Marzo 14th, 2017 Riccardo Fucile
“LA LEGA NAZIONALE? UNA ROBA DA COGLIONI”…”AL SUD SALVINI NON PRENDE UN VOTO, STA DISTRUGGENDO LA LEGA CHE PRIMA AVEVA UNA IDENTITA'”… “IL NO ALL’EURO PUO’ ANDARE BENE PER GLI SPROVVEDUTI, SE USCIAMO DALL’EURO IN ITALIA CROLLA TUTTO”
«Sono io che tengo alta la bandiera. Se andiamo avanti così, la Lega non si salverà ». Umberto Bossi è
nel suo ufficio in via Bellerio, il quartier generale della Lega.
Dopo la manifestazione a Napoli di Matteo Salvini, il fondatore non cambia idea: «La Lega nazionale? Una roba da cogl…».
Tutti hanno criticato il sindaco di Napoli e Salvini ha avuto il suo bagno di folla. Il bilancio è negativo?
«Il problema è: che cosa vai lì a fare? A portare soldi? A promettere una nuova Cassa per il mezzogiorno?».
A prendere voti, magari?
«Di voti non ne prenderà . Al Sud la gente non dice: guarda come è cambiata la Lega. Dirà : guarda che casino quando viene la Lega, meglio che se ne resti lassù. Ma non credo che Salvini vada a Napoli per i voti. Va per l’investitura. Gli han detto che non può candidarsi a premier con un partito territoriale. Così, può dire che la Lega è un partito nazionale».
Lei dice di avere un piano per ritornare alla Lega nordista e non nazionale. Quale è?
«Non glielo dico. Una cosa che cresce bisogna lasciarla crescere, ci sono tante persone coinvolte, ora non si può».
Però, la Lega «nazionale» è a livelli di consenso fino a poco prima imprevedibili.
«A me pare abbastanza malridotta. Rischia di non salvarsi. Prima il Nord votava la Lega perchè era il partito del Nord. La votava anche se non era d’accordo su qualche mia sortita, ma questa identità c’era. Ora, quale è?».
Quella sovranista?
«La Lega è nata per la libertà del Nord. Non diventerà un’altra cosa raccattando i voti di quattro fascistoni. Che tra l’altro sono voti che nessuno vuole e con cui non fai niente».
Il no all’euro non può essere un motore politico?
«Macchè. Per gli sprovveduti. Se venisse giù l’euro, verrebbe giù tutto, una situazione che nessuno saprebbe gestire. Tra l’altro, pagheremmo di più le materie prime, cosa che per un Paese di trasformazione come l’Italia sarebbe un disastro. Berlusconi parla di doppia moneta, il che è una presa per il culo. Ma non è che Berlusconi non sia in grado di capire le cose… ».
Da Berlusconi lei si farebbe candidare?
«Io mi faccio candidare soltanto da chi fa una battaglia per la liberazione del Nord».
Il Cavaliere ha parlato di Zaia premier. Come la vede?
«Zaia non vuole farlo. Quando c’era da fare il ministro, ho dovuto convincerlo. E Berlusconi ha fatto il suo nome anche perchè con Salvini non riesce a parlare».
Che cosa vede di positivo nella politica presente?
«I referendum per l’autonomia possono darci una novità . In Veneto passa di certo, ma in Lombardia anche. Però, è una cosa che va caricata».
C’è stato un problema: le inchieste. In tribunale oggi Rosi Mauro ha detto che il vostro tesoriere Belsito le aveva riferito degli investimenti in Tanzania.
«Davvero? Io della Tanzania ho saputo dai giornali. Ho chiesto a Roberto Castelli, che era il presidente del nostro comitato di controllo, che cosa fosse quella storia. Lui mi ha detto che non lo sapeva, perchè Belsito aveva smesso di trasmettere i documenti. Poi, mi ha chiamato Belsito. Io gli ho detto che quell’investimento doveva rientrare entro dieci giorni, oppure era fuori».
(da “il Corriere dela Sera”)
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Marzo 11th, 2017 Riccardo Fucile
IN UN RISTORANTE DI PONTIDA CON I FEDELISSIMI: “IL NORD HA AVUTO 100.000 IMPRESE FALLITE IN UN ANNO E QUESTO VA A NAPOLI COME SE POTESSE REGALARE CHISSA’ CHE”
“Sono un pò depresso”, dice Umberto Bossi. Perchè Salvini “porta la Lega a Napoli, capitale di Pulcinella. L’ho fatta io, la Lega: mi dispiace vederla andare a scatafascio. Il Nord ha avuto centomila imprese fallite l’anno scorso, questo va a Napoli come se potesse regalare chissà cosa …”.
