Ottobre 4th, 2025 Riccardo Fucile
UN DECIMALE ALL’ANNO ARRIVERÀ SOLO DALL’ANNO SUCCESSIVO,… NEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO DI BILANCIO, APPROVATO IERI DAL GOVERNO, NON SI FA RIFERIMENTO ALLA NUOVA ROTTAMAZIONE
«Il quadro si è un po’ complicato», aveva avvertito il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti qualche settimana fa. I numeri e le analisi riportate nel Documento programmatico di bilancio (Dpfp) trasmesso nelle scorse ore alle Camere misurano
quanto.
La manovra quest’anno sarà leggera, circa 16 miliardi di euro, e non potrà dare alcuna spinta alla crescita del 2026, indicata al +0,7% sia nello scenario tendenziale (senza legge di bilancio) sia in quello programmatico (con le nuove misure).
Una piccola spinta, di un decimale all’anno, arriverà solo dall’anno successivo, spingendo la stima del Pil al +0,8% nel 2027 e al +0,9% nel 2028.
Le ragioni dello scarso apporto attivabile con la leva dei conti pubblici sono molte, e la lettura del Dpfp ne permette un elenco. A ridurre l’entità della manovra è prima di tutto il quadro delle regole europee, che hanno imposto alla legge di bilancio dello scorso anno, la prima del periodo coperto dal Piano strutturale, di caricarsi delle spese fisse come quelle per i contratti della Pa, le missioni all’estero, i fondi pluriennali per gli investimenti e così via. La nuova governance comunitaria prevede infatti un programma pluriennale rigido e solo aggiustamenti al margine negli anni coperti dal programma iniziale.
A pesare è però anche lo scenario internazionale, che con le sue guerre commerciali e militari frena la crescita e aumenta le pressioni sulle spese per la Difesa. Proprio per questo il Governo ha premuto sull’acceleratore della riduzione del deficit, con l’obiettivo di alzare un argine per gestire i tempi difficili in
arrivo.
Così il disavanzo è già arrivato «intorno alla soglia del 3% del Pil», come sottolinea il titolare dei conti con linguaggio prudente nella premessa al Documento, grazie all’effetto combinato di 2,7 miliardi di entrate in più e 2,6 miliardi di spese in meno rispetto alle stime di aprile (si vedano le tabelle in pagina).
La strada del risanamento, però, non può interrompersi. E anzi richiede in manovra anche una mini-correzione per non sforare il tetto della spesa primaria netta, che senza interventi crescerebbe l’anno prossimo dell’1,8% e non dell’1,7% concordato con Bruxelles (per il 2027-28 invece il tendenziale è sotto la traiettoria).
La necessità di tenere a bada il debito, confermato in crescita anche nel 2026, completa il quadro. Crescita dovuta al Superbonus, che per Giorgetti peggiora «l’eredità di politiche economiche che per decenni hanno attribuito scarsa importanza a un uso accorto delle risorse pubbliche».
In sintesi, l’incrocio di questi fattori limita a un decimale di Pil (2,3 miliardi circa) i margini di deficit aggiuntivo per il 2026, che arrivano intorno ai 12 miliardi nell’orizzonte triennale.
Il 60% della manovra, quasi 10 miliardi, sarà quindi coperto da «interventi sulla spesa», che terranno conto «dell’andamento del monitoraggio e dei relativi cronoprogrammi» ma verosimilmente dovranno tradursi anche in tagli ad alcune voci. Quel che resta sarà a carico di «misure dal lato delle entrate», su cui il silenzio del Documento è però assoluto
Su tutti contenuti effettivi della legge di bilancio, del resto, il testo è parecchio sintetico, piuttosto lontano dalle aspettative suscitate dall’impegno di descrivere «l’articolazione delle misure e i relativi effetti finanziari» previsto dalla risoluzione approvata all’unanimità il 17 settembre alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.
