Gennaio 25th, 2010 Riccardo Fucile
NEL PDL C’E’ CHI SPERA E FARA’ IL POSSIBILE PER FARLA FUORI: PER QUALCHE BORGHESE CON LA PUZZA SOTTO IL NASO TUTELARE I LAVORATORI E’ UN REATO…. FACCIANO IL “PARTITO DEI PADRONI DELLE FERRIERE” CON I PADANI DEL KU KLUX KLAN E LA FORCA COME SIMBOLO… A DESTRA SI STA PER UN SOLIDARISMO NAZIONALE, CONTRO LE SPECULAZIONI CAPITALISTICHE E LA GRANDE FINANZA
Come è stata candidata, su indicazione di Fini e l’avallo di Berlusconi che avrebbe in verità
voluto l’imprenditrice Todini, ma si è dovuto arrendere ai sondaggi, Renata Polverini, segretaria delll’Ugl, è stata oggetto di attacchi feroci da parte non degli avversari, ma di qualche snob di presunta destra.
Solo al pensiero di dover votare “una sindacalista”, queste anime pie del centrodestra, abituate a frequentare escort e trans di lusso più che sacrestie e fabbriche, hanno accusato un visibile malore.
Abituati a incentivare più il lavoro nero che quello regolare, a frequentare i salotti dell’imprenditoria che conta e le banche delle Cayman, il solo pensiero di dover stringere un domani la mano a una sindacalista è stato per loro come per Bossi dover ammettere che uno studente di colore sia più intelligente di suo figlio pluribocciato.
E’ bastato che Perdente Feltri, dalle colonne de “il Giornale”, attaccasse la Polverini, che un certo elettorato a-sociale del Pdl alzasse i toni della protesta: “mai voteremo la Polverini: è una di sinistra, è amica di Epifani”.
La candidata del centrodestra alla Regione Lazio ha invece reagito con “classe” operaia: “Non accetterò da parte di nessuno una campagna elettorale fatta di pettegolezzi e insulti, dobbiamo parlare dei problemi reali, dare una speranza a questa regione, non ho mai urlato, non ho mai insultato”.
Di fronte ai laici ortodossi del Pdl, riuniti in preghiera, che prendono lei di mira per colpire Fini, la Polverini ha dimostrato finora pazienza cristiana e pietas romana per gli ignoranti.
Che senso abbiano dispute para-ideologiche su questa vicenda non è chiaro, quando i punti di riferimento dovrebbero essere i valori dei politici, gli interessi e i bisogni dei cittadini.
Avendo semmai nell’obiettivo di analisi la sensibilità culturale e sociale, l’universo programmatico e progettuale dei candidati.
Se la Polverini “è fissata” con il quoziente familiare che piace a molti, sia a destra che a sinistra, il problema non è la Renata, ma quei mentecatti di pseudodestra che vorrebbero ridurre le tasse soli ai ricchi e non alle famiglie numerose. Continua »
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Gennaio 18th, 2010 Riccardo Fucile
IN UNA SCUOLA DELLA BRIANZA LEGGONO “IL DIARIO DI ANNA FRANK”: IN UN PASSO LA PROTAGONISTA DESCRIVE IN MODO INGENUO LE PROPRIE PARTI INTIME … IL DEPUTATO DELLA LEGA GRIMOLDI CHIEDE AL MINISTRO GELMINI DI CENSURARE LE PAGINE HARD PERCHE’ “TURBEREBBERO I BAMBINI”…FORSE RESTEREBBERO PIU’ SCONVOLTI ALLA LETTURA DELLE STRONZATE RAZZISTE DELLA LEGA
La selezione della classe dirigente leghista è notoriamente improntata a rigidi criteri
culturali e meritocratici, come ricordava qualche sera fa il viceministro Castelli a chi gli chiedeva come si fa a fare carriera nella Lega.
“Si va in una sezione, si prendono manifesti e colla e si va ad attaccarli” è il consiglio di Castelli: una versione in verità un po’ retrò, perchè se oggi vai a fare attacchinaggio abusivo in un comune ad amministrazione leghista ti becchi una bella multa e non ti rimane la colla per piangere.
Forse Castelli ha ricordi un po’ datati, quando Bossi e Maroni militavano nel Movimento studentesco o in Democrazia proletaria e magari qualche manifesto lo avranno pur affisso per sbaglio, prima che uno andasse alla “Voci nuove” di Castrocaro e l’altro si dedicasse a suonare il sax, tra una pratichetta e l’altra di recupero crediti della Avon.