Parole dure, affidate al telefono all’agenzia Agi.
E nello stesso giorno in cui Matteo Salvini ‘scende’ a Napoli, fra polemiche e scontri di piazza, il patriarca della Lega Umberto Bossi ha accettato un invito a pranzo in un ristorante di Pontida da parte di un gruppo di irriducibili nordisti.
Menù fisso (20 euro) a base di garganelli alle noci, casocelli (pasta tipica bergamasca) col ragù e maialino alle verdure con polenta.
Il pranzo – i cui inviti erano stati diffusi nei giorni scorsi su Facebook sotto il titolo ‘Pontida nel cuore’ – si è tenuto nella sala al piano superiore del ristorante, chiusa ai cronisti.
La tavolata al ristorante ‘La Marina’, sui colli davanti al pratone in cui ogni anno si svolge il raduno leghista in provincia di Bergamo, era per una sessantina di persone. Ma nessun dirigente del movimento. A quanto riferito da alcuni dei partecipanti, da Bossi c’è stato un richiamo alla vocazione nordista della Lega, contro la scelta nazionalista di Salvini, che viene suggellata proprio dalla visita odierna del segretario a Napoli. Per Bossi andando avanti così sostanzialmente la Lega “andrà a sbattere”.
Infine, una battuta durante il suo intervento al pranzo di Pontida: “Io sarei andato a Bari, i pugliesi che sono venuti al Nord sono laboriosi e si sono integrati. La capitale del sud moderno è Bari”.
(da “La Repubblica”)
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Novembre 27th, 2016 Riccardo Fucile
“BASTA CON QUESTO PARTITO NAZIONALE, I MILITANTI SONO STANCHI”… “LUI DICE CHE HA I VOTI? I VOTI NON SERVONO A NULLA SE NON SAI PER COSA LI PRENDI”
Il Senatùr torna nell’arena in un pomeriggio qualsiasi di novembre. Per bocciare la Lega Nord formato nazionale e mettere un’ipoteca sul futuro del Carroccio. “Rischia di cambiare la Lega? No, rischia di cambiare il segretario, la base non vuole più Salvini, non vuole più uno che ogni giorno parla di un partito nazionale”.
Umberto Bossi piazza la zampata a margine della festa per i 30 anni della prima sede del Carroccio, in piazza del Podestà , a Varese
Proprio quando la Lega è chiamata a dimostrare di poter aspirare al rango di partito nazionale e Matteo Salvini si gioca le proprie chance per mettersi alla guida del centrodestra, il presidente lancia il suo richiamo alle origini e mette nel mirino il segretario nazionale, chiedendo che si tenga il congresso federale al più presto, visto che “il 16 dicembre scade il mandato”.
E chi dev’essere il nuovo segretario? “Lo deciderà il congresso — ha risposto — il congresso è sovrano”.
“Salvini ha i voti? I voti non servono a niente, se non sai per che cosa li prendi“, ha aggiunto Bossi parlando con i giornalisti.
Secondo l’ex leader della Lega, “alla base, soprattutto in Lombardia e in Veneto, non frega niente dell’Italia“.
Quindi, a suo avviso, ci vuole un nuovo congresso federale che stabilisca una linea, anche se per Bossi la linea è una sola: l’indipendenza della Padania, che è scritta nel primo articolo dello Statuto della Lega Nord.
E, possibilmente, “un nuovo segretario, uno che si attenga allo Statuto e non faccia quello che vuole”.
La prima sede del movimento a Varese, aperta nel 1986, è un bilocale, ancora in affitto.
Il Senatùr si è seduto alla scrivania, sigaro in bocca. E ha salutato i militanti, alcuni c’erano già trent’anni fa.
Poi ha tagliato la torta insieme a Roberto Maroni e all’ex senatore Giuseppe Leoni, fra i fondatori della Lega Lombarda con Bossi nel 1984.
Mentre si alzava dalla scrivania, Bossi ha notato un manifesto dell’epoca con lo slogan Più lontani da Roma, più vicini all’Europa.
