È COMINCIATA LA GARA DI CHI È PIÙ RAZZISTA. IL MINISTRO LEGHISTA VALDITARA VUOLE SAPERE QUALI ISTITUTI HANNO OSPITATO INCONTRI CON IMAM, VISITATO UNA MOSCHEA O ORGANIZZATO EVENTI SUL MONDO ISLAMICO (RISULTATO: 3 SU 45 MILA)
LA CRESCITA DI “FUTURO NAZIONALE” HA MESSO IL PEPE AL CULO AL GOVERNO, CHE NON VUOLE FARSI SCAVALCARE E ORA TENTA DI MOSTRARSI “DI DESTRA” COME VANNACCI
Possibile un «censimento sull’Islam» nelle scuole italiane? Il ministero dell’Istruzione nega:
«Nessuna schedatura». La Flc Cgil attacca: «Episodio gravissimo e inaccettabile, siamo al controllo ideologico». Ecco i fatti: dagli Uffici scolastici regionali è partita martedì una comunicazione scritta e riservata rivolta a tutti i presidi: «Si chiede di verificare e comunicare se, nel territorio di riferimento, vi siano istituzioni scolastiche che abbiano ospitato incontri con Imam e organizzato visite a moschee» o, più genericamente, «iniziative che in modo diretto o indiretto abbiano riguardato esponenti o questioni legate al mondo islamico».
La ragione? La richiesta da parte «del nostro ministero di acquisire, con urgenza, alcuni elementi informativi relativi a un tema oggetto di particolare attenzione nel dibattito pubblico», si legge, a esempio, nella nota dell’Usr del Veneto.
Alla base dell’istanza «alcuni fatti di cronaca, che per fortuna non ci hanno riguardato direttamente» ma «hanno creato in alcune scuole nuove tensioni», è scritto nella lettera partita da un altro ufficio territoriale.
Nello smentire categoricamente che si tratti di «un censimento o di una schedatura», come accusa il sindacato, il ministero racconta di una «doverosa e consueta raccolta di informazioni — si legge nella nota della capo dipartimento Carmela Palumbo — al fine di corrispondere a due risoluzioni, attualmente all’esame della VII Commissione della Camera dei deputati, a firma dell’onorevole Rossano Sasso e dell’onorevole Giovanna Miele, riguardanti, rispettivamente, il
rischio di “indottrinamento islamista” e il “rafforzamento delle garanzie di pluralismo” nelle scuole».
Nella risoluzione Sasso, ex leghista oggi nelle file di Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci, si passa dai Patti lateranensi alla sharia e si citano in tutto tre episodi su 45mila scuole d’Italia: una visita in un centro islamico di alcuni istituti di Sesto San Giovanni, una lezione sull’Islam in un’elementare di Crema, una gita in moschea di una scuola d’infanzia a Treviso.
Ora se Sasso gioisce («Futuro nazionale apre la strada, il centrodestra pavido e moderato ci copia e ci insegue»), la sinistra insorge: «La corsa a chi sta più a destra è cominciata e ha risvolti inquietanti che sfociano in iniziative razziste e islamofobe», commenta la deputata del Pd, Laura Boldrini.
Così anche la Flc Cgil che parla «dell’ennesima operazione di controllo ideologico che attacca frontalmente l’autonomia scolastica. Mobilitare Usr e dirigenti per monitorare chi affronta tematiche interculturali è estraneo ai principi costituzionali», spiega il sindacato. Che accusa il ministero di alimentare «il sospetto» e di «calpestare il pluralismo culturale»: «Pure fosse accaduto ovunque non ci sarebbe nulla di male». Per questo la Flc Cgil chiede «il ritiro immediato della nota: la scuola — conclude — è e deve restare un luogo di conoscenza e confronto».
(da Repubblica)
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