Luglio 25th, 2022 Riccardo Fucile
GELMINI: “IO CI SONO”
Azione e +Europa hanno lanciato il Patto Repubblicano in vista delle prossime elezioni del 25 settembre.
Nella presentazione del testo, si definiscono «gli unici due partiti a non aver mai fatto alleanze politiche con populisti e sovranisti» e ribadiscono l’appoggio che hanno dato nei giorni scorsi al Presidente del Consiglio dimissionario.
«Il nostro campo non è aperto a chi ha fatto cadere Draghi, con certezza matematica», ha detto Carlo Calenda, leader di Azione, alla presentazione del patto. «Per noi l’agenda Draghi esisteva prima dell’arrivo di Draghi», si legge nel testo.
Sono 14 i punti che compongono il Patto. «Carlo Calenda io ci sono, vediamoci», ha scritto su Twitter la ministra Mariastella Gelmini dopo aver letto il manifesto.
Politica estera e interna
Il primo di questi riguarda la politica estera italiana e, da subito, si chiarisce che i punti cardini saranno europeismo e atlantismo. Tra gli obiettivi della coalizione ci sono l’aumento dei poteri delegati all’Ue e il continuo sostegno all’Ucraina con l’invio di materiale bellico.
Al secondo punto del patto si trattano le politiche di bilancio. «Il debito va ridotto e il deficit tenuto sotto controllo», scrivono.
Poi specificano che il Reddito di Cittadinanza «va rivisto, prevedendo un ruolo centrale delle agenzie private nella formazione e collocamento e la perdita del beneficio al primo rifiuto di un lavoro o per la mancata partecipazione ai progetti di utilità sociale e alle iniziative formative».
Energia, ambiente e lavoro
Al terzo punto si sviscerano i temi delle infrastrutture energetiche, per le quali indicano la necessità di costruire due rigassificatori, lo sblocco dei progetti di energia eolica e fotovoltaica. Sul fronte dell’obiettivo zero emissioni nella produzione elettrica considerano l’uso di centrali nucleari.
Il penultimo punto riguarda invece il fisco. Qui specificano come «nessun taglio delle tasse dovrà essere fatto ricorrendo a deficit aggiuntivo».
Sottolineano poi l’urgenza di una lotta all’evasione fiscale e propongono il principio per cui «ogni euro recuperato dall’evasione andrà ad abbattere la tassazione per l’anno successivo».
Infine, trattano il tema del lavoro, vittima di «salari bassi, incertezze pensionistiche e scarse prospettive di crescita».
Gli obiettivi che si pongono sono quello del recupero della produttività attraverso l’innovazione e la lotta alla povertà lavorativa con una legge contro “contratti pirata”.
Sanità, istruzione, giustizia e diritti civili
Sanità, istruzione e giustizia sono indicate come priorità, così come l’espansione dei diritti civili. Puntano all’effettiva parità di genere tra donne e uomini e al superamento delle discriminazioni legate all’orientamento sessuale. S
ul fronte immigrazione sottolineano che «l’Italia ha bisogno di immigrati capaci di integrarsi e diventare a pieno titolo cittadini italiani». Trasversale a tutte le proposte è l’attuazione del piano di riforme previsto dal Pnrr. Infine, si impegnano «a candidare ai principali posti di governo solo persone con rilevanti esperienze gestionali e amministrative maturate nel settore pubblico (Sindaci, Presidenti di Regione) o in quello privato».
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2022 Riccardo Fucile
“NEL 2050 RISCHIAMO DI DIVENIRE UNA POPOLAZIONE INCROCIATA” … LA COLPA? DI SOROS E DEI MIGRANTI, OVVIAMENTE… MA A BUDAPEST NON ESISTE IL TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO?
Il primo ministro ungherese Viktor Orbán, durante un intervento in Romania, si è
lanciato in un discorso dai contorni razzisti e complottisti. «Noi ungheresi non siamo una razza mista, e non vogliamo diventare una razza mista», ha detto, sostenendo che ormai i popoli dell’Europa occidentale, mescolandosi con «razze extra-europee», abbiano perso la loro identità.
«Questi Paesi non sono più nazioni. In senso spirituale, l’Occidente si è trasferito nell’Europa centrale. Entro il 2050, in Europa occidentale non esisteranno più nazioni, ma solo una popolazione incrociata. Noi, qui, nel bacino dei Carpazi, lottiamo contro un destino simile», ha continuato.