Nel testo non si va oltre agli accenni alla «ricomposizione del prelievo fiscale riducendo l’incidenza del carico sui redditi da lavoro», così da produrre un «lieve aumento del reddito disponibile delle famiglie» grazie al taglio Irpef «per il ceto medio», all’«ulteriore rifinanziamento del fondo sanitario nazionale», alle «misure volte a stimolare gli investimenti delle imprese» in continuità con l’Ires premiale introdotta quest’anno in via sperimentale
Nel Documento non trova spazio alcun cenno esplicito alla rottamazione delle cartelle, che comunque rimane nel menù delle ipotesi; quasi totale è il silenzio sulla previdenza, citata solo per un disegno di legge dedicato a «Interventi in materia di disciplina pensionistica»; e nulla si dice in fatto di privatizzazioni
(da agenzie)
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Ottobre 4th, 2025 Riccardo Fucile
“IL FATTO CHE CI SIA UNA PROTESTA RIENTRA NEI CANONI DELLA DEMOCRAZIA” … IERI IL SEGRETARIO DELLA LEGA HA DEFINITO “DELINQUENTI” GLI SCIOPERANTI
“Lo sciopero è un diritto inviolabile, è il sale della democrazia poter manifestare.
Dopodiché quando lo sciopero trascende e si trasforma in atti delinquenziali, allora no. Io condanno solo chi va a spaccare vetrine, a imbrattare i muri, ma il fatto che ci sia una protesta, una manifestazione rientra nei canoni della democrazia e penso che sia il sale della democrazia.
Si condanna senza se o senza ma chi commette atti di delinquenza, di devastazione delle città e della proprietà privata”. Lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia, a margine delll’assemblea di Confindustria Vicenza e Confindustria Verona in corso a Gambellara (Vicenza).
(da agenzie)
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Ottobre 4th, 2025 Riccardo Fucile
SOLO L’1% PIÙ RICCO HA VISTO AUMENTARE DI 4MILA MILIARDI LA PROPRIA RICCHEZZA, CHE HA RAGGIUNTO LA CIFRA FOLLE DI 52MILA MILIARDI DI DOLLARI
Il 10% più ricco degli americani ha aggiunto 5.000 miliardi di dollari alla propria ricchezza nel secondo trimestre, grazie al continuo rally dei mercati azionari che continua a favorire i maggiori investitori, secondo nuovi dati della Federal Reserve.
La ricchezza complessiva del 10% più alto — ossia coloro con un patrimonio netto superiore a 2 milioni di dollari — ha raggiunto il livello record di 113.000 miliardi di dollari nel
secondo trimestre, in aumento rispetto ai 108.000 miliardi del primo trimestre, secondo la Fed. L’incremento segue tre anni di crescita continua per chi si trova al vertice: dal 2020, il 10% più ricco ha aggiunto oltre 40.000 miliardi alla propria ricchezza.
Tutti i gruppi di ricchezza hanno registrato guadagni nell’ultimo anno, con il patrimonio netto della metà più povera degli americani cresciuto del 6% negli ultimi 12 mesi, secondo i dati della Fed. Tuttavia, la crescita è stata più rapida per chi si trova al vertice assoluto.
L’1% più ricco ha visto aumentare la propria ricchezza di 4.000 miliardi nell’ultimo anno, pari a un incremento del 7%. Nel secondo trimestre, la loro ricchezza ha toccato il record di 52.000 miliardi di dollari.
Lo 0,1% più ricco ha visto crescere la propria ricchezza del 10% nell’ultimo anno. Dalla pandemia, questo gruppo — ossia coloro con un patrimonio netto di almeno 46 milioni di dollari — ha quasi raddoppiato la propria ricchezza complessiva, superando i 23.000 miliardi di dollari.
Nonostante la crescita più rapida in cima alla piramide, la quota complessiva di ricchezza detenuta dai più abbienti è rimasta relativamente stabile per decenni. L’1% più ricco deteneva il 29% della ricchezza complessiva delle famiglie nel secondo trimestre, rispetto al 28% nel 2000. Il 10% più ricco deteneva il
67% della ricchezza complessiva, mentre il restante 90% possedeva il 33%.
Il principale motore della crescita della ricchezza al vertice quest’anno è stato il mercato azionario. Il valore delle azioni societarie e delle quote di fondi comuni detenute dal 10% più ricco è salito da 39.000 miliardi a oltre 44.000 miliardi nell’ultimo anno. Il 10% più ricco degli americani detiene oltre l’87% delle azioni societarie e delle quote di fondi comuni.
La popolazione degli ultra-ricchi è anch’essa in rapida crescita. Il numero di americani con patrimoni ultra-elevati — cioè pari o superiori a 30 milioni di dollari — è cresciuto del 6,5% nella prima metà del 2025, dopo un’impennata del 21% lo scorso anno, secondo un nuovo rapporto di Altrata. Ora negli Stati Uniti ci sono 208.090 individui con patrimonio ultra-elevato, che rappresentano il 41% del totale mondiale.
