Febbraio 26th, 2022 Riccardo Fucile
BARRICATE, TRINCEE E MOLOTOV: A KIEW I PATRIOTI UCRAINI PREPARANO LA CACCIA ALL’INVASORE STRADA PER STRADA… DECINE DI MIGLIAIA DI MITRA E FUCILI, MILIONI DI PROIETTILI, GRANATE E LANCIARAZZI
Si scavano le trincee e si alzano le barricate, le bottiglie di birra sono diventate molotov e
si imbracciano i fucili.
Dopo aver respinto il primo assalto, Kiev si prepara alla prossima offensiva delle truppe russe. Con i soldati affiancati dalle milizie volontarie a difesa della capitale, che “non possiamo perdere” ha sottolineato in mattinata Volodymyr Zelensky in uno degli ultimi discorsi alla nazione nei quali ha incitato gli ucraini a difendere la città. Invito replicato dai militari: “Tagliate alberi, create barricate, date fuoco a copertoni! Usate tutto quello che c’è a disposizione!”, hanno scritto le forze armate ucraine in un post su Facebook riportato dall’agenzia Unian.
E anche l’esercito ha incoraggiato poi la popolazione a resistere realizzando bottiglie incendiarie: “Gli occupanti devono capire che non sono i benvenuti qui e che incontreranno resistenza in ogni strada – dicono i militari – Possano aver paura anche solo di guardare le nostre città. Insieme per la vittoria! Gli occupanti verranno distrutti”.
Già venerdì il ministero degli Interni ucraino aveva postato sui social istruzioni ai cittadini su come realizzare molotov e il ministero della Difesa invitava i civili a resistere, chiedendo di “informare su movimenti di truppe, preparare molotov e neutralizzare il nemico”.
Secondo fonti ministeriali a Kiev sarebbero stati distribuiti ai volontari oltre 24mila fucili, milioni di proiettili, lanciarazzi e granate. E sui social si moltiplicano foto e video dei cittadini che preparano barricate improvvisate con legna e copertoni, trincee scavate a mano lungo le strade principali di Kiev, trasformata da Vladimir Putin da capitale europea a teatro di guerra nel cuore d’Europa nel giro di qualche giorno. Provocando una risposta probabilmente più dura di quanto anche il Cremlino si aspettasse. Finora gli attacchi sono andati a vuoto e nel corso della prima giornata di accerchiamento alla capitale gli assalti sono andati a vuoto
Diversi video postati sui social mostrano incursori russi in abiti civili che vengono fermati dalla polizia. Forse un cambio di strategia, con il tentativo di infiltrarsi nel cuore di Kiev con un avamposto dopo il fallito tentativo di sbarco di circa 200 paracadutisti nella notte tra venerdì e sabato.
Nelle scorse ore, media britannici avevano riferito la presenza in Ucraina di ‘cacciatori’ delle forze speciali cecene, che sarebbero stati inviati con il compito di arrestare o uccidere le massime autorità del Paese.
I tentativi di infiltrarsi oltre le linee ucraine è confermato anche dal sindaco di Kiev, l’ex pugile Vitalii Klitschko, che nell’annunciare il coprifuoco in città no-stop dalle 17 di sabato alle 8 di lunedì mattina – per “una più efficace difesa della capitale e per la sicurezza dei suoi abitanti” – ha avvisato: “Tutti i civili che saranno trovati in strada saranno considerati membri del gruppo di sabotaggio del nemico”.
Tattiche di difesa per trasformare l’escalation militare russa in una guerra urbana che l’Ucraina sembra aver intenzione di replicare in tutte le città strategiche.
Video e foto di volontari che preparano barricate e molotov arrivano anche da altre parti del Paese. L’ultima difesa è quella ordinata dall’ente statale per la gestione delle strade, l’Ukravtodor: rimuovere e far sparire immediatamente tutti i cartelli dalle proprie zone, in primis quelli con i nomi dei luoghi.
“Il nemico – afferma l’ente su Telegram – non può orientarsi in base al terreno. Aiutiamolo ad andare dritto all’inferno”. Lungo l’autostrada fuori da Kiev, ha documentato il corrispondente del Telegraph James Rothwell, i cartelli sono già stati divelti e sostituiti con un “Good luck”.