Come riporta Daily News Hungary, Orbán ha sostenuto che l’Occidente starebbe combattendo insieme a Bruxelles e alle «truppe» di George Soros per «costringerci ad accogliere i migranti». Con il rischio che, dato il costante calo demografico, l’Ungheria venga «ripopolata» da altre «razze»: «La nostra situazione è migliorata ma non c’è ancora un’inversione di tendenza e, senza un’inversione di tendenza, l’Ungheria e il bacino dei Carpazi saranno prima o poi “ripopolati”», ha affermato.
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2022 Riccardo Fucile
ITALIA VIVA CORRE DA SOLA
Il dado è tratto. Tra poco il leader di Italia Viva annuncerà che il suo partito si presenterà da solo alle elezioni del 25 settembre.
Lo si era un po’ capito dall’intervista di stamattina al Corriere della Sera che tra Matteo Renzi ed Enrico Letta la situazione era tornata pesante: il fatto stesso di citare il traumatico passaggio delle consegne al governo del 2014 ne era un chiaro segnale.
Ma dal Pd e non solo erano partiti già nelle ore precedenti messaggi altrettanto chiari: «Ci fa perdere più voti di quanti non ce ne porti», a scoraggiare qualsiasi idea di intesa
Ma è vero che se Renzi sta fuori è più probabile che Carlo Calenda stia dentro, prospettiva a cui Letta tiene senz’altro di più
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2022 Riccardo Fucile
40 SECONDI PRIVI DI SENSO NEL COMIZIO DI DOMODOSSOLA… E PENSARE CHE LI’ FA ANCHE PIU’ FRESCO, FIGURIAMOCI QUANDO ANDRA’ IN SICILIA… SPERIAMO CI RISPARMI LA FLAGRANZA DELLE SUE ASCELLE COME PROGRAMMA POLITICO
La campagna elettorale è iniziata nel peggiore dei modi. Il giorno dopo la fine
ufficiale del governo Draghi, il primo brivido è arrivato dalle promesse elettorali di Silvio Berlusconi (che ha rinverdito i fasti dell’inizio degli anni 2000) su pensioni minime e alberi.
Poi, a stretto giro di posta, la partita del centrodestra si è spostata a Domodossola, dove è andato in scena un paradossale comizio di Matteo Salvini. E il leader della Lega è riuscito a trasformare anche il “sudore” in un argomento politico.
Durante l’apparizione sul palco di Domodossola, uno sbarbato (per via di una “scommessa” proprio con Berlusconi) Matteo Salvini ha provato a umanizzare la propria campagna elettorale, attaccando – sul sudore – il Partito Democratico e il suo segretario Enrico Letta:
“Mi faccio la barba, c’ho le braghe corte, mangio la salsiccia a sudo. E vabbè. Son mica come quelli del Pd che non sudano mai. Evidentemente perché hanno un sangue particolare che non scorre nelle vene. Pensandoci, io Enrico Letta sudato non l’ho mai visto. Evidentemente ha una cultura maggiore. Insegnava a Parigi e spero che torni presto a insegnare a Parigi perché la Francia non può privarsi di un contenuto intellettuale così importante”.
Il sudore come argomento di dibattito politico per criticare gli avversari. E Matteo Salvini, anche nel corso di vecchie apparizioni pubbliche, aveva già mostrato a tutti la propria perdita di liquidi per via delle alte temperature. Come quando, esattamente un anno fa – in un comizio a Rovigo – mostrò agli italiani come non (in pandemia) non ci si dovrebbe detergere il sudore. Prese la mascherina appena indossata, la piegò e la utilizzò per asciugarsi bocca, naso e fronte.
(da NextQuotidiano)
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Luglio 25th, 2022 Riccardo Fucile
SULLA LEADERSHIP RESTA VAGO: “PRIMA PENSIAMO A VINCERE, POI VEDREMO…”
Il coordinatore nazionale di Fi, Antonio Tajani, ha fatto sapere di non essere candidato a nulla, contrariamente alle indiscrezioni che vorrebbero il Ppe suo sponsor per la guida di un governo di centrodestra.
