Destra di Popolo.net

DE FUSCO, UN PASSATO FOSCO, IL NEO-DIRETTORE DEL TEATRO DI ROMA, NOMINATO CON UN BLITZ-LAMPO DEI SOVRANISTI, HA UN LUNGO CURRICULUM DI SCARSI SUCCESSI E VICENDE “CURIOSE”

Gennaio 24th, 2024 Riccardo Fucile

NEL 2011 FIRMÒ UN CONTRATTO CON CUI SI GARANTIVA UNA QUOTA DEL 35% DEGLI INCASSI DEL BOTTEGHINO AL NAPOLI TEATRO FESTIVAL. NEL 2017 IL “SUO” TEATRO MERCADANTE FU CHIUSO PERCHÉ NON ERA AGIBILE… LE ASSUNZIONI ALLEGRE E L’INGIUNZIONE ALL’AVVOCATO

Il ritorno dorato di Luca De Fusco nella sua città, il rientro dopo quelli che lo stesso direttore del teatro Mercadante e del Napoli Teatro Festival ha definito «dieci anni di esilio», è fatto di cachet al risparmio, sostengono sia il presidente del consiglio di amministrazione del Mercadante, Sergio Sciarelli («Il compenso è di 110 mila euro, come per il precedente direttore, Andrea De Rosa, ma a quest’ultimo pagavamo anche la casa e rimborsi spese illimitati»), che il Cda della Fondazione Campania dei Festival («De Fusco guadagna la metà dell’ex direttore Renato Quaglia», ha detto Graziella Pagano, componente del Cda, appunto).
Ma basta un’occhiata al contratto di De Fusco con il Teatro Festival per scoprire che il guadagno è nel non detto pubblicamente. Il vero rapporto economico tra il direttore e l’istituzione è fatto di voci che vanno oltre il compenso di 65.000 euro annui. Ad iniziare da quella che prevede che sia girata a De Fusco una quota significativa degli incassi del botteghino: il 35 per cento, oltre un terzo, insomma, di quanto gli spettatori pagano per assistere agli spettacoli.
I dati Siae testimoniano che la scorsa edizione del Teatro Festival incassò oltre 300.000 euro: se si confermassero quel successo di pubblico e quegli incassi, De Fusco otterrebbe, oltre al compenso annuo, almeno altri 105.000 euro (dunque 170.000 euro in tutto). La stranezza è nel contratto “a percentuale”, assolutamente inusuale per i direttori di teatri o di festival.
Una vecchia formula che non si adotta più da oltre 20 anni, e che rende difficilmente leggibile e trasparente il rapporto economico tra i contraenti. E non è finita, perché De Fusco firma anche la regia di uno degli spettacoli di punta del cartellone del Festival, “L’opera da tre soldi” di Brecht, con un cast di attori come Massimo Ranieri e Lina Sastri. […]
“L’opera da tre soldi” è infatti una coproduzione tra lo Stabile napoletano e la Fondazione dei Festival; e De Fusco, in quanto regista, otterrà un compenso adeguato all’impresa: “L’opera da tre soldi” costerà al Mercadante ed alla Fondazione una cifra pari a 720 mila euro. È quanto si legge nell’accordo di coproduzione tra il teatro e la Fondazione, che si sono impegnati a dividersi il budget per la presentazione dello spettacolo.
“La Fondazione sosterrà la produzione per un impegno economico complessivo pari a 242.740 euro” ed il resto ce lo metterà il Mercadante (477 mila euro). Una coproduzione importante, dunque. Ed il compenso di De Fusco sarà giustamente adeguato.
Infine i benefit. Che non sono relativi solo al periodo dello svolgimento del Festival (appena qualche settimana), ma valgono per 365 giorni all’anno, compresi quelli legati alla possibilità di usufruire di ristoranti convenzionati. E sono fissati di qui al 2015.
Due istituti culturali che fanno riferimento alla Regione con un unico direttore: Luca De Fusco. Al “Napoli teatro Festival” De Fusco ha “come principale collaboratore” il portavoce dell’assessore regionale alla Cultura Caterina Miraglia. Al teatro Mercadante De Fusco si ritrova tra gli ultimi 15 assunti la fidanzata dello stesso portavoce.
A svelare l’intreccio è il figlio di Miraglia, Stanislao Lanzotti, consigliere comunale, che scrive nelle ultime ore su Facebook: “Raffaele Riccio non è il portavoce di mia madre, lavora al “Napoli Teatro Festival” così come la fidanzata conosciuta lì, che proviene da una gestione precedente a quella Miraglia”
Eppure chi avvista tuttora Riccio a Palazzo Santa Lucia, nonostante il suo impegno al “festival” di cui l’assessore Miraglia è consigliere di amministrazione, riceve sempre la stessa risposta: «Do una mano alla professoressa (Miraglia insegna all’Università di Salerno, ndr)». Portavoce a mezzo servizio, senza contratto in via Santa Lucia. L’aveva dichiarato anche Miraglia a “Repubblica”: «Riccio mi ha dato una mano in Regione senza contratto».
Per poi fare retromarcia il giorno dopo: «È un ragazzo che conosco per il mio lavoro di professore universitario». Un giornalista che l’assessore ha cercato di inquadrare nei ranghi della Regione, ma dopo il primo anno di amministrazione Caldoro ha dovuto desistere «visti i tagli operati dalla giunta».
E «quel ragazzo bravo e intelligentissimo che voleva fare il giornalista» ha poi trovato spazio al festival diretto da de Fusco. Dove Riccio figura nel 2013 come “responsabile organizzativo”, nel 2011 nell’“ufficio di coordinamento”: edizioni per le quali lavora al “cerimoniale” Maria Rita Baio, la fidanzata che ha vinto il concorso al Mercandate sul quale piovono ricorsi e denunce alla Procura e all’autorità nazionale anticorruzione per “procedure opache di selezione”.
Sono 9 su 15 assunti allo “Stabile” quelli che solo nel 20112013 hanno avuto rapporti di collaborazione con il “Napoli Teatro Festival”. “Vien da se – commenta Lanzotti su Facebook che i profili cercati al Mercadante fossero quelli graditi alla direzione e pertanto molti siano stati selezionati da un mondo a lei contigua”. Un bando, quindi, con 1400 partecipanti, vinto da candidati “contigui” al direttore: come scrive Lanzotti.
In teatri e fondazioni partecipati dalla Regione, il valzer delle assunzioni gira sempre intorno all’assessore Miraglia. Senza contratto, nel 2011, spuntò al “Forum delle culture” di cui pure era socio la Regione, la sorella Rosanna Miraglia. Che su Facebook ora dà manforte al nipote Lanzotti: “Da quando mia sorella è diventata assessore ho avuto solo rotture…”.
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