L’aumento vertiginoso della ricchezza al vertice ha creato un’economia dei consumi sempre più biforcata, con i ricchi che rappresentano una quota crescente della spesa complessiva. I consumatori appartenenti al 10% più alto della distribuzione del reddito hanno rappresentato il 49,2% della spesa dei consumatori nel secondo trimestre, segnando il livello più alto da quando i dati hanno iniziato a essere raccolti nel 1989, secondo Mark Zandi di Moody’s Analytics.
La cosiddetta “economia a forma di K” ha funzionato bene finora, almeno secondo le principali misure economiche come PIL e consumi. Tuttavia, la crescente dipendenza da una ristretta fascia di consumatori al vertice comporta rischi.
Zandi ha affermato che un calo profondo e prolungato del mercato azionario — che alimenta quasi interamente i guadagni di ricchezza al vertice — potrebbe avere ripercussioni sull’intera economia.
«L’economia è alimentata in gran parte dalla spesa degli straordinariamente benestanti, incoraggiati dal valore in crescita dei loro portafogli azionari», ha detto. «Se il mercato azionario, oggi riccamente (eccessivamente) valutato, dovesse vacillare per qualsiasi ragione, e i benestanti vedessero più rosso che verde sui loro listini, diventerebbero rapidamente più cauti nelle loro spese, rappresentando una seria minaccia per un’economia già fragile».
(da cnbc.com)
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Ottobre 4th, 2025 Riccardo Fucile
GLI ALTRI 15 SI SONO RIFIUTATI DI FIRMARE IL DOCUMENTO, IN CUI SI AMMETTE L‘INGRESSO ILLEGALE IN ISRAELE, E SARANNO PROCESSATI. MA LO STATO EBRAICO ACCELERA LE PRATICHE (TENERE INCARCERATI IN CONDIZIONI “DISAGEVOLI” CITTADINI STRANIERI NON È UN BELLO SPOT NEMMENO PER UNO STATO CONSIDERATO TERRORISTA)…. MELONI NEGA IL VOLO DI STATO, SI CONCEDE SOLO AL CRIMINALE VIOLENTATORE ALMSRI
Accelerare il rientro il più possibile. Forse anche oggi, quando un aereo speciale turco
arriverà in Israele per trasportare 140 attivisti detenuti. E a bordo potrebbero trovare spazio anche gli italiani.
Quando nella tarda serata di ieri è terminata la visita consolare dell’ambasciata italiana ai cittadini italiani fermati sulla Flotilla, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha fatto il punto con i suoi funzionari per capire come chiudere nel minor tempo possibile la vicenda.
E riportare in Italia i 44 cittadini che sono ancora a Ketziot. Le condizioni di detenzione dei nostri connazionali sono state definite «particolarmente disagevoli», fanno sapere fonti della Farnesina. «Per questo è stato chiesto al ministero degli Esteri israeliano un miglioramento delle condizioni di detenzione».
La maggioranza degli attivisti ha accettato l’espulsione. Come già era successo con i fermati negli scorsi mesi — emblematico è il caso di Antonio Mazzeo, a giugno — il documento con il quale Israele chiede di accettare l’espulsione non prevede un’ammissione di responsabilità.
Con la firma, hanno confermato ieri i funzionari del governo di Tel Aviv, avverrà immediatamente l’espulsione entro 48 ore, rallentata soltanto dai giorni di shabbat: non ci sono mezzi disponibili, tanto che si sta pensando di utilizzare voli civili.
È possibile che contestualmente possano essere espulsi anche gli italiani sottoposti al processo: i funzionari del ministero dell’Interno hanno avuto una deroga allo shabbat e stanno lavorando, le udienze saranno lampo. C’è da capire come partiranno.
Restano in piedi la possibilità che vengano portati a Londra e Madrid ma ieri è spuntata anche la possibilità della Turchia. Istanbul ha infatti previsto di inviare un aereo speciale per trasportare 140 persone, tra turchi, malesi e indonesiani.
C’è già l’accordo con Israele, che ha fatto sapere di voler trasferire in Giordania i cittadini arabi che si trovavano a bordo della Flotilla. A Istanbul, se ci fosse posto, potrebbero arrivare gli italiani. Visto che comunque Roma ha deciso di non mettere a disposizione alcun volo di Stato
A proposito. I genitori del giornalista Lorenzo d’Agostino hanno denunciato come ci sia stata «una disparità di trattamento» con i parlamentari, rientrati già ieri. Ma in realtà anche quella è stata una scelta israeliana: dopo le proteste del ministro Tajani, il governo israeliano ha capito che arrestare quattro parlamentari di un paese straniero rappresentava una complicazione nelle relazioni.
