Destra di Popolo.net

IL VERTICE ITALIA-AFRICA È L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA

Gennaio 29th, 2024 Riccardo Fucile

IL PIANO MATTEI È ANCORA UN FOGLIO BIANCO, E NON A CASO, DUE BIG COME EGITTO E ALGERIA SONO RIMASTI FREDDINI E HANNO SPEDITO DELEGAZIONI DI SERIE B

Di fronte alle delegazioni riunite oggi a Palazzo Madama per la Conferenza Italia-Africa, Giorgia Meloni non riuscirà ad andare molto oltre gli slogan. Annuncerà, certo, alcuni progetti con “Paesi-pilota” sul fronte infrastrutturale e della formazione. Per riuscire davvero a riempire di fatti l’ambizione del Piano Mattei, però, la premier avrebbe bisogno di alleati e sponde solide. Servirebbe il sostegno politico dell’Ue e di Washington. Quello che, a causa delle scadenze elettorali imminenti e di interessi geopolitici divergenti, al momento non si intravede.
Una difficoltà a cui si aggiungere la freddezza di alcuni partner africani strategici, in particolare Egitto e Algeria, come dimostra il livello delle delegazioni spedite a Roma. È il tempo dei buoni propositi, a Palazzo Chigi. E della preparazione della campagna elettorale per le Europee.
Meloni ha deciso di mettere al centro del 2024 il dossier africano. La prima ragione è cercare di invertire il trend assai negativo sugli sbarchi: per sua ammissione, il fallimento peggiore dell’esperienza a Palazzo Chigi. Non potendo più affidarsi alle promesse di blocchi navali, insegue soluzioni per contenere i flussi. La seconda ragione è più prosaica: si è appena aperta la Presidenza italiana del G7 e Meloni immagina il summit anche come una passerella che le garantisca consenso.
A Palazzo Madama, Meloni lancerà la volata per il Piano Mattei, un progetto che sulla carta dovrebbe impegnare l’Italia per quattro miliardi in 5-7 anni. Che prevede il coinvolgimento delle partecipate di Stato — da Eni a Enel — negli investimenti sul suolo africano. Che si propone di arruolare anche Cdp, banche private e università nella cooperazione. E che spera di creare le condizioni per aprire hotspot per migranti lungo le coste del Maghreb, sotto l’egida dell’Europa.
Progetto ambizioso e lontano dal realizzarsi, si diceva. Egitto e Algeria hanno concesso delegazioni di medio o basso livello (la ministra per la Cooperazione il Cairo, il ministro degli Esteri l’Algeria). Certo, sono presenti 21 tra presidenti e primi ministri africani. Dopo alcuni dubbi, dovrebbe esserci il primo ministro del governo di Unità nazionale della Libia, Abdel Hamid Dbeiba e, soprattutto, il tunisino Saied, che non usciva da tempo dal Paese.
Quest’ultimo rischia di essere uno dei protagonisti della giornata: è in affanno, gli mancano 3 miliardi per chiudere il bilancio, finora ha ricevuto solo 150 milioni dall’Europa. Insegue i 900 milioni del Fmi, che restano congelati per l’assenza di riforme. Senza sostegno, Tunisi potrebbe procurare altri problemi migratori all’Italia e all’Europa, anche se Meloni dice alTg1 che l’accordo con Saied va replicato con altri Paesi.
Alla Conferenza ci sarà Ursula von der Leyen. Da tempo gioca di sponda con Meloni, cercando la riconferma alla guida della Commissione. Ma è evidente che Meloni capirà se è possibile arruolare davvero Bruxelles nella sfida del Piano Mattei dopo le europee, in base ai nuovi equilibri dell’Unione.
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

L’UNIONE EUROPEA VUOLE “METTERE IN GINOCCHIO L’ECONOMIA UNGHERESE” SE ORBAN CONTINUERÀ A METTERE IL VETO AGLI AIUTI ALL’UCRAINA

Gennaio 29th, 2024 Riccardo Fucile

LA BOZZA DEL DOCUMENTO CHE CIRCOLA A BRUXELLES MIRA A COLPIRE LE “DEBOLEZZE ECONOMICHE” DI BUDAPEST, TAGLIANDO DI COLPO E DEFINITIVAMENTE I FINANZIAMENTI AL PAESE, CHE SI REGGE SUI FONDI UE