LA MELONI PEGGIO DI ORBAN: UN CAPO DI GOVERNO NON PUÒ INDICARE COME NEMICO PUBBLICO UN QUOTIDIANO

Gennaio 24th, 2024 Riccardo Fucile

LA STRATEGIA CONTRO LA STAMPA SGRADITA È STATA MESSA A PUNTO DAL SOTTOSEGRETARIO COL FEZ FAZZOLARI CHE HA MINACCIATO PURE “MOSSE INDIRETTE” CONTRO DAGOSPIA…ANCHE “REPORT” E GRUBER NEL MIRINO DEI MELONIANI

I giornalisti sgraditi come bersaglio. Modello Trump, che peraltro pare tornato in auge dall’altro lato dell’Oceano. Messaggi veicolati solo tramite social e televisioni (controllate, come la Rai, o certo non ostili, come il grosso dei talk di Rete4). A tutta disintermediazione, cioè parlando direttamente col suo “popolo”, senza passare per il vaglio della stampa. Tranne nelle occasioni obbligate, come la conferenza di fine anno. A Palazzo Chigi prende corpo la strategia della premier in vista delle Europee. Repubblica, attaccata frontalmente l’altro ieri in tv, è solo l’ultimo obiettivo. Il bersaglio grosso.
La strategia è stata messa a punto dal consigliere più ascoltato da Meloni. Giovanbattista Fazzolari, senatore, sottosegretario per l’Attuazione del programma e, sul finire dell’estate scorsa, promosso a coordinatore della comunicazione del governo e di FdI.
Sarebbe un errore considerare le sortite di Meloni contro la stampa come voci dal sen fuggite. È la premier che spesso cerca il corpo a corpo coi giornalisti. Replica, prende di petto i cronisti, anche citandoli per nome davanti a taccuini e telecamere (capitò di nuovo a Repubblica, sul finire di ottobre). Complicato fare un elenco esaustivo in poche righe. Ma si può ricordare che toccò a Lilli Gruber quando, commentando il femminicidio Cecchettin, aveva affermato che la destra non contrastava la cultura patriarcale. Meloni rispose con un affondo su Facebook (disintermediazione, appunto). Altro bersaglio, Report, oggetto di un’interrogazione da parte di FdI dopo le inchieste sui La Russa e sul padre della premier.
Dopo l’attacco della leader su Rete4, a via della Scrofa però non c’è molta voglia di commentare l’editoriale di risposta pubblicato ieri dal direttore di Repubblica, Maurizio Molinari. Non parla Giovanni Donzelli. Non parla Fazzolari, che a sera delega la pratica al vice-capogruppo alla Camera, Raffaele Speranzon. Il quale batte sullo stesso chiodo della premier. Il titolo di Repubblica che ha fatto inviperire Meloni, “L’Italia in vendita”, sarebbe «grottesco», perché, ripete Speranzon esattamente come Meloni, proviene dal quotidiano di proprietà del gruppo «che ha di fatto consegnato la Fiat al controllo francese».
«E non avete mai menzionato gli Elkann, la Fiat o la Francia!». La notizia delle privatizzazioni allo studio del governo però non è mai stata smentita dalla premier (dunque era vera). E Meloni, per replicare, ha preferito prendersela col giornale che l’ha pubblicata. «Ma anche voi siete schierati – riecco Speranzon – dunque ci sta che Meloni risponda, anche in modo piccato. Dovete accettarlo». Ma un capo di governo può indicare come nemico pubblico un quotidiano, e i suoi redattori e lettori? Non è da leader autocratici? «Autocratici? Ma Meloni è stata eletta dai cittadini democraticamente».
Tutta la maggioranza sembra accodarsi. Anche se gli alleati di FdI non si espongono. Per la Lega, il responsabile dell’Editoria, il sottosegretario Alessandro Morelli, comunica di non voler dichiarare sul caso. Anche FI formalmente, col responsabile della comunicazione, il deputato Paolo Emilio Russo, si trincera dietro a un «no comment».
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

