Luglio 19th, 2012 Riccardo Fucile
IL TIPO DI ESPERIMENTI A GREEN HILL NON SERVONO ALL’UOMO: SOLO L’1% DEI FARMACI TESTATI SU ANIMALI ARRIVA IN FARMACIA … E’ LA LEGGE CHE OBBLIGA ALLA SPERIMENTAZIONE SU ANIMALI, NON LA SCIENZA
«Vengono usati per impianti odontoiatrici: gli spaccano la mandibola per poi provare gli
impianti. Oppure gli modificano il cuore, poi li sottopongono a stress fino all’infarto».
Michela Kuan, biologa, spiega il destino dei beagle allevati a Montichiari per la sperimentazione animale.
Si dice sempre che la vivisezione è necessaria per salvare vite umane.
«Gli animali sottoposti al fumo delle sigarette per 24 ore al giorno non si ammalano di tumore ai polmoni, e neanche l’amianto ha provocato loro danni: non è stato così per l’uomo. Poi l’aspirina: per alcuni malati è un salvavita per gli animali è tossica».
Allora perchè proseguire?
«La legge obbliga al passaggio sull’animale, ma meno del 5 per cento dei farmaci testati sugli animali superano l’esame e di questi solo l’1 per cento arriva al commercio. Non si capisce perchè, se non per motivi economici, ci si affidi a un sistema fallimentare: molte molecole testate sull’animale non servono all’uomo. E chissà quante ne vengono scartate, perchè gli animali muoiono, mentre sarebbero utili all’uomo».
Antonella Mariotti
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Luglio 19th, 2012 Riccardo Fucile
CONTESTATO IL MALTRATTAMENTO DEI BEAGLE E L’UTILIZZO DEGLI ANIMALI PER RICERCHE CONNESSE CON LA COSMESI
Ora sui cancelli dell’allevamento Green Hill a Montichiari, nel Bresciano, meta di
numerosi cortei di protesta e anche teatro di arresti di animalisti che avevano effettuato un blitz per liberare i cani beagle, c’è un cartello: ‘Area sottoposta a sequestro probatorio’.
Alla struttura, in cui sono allevati 2.500 cani destinati alla sperimentazione, gli agenti del Corpo forestale dello Stato e della Digos della questura di Brescia hanno posto i sigilli su ordine del pm Ambrogio Cassiani, che ipotizza il reato di maltrattamento di animali nei confronti di tre persone ai vertici della stessa Green Hill.
Sono soprattutto due i problemi sollevati nel decreto di sequestro: si ipotizza che i beagle siano utilizzati non solo a fini scientifici ma anche per ricerche connesse alla cosmesi, e questo non sarebbe in linea con la legislazione italiana (un’accusa che Green Hill respinge con forza definendola “infondata”).
Poi ci sono le condizioni in cui sono custoditi i cani: il beagle è un segugio che ha bisogno di vivere all’aria aperta e non in gabbie come nella struttura bresciana.
Per capire la destinazione degli animali e le condizioni in cui vivevano sono al lavoro gli agenti della Digos, che hanno già sentito i dipendenti di Green Hill.
Ancora non è certo il numero dei cani che si trovano nell’allevamento.
I beagle non potranno essere portati fuori, omunque, e gli stessi rappresentanti della Green Hill sono stati nominati custodi giudiziari assieme al sindaco della cittadina lombarda e all’Asl: avranno l’obbligo di cura e alimentazione degli animali.
Il sequestro dell’azienda che fa capo alla danese Great Divide Aps è stata salutato con gioia dalle associazioni animaliste che da mesi si battono per la sua chiusura definitiva.
Il 28 aprile davanti all’allevamento ci furono anche tafferugli con le forze dell’ordine: finirono in carcere per un paio di giorni in 13 che avevano fatto irruzione nella Green Hill e avevano liberato alcuni cuccioli.
L’8 maggio scorso ci furono proteste in una settantina di città , molte delle quali estere. Lega antivivisezione e Legambiente cantano vittoria (anche se parziale): “Ci auguriamo che gli accertamenti in corso, disposti dalla Procura, possano fare luce definitivamente sulle reali condizioni di vita degli animali rinchiusi nei padiglioni della struttura, in attesa della spedizione verso gli acquirenti, e sull’impossibilità di Green Hill di garantire il rispetto delle necessità fisiche e comportamentali dei cani, visti i numeri enormi di cui si parla”.
Poi reiterano la richiesta che si approvi la legge che vieta l’uso di animali a fini scientifici: “Alla luce di questi sviluppi giudiziari rivolgiamo un nuovo appello ai senatori affinchè l’articolo 14 della legge comunitaria sia finalmente approvato e possa essere di incentivo per la ricerca pulita, scientifica ed eticamente accettabile”. Entusiasta anche Brigitte Bardot, convinta animalista: “E’ la prima buona notizia dell’anno e sono contenta che arrivi dall’Italia, il mio Paese del cuore.
Questo allevamento vergognoso deve chiudere definitivamente i battenti perchè non abbiamo il diritto di abbandonare migliaia di cani all’inferno, povere cavie sacrificate per una scienza senza coscienza”.
Alla soddisfazione degli animalisti risponde l’azienda: “Siamo sconcertati dal clima di persecuzione a cui stiamo assistendo, arrivato al punto di bloccare un’attività che dà lavoro a decine di dipendenti per cercare di dimostrare la validità di accuse pretestuose respinte nei fatti da innumerevoli ispezioni”.
(da “La Repubblica”)
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Luglio 18th, 2012 Riccardo Fucile
BLITZ DELLA FORESTALE: DOPO LE DENUNCE ANIMALISTE CONTRO L’ALLEVAMENTO DI BEAGLE, SEQUESTRATI TUTTI I CANI E L’INTERA STRUTTURA SU UNA SUPERFICIE DI 5 ETTARI… TRA I REATI CONTESTATI ANCHE IL MALTRATTAMENTO DI ANIMALI
Il Corpo forestale dello Stato sta eseguendo il sequestro di Green Hill, l’azienda situata a
Montichiari, in provincia di Brescia, che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione.
Alle operazioni di ispezione e sequestro della struttura, disposte dalla Procura della Repubblica presso il tribunale ordinario di Brescia, partecipano 30 forestali appartenenti ai comandi provinciali di Brescia, Bergamo e al nucleo investigativo per i reati in danno agli animali.
E’ presente anche personale della Questura di Brescia.
L’operazione sta portando al sequestro di cani di razza beagle, sia cuccioli sia adulti, e dell’intera struttura costituita da quattro capannoni, uffici e relative pertinenze per un totale di circa 5 ettari.
Fra i reati contestati c’è anche quello quello di maltrattamento di animali.
Sulla vicenda intervengono Lega antivivisezione e Legambiente auspicando che gli accertamenti facciano luce sulle reali condizioni cui versano gli animali e chiedendo che il Senato approvi la legge che vieta l’allevamento di animali per la sperimentazione.
“Grazie agli atti presentati dalle due associazioni è stata finalmente riaperta l’inchiesta giudiziaria sulle modalità di detenzione degli animali nella megastruttura. – ha dichiarato Gianluca Felicetti, presidente della Lav – Ci auguriamo che gli accertamenti in corso, disposti dalla Procura, possano fare luce definitivamente sulle reali condizioni di vita degli animali rinchiusi nei padiglioni della struttura, in attesa della spedizione verso gli acquirenti, e sull’impossibilità di Green Hill di garantire il rispetto delle necessità fisiche e comportamentali dei cani, visti i numeri enormi di cui si parla”.
“In questi mesi – spiegano le due associazioni – è all’esame del Senato la norma, già approvata dalla Camera dei deputati, che vieterebbe l’allevamento di cani, gatti e primati non umani per la sperimentazione, imporrebbe l’obbligo di anestesia e analgesia per i test e, vietando le esercitazioni belliche e didattiche con animali, sosterrebbe concretamente il ricorso ai metodi sostituivi della vivisezione. Alla luce di questi sviluppi giudiziari rivolgiamo un nuovo appello ai senatori affinchè l’articolo 14 della legge comunitaria sia finalmente approvato e possa essere di incentivo per la ricerca pulita, scientifica ed eticamente accettabile”.
Una grande vittoria oggi di tutto il mondo animalista.
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Luglio 11th, 2012 Riccardo Fucile
DENUNCIA DELLA LAV NEL RAPPORTO ZOOMAFIA: COMMERCIO VIA WEB DI CUCCIOLI PROVENIENTI DAL’EUROPA DELL’EST, UN GIRO D’AFFARI GESTITO DA MINORENNI… SEQUESTRATI 750 CUCCIOLI
Maltrattamenti, sfruttamento, uccisioni; ma anche giri di scommesse e sofisticazioni
alimentari.
In Italia la violenza sugli animali non conosce crisi, ed è praticata sempre più da giovani e giovanissimi.
A denunciarlo è il Rapporto Zoomafia 2012 della Lega Anti Vivisezione (Lav).
Che, giunto alla sua tredicesima edizione, traccia un quadro più inquietante che mai: nell’arco del 2011, infatti, nel Belpaese ogni ora è stato registrato un reato contro animali.
Centinaia di migliaia dei quali, denuncia lo studio, finiscono nelle mani della criminalità organizzata.
Cifre allarmanti che, in realtà , rappresentano solo una parte dei crimini effettivamente compiuti.
In molti si sono indignati per lo sterminio di cani avvenuto in Ucraina per i campionati europei di calcio.
In pochi, invece, sembrano sapere che nel nostro Paese le cose vanno anche peggio. Corse e combattimenti clandestini, canili abusivi, traffico di cuccioli o macellazione illegale; e ancora: contrabbando di fauna, uccisione di animali a scopo intimidatorio o per puro piacere.
Per il Rapporto Zoomafia 2012, il maggior numero di reati è legato alle corse illegali di cavalli, dietro cui si nascondono organizzazioni criminali con ramificazioni anche internazionali.
Delle 179 persone denunciate dalle forze dell’ordine, 57 sono state arrestate. I cavalli sequestrati sono stati invece 94: una cifra mai raggiunta prima, che l’anno precedente si era fermata a 62.
Sempre più importanti sono poi la “Cupola del bestiame”, la macellazione clandestina e i veleni delle sofisticazioni alimentari: fenomeni legati ai tentativi della malavita organizzata di impossessarsi della redditizia filiera della carne.
Fra i casi accertati dalla Direzione investigativa antimafia (Dia), spiccano quelli di mandrie al pascolo su discariche, allevamenti di centinaia di anatre stipate in un garage, animali lasciati senza cibo tanto da arrivare al cannibalismo.
O maialini sgozzati e trasportati in auto verso garage trasformati in mattatoio.
Per quanto riguarda le contraffazioni alimentari, a cui lo studio dedica un intero paragrafo, il controllo di quasi tremila aziende ha portato i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dei carabinieri (Nas) al sequestro di 7 milioni e mezzo di tonnellate di alimenti. Alcuni esempi di casi registrati nello scorso anno?
“Carne tunisina in cattivo stato di conservazione nascosta in valigie; confezioni di salsicce scadute da anni; gamberetti rossi del Mozambico spacciati per nostrani; polpo vietnamita venduto come del Mediterraneo”.
Anche il fenomeno degli animali uccisi a scopo intimidatorio merita una certa attenzione.
Fra i numerosi casi accertati, elencati in una lista “lugubremente fantasiosa”, spicca quello di un cane corso impiccato con due proiettili inesplosi in bocca.
Un singolo esempio che rischia però di sparire, se messo nel calderone dei moltissimi altri animali strangolati, decapitati o uccisi con armi come fucili a pallettoni. In ripresa risultano anche il contrabbando di fauna, la biopirateria e la pesca abusiva con esplosivi.
Ma soprattutto i combattimenti clandestini fra cani. Che, fa presente il Rapporto Lav, sono in allarmante ascesa nonostante i tentativi delle Forze dell’ordine di scongiurare un fenomeno dai pesanti risvolti sociali.
Come quello della micro-criminalità giovanile, specializzata nel commercio via web di cuccioli provenienti dall’Europa orientale (Slovacchia e Ungheria in primis).
Un giro d’affari gestito perlopiù da minorenni, che si sono visti sequestrare 750 cuccioli, per un valore complessivo di 563.000 euro.
La crescente presenza di minori in questo tipo di attività è uno degli aspetti più interessanti dello studio Lav. Ma anche indice di un allarmante degrado sociale.
“Il tema della violenza nei riguardi degli animali è strettamente collegato al tema della violenza verso gli esseri umani e dei comportamenti antisociali in genere”, spiega Ciro Troiano, criminologo, responsabile dell’Osservatorio Zoomafia Lav e autore del rapporto.
Fra i casi più inquietanti, quelli di cuccioli infilzati, cosparsi di benzina e arsi vivi; o quello di un cagnolino preso a calci e bastonate da un gruppo di bambini incitati alla violenza da alcuni adulti.
“I bambini e gli adolescenti coinvolti vengono proiettati in un mondo violento, ‘virile’, dove la sicurezza individuale e la personalità si forgiano con la forza, con l’abitudine all’illegalità , con la disumanizzazione emotiva”, denuncia Troiano: “È ampiamente dimostrato che bambini e adolescenti ripetutamente crudeli verso gli animali presentano diversi tipi di disturbi psicologici, e possono facilmente diventare adulti violenti e antisociali”.
Andrea Bertaglio
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Giugno 16th, 2012 Riccardo Fucile
SLOGAN E STRISCIONI NELLA GIORNATA DI MOBILITAZIONE DEGLI ANIMALISTI PERCHE’ NON VI SIANO GOLPE IN COMMISSIONE SENATO
Ore dedicate ai sit-in e alle proteste a tutela degli animali nella capitale.
Da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni, i manifestanti sfilano contro la vivisezione chiedendo la chiusura di Green Hill, azienda di Montichiari (Brescia) che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione.
La manifestazione è organizzata da Occupy Green Hill e dal coordinamento antispecista del Lazio, e vede la partecipazione di più di 10 mila persone con oltre 30 i pullman giunti per l’occasione da numerose città italiane.
Al centro della polemica, l’inserimento nel nostro ordinamento del divieto di allevamento di cani, gatti e altri primati sul territorio nazionale per vivisezione, provvedimento attualmente allo studio della XIV Commissione del Senato. Secondo i manifestanti, il provvedimento sarebbe ostacolato da gruppi di pressione.
I ragazzi hanno portato cartelli con le scritte: “No a Green Hill, no alla vivisezione”, “Libertà per gli animali, libertà per gli esseri umani” intonando slogan come: “Tutti liberi” e “Allevarli per ammazzarli per farne cibo, vestiti, ma cos’è questo, ma cosa siamo? Vergogna”.
“Ci batteremo con forza affinchè Green Hill e tutti gli altri lager per animali vengano immediatamente chiusi” ha dichiarato il presidente dei Verdi Angelo Bonelli che oggi ha partecipato alla manifestazione con l’ex ministro del Turismo Michela Brambilla.
Stamane invece si è tenuto il presidio organizzato dal P. A. E. e supportato dai
militanti di Centopercentoanimalisti contro le botticelle a Roma.
La protesta è durato 90 minuti in piazza Santissimi Apostoli.
La decisione dei manifestanti è stata di attendere l’arrivo di Michela Brambilla, che aveva promesso un saluto, e poi l’annullamento della manifestazione anti botticelle.
Avvenuto l’incontro con la Brambilla, gli aderenti al PAE si sono recati alla manifestazione anti Green Hill in atto nella capitale, mentre i militanti di Centopercentoanimalisti, si sono diretti verso Piazza di Spagna, luogo solito di riunione delle botticelle.
Sciolto quindi il presidio, quattro militanti di Centopercentoanimalisti hanno deciso di protestare per le vie di Roma, alla “caccia” di botticelle, ma giunti a piazza Navona un vetturino non ha gradito la loro presenza aggredendone uno.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno fermato i militanti per una identificazione.
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Giugno 10th, 2012 Riccardo Fucile
ERA IL 28 MARZO QUANDO SONO STATI LIBERATI 70 CANI DESTINATI ALLA VIVISEZIONE NELL’ALLEVAMENTO LAGER DI MONTICHIARI…I CUCCIOLI STAVANO MALE, ADESSO SONO RINATI
Forse, di questa specie bipede, non hanno capito poi tanto.
Prima li ignora, li chiude in gabbia, e a un certo punto li spedisce in blocchi a scoprire mezza Europa.
Poi, improvvisamente, se li coccola, si preoccupa, non li lascia soli.
Cerca pure di insegnare loro cosa sia una… palla?
Non parliamo dell’erba poi, ci si può correre, giocare, riposare. Su quei tavoli con i lenzuoli verdi ce li porta ancora, il bipede, eppure, che strano, resta pure lui, e alla fine si torna a casa insieme.
Già , forse, di questa specie bipede, i beagle destinati alla sperimentazione «liberati» da Green Hill nel corso del blitz animalista del 28 marzo scorso organizzato da «Occupy Green Hill», non hanno capito poi molto.
Chissà che le idee, dopo oltre un mese, questi cuccioli, così come le fattrici, non le abbiano un po’ più chiare.
Stanno bene, ma non per tutti, una settantina di cani, è stato facile.
Una delle femmine da riproduzione, probabilmente una delle più anziane, è stata curata a causa di una mastite piuttosto pronunciata.
Sta imparando a masticare, e quella cosa chiamata «gioco» inizia a piacerle parecchio. Ecco perchè, anche se forse questa specie bipede resta misteriosa, di lei, sta iniziando a fidarsi.
Quel giorno, il 28 marzo, è stato il caos.
Un delirio che si nutriva della tensione generata dall’irruzione nell’allevamento, e dal giubilo alla vista di quei cuccioli così indifesi. Non solo.
Perchè protagonista è stata anche la solidarietà silenziosa di una cittadina, Montichiari, che c’ha messo la faccia e il cuore.
E gli attivisti giurano che non dimenticheranno: di chi ha preso l’auto di corsa per dare loro un passaggio e portare i cagnolini in salvo, o chi la macchina l’ha fermata seduta stante, per stravolgere la tabella di marcia e caricarseli a bordo.
Lo sa bene chi, i beagle di 40 giorni, se li è infilati nello zaino.
E chi ha adottato un cucciolo che all’inizio non mangiava, non beveva, non viveva: le difese immunitarie a terra, molto probabilmente, secondo gli esperti, a causa di un trattamento mirato al tipo di sperimentazione in programma.
L’anemia sta passando, e lui non ha alcuna intenzione di poltrire tutto il giorno.
«Li hanno liberati, guarda!» aveva urlato una bimba.
E quella voce resta, certo, insieme a 13 denunce in attesa del processo.
Intanto, sabato prossimo alle 15 è fissata una manifestazione nazionale a Roma, contro la vivisezione, in attesa che la legge cambi: il corteo si muoverà da piazza Repubblica a piazza San Giovanni.
Mara Rodella
(da “Il Corriere della Sera”)
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Aprile 30th, 2012 Riccardo Fucile
MIGLIAIA DI MESSAGGI DI SOLIDARIETA’ DA TUTTO IL MONDO PER LE RAGAZZE CHE AVEVANO ASSALTATO LA FABBRICA DELLA MORTE… LA LEGGE VA RISPETTATA QUANDO ESSA RISPETTA LA DIGNITA’ DEGLI ESSERI VIVENTI, NON QUANDO GIUSTIFICA ATROCITA’
Per loro si è mossa anche Brigitte Bardot. L’ex sex symbol, che da anni ha abbandonato la carriera di attrice per condurre una dura battaglia per la difesa dei diritti degli animali, ha inviato una lettera al ministro della Giustizia, Paola Severino, per chiederle di «vegliare alla liberazione» dei militanti di Green Hill.
Non è stato certo per il suo appello, ma in serata i 12 attivisti, 4 uomini e 8 donne, arrestati per il blitz di sabato, hanno lasciato il carcere. I
l Gip ha disposto per uno l’obbligo di dimora per tutti gli altri il divieto ad avvicinarsi al territorio di Montichiari.
È durata 48 ore la detenzione dei 12 animalisti, provenienti da tutta Italia, fermati per aver liberato una ventina di cuccioli di beagle dall’allevamento di animali per laboratorio nel bresciano.
Sono usciti dal carcere in tarda serata, alcuni con ancora le magliette «No alla vivisezione», che indossavano l’altro giorno durante la manifestazione davanti Green Hill.
Ad accoglierli come eroi gli altri attivisti, ma soprattutto familiari e parenti desiderosi solo di riportarli a casa al più presto.
A quanto si è appreso negli interrogatori del pomeriggio si sono avvalsi della facoltà di non rispondere tutti, tranne una donna romana 51/enne. «Con il blitz dentro l’allevamento non c’entro nulla», avrebbe detto.
Anche gli hackers di Anonymous oggi hanno dato il loro “contributo” alla lotta animalista, attaccando il sito dell’ Associazione italiana per la lotta contro l’Aids (Anlaids), che dalla scorsa notte mostra un comunicato di sostegno al blitz animalista di Montichiari. «Vogliamo mandare un forte messaggio di solidarietà agli arrestati — affermano — e a tutti coloro che si battono per dare voce a chi non ce l’ha. Ci scagliamo contro l’industria della vivisezione: pratica barbara, arretrata e sanguinaria finalizzata alla sofferenza e al profitto delle avide Lobbies».
Sul sito dell’Anlaids, sotto il titolo “Occupy Green Hill” l’associazione viene direttamente chiamata in causa: «Salve, Mengele del nuovo millennio – si legge -. Se Voi assaltate la Vita, noi assaltiamo i Vostri siti».
Poco prima, un analogo attacco aveva avuto come obiettivo il sito di una azienda che distribuisce e commercializza apparecchiature e strumenti medicali veterinari fornitrice dell’allevamento Green Hill, la Riccò Alete.
Anche qui gli hackers chiedono la liberazione degli arrestati, sostenendo le ragioni del blitz e criticando l’attività dell’allevamento.
Ma per la comunità di animalisti, attivisti, ambientalisti il blitz di sabato pomeriggio verrà ricordato come una delle azioni più esaltanti contro la vivisezione.
Dei venti cuccioli “liberati” tre sono stati riacciuffati dalle forze dell’ordine e riportati nelle gabbie. Ma gli altri sono rimasti nelle mani di chi li ha accolti con affetto.
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Aprile 30th, 2012 Riccardo Fucile
ITALIA NEL RIDICOLO IN TUTTO IL MONDO: CONTESTATA AI MANIFESTANTI LA RAPINA, IL FURTO E IL DANNEGGIAMENTO… NEL PAESE IN CUI I BLACK BLOC POSSONO IMPUNEMENTE BRUCIARE UNA CITTA’, IL PUGNO DI FERRO LO SI USA SOLO CON LE CASALINGHE
Sono stati rinchiusi in carcere a Verziano i 12 manifestanti (8 donne e 4 uomini) fermati sabato sera dalla Digos per il blitz a Green Hill,
l’allevamento di cani beagle di Montichiari.
Le accuse di cui devono rispondere sono rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, furto aggravato in concorso e violazione di domicilio aggravata.
Secondo la società Green Hill e le forze dell’ordine il danno provocato dall’invasione degli attivisti ammonta a circa 250mila euro.
In carcere sono finite dodici persone: una 39enne polacca residente a Ferrara; Alessandra, insegnante 47enne di Bologna; Teresa 51enne di Roma, impiegata alle poste; Benedetta, studentessa 21enne di Cascina, in provincia di Pisa; un 40enne di Argelato, nel bolognese; una 44enne di Pelago e un 37enne di Castelfiorentino, entrambi in provincia di Firenze, un 25enne di Torino, Veronica, studentessa 22enne di Roma; una 26enne di Firenze; Raffaele 42enne di Pomezia impiegato alle Poste, e una 38enne di Treviso.
Una ragazza minorenne è stata denunciata a piede libero.
Oggi il processo per direttissima e l’udienza di convalida.
Domenica sera davanti al carcere bresciano si è tenuta una manifestazione di solidarietà mentre sul web si stanno mobilitando gli animalisti di mezzo mondo e si moltiplicano gli appelli alle organizzazioni animaliste per dare sostegno agli attivisti incarcerati.
La parlamentare Pdl ed ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla domenica sera ha fatto visita agli attivisti incarcerati.
Secondo l’ex ministro il gesto dei manifestanti dà la misura «di quanto sia alto il livello di esasperazione dei cittadini, che non intendono più tollerare la presenza di tale vergognosa attività nel nostro Paese.
Le migliaia di persone – aggiunge Michela Vittoria Brambilla – che da mesi hanno messo in campo ogni forma civile di protesta contro Green Hill, interpretano il sentimento di milioni di italiani»: l’86% dei cittadini, infatti, è fortemente contrario alla vivisezione (Eurispes) ed è ben noto che la parte più avanzata del mondo scientifico giudica tale pratica inutile e dannosa per la salute umana.
«Le persone arrestate – afferma la parlamentare Pdl – sono mosse soltanto dal desiderio di salvare la vita alle migliaia di cagnolini che ogni anno muoiono tra atroci sofferenze sui tavoli dei laboratori di vivisezione di mezza Europa».
La Brambilla ha rinnovato il suo appello ai colleghi senatori perchè approvino al più presto l’articolo 14 della legge comunitaria, con la norma, di cui è autrice, che vieta su tutto il territorio nazionale di «allevare cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione» e che comporterà quindi la chiusura di Green Hill».
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Marzo 20th, 2012 Riccardo Fucile
TEMONO UN COLPO DI MANO DELLE LOBBY FARMACEUTICHE AL SENATO DOVE SI DISCUTONO GLI EMENDAMENTI ALLA LEGGE COMUNITARIA… BISOGNEREBBE VIETARE NON SOLO L’ALLEVAMENTO, MA ANCHE LA COMMERCIALIZZAZIONE DEGLI ANIMALI
«Chiudere Green Hill. Altrimenti ci arrabbiamo».
L’hanno scritto su uno striscione gli attivisti che questa mattina all’alba hanno superato le barriere dell’azienda di Montichiari e si sono incatenati agli uffici dell’allevamento con lucchetti e tubi di ferro.
Il coordinamento Fermare Green Hill vuole riportare l’attenzione sull’azienda che alleva cani beagle destinati alla vivisezione.
Il futuro di questi animali e di tanti altri dipende dal Senato dove si discutono gli emendamenti alla legge comunitaria sulla sperimentazione animale.
Il cosiddetto emendamento Brambilla, se sarà confermato, porterà alla chiusura degli allevamenti di cani, gatti e primati destinati alla vivisezione.
Dopo l’approvazione alla Camera, gli attivisti temono che ci possa essere un colpo di coda delle lobby farmaceutiche in Senato.
Per questo hanno lanciato l’«Operazione altrimenti ci arrabbiamo» invitando tutti a tempestare di e-mail gli indirizzi di posta elettronica di ogni senatore.
«Vista la crescente e ampia sensibilità pubblica sull’argomento — spiegano gli attivisti — crediamo che i legislatori non possa non tenere conto della volontà delle persone, non solo di quella delle aziende chimico-farmaceutiche».
Per mantenere alta l’attenzione, gli attivisti si recheranno a Roma martedì 27 marzo con una protesta davanti al Senato, organizzata in collaborazione con il Comitato Montichiari Contro Green Hill, che presenterà le decine di migliaia di firme raccolte negli ultimi mesi per la chiusura dell’allevamento-lager di Montichiari.
Gli attivisti sanno che anche l’emendamento alla legge comunitaria potrebbe non bastare per la chiusura definitiva di Green Hill.
Nella modifica di legge si vieta l’allevamento, ma non la commercializzazione degli animali destinati ai laboratori di vivisezione.
E in tanti temono che Green Hill possa diventare un centro di smistamento e vendita di cani e gatti, come già succede ad Harlam, l’azienda della Brianza oggetto di forti critiche degli animalisti.
«Quello che vogliamo — ribadiscono gli attivisti — è l’abolizione totale della sperimentazione sugli animali. Chiudere gli allevamenti è un primo passo in questa direzione».
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