“Bisogna mandarlo a Salvini!”, ha esclamato, scoppiando in una risata.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Novembre 16th, 2016 Riccardo Fucile
“A SALVINI PREFERISCO LA MELONI”… “PARISI MI SEMBRA UNA BRAVA PERSONA, MA ANCHE LUI E’ LITIGIOSO, DEVE SAPER UNIRE”
«Per il poco che l’ho conosciuto, a me Parisi è sembrata una brava persona. Certo… essere una brava persona non significa affatto essere un grande politico. O capirci di politica».
Umberto Bossi è appena uscito dai funerali di Alice Brianza, la mamma del governatore lombardo Roberto Maroni.
È in auto verso Malpensa, non vuole mancare al voto di fiducia sul decreto fiscale.
Berlusconi ieri ha tirato una frenata brusca alla corsa di Stefano Parisi per la guida del centrodestra.
«Non è che se uno ha l’ambizione di guidare un’alleanza possa mettercisi così, d’improvviso. Non è che può dirlo: gli altri devono essere d’accordo».
Neanche con il sostegno di Silvio Berlusconi?
«Ma no. Berlusconi ha sempre avuto sostegno, ma è per lui. È roba sua e soltanto sua: neanche Berlusconi può trasmetterla come un regalo».
Secondo lei, Parisi ha commesso degli errori?
«Beh, la prima caratteristica di un premier è quella di unire. Mettere insieme tante persone intorno a qualcosa».
E lui invece non lo stava facendo?
«Non lo so, mi dicono che abbia litigato con tanti. Non credo che il litigare sia qualcosa che unisce. Questo dimostra ancora una volta che se alle persone dai un po’ di potere, poi si dimenticano da dove vengono…».
Lui però potrebbe anche aver ricevuto il mandato di rottamare una parte di Forza Italia. E comunque lo dice: una parte del partito dovrebbe fare un passo indietro.
«Ma passare per degli accordi è sempre importante. E non bisogna avere troppa fretta. Sono tanti ad averne…».
Di chi parla?
«Di Matteo Salvini. Ha una gran fretta di fare il capo. Però, anche lui deve trovare degli accordi».
Alla manifestazione di Firenze con lui c’erano anche altri leader come Giorgia Meloni. Lì sembra funzionare.
«Io non sono andato a Firenze. Giorgia Meloni mi piace, mi pare che dica delle cose sensate e non si faccia prendere da ansie. Salvini è troppo dominato dalla fretta, e dunque fa casino».
Forse il successo dei partiti populisti ha spinto Salvini a ritenere che il suo momento sia vicino. E la vittoria di Donald Trump glielo ha confermato.
«Trump non è un populista, è uno che ha basi solide. Certo, ha puntato sulla popolazione, è del tutto normale quando gli altri parlano d’altro. Però lui ci capisce. Ci capisce di tante cose».
Ma lei dove vede la «troppa fretta» di Salvini?
«Non si deve parlare di leader o di cose del genere. Si deve parlare dei programmi, mai delle cariche: “Siamo qui perchè vogliamo fare questo”. Le cariche arrivano dopo, se arrivano. E Salvini questo ragionamento lo deve fare».
Lei è convinto anche oggi che Berlusconi sia l’unico che può riunire il centrodestra?
«Sì. Per il semplice fatto che gli altri litigano. Vince chi riesce a non litigare e soprattutto a fare in modo che gli altri non litighino».
(da “il Corriere della Sera”)
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Settembre 3rd, 2016 Riccardo Fucile
“L’ALLEANZA CON BERLUSCONI E’ ESSENZIALE, PARISI PUO’ FARE BENE”
Che non era contento si era capito da tempo, soprattutto dopo elezioni.
Ma Umberto Bossi approfitta di una iniziativa del Carroccio per strigliare i big della Lega e tracciare una via, obbligata a suo dire: l’alleanza con Berlusconi che secondo il fondatore del partito è imprescindibile, perchè “in questo momento ci può aiutare a vincere”.
Meglio Matteo Salvini o Roberto Maroni alla guida della Lega Nord?
“Nessuno dei due – risponde secco il Senatur – hanno sbagliato la rotta tutti e due”.
Bossi, in Darsena per la ‘batelada’, il giro in battello organizzato dal Carroccio da Trezzano sul Naviglio a Milano, attacca soprattutto il segretario: “Ha sbagliato a portare la Lega al sud – ha spiegato – ma ha già dimostrato che il sud non ti dà voti e perdi i voti del nord, non mi pare una bella trovata. Poi se anche vincessimo, per avere qualche posto in più la Lega dovrebbe creare una condizione per cui si aumentano le tasse ulteriormente al nord, e questo non va bene”.