L’Unione Europea ha pronto un piano segreto per “mettere in ginocchio l’economia ungherese” se il primo ministro Orbán bloccherà gli aiuti all’Ucraina. Lo rivela il Financial Times. La bozza di documento, pronta a Bruxelles, mira a colpire le debolezze economiche dell’Ungheria “minacciando la sua valuta e danneggiando la fiducia degli investitori”, spiega il quotidiano della City che ha visionato il documento.
Il primo ministro ungherese Orbán aveva promesso infatti di bloccare gli aiuti durante l’ultimo summit, ora, se non cambia idea, l’Ue potrebbe tagliare definitivamente i finanziamenti a Budapest, provocando una fuga dalla valuta e aumentando i costi del debito nazionale. Il documento, redatto da un membro del Consiglio Ue, evidenzia le vulnerabilità economiche dell’Ungheria.
Diversi diplomatici europei hanno confermato al FT che molti Paesi hanno già dato sostegno al piano. “L’atmosfera è diventata più dura”, ha spiegato una delle fonti che ha confermato che “la posta in gioco ora è più alta. È un ricatto”.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

LA PRIMA COSA CHE HA FATTO SINNER DOPO LA VITTORIA DENOTA UNA MENTALITA’

Gennaio 29th, 2024 Riccardo Fucile

HA PARLATO CON IL SUO ALLENATORE PER CAPIRE COME MIGLIORARE

Jannik Sinner ogni mattina ha un obiettivo, quello di diventare un giocatore migliore del giorno precedente. È un perfezionista il tennista italiano e lo ha dimostrato anche durante e dopo la finale degli Australian Open vinta con un’eccezionale rimonta su Daniil Medvedev. Un gigante da tutti i punti di vista, tecnico-tattico ma anche mentale.
È questa la principale forza di questo ragazzo altoatesino, come dimostrato anche dal primo pensiero post trionfo Slam.
Chiunque si sarebbe dedicato soprattutto ai festeggiamenti, rimandando il momento delle analisi e delle valutazioni su cosa è andato per il meglio e su cosa invece deve essere corretto per crescere ulteriormente. Un’etica del lavoro unica per Sinner che ha subito parlato con il suo coach Simone Vagnozzi per capire come e dove migliorare per crescere.
È stato proprio il nuovo campione degli Australian Open a rivelare tutto come se fosse la cosa più normale del mondo.
Invece di di lasciarsi andare a festeggiamenti sfrenati per l’eccezionale risultato, il pensiero principale è stato subito al dopo, su come poter lavorare meglio condividendo queste riflessioni con Vagnozzi: “Dopo la partita abbiamo già parlato con Simone su come possiamo migliorare ancora. Quindi, sai, fa tutto parte del processo”.
È stato abituato così Jannik Sinner, sia dai suoi genitori che ha ringraziato per la libertà di scelta concessagli sempre in termini di sport, sia dai suoi tecnici che lo hanno aiutato a tirare fuori sempre il meglio, aspetto non facile nel tennis.
Calmo, riflessivo e intelligente Jannik sa bene che solo con dedizione e sacrificio può restare su livelli eccezionali e puntare più in alto, magari anche al primo posto al mondo.
Le sue parole post-match hanno in tal senso sorpreso tutti, per pragmatismo: “È un grande momento per me e la mia squadra, ma d’altra parte, sappiamo anche che dobbiamo migliorare se vogliamo avere un’altra possibilità di ottenere di nuovo un grande trofeo. Questo è tutto il processo e il duro lavoro pagherà sempre”.
Anche perché pur essendo giovane, Sinner sa bene come possa essere effimero il successo senza il duro lavoro. Oggi il suo status è quello di “tennista da battere” e l’asticella si è alzata tanto, con i margini di errore calati notevolmente: “Avere questo trofeo, è una sensazione incredibile. Mi sento grato per averlo qui. Ma so che devo lavorare ancora di più, perché gli avversari, troveranno il modo di battermi e io devo essere preparato. Vediamo cosa verrà in futuro”. Insomma: lavorare, lavorare e lavorare, come un mantra.
Darren Cahill, il suo “supercoach” che in carriera ha aiutato tanti big del tennis a raggiungere risultati eccezionali sa bene di lavorare con un atleta e una persona speciali: “È un ragazzo speciale. Assorbe tutto e prova sempre cose nuove in campo. Vuole solo migliorare. Sono sicuro che dopo questo risultato non si fermerà. Non si fermerà mai”.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

