza di sei anni da Expo i milanesi non hanno dimenticato. È apprezzato anche tra i suoi nemici giurati”, mentre per Piepoli “Roma è un caos: anche i sondaggi più accurati rischiano di sbagliare di grosso”.
(da agenzie)
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Settembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
EMESSO UN DECRETO DI SEQUESTRO… BASSETTI: “QUALCUNO ALLA FINE PIANGERA'”
La procura di Torino ha emesso un decreto di sequestro della Chat Telegram
‘Basta dittatura’, tra gli strumenti di comunicazione di alcuni gruppi No Vax e No Green Pass. Dalla struttura legale del social, informata via mail dai magistrati secondo quanto riferisce nelle pagine locali il quotidiano La Stampa, non è ancora arrivata una risposta ufficiale e nei prossimi giorni potrebbe essere avviata una rogatoria internazionale
La chat è quella che ha pubblicato, tra i vari riferimenti, i numeri di telefono di Palazzo Chigi, dall’ufficio per la Comunicazione a quello del programma di governo, ma anche di noti virologi e di politici
Continuano le minacce da parte dei No vax e No pass nei confronti di Matteo Bassetti: «Stanotte ho ricevuto ancora tre telefonate tra mezzanotte e le 3 del mattino», ha raccontato stamattina, 6 settembre, ad Agorà su Rai3.
«Continuano, purtroppo, con minore insistenza negli ultimi giorni anche perché avranno capito buona parte di loro che le Procure stanno lavorando e quando si arriverà alla fine, credo, che qualcuno piangerà», ha poi detto il direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova.
Aggiungendo: «I no vax non insultano me o Burioni, insultano tutti gli italiani che si sono vaccinati. I giovani stanno stando l’esempio ai 50enni con la sindrome di Superman. Sono sempre stato favorevole all’obbligo vaccinale» anti Covid.
(da agenzie)
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Settembre 6th, 2021 Riccardo Fucile
L’ANALISI DELL’ESPERTO: TREND COSPIRAZIONISTI PARTONO DA SITI VICINO AL CREMLINO COME SOUTHFRONT E GLOBALRESEARCH
Le parole del premier Mario Draghi che aprono la strada all’obbligatorietà e alla terza dose del vaccino hanno dato sfogo sulla rete ad una nuova ondata di teorie del complotto.
Su Twitter ho pubblicato da tempo una lista di utenti che appartengono alla comunità Qanon italiana. In un primo momento questo gruppo, guidato da un profilo (ora sospeso) legato al generale americano filo trumpiano Flynn, sosteneva h24 la propaganda a sostegno dell’ex presidente Usa, rilanciando messaggi fraudolenti che denunciavano il furto delle elezioni americane ad opera dei democratici.
Oggi gli appartenenti a questa lista hanno lanciato una campagna no-vax, allarmando le persone sugli effetti mortali dei vaccini. Questa rete ha creato degli hashtag – #nessunacorrelazione, #VIANTRO, #VIANANTRA – in cui viene pubblicato un quotidiano bollettino delle presunte vittime dei vaccini contro il covid.
Qui si possono leggere messaggi raccapriccianti che descrivono l‘estate 2021 come quella delle “morti improvvise dei giovani a opera dei vaccini”. Molto spesso basta soltanto il titolo di un giornale che parla di una giovane morto per infarto a dare il la ad una campagna di tweet complottisti sui vaccini killer.
Non manca nel vocabolario dei Qanon–novax italiani la parola omicidio di stato per raccontare la situazione che sta vivendo il nostro paese. In altri messaggi invece si mette il guardia il pubblico di twitter sulla pericolosità della terza dose per la nostra incolumità.
Navigando tra i vari messaggi postati dai qanon italiani su twitter sono risalito ad un blog che pubblica addirittura una rassegna stampa tv sulla “nuova ecatombe di morti improvvise causate dai vaccini”.
