ANSIA DA ROUSSEAU: IL PARADOSSO DI UN GRUPPO DI ATTIVISTI CHE SU UNA PIATTAFORMA PRIVATA DECIDE SE IL POTERE LEGISLATIVO DEVE MANDARE IL POTERE ESECUTIVO DAVANTI AL POTERE GIUDIZIARIO
DI MAIO VIOLA IL “SILENZIO ELETTORALE”… QUESITO CAMBIATO , ROUSSEAU DOWN, IL VOTO SLITTA DUE VOLTE, SI ALLUNGA LA LISTA DEI MAL DI PANCIA
Luigi Di Maio dice che sosterrà l’esito della consultazione fra gli iscritti ma avverte quasi minaccioso che “poi ognuno si assumerà le proprie responsabilità ” violando il silenzio elettorale nel giorno in cui il Movimento 5 stelle vota su Rousseau cosa farsene di Matteo Salvini.
Può sembrare bizzarro e paradossale definire così la mossa del capo politico, ma cosa c’è di più paradossale di una manciata di attivisti che decide su una piattaforma privata se il potere legislativo deve mandare il potere esecutivo davanti al potere giudiziario?
E così un bigio lunedì allunga la sua cappa d’attesa sui palazzi romani.
Alle 21 il vicepremier riunisce i suoi parlamentari. Ordine del giorno: presenza sul territorio. Inizia a muoversi il corpaccione che fu degli amici di Beppe Grillo in una ristrutturazione che lo farà assomigliare a un partito.
“Serve un’organizzazione a livello nazionale e territoriale”, ha rilanciato oggi il leader. Gli onorevoli mugugnano. Sono sempre più quelli che si tengono la pancia mentre studiano il da farsi.
L’influente e tutt’altro che dissidente Alberto Airola ha annunciato che voterà sì all’autorizzazione a procedere comunque vada.
E filtra che almeno uno dei suoi colleghi in Giunta, Mattia Crucioli, va dicendo che lui si esprimerà “secondo coscienza” sul voto richiesto dall’organismo tecnico del Senato.
Saranno tutti lì, in assemblea, a iniziare a parlare di nuova organizzazione. Perchè forse della Diciotti non si riuscirà a parlare.
Perchè il Movimento che vorrebbe governare online ha avuto più di qualche difficoltà a sopportare l’urto dei soli attivisti, tutti collegati, tutti insieme. Il blog delle stelle va down, Rousseau lo segue a ruota.
Il termine delle votazioni dalle 19 viene prima spostato alle 20, quindi alle 21.30 al momento in cui scriviamo. I risultati sono attesi in serata, ma ulteriori slittamenti sono complicati da prevedere.
Al pasticcio tecnico si è affiancato il pasticcio sostanziale. Perchè, per come era stato posto, il quesito invitava a votare No se si voleva spedire Salvini alla sbarra, e Sì se gli si voleva concedere lo scudo.
Formulazione cambiata in tutta fretta dopo la valanga di critiche, prima fra tutte quella dello stesso Grillo. “Ci sta scherzarci su”, ha risposto Di Maio, cercando di scacciare con la mano il fastidio di parole pesanti come il piombo.
Come a certificare che la situazione non è seria. Ma potrebbe nel giro di qualche ora diventare assai seria.
(da “Huffingtonpost”)
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