ELEZIONI IN FINLANDIA, AL BALLOTTAGGIO IL CONSERVATORE STUBB E IL VERDE HAAVISTO, SCONFITTA DEI SOVRANISTI

Gennaio 29th, 2024 Riccardo Fucile

IL PRIMO HA OTTENUTO IL 27,2% DEI VOTI, IL SECONDO IL 25,8%

In Finlandia si andrà al ballottaggio dopo che nessun candidato è riuscito a ottenere più del 50 per cento dei voti al primo turno delle elezioni presidenziali, che si sono tenute ieri, domenica 28 gennaio.
La sfida a due alle urne è prevista per domenica 11 febbraio: si contenderanno la poltrona di presidente l’ex primo ministro Alexander Stubb, conservatore , che ha ottenuto il 27,2 per cent per cento di preferenze e il verde Pekka Haavisto, ex ministro degli Esteri che ha avuto il 25,8 per cento dei voti, secondo i dati del ministero della Giustizia finlandese, diffusi dopo la conclusione dello scrutinio dei voti. Il più votato al ballottaggio entrerà in carica il 1 marzo.
Terzo con molto distacco si è piazzato il presidente del Parlamento e leader di estrema destra Jussi Halla-aho con il 19 per cento delle preferenze. In tutto erano nove i candidati in corsa, sei uomini e tre donne.
Si tratta del primo voto da quando la Finlandia è entrata a far parte della Nato e dopo più di un decennio sotto la guida del presidente Sauli Niinisto.
L’affluenza registrata alle urne è stata del 74,9 per cento (contro il 69,9 per cento alle precedenti elezioni del 2018): al primo turno elettorale hanno votato 3,2 milioni di elettori sui 4,2 milioni di cittadini aventi diritto. L’affluenza e’ stata del 79,4 per cento.
Il presidente della Finlandia è eletto per un mandato di sei anni. Il mandato del capo dello Stato in carica Sauli Niinisto terminerà a febbraio: avendo completato due mandati consecutivi, Niinisto non ha potuto ricandidarsi. In Finlandia, il presidente della Repubblica ha tra i suoi compiti la guida della politica estera, un ruolo chiave dopo le recenti tensioni al confine con la Russia e l’adesione del Paese alla Nato.
“Questa era la semifinale e ora sembra che io e Pekka siamo in finale. La partita ricomincia da capo”, ha detto il 55enne Stubb a Helsinki. Ora occorre “affrontare il secondo round a tutta velocità”, ha commentato Haavisto.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

ADDIO ALLA MUSA DI FELLINI: E’ MORTA SANDRA MILO, AVEVA 90 ANNI

Gennaio 29th, 2024 Riccardo Fucile

E’ STATA UNA DELLE ATTRICI PIU’ POPOLARI DEL CINEMA ITALIANO

Sandra Milo è morta. L’attrice aveva compiuto 90 anni l’anno scorso. Milo è stata una musa di Federico Fellini e una delle attrici più popolari del cinema italiano. Il regista la chiamava “Sandrocchia”. L’attrice si è spenta nella sua abitazione vicina ai suoi cari. La morte è stata comunicata dalla famiglia.
Il suo vero nome era Salvatrice Elena Greco ed era nata a Tunisi l’11 marzo 1933. Ha recitato con Fellini in Giulietta degli Spiriti e 8 e 1/2, che vinse un Oscar.
In un’intervista rilasciata tre anni fa al Corriere della Sera aveva detto che doveva lavorare «per mantenere i miei figli, Azzurra e Ciro, che sono disoccupati. Lui ha anche un bambino, il mio nipotino Flavio, di 7 anni, e anche mia nuora Vanessa è senza lavoro. Quindi io, che ho la fortuna di essere in salute, devo lavorare per aiutare loro. E poi se devo fare una cosa non sto lì a riflettere più di tanto: è il pensiero che mi affatica». Nel 2021 ha vinto il David alla carriera.
I film e la tv
Milo aveva partecipato nel 2023 a Quelle brave ragazze su Sky. Il suo debutto cinematografico risale al 1955, con Alberto Sordi in Lo Scapolo. Poi aveva interpretato la parte di una prostituta in Il generale della rovere, incontrando Moris Ergas che poi è diventato suo marito: con lui ha avuto una figlia di nome Debora.
Per i suoi ruoli nei film di Fellini vinse due Nastri d’Argento come miglior attrice non protagonista. Ha detto di essere stata legata a metà Anni Ottanta per alcuni anni con Bettino Craxi. È stata sposata con Ottavio De Lollis, padre dei suoi figli Ciro e Azzurra. Ha partecipato anche all’Isola dei famosi.
§Più volte ha dichiarato che il suo grande amore è stato in realtà Bettino Craxi, il leader socialista cui è stata legata a metà anni ’80 per alcuni anni, mentre era sposata con Ottavio De Lollis, padre anche dei suoi figli Ciro e Azzurra. L’8 gennaio 1990 fu vittima di un atroce scherzo televisivo a L’amore è una cosa meravigliosa su RaiDue: una telefonata la informava che il figlio Ciro era in gravi condizioni in seguito ad un incidente stradale
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

PATTO PER GLI ANZIANI, QUANDO SI SCOPRE CHE IL GOVERNO LI HA PRESI PER IL CULO

Gennaio 28th, 2024 Riccardo Fucile

L’INCREMENTO DI ACCOMPAGNAMENTO NON RIGUARDA 14 MILIONI DI ANZIANI, MA SONO 25.000, OVVERO IL 2,5% DEGLI OVER 80 “GRAVISSIMI” E CON ISEE INFERIORI A 6.000 EURO… NON SOLO, IN MOLTE REGIONI GIA’ ESISTE E NON E’ CUMULABILE CON IL NUOVO ANNUNCIATO

“Come promesso abbiamo approvato oggi un decreto legislativo attuativo del Patto per la Terza Età: è una riforma di cui andiamo orgogliosi e che l’Italia aspettava da più di 20 anni, solo una tappa di un percorso che andrà avanti per tutta la Legislatura”. Sono le parole delle grandi occasioni, quelle scelte da Giorgia Meloni per annunciare le novità della riforma per l’assistenza agli anziani, che il suo esecutivo ha varato giovedì 25 gennaio, dopo aver lavorato a tappe forzate (la scadenza era il 31 gennaio) sulla norma che era stata avviata in zona Cesarini dal governo Draghi.
Dunque orgoglio, grandi emozioni e anche un fuori programma a sorpresa: l’aumento dell’assegno di accompagnamento da 530 a 1380 euro al mese. Che è poi quello che ha dato fior di titoli ai quotidiani dell’indomani, come pure al Tg1 della sera stessa dove la notizia è stata letteralmente accostata quella sulla data delle elezioni, con un lapsus dall’impatto non trascurabile, vista la polemica sulla “propaganda elettorale” che ne è seguita. “Con più di 1 miliardo di euro in due anni e l’avvio della sperimentazione di una prestazione universale che consentirà di aumentare di oltre il 200% l’assegno di accompagnamento degli anziani più fragili e bisognosi, diamo finalmente risposte concrete ai bisogni dei nostri oltre 14 milioni di anziani, ai non autosufficienti e alle loro famiglie”, ha sintetizzato Meloni confermando sostanzialmente le anticipazioni della vigilia e rilanciando le entusiastiche dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa post consiglio dei ministri dalla viceministra del Lavoro, Maria Teresa Bellucci.
Anche se poi, scava scava, non è tutto oro quello che luccica.
Non tanto e non soltanto perché la montagna ha partorito un topolino, visto che l’incremento dell’assegno avverrà con una specie di voucher da spendere in prestazioni assistenziali da 850 euro al mese, 150 in meno dei mille inizialmente previsti e nella sperimentazione andrà solo agli ultraottantenni disabili gravissimi, non autosufficienti certificati Inps e con un Isee inferiore ai 6mila euro.
Cioè al massimo 25mila persone in tutta Italia, contro una platea di 3,8 milioni di ultrasessantacinquenni non autosufficienti e di 14 milioni di anziani.
Piuttosto il punto è che in molte regioni d’Italia agli invalidi gravissimi viene già distribuito agli aventi titolo un assegno di cura variamente denominato che attinge al fondo per la non autosufficienza e va da 350 a 1200 euro al mese, con limiti Isee decisamente superiori a 6.000 euro, ma sempre da spendere per l’assistenza regolarmente contrattualizzata.
Per fare alcuni esempi, dalla Lombardia alla Liguria, passando per la Campania, la Puglia (tutte arrivano a ridosso dei 1200 euro al mese), il Lazio con Roma che sostiene l’assistenza con assegni fino a 800 euro, il Molise (500 euro al mese oltre a varie misure aggiuntive), fino all’Emilia Romagna che è tra le meno generose con circa 400 euro al mese.
La somma scende se l’invalidità è grave invece di gravissima e/o se a prendersi cura dell’invalido è un parente (il caregiver) invece di un professionista, attestandosi in genere sui 400- 350 euro al mese.
In alternativa ogni Regione, che solitamente opera di concerto con Asl e Comuni, stanzia fondi per le cosiddette Rsa aperte e/o altre forme di assistenza, ovvero per coprire la quota sanitaria del ricovero in Rsa. Invece i Comuni dovrebbero coprire la cosiddetta quota alberghiera per i gravissimi incapienti, previe rigorose verifiche su Isee e patrimoni dell’interessato e delle relative famiglie, con soglie comunque superiori ai 6mila euro. In alternativa sta sempre ai Comuni provvedere all’assistenza domiciliare e all’invio a casa dei pasti per i più poveri.
Questo perché la spesa assistenziale per un non autosufficiente è ben superiore sia all’importo dell’accompagnamento, sia a quello dell’accompagnamento rafforzato a 1.380 euro al mese.
Secondo la definizione di non autosufficienza la persona non è in grado di compiere da sola le funzioni essenziali della vita quotidiana, come nutrirsi, spostarsi, vestirsi, lavarsi e ha bisogno di essere aiutata 24 ore su 24 da personale spesso specializzato, senza contare le cure sanitarie.
Per un costo mensile non da poco: soltanto una badante non qualificata a tempo pieno costa almeno 1.300 euro al mese (si sale a minimo 1.800 euro per il personale qualificato) oltre tredicesima, tfr e ferie, somma cui va aggiunto il costo della sostituzione del finesettimana, per un totale che supera i 2.000 euro al mese. Oltre alle spese per la casa, i presidi (pannoloni che le Asl lesinano, le traverse, i prodotti specifici per l’igiene degli allettati e per l’alimentazione dei disfagici) i fisioterapisti e gli infermieri per le terapie complesse.
L’assegno rafforzato per i più poveri, spiegano dal ministero del Lavoro a ilfattoquotidiano.it, non si sommerà agli assegni di cura nelle loro declinazioni regionali, ma sarà alternativo.
Cioè l’utente sarà libero di scegliere tra l’assegno di cura e lo stanziamento statale, al quale va comunque aggiunto, l’assegno d’inclusione di 780 euro al mese.
Quindi l’esecutivo Meloni ha scelto di puntare più della metà dei soldi attinti da fondi Pnrr, Fondi Ue e Fondo per la non autosufficienza – in cifre quasi 600 milioni di euro su un totale di 1 miliardo – per inserire questa, chiamiamola variabile, che riguarderà al massimo il 2,5% degli ultraottantenni gravissimi e non autosufficienti e lo 0,2% dei 14 milioni di anziani d’Italia, che dovrebbero essere già coperti da Asl, Regioni e Comuni.
Una spesa consistente, vista la scarsità dello stanziamento complessivo, ma comunque non risolutiva e non coerente con la riforma che invece sulla carta punterebbe ad armonizzare e ottimizzare il lavoro di Inps, Regioni, Asl e Comuni. Cosa che in questa sperimentazione non si vede.
E lo fa all’interno di quello che qualcuno definisce il capitolo “più innovativo della riforma”, cioè la già contestata Prestazione universale con cui la legge delega punta a riformare l’indennità di accompagnamento di circa 530 euro al mese che oggi l’Inps versa senza limitazione di Isee agli anziani non autosufficienti totali come riconosciuti da una commissione mista Inps-Asl.
Questo assegno d’invalidità rappresenta una goccia nell’oceano delle necessità di chi lo riceve, naturale che le associazioni più vicine ai dettami costituzionali lo difendano a spada tratta.
Tanto più che la riforma, come detto, punta a mescolarlo alle prestazioni assistenziali che afferiscono al sociale, unendo così socio e sanitario, che pure hanno livelli di assistenza e di prestazioni differenti, con la quota sociale limitata alle disponibilità di budget, mentre quella sanitaria non lo è.
Ma il fatto che la persona non autosufficiente – vecchia o giovane – sia un malato, quindi un paziente da curare obbligatoriamente tramite il Ssn indipendentemente dal suo Isee, è innegabile.
E la proposta di integrare assegno e prestazioni assistenziali fa suonare più di un campanello non tanto perché tocca l’assegno, quanto perché con il solo fatto di convertire la pensione di invalidità in ore di infermiere o simili, introdurrebbe per legge il principio che un malato cronico non autosufficiente debba pagarsi le prestazioni sanitarie che dovrebbe comunque ricevere, se gli sono dovute per le sue condizioni di paziente. Invece aumentarle facendole pagare all’utente con il suo assegno di invalidità non è accettabile.
Così le associazioni riunite nel Coordinamento per il diritto alla sanità per le persone malate e non autosufficienti (Cdsa), forti anche del parere diGiovanni Maria Flick, giurista e presidente emerito della Corte Costituzionale, temono soprattutto che, al di là della bontà o meno delle intenzioni, alla prova dei fatti la riforma finisca paradossalmente con il salvataggio dei conti del Sistema sanitario nazionale a spese della popolazione anziana che ne verrebbe esclusa.
(da Il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

VIOLENZA SULLE DONNE, L’ISTAT: “ORA LE DONNE DENUNCIANO DI PIU'”

Gennaio 28th, 2024 Riccardo Fucile

“IL CASO CECCHETTIN E IL FILM DI CORTELLESI HANNO ACCESO IL DIBATTITO”… “DENUNCE FINO A 3 VOLTE PIU’ DEGLI ANNI PRECEDENTI”

Se se ne parla si denuncia. Nel 2023 le richieste ricevute dal numero verde di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking, il 1522, sono state 51.713, in aumento rispetto agli anni precedenti (+143% è la variazione rispetto al 2019, +59% rispetto al 2022). Si tratta di un incremento che nell’ultimo trimestre 2023 è particolarmente accentuato, «spesso a causa della grande risonanza della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre» e anche «per gli effetti sull’opinione pubblica dell’omicidio di Giulia Cecchettin». La conferma, nero su bianco arriva durante un’audizione Commissione Parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, dove Saverio Gazzelloni, direttore della Direzione centrale delle statistiche demografiche e del censimento della popolazione ha illustrato gli ultimi dati sul fenomeno.
«L’aumento delle chiamate al 1522 nel IV trimestre si verifica ogni anno, a causa della grande risonanza della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre», spiega a Open la dottoressa Maria Giuseppina Muratore, dirigente di ricerca del Servizio Registro della popolazione, statistiche demografiche e condizioni di vita. «Nel 2023, tuttavia, l’incremento registrato è particolarmente evidente anche rispetto agli stessi trimestri degli anni precedenti, come dimostrano i numeri (+302,9%, +238,3%, +108,8% e 142,5% le variazioni dal 2019 al 2022)», precisa Muratore. «È probabile che le richieste di aiuto ed informazioni al 1522 siano state ancora più accentuate dal dibattito pubblico che si è creato intorno all’omicidio di Giulia Cecchettin, ma non si può parlare di correlazione statistica tra i due fenomeni», precisa la dirigente. «Va ricordato inoltre che nello stesso periodo di novembre 2023 è stato approvato il disegno di legge Roccella “Disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica”, già presentato precedentemente, che ha sicuramente mosso l’opinione pubblica, così come la visione del film di Paola Cortellesi “C’è ancora domani“».
Il 31,3% delle telefonate è per assistenza contro casi di violenza, ma in tante chiamano per chiedere informazioni sul servizio (33,5%) e sui Centri Antiviolenza (11,6%). Sono in gran parte donne le richiedenti 79,7%. E sono di più rispetto all’anno precedente. Nel 2023 16mila e 283 persone hanno chiamato il 1522 più 36,7 rispetto al 2022. L’87,2 per cento di queste donne sono italiane.
Spesso chi chiama denuncia violenze che vanno avanti da anni
La decisione di intraprendere un percorso per uscire dalla violenza sembra arrivare a distanza di anni dall’inizio della violenza stessa. Per il 41,3% delle donne che si rivolgono all’1522 sono passati più di cinque anni dai primi episodi di violenza subita, per il 33,5% da uno a cinque anni, per il 13,5% da sei mesi a un anno e solo per il 7,1% delle donne che chiamano hanno un percorso si sei mesi tra violenza subita e l’inizio del percorso presso il Centro anti violenza. Chi chiama ha prevalentemente tra i 40 e 49 anni (27,5 per cento), seguono le 30-39enni (24,6 per cento). Solo il 18,6 per cento delle donne ha sotto i 29 anni mentre le giovanissime sono lo 0,3 per cento. Il 66,7% di loro denuncia una violenza fisica, il 50,7% una minaccia, l’11,7% uno stupro o tentato stupro. Oltre a loro c’è una fetta, non irrilevante, il 14,4%, che ha subito altre tipologie di violenze ovvero quelle online, revenge porn, costrizioni umilianti. Quasi nove donne su 10 denunciano una violenza psicologica in concomitanza con altre forme di violenza.
L’abbandono dei pronti soccorso
Nel 2022 gli accessi delle donne in Pronto Soccorso con indicazione di violenza sono stati 14.448, in aumento rispetto agli accessi registrati nel 2021 (12.780, +13%). L’Istat segnala però un fenomeno particolare, l’abbandono dell’ospedale prima della fine della visita. Nel 4% dei casi questo avviene prima o durante gli accertamenti, mentre il 3% delle donne lascia il pronto soccorso dopo la visita rifiutando il ricovero. Non solo: ai PS la quota di codici gialli è sensibilmente aumentata. Nel 2017 era il 12,8% mentre nel 2020 sale al 25,1%. Questo per via delle “Linee guida nazionali per le aziende sanitarie e ospedaliere in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria alle donne che subiscono violenza” che prevedono una codifica gialla o similare in modo tale da avere meno tempi di attesa.
Femminicidi, le differenze rispetto agli anni precedenti
Secondo quanto ricostruito da Istat i primi dati relativi agli omicidi commessi nell’anno 2023, appena diffusi dal Ministero dell’Interno, indicano un moderato aumento dei casi di omicidio volontario: dai 322 del 2022 si passa a 330. Stiamo parlando degli omicidi in generale sia su uomini che donne. Mentre, per l’anno in corso, i femminicidi sarebbero meno rispetto allo scorso anno.
«A fronte di un aumento per gli uomini, gli omicidi di donne diminuiscono dai 126 del 2022 ai 120 del 2023», recita il report illustrato in Commissione. Le analisi realizzate nel corso degli anni indicano che, in misura stabile, oltre la metà degli omicidi «sono attribuiti al partner o all’ex partner della donna uccisa e circa il 20% ad altri parenti; 4 omicidi su 5 avvengono quindi nell’ambito familiare». I femminicidi sono in diminuzione o in crescita? «Ancora non sono disponibili i dati sui femminicidi per il 2023. Serve un’attenta analisi prima di poter rilasciare questi dati», precisa a Open Muratore. «Si può dire comunque che i dati sugli omicidi delle donne, pubblicati dal Ministero dell’Interno, siano in diminuzione per le sole donne, dai 126 del 2022 ai 120 del 2023», spiega Muratore. Nel 2022 i femminicidi sono stati 106 su 126 omicidi di donne (nel 2021 erano 104 su 119 omicidi con una vittima donna, nel 2020 104 su 116). Nel dettaglio le donne uccise dal partner o ex partner sono 61; gli omicidi a opera di un altro parente sono 43, mentre una donna è stata uccisa da un conoscente con movente passionale e una uccisa da sconosciuti, nell’ambito della criminalità organizzata.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

IL PARTITO CONSERVATORE BRITANNICO SCARICA IL PREMIER, RISHI SUNAK: L’EX MINISTRO SIMON CLARKE NE HA CHIESTO PUBBLICAMENTE LA RIMOZIONE, PER EVITARE UNA DISFATTA COLOSSALE ALLE PROSSIME ELEZIONI

Gennaio 28th, 2024 Riccardo Fucile

IL GOLPE È STATO DISINNESCATO SOLTANTO PER NON CAMBIARE IL QUARTO PRIMO MINISTRO IN UN ANNO E MEZZO, MA PER SUNAK, CHE HA TROVATO UNA GRANDE INTESA CON GIORGIA MELONI, È SOLO QUESTIONE DI TEMPO

Estinzione o regicidio? È il dilemma di fronte al quale si sono dilaniati in questa ultima settimana i conservatori britannici, fra trame, voci e complotti. Tutto parte da un sondaggio che ha mostrato come alle prossime elezioni (previste entro l’anno) il partito di governo sarebbe letteralmente spazzato via, ridotto a «macerie fumanti», come ha detto Lord Frost, l’ex negoziatore per la Brexit.
Passa qualche giorno e un ex ministro, Simon Clarke, chiede pubblicamente la rimozione del premier Rishi Sunak, ormai incapace di evitare la disfatta. Quello di Clarke si rivela essere un golpe solitario, perché nessuno segue il suo appello: ma in realtà ha dato voce a quello che nel partito molti pensano, ossia che sia meglio rischiare il tutto per tutto e sostituire l’«inutile» Sunak con qualcuno di maggiore appeal .
Il problema, però, è che si tratterebbe del quarto primo ministro in un anno e mezzo (dopo Johnson, Truss e Sunak): non un grande esempio di stabilità per i conservatori. Il premier sembra dunque aver evitato la pugnalata immediata, ma ne è uscito indebolito: e c’è chi dice che la sua caduta sia solo questione di tempo.
Chi dopo di lui? La favorita della base è Kemi Badenoch, ministra dell’Industria e del Commercio, carismatica immigrata nigeriana. Ma all’orizzonte si staglia l’ombra di Mr Brexit, ossia Nigel Farage: che potrebbe essere tentato di scalare i conservatori e trasformarli definitivamente in un partito nazional-populista di destra
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

CASO POZZOLO, ECCO PERCHE’ IL DEPUTATO CONTINUERA’ A DIRE DI NON AVER SPARATO

Gennaio 28th, 2024 Riccardo Fucile

LA STRATEGIA DIFENSIVA DEI SUOI AVVOCATI: “PER NOI L’ESAME DELLO STUB NON E’ INDICATIVO”