Vaccini che secondo questo blog, oltre a non servire a nulla, farebbero addirittura morire di covid il 400% in più di chi non si vaccina. E non possiamo dire di essere ai confini della realtà considerando la viralità con cui circola questa disinformazione tra gli utenti di twitter. Basti dire che durante la conferenza stampa in cui Draghi ha parlato di obbligo vaccinale il primo argomento di discussione di twitter tra gli utenti era #conferenzastampa con associato l’hashtag #nogreenpass.
Nel 2021, tre particolari narrazioni della cospirazione Covid-19 sono diventate sempre più popolari. La prima afferma appunto che i vaccini Covid-19 sono fatti di sostanze chimiche mortali e uccidono più persone di quante ne salvano. La seconda postula che esistono già cure per Covid-19, rendendo superflua la vaccinazione. La terza narrativa, una rivisitazione di una vecchia cospirazione del 2020, sostiene che i vaccini fanno parte di un sistema di identificazione globale.
Gli analisti del DfrLab hanno scoperto come questi trend cospirazionisti partono spesso da siti vicino al Cremlino come SouthFront e GlobalResearch.
I ricercatori hanno quindi creato un database di 146 diversi siti Web che si dedicano esclusivamente alla disinformazione sul Covid-19 monitorandone la diffusione. Un articolo della testata GlobalResearch.ca ha sostenuto che le morti per i vaccini sono 407 volte superiori a tutti gli altri vaccini combinati, mentre un altro ha affermato che i vaccini stanno effettivamente portando più persone a contrarre Covid-19.
Guarda caso questo tipo di complotto è un copia e incolla della narrazione che esce dal blog che abbiamo trovato nella rete dei qanon italiani.
Gli articoli provenienti dai siti come GlobalResearch servono infatti a dettare la linea dei vari gruppi complottisti che scatenano la loro fantasia in rete sulla scia di quanto arriva dalla Russia. Ecco allora che all’interno della mia lista dei qanon italiani si trovano molto spesso strani riferimenti alla Russia per essere riuscita a sconfiggere il covid-19 senza vaccini e senza le restrizioni messe in campo dai governi occidentali. Insomma il paese di Putin da molti degli appartenenti alla comunità qanon italiana viene descritta come una nazione felicemente no-vax dove la normalità la fa da padrone.
Come ben sappiamo la macchina della propaganda digitale dei qanon è stata, negli usa, il trampolino di lancio per l’insurrezione culminata con i fatti di Capitol Hill. Nel nostro Paese come abbiamo visto questa comunità è diventata il faro della comunicazione no-vax, portando in questi ultimi giorni ad un allarme, poi rilevatosi un flop, sulle manifestazione per bloccare i treni. Se oggi possiamo tirare un sospiro di sollievo perché di vere rivolte si è visto molto poco non dobbiamo fare lo stesso errore commesso negli Usa. Perché anche lì, prima dell’assalto al campidoglio, i media mainstream parlavano dei qanon come degli svitati fuori di testa, totalmente innocui al di fuori del mondo del web.
(da Huffingotnpost)
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Settembre 5th, 2021 Riccardo Fucile
VERTICE FUORI PROGRAMMA A CERNOBBIO TRA SALVINI, GIORGETTI E MELONI: L’EX TRUCE DEL PAPEETE, TRA I COCCI DI UNA LEGA FRANTUMATA TRA GOVERNISTI E OLTRANZISTI, SI È AVVENTATO SU GIORGETTI PER TENERLO A BADA… POI I SELFIE PARACULO CON LA MELONI A FAVORE DI SOCIAL
Non gli dà neanche il tempo di arrivare, Matteo Salvini. 
Forse stremato dalla cena di gala di ieri sera, quando vede il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, il leader della Lega si precipita. Lo prende da parte. Lo porta a parlare in un luogo un po’ più appartato del giardino di Villa d’Este, a margine dei lavori della quarantasettisima edizione del workshop Ambrosetti a Cernobbio.
