AVANTI COL “PONTE DELLA CUCCAGNA”; IL CIPESS, IL COMITATO INTERMINISTERIALE, HA APPROVATO IL PROGETTO DEFINITIVO AL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA. SULLE BARRICATE LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CHE CHIEDONO L’INTERVENTO DELL’UE CON TANTO DI PROCEDURA DI INFRAZIONE
“IL PONTIERE” MATTEO SALVINI: “ I LAVORI INIZIERANO TRA SETTEMBRE E OTTOBRE E SARÀ PERCORRIBILE NEL 2032 -2033” … MA I CANTIERI NON PARTIRANNO SUBITO VISTO CHE I NODI SONO ANCORA TANTI: SERVE L’OK DELLA CORTE DEI CONTI SULLE VALUTAZIONI ECONOMICHE DELL’OPERA E SI ATTENDONO UNA PIOGGIA DI RICORSI
Arriva l’ok al progetto definitivo al ponte sullo Stretto di Messina: il Cipess, il comitato
interministeriale, lo ha approvato. L’opposizione, tutte le associazioni ambientaliste e il comitato cittadino messinese «Invece del ponte» ribadiscono però un secco no e in particolare il comitato spiega che da oggi potranno «finalmente» partire i ricorsi.
«E’ arrivata l’approvazione del progetto definitivo per l’avvio dei lavori del ponte sullo Stretto di Messina. Se ne parla dagli antichi romani», esclama il ministro Matteo Salvini.
«E non ti sei fatto una domanda?» ribatte, con un meme ironico sui social, Azione. Spiega il Ministero che ha avuto l’ok «una articolata documentazione» sottolineando che l’approvazione del Cipess «rappresenta un passaggio decisivo per l’opera, che consacra il riavvio del progetto fortemente voluto dal ministro Matteo Salvini. Mai nella lunga storia dell’opera si era arrivati ad una fase approvativa così avanzata».
Sulle barricate le associazioni ambientaliste che chiedono l’intervento dell’Ue con tanto di procedura di infrazione: «L’impatto ambientale del ponte sullo Stretto di Messina è certo, documentato e, dopo anni di negazioni, ammesso dagli stessi proponenti l’opera ».
Per questo Greenpeace, Legambiente, Lipu e Wwf hanno presentato un nuovo reclamo all’Ue ad integrazione di quello già inviato il 27 marzo, chiedendo l’apertura di una procedura di infrazione.
Ma i nodi sono ancora tanti, a partire dall’ok necessario della Corte dei Conti sulle valutazioni economiche dell’opera.
Protesta anche l’associazione cittadina siciliana Invece del ponte molto attiva in questi mesi: «Non c’è alcun via libera definitivo al ponte sullo Stretto. Al contrario di quanto affermano Salvini e i suoi megafoni locali, non si dà il via a nessun cantiere, né inizieranno i lavori. Si tratta, piuttosto, dell’inizio di un percorso tutto in salita per chi ha trasformato un progetto fallimentare in una bandiera propagandistica. E soprattutto, si aprirà finalmente il fronte dei ricorsi legali, in tutte le sedi nazionali ed europee».
Secondo Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde: «Il ponte sullo Stretto rappresenta il più grande regalo ai privati nella storia della Repubblica: 14,6 miliardi di euro di fondi pubblici, quando nel 2005 il costo dell’opera, assegnata tramite bando di gara, era stimato in 3,88 miliardi. Nemmeno Silvio Berlusconi, che del Ponte fece una bandiera, arrivò a tanto». «Mentre Salvini suona la fanfara e e si appresta a celebrare l’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto da parte del Cipess come una “giornata storica”, la realtà racconta ben altro. Non c’è nulla di storico, se non lo spreco colossale che questo intervento rappresenta: miliardi di euro destinati a un’opera inutile, che sarà ricordata nei manuali di storia come uno dei più grandi errori nella gestione delle risorse pubbliche italiane», attacca il capogruppo Pd in commissione trasporti della Camera, Anthony Barbagallo.
(da agenzie)
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