Qualche nome per la guida del partito, dunque?
“Non rispondo, per essere sicuro dovrei dire io. Ma in Italia, a differenza dell’Inghilterra, gli anni contano molto. In Inghilterra c’è l’accusa di razzismo per chi discrimina sulla base dell’età “.
E che dire di Stefano Parisi, che si è visto affidare il compito di rilanciare il centrodestra?
“Dipende solo dal programma: se il programma è buono, può andare in porto”.
Quanto al Movimento 5 stelle, Bossi ha le idee chiare: “E’ stata la crisi della Lega a dargli spazio. E’ successo che il sistema italiano ci voleva fermare e ci ha fermato utilizzando la magistratura. Loro ne hanno approfittato e sono cresciuti”.
(da “La Repubblica“)
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Agosto 27th, 2016 Riccardo Fucile
“LA LEGA LEPENISTA PERDE I VOTI AL NORD E NON LI PRENDE AL SUD, OCCORRE UN PROGRAMMA, ALTRO CHE RUSPE”…”A ROMA NON HA PRESO UN VOTO E LI HA FATTI PERDERE A MILANO”…”LA LE PEN E’ L’OPPOSTO DELLA LEGA, NON VINCERA’ MAI”… “BASTA ATTACCARE I PROFUGHI, BISOGNA SOSTENERE L’ECONOMIA DEI PAESI AFRICANI”
«Salvini non capisce che i profughi non scappano solo dalle bombe, ma anche da un altro tipo di guerra,
dalla globalizzazione che ha fatto saltare i loro modi tradizionali di produrre e di vivere. Scappano dalla fame. Se davvero vuoi fermare l’immigrazione la strada è un’altra. Spingere l’Europa a sostenere le economie dei paesi africani, creare e favorire là lo sviluppo di imprese di trasformazione di materie prime, di cui l’Africa è ricca. Se no è una battaglia persa…».
In un’ampia intervista sul numero de “L’Espresso”, Umberto Bossi, fondatore e tuttora presidente della Lega Nord, critica duramente e a tutto campo la politica dell’attuale segretario Matteo Salvini.
Lo sbarco del Carroccio al Sud «è un grave errore.
Come fa un partito nato contro il centralismo a diventare nazionale? E’ il contrario di quello che serve. Non ha senso portare la Lega al Sud, rischi solo di perdere i tuoi voti al Nord.
Le elezioni romane sono la prova: Roma è la porta del Sud, a Roma non s’è preso un voto, e intanto abbiamo perso Milano. Le due cose sono collegate»
Duro anche sulla svolta lepenista di Salvini e l’alleanza con Marine: «E’ l’esatto contrario della Lega. E’ forte, ma non è riuscita a strappare neanche una Regione: quando si va a votare gli altri si mettono tutti d’accordo e lei non vince mai. Quel tipo di voti non serve a niente, non ti porta da nessuna parte, non ci fai politica».
L’affondo del vecchio leader non risparmia neppure certi tratti del carattere del suo successore: «Salvini è giovane, s’è trovato in mano di colpo una specie di droga. Ma per fare le cose ci vanno le palle».
Roberto Di Caro
(da “L’Espresso”)
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Agosto 14th, 2016 Riccardo Fucile
“ROMA E’ SEMPRE LADRONA”: UN RITORNO ALL’ANTICA PER I REDUCI ANTI-SALVINI
Censurato sui manifesti
Salvini, certo. Poi Caparini, Martinazzoli, Consiglio, Lena, Rolfi, Bordonali, Fanetti, Grimoldi e Galli. Forse manca un nome sul manifesto che presenta la kermesse leghista.
Proviamo a indovinare: Bossi?
Il Gran Ritorno, alla fine, ha un sapore un po’ malinconico, da guerriero indomito ma stanco.
Rieccolo, Umberto Bossi a Ponte di Legno: non succedeva dal 2011. Sono stati cinque anni terribili, in cui è cambiato il mondo e figuriamoci la Lega, anni di scandali familiari e politici, durante i quali «a Ponte» il Bossi non si era più visto.
Addio monti, addio lunghi soggiorni per ricaricare batterie personali e strategie politiche, con l’albergo della Mirella assediato dai giornalisti come una sede di partito rustica ma «pesante» e talvolta perfino pensante.