Il servizio d’ordine controlla che nessun microfono si avvicini troppo, la polizia pattuglia il lago di Como allontanando i canoisti della domenica.
All’arrivo di Giorgia Meloni, il segretario leghista non perde l’occasione di portarla sulla riva e fare un selfie a beneficio dei social.
L’effetto Alessandro Manzoni è immediato. La leader di Fratelli d’Italia commenta ridendo: “Nel centrodestra siamo sempre Promessi sposi”. Ma nel capannello a tre si discute in modo animato. Di amministrative soprattutto, più che di green pass.
L’estensione della certificazione verde agli impiegati pubblici non dovrebbe incontrare troppa resistenza, nella Lega. “Vedremo la proposta”, risponde alla domanda sulla cabina di regia della prossima settmana.
“Io e Giorgia governeremo insieme”. Chi dei due? “Decideranno gli italiani”. Quando? “Deciderà Draghi”. Quindi sì, “se diventasse presidente della Repubblica – dice ancora Salvini – sarebbe ben strano nascesse un quarto governo in questa legislatura”.
Si andrebbe al voto e si presenterebbe il centrodestra unito, almeno a giudicare dagli abbracci di Cernobbio (dove comunque si registra una complicità molto minore con chi qui rappresenta Forza Italia, e cioè le ministre degli Affari Regionali Maria Stella Gelmini e del Sud Mara Carfagna).
L’incrocio con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese è scongiurato: la responsabile del Viminale calibra l’entrata nella sala in cui i lavori procedono a porte chiuse in modo da non intercettare il leader leghista.
Che non manca di attaccarla a favore di telecamere, anche se però poi ammette: “I flussi vanno fermati in partenza, a Tunisi, in Libia”.
Quindi è un problema che riguarda anche il ministro degli Esteri? “Certo”. Sta criticando anche il ministro Di Maio? “No, ma non è una critica”.
Il tutto e il contrario del tutto, come sempre.
(da La Repubblica)
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Settembre 5th, 2021 Riccardo Fucile
SERVE ULTIMO PICCOLO PASSO PER STACCARGLI LA SPINA
“Ma che ci sta a fare un Berlusconi così con quegli sfasciacarrozze di Meloni e Salvini? È un altro mondo il suo e quello del Ppe. Prima ne trae le conclusioni meglio sarà per lui e per tutti noi”.
Così Marco Taradash in un post su facebook per commentare l’intervento del Silvio nazionale a favore di un’Europa più forte.
Eh sì, che ci sta a fare uno che pensa dell’Europa queste cose, un componente del partito popolare, con gente di una destra estrema capace di fare solo propaganda?
Ma la domanda di Marco Taradash potrebbe e dovrebbe essere rivolta a tanti altri, soprattutto a quel Giancarlo Giorgetti che appare sempre più il garante di quella Lega di governo distantissima dalla sciatta propaganda salviniana.
Ormai è evidente che le vostre strade si stanno separando: da una parte la Lega capace di stare al governo, dall’altra quella del Papeete; da una parte la Lega che sa prendere decisioni, dall’altra quella che vive di indecisionismo.
Serve una destra seria capace di prendersi le responsabilità senza giochetti adolescenziali, senza gente che succhia sangue al paese con un populismo capace solo di esaltare paure e divisioni.
Serve una destra di governo, una destra capace di compromessi necessari e di decisioni impopolari. Serve una destra che sappia dire sì o no con la durezza necessaria, senza rincorrere l’ultimo sondaggio e il prossimo algoritmo.
È per questo che Giorgetti e quelli come lui dovrebbero oggi fare la cosa giusta e staccare la spina alla peggiore destra che gli è cresciuta in casa.