PENSIONI, GLI “ESODATI” DEL GOVERNO MELONI: “L’ASSEGNO TAGLIATO DI 300 EURO”

Gennaio 24th, 2024 Riccardo Fucile

LA REVISIONE DELLE ALIQUOTE PER I DIPENDENTI PUBBLICI CON MENO DI 15 ANNI DI ANZIANITA’

Anche il governo Meloni ha i suoi “esodati”. L’esecutivo che promette di cancellare la legge Fornero ha imposto la revisione delle aliquote per tutti i dipendenti pubblici con meno di 15 anni di anzianità di servizio. Compresi sanitari e insegnanti. E a causa del ricalcolo che scatta nel 2024 i tagli possono arrivare anche al 20% della pensione.
A salvarsi solo gli addetti alla sanità, ma a patto di lavorare tre anni in più. Attualmente sono pre-pensionati. Ovvero sostenuti da assegni-ponte frutto di accordi con le aziende. Ma il rendimento dei loro contributi è stato ridotto dalla Legge di Bilancio 2024. E che ha messo nella condizione attuale i lavoratori pubblici che, per motivi diversi, sono diventati lavoratori privati. Dopo il prepensionamento avranno la pensione tagliata
Isopensioni e contratti di espansione
Spiega Repubblica che per evitare il taglio dovranno restare al lavoro per 67 anni. In totale sono 732 mila. E assicurano 21,4 miliardi di risparmi al sistema previdenziale fino al 2043. Tra questi ci sono i dipendenti pubblici delle municipalizzate privatizzate. E quelli di ex banche pubbliche come Banca Monte di Parma e Banca Nazionale delle comunicazioni, poi acquistate da Intesa San Paolo. Molti sono rimasti nella Cpdel, Cassa per le pensioni dei dipendenti degli enti locali. Che è stata prima assorbita da Inpdap e poi da Inps. Gli strumenti per l’uscita sono l’isopensione o il contratto di espansione. In tutti i casi si anticipano alcuni anni, fino a sette, rispetto ai requisiti ordinari della legge Fornero: 67 anni per la vecchiaia o 42 anni e 10 mesi per l’anticipata (un anno in meno per le donne). E a pagare è l’azienda. Ma tra qualche anno, quando l’assegno sarà concluso, vedranno un taglio delle pensioni pari al 20%.
«Il mio assegno tagliato di 300 euro»
Mentre chi è già uscito con lo scivolo non può più evitare il taglio. E dovrà allungare la sua vita lavorativa a 67 anni. La Cgil sta preparando una ricognizione del numero dei nuovi esodati. Tra le storie c’è quella di Stefano Fornaro, ex dipendente di Banca Monte di Parma. «O vado in pensione tra quattro anni con l’assegno tagliato di 200-300 euro al mese. Oppure lavoro altri dieci anni ed esco dopo 49 anni di contributi, in pratica Quota 49», spiega a Valentina Conte. Lui ha cominciato nel 1987: «Negli anni ‘90 è diventata Spa. Ma ai dipendenti è stato chiesto di scegliere se continuare versare i contributi nella cassa pubblica degli enti locali, la Cpdel, oppure confluire in Inps. Io e molti altri siamo rimasti in Cpdel». Intesa San Paolo, dopo l’acquisto, ha firmato accordi di esodo.
Il taglio
«Chi è già uscito con lo scivolo del 2020 sta percependo un assegno di prepensionamento, pari alla futura pensione calcolata con le vecchie modalità. Ma questo patto salterà al momento di ricevere la pensione, perché sarà tagliata dalla norma voluta dal governo Meloni. Chi invece sta uscendo ora in base all’accordo del 2021 ha chiesto ad Intesa qualche mese in più per capire l’entità del taglio. E se sono possibili salvaguardie», spiega. Infine, si fa i conti in tasca su quanto perderà: «Almeno 200-300 euro al mese, se esco con l’anticipata a 42 anni e 10 mesi di contributi versati, cioè tra quattro anni, quando avrò 61 anni. Altrimenti devo lavorare fino a 67 anni e uscirò con Quota 49».
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

TAJANI PENSA DI CORRERE ALLE EUROPEE, NEL CASO DI CANDIDATURA DELLA MELONI, E SOGNA IL SORPASSO ALLA LEGA, LA LINEA MAGINOT PER FORZA ITALIA È IL 7 PER CENTO