(da agenzie)
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Ottobre 4th, 2025 Riccardo Fucile
UNA GRAVE VIOLAZIONI DEI DIRITTI DA UNA DIRIGENTE DEL PARTITO DI CUFFARO
Hanno partecipato alla manifestazione per Gaza e a sostegno della Global Sumud Flotilla. Ora rischiano una sanzione disciplinare. Succede al liceo scientifico “Leonardo” di Agrigento, dove gli studenti che venerdì 3 ottobre hanno disertato le lezioni nel giorno dello sciopero generale si sono visti recapitare un provvedimento che ha fatto esplodere la polemica: «Potranno rientrare a scuola solo se accompagnati da un genitore».
La decisione è arrivata mentre la piazza della Città dei Templi – come molte altre in tutta Italia – si riempiva di giovani e cittadini per chiedere un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e sostenere i diritti del popolo palestinese.
La circolare firmata dalla preside: «Assenze di massa ingiustificate»
Proprio in quelle ore, sui telefoni dei genitori è comparsa una notifica dall’app dell’istituto: una circolare firmata dalla dirigente scolastica Patrizia Pilato. Nel documento, Pilato cita il regolamento interno e segnala «un’assenza ingiustificata di massa» da parte degli studenti di 25 classi. Da qui la decisione del provvedimento, presentato come misura disciplinare. Il provvedimento è stato definito «grave e lesivo del diritto costituzionale di sciopero e di partecipazione democratica» dalla Cgil di Agrigento.
La posizione della Cgil: «Gli studenti hanno diritto a scioperare in quanto cittadini»
«Gli studenti, come cittadini e come comunità scolastica, hanno piena legittimità a manifestare il proprio dissenso e a sostenere iniziative che parlano di pace, diritti umani e giustizia internazionale», ha dichiarato il segretario provinciale Alfonso Buscemi. Il sindacato ha accusato la dirigente di voler condizionare e limitare la partecipazione dei ragazzi. «Ci appelliamo alla coscienza delle istituzioni nate per far lievitare le coscienze – ha aggiunto Buscemi – cosa diversa è mortificarle. La scuola deve tornare a essere luogo di confronto, libertà e crescita critica, non di imposizioni e limitazioni arbitrarie».
La non-risposta della dirigente: «Non rilascio nessuna dichiarazione»
Perché la dirigente abbia deciso questa misura resta un mistero. Contattata da Ilfattoquotidiano, Pilato – ex assessora comunale e oggi responsabile regionale del Dipartimento Donne e Pari Opportunità della Democrazia Cristiana di Totò Cuffaro – ha scelto di non commentare: «Non rilascio nessuna dichiarazione». Genitori e sindacati chiedono il ritiro immediato del provvedimento e l’apertura di un confronto. Perché, come ricorda la Cgil, «il tentativo di limitare la partecipazione degli studenti tradisce la missione educativa della scuola e mina i principi democratici su cui essa si fonda».
(da agenzie)
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Ottobre 4th, 2025 Riccardo Fucile
LA CONFERMA DELL’INTELLIGENCE USA ALLA CBS: “SONO PARTITI DA UN SOTTOMARINO ISRAELIANO”
Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu ha deciso gli attacchi con i droni alle
navi della Global Sumud Flotilla in Tunisia. A dirlo sono stati due funzionari dell’intelligence americana a Cbs News.
Si parla degli apparecchi che l’8 e il 9 settembre hanno colpito la Flotilla. Secondo la ricostruzione fornita dal media americano sarebbero stati fatti partire da un sottomarino. E hanno effettivamente sganciato ordigni incendiari sulle imbarcazioni ormeggiate appena fuori dal porto di Sidi Bou Said.
La Cbs ricorda che ai sensi del diritto internazionale umanitario e del diritto dei conflitti armati l’uso di armi incendiarie contro una popolazione civile o obiettivi civili è proibito in ogni circostanza.