(da Il Fatto Quotidiano)
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Febbraio 26th, 2022 Riccardo Fucile
IL MINISTERO DEGLI ESTERI UCRAINO POSTA LA FOTO DI 4 PRIGIONIERI RUSSI… INVIATI AL FRONTE SENZA PREPARAZIONE E CIBO, MOLTI DEVONO FARE LA SPESA NEI NEGOZI LOCALI MA HANNO FINITO I SOLDI
“Madri, mogli e figlie di soldati russi, riportate a casa i vostri uomini. Sono venuti in una terra straniera per uccidere innocenti e distruggere le nostre case. I vostri leader stanno mentendo. Il popolo ucraino va incontro a loro con le armi, non con i fiori. Chiedete alle autorità di fermare la guerra di conquista, salvate i vostri cari!” ha scritto il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba.
Se è difficile capire quale sarà l’impatto di questa propaganda ‘familiare’, di sicuro sin dal primo giorno il Comitato delle madri dei soldati della Russia ha lamentato che i militari di leva siano stati inviati al fronte con l’inganno o con la forza.
A molti è stato chiesto di firmare un documento che trasformava il loro status da coscritto a professionista: chi si rifiutava veniva picchiato o messo in isolamento. “Abbiamo una quantità di chiamate da madri spaventate in tutta la Russia. Piangono, perché non sanno se i loro figli sono vivi”.
Di sicuro quello russo sembra un esercito inviato sul campo senza preparazione e mezzi, senza cibo o ricovero. Molti soldati ‘occupanti’ si sono riforniti presso i negozi locali, ma le somme a loro disposizione spesso sono già esaurite, trasformando gl invasori in mendicanti.
Non esattamente la marcia trionfale che Putin aveva immaginato.
(da agenzie)
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Febbraio 26th, 2022 Riccardo Fucile
L’ANALISI DEL POLITOLOGO AMERICANO
“L’Ucraina segnerà la fine di Vladimir Putin”, mi dice Edward Luttwak, noto politologo
americano e per lungo tempo consulente della Casa Bianca e del Pentagono.
In che senso?
“Nel senso che non ha una exit strategy e non ha forze sufficienti per il controllo dell’intero territorio. Nel breve termine potrà controllare alcune città come Kiev, Odessa, Lviv (Leopoli), o le regioni orientali sino a Zaporoshe”
E dopo?
“O si ritira e vanifica l’invasione. O dovrà affrontare la resistenza. Imboscate, attacchi di sorpresa, sabotaggi”
Dunque, un rischio mal calcolato.
“Esattamente”.
Possibile che Putin non ci abbia pensato?
“A mio parere Putin sta cadendo negli stessi errori che Breznev fece dopo avere invaso l’Afghanistan. I mujaheddin dissanguarono i sovietici in dieci anni di guerriglia”.
Sino a che i sovietici, nel 1989, non si ritirarono…
“Proprio così. Quello fu l’inizio della fine dell’Unione Sovietica. Nell’autunno dello stesso anno crollò il muro di Berlino. Due anni dopo toccò alla stessa Unione Sovietica, presidente Michail Gorbaciov”. Ma, ripeto, non può permettersi una guerra di logoramento, lunga, città per città. Non la reggerebbe economicamente e politicamente”.
Dunque che cosa accadrà?
“Cercherà di mettere un filorusso alla testa del governo ucraino. Ma deve farlo alla svelta. E forse si annetterà le due autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk”.
La madre di tutte le domande rimane: perché Putin si è mosso? È un paranoico? Un genio del male, secondo una banale retorica?
“No”.
E allora? Voleva scongiurare che anche l’Ucraina, dopo quasi l’intero Est europeo, entrasse nella Nato?
“Nemmeno. Putin, come tutti i dittatori, aveva bisogno di una crisi internazionale. Una crisi che coprisse i misfatti della sua autocrazia, anzi della sua cleptocrazia”.
Cleptocrazia?
“Sì, quello di Mosca è un regime di oligarchi e di ladri. Hanno portato all’estero miliardi e miliardi di dollari. Indicativo che, mentre mobilitava forze contro l’Ucraina, Putin abbia fatto rientrare dalla Germania il suo yacht da 180 milioni di dollari”.
La Russia postcomunista è accerchiata dalla Nato ?
“No. Questa è una crisi artefatta. La Russia non è accerchiata. La Nato è presente solo sul fianco occidentale. La realtà è un’altra. Putin cavalca la paura per rimanere al potere. Diamo un’occhiata alla sua propaganda. Sta diffondendo informazioni su 22 laboratori biologici americani stanziati non si sa dove, con lo scopo di distruggere fisicamente la popolazione russa”.
Gli europei temono per le forniture energetiche. Senza il gas naturale russo, le loro economie si fermano.