Gennaio 24th, 2024 Riccardo Fucile

L’ATTIVISMO DI GIANNI LETTA CHE SALIRA’ SUL PALCO VENERDI’ NEL BERLUSCONI DAY PER IL TRENTENNALE DELLA DISCESA IN CAMPO DEL CAV

L’ultima, ultimissima, quasi definitiva è questa: se Giorgia Meloni si candiderà come capolista di Fratelli d’Italia alle europee, altrettanto farà Antonio Tajani per Forza Italia. Il vicepremier e ministro degli Esteri, margherita alla mano e polpastrelli consumati a forza di sfogliarne i petali, sembra che ci stia ripensando. Seppur controvoglia, ben consapevole dei rischi di questa impresa, della concomitanza con la presidenza italiana del G7, della guerra in Ucraina e della situazione in medio oriente, alla fine, come l’uomo del monte, potrebbe dire sì.
Dichiarazione ufficiale da tenere a mente: “Non ho alcun problema, sono stato eletto cinque volte al Parlamento europeo e se sarà utile a Forza Italia mi candiderò, sapendo bene che gli elettori conoscono quali sono le carte in tavola: un leader si candida per rafforzare l’entità del movimento, un modo per dare forte identità a Forza Italia che sta crescendo nei sondaggi”. Ecco questo è un altro discorso ancora.
Per quanto le intenzioni di voto vadano prese con le pinze, dalle parti di Forza Italia regna un discreto ottimismo. Si è passati dalla paura di non superare il tetto del 4 per cento – modalità Zattera della medusa – al sogno proibito di sorpassare la Lega. Secondo l’ultimo sondaggio di Tecnè diffuso l’altra sera da “Quarta Repubblica”, durante l’intervista di Nicola Porro alla premier Giorgia Meloni, il partito fondato da Silvio Berlusconi sarebbe al 9,4 per cento e quello di Matteo Salvini all’8,5. Roba da stropicciarsi gli occhi. Un mezzo miracolo italiano che, di converso, creerebbe qualche problemino al capo del Carroccio.
Gli screenshot di questo sondaggio ieri rimbalzavano di chat in chat, dentro Forza Italia, accompagnati da occhi sgranati, seguiti da sospiri e “magari” per concludersi con realistici “dai, sarebbe troppo”. La linea Maginot di Tajani è il 7 per cento, non lontano anni luce dall’ultimo 8,8 consegnato agli archivi. E cioè il risultato delle europee del 2019, con Silvio Berlusconi candidato, eletto e dunque riabilitato alla grande dopo la decadenza del 2013. Tajani è costretto dall’ottimismo della volontà a puntare in alto. Al punto di evocare lo “spirito del ‘94”. Con questa spinta emotiva, tra mito e leggenda, venerdì si celebreranno i 30 anni dal discorso della discesa in campo del Cav
La scintilla da cui nacque un’epopea o più semplicemente un pezzo di storia italiana. Venerdì solo Gianni Letta, alla voce “io c’ero”, parteciperà all’iniziativa. Sarà la prima assoluta dell’eterno sottosegretario sul palco.
L’eminenza azzurra porterà i saluti della famiglia Berlusconi, che invece ha deciso di non essere presente: dal fratello Paolo ai figli, tutti marcheranno visita. Così come non ci sarà Marta Fascina, compagna dell’ex premier che forse sabato potrebbe votare al congresso di FI di Monza. Forse. Con il trentennale dell’“Italia è il paese che amo” Tajani ha in mente di aprire – nella memoria imperitura del fondatore – una nuova fase.
“Vediamo vitalità e partecipazione: siamo tonici, sereni e positivi”, dice Maurizio Gasparri, big di FI. “Siccome penso che Giorgia Meloni si candiderà, di conseguenza politicamente Antonio prenderà una decisione simile: ragiono in termini politici. E comunque rispetto a sei mesi fa, quando ci davano tutti per morti, abbiamo reagito: basta frequentare i nostri congressi provinciali e cittadini in giro per l’Italia”.
La fase congressuale terminerà il 23 e il 24 febbraio con l’incoronazione già scritta del segretario Tajani. Per i vicesegretari invece – la candidatura è “spontanea” e sarà sottoposta al voto dall’assemblea – iniziano a esserci tramestii non indifferenti. I vice Tajani dovrebbero essere quattro e non mancano le prime mosse interne. Sono ruoli che interessano per esempio ai governatori della Calabria e della Sicilia, Roberto Occhiuto e Renato Schifani. In lizza c’è anche Debora Bergamini e al nord il giovane Stefano Benigni, già tendenza Marta Fascina, ora in area Tajani. L’opposizione interna, quella di Licia Ronzulli, non disdegnerebbe una postazione per Alessandro Cattaneo
( da il Foglio )

argomento: Politica | Commenta »

SALVINI VS MELONI: BATTAGLIA TOTALE: L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA, BANDIERINA DELLA LEGA, E’ STATA APPROVATA IN SENATO, MA LA PARTITA E’ LUNGA. SALVINI NON SI FIDA DELLA MELONI E VUOLE LA LEGGE APPROVATA ANCHE ALLA CAMERA PRIMA DELLE EUROPEE