Ovviamente a forza di attaccare manifesti, la nuova classe dirigente leghista resta così “attaccata” alle poltrone di partito che si schiude per molti la porta remunerata di incarichi locali: sindaci, assessori alla cultura, fondazioni bancarie, organismi vari lautamente gettonati in eurini.
Incarichi dove possono dare finalmente sfogo ai loro afflati e interessi culturali, ai loro profondi studi e sofferte ricerche.
I “migliori” in senso togliattiano arrivano persino a varcare i confini della padagna del magna magna e a bussare alle porte di Roma ladrona, rivestendo l’onorevole carica di parlamentare.
La summa teologica delle acque inquinate del Po, la carica che permette loro di viaggiare gratis, di dotarsi di portaborse, di usufruire dei servigi di zelanti segretarie padane, di essere omaggiati da laziali autisti di auto blu.
Ma essendo i parlamentari leghisti “legati” al territorio, anche quando sono a magnare a Trastevere (e non solo lì) sono ovviamente sempre pronti a intervenire sui problemi che gli vengono segnalati dai basisti locali: per quello portano il fazzoletto verde, per farsi i nodi onde ricordare quello che devono fare in difesa della razza padana.
Fulgido esempio di tale prassi è il deputato leghista Paolo Grimoldi, che riteniamo doveroso ricordare con il santino personale accanto in una delle sue più riuscite pose, il quale ha presentato un’interpellanza al ministro dell’Istruzione Gelmini. Continua »
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Dicembre 22nd, 2009 Riccardo Fucile
UN DIRETTORE DELLE FS CHE INVITA A “PORTARSI PANINI E COPERTE” SUI TRENI… SERVIZI PUBBLICI IN TILT…UN PREMIER CHE INVITA A REGALARE LA TESSERA DEL PDL COME FOSSE QUELLA DI MEDIASET PREMIUM… UNA OPPOSIZIONE CHE FA INCIUCI… MEGLIO MANGIARSI IL PANETTONE
Si avvicina Natale e l’unica “variabile” meteo-politica con cui gli Italiani pare debbano
confrontarsi è la manifestazione di inefficienza della nostra Repubblica che non sarà quella famosa delle banane, ma sicuramente meritevole almeno del “mandorlato”.
Dopo pochi giorni dal lancio della statuetta del duomo di Milano contro il premier e relative polemiche sui mandanti, salvo non trattare l’unico argomento preoccupante, ovvero la mancanza di una politica della sicurezza nel nostro Paese, eccoci ora tutti intenti a guardare con sconforto il bollettino meteo.
Mentre i romeni rimasti a Bucarest viaggiano sui treni, quelli che sono arrivati in Italia assistono allibiti al “fermo biologico” dei nostri intercity, eurostar, frecce rosse (e verdi di vergogna).
Ferrovie in tilt, migliaia di passeggeri bloccati nelle stazioni, servizi pubblici delle grandi città che non funzionano, un sfascio degno della repubblica del mandorlato.
Abbiamo persino dovuto ascoltare l’invito del direttore delle ferrovie che, invece che pensare a far transitare i treni, auspica che i viaggiatori, invece che criticare e rompere le palle, si attrezzino: “Portatevi panini e coperte”. Uno si è quasi sentito in colpa a sentire Moretti, il quale, se avesse potuto, lo avrebbe detto ancora più decisamente: “Statevene a casa, invece che prendere il treno e pretendere che si metta in moto”.
A pochi chilometri dal nostro confine, in Svizzera ed Austria i treni vanno, magari con qualche piccolo ritardo, ma procedono nella tormenta.
Da noi basta qualche ora di nevicata e siamo rovinati. Altro che frecce rosse, meglio cambiare simbolo con quello della Croce rossa: centinaia di migliaia di ore di lavoro perse, gente bloccata in vagoni senza riscaldamento, altri che hanno passato la notte nelle “accoglienti” sale d’aspetto delle stazioni, soccorsi dopo ore di attesa.
Per forza: erano usciti di casa senza panino e coperta, quei coglioni.