Stavolta il Senatùr non ci ha nemmeno dormito. È arrivato, ha avuto un lungo e, giurano in casa leghista, «sereno» colloquio con Matteo Salvini, già in paese perchè ci comizierà domani, si è fatto intervistare dall’ex direttore di Telepadania, Max Ferrari, e se n’è tornato a casa.
Sta bene, però, insolitamente elegante, in completo grigio, buona forma e molta voglia di dire la sua. Che di recente non sempre, anzi diciamo pure quasi mai, coincide con quella di Matteo Salvini. Da qui una certa freddezza preventiva leghista.
Oscurato sui manifesti
La tradizionale festa di Ponte di Legno è annunciata da manifesti con il faccione di Salvini e i nomi di tutti i leader che partecipano, anche minori e minimi: quello di Bossi non c’è.
E infatti ad aspettarlo nel megalomane palasport locale non sono in tanti: duecento, duecentocinquanta persone a voler essere ottimisti. Tutti in fila per assaggiare i «gnoc da la cà¼a», specialità locale (sei euro e 50, e come qualità tanti saluti alle feste dell’Unità ) e poi per il liscio. In maggioranza, sembrano leghisti della prima ora, per i quali Roma è ancora ladrona, madame Le Pen una fascista, l’indipendenza della Padania un obiettivo.
Prima di salire sul palco fra gli strumenti degli Outsiders (non è Parisi, è proprio la band che si chiama così) e sotto uno striscione «Mai molà¡ – Tegn dà¼r» che fa molto Lega antica, Bossi parla con i giornalisti.
E si capisce subito che prima ha visto Salvini e non vuole polemizzare, pur non rinunciando a mettere i puntini sulle «i». In comune, almeno, c’è il nemico, l’altro Matteo, quello di Palazzo Chigi.
«Al referendum sulla riforma costituzionale – dice Bossi – bisogna votare no, perchè neppure Mussolini aveva osato tanto. Se vince il sì, per il Paese è finita».
E se vince il no, Renzi se ne deve andare? «Sì. Ma deve farlo per l’economia, perchè da fanfarone era venuto in Parlamento a dirci che l’avrebbe rilanciata. Con tre milioni di disoccupati e tre di lavoratori in nero, il suo bilancio è disastroso».
Mano tesa agli (ex) alleati
Su Parisi, che a Salvini non piace, Bossi è possibilista. «La sua convention del centrodestra? Se mi invita, ci vado. Però è chiaro che il suo compito è quello di sistemare un po’ Forza Italia». Però si è già autocandidato a premier, esattamente come Salvini… «Prima si fanno i programmi e poi si sceglie il candidato».
Ma la Lega nel nuovo centrodestra ci sarà ? «Per forza! Dove vuole che vadano, senza Lega…».
Le idee del Senatùr non cambiano nè sulla Bossi-Fini («faceva un ragionamento serio, entra solo chi ha un lavoro, perchè senza lavoro non c’è integrazione») nè sulla secessione: «Roma toglie al Nord 100 miliardi di euro all’anno. In nessuna parte del mondo succede qualcosa del genere».
Fuori linea anche su #sgonfialaboldrini e relative polemiche: è stata «una caduta di stile». E qui la battuta è molto bossiana: «Il Papa e le donne vanno trattati bene».
La “pax” con il segretario
Nell’intervista, Ferrari è attentissimo a evitare temi passibili di politica interna al partito. E’ tutto un riconoscere al «presidente» la sua preveggenza su immigrazione, Turchia, guerre nei Balcani. Rimembranze, insomma.
Il tono è quello dei ricordi, quasi da storico, un’attualità a misura di archivio. Bossi parla della battaglia di Pavia quasi più di quella del referendum, cita Marco d’Aviano e la Regina Elisabetta (l’attuale, occorre precisare) più di Parisi o Salvini.
Digressioni sulla geopolitica, perfino: «Tutto sommato, spero che vinca la Clinton», dice il Senatùr, e questa è forse l’unica notizia.
Diciamolo: Bossi sembra un «revenant», come Vittorio Emanuele III chiamava i vecchi politici liberali riemersi dalle catacombe dopo vent’anni di fascismo.
In platea, qualcuno torna alle salamelle, gli altri applaudono stancamente, per simpatia, per affetto, per riconoscenza.
O forse in memoria delle proprie illusioni perdute.
Alberto Mattioli
(da “La Stampa”)
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Luglio 12th, 2016 Riccardo Fucile
RENZO BOSSI A PROCESSO PER I FONDI SOTTRATTI ALLA LEGA: “ESCLUDO DI AVER STUDIATO”
Laureato a sua insaputa. “Ho saputo della mia laurea in Albania solo dopo questa indagine” sono le
parole di Renzo Bossi, detto il Trota, durante il processo che lo vede imputato per appropriazione indebita con il padre e l’ex tesoriere Francesco Belsito. Per l’accusa il figlio del senatur avrebbe comprato la laurea presso l’Università Kristal di Tirana con 77mila euro sottratti alle casse della Lega.
“Escludo di aver mai chiesto soldi a Belsito perchè non ne avevo motivo. Non ricevevo alcuna indennità ma semmai, come tutti gli altri eletti, davo un contributo al partito” ha detto il Trota davanti ai pm.
La vicenda della laurea in Albania “mi lascia perplesso. Escludo di aver fatto l’Università . Quei documenti li ho visti solo a indagini avviate e sul diploma c’è anche la mia data di nascita sbagliata”.
E l’Audi A6?
“E’una vettura acquistata dalla Lega per la Lega. Veniva usata da me e altri del partito per essere accompagnati ad appuntamenti politici e non è mai stata un’auto mia esclusiva. Avevo la mia personale”.
Infine, tra i vari punti toccati quello delle multe che lui mai ha messo in conto al partito e che sarebbero state prese dai due autisti che “quando divenni consigliere regionale, mi accompagnavano”, anche per questioni di sicurezza: “misi a diposizione la mia macchina” e “di fatto pagai io le multe. Mi trovai a fare la rateizzazione con Equitalia e a versare 14 mila euro”.
Insomma il Trota ha respinto le contestazioni e ha concluso con una frase secca: “Sono accusato per una appropriazione che non vedo”
(da “Huffingtonpost”)
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Giugno 14th, 2016 Riccardo Fucile
“OGGI I POLITICI MOSSI SOLO DA INTERESSI PERSONALI”…”ATTORNO A SILVIO SOLO PECORE CON LE ZANNE”… “OGGI CI SONO FINTI LEADER FATTI SOLO DI TV E INTERNET”
“Un amico, un generoso: supererà l’intervento senza problemi, ne sono sicuro”. Umberto Bossi andrà appena possibile a trovare Silvio Berlusconi, dopo l’operazione al cuore per la sostituzione della valvola aortica.
In un’intervista al Fatto Quotidiano l’ex leader della Lega Nord critica duramente il cerchio magico che circonda Berlusconi e ne sottolinea l’unicità sul fronte politico.
“Non esiste l’erede di Berlusconi. Non lo è neanche Renzi, perchè non ha l’umanità di Silvio nè la passione per ciò che fa, questi di oggi hanno solo interessi personali” […] “In politica il testimone non si passa, si cede a chi lo conquista con i voti e i numeri, non con sotterfugi di Palazzo. Oggi ci sono solo finti leader, fatti solo di tv e Internet”. […] Noi ci credevamo e c’eravamo arrivati lottando. Oggi ci sono comparse miracolate, ex cortigiani, pecore che hanno morsicato la mano a chi gli ha dato da mangiare. Pecore”.
Bossi ricorda cosa è accaduto in casa sua, nella Lega.
“Io sapevo di andare a morire politicamente, ma sapevo anche che chi arrivava non avrebbe fatto una fine migliore” […] “Speravo però che gli ideali della Lega venissero salvati”.
Bossi rivendica che sia lui che Berlusconi erano mossi da “ideali”, oggi non è così.
“Usano il potere solo a fini personali e infatti stanno insieme tra Pd ed ex forzisti, alfaniani, persino i traditori della Lega si sono venduti e il Pd li compra pure: è ridicolo. Tutto per spartirsi la torta, ma la gente non ama la prepotenza nè sentirsi presa in giro”.
Matteo Renzi non è stato eletto, ma è a Palazzo Chigi.
“Con un inciucetto. E a parte le parole, i risultati mi pare che siano pessimi. È una nemesi: la sinistra ha fatto fuori la Dc con i magistrati, ora la Dc per rinascere sta uccidendo la sinistra”.
(da “Huffingtonpost”)
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