Gennaio 24th, 2024 Riccardo Fucile

FDI PRENDE TEMPO PER PORTARE A CASA IL PIATTO RICCO DEL PREMIERATO (E QUALCHE REGIONE DEL NORD). NELLA MAGGIORANZA QUALCUNO MORMORA: “FDI NON CI CREDE ALL’AUTONOMIA E POI I SOLDI PER QUELLA ROBA NON CI SARANNO MAI. E ATTENTI: SUL PREMIERATO SIAMO IN ALTO MARE…”

Cominciano Pd e Cinque Stelle, finisce con tutti che cantano «Fratelli d’Italia» gli uni contro gli altri armati, così, tanto per dare un dolore a Goffredo Mameli. Qualcuno della Lega si distrae e si unisce al coro anche nella seconda strofa, quella del «Dov’è la vittoria/le porga la chioma/che schiava di Roma/Iddio la creò».
Subito ci mettono una pezza e sventolano la bandiera della Serenissima, in risposta ai banchi del Pd che avevano esposto cartelli tricolore ottenendo un «meglio della bandiera rossa» in risposta.
Poi è lo sbraco definitivo. Cori da stadio del centrodestra: «Non vincete mai! Non vincete mai!». Risposte dall’ala sinistra: «Scemo! Scemooo!». «Seduta sospesa! Seduta sospesa! Chiudete il collegamento tv!», urla il presidente di turno, Gian Marco Centinaio, preoccupato anche per i ragazzi delle scuole accorsi alla lezione di democrazia.
23 gennaio, si fa sera, legge sull’Autonomia differenziata, aula del Senato. Tempo di mietitori. C’è da mettere fieno in cascina, per le elezioni regionali e per le europee. Un punto per la Lega, passata nella sua storia dalla secessione alla riforma. Ma anche per Fratelli d’Italia, che concede le briciolone, mica le briciole, per portare a casa il piatto ricco del premierato.
E che comunque pensa che il Carroccio qualche regione del Nord dovrà pur mollarla. Pacchetto completo, c’è pure la riforma della Giustizia, cara a Forza Italia. Fieno elettorale anche per le opposizioni, che sull’Autonomia minacciano il referendum e si apprestano a tentare di affossare nelle urne pure la nuova forma di Stato.
Fin qui, visioni opposte e gioco delle parti, che ci sta. Ma, mentre Roberto Calderoli fa il maestro di cerimonia, tra Lega, FdI e Forza Italia si combatte, sotterranea, la vera battaglia. Perché Giorgia Meloni non si fida, Matteo Salvini non si fida e Antonio Tajani, pure lui, non si fida. Salvini vuole la legge approvata anche alla Camera prima delle europee, FdI dice nì, che non è un no, ma somiglia al «mo vediamo» caro a Eduardo De Filippo.
«Grazie al governo e grazie al patto di maggioranza! — urla il capogruppo leghista Massimiliano Romeo — Ne andiamo fieri: più poteri al premier e più autonomia sul territorio!». «Mercanti! Baratto! Vi fermeremo col referendum, difenderemo noi il Sud», gridano i Cinque Stelle. «Ma quale baratto — replicano da FdI — C’è un percorso votato dagli italiani: autonomia, premierato, giustizia».
Maggioranza blindata in Aula, un po’ meno a luci spente. «Paradosso incredibile, nel 2001 la sinistra pre Pd spingeva per l’autonomia e An era furiosamente contro. Neanche oggi FdI ci crede, e poi i soldi per quella roba non ci saranno mai, è una bandierina che servirà solo a dare voti al Sud alle opposizioni. E attenti: questa legge è ordinaria e in poco tempo è bell’e fatta. Sul premierato invece siamo in alto mare».
Quanto è alto questo mare? Pure in zona centrodestra sulla riforma dello Stato ci sono tanti dubbi: «Non si può eleggere direttamente il premier grazie a un premio di maggioranza. Ci sta pure ridurre i poteri politici del capo dello Stato, ma ci vuole il 50 per cento, e se non si raggiunge serve il ballottaggio». E pure il simul stabunt simul cadent, cioè dritti al voto se il governo va in crisi, trova dubbi. Ciò non toglie che si vada avanti comunque. Partita lunga.
(da Il Corriere della Sera)

argomento: Politica | Commenta »

“IL FOGLIO”: “CHI PARLA CON I DEPUTATI DI FDI SI SENTE OGNI VOLTA DIRE: ‘CHE C’È UNA GRANDE COSPIRAZIONE ROMANA CONTRO DI NOI, A CAPO C’E’ GIANNI LETTA”

Gennaio 24th, 2024 Riccardo Fucile

MELONI NUTRE RANCORE DA QUANDO, A ROMA, LETTA LE PREFERÌ CANDIDATO SINDACO GUIDO BERTOLASO, CHE DI MELONI DISSE: ‘E’ MEGLIO CHE FACCIA LA MAMMA…. MELONI DICE CHE SARÀ, QUELLA CONTRO LETTA, LA SUA ‘BATTAGLIA FINALE’

