TRA CORI PER MUSSOLINI, SLOGAN SULL’ITALEXIT, BRACCIA TESE E CANZONI DEL VENTENNIO, SFILANO IN 2.000 PER DIRE CHE NON VOGLIONO ENTRARE IN FUTURO NAZIONALE (NONOSTANTE L’INVITO)
L’EX CASAPOUND LUCA MARSELLA: “VANNACCI POTEVA ESSERE QUI. PERCHÉ NON C’È?” (E INTANTO IL GENERALE DICE: “SÌ ALL’EUROPA E ALLA NATO, MA SENZA ESSERE SUCCUBI”) … LE CONTROMANIFESTAZIONI DELLA SINISTRA HANNO PORTATO IN PIAZZA 20.000 PERSONE
Minacciano di assediare il Parlamento se non li lasceranno entrare in Parlamento con le
150mila firme per la proposta di legge sulla remigrazione. I sedicenti neofascisti sono scesi in piazza ieri a Roma tra cori per il duce, braccia tese e canzoni del Ventennio, rivendicando un ruolo politico, forza e visibilità.
Sono il popolo di Vannacci perché l’ex-generale in questo momento in Parlamento è il più vicino alle loro posizioni ma non entreranno in Futuro Nazionale nonostante l’invito. «Perché dovremmo entrare in un partito?», risponde Luca Marsella, leader del Comitato Remigrazione e Riconquista ed ex portavoce di Casapound. «Vannacci poteva essere qui. Perché non c’è?».
All’ex generale mandano a dire che si aspettano il sostegno alla loro proposta di legge che porteranno in Parlamento alla fine di giugno.
I sostenitori della remigrazione dicono di essere in diecimila, ventimila ma sono al massimo duemila nonostante i pullman arrivati da mezza Italia, i cartelli stampati con cura e l’accurata organizzazione alle spalle.
Accusano i centri sociali di essere «schiavi del capitalismo», definiscono l’antifascismo «una mafia» e ogni dieci metri scandiscono cori per il duce, fanno il saluto romano, cantano canzoni di un secolo fa. A differenza del passato, rivendicano il diritto di farlo.
Due erano le contromanifestazioni organizzate in contemporanea, entrambe molto più affollate. «Siamo ventimila contro i duemila venuti da tutta Italia per veicolare idee fasciste e una legge mortifera», gridano dal palco del corteo «Fuck remigration» organizzato dai centri sociali dove erano presenti le bandiere di Cgil, Pd, Avs, Cinque Stelle, Anpi. «Con la remigrazione prendono in giro gli italiani: parlano di rimpatri volontari degli irregolari ma intendono anche i cittadini di seconda e terza generazione. Persone regolari, indicate sulla base della profilazione razziale», denuncia Ouidad Bakkali, deputata del Pd.
(da La Stampa)
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