Filippo Rossi
(da Huffingtonpost)
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Settembre 5th, 2021 Riccardo Fucile
LA NEUROSCIENZIATA CANDIDATA DI PD E M5S STA RIMONTANDO, ORA SIAMO A 39,2% CONTRO 37,1%
La Calabria resta in mano al centrodestra? Non è detto: la forbice tra i due
principali candidati si sta assottigliando.
Il candidato unitario, Roberto Occhiuto, secondo il sondaggio condotto dall’istituto Winpoll, avrebbe un vantaggio di circa due punti percentuali sulla principale avversaria, la candidata di centrosinistra e M5s, la scienziata Amalia Bruni.
Nel dettaglio, il candidato cosentino appoggiato dal centrodestra avrebbe un gradimento 39,2% dei calabresi. Per la neuroscienziata, invece, si prevede una percentuale di gradimento intorno al 37,1% degli elettori.
Calano anche i voti per le altre liste (23,7%) che diventerebbero decisivi nella corsa finale.
I partiti sono tutti in movimento in vista della presentazione delle liste per le prossime elezioni regionali in Calabria.
(da agenzie)
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Settembre 5th, 2021 Riccardo Fucile
A 20 GIORNI DAL VOTO SU CINQUE SONDAGGI, TRE LO DANNO IN TESTA, DUE ALLA PARI CON LASCHET
In pochi avrebbero scommesso sulla resurrezione dei socialdemocratici della SPD ma a poco più di venti giorni dalle elezioni tedesche e dall’uscita di scena della Cancelliera Angela Merkel lo scenario elettorale della Germania è completamente ribaltato rispetto a sole poche settimane fa.
In ribasso i democristiani della Cdu/Csu di Armin Laschet e niente più vento nelle vele dei Verdi di Annalena Baerbock.
Al contrario tre recenti sondaggi danno in testa il candidato della Spd, Olaf Scholz, attuale vicecancelliere e ministro delle Finanze, e altri due sondaggi lo vedono appaiato a Laschet.
Ce n’è abbastanza perchè i socialdemocratici possano sperare in una clamorosa rivincita che si basa essenzialmente su tre ingredienti: 1) gli errori compiuti a ripetizione da democristiani e Verdi; 2) l’immagine di stabilità e tranquillità diffusa da Scholtz nel segno della continuità con la Merkel; 3) una campagna pubblicitaria semplice ma molto efficace dello stesso Scholz con tre slogan che lo stanno facendo volare nei sondaggi.
In effetti Scholz non ha fatto scintille in campagna elettorale ma sono stati gli scivoloni dell’opaco Laschet e l’inesperienza della quarantenne Baerbock a spianargli la strada, più per errori e demeriti altrui che miracoli suoi.
Il candidato socialdemocratico è però finora riuscito a trasmettere fiducia e a garantire stabilità in linea di continuità con la Cancelliera di cui è stato finora il fedele vice, anche a costo di scontentare talvolta l’alta sinistra del suo partito.
Ma a dare brio alla campagna elettorale di Scholz, molto lealmente sostenuto dal segretario della Spd, Lars Klingbeil, è stato – come ha raccontato nei giorni scorsi Il Foglio – un affermato e dinamico pubblicitario di Amburgo che ha sapientemente rinfrescato l’immagine del candidato socialdemocratico, soprattutto con tre slogan elettorali, uno più azzeccato dell’altro.
Il primo: c’ è un problema? “Scholz lo affronta”. Il secondo: “Mentre due litigano, il terzo lavora”. L’ultimo slogan è “Può fare la cancelliera” sotto un’immagine di Scholz con le mani a diamante nella classifica posa della Merkel.
Altri efficaci messaggi del ministro delle Finanze tedesco: “Salario minimo a 12 euro” e “Affitti accessibili a tutti”.
Basterà a vincere le elezioni di fine settembre? Lo sapremo fra poche settimane ma oggi Scholz è lassù, in cima ai sondaggi, dove nessuno avrebbe mai immaginato che fosse.
E per l’Europa, oltre che per la Germania, è una bella notizia.