“Inizialmente. Dovranno diversificare i loro approvvigionamenti di gas naturale. Le sanzioni non bastano e sono controproducenti. La Germania ha già lanciato un segnale forte e inatteso. Il cancelliere Scholz ha sospeso la costruzione di Nord Stream 2. È più di quanto ci si aspettasse”.
Anche l’America di Biden come l’Europa ha visto andare alle stelle i prezzi del petrolio e del gas. Alla pompa il gallone di benzina ormai sfiora i 5 dollari. Con Trump era a 3 e l’America era autonoma negli approvvigionamenti energetici.
“Lo è ancora. E, in ogni caso, i rincari non sono dovuti all’Ucraina ma alla domanda crescente dell’economia cinese”.
Biden ha bloccato la costruzione della pipeline Keystone che convogliava il gas naturale dal Canada.
“Simbolico. Doveva accontentare gli ecologisti. In realtà l’estrazione con il fracking continua come prima, anzi è aumentata”.
A proposito di simbolismi, non è simbolico l’invio di 800 soldati americani nei Paesi Baltici? E anche indicativo di inadeguatezza? I nemici dell’America non dimenticano il Biden dell’Afghanistan.
“Biden sta per inviare rinforzi e probabilmente approverà l’installazione di basi Nato permanenti nei Paesi Baltici e in Romania”.
Diamo uno sguardo al passato recente. Vent’anni fa Berlusconi ospitò un summit della Nato a Pratica di Mare. C’era anche Putin e sembrava che fosse addirittura pronto a entrare nella Nato. Poi tutto sfumò. Un potenziale amico si trasformò gradualmente in un nemico. Chi ha perso Putin?
“Si è perso da solo. In effetti, dopo Pratica di Mare ci furono negoziati a Bruxelles. Ma a un certo punto Putin sostituì con un falco il suo capo delegazione, che sembrava fosse pronto a sottoscrivere un accordo. Il che vuol dire che della Nato e dell’integrazione auspicata da Berlusconi non gli interessava un fico secco”.
(da agenzie)
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Febbraio 26th, 2022 Riccardo Fucile
E’ CORSA AI BANCOMAT
Ai tempi dell’Unione Sovietica si diceva che la preoccupazione del partito comunista era tenere insieme la tv e il frigorifero. La televisione era la propaganda, che dipingeva una realtà sempre rose e fiori; il frigorifero era quello che il cittadino russo trovava nella cucina di casa in termini di capacità di spesa e consumo.
Vladimir Putin ha lo stesso problema, ogni giorno più difficile da risolvere: il frigorifero è sempre più lontano dalla tv.
Una società di consulenza internazionale, Simon-Kucher, ha appena pubblicato una ricerca sull’andamento dell’economia russa negli ultimi anni. Risultato: il Paese, nonostante la ricca dotazione di materie prime, è in realtà sempre più povero. E forse anche per questo più pericoloso.
Il primo dato da cui si parte è l’andamento del Pil russo, nel 2021 pari a 1.650 miliardi di dollari. È il 7,2% della ricchezza prodotta dagli americani (23.000 miliardi di dollari) e il 10,9% di quella prodotta dall’Unione Europea (15.200).
Nel 2013, anno precedente all’invasione della Crimea, le distanze erano molto più ridotte: la Russia produceva il 12,7% della ricchezza Usa e il 12,9% di quella europea.
Il divario è cresciuto se si guarda anche al reddito pro-capite: in Russia è di 11.273 dollari a testa (ben 3.490 in meno che nel 2013, più o meno la metà di quello portoghese). Il reddito medio europeo è di circa 32mila euro, di poco superiore a quello italiano.
Se si guarda al commercio internazionale, nel periodo 2010-2019 la Russia ha esportato per 4,3 miliardi di dollari (l’Italia poco meno di 3,9). Tre quarti della cifra è rappresentata da gas e petrolio, il resto sono quasi tutte materie prime di altro genere.
A Mosca si produce poco o nulla che interessi al resto del mondo. E la scarsa vitalità dell’economia è confermata dalle registrazioni di brevetti validi sul territorio dell’Unione Europea. In dieci anni i giapponesi ne hanno registrati 1.812 per milione di abitanti, gli americani 535, i russi la bellezza di sei.
Le università del Paese sfornano a tutto andare ingegneri, matematici e informatici di alto livello. Ma questi, appena possono, se ne vanno all’estero.
Non meraviglia dunque, che al di là della facciata costruita dal regime, la prospettiva delle sanzioni causi in Russia grandi preoccupazioni.
Sul sito del Consiglio per la politica estera e di difesa (la sigla russa è SVOP) un think tank che, nonostante il nome, vive di donazioni private, ieri faceva bella mostra di sé l’intervento di un professore russo che insegna a Chicago e che ipotizzava scenari di «tipo sovietico» con code ai negozi e carenza di beni di consumo.
