LO SCRITTORE UCRAINO ANDRIJ KURKOV: “IL FATTO CHE TRUMP ABBIA AVUTO UNA CONVERSAZIONE TELEFONICA CON PUTIN PRIMA E SUBITO DOPO L’INCONTRO CON ZELENSKY DIMOSTRA CHE NON STA NEGOZIANDO CON PUTIN, MA LO STA INFORMANDO
“TRUMP RAPPRESENTA GLI INTERESSI DELLA RUSSIA, NON ESERCITERÀ ALCUNA PRESSIONE SERIA”
Andrij Kurkov, lo scrittore ucraino più noto all’estero, non ha molti dubbi: nonostante i
proclami di Trump, la pace è ancora lontana.
Perché il faccia a faccia di Mar-a-Lago non le ha fatto cambiare idea?
«Il Cremlino insiste per conquistare quattro regioni ucraine. Trump e il suo team hanno suddiviso la questione territoriale in diverse questioni separate. L’idea di base è di ottenere il ritiro dal Donbass dell’esercito ucraino, poi di esigere lo stesso per le regioni di Kherson e Zaporizhzhia. I negoziati stanno diventando un processo senza fine in cui Trump spera di costringere l’Ucraina ad arrendersi passo dopo passo».
Il presidente statunitense si è detto arrabbiato con Kiev dopo che Putin lo ha informato dell’attacco alla sua villa…
«Il fatto che Trump abbia avuto una conversazione telefonica con Putin prima e subito dopo l’incontro con Zelensky e che, in
seguito a queste conversazioni, si sia limitato a ripetere vaghi concetti dimostra che non sta negoziando con Putin, ma lo sta informando sui suoi negoziati con Zelensky».
Perché Trump non usa leve più convincenti con Putin sia economiche che militari?
«Trump rappresenta gli interessi della Russia, non quelli dell’Ucraina o il desiderio di raggiungere un accordo. Non eserciterà alcuna pressione seria su Putin perché crede che i grandi Paesi abbiano più diritti dei piccoli. Ha ribadito la sua richiesta di rendere la Groenlandia territorio americano per dimostrare a Putin che sono simili e uguali».
Zelensky parla della possibilità di un referendum sul piano e per la prima volta il presidente Usa ha annunciato di voler visitare Kiev. Sono buoni segnali?
«I referendum sull’integrità territoriale sono vietati dalla Costituzione ucraina. Trump crede di poterci convincere a violare la legge e ad accettare di cedere quattro regioni e la Crimea. Ma gli ucraini — tra il 65 e l’85% — non diranno di sì.».
(da Corriere della Sera)
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