(da TPI)
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Settembre 5th, 2021 Riccardo Fucile
“LA DIVERSITA’ RENDE IL MONDO PIU’ BELLO”
“Mi sembra incredibile. Mi ero immaginata centomila finali diversi. Così belli mai”.
E’ ancora incredula Ambra Sabatini, la 19enne oro nei 100 metri alla Paralimpiade di Tokyo 2020. Una gioia immensa per aver tagliato il traguardo prima di tutti, aver realizzato il record del mondo e aver condiviso il podio con le sue compagne di squadra.
Racconta al Corriere:
“Vincere così è meraviglioso. Fra noi c’è un bel clima. In questi mesi ho passato molto tempo con Martina e Monica, siamo amiche e nello sport l’amicizia è più solida”.
Lei davanti a Martina Caironi, il suo mentore, la campionessa a cui si è ispirata e che le ha dato la forza di riemergere dopo gli anni bui seguiti all’amputazione della gamba a causa di un incidente in motorino.
“Avevo visto dei video prima dell’incidente. Martina Caironi fece un record nel salto in lungo e mi incuriosì. Vedevo gareggiare lei e Pistorius. È stato fondamentale”.
Martina, Pistorius e Alex Zanardi:
“In ospedale, un amico mi fece avere un video che Alex Zanardi aveva fatto per me. Fu importante. Quando ho saputo del suo incidente ho pianto. Ma lui non molla, lo so. Lo ha insegnato a me, a noi tutti”.
Poi un messaggio:
“La diversità rende il mondo più bello, non bisogna vergognarsi di ciò che siamo. Spero che la mia storia e questa fantastica gara girino negli ospedali tra le persone che hanno perso un arto o anche solo abbiano qualche problema: si accorgeranno che tutto si può superare”.
(da agenzie)
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Settembre 5th, 2021 Riccardo Fucile
LA SVOLTA VACCINISTA DI SALLUSTI CHE HA CAMBIATO LA LINEA DEL QUOTIDIANO CONSIDERATO UN TRADIMENTO DAI CAZZARI
La svolta “sì vax” imposta dal neo direttore di Libero, Alessandro Sallusti, ha trascinato anche il quotidiano prima diretto da Pietro Senaldi nel mirino dei no vax. Fino al cambio di leadership infatti la linea editoriale aveva sempre strizzato l’occhio agli scettici dell’inoculazione, ma da quando si è insediato l’ex direttore de Il Giornale c’è stata la svolta.
Giravolta non vista di buon occhio dai manifestanti, che probabilmente hanno sentito il terreno sbriciolarsi sotto i piedi venendo meno le argomentazioni del giornale che più li spalleggiava.
Così le consuete proteste e sfilate dei “no Green Pass” e dei “no vax” del sabato, a Milano sono sfociate in una contestazione aperta sotto la redazione di Libero. “Giornalista terrorista” e “venduti” sono stati gli slogan più ripetuti all’indirizzo dei presenti.
“Queste persone hanno tutto il diritto di manifestare e di urlare contro le redazioni dei giornali” recita un articolo apparso senza firma sul giornale. “Non s’insinua il dubbio in loro – prosegue il testo – che forse stanno sbagliando e che il vaccino è l’unica via di salvezza attualmente conosciuta che ci viene offerta contro il virus”. Per i manifestanti infatti fa tutto parte di un “progetto più grande” orchestrato dagli indefiniti “poteri forti”, di cui i giornalisti sarebbero “sudditi”.
“E così – conclude l’articolo – sotto la redazione di viale Luigi Majno decine di no-vax ci hanno tenuto a farci sapere che ci considerano “corrotti” per il nostro sì convinto al vaccino, mentre loro sono per la “libertà”. Una protesta indirizzata a Libero che non ci intimorisce minimamente né ci distrae dalla vera “guerra”, che è quella contro il virus, non contro queste orde di no-vax”.
(da agenzie)
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