La home page del quotidiano economico Kommersant presentava invece un lungo elenco di aziende europee che rinunciano ai progetti in Russia o hanno deciso di chiudere i loro impianti, insieme alla notizia, con relative spiegazioni, che le carte di credito delle banche oggetto di sanzioni non potranno essere più utilizzate per pagamenti su internet o con i circuiti internazionali.
Il cittadino medio da parte sua inizia a correre ai ripari: tra mercoledì e giovedì i prelievi dai conti correnti hanno raggiunto quota 1,3 miliardi di dollari, un record dall’inizio del 2020, quando il governo introdusse una tassa sui conti che superavano un determinato ammontare, scatenando la corsa al ritiro.
La finanza è del resto in prima linea: la Banca centrale ha raccomandato agli istituti di credito «di considerare il rinvio del pagamento di dividendi e bonus ai manager», annunciando una serie di misure di sostegno al settore.
Putin l’altro pomeriggio ha riunito al Cremlino i vertici dei maggiori gruppi industriali del Paese. Ha cercato di tranquillizzarli dicendo che il governo è in grado di limitare l’effetto delle sanzioni.
Difficile che li abbia convinti fino in fondo.
(da agenzie)
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Febbraio 26th, 2022 Riccardo Fucile
“CI SONO LUNGHE FILE DI PERSONE CHE SI VOGLIONO ARRUOLARE“
L’ex presidente dell’Ucraina Poroshenko ha imbracciato il fucile insieme agli altri civili per
difendere la patria. «Vladimir Putin è semplicemente pazzo, è puro male che è venuto qui per uccidere gli ucraini», dice alla “Cnn”, aggiungendo che gli ucraini sono pronti a difendere il Paese e che Putin «non conquisterà mai l’Ucraina».
«Non importa quanti soldati uccida, quanti missili possieda e quante armi nucleari, noi ucraini siamo un popolo libero con un grande futuro europeo», ha detto, sottolineando che ci sono «lunghe file» di persone che si vogliono arruolare ma «non abbiamo abbastanza armi» per tutti.
«Tutti devono capire che è stato Putin a dichiarare la guerra, non l’Ucraina, ha dichiarato guerra al mondo intero», ha aggiunto spiegando che il suo battaglione di volontari si trova a 2, 3 chilometri dalla linea dei combattimenti. «È importante che non ci sentiamo soli, che voi siate con noi», ha concluso.
(da agenzie)
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Febbraio 26th, 2022 Riccardo Fucile
“FERMEREMO NOI PUTIN, AL POSTO DI CHI AVREBBE DOVUTO E POTUTO FARLO, VIVA L’UCRAINA!“
L’Ucraina ha fornito le armi ai civili per battersi contro l’invasione della Russia e tra gli ucraini c’è anche Kira Rudik, parlamentare ed ex amministratore delegato della sede ucraina di Amazon Ring.
La Rudik, 36 anni, ha spiegato che “è mio dovere essere qui. Io sono armata, e il mio staff anche”.
In un post su Twitter, nel quale è fotografata mentre imbraccia un fucile d’assalto, racconta che “sto imparando a usare il Kalashnikov e mi preparo a prendere le armi. È surreale, solo alcuni giorni fa non mi sarebbe mai venuto in mente”. Però, vista la situazione, “le nostre donne difenderanno il nostro suolo esattamente come gli uomini. Viva l’Ucraina!
Venerdì, in un’intervista alla Cnn, l’ex manager di Amazon aveva spiegato che “ci sono stati dati i fucili, e saremo in grado di resistere se le forze russe raggiungono Kiev. Proprio in questo momento ci sono esplosioni alle mie spalle, e sento i vetri tremare. Ma è mio dovere restare e difendere la patria”.
“Ci siamo sempre chiesti – ha spiega in un altro post social – quale sarebbe stata la forza che avrebbe fermato Putin. Pensavano che sarebbe stata una coalizione di grandi Paesi, e che ci sarebbero voluti anni per crearla. Invece eravamo noi. Siamo sempre stati noi, fin dall’inizio. Sono così orgogliosa dell’esercito e del popolo ucraino!”.
Kira Rudik, che fino a pochi giorni fa sedeva in Parlamento quale leader del partito Golos (che significa “voce”), è stata fino al 2019 l’amministratore delegato di Ring, azienda di sicurezza che Amazon aveva acquisito l’anno precedente. Ha una laurea in “computer science” e un master in information technology conseguiti all’università di Kiev.