L’attacco alla Flotilla
Le forze di difesa israeliane non hanno risposto alla richiesta di commento di CBS News. Secondo la ricostruzione l’8 settembre un ordigno ha colpito la Family, nave della Flotilla che batteva bandiera portoghese. La Global Sumud Flotilla ha dichiarato a CBS News che la notte prima dell’attacco la parlamentare portoghese Mariana Mortágua era a bordo. Gli attivisti ritengono che gli autori abbiano deliberatamente atteso che «funzionari eletti o personaggi di alto profilo fossero assenti». Il 9 settembre è stata attaccata l’Alma, che batteva bandiera britannica. LeBimbarcazioni sono state danneggiate dall’incendio, ma l’equipaggio è riuscito a spegnere rapidamente le fiamme. Nessuno è rimasto ucciso o ferito.
«La conferma del coinvolgimento israeliano non ci sorprenderebbe. Metterebbe semplicemente a nudo un modello di arroganza e impunità così grottesco che non potrà sfuggire alla resa dei conti finale», fa sapere la Gsf a Cbs. «Che lo scopo di questi attacchi fosse ucciderci, spaventarci o mettere fuori uso le nostre imbarcazioni, hanno messo in pericolo in modo sconsiderato civili e volontari umanitari. Il mondo deve prenderne atto: i tentativi di mettere a tacere, intimidire o ostacolare il nostro impegno per la causa e il popolo palestinese non avranno successo. Chiediamo indagini urgenti e indipendenti su questi attacchi e la piena responsabilità dei responsabili».
I 15 attacchi con i droni
Il gruppo di attivisti ha dichiarato di essere stato attaccato da 15 droni a bassa quota mentre navigava a sud della Grecia. La Global Sumud Flotilla ha dichiarato che almeno 13 esplosioni sono state udite su e intorno a diverse imbarcazioni della flottiglia e che oggetti sono stati lanciati su almeno 10 imbarcazioni, causando danni. Sebbene non siano state segnalate vittime, i loro sistemi di comunicazione sono stati interrotti.
(da Open)
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Ottobre 4th, 2025 Riccardo Fucile
LA FLOTILLA HA VINTO: ACQUA CONTRO FUOCO, CIBO CONTRO FAME, PACE CONTRO GUERRA
La Flotilla ha vinto. Senza armi e con le mani alzate, andando incontro a una violazione annosa e incontrastata del diritto, della libertà di navigazione, dell’uso condiviso di acque che appartengono a nessuno, dunque a tutti, e sono da troppi anni sotto sequestro.
Nel momento in cui gli incursori israeliani sono saliti a bordo di barche non loro, in un mare non loro, la Flotilla ha vinto. Cedendo alla legge del più forte, la Flotilla ha vinto. Mostrando le mani nude ai mitra e ai droni, la Flotilla ha vinto.
L’aspetto non violento della spedizione non è stato abbastanza detto né abbastanza lodato – come se la cultura della non violenza, in questi tempi violenti, fosse un patetico anacronismo. Al contrario quella cultura, che fu una delle forze motrici dei movimenti di liberazione novecenteschi, si è rivelata perfettamente funzionale, perché simmetricamente in opposizione allo spirito dei tempi. Per spegnere il fuoco, ci vuole l’acqua. Se così tanto se ne è parlato, di quella spedizione, se ha
emozionato tanto da riempire piazze e strade come da chissà quanto tempo non si vedeva, è perché aveva un’evidenza logica ben prima che ideologica: acqua contro fuoco, cibo contro fame, pace contro guerra.
La non violenza ha una lunga storia, i suoi santi, i suoi testimoni, i suoi testi sacri. La sua potenza (di seduzione, di opposizione, di contrasto all’egemonia culturale delle armi) è in questo momento più preziosa e più necessaria che mai. Difficile dire se la spunteranno, i non violenti, anche all’interno di un movimento di massa nel cui vasto corpo troveranno buon alloggio anche le frange dei violenti, parassiti di tutte le cause, anche quelle buone. Passate parola: nell’epoca della prepotenza i violenti sono i conformisti, i non violenti i rivoluzionari.
(da Repubblica)
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Ottobre 4th, 2025 Riccardo Fucile
LA CLASSIFICA DEGLI APPASSIONATI DI LIBRI PREMIA LA SPLENDIDA BIBLIOTECA IRLANDESE
A chi chiedere la top 10 delle più belle biblioteche del mondo se non agli appassionati
lettori e agli amanti dei libri? A maggio 2025, il team dei 1000 Libraries Awards ha interpellato proprio loro e a distanza di due mesi è giunto il verdetto con la fatidica classifica.