Lo ha detto in un’intervista a Agorà estate su Rai 3, in cui ha parlato anche del leader del partito. “Berlusconi presidente del Senato? Ma per carità. Berlusconi può fare tutto. Tutti gli riconoscono il ruolo che ha avuto. Starà a lui decidere. Ma non c’è alcun accordo alcun patto. Ma lui fatto che ha fatto il presidente del Consiglio per 10 anni, l’imprenditore, sport… si mette a fare il presidente del Senato? Mi sembra riduttivo. Evidentemente la sinistra lo vede come collante e dà fastidio. Ma mi sembra una bassezza dire che Berlusconi sarà presidente del Senato”, ha detto.
A una domanda sulla futura leadership del centrodestra ha risposto: “Prima vinciamo la partita e poi vedremo chi alzerà la coppa”. E ha aggiunto che “noi non abbiamo preclusioni nei confronti di alcuno, spero che altri non ne abbiano nei nostri”. E “io non sono candidato a nulla. Sto bene dove sto. Ora l’importante è lavorare per gli italiani”, ha detto, invece, rispondendo ad una domanda sulle indiscrezioni che vorrebbero il Ppe suo sponsor per la guida di un eventuale governo di centrodestra.
Sempre Tajani, rispondendo, invece a Radio Anchio, ha smentito l’ipotesi che alle elezioni ci sia una lista unica con Lega e Forza Italia. “È un’ipotesi che non è mai esistita. Correremo orgogliosamente con il nostro simbolo”, ha detto.
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2022 Riccardo Fucile
RIGASSIFICATORI, INCENERITORI E NUOVO REDDITO DI CITTADINANZA
“I contenuti che presentiamo oggi non sono contenuti generici. Si tratta di
rigassificatori, termovalorizzatori, se necessario militarizzando le aree in cui devono esserci. Vuol dire revisione del reddito di cittadinanza, anche salario minimo”.
Così il leader di Azione Carlo Calenda a margine di una conferenza stampa alla Sala Stampa estera a Roma dove è stato presentato il Manifesto del fronte repubblicano.
“Facciamo un Patto repubblicano aperto ai cittadini e alle personalità politiche, chi ci vuole stare ci sta e siamo molto contenti. Non so se Bonelli e Fratoianni nel frattempo vogliano i termovalorizzatori ma so che sono quelli che stanno dicendo che l’agenda Conte era meglio dell’agenda Draghi, ma questi sono fatti che riguardano il Pd non noi”.
Su una base comune di valori e programmi, “riassumibili nell’agenda Draghi, è possibile costruire con il Pd un’alleanza elettorale di un fronte largo per battere le destre”, aveva anticipato ieri Calenda in un’intervista a La Stampa.
Il patto quindi è “per tutti coloro che vogliono esserci”, sull’apertura a Di Maio il leader di Azione è stato molto chiaro: “Non so di chi stia parlando”, ha risposto. Mentre verso il Pd ha aggiunto che “ad Enrico Letta gli vogliamo bene, è una persona seria e siamo disponibili a discutere con tutti sulle cose da fare”.
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2022 Riccardo Fucile
BARONI: “NEL PARTITO NON C’E’ PIU’ SPAZIO PER I MODERATI”… MATTINZOLI: “NON RICONOSCO PIU’ IL PARTITO CHE HO CONOSCIUTO”
Altre due uscite da Forza Italia. A lasciare il partito sono la deputata Annalisa Baroni e l’assessore regionale lombardo alla Casa, Alessandro Mattinzoli.
Mattinzoli lascia Forza Italia e la guida a livello provinciale a Brescia del partito di Berlusconi. “Non riconosco più FI che ho conosciuto – commenta Mattinzoli -. Stimo Gelmini (ministra a sua volta uscita nei giorni scorsi dal partito, ndr) ma il tema non è seguire Gelmini. È che in questo momento condivido pienamente con lei la scelta. Con una pandemia che torna ad essere aggressiva, con la crisi economica, energetica e idrica facciamo cadere un governo autorevole a guida Draghi per sostituirlo con chi? Draghi era la persona più autorevole per guidare l’Italia”.
La forza della coalizione di centrodestra, prosegue Mattinzoli, “non è mai stata il pensiero comune, ma al contrario è la differenza tra i partiti. Forza Italia si sta appiattendo al pensiero della Lega”.
Sul suo ruolo da assessore regionale Mattinzoli spiega: “Stimo Fontana e farò quello che lui riterrà utile per il bene della Lombardia. Sono a sua disposizione”.