Meloni dice “do io le carte”, ma Gianni Letta le disegna. E’ il partigiano Gianni. L’unico rivale che la premier non riesce ancora a battere è lo zio, di Enrico, 88 anni, l’uomo che ha fatto la fortuna di Berlusconi e che come Berlusconi, l’ultimo, quello del foglio al Senato, ritiene la premier “arrogante”. Con la tattica, ha piegato Meloni sulle nomine Enel, suggerito Giuliano Amato, che si è dimesso, alla presidenza della Commissione algoritmi. Ha un piede nel cda Rai, sodali in FdI. Con Draghi beve il Campari. Con Goffredo Bettini si telefona ogni giorno. Stravede per Renzi.
Ha preso per il naso Sangiuliano e Mollicone che credono De Fusco, il nuovo direttore del Teatro di Roma, amico loro. Quando Meloni ha saputo di De Fusco, che pure ha pubblicamente difeso, raccontano che abbia reagito in questa maniera: “Complimenti, avete scelto l’uomo di Gianni Letta, ora mandate Amato alla Scala”. Se c’è qualcuno che Meloni teme è lo zio Letta
I locandieri di Meloni, Sangiuliano e Mollicone, neppure sapevano che l’aiuto regista di De Fusco, il direttore che hanno nominato a Roma, è stata Marina, figlia di Letta. Gianni Letta, ha raccontato un lettiano, “risponderebbe con lo stesso garbo pure al mostro di Düsseldorf chiedendo: ‘ cavro , cosa posso favre per lei’. Dio può abbandonare suo figlio in croce, ma Letta ha sempre un fazzoletto in tasca”.
Esistono tre gradi nel lettismo: segnalazione semplice, segnalazione rafforzata, incontro risolutore. Al momento lo zio è presidente dell’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico.
Se si scorre poi la voce “cariche attuali” questo è l’elenco: presidente Isle, presidente Associazione Civita, vicepresidente dell’Accademia Santa Cecilia, vicepresidente società Dante Alighieri, presidente della Fondazione per la pontificia università Lateranense, consigliere Fondazione Gemelli, cons. dell’Istituto Toniolo, cons. università Campus biomedico, cons. fondazione Gianni Agnelli, cons. fondazione Cassa di risparmio di Roma, cons. Spencer & Stuart, cons. Italiadecide, presidente Italiacamp, cons. accademia delle Belle arti, presidente premi olimpici del teatro, presidente ass. amici dell’Eliseo, membro cda Fondazione Sordi, presidente Fondazione Zeffirelli, pres. Fondazione Flavio Vespasiano.
L’elenco potrebbe essere parziale. Basta moltiplicare le cariche, aggiungere i quindici minuti che Letta concede, e si capisce chi è l’uomo più informato d’Italia. Ogni volta che Meloni si scaglia contro le lobby, che avrebbero tentato di ostacolarla (quelle simpatiche, d’area, avevano accesso nel retropalco di Atreju) lo fa per esorcizzare il ballo delle nomine, la danza preferita da Letta, uno che ha sempre ritenuto Renzi l’erede, politico, di Berlusconi. Lo fa per avvisare in particolare alcuni suoi ministri. Lo fa per buttare zolfo su Luigi Bisignani che secondo FdI resta “una cosa sola con Letta, una ditta”.
Pochi mesi fa, e c’erano le locandine prestampate, la premier ha ordinato a Piantedosi e Crosetto di non partecipare alla presentazione del suo nuovo libro. Hanno ovviamente obbedito. Chi parla con i deputati di FdI si sente ogni volta dire: “Che c’è una grande cospirazione romana il cui vertice è Dagospia”. Temono Dagospia più del Financial Times, una bestia che sognano affamare, cosi come il partigiano Gianni, da cui è “meglio stare lontani”.
Ai suoi parlamentari, Meloni ricorda di “evitare Gianni Letta e Denis Verdini”. Meloni nutre rancore da quando, a Roma, il partigiano Letta gli preferì candidato sindaco Guido Bertolaso, che di Meloni disse: “E’ meglio che faccia la mamma”. L’unica vera volta che è saltata sulla sedia è stata non appena ha letto la frase di Letta che bocciava il premierato. Dice che sarà, quella contro Letta, la sua “battaglia finale”; come se fosse possibile demolire Roma
(da Il Foglio)

argomento: Politica | Commenta »

LO SHOPPING “SACRIFICATO” DI ARIANNA MELONI

Gennaio 24th, 2024 Riccardo Fucile

MA CHI LA CONOSCE?