Un giorno l’onorevole Emanuele Pozzolo dirà ufficialmente la sua versione dei fatti sul capodanno dei pistoleri. Questa è l’unica certezza. Parlerà eccome, a costo di inimicarsi l’amico di una vita, il sottosegretario alla Giustizia, «il fratello» Andrea Delmastro.
Parlerà perché sa di essere politicamente bruciato. Dopo essere stato espulso dalla Lega, ora è sospeso da Fratelli d’Italia. Parlerà perché ritiene di essere stato sacrificato dal partito, nonostante non sono sia stato lui a premere il grilletto per errore: «Per salvare qualcun altro, buttano me giù dalla torre».
Quando arriverà l’esito definitivo della perizia balistica e dopo averla studiata con l’avvocato Andrea Corsaro, l’onorevole Pozzolo chiederà di essere sentito in procura. Quel giorno ripeterà quanto ha sempre sostenuto: «Non sono stato io».
Il suo partito sembra aver fretta di archiviare il caso. Lo dimostrano certe dichiarazioni di questi giorni, dopo l’esito positivo dello Stub. «A questo punto mi pare evidente che sia stato lui a sparare» ha detto Giovanni Donzelli, il responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia alla Camera. E il capogruppo Tommaso Foti ha rincarato la dose: «Se Pozzolo avesse detto subito che era stato lui, non ne avremmo parlato per un mese».
Lo accusano di aver sparato tre persone presenti alla festa di capodanno nell’ex scuola elementare di Rosazza. Ma sono tre parenti. Tre persone legate strette da una storia comune. Perché il ferito è sposato con la figlia di Pablito Morello. Ed è proprio lei, l’unica esterna alla scena, a confermare la versione che vede Pozzolo nei panni del pistolero. Tre parenti. Ma nessun altro invitato che abbia visto e confermato la scena.
Poi lo Stub. Proprio l’esame che i compagni di partito giudicano univoco e dirimente, invece potrebbe non esserlo.
È scritto nelle stesse carte dei carabinieri del Ris: «Posto che la tecnica non si presta a determinare con certezza il soggetto sparatore secondo la logica bayesiana che caratterizza le scienze forensi, andrebbe determinata quale sia la più probabile fra due ipotesi tra loro concorrenti».
Insomma: lo Stub sarebbe molto più indicativo se l’esame fosse stato fatto anche al capo scorta della polizia penitenziaria Pablito Morello. Nel rapporto fra le due esposizioni alla polvere da sparo, si sarebbe capito con maggiore sicurezza chi aveva premuto il grilletto. Ma qui c’è una sola persona che ha tracce sulle mani e sui vestiti. Perché è l’unica persona che ha dovuto sottoporsi ai prelievi della scientifica.
«Per noi l’esame dello Stub non è indicativo», va ripetendo l’avvocato Corsaro. «Indica soltanto che l’onorevole Pozzolo era presente. E Pozzolo non ha mai negato di essere stato nelle vicinanze dell’area dello sparo. Quindi il fatto che ci sia una generica positività era scontato fin dall’inizio».
Sull’arma verrà fatta una perizia specifica. Ma il capo scorta Morello ha già spiegato che le sue impronte verranno trovate certamente. «Dopo lo sparo ho preso la pistola e l’ho messa al sicuro». Ma anche questo è un comportamento che può sembrare anomalo dopo un fatto del genere. Non si tocca «l’arma del delitto». Lo sanno tutti. A maggior ragione dovrebbe saperlo un agente di polizia.
C’è poi, ancora, la questione dei tempi: come mai il ferito ha aspettato tre giorni prima di presentare querela? Cosa è successo in quei tre giorni?
Sono queste le ombre del caso. E dentro a queste ombre verrà combattuta la battaglia legale.
Perché – si chiede Pozzolo – scaricano lui per salvare il capo scorta di Andrea Delmastro?
(da La Stampa)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.006)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (457)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Gennaio 2024
    L M M G V S D
    1234567
    891011121314
    15161718192021
    22232425262728
    293031  
    « Dic   Feb »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • COMPRARE GAS DALLA RUSSIA NON SALVEREBBE GLI ITALIANI DAL CARO BOLLETTE: LO SPIEGA L’ECONOMISTA TABARELLI
    • SIAMO UN PAESE DI EVASORI, CHE SI REGGE SU POCHI TAR-TASSATI. NEL 2025 11,3 MILIONI DI ITALIANI NON HANNO VERSATO NEANCHE UN EURO DI IRPEF. L’84,6% DELL’IMPOSTA SUL REDDITO È PAGATA DA DIPENDENTI E PENSIONATI. E UN EURO SU TRE DI IRPEF È VERSATO DAL CETO MEDIO, CHE GUADAGNA TRA I 35MILA E I 70MILA EURO
    • SUI MIGRANTI L’EUROPA LANCIA UN SALVAGENTE A GIORGIA.LA CORTE DI GIUSTIZIA UE HA ESPRESSO UN PARERE NON VINCOLANTE SUI CENTRI DI PERMANENZA PER I RIMPATRI APERTI DALL’ITALIA IN ALBANIA: SONO “COMPATIBILI” CON LE NORME DELL’UE. MA A CONDIZIONE CHE SIANO “RISPETTATE TUTTE LE GARANZIE PREVISTE. I DIRITTI DEI MIGRANTI DEVONO ESSERE PIENAMENTE TUTELATI”
    • “UN VERTICE DI MAGGIORANZA PER RIPARLARE DI GIUSTIZIA”: LA RICHIESTA DELLA NUOVA FORZA ITALIA, SCHIERATA DOPO LA BOCCIATURA DEL REFERENDUM DA MARINA BERLUSCONI SU POSIZIONI LIBERALI E ANTI-MELONIANE, SCUOTE ALLEATI E NORDIO
    • IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA CHE HA RICEVUTO 600.000 EURO PER IL SUO FILM DAL MINISTERO
    • IL BUSINESS DELLE ARMI TRASFORMA IL PENTAGONO IN UNA HOUSE OF CARDS
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA