Destra di Popolo.net

STRAGE DELLE RAGAZZINE A MANCHESTER: 22 MORTI, 59 FERITI

Maggio 23rd, 2017 Riccardo Fucile

UN KAMIKAZE SI FA ESPLODERE AL CONCERTO PER TEENAGER DI ARIANA GRANDE… BAMBINI TRA LE VITTIME

Torna il terrore in Gran Bretagna, e torna nel modo più scioccante possibile: un attacco terroristico al termine di un concerto per giovani e giovanissime all’Arena di Manchester, il più grande spazio per il divertimento della città .
Il bilancio delle vittime è di 22 morti e 59 feriti.
Tra i morti – fa sapere il capo della polizia di Manchester, Ian Hopkins – ci sono anche dei bambini. L’esplosione è stata provocata da un attentatore morto suicida; ora bisognerà  capire se ha agito da solo o come parte di un network terroristico.
Di sicuro c’era l’intenzione di creare il maggior numero di vittime possibile, mettendo a segno il più grave attentato compiuto con ordigni esplosivi in Gran Bretagna dagli attacchi alla metro di Londra del luglio 2005, in cui persero la vita 52 persone.
Tutto è avvenuto verso le 22:30 di ieri sera ora locale, subito dopo la fine di un concerto di Ariana Grande – pop star americana 24enne, rimasta illesa secondo una sua portavoce – quando un boato ha scatenato il panico fra gli spettatori.
La struttura, la più grande arena indoor d’Europa, con una capienza di oltre 21.000 posti, era affollata soprattutto di giovani e giovanissimi.
In un primo momento si è parlato di due o più deflagrazioni, poi ne è stata confermata una sola, individuata nella zona del foyer, non lontano dalle biglietterie, subito fuori dall’area degli spalti.
Immagini registrate da testimoni oculari hanno mostrato scene di terrore, con urla seguite dal fuggi fuggi generale. Mentre la polizia accorreva in forze e così pure i mezzi di soccorso.
Pochi minuti dopo le notizie iniziali, la Greater Manchester Police ha diffuso un primo messaggio, invitando la gente a stare lontano dalla zona. Intanto la stazione della metropolitana di Victoria, la più vicina all’arena, veniva chiusa, con l’interruzione del servizio di trasporto.
Diverse persone reduci dal concerto hanno raccontato di aver visto fumo e di aver avvertito un odore acre, di esplosivo. E reparti di artificieri sono in effetti arrivati rapidamente sul posto, per condurre almeno un paio di detonazioni controllate di oggetti sospetti. L’indagine, stando alla Bbc, è stata affidata alla North West Counter Terrorism Unit. Ma rinforzi dell’antiterrorismo di Scotland Yard sono stati inviati da Londra già  nella notte.
La premier britannica Teresa May ha diffuso stanotte un messaggio di cordoglio e solidarietà  alle famiglie delle vittime dell’esplosione alla Manchester Arena, sottolineando che l’episodio viene indagato come “un orrendo attacco terroristico”.
La premier ha convocato per questa mattina la riunione del comitato per la Sicurezza Cobra. May, seguita poi da tutti gli altri leader politici britannici, ha sospeso la campagna elettorale per le elezioni del prossimo 8 giugno.
Rinviati tutti i comizi e gli appuntamenti di altri partiti.
“Distrutta. Dal profondo del mio cuore, sono così tanto dispiaciuta. Non ho parole”: così scrive la pop star Ariana Grande su Twitter.

(da “Huffingtonpost”)

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“NON AVRETE IL MIO ODIO”: IL COMMOVENTE DISCORSO DEL COMPAGNO DELL’AGENTE UCCISO A PARIGI

Aprile 25th, 2017 Riccardo Fucile

“SOFFRO MA SENZA ODIO, PERCHE’ QUEST’ODIO NON TI SOMIGLIA”

“Soffro ma senza odio. Perchè quest’odio non ti somiglia”, sono le commoventi parole dette da Etienne Cardile, il compagno di Xavier Jugelè, durante la cerimonia per ricordare il poliziotto ucciso giovedì sugli Champs-Elysèes.
E il presidente Francois Hollande lo ha ricordato dicendo: “Jugelè era un eroe del quotidiano. Aggredire un poliziotto o un gendarme significa colpire l’autorità  dello Stato”.
La frase di Etienne Cardile è la stessa usata da Antoine Leiris, che ha perduto la moglie durante gli attentati del 13 novembre 2015.
Cardile, nel suo discorso, ha anche detto: “Ti piaceva questo tipo di missione, perchè gli Champs-Elysèes sono l’immagine della Francia, la cultura. In quell’istante, in quel posto il peggio è arrivato”.

(da agenzie)

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XAVIER, IL POLIZIOTTO UCCISO A PARIGI, 37 ANNI, ATTIVISTA GAY, ERA ALLA RIAPERTURA DEL BATACLAN

Aprile 21st, 2017 Riccardo Fucile

FACEVA PARTE DI FLAG!, L’ASSOCIAZIONE LGBT DELLA GENDARMERIA… UN IMPEGNO CIVILE E SOLIDALE LO AVEVA PORTATO ANCHE IN GRECIA AD AIUTARE I PROFUGHI

Xavier Jugelè era nato a Bourges il 4 maggio 1980 e tra pochi giorni avrebbe festeggiato il suo compleanno e un nuovo lavoro: dalla polizia stradale, addetto al traffico e all’ordine pubblico, sarebbe passato alla giudiziaria.
Così si apprende dal quotidiano francese Le Figarò. La sera del 20 aprile stava terminando il servizio di sorveglianza davanti a un centro culturale turco situato al numero 102 degli Champs-à‰lysèes, a Parigi, quando è stato raggiunto dai colpi di un kalashnikov esplosi da un uomo sceso da un’automobile nel bel mezzo del boulevard. Nell’attacco, poi rivendicato dall’Isis, altri due agenti sono rimasti feriti, così come una turista raggiunta da alcune schegge.
Xavier è rimasto a terra, là  dove oggi tra le insegne delle boutique più importanti del mondo, qualcuno ha lasciato un fiore. L’ennesimo.
“Sono felice di essere qui”, aveva dichiarato in una intervista a People lo scorso 12 novembre durante il concerto di Sting in occasione della riapertura del Bataclan.
“E’ simbolico, siamo qui come testimoni, qui per difendere i nostri valori civili e questo concerto celebra la vita, dice no al terrorismo”.
Nella stessa intervista il poliziotto aveva dichiarato di essere andato al Bataclan tante volte, anche la sera del 13 ottobre come uno dei tanti agenti chiamati per rispondere all’emergenza
Un impegno, quello del poliziotto, esercitato non solo nella professione – lo scorso 20 gennaio si era distinto per aver fatto evacuare uno stabile di Parigi dopo una esplosione – ma anche nella vita privata.
Oltre all’iscrizione al sindacato nazionale dei poliziotti, Xavier faceva parte di Flag!, l’associazione di lesbiche, gay, bi e trans della polizia e della gendarmeria. Aveva un compagno al quale si era unito civilmente (in Francia i Pacs sono in vigore dal 1999) ma nessun figlio
A lui il Governo e il Comune di Parigi renderanno omaggio la prossima settimana, in una data ancora da concordare, mentre già  nella giornata successiva all’attacco i colleghi hanno deposto una corona sul luogo della sua morte e il Consiglio regionale dell’Ile-de-France ha osservato un minuto di silenzio.
Mickael Boucheron, presidente dell’associazione Flag!, spiega a Repubblica: “La notizia della morte di Xavier ci ha lasciato tutti sotto choc. In molti lo conoscevamo personalmente dato che era iscritto da due anni e frequentava l’associazione. Per il momento non abbiamo organizzato nessuna commemorazione particolare, oltre agli omaggi svolti oggi, e ci riserviamo di farlo in futuro. Confermo che avrebbe cambiato settore la prossima settimana”

(da agenzie)

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FRANCESE, PREGIUDICATO, AGGRESSORE SERIALE DI POLIZIOTTI: PECCATO CHE L’ATTENTATORE DI PARIGI NON POTRA’ MAI RIVELARE CHI L’HA MANDATO A SPARARE ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI

Aprile 21st, 2017 Riccardo Fucile

CONDANNATO A 20 ANNI PER TENTATO OMICIDIO, NE AVEVA SCONTATI SOLO 15… POI UNA IMPROVVISA RADICALIZZAZIONE: IL KILLER PERFETTO DA MANDARE AVANTI

Si chiamava Karim Cheurfi l’attentatore che giovedì sera ha aperto il fuoco a colpi di kalashnikov contro la polizia francese sugli Champs-Elysèes, assassinando un agente prima di essere a sua volta ucciso.
Ma Karim, francese delle banlieue schedato come a rischio radicalizzazione, era già  noto alle forze dell’ordine.
Sedici anni fa infatti aveva attaccato due poliziotti, come riporta Le Figaro. Il 6 aprile 2001 Karim, 23 anni all’epoca, aveva rubato un’auto a Roissy-en-Brie, a 30 chilometri da Parigi. Dopo uno scontro con una vettura su cui viaggiava un allievo poliziotto insieme al fratello, Karim si dà  alla fuga. Ma viene inseguito dai due e il futuro agente allerta i colleghi. Karim finisce in un fosso, l’allievo esce dall’auto e lo raggiunge. A quel punto Karim spara due colpi al ventre dei fratelli e scappa a piedi, venendo acciuffato dopo un breve inseguimento.
Ma non è finita. Le Figaro racconta infatti che l’8 aprile Karim riesce a convincere un poliziotto a entrare nella sua cella con una scusa (secondo la Bfm-Tv, diceva di aver bisogno di medicinali), si impossessa della sua arma e fa fuoco, sparando cinque colpi e ferendo gravemente l’agente che però riesce a richiamare i colleghi, che immobilizzano il criminale. Viene indagato per tentato omicidio e nel 2003 è condannato a 20 anni di reclusione, poi ridotti a 15 in corso di appello nel 2005. Dodici anni dopo lo ritroviamo a vendere abbigliamento al mercato di Chelles, a 25 chilometri dalla capitale.
Recentemente, Karim era stato trattenuto per un interrogatorio a Meaux, appena fuori Parigi, dopo che alcun informatori avevano riferito alla polizia che “cercava armi per uccidere poliziotti”, riporta il Telegraph. Ma gli agenti avevano dovuto rilasciarlo per mancanza di prove.
Poi una misteriosa “radicalizzazione” ma anche problemi psichiatrici: il killer perfetto da mandare avanti alla vigilia delle elezioni.
Da parte di chi?

(da agenzie)

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L’ATTACCO AL BUS DEL DORTMUND NON ERA TERRORISMO: ARRESTATO L’AUTORE, SPECULAVA SUL CROLLO IN BORSA DEL CLUB TEDESCO

Aprile 21st, 2017 Riccardo Fucile

E’ UN 28 ENNE RUSSO CHE AVEVA ACQUISTATO OPZIONI SUL TITOLO DEL BORUSSIA

L’attentatore di Dortmund non è un terrorista islamico e nemmeno un estremista locale, come era stato ipotizzato qualche giorno fa.
All’origine del’attacco ci sarebbe invece un movente economico.
L’uomo arrestato dalla polizia tedesca è un 28enne russo che aveva acquistato opzioni sul titolo del Borussia Dortmund, sperando di ottenere profitti se le azioni della squadra fossero scese dopo l’attacco.
Se uno dei giocatori fosse morto o fosse rimasto ferito gravemente questo infatti avrebbe potuto provocare il crollo delle azioni.
La procura federale tedesca ha reso noto che il sospettato è un 28enne, arrestato nel corso di un’operazione di polizia nei pressi della città  di Tubinga, nello stato sudoccidentale del Baden-Wuerttemberg.
Secondo la Bild, l’obiettivo dell’uomo sarebbe stato quello di far crollare il prezzo delle azioni della squadra del Borussia Dortmund.
Il sospetto, che ha dunque agito sulla base di motivazioni finanziarie e non terroristiche, è “un cittadino tedesco russo, Sergei W., che è stato arrestato dagli agenti del GSG9″, unità  di elite della polizia tedesca, ha riferito in una nota la procura federale, che per le 12.30 ha annunciato una conferenza stampa a Karlsruhe per fornire ulteriori dettagli.
Il sospetto si sarebbe procurato 15mila opzioni di acquisto valide fino al 17 giugno del Dortmund, unico club di Bundesliga ad essere quotato in borsa.
L’acquisto è stato effettuato tramite Internet dall’albergo in cui alloggiava la squadra e in cui il sospetto aveva preso una stanza due giorni prima dell’attentato. L’11 aprile tre ordigni erano esplosi al passaggio dell’autobus della squadra diretto allo stadio.

(da agenzie”)

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MA COME E’ BENE INFORMATA MARINE LE PEN: “UN NUOVO ATTENTATO PRIMA DI DOMENICA”

Aprile 21st, 2017 Riccardo Fucile

LA CODA DI PAGLIA: “L’ISIS NON HA COME OBIETTIVO QUELLO DI INFLUENZARE LE ELEZIONI FRANCESI”… MACRON: “VOGLIONO CONDIZIONARE LE ELEZIONI GIOCANDO SULLA PAURA, NON CEDERO’ SU NULLA”

Parlando a Rfi (Radio France International), la presidente del Front National, Marine Le Pen, ha detto stamattina di temere nuovi attentati prima del primo turno delle presidenziali, questa domenica.
“Non voglio dire di più – ha affermato – ma sappiamo che lo Stato islamico ha inviato almeno un terrorista per compiere attentati, e costui è ancora in giro, quindi il pericolo è massimo”.
Sarebbe interessante conoscere le fonti delle sue informazioni, ma è chiedere troppo, meglio parlare in libertà . Ma se così fosse il disegno è evidente: aumentare il livello di tensione e condizionare le elezioni politiche di fronte al “pericolo terrorismo”.
E chi ne gioverebbe se non una candidata che sta annaspando nei sondaggi e rischia persino di essere esclusa dal ballottaggio?
Ma la coda di paglia si rivela quando la candidata all’Eliseo ha anche aggiunto di “non credere assolutamente” che l’attentato di ieri abbia avuto l’obiettivo di influenzare l’esito delle elezioni.
“Non credo che sia stato per pesare sulle elezioni presidenziali francesi che ci siano stati gli attentati di San Pietroburgo, Stoccolma o Londra”.
Ma in questo caso la situazione è ben diversa: l’attentato è stato “commissionato” dall’Isis perchè avvenisse prima delle elezioni, non dopo. Lo dice la stessa Le Pen quando annuncia il pericolo di un altro atto di terrorismo prima di domenica.
Analisi opposta quella del suo principale avversario nella corsa all’Eliseo, il candidato centrista Emmanuel Macron. “I terroristi tentano di colpire le elezioni. Vogliono la contemplazione del disastro. Giocano sulle paure, non cederò su niente”, scrive oggi su twitter.
Sugli avvenimenti degli Champs Elysees interviene questa mattina anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quanto è accaduto ieri a Parigi, sostiene, “ci riporta alla pericolosità  del terrorismo e all’esigenza di una difesa salda, forte, decisa e responsabile che garantisca i valori della democrazia e della libertà “.

(da agenzie)

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ATTENTATO PARIGI: IL TERRORISTA E’ UN PREGIUDICATO CON CONDANNE ALLE SPALLE

Aprile 21st, 2017 Riccardo Fucile

L’ISIS RIVENDICA CON SINGOLARE TEMPESTIVITA’ L’ATTO, ALTRIMENTI SVANISCE L’EFFETTO SULLE ELEZIONI

Il terrorismo colpisce di nuovo nel cuore di Parigi.
L’ attacco alla polizia francese che giovedì sera ha ucciso un agente e ha ferito altre due persone, un poliziotto e una donna tedesca da anni residente in Francia, ha fatto scattare l’allarme sulla capitale a tre giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali.
Pochi minuti prima delle 21, sugli Champs-Elysèes, all’altezza del civico 102, in prossimità  dei grandi magazzini britannici Marks & Spencer, un uomo armato di kalashnikov ha aperto il fuoco sui poliziotti di una pattuglia.
L’assalitore si è dato alla fuga a piedi, dopo pochi metri, è stato abbattuto da altri colleghi degli agenti aggrediti. L’abitazione dell’uomo è stata perquisita e tre persone della sua famiglia sono state fermate. Il viale questa mattina è stato riaperto al traffico e al passaggio pedonale, non c’è nessuna traccia di quanto accaduto.
«Tutta l’Europa è presa di mira, oltre 50mila poliziotti sono mobilitati» ha detto il Primo ministro Bernard Cazeneuve al termine del Consiglio di difesa convocato all’Eliseo.
L’attacco è avvenuto mentre era in corso l’ultimo dibattito fra i candidati all’Eliseo che hanno poi deciso di sospendere gli ultimi comizi .
COSA SI SA SULL’ATTENTATORE  
Il libretto di circolazione trovato nell’Audi da cui è sceso l’assalitore è intestato a Karim C., 39 anni. Secondo quanto riporta BmfTv, nel veicolo sono stati ritrovati un fucile a pompa e dei coltelli (tra cui uno da cucina).
La polizia francese ha condotto nella notte perquisizioni nel suo domicilio. «Elementi della radicalizzazione tra cui un libretto salafita», sono stati ritrovati dagli inquirenti in casa di sua madre a Chelles, scrive Le Parisien.
Nel 2003 e nel 2005 aveva già  tentato di uccidere degli agenti ed e era stato condannato per questo a 20 anni di carcere, pena poi ridotta in appello.
Era stato arrestato lo scorso febbraio per avere minacciato la polizia ed era poi stato rilasciato per mancanza di prove: lo hanno reso noto all’agenzia di stampa Ap due funzionari francesi. Intanto tre membri della famiglia dell’assalitore ucciso sono stati fermati.
IL BELGA SEGNALATO: “NON C’ENTRO NULLA”  
L’attentatore è stato identificato dall’Isis, in una rivendicazione arrivata poco dopo l’attacco e al vaglio degli inquirenti, con un comunicato che ricalca quelli usati per gli ultimi attacchi in Europa, con la formula iniziale «fonti all’agenzia Aamaq».
L’uomo, nome di battaglia Abu Yusuf al-Beljiki, il belga, è definito «uno dei combattenti dello Stato Islamico». Questa formula, diversa da quella di Londra, dove era stato usata l’espressione «soldato del Califfato», indica in genere un legame più stretto fra il terrorista e l’organizzazione.
In precedenza i media avevano fatto il nome di Youssef El Osri che su Telegram aveva dichiarato di «voler uccidere poliziotti» e che sarebbe stato noto come radicalizzato ai servizi segreti francesi Dsgi.   «Non c’è al momento nessun legame» tra l’attacco a Parigi e il Belgio ha affermato la Procura federale belga, secondo quanto riporta la tv pubblica fiamminga Vrt.
L’uomo segnalato dai servizi belgi dopo l’attentato come possibile complice si è presentato in un commissariato di polizia ad Anversa. Ha un alibi e che nega ogni coinvolgimento nei fatti di Parigi, è noto per casi gravi di traffico di stupefacenti ma non ha legami con il terrorismo nè è noto per essere radicalizzato, riferisce la Procura. e interrogate dai servizi antiterrorismo. Si trovavano nelle abitazioni perquisite durante la notte dalla Polizia.
IL GIALLO DEL POTENZIALE COMPLICE
Testimoni hanno parlato di «una vera e propria esecuzione». La procura antiterrorismo è stata immediatamente incaricata delle indagini, dopo aver escluso in pochi minuti che si trattasse di una rapina o di criminalità  comune.
Panico nella strada, in pochi minuti tutto è stato blindato, i tanti negozi ancora aperti sono stati invitati a chiudere immediatamente. Poliziotti e teste di cuoio hanno perquisito ogni centimetro quadrato dei negozi, in particolare il grande magazzino Marks & Spencer, poi si sono riversati in un parcheggio poco distante, per il sospetto che un complice potesse essere in fuga proprio lì. Sul presunto “secondo uomo” non ci sono conferme.
CONSIGLIO DI DIFESA  
Francois Hollande ha annullato la visita prevista per questa mattina in Bretagna e convocato un Consiglio di difesa. «Viene fatto di tutto perchè la mobilitazione delle nostre forze di sicurezza, dei poliziotti, dei gendarmi, dei militari sia al più alto livello nelle circostanze che noi sappiamo, come avviene da molti mesi» ha detto il presidente francese. Le unità  speciali sono in stato di allerta, 50mila gli agenti mobilitati. «Tutta l’Europa è sotto attacco, non dobbiamo cedere a oscurantismo o intolleranza, ma combatterli. L’unità  deve prevalere » ha detto al termine della riunione il Primo ministro Bernard Cazeneuve.
CAMPAGNA ELETTORALE SOSPESA
I principali candidati alle presidenziali francesi hanno annullato i loro impegni, a due giorni dal primo turno di voto. Emmanuel Macron, leader di «En Marche», ha fatto sapere che non andrà  a Rouen e Arras, come da programma. Il candidato di «Les Republicains», Francois Fillon, ha cancellato la sua presenza ad una manifestazione che era prevista a Chamonix. Marine Le Pen, candidata del Fn, ha annullato l’evento che aveva in programma a Montceau-les-Mines.

(da “La Stampa”)

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PARIGI, SPARATORIA SUGLI CHAMPS ELYSEES: ALLE URNE ARRIVA IL SOCCORSO NERO DELL’ISIS

Aprile 20th, 2017 Riccardo Fucile

MUOIONO POLIZIOTTO E ASSALITORE, QUASI CERTO ATTO TERRORISTICO… MENTRE IN TV C’E’ L’ULTIMO DIBATTITO TRA I CANDIDATI… UN PREVISTO TENTATIVO DI CONDIZIONARE LE ELEZIONI

Torna l’allarme terrorismo a Parigi per una sparatoria sugli Champs Elysees nel corso della quale, come confermato da fonti governative, un poliziotto è stato ucciso e un altro è stato ferito.
Anche l’uomo che ha sparato contro gli agenti è morto, ha confermato il ministero degli Interni francese. Per la polizia si tratta “probabilmente” di un attacco terroristico. L’agente ricoverato, ferito alla testa, è in gravi condizioni.
L’attacco, a colpi di kalashnikov – “una sparatoria violenta”, secondo i primi testimoni -, è avvenuta davanti a uno negozio di “Marks & Spencer”, grande magazzino britannico.
A quanto si apprende, uno dei due terroristi sarebbe fuggito in un garage vicino.
L’aggressore avrebbe fatto fuoco su una pattuglia che era in auto e ferma al semaforo rosso. Quest’ultima ricostruzione è stata in qualche confermata più tardi dal ministro dell’Interno.
L’operazione di polizia è ancora in corso.
Il piano antiterrorismo è scattato subito dopo la sparatoria.
L’evacuazione è in corso su quelli che sono forse i viali più celebri di Parigi. Gli elicotteri volteggiano sulla zona, la polizia ha chiesto ai cittadini attraverso i media e i social network di evitare la zona fino a che la situazione non sarà  chiarita.
Nel giro di pochi minuti l’intera area è stata blindata con centinaia di uomini della gendarmeria e delle forze speciali.
La sparatoria è avvenuta mentre andava in onda l’ultimo confronto fra tutti i candidati alle presidenziali in vista del voto di domenica.
In tutto il Paese le misure di prevenzione anti-terrorismo sono state potenziate proprio in vista della scadenza elettorale.

(da agenzie)

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COME PREVISTO, L’ISIS VUOLE CONDIZIONARE LE ELEZIONI FRANCESI: DUE ARRESTI A MARSIGLIA PER “ATTACCO TERRORISTICO IMMINENTE”

Aprile 18th, 2017 Riccardo Fucile

NEL MIRINO CI SAREBBE FILLON, UNA STRATEGIA PRECISA PER SPINGERE L’ELETTORATO DI DESTRA MODERATA A UNA REAZIONE PIU’ RADICALE… L’ISIS TIFA PER L’ESTREMA DESTRA

La Francia si appresta ad andare al voto sotto il peso di una minaccia chiamata terrorismo, che ha sempre aleggiato sul Paese dai giorni della strage a Charlie Hebdo del 7 gennaio 2015 e della successiva catena di attentati che insanguinarono la notte del 13 novembre dello stesso anno.
Ma adesso quella minaccia è certificata come “altissima” dai servizi francesi, dopo l’arresto di due persone nel terzo arrondissement di Marsiglia.
I due presunti terroristi hanno rispettivamente di 23 e 29 anni di età , nel loro passato reati non legati al terrorismo, ma ai servizi erano già  noti per la loro radicalizzazione avvenuta in carcere.
Sono stati arrestati perchè “sospettati di un passaggio all’azione imminente”. I due non erano originari di Marsiglia, ma avevano affittato un appartamento in città , dove sono stati arrestati.
L’intero edificio è stato evacuato e dalla successiva perquisizione sarebbero stati rinvenuti una pistola, una mitragliatrice e prodotti chimici potenzialmente utilizzabili per fabbricare esplosivo artigianale di tipo Tatp.
Secondo Le Parisien, i due avevano anche diffuso online il video del loro giuramento di fedeltà  allo Stato Islamico.
Così, a solo cinque giorni dal voto per il primo turno, intorno alle elezioni presidenziali il tema della sicurezza torna prepotentemente in primo piano, oscurando anche l’accendersi dei toni nel dibattito tra i pretendenti all’Eliseo.
Il ministro dell’Interno francese, Matthias Fekl, ha dichiarato che la sicurezza è stata rafforzata in tutta la Francia per garantire tanto i candidati quanto lo svolgimento del voto. “Facciamo tutto il possibile” ha affermato Fekl, sottolineando la mobilitazione sul tutto il territorio nazionale di 50mila tra poliziotti e gendarmi per il presidio dei 67mila seggi in appoggio alla Opèration Sentinelle, operativa per decisione del presidente Francois Hollande dal gennaio 2015, dopo Charlie Hebdo, che coinvolge oltre 10mila militari assieme a circa 5mila agenti di polizia.
“Il rischio terrorismo è più elevato che mai”, ha ammesso ancora Fekl nella dichiarazione solenne rilasciata da Place Beauvau, sede del ministero dell’Interno a Parigi, confermando le perquisizioni in corso a Marsiglia e parlando di “prove di un attacco certo e imminente, alla vigilia del voto” rinvenute sul posto.
“Faremo di tutto per garantire la sicurezza di questo evento cruciale per la nostra democrazia e la nostra Repubblica. Per garantire la sicurezza dei candidati, dei loro uffici, dei raduni elettorali e dei comizi”, ha concluso Fekl.
Riporta la rete Franceinfo che le autorità  di sicurezza hanno proceduto a rafforzare la scorta al candidato gollista, Francois Fillon.
Che, secondo fonti investigative, compare in un lugubre fotomontaggio di cui disponeva uno degli arrestati. Nell’immagine, Fillon è accostato alla bandiera nera dell’Isis e a un mitragliatore assieme alla scritta “La legge del taglione”.
Ancora per Le Parisien, proprio Fillon sarebbe stato l’obiettivo dell’imminente attacco terroristico. Oltre al fotomontaggio, riferisce il quotidiano, nel video diffuso dai due arrestati verrebbe mostrata anche la prima pagina di un giornale con la foto del candidato.
A chi gioverebbe un attentato dell’Isis alla vigilia delle elezioni è fin troppo evidente.
Se poi l’obiettivo fosse Fillon, non farebbe che radicalizzare l’elettorato moderato, spingendolo verso l’estrema destra come naturale reazione.
Qualcosa di più di una semplice casualità , piuttosto una strategia precisa.

(da agenzie)

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