Tutti gli italiani escono avvolti nella coperta per abitudine, quei pochi se la sono andata a cercare, ben gli sta. Continua »
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Dicembre 22nd, 2009 Riccardo Fucile
GENOVA E’ LA SECONDA CITTA’ D’ITALIA PER RAPINE, SCIPPI E FURTI, MA DEI 100 MILIONI STANZIATI DAL GOVERNO NON HA VISTO UN EURO….IN COMPENSO SONO STATI ELARGITI 330.000 EURO A SAN CIPRIANO PER LA PISTA CICLABILE, 360.000 A CHIARI PER UN AEREO DI PERLUSTRAZIONE E 2,8 MILIONI A CANTU’ PER I VIGILI URBANI
Certo che al peggio non c’è mai rimedio: il Governo ha stanziato 100 milioni di euro per finanziare i progetti di sicurezza urbana presentati dai Comuni.
Gestiti dal Ministero degli Interni, si chiama esattamente “Fondo per la sicurezza urbana e la tutela dell’ordine pubblico”: sono soldi che il Ministero ha tolto alla polizia per darli direttamente alle città .
Prevedevano bandi su temi precisi: eliminazione e riqualificazione dei campi nomadi, videosorveglianza, sale operative, strutture per immigrati clandestini e altro.
Il denaro (100 milioni di euro) doveva essere erogato in base a due criteri: popolazione e indice di criminalità sul territorio.
Era chiaro che doveva servire alle emergenze e alle città più a rischio.
Genova aveva presentato ad esempio due progetti, un sistema di videosorveglianza nel quartiere a rischio di Sampierdarena e un altro per il riordino della polizia municipale in centro, con la possibilità di risparmiare così 43.000 euro di affitti per reinvestirli in sicurezza e avere 15 agenti per turno in più sulle strade.
Altro piccolo particolare: due giorni fa sul “Sole24ore” esce la statistica sulla qualità della vita nelle varie città .
Genova risulta al penultimo posto (ovvero 106°, dietro solo a Torino) per quanto riguarda la graduatoria dell’ordine pubblico.
Massimo tasso di rapine, scippi e furti, adirittura peggio di Napoli ( 72°).
Napoli risulta avere 120 furti in casa ogni 100.000 abitanti, Genova 277 .
Ma che succede al momento della spartizione del fondo?
Quello che molti a Genova hanno definito “Uno schiaffo alla città , una vergogna” , ovvero non si vede un euro.
Ma dove sono finiti i quattrini? Continua »
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Dicembre 21st, 2009 Riccardo Fucile
IL PDL REGALA IL NORD ALLA LEGA E NON TIENE IL SUD, RISCHIANDO DI DIVENTARE UN VASO DI COCCIO TRA VASI DI FERRO…. LA POLITICA SUICIDA DEL PDL AL NORD FAVORISCE LA LEGA, LEGATA ALLA FINANZA E ALLE BANCHE…E AL SUD LOMBARDO FA SALTARE GLI INTERESSI DEL PDL ATTORNO A RIFIUTI E SANITA’
I dati di Crespi Ricerche sulle intenzioni di voto dei siciliani sono devastanti per il Pdl che
dal 46,6% delle politiche 2008 era già sceso al 36,4% delle europee 2009.
Il sondaggio di ieri lo fa precipitare al 30%: in due anni in pratica ha perso due elettori su cinque.
Contestualmente il Movimento per l’Autonomia di Lombardo che era al 7,7% alle politiche ed al 15,6% alle europee, ora è arrivato al 22,4%.
Il Pd è al 22% e l’Idv al 7%, stabili rispetto all europee, mentre l’Udc sale dall’11,9 al 13%.
Dopo la frattura tra l’Mpa di Lombardo, appoggiato da Miccichè e buona parte di An, con il Pdl di Schifani e Alfano i risultati sono un Pdl ormai indebolito e un fronte “riformista” in ascesa.
Ricordiamo che nelle prossime ore Lombardo presenterà una nuova giunta che vedrà parte del Pdl all’opposizione, una situazione che è stata lasciata incancrenire da un vertice nazionale pidiellino che pare interessarsi solo delle leggi ad personam.
Se una intera regione salta per aria, evidentemente è un problema secondario.
Per non parlare delle ragioni di questa frattura. Il governatore Lombardo parla chiaramente che intende mettere fine ad un’era: “Ho fatto saltare un sistema di interessi, di privilegi, di favori che in Sicilia ruotava intorno ai due più grossi affari, ovvero la scelta dei termovalotizzatori per gestire l’emergenza rifiuti e una sanità portata alla bancarotta”.
E continua: “La verità è che Schifani ed Alfano sono nervosi perchè hanno capito che è finita. Ho operato scelte drastiche ma che andavano fatte, quei due hanno mandato all’aria la giunta e spaccato in due il partito, complimenti”. Continua »
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Dicembre 21st, 2009 Riccardo Fucile
IL PDL REGALA IL NORD ALLA LEGA E NON TIENE IL SUD, RISCHIANDO DI DIVENTARE UN VASO DI COCCIO TRA VASI DI FERRO…. LA POLITICA SUICIDA DEL PDL AL NORD FAVORISCE LA LEGA, LEGATA ALLA FINANZA E ALLE BANCHE…E AL SUD LOMBARDO FA SALTARE GLI INTERESSI DEL PDL ATTORNO A RIFIUTI E SANITA’
I dati di Crespi Ricerche sulle intenzioni di voto dei siciliani sono devastanti per il Pdl che
dal 46,6% delle politiche 2008 era già sceso al 36,4% delle europee 2009.
Il sondaggio di ieri lo fa precipitare al 30%: in due anni in pratica ha perso due elettori su cinque.
Contestualmente il Movimento per l’Autonomia di Lombardo che era al 7,7% alle politiche ed al 15,6% alle europee, ora è arrivato al 22,4%.
Il Pd è al 22% e l’Idv al 7%, stabili rispetto all europee, mentre l’Udc sale dall’11,9 al 13%.
Dopo la frattura tra l’Mpa di Lombardo, appoggiato da Miccichè e buona parte di An, con il Pdl di Schifani e Alfano i risultati sono un Pdl ormai indebolito e un fronte “riformista” in ascesa.
Ricordiamo che nelle prossime ore Lombardo presenterà una nuova giunta che vedrà parte del Pdl all’opposizione, una situazione che è stata lasciata incancrenire da un vertice nazionale pidiellino che pare interessarsi solo delle leggi ad personam.
Se una intera regione salta per aria, evidentemente è un problema secondario.
Per non parlare delle ragioni di questa frattura. Il governatore Lombardo parla chiaramente che intende mettere fine ad un’era: “Ho fatto saltare un sistema di interessi, di privilegi, di favori che in Sicilia ruotava intorno ai due più grossi affari, ovvero la scelta dei termovalotizzatori per gestire l’emergenza rifiuti e una sanità portata alla bancarotta”.
E continua: “La verità è che Schifani ed Alfano sono nervosi perchè hanno capito che è finita. Ho operato scelte drastiche ma che andavano fatte, quei due hanno mandato all’aria la giunta e spaccato in due il partito, complimenti”.
E a chi lo accusa di cercare l’appoggio esterno del Pd, risponde: “Nessun inciucio, basta con il servilismo verso il governo, la Sicilia ha bisogno di riforme e le faremo con chi ci sta”. Continua »
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Settembre 12th, 2009 Riccardo Fucile
IL SINDACO DI UN PAESE DEL BERGAMASCO FA RIMUOVERE LA TARGA NELLA BIBLIOTECA COMUNALE INTESTATA A PEPPINO IMPASTATO, VITTIMA DELLA MAFIA… SDEGNO DELLA FAMIGLIA DELLA VITTIMA E IMBARAZZO NEL PDL… COME MAI IL MINISTRO DEGLI INTERNI NON DESTITUISCE UN SINDACO CHE DA’ QUESTI SEGNALI AI MAFIOSI?
La targa era nella biblioteca comunale di Ponteranica, provincia di Bergamo, intestata al
siciliano Peppino Impastato, ucciso dalla mafia nel 1978.
La vittima era un giornalista che nacque ed operò a Cinisi e che, tramite Radio Aut, denunciava i rapporti tra mafia e politica. Per questo venne assassinato.
Da parte del sindaco leghista Cristiano Aldeghani, non si può parlare di iniziativa improvvisa: la rimozione della targa era stata annunciata durante la sua campagna elettorale con toni solenni, neanche si fosse trovato di fronte a uno spot di Padania Trans.
Appena eletto, l’ha fatta rimuovere: avrebbe voluto sostituirla subito con un’altra dedicata a Giancarlo Baggi, un padre sacramentino morto nel 2000 e residente per molti anni in paese.
La prefettura di Bergamo ha però negato qualsiasi deroga alla legge che vieta di dedicare un edificio o una strada a una persona scomparsa da meno di dieci anni.
Il sindaco Aldeghani non si è arreso, nonostante la dissociazione dei suoi stessi compagni di giunta del Pdl.
La biblioteca resterà senza targa, fino a quando non potrà essere fatta la nuova intitolazione.
La notizia ha rattristato la famiglia Impastato, il fratello Giovanni ha commentato: “E’ una cosa indegna, un gesto incivile che offende la dignità umana, nella decisione del sindaco leggo solo razzismo. A parole si parla di lotta alla mafia, ma da certi fatti si capisce che la lotta alla mafia non interessa”. Continua »
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Settembre 6th, 2009 Riccardo Fucile
SOLO 100 MULTE IN SETTE MESI NEL CAPOLUOGO LIGURE… MARONI AVEVA AMPLIATO I POTERI DEI COMUNI PROMETTENDO UN RITORNO AL DECORO… SOLO 318 COMUNI HANNO ADERITO SU 8.000 E LE CITTA’ RESTANO SPORCHE COME PRIMA
A distanza di sette mesi, l’ordinanza comunale sul decoro urbano,
nonostante il clamore iniziale, a Genova non ha prodotto nulla o quasi: appena 100 le multe elevate in oltre 200 giorni.
L’ordinanza fa parte di una serie di misure, su alcol, prostituzione e decoro, varate anche in altre città italiane, a seguito del decreto Maroni che aveva ampliato i poteri dei Comuni.
Un flop federalista insomma, visto che su 8.000 comuni italiani solo 318 sono stati i sindaci che hanno firmato nuove ordinanze sulla sicurezza urbana, dopo il decreto nazionale.
A dimostrazione che non contano le teorie enunciate, ma i fatti concreti che come sempre latitano. Sulla carta il provvedimento voluto dal sindaco di Genova prometteva di fare piazza pulita di coloro che per strada consumano “in modo indecoroso o indecente, seduti o sdraiati, bevande e alimenti”, di chi “si trattiene nei medesimi luoghi, senza soluzione di continuità , sollecitando in maniera petulante e molesta questue e altre offerte in denaro” e di chi “intralcia in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone, occupando gli spazi destinati ai disabili”.
Sarebbe insomma stato lecito aspettarsi un’impennata di sanzioni, invece poco o nulla.
Però l’importante è aver dato la “percezione che qualcosa si facesse”.
Il sindaco a Genova era riuscita a complicare la vita dei vigili urbani, emanando pure una circolare attuativa dell’ordinanza che, di fatto, mitigava gli effetti più rigidi della stessa.
Si diceva che come leva dell’azione del vigile di turno vi doveva essere il presupposto che la situazione riscontrata costituisse un pericolo di “sicurezza urbana”, ovvero ” l’intervento è previsto in quei casi in cui si verifichino danni per l’incolumità delle persone o del patrimonio pubblico”. Continua »
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Agosto 21st, 2009 Riccardo Fucile
DOPO GLI SPOT TELEVISIVI IN CUI I VIGILI SEMBRAVANO PATTUGLIARE DI NOTTE MEZZA “MILANO DA BERE”, I RISULTATI SONO SCARSI… ORMAI SI INTERVIENE UN PAIO DI VOLTE LA SETTIMANA, ANCHE PERCHE’ MANCA IL PERSONALE… GLI UNDER 16 BEVONO DI NASCOSTO ALTROVE E TUTTO RESTA COME PRIMA
Intendiamoci, il problema della diffusione dell’alcol tra i minori è una vera e
propria emergenza sociale e ben hanno fatto certi Enti locali ad aumentare i controlli, ma non ci si venga a dire che le striminzite pattuglie di vigili urbani ai Navigli abbiano risolto il problema.
Al di là della politica-spettacolo che sembra ormai contraddistinguere ogni atto amministrativo e legislativo, delle comparsate televisive che fanno apparire quello che non è, resta un’ambiguità di fondo.
In primo luogo occorre un reale controllo dei genitori sui figli, spetta alla famiglia un ruolo educativo che non si può delegare a un Comune.
Quindi educare e anche vietare: è inammissibile che ragazzine di 13-14 anni siano in libera uscita perenne in ore notturne.
Poi vediamo genitori che non sanno mai nulla di quello che fanno i figli, stupiti per quello che accade, ignari di chi frequentano: ma che stiano di più coi figli, invece che pensare solo a fare quattrini e magari se li tengano di più a casa la sera, parlino con loro, in una parola “li educhino”.
In secondo luogo l’alcol i minorenni lo devono acquistare, non lo trovano nel camino di casa: bisognerebbe agire soprattutto tra gli esercizi commerciali, punendo chi sgarra. Continua »
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