L’elenco contiene spazi moderni e nuovi, ma anche antiche biblioteche di valore storico e culturale, ma tutte sono state premiate per la loro bellezza, per l’offerta al pubblico tra gli scaffali, per la presenza di volumi e per l’impegno nel mantenere viva la magia dei libri nell’età contemporanea così votata al virtuale. La comunità di 1000 Libraries ha votato dal 15 maggio al 15 luglio per questo concorso, il più grande del suo genere, di livello mondiale. In oltre 60 giorni di votazioni sono stati registrati 200.000 voti provenienti da amanti dei libri di tutto il mondo: bibliotecari, studenti, turisti e appassionati.
Qual è la biblioteca più bella del mondo
Il primo posto se lo è aggiudicato la Biblioteca del Trinity College di Dublino in Irlanda, eletta la biblioteca più bella del mondo per il 2025. È la più grande del Paese e ospita migliaia di manoscritti rari, tra cui il famoso testo del IX secolo noto come Libro di Kells. La stanza più bella è la Sala Lunga: il nome contiene già un indizio sulla sua struttura, visto che è lunga ben 65 metri, fiancheggiata da busti di celebri personaggi letterari. In tutta la maestosa biblioteca si respira un’atmosfera magica: merito dei suoi alti scaffali, delle luci soffuse, dell’architettura solenne e antica.
Sul fronte europeo c’è sul podio anche la Biblioteca dell’Abbazia di San Gallo in Svizzera: costruita nella metà dell’ottavo secolo, oggi è una delle biblioteche monastiche più antiche e importanti al mondo con interni in legno, affreschi barocchi, manoscritti secolari e una fedele riproduzione di un mappamondo del XVI secolo.
È nel Regno Unito anche la Biblioteca del Duca Humfrey, parte della Biblioteca Bodleiana di Oxford, ricca di libri e manoscritti rari.
Si aggiunge a queste la biblioteca dell’Abbazia di Admont, in Austria, molto diversa dalle precedenti col suo design bianco e oro, impreziosita ulteriormente da affreschi colorati sul soffitto e rilievi artistici che fuoriescono dalle pareti. A questa biblioteca ci si è ispirati per quella del film Disney La Bella e la Bestia. Sesto posto per la Biblioteca Cuypers dei Paesi Bassi, nono posto per la Biblioteca dell’Abbazia di Wiblingen in Germania. Chiude la top 10 la francese Biblioteca Sainte-Geneviève di Parigi, di fronte al Panthéon.
(da agenzie)
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Ottobre 4th, 2025 Riccardo Fucile
“PER VOSTRA SFORTUNA AVETE RISVEGLIATO LE COSCIENZE DI TANTI”
“Avete rotto. Vetrine e stazioni con danni per un milione di euro. Avete rotto alle forze dell’ordine che hanno fermato la vostra violenza. Avete rotto agli italiani creando disagi nei trasporti”. Fratelli d’Italia con una card su X attacca le piazze pro-Gaza e lo sciopero generale indetto da Cgil e Usb. “Nessuna guerriglia urbana in Italia riporterà la pace in Medio Oriente. Nessuno sciopero ideologico salverà il popolo palestinese. Potete fermarvi: di danni all’Italia ne avete già fatti troppi”, si legge nel post. Ma la risposta degli utenti social non è stata quella immaginata dal partito di Giorgia Meloni.
“Siete voi a sperperare i nostri soldi”, commenta qualcuno sotto il post, elencando una serie di provvedimenti del governo, tra cui il progetto del Ponte sullo Stretto. “Vi state rivolgendo ad un piccolo nucleo di infiltrati e provocatori” ricordano altri, in riferimento alle violenze di cui parla il post di Fratelli d’Italia. “Quando i vostri nipoti leggeranno i libri di storia chiederanno ai vostri figli perché i loro nonni erano dalla parte dei criminali. E loro gli diranno di due vetrine rotte”, aggiunge un utente. “Inconsapevolmente, per vostra sfortuna, avete risvegliato le coscienze di tanti”.
Piovono critiche, con accuse di complicità, sui rapporti con Israele: “Su Gaza siete dalla parte sbagliata della storia” e “Negate il genocidio a Gaza e scaricate la colpa su chi protesta”, sottolineano due tweet. Decine e decine di interventi critici dunque rispetto alla presa di posizione di Fdi e solidali con le manifestazioni di queste ore.
(da il Fatto Quotidiano)
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