E la deputata Baroni, con una nota, spiega che “la posizione politica assunta dal partito in piena crisi di governo è stata sconcertante. Mai mi sarei aspettata che Forza Italia scippasse a Conte e ai 5 Stelle la responsabilità di far cadere l’esecutivo guidato da Draghi, condannando il Paese all’instabilità e mettendo a rischio importanti provvedimenti a favore di famiglie e ceti produttivi. Non mi riconosco più in questa Forza Italia, che ormai da tempo insegue Salvini e il suo populismo. Stupore e delusione arrivano anche dai territori, dagli amministratori locali e dai tanti imprenditori della mia provincia, Mantova, che ho avuto modo di sentire in questi giorni. Ha ragione – ha concluso – Mariastella Gelmini quando dice che in Forza Italia non c’è più spazio per i moderati. Da oggi non faccio più parte di Forza Italia e lascio ogni carica all’interno del partito”.
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2022 Riccardo Fucile
SALGONO MELONI E LETTA, CROLLANO LEGA E M5S… IL 57,5% ESPRIME GIUDIZIO POSITIVO SUL GOVERNO DRAGHI, SOLO IL 34,8% NEGATIVO… MAGGIORANZA ITALIANI CONTRARI A ELEZIONI ANTICIPATE
Fdi al 23,8%, Pd al 22,5%, la Lega crolla al 13,4% e il M5s al 9,8%.
Il 57,5% degli intervistati dà un giudizio favorevole sull’operato del governo Draghi, per il 50,7% ha fatto bene a dimettersi ma il 49,7% giudica negativamente le urne anticipate.
Mattarella e l’ex banchiere centrale ancora le figure più affidabili
Dopo la crisi del governo Draghi e con all’orizzonte le elezioni del 25 settembre, la fiducia nel presidente del Consiglio uscente cala ma rimane alta (54%). Ancora più alta la fiducia nel presidente della Repubblica Sergio Mattarella (64%).
È quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24
Il 57,5% degli intervistati dà un giudizio positivo sull’operato del governo Draghi . E per quanto riguarda le dimissioni, il 50,7% si dice d’accordo con la scelta del banchiere centrale
Per il 41,1% Giuseppe Conte è il principale responsabile della crisi di Governo, seguito da Mario Draghi, Matteo Salvini
Per quasi la metà degli intervistati (49,7%), le elezioni anticipate sono una cosa negativa per l’Italia. Sono un evento positivo invece per il 38,8%
Nelle intenzioni di voto, crescono i partiti maggiori che hanno tenuto una posizione chiara e netta durante la crisi di governo, ovvero Pd (22,5%) e FdI (23,8%). Calano la Lega (13,4%) e il M5s, che scende sotto il 10% (9,8%)
Al calo del M5S contribuisce anche l’arrivo del nuovo gruppo parlamentare di Di Maio, Insieme per il Futuro (2,6%)
Una maggioranza netta ma non schiacciante degli elettori del M5s vorrebbe che il partito corresse da solo alle elezioni (56,6%)
Fra gli elettori del Pd, il 50,4% preferirebbe un’alleanza con i partiti di centro. Una coalizione con il M5s è l’opzione meno gradita (12,4%), meglio andare da soli (25,4%)
Gli indecisi e gli astenuti sarebbero il 39,5%
Nell’ipotesi di assenza di una maggioranza post voto, per gli intervistati dovrebbe diventare presidente del Consiglio il leader del primo partito (23,8%). L’opzione più sgradita (4,5%) è quella scelta nel 2018: una figura sostenuta da partiti non coalizzati, come fu Giuseppe Conte. Le altre ipotesi hanno raccolto percentuali simili (poco sopra il 17%)
(da agenzie)
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Luglio 24th, 2022 Riccardo Fucile
CHI HA MILITATO NELLA DESTRA SOCIALE CONOSCE BENE LA GENESI DELLA DESTRA REAZIONARIA, NEOCAPITALISTA E RAZZISTA
Qualche parola chiara, da chi, come noi, ha militato nel MSI in tempi non sospetti, evitando la conversione in An e la cattiva compagnia di tanti arrivisti che avevano intravisto in Fini il treno adatto per fare carriera e acchiappare una poltrona, salvo poi tradirlo quando oso’ puntare il dito contro Berlusconi, riscattando anni di caporalato al servizio dello zio di Ruby.
