“DIBBA” È PRONTO A TORNARE. E AFFOSSARE IL CENTROSINISTRA: ALESSANDRO DI BATTISTA STA PENSANDO DAVVERO DI CORRERE ALLE POLITICHE DEL 2027 CON IL SUO MOVIMENTO, “SCHIERARSI”, CHE SECONDO I SONDAGGI VALE UN 3,5%
IL SONDAGGIO SUI FLUSSI: IL 34,3% DEI CONSENSI DI DI BATTISTA ARRIVEREBBE DAL M5S, IL 9 DAL PD. MA UN 8% ABBONDANTE DA FRATELLI D’ITALIA… IL “CHE GUEVARA DI ROMA NORD”, PRO-PAL E FILO-RUSSO, È SPECULARE A VANNACCI: IN POLITICA ESTERA HA LE STESSE POSIZIONI DELL’EX GENERALE, E COSTRINGEREBBE IL M5S A SCHIACCIARSI ANCORA DI PIÙ SULLA PROPAGANDA PUTINIANA. MANDANDO DEFINITIVAMENTE A PUTTANE IL CAMPO LARGO
Alessandro Di Battista, l’ex deputato del M5s conosciuto per il suo attivismo anticasta, si
presenterà alle prossime elezioni? Sebbene la sua decisione non sarà nota prima della fine dell’estate, gli schieramenti politici, soprattutto il campo largo, iniziano a prepararsi all’idea.
Sono anche i cittadini a rivelarsi interessati alla sua candidatura. A dimostrarlo, il sondaggio che Izi ha realizzato per Domani, secondo cui il 34,1 per cento degli intervistati, più di uno su tre, è a conoscenza dell’intenzione dell’ex M5s di presentare una propria lista alle elezioni del 2027, con il possibile appoggio di Beppe Grillo e in eventuale collaborazione con Virginia Raggi, una probabile interlocutrice di Di Battista per storia e linea politica comune.
A portare l’ipotesi della candidatura sul piano della realtà sarebbe stata una domanda del giornalista Andrea Scanzi a cui Di Battista ha risposto: «Non cambierei la mia vita attuale con quella che facevo in Parlamento, ma provo un senso di responsabilità verso i tanti che non vanno più a votare e verso i 4mila iscritti a Schierarsi (la sua associazione, ndr). E poi non credo nel bipolarismo: un progetto di rottura potrebbe migliorare sia l’opposizione che la maggioranza».
Secondo i retroscena, Di Battista starebbe preparando il terreno, ma non sarebbe ancora convinto di poter presentare delle liste competitive alle elezioni
Eppure emerge dal sondaggio Izi sul potenziale elettorato di una «lista Di Battista» che il 3,5 per cento degli intervistati lo voterebbe. La percentuale è più bassa di quanto varrebbe Roberto Vannacci alle prossime elezioni: il 7,6 per cento per Youtrend. Ma rappresenta comunque una quota importante di voti in un’elezione che si deciderà sui piccoli scarti.
Dall’analisi Izi si capisce anche a chi l’eventuale candidatura leverebbe consenso. Il 34,3 per cento di chi voterebbe la lista Di Battista, se l’ex M5s decidesse di non presentarsi, starebbe con il Movimento.
Seguono, invece, gli indecisi: il 17,6 per cento. E poi quelli che voterebbero Pd: 9 per cento. Una percentuale abbastanza ampia di voti arriverebbe anche da chi altrimenti non si recherebbe alle urne: l’8,9 per cento. Ma dall’analisi emerge anche un altro dato: l’8,1 per cento di chi voterebbe l’ex deputato M5s, se non ci fosse, supporterebbe Fratelli d’Italia, il 5,2 la Lega, il 4,1 Futuro nazionale.
Quindi, l’1,2 per cento degli elettori, che voterebbe la lista Di Battista, se non si candidasse sosterrebbe il M5s, puntualizza l’analisi Izi. L’1 per cento sarebbe indeciso o si asterrebbe. Lo 0,6 per cento starebbe con il centrodestra, lo 0,5 per cento con il centrosinistra, lo 0,1 per cento con Futuro nazionale e sempre lo 0,1 per cento al centro. A dimostrazione che l’arrivo di Di Battista, come scritto da Domani, sarebbe sicuramente un guaio per la sinistra. Ma forse anche per la destra.
(da Dagoreport)
Leave a Reply