(da agenzie)
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Febbraio 26th, 2022 Riccardo Fucile
“NON HO PAURA, SONO UN COMBATTENTE“
La guerra in Ucraina, cominciata con l’attacco della Russia, giovedì 24 febbraio, è entrata
nel vivo ma Kiev non molla la presa.
L’esercito russo è uno dei più grandi al mondo e sarà una lotta difficile, ma agli ucraini “combatteranno per il nostro futuro, combatteranno per i nostri figli”. Lo ha detto alla Bbc il sindaco di Kiev, l’ex campione di pugilato dei pesi massimi Vitali Klitschko.
Il sindaco ha spiegato che i cittadini di Kiev sono rimasti scioccati nel sentire le esplosioni in città. “Non ho paura per me, sono un combattente”, ha detto, ammettendo però di essere preoccupato per i tre milioni di persone di cui è responsabile che vivono a Kiev.
Klitschko ha fatto appello all’unità dell’Occidente per aiutare l’Ucraina. Il nostro obiettivo, ha spiegato, è costruire un paese moderno e democratico ed essere “parte della famiglia europea”.
Considerato tra i migliori pesi massimi della storia del pugilato ha detenuto i titoli WBC, WBO e The Ring della divisione ed è stato nominato “campione emerito” dalla WBC. Sino al suo ritiro avvenuto nel 2013, ha abbinato la carriera da pugile alla sua attività politica nel paese
(da agenzie)
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Febbraio 26th, 2022 Riccardo Fucile
IL CORAGGIO DI ELENA KOWALSKAYA
Prima il cambio di immagine del profilo: al posto della foto con il suo volto, uno sfondo nero in segno di lutto.
Poi quel messaggio in cui annuncia la sua decisione di dimettersi dal suo ruolo per protestare contro la decisione di Putin di invadere e dichiarare – di fatto – guerra all’Ucraina.
Una storia di coraggio, una storia di una donna coraggiosa che ha deciso di rinunciare al suo ruolo di prestigio – direttrice del Teatro statale e Centro Culturale Vsevolod Meyerhold di Mosca – ,perché Elena Kowalskaya ha deciso di non poter più lavorare ed essere pagata da un “assassino”: «come protesta contro l’invasione russa dell’Ucraina, mi dimetto dalla carica di direttore del teatro di stato. Non puoi lavorare per un assassino ed essere pagato”.
Un messaggio scritto a chiare lettere. E la sua decisione è stata confermata dallo stesso Teatro statale e Centro Culturale Vsevolod Meyerhold di Mosca che, sempre su Facebook, si è schierata dalla parte dell’ormai ex direttrice, facendole un plauso per questa decisione forte, ma necessaria visto quel che sta accadendo.
“Al Centro Missione intitolato a Meyerhold sono scritte queste parole: ‘Il nostro principio è il rispetto degli esseri umani e l’uguaglianza delle persone indipendentemente da sesso, identità nazionale, età, religione, orientamento sessuale, caratteristiche fisiche e mentali, apparenza’. Gli eventi che stanno accadendo ora contraddicono tragicamente la nostra missione, il lavoro svolto presso il CIM, il team CIM e i nostri residenti. Non possiamo fare a meno di dirlo. Non possiamo fare a meno di dire no alla guerra. La guerra è più grande e spaventosa della mancanza di rispetto verso l’uomo. La guerra è la morte di un uomo, è l’assassinio di persone. Non riusciamo a tenere la bocca chiusa. Non possiamo fare a meno di ringraziare la nostra direttrice Elena Kovalskaya per il suo coraggio. No alla guerra”.
(da agenzie)
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Febbraio 26th, 2022 Riccardo Fucile
“IL NOSTRO ESERCITO CONTROLLA KIEV E I I PRINCIPALI CENTRI INTORNO ALLA CAPITALE”
“Gli occupanti – ha detto Zelensky – volevano conquistare la nostra capitale e installare i
loro pupazzi come in Donetsk. Abbiamo infranto il loro piano”. Il presidente ucraino ha sottolineato che “l’esercito ucraino controlla Kiev e i principali centri intorno alla capitale”.
“Abbiamo resistito e respinto con successo gli attacchi nemici. I combattimenti continuano. In molte città e distretti del nostro stato. Ma sappiamo cosa stiamo proteggendo: il Paese, la terra, il futuro dei bambini”.
Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un nuovo videomessaggio indirizzato alla nazione pubblicato sul suo canale Telegram.
Kiev e le città chiave, ha detto “sono controllate dal nostro esercito”
(da agenzie)
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