Per chi non ha vissuto quei tempi, riepiloghiamo: nel Msi degli anni 70-80 c’erano nostalgici del fascismo, reazionari, ma anche militanti della destra sociale. Il programma del Msi era anticomunista ma anche anti-capitalista, con elementi innovatori come la partecipazione dei lavoratori agli utili delle imprese. Era contro il blocco sovietico ma altrettanto distante dal “mito americano”, indicava chiaramente un’Europa come terzo soggetto politico alternativo ai due blocchi.
Il Msi era uno dei partiti più “democratici” dove nei congressi si dibattevano idee diverse con una passione politica sconosciuta ad altri partiti, dove non si pensava alle poltrone ma piuttosto a “sopravvivere”, non solo politicamente.
Abbreviamo, perchè non è questa la sede di ulteriori analisi: a fronte di una componente “militante” facevano strada i “giovani notabili”, quelli che poi seguirono Fini in Alleanza Nazionale.
Chi ha avuto modo di conoscere, come noi, la classe dirigente “giovanile” di allora dei vari Gasparri, La Russa, non vede differenze tra costoro e chi ha ereditato quel testimone, come Giorgia Meloni.
Le tesi reazionarie di allora sono state riprese dalla destra di Fdi, aggiornandole in base alle nuove emergenze da cui trarre consensi.
Con risvolti umoristici, persino: quelli che criticavano i primi campi Hobbit ora fanno rivoltare nella tomba, citandolo a sproposito, Tolkien (per non parlare di Ezra Pound).
Celebrano giovani di destra vittime del terrorismo comunista di quei tempi quando certi politici di vertice erano i primi a scaricare i giovani missini dicendo “non risultano iscritti al partito” se solo facevano esplodere un petardo.
Per molti scimmiottare qualche atteggiamento “fascista” è diventato solo un modo per strizzare l’occhio a chi non ha mai letto un libro di analisi storica del fenomeno fascista, ma pensa di nascondere il suo ego da bullo dandosi una patina ideologica di presunta destra da avanspettacolo.
Perchè questa è diventata la sedicente destra “asociale” che la Meloni rappresenta: urla per apparire “macho”, si sposta sempre più verso un populismo irresponsabile, se la prende con i più deboli perchè non ha il coraggio di opporsi ai potenti. parla di “destra sociale” ed è più a destra economicamente di Confindustria, individua “colpevoli” per contendere a Salvini il voto degli italiani razzisti, parla di legalità e pugno duro, salvo proporre e votare condoni agli evasori fiscali (quelli che sottraggono 100 miliardi di euro l’anno agli Italiani).
In una cosa è stata furba (altra cosa dall’intelligenza): dire le stesse cose di Salvini per anni, sfruttando le cazzate politiche del Capitone, un altro tarantolato dal potere.
Fino a un parziale travaso di voti dalla Lega a Fdi, con qualche accortezza (aderire ai Conservatori europei).
Ma le impronte restano, non bastano i viaggi da pellegrina negli Usa per ingraziarsi l’Alleanza atlantica (che non è il destino di una vera europeista).
Come restano le amicizie con Orban, con Vox e i rapporti passati con personaggi imbarazzanti dell’estrema destra italiana.
Fascismo e comunismo non esistono più, esistono oggi regimi totalitari e democrazie, esiste legalità e mafia, esiste la necessità di tutelare i “poveri” onesti, non di condonare i disonesti, esiste la necessità per una vera destra della legalità di non candidare personaggi collusi con la ‘ndrangheta (non serve cacciarli dopo che la cosa diventa oggetto di interventi giudiziari).
Esiste la necessità di riconoscere “diritti civili”, non di cavalcare teorie da Inquisizione, di solidarietà umana, non di egoismi.
Il tanto demonizzato Msi non era mai arrivato a sparare rancore e xenofobia, disprezzo per i deboli e genuflessioni verso i poteri forti e miserabili lobbisti.
Nel Msi un corrotto o chi comprava voti non veniva “sospeso” ma cacciato a calci in culo (se riusciva ad arrivare alla porta) , altro che Fidanza e Lobby Nera.
La sinistra sbaglia a demonizzare la Meloni come “fascista”, è solo una fortunata che ha vinto un Gratta e Vinci milionario e come tanti sputtanerà il ricavato nei rivoli del teatrino politico italiano.
Non certo una attrice protagonista, ma una caratterista, una “spalla” del potere economico che recita la parte di chi a parole finge di combatterlo.
Tra qualche anno spunterà un altro interprete e le ruberà la parte e il camerino . E calerà il sipario.
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