Arianna Meloni, sorella del Signor Presidente del Consiglio, ha una vita sfiancante. O almeno questo è ciò che trapela dalle sue ultime dichiarazioni in cui, mesta, racconta di “fare tanti sacrifici” pur di svolgere il proprio ruolo politico. Nella vita, infatti, fa la Responsabile della Segreteria Politica e del Tesseramento di Fratelli d’Italia, dal 23 agosto scorso. E già non ne può più. Nell’incantevole cornice del Congresso del partito (della sorella), infatti, si è lasciata andare a una toccante confessione: “È un periodo molto difficile, siamo molto attaccati, ce lo dobbiamo dire, pensano di farci saltare il sistema nervoso”. Che succede ad Arianna? Cosa la turba così profondamente? Ha rimediato pure lei un compagno che propone threesome a qualunque collega donna gli capiti a tiro? No, il problema – che la nostra qui definisce “sacrificio” – è che le tocca rinunciare allo shopping. Non se la sente, troppo in vista. Arianna Meloni, come dire, ma chi ti sa?
Arianna Meloni rinuncia allo shopping: un “sacrificio” necessario?
Ha dovuto dire no allo shopping. Arianna Meloni ne parla apertamente al Congresso di Fratelli d’Italia, con grande amarezza. Ecco le sue commoventi parole: “Le rinunce sono tante. Vi assicuro che non è facile se non puoi più andare a fare una passeggiata con tua sorella al centro di Roma, magari a fare shopping”. Supponiamo si immagini presa d’assalto dalla gente, dai flash dei paparazzi, dagli aspiranti Fabrizio Corona di turno, chissà.
Ma, in fondo, cosa sappiamo di lei? Che è sposata con il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, per esempio. Che in più di un’occasione si è definita “la più ribelle della famiglia” per aver abbandonato gli studi (poi ripresi) a metà strada, cercando di entrare nel mondo del lavoro. Mondo del lavoro che le avrebbe spalancato poi, ad agosto 2023, il Signor Presidente del Consiglio in persona. Nonché sua sorella. Sorella con cui, oggi, non può nemmeno andare a fare shopping. Chi lavora in miniera, per esempio, può. Arianna Meloni, no. Ma, azzardiamo, chi la conosce Arianna Meloni? Cioè: che faccia tiene?
Arianna Meloni, “la più longeva precaria del Lazio”
Alla disperata ricerca di motivi per cui noi tutti dovremmo averla ben presente in viso, troviamo una delle sue più celebri affermazioni: “Sono la più longeva dei precari del Lazio”. È sempre confortante venire a sapere di storie di successo, in questo caso, di bruciante sconfitta al precariato. Certo, da grandi poteri derivano altrettanto grandi responsabilità, diceva l’Uomo Ragno, e quindi ad Arianna Meloni tocca fare sacrifici. Come rinunciare allo shopping ora che ha trovato, finalmente, un impiego. Vorremmo, però, tranquillizzarla: se è vero che sul web girano sue foto, appare difficilissima l’eventualità che fiumane di curiosi possano fermarla per strada, chiedendole selfie o spiegazioni di sorta. Un giro in via del Corso lo può ancora fare, nonostante gli onerosi impegni in politica, nel più sereno anonimato o quasi. Quello che le persone ricordano, infatti, sono le bizzarre affermazioni che, di quando in quando, dichiara a microfoni aperti. Non certo la sua faccia. Sperando che tale osservazione possa farle ritrovare la giusta serenità per andare a far compere, noialtri, figli unici, torniamo al lavoro.
(da true-news.it)

argomento: Politica | Commenta »

LA BUFALA DELLA MELONI SUL “CREDITO AUMENTATO” DOPO LA TASSA SUGFLI EXTRAPROFITTI (CHE NESSUNA BANCA HA PAGATO)

Gennaio 24th, 2024 Riccardo Fucile

UNA MENZOGNA DIETRO L’ALTRA

Non solo le bordate contro gli Agnelli e Repubblica e la difesa del maxi piano di privatizzazioni da 20 miliardi. La premier Giorgia Meloni, intervistata a Quarta Repubblica, è anche tornata sulla fallimentare tassa sugli extraprofitti bancari.
L’ha descritta come una grande prova di forza del governo, sostenendo che “nessuno aveva avuto il coraggio di mettere mano su questo settore” e rivendicando: “Per me è di destra anche questo: non guardare in faccia a nessuno, quando una cosa è giusta si fa e basta”.
Come se ignorasse che grazie alla scappatoia offerta via emendamento dalla maggioranza quell’imposta non l’ha versata nemmeno un istituto. Ma stavolta la leader di Fratelli d’Italia ha anche costruito una verità alternativa sulle presunte conseguenze della misura.
“Da quando abbiamo varato questa tassa ad oggi i tassi che vengono riconosciuti sui depositi sono aumentati del 50% per le imprese e del 25% per le famiglie e il credito è aumentato“, ha assicurato durante l’intervista con Nicola Porro.
La frase mette insieme un fatto platealmente falso e uno solo parzialmente vero ma del tutto scollegato dall’intervento del governo. Che il credito sia aumentato è falso: l’ultimo rapporto mensile dell’Associazione bancaria italiana mostra che i prestiti a famiglie e imprese sono in costante calo anno su anno dal dicembre 2022, quando gli impieghi di questa natura ammontavano a 1.326 miliardi. A novembre, quando il decreto Asset che ha introdotto la tassa è stato convertito in legge, erano scesi a 1.297. A dicembre sono calati a 1.296 miliardi, -2,2% rispetto a un anno prima.
I tassi sui depositi sono invece in effetti ai massimi degli ultimi anni: a dicembre il tasso medio sul totale dei depositi era per le nuove operazioni allo 0,96%, quello sui depositi a durata prestabilita (come quelli vincolati) al 3,91%. Ma sono in aumento da oltre un anno, ben prima dell’intervento sull’extra margine di interesse poi diventato un incentivo a rafforzare le riserve. Quel che è successo è semplicemente che i rialzi dei tassi da parte delle banche centrali si sono – pur con molto ritardo – tradotti in una crescente concorrenza tra le banche per raccogliere la liquidità di famiglie e imprese.
Anche le percentuali di incremento citate da Meloni sembrano non corrette o perlomeno molto arrotondate al rialzo. Guardiamo le statistiche di Bankitalia con il dettaglio sui tassi pagati a famiglie e imprese, aggiornate al momento fino a novembre: a luglio, prima del varo della versione originaria del decreto, sul totale dei depositi in essere delle famiglie con durata prestabilita veniva pagato lo 0,72%. Quattro mesi dopo il tasso era salito allo 0,85%: +18%. Per le società non finanziarie i valori sono rispettivamente di 0,88 e 1,27%, con una variazione del 44%.
(da Il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

L’ITALIA A PEZZI TRA NANI E BALLERINE

Gennaio 24th, 2024 Riccardo Fucile

I NUOVI ATTILA SONO IN AZIONE MENTRE IN TV SI RIDE

Alzi la mano chi ha capito cos’è l’autonomia regionale differenziata, ossia la legge che il Parlamento sta approvando nell’assenza di uno straccio di dibattito pubblico.
Con la Rai non pervenuta e Mediaset che si occupa solo di Ferragni, autovelox e città a trenta all’ora, pochi hanno capito la portata di questa velenosissima riforma.
In fondo si sta solo spaccando il Paese in venti staterelli. E inaridendo il fondo di perequazione – con cui le aree più ricche contribuiscono ai servizi di quelle più povere – si sancisce la divisione degli italiani in cittadini di serie A e di serie B.
È il prezzo che Fratelli d’Italia paga alla Lega in cambio del premierato, cioè il sogno della Meloni di incollarsi a Palazzo Chigi. Ma non solo. Mettere fine a quel principio di solidarietà che tiene insieme lo Stato piace anche ad ampi strati sociali del Nord miopi, insofferenti tanto al Sud quanto all’Europa, senza capire che è da questi mercati che proviene la loro ricchezza. Perciò è più facile avere consenso parlando alla pancia e non alla testa del Paese. Ma poi il conto chi lo paga?
Già oggi la sanità, i trasporti, l’istruzione, le opportunità di lavoro sono pesantemente sbilanciate tra le regioni. Aumentare le disuguaglianze fomenterà il rancore, e sottrarrà un altro mattone al muro della nazione cementato col sangue di milioni di italiani. Un errore gravissimo, per la smania di potere di Salvini e Meloni. I nuovi Attila in azione mentre in tv si ride, con poche eccezioni, tra nani e ballerine.
(da La Notizia)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.054)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (505)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Gennaio 2024
    L M M G V S D
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    293031  
    « Dic   Feb »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • SILVIA SALIS OSPITE DI FAZIO DA’ UNA LEZIONE DI STILE A CHI PENSA SOLO ALLA POLTRONA: “LE PRIMARIE DIVIDERANNO IL CAMPO PROGRESSISTA. NON VOTERO’ ALLE PRIMARIE PERCHE’ NON SAREBBE CORRETTO, ENTRAMBI APPOGGIANO LA MIA GIUNTA A GENOVA, IN POLITICA CONTA LA COERENZA” (E A CONTE E TRAVAGLIO SARANNO FISCHIATE LE ORECCHIE)
    • “NON SONO PIÙ DISPOSTO A PERMETTERE A UN PEDOFILO, STUPRATORE E TRADITORE DI MACCHIARMI LE MANI CON I SUOI CRIMINI”: POCO PRIMA DI AVER CERCATO DI UCCIDERE TRUMP ALLA CENA DEI CORRISPONDENTI DELLA CASA BIANCA, L’ATTENTATORE COLE TOMAS ALLEN HA INVIATO IL SUO “MANIFESTO” ALLA FAMIGLIA
    • ISRAELE, I DUE EX PREMIER LAPID E BENNET UNISCONO LE FORZE PER CACCIARE NETANYAHU
    • BIENNALE, ECCO IL CARTEGGIO TRA BUTTAFUOCO E LA COMMISSARIA RUSSA
    • AUMENTANO I SINGLE IN ITALIA: NEL 2025 ERANO OLTRE 6,3 MILIONI E SI PREVEDE CHE NEL 2050 IL 41% DELLE FAMIGLIE SARÀ FORMATO DA UNA SOLA PERSONA: SOLO DUE SU DIECI IN ITALIA SARANNO COMPOSTA DA UNA COPPIA CON FIGLI
    • CHE FINE HA FATTO MARCO RUBIO? IL SEGRETARIO DI STATO USA È QUASI SPARITO DALLA TRATTATIVA DI PACE CON L’IRAN, CHE IN TEORIA DOVREBBE ESSERE IL SUO MESTIERE
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA