IL FLOP DEL PNRR SUGLI STUDENTATI: CENTINAIA DI MILIONI PER POCHI POSTI LETTO, UN AFFARE SOLO PER I PRIVATI
LA LEGGE CHE CONSENTIVA AI PRIVATI DI REALIZZARE STUDENTATI RISERVANDO IL 30% AGLI STUDENTI, VEDEVA UN FINANZIAMENTO DI 147 MILIONI PER 7.000 POSTI. MA LE OPERE REALIZZERANNO SOLO IL 13% DEI POSTI PREVISTI … PERSI 120 MILIONI
Il decreto ministeriale 481 del 2024 ha dato avvio alla strategia del governo nazionale per la
creazione di alloggi per studenti attraverso i fondi del Pnrr. Un intervento che era stato presentato come risolutivo per colmare la drammatica emergenza abitativa degli studenti italiani, ed al tempo stesso un importante volano per la rigenerazione urbana delle città. La modalità adottata per la realizzazione delle strutture è quella dell’intervento privato. Ai finanziamenti potevano accedere sia gli enti pubblici, tra cui le agenzie regionali per il diritto allo studio o le stesse Università, sia i soggetti privati. E questi ultimi erano enormemente favoriti, visto che avrebbero dovuto riservare solo il 30% dei posti letto realizzati agli studenti universitari che accedono alle forme di sostegno all’alloggio, per soli 12 anni, come vincolo sociale. Il piano per la città di Napoli aveva visto il finanziamento di oltre 20 progetti ed una spesa vicino ai 150 milioni di euro. Abbiamo studiato tutto l’iter dei progetti finanziati dal Dm 481-24. ed il risultato è davvero sorprendente. Un fallimento.
Gli studentati dei privati costruiti con soldi pubblici
Tutto il Dm 481-24 gira intorno al “vincolo sociale”. La legge consente l’utilizzo di strutture esistenti o la realizzazione di strutture completamente nuove, consentendone anche il cambio di destinazione d’uso, obbligando i privati al rispetto del vincolo sociale. La riserva del 30% dei posti agli studenti delle università titolari di forme di welfare (borse di studio, sostegno all’alloggio, programmi di studio internazionali) per dodici anni. Al termine dei dodici anni il vincolo scade ed i privati si ritrovano con la totalità della struttura da poter immettere completamente nel mercato turistico. Il tutto con soldi pubblici, senza che i privati ci mettano nulla, se non la proprietà di strutture o terreni, o l’usufrutto. Una legge completamente sbilanciata a favore dei privati che di fatto si ritrovano con una struttura ricettiva, spesso nei centri storici delle città, ad altissima rendita economica, ma grazie ai soldi pubblici. La fine del vincolo sociale dopo 12 anni, non chiarisce come si farà fronte al fabbisogno di alloggi per studenti dopo la scadenza dell’accordo. Insomma, un’emergenza rimandata di dodici anni, mentre ai privati rimangono dei veri e propri alberghi. Una dinamica che ha suscitato più di una critica tra chi ha accusato il governo di aver creato uno strumento per favorire la speculazione, causando un impatto importante su città, come Napoli, già alle prese con il fenomeno dell’overtourism. La realtà dei fatti però ci dice che i risultati sperati sono ampiamente al di sotto delle aspettative.
I privati realizzeranno solo il 13% dei posti letto finanziati
Ad avere accesso al finanziamento previsto dal Dm 481-24 sulla città di Napoli sono stati complessivamente 26 progetti, di cui solo 2 presentati dall’Adisurc, l’agenzia regionale per il diritto allo studio della Campania. L’impegno di spesa per i progetti ammessi al finanziamento è stato di ben 147 milioni di euro, per la realizzazione di 7.465 posti letto. Un investimento importantissimo che sulla carta avrebbe dovuto avere un impatto enorme, sui 7.465 posti letto totale, e di questi 7.052 realizzati dai privati, il cui 30% riservato agli studenti beneficiari di misure di welfare sarebbe stato di 2.115 posti letto, un numero di oltre 6 volte superiore agli attuali posti letto disponibili a Napoli nelle strutture di proprietà pubblica. Gli interventi si sarebbero sviluppati in diversi quartieri della città, dal centro direzionale a Pianura, dal centro storico a Poggioreale, passando per Chiaiano, Soccavo e San Giovanni a Teduccio. L’obiettivo era rendere disponibili i posti letto per il prossimo anno accademico, ovvero il 2026/2027. Le cose erano anche iniziate bene con l‘apertura già nel 2025, nel pieno rispetto dei tempi previsti, della prima struttura, il Campus X di via Galileo Ferraris, realizzato nell’ex sede dell’Inps, rimasta abbandonata per diversi anni. Lo studentato di Campus X ha aperto i battenti nel 2025 ma dopo la pubblicazione dei bandi per gli alloggi da parte delle università napoletane, quindi ha esaurito il suo primo anno di attività non dovendo ottemperare, per tempi tecnici, alla riserva del 30% per gli studenti universitari beneficiari di misure di sostegno. Per le altre strutture le cose sono andate ancora peggio.
ne
Tra il 2025 ed il 2026, come è possibile leggere sul sito del Miur, è arrivata una raffica di rinunce ai progetti. I fondi del PNRR si basano sul rispetto del cronoprogramma, e le tranche di finanziamento vengono erogate solo quando si rispettano i tempi previsti. Gli atti di rinuncia hanno l’impatto di una ecatombe sull’intero piano degli studentati per la città di Napoli. Si passa da 26 progetti a 12 progetti, e mentre Campus X diventa attivo con i suoi 274 posti, di cui solo 82 riservati agli studenti universitari titolari di forme di sostegno, il totale di posti letto passa da 7.465 ad appena 1.311, appena il 18% di quelli previsti inizialmente. I due progetti presentati dall’agenzia campana per il diritto allo studio, quelli di Piazza Bagnoli e di Via Pietrarsa, forniranno un totale di 413 posti letto, quando le opere saranno terminate, quindi i posti letto realizzati dai privati saranno appena 931, solo il 13% di quelli che si erano impegnati a realizzare. Dati che dimostrano senza equivoco che il piano a Napoli è fallito completamente.
Le opere scomparse e quelle rimaste in piedi
Tra le opere finanziate e poi cancellate dal Dm 481-24 nella città di Napoli, c’erano alcune mega strutture abbastanza singolari. E’ il caso di due strutture che sarebbero dovute sorgere da zero nel quartiere di Pianura, da sempre sotto la lente di ingrandimento per il fenomeno dell’abusivismo edilizio. Erano state ammesse al finanziamento la costruzione di una struttura da 1824 posti a Via Montagna Spaccata a Pianura, per un valore di 36 milioni di euro e, sempre nello stesso quartiere a via vicinale Campanile, un’altra struttura da 1169 posti per 23 milioni di euro. Cancellate entrambe nell’ambito dei decreti del 2025 e del 2026 su rinunce ed esclusioni. Stessa sorte per la struttura da 556 posti e dal valore di 11 milioni di euro a via Santa Maria di Costantinopoli alle mosche, a Poggioreale nella zona di via Brin, e quella da 119 posti al Vomero, a via Belvedere, dal valore di 2,3 milioni di euro. In fumo anche i 151 posti a via Argine, per 3 milioni di euro ed i 113 posti a Secondigliano, per 2,2 milioni di euro in via Alferio. Dei 147 milioni di euro finanziati inizialmente, si realizzeranno opere per appena 26,5 milioni di euro, e se si escludono i progetti dell’Adisurc, ente pubblico, la spesa scende ancora a 18 milioni di euro. Cosa resta quindi di questo gigantesco piano? Davvero poco, ed anche tutto concentrato in una sola struttura quella del centro direzionale.
La Ibrido Student aveva presentato 4 progetti per intervenire sulla torre A4 e B1 del centro direzionale di Napoli e sul ponte che le collega. La società che gestirà la struttura ha preso il nome proprio dalla particolare forma dello studentato che sorgerà, Bridge Tower University. Il progetto iniziale, sui 4 interventi finanziati per un totale di 27,6 milioni di euro, prevedeva la realizzazione di 1.391 posti letto. Ma per due progetti è arrivata la rinuncia. Gli interventi riguardano ora solo la torre A4 ed il ponte annesso, per un totale di 682 posti e una spesa di 13,5 milioni di euro. Lo studentato della torre del centro direzionale, che ha beneficiato della possibilità di cambio di destinazione d’uso, da uffici a residenziale, previsto dalla legge nazionale, è l’intervento più importante realizzato con i fondi del Pnrr sulla materia degli alloggi per studenti. Ma anche questo, come abbiamo visto, è stato dimezzato nel tempo. Il resto delle strutture private che saranno realizzate con i fondi Pnrr dai privati sono tutte di piccole dimensioni. Nessuna supera i 65 posti, ed alcune di queste si trovano in zone di altissima concentrazione turistica. Pertanto alla scadenza del vincolo dei 12 anni, i privati si ritroveranno tra le mani una struttura alberghiera bella e pronta in zone di massimo afflusso turistico. Tutto pagato con i soldi pubblici. E’ il caso di Via dei Tribunali, dove la Vernini Garden, che già gestisce un asilo privato parificato, sta realizzando, in quello che un tempo era l’edificio della “Congregazione delle maestre pie veneriniane”, una struttura da 44 posti letto per 878 mila euro. Non da meno può essere il futuro del progetto presentato da Fondazione FOQUS, ai Quartieri Spagnoli, che a Via Portacarrese a Montecalvario 69, all’interno del complesso che ospita la Fondazione, la scuola parificata, e lo spazio eventi, sta realizzando 22 posti letto. Piccoli interventi che avranno un impatto bassissimo sui posti letto destinati agli studenti universitari titolari di una forma di sostegno, ma che invece rappresentano un investimento sicuro, con i soldi pubblici, per il mercato turistico del futuro.
Il cantiere dello studentato dell’Adisurc a Bagnoli
Il cantiere dello studentato dell’Adisurc a Bagnoli
Quando apriranno gli studentati
L’obiettivo del Dm 481-24 era quello di fornire i posti letto dei nuovi studentati realizzati con la collaborazione dei privati per l’anno accademico 2026-2027. Ma salvo la sola eccezione di Campus X a via Galileo Ferraris, già attivo, questo obiettivo sembra essere molto distante. Intanto il Pnrr è finito e le opere che non sono state consegnate entro quella data, praticamente tutte tranne quella di via Galileo Ferraris, hanno perso l’ultima tranche di finanziamento dall’Europa. Il Miur si era anticipato, prevedendo la possibilità, ed istituendo un fondo a parte per il completamento delle opere, senza però un termine tassativo, a differenza del Pnrr. Vicino alla chiusura sembra essere il cantiere della struttura di via Piazzolla, a Poggioreale, realizzata da 2G Hub, con 20 posti letto, mentre per la torre del centro direzionale i lavori, per quanto avanzati, non sembrano prefigurare una consegna dell’opera entro il 2026. A via Camillo Cucca, a Chiaia, il progetto della Bright Nest srl di 65 posti per 1,2 milioni di euro vedrà la gestione di Nea student living, che sul proprio sito riporta le candidature attive per le camere, ma la struttura è ancora fasciata da impalcature. Di certo dunque resta solo Campus X, con i suoi 274 posti, di cui 82 riservati a studenti titolari di una forma di sostegno all’alloggio. Il bando alloggi pubblicato dall’Adisurc prevede per l’anno accademico 26-27 anche la disponibilità delle strutture di Bagnoli e Pietrarsa, realizzate con i fondi del dm 481-24 dall’agenzia della regione Campania. Il cantiere di Bagnoli è quasi ultimato, tranne che per il pian terreno, anche il cantiere di via Pietrarsa procede spedito, bisognerà verificare se effettivamente i due studentati saranno disponibili per la fine del mese di settembre. Nel bando ufficiale per l’anno accademico 2026-2027 ci saranno quindi, in aggiunta alle strutture già esistenti, solo i due nuovi studentati dell’Adisurc e quello di Campus X, già aperto nel 2025. Quello che doveva essere un piano che avrebbe dovuto venire incontro all’emergenza abitativa degli studenti e contribuire a rigenerare i quartieri della città, ha partorito un topolino piccolo piccolo.
(da Fanpage)
Leave a Reply