Agosto 31st, 2020 Riccardo Fucile
COERENZA SOVRANISTA: SENZA DISTANZIAMENTO E SENZA MASCHERINE SALVO DIRE CHE LA COLPA E’ DEGLI ALTRI
In un post sui social network, Giorgia Meloni ha fatto riferimento a un articolo di Riccardo Luna che, su Repubblica di ieri, ha parlato di un documento presentato da Stefano Merler (della Fondazione Bruno Kessler) il 12 febbraio al comitato tecnico-scientifico e che riguardava la previsione della diffusione del coronavirus in Italia (con una stima di 35mila-60mila morti).
Secondo la leader di Fratelli d’Italia sarebbe la prova che il governo ha sottovalutato l’epidemia.
«Insomma, era tutto prevedibile (e previsto) — ha scritto la Meloni -, ma nonostante questo il Governo non ha fatto assolutamente nulla per contenere l’epidemia”
Il fatto che un partito d’opposizione contesti al governo di non aver preso sul serio la pandemia è abbastanza insolito.
Giorgia Meloni, come tanti suoi colleghi politici, non ha avuto immediatamente la percezione di quello che stava accadendo.
Il 2 marzo — solo qualche giorno dopo dell’abbraccio ai cinesi che lei stessa rimprovera ai suoi avversari politici — ha girato un video davanti al Colosseo incitando i turisti stranieri a venire in Italia e a non pensare che la gente fosse impaurita e “barricata in casa”.
Come dimenticare, poi, la manifestazione del 2 giugno? Quando ancora non si era entrati nella cosiddetta fase 2, infatti, la leader di Fratelli d’Italia ha organizzato una manifestazione di piazza insieme a Lega e Forza Italia, dove le misure di contenimento sono state scarsamente rispettate, dove il distanziamento è saltato e dove sono stati scattati diversi selfie ‘ravvicinati’.
(da agenzie)
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Agosto 30th, 2020 Riccardo Fucile
SI SCALDA TANTO PER LA PERCENTUALE “INGIUSTA” DI UN REGOLARE SONDAGGIO? IN EFFETTI POTREBBE PRENDERE ANCHE MENO DEL 3%
Nella giornata di ieri era stato diffuso un sondaggio Ipsos (pubblicato sul Corriere della
Sera) a proposito delle elezioni in Campania. La Lega vuole querelare la testata di via Solferino per il dato che è stato comunicato.
Il sondaggio dava la Lega in Campania al 3,3%, con Stefano Caldoro — candidato del centrodestra — staccato di oltre 20 punti da Vincenzo De Luca, che è dato come riconfermatissimo alla guida della regione meridionale. Nicola Molteni, responsabile area sud del Carroccio, non ci sta e annuncia una esilarante azione legale e una richiesta di risarcimento da 500mila euro.
Per questo si annuncia la querela contro il Corriere della Sera che, tra l’altro, si è limitato a riportare una valutazione statistica elaborata dall’istituto Ipsos di Nando Pagnoncelli.
Il dato ha infastidito profondamente la compagine del Carroccio che già da diverso tempo sta facendo i conti, questa volta a livello nazionale, con rilevazioni non propriamente favorevoli.
Ma c’è una riflessione da fare: se Matteo Salvini afferma — da diverso tempo — che ai sondaggi non crede («Non credo ai sondaggi, come ai virologi» — aveva detto a luglio), perchè la Lega si sta scaldando tanto?
(da agenzie)
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Agosto 29th, 2020 Riccardo Fucile
POST POI RIMOSSO CON TANTO DI SCUSE: “INIZIATIVA PERSONALE, IL PARTITO NON C’ENTRA”
“Donna, di bella presenza, bionda“. Sono questi i primi requisiti che servono per essere assunti come segretaria amministrativa nella sede di Forza Italia a Taranto.
È quanto si legge in un post-annuncio pubblicato sulla pagina Facebook della sede del partito berlusconiano nel capoluogo ionico, in viale Virgilio.
Per poter avere un posto di lavoro, quindi, bisogna essere una donna di bella presenza, poi è importante avere i capelli biondi. Solo al terzo posto l’ottima conoscenza del pacchetto office, quindi la disponibilità di una automobile (‘automunita’) e la residenza a Taranto.
Il post è stato rimosso e dopo un po’ ne è apparso un altro, verosimilmente dell’amministratore della pagina (che però non si firma), dove si spiega che è stato pubblicato un post “con un annuncio di offerta di lavoro discriminatorio e sessista. Vorrei scusarmi — continua — con tutte le persone che hanno letto il post perchè non ero al corrente di questa manipolazione del profilo da parte di qualche persona che lavorava al computer”.
Si trattava, almeno stando all’annuncio, di un lavoro part time da svolgere nella sede politica, che prevedeva una paga di 10 euro all’ora.
Il Movimento 5 Stelle pugliese stigmatizza il fatto che l’annuncio pubblicato sulla pagina è stato “rimosso solo oggi dal 18 agosto a seguito dei commenti negativi degli utenti. Una vergogna per cui ci aspettiamo le scuse immediate da parte del partito e di tutta la coalizione, in cui lo ricordiamo è candidata anche la presidente della commissione pari opportunità Patrizia Del Giudice. Non basta aver rimosso il post, serve una presa di posizione forte delle candidate di centrodestra e del candidato presidente Raffaele Fitto”, affermano i pentastellati pugliesi.
Il commissario regionale di Forza Italia, Mauro D’Attis, e il vice commissario, Dario Damiani. Spiegano che il partito “non c’entra nulla con l’annuncio di lavoro, sessista e di pessimo gusto, che sta girando sui social sulla ricerca di una segretaria a Taranto. Il soggetto che ha pubblicato l’annuncio non ha alcun ruolo nel nostro partito e, dunque, non ha alcun titolo per usare il nome di Forza Italia. Peraltro, anche la sede di lavoro indicata non è una sede di Fi. Verificheremo con i nostri legali la possibilità di agire legalmente anche per il danno di immagine eventualmente procurato”, assicurano.
(da agenzie)
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Agosto 27th, 2020 Riccardo Fucile
QUATTRO GIORNI FA CATENO DE LUCA DICEVA: “NELLO, FACCI SOGNARE”
Tutto e il contrario di tutto. Sembra questo il mantra della nuova politica. 
Quella incarnata, ad esempio, dal sindaco di Messina Cateno De Luca che oggi, ai microfoni dell’Adnkronos, ha fortemente stigmatizzato l’ordinanza della Regione Sicilia emanata da Nello Musumeci a proposito della chiusura di tutti i centri di accoglienza dei migranti, già impugnata dallo Stato davanti al Tar.
Ha detto: «Musumeci è una pessima imitazione del sindaco De Luca, cioè del sottoscritto. Non ha mai amministrato nemmeno un condominio e non sa come si amministra. È inutile che continua a dire minchiate…».
Le parole sono state registrate dall’agenzia di stampa il 27 agosto.
Ma il 23 agosto, come testimonia questo video sulla sua pagina Facebook, pur partendo dallo stesso presupposto (Musumeci è un’imitazione del sindaco De Luca), arrivava a conclusioni opposte, invocando l’unità della Sicilia contro Roma per la gestione dei migranti.
La sintesi di questo pensiero che sembra contraddittorio è che Cateno De Luca vorrebbe risolvere la questione dell’accoglienza dei migranti e, per questo motivo, aveva firmato un’ordinanza anticipando le intenzioni di Nello Musumeci e preannunciando lo svuotamento del centro di accoglienza di Messina entro il 28 agosto.
Allora, però, aveva accolto con favore la stessa ordinanza di Musumeci che oggi viene bollata come non così positiva, perchè arrivata «tardi e fuori luogo». Addirittura, il video si chiudeva con l’invito: «Forza Nello, facci sognare».
Insomma, in un primo momento, il sindaco di Messina si era schierato a favore di Musumeci, oggi invece passa dalla parte opposta. Pur restando convinto che debba trovarsi una soluzione per i migranti. Una comunicazione non chiarissima, per usare un eufemismo.
(da agenzie)
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Agosto 26th, 2020 Riccardo Fucile
I DATI AUDITEL SULLE ULTIME APPARIZIONI IN TV DI MATTEO SALVINI SONO TRAGICI: DOVE VA LUI, I TELESPETTATORI SCAPPANO
Il Fatto oggi ci racconta cosa ha sentenziato l’Auditel sulle ultime apparizioni televisive di Matteo Salvini. Mentre fino a qualche tempo fa bastava tenerlo in video per avere risultati ragguardevoli, ultimamente le cose non sembrano andare benissimo:
Lunedì sera il noto virologo Matteo Salvini a In Onda, talk-show estivo di La7 condotto da Luca Telese e David Parenzo, smetteva i panni del leader leghista e indossava il camice bianco per pontificare sul virus, dileggiare la ministra Lucia Azzolina e discutere con l’infettivologo del Sacco di Milano, Massimo Galli.
Un confronto (politico negazionista contro severo virologo) che in altri tempi avrebbe fatto schizzare lo share fino alla doppia cifra. E invece no, perchè l’estate nera di Matteo Salvini non riguarda solo i consensi in costante calo, ma anche gli ascolti televisivi: dove va lui, i telespettatori scappano.
Se una volta avere il leader del Carroccio in trasmissione garantiva uno share sempre a due cifre, oggi non è più così e il Salvini televisivo viene stracciato non solo dai talk concorrenti ma anche dalle repliche estive di Don Matteo, Paperissima e Techetechetè.
L’ultima sconfitta è arrivata proprio lunedì sera: In Onda, che per tutta la prima ora ha ospitato Salvini, è stata superata in scioltezza dal talk concorrente Stasera Italia su Rete 4 condotto da Veronica Gentili che tra gli ospiti aveva il governatore della Sicilia Nello Musumeci, il fondatore del Fatto Antonio Padellaro e Pietrangelo Buttafuoco.
Il programma Mediaset ha fatto registrare un ascolto del 6,8% con 1.348.000 spettatori contro i 1.203.000 di La 7 (5,9%).
Eppure, negli ultimi due mesi, il leader della Lega è andato incontro a una serie di Caporetto televisive notevoli.
Il 7 luglio ad esempio era ospite di Bianca Berlinguer nell’ultima trasmissione stagionale di Cartabianca su Rai3: alla fine il talk ha fatto registrare il 6,3% di share battuto da Torno indietro e cambio vita di Carlo Vanzina su Rai1 (13,9%), e l’ennesima replica di House Party con Michelle Hunziker (11,1%) e di Chicago Pd su Italia1 (6,3%).
(da agenzie)
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Agosto 23rd, 2020 Riccardo Fucile
MA QUANDO LO CONTESTANO DAVVERO SI FA PROTEGGERE DA CENTINAIA DI AGENTI
«Adesso mi incazzo… non voglio un poliziotto in spiaggia»: in questo fuorionda pubblicato su Twitter possiamo ascoltare Matteo Salvini che durante il suo comizio a Falconara si rivolge a un membro del suo staff per segnalargli la presenza di poliziotti dopo la contestazione solitaria di un tizio che gli ha rivolto la parola durante il comizio.
Con il microfono in mano il Capitano fa la solita scena: «Se vuoi tre clandestini ospitali a casa tua, che noi di sfigati e spacciatori ne abbiamo abbastanza, se vuoi puoi dare il tuo numero di conto corrente e ospitarli a casa tua, io preferisco aiutare gli anziani in difficoltà », dice.
Poi si rivolge a una persona del suo staff — che viene inquadrato nel video del Fatto Quotidiano — e gli dice: «Allora, adesso mi incazzo… non voglio un poliziotto in spiaggia, capito?». Poi torna a parlare al pubblico: «Ragazzi, io ringrazio le forze dell’ordine ma non c’è bisogno di loro per tenere a bada due sfigati… le Marche siete voi, fatevi sentire», chiude chiamando l’applauso del pubblico.
E viene da domandarsi se questo sia lo stesso Salvini che a Mondragone invece tornò all’inizio di luglio scortato dalla polizia. Come mai all’epoca invece le forze dell’ordine servivano? In ogni caso, come si dice a Roma, Salvini ha fatto due fatiche. Il Fatto quotidiano spiega che i poliziotti sono rimasti al loro posto a fare il loro lavoro:
L’ordine viene ripetuto un paio di volte ma non sortisce gli effetti sperati. Il servizio d’ordine, gestito da un funzionario esperto e molto capace della questura di Ancona, Luigi Di Clemente, non arretra di un centimetro e le misure restano ferree: nessuno si deve ammassare sotto il palco e tanto meno provare il blitz sulla terrazza.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 23rd, 2020 Riccardo Fucile
“SIAMO STATI INCOSCIENTI, MA PERCHE’ HANNO PERMESSO ALLE DISCOTECHE DI RIAPRIRE?”
Mentre Sardegna e Lazio discutono su come fare più tamponi possibili ai viaggiatori in
entrata e in uscita dalle due Regioni, continua a crescere il numero dei piccoli focolai di Coronavirus esplosi tra coloro che sono di ritorno dalle vacanze in Costa Smeralda: oggi il Corriere della Sera riporta la storia di una comitiva di 14 ragazzi tra i 25 e i 27 anni, che hanno passato il Ferragosto a Porto Cervo e sono rientrati tutti positivi.
A raccontarla è C., una ragazza di 26 anni di Milano, che ha iniziato il periodo di quarantena da sola dopo aver scoperto di essersi infettata.
“Siamo tutti in quarantena — spiega — e in una chat ci sosteniamo a vicenda, ma siamo solo al giorno due. Molti di noi sono asintomatici, altri hanno i sintomi dell’influenza. Io ho avuto la febbre a 37.5 appena rientrata, il 18, ora sto benissimo. Non volevamo certo finisse così questa vacanza. Molti di noi, positivi, in discoteca non ci sono neanche mai andati, eppure…”.
Tutta la comitiva vive tra il Nord Italia e Roma.
Al ritorno dalla vacanza, uno degli amici di C. ha avvertito gli altri: aveva 38.5 di febbre. In poco tempo, la chat di Whatsapp è diventata un vero e proprio bollettino: il secondo, il terzo, poi il quarto amico annuncia di avere la febbre.
Il primo che fa il tampone è un ragazzo che dopo la Sardegna è partito per Bolzano. Positivo. Alla richiesta di rintracciare i contatti recenti, pensa agli altri del gruppo. Tutti e 14 sono positivi. “Chi può, come me — continua la ragazza nell’intervista al Corriere della Sera — sta in quarantena da sola. La paura più grande è quella di contagiare le nostre famiglie e andare incontro a conseguenze serie. Le nostre madri? La mia mi ha detto che sono un’incosciente, che c’era da aspettarselo che sarebbe finita così. Siamo stati in casa durante tutto il lockdown, abbiamo rispettato le regole alla lettera, oggi per la società noi ragazzi siamo i nuovi untori. La verità è che le discoteche non andavano aperte, andare a ballare distanziati è impossibile. Lo dico io che non ho rinunciato a una festa. Ma se ci hanno permesso di tornare in pista, perchè non avremmo dovuto farlo? Non abbiamo fatto nulla di illegale. E poi non fermiamoci qui. Ripeto: ho amici che hanno trascorso le serate in Sardegna a casa, eppure ora hanno sintomi e febbre alta”.
“Con il senno di poi — ammette infine C. — avremmo dovuto stare più attenti ed evitare di andare a ballare nonostante fosse consentito. E la mascherina, ecco: avremmo dovuto usarla di più. Però non ci sentiamo di autocrocifiggerci. Nessuno ci ha mai negato l’ingresso in discoteca, anche quando le sale erano sature. Abbiamo sottovalutato tutti il pericolo di ripiombare nel caos, ma non puntate il dito solo contro noi ragazzi”.
(da agenzie)
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Agosto 22nd, 2020 Riccardo Fucile
E MORTO SANDRO MAZZINGHI, STORICA LA SUA RIVALITA’ CON NINO BENVENUTI
Sono stati 81 anni in cui dolore, vittorie, rabbia e riscatto si sono costantemente rincorsi, come avversari in una battaglia sul ring di quelle senza appello, come piacevano a lui. Sono stati ottantuno anni di rara intensità quelli vissuti da Sandro Mazzinghi, uno dei più grandi pugili italiani di tutti i tempi. Mazzinghi se ne è andato a Pontedera, in punta di piedi, senza quei riflettori che non aveva mai amato troppo.
Riportare la sua figura pugilistica solo alla rivalità con Nino Benvenuti, sarebbe non rendere merito ad una vita ed una carriera che ha vissuto molto, molto altro. Però nell’immaginario collettivo di un’Italia amante dei dualismi, quei due erano perfetti. Sandro l’antidivo, schivo, toscanaccio, sempre pronto alla polemica. Nino il divo. Bello, mediatico, insieme a Gigi Riva probabilmente il massimo sex simbol dello sport italiano degli anni sessanta. Sandro e Nino: lontani che più lontano non si può.
Era da poco finita l’era dei Coppi e Bartali, Mazzola e Rivera erano due giovani già affermati ma in nazionale non facevano ancora la staffetta. Toccava alla boxe colmare il vuoto. Mazzinghi era il campione del mondo dei superwelter, aveva dato due lezioni di boxe a Ralph Dupas: la prima al Vigorelli di Milano, la seconda allo stadio di Sydney. Benvenuti era il predestinato, l’oro olimpico che aveva messo in serie il titolo italiano ed europeo ed aspettava solo di arrivare in cima al mondo.
Nessun punto di contatto? Sbagliato, ce ne sono almeno due. La passione per la musica: Mazzinghi scrive due brani di buon successo, Benvenuti si esibisce in tv con un altro grande avversario come Emil Griffith. E poi i libri: sia l’uno che l’altro ne scrivono, e con vite del genere gli spunti non gli mancano…
Nel primo match, un montante destro di assoluta bellezza di Nino chiuse i giochi al sesto round. Niente però in confronto al colpo da ko che la vita aveva assestato a Mazzinghi: la prima moglie era morta in un incidente nel quale anch’egli era rimasto gravemente ferito. La rivincita si disputò a Roma a pochi giorni dal Natale del 1965. Intorno al ring, un po’ come succede ancora oggi negli Stati Uniti, c’era tutto il mondo dello spettacolo. Walter Chiari, Mina, Delia Scala, Aldo Fabrizi e tanti altri.
Vinse di nuovo Benvenuti, soffrendo, ai punti. Mazzinghi però quel verdetto non lo accetterà mai. Cinquanta anni di polemiche, poi la riappacificazione. Benvenuti a dire il vero più volte era stato ‘tenero’, con tanti messaggi di pace, ed alla fine, proprio quando Nino era ricoverato dopo un malore, arrivò la telefonata di Mazzighi.
Prossimamente i due dovevano essere protagonisti di un documentario sulla loro rivalità , ma il destino non ha voluto. “Sul ring Sandro era un guerriero – dice ancora -, ti metteva paura, lo guardavi negli occhi e capivi che per lui c’era solo il volerti sopraffare, voleva vincere a tutti i costi. E per batterlo dovevi dare veramente qualcosa in più”, ricorda Benvenuti.
“Per parlare di Sandro Mazzinghi bisogna trovare le parole migliori. Ci siamo battuti, sono sempre state battaglie dure, ma l’ho sempre rispettato e ora lo ricordo con affetto. La nostra è stata una rivalità come quella fra Coppi e Bartali, abbiamo diviso l’Italia dello sport”.
Ma come abbiamo detto, Mazzinghi va oltre questo dualismo. La sofferenza in una infanzia in cui la guerra aveva minato fisico e coscienza, la capacità di reagire che ormai faceva parte del suo Dna, gli servirono per ricostruirsi una carriera.
Dopo le due sconfitte ci mise tre anni, ma riuscìa tornare campione del mondo. Allo stadio San Siro, battendo davanti a quarantamila spettatori il coreano Ki Soo Kim, uno che in precedenza aveva battuto proprio Benvenuti.
E’ ancora oggo celebrati uno dei match più duri mai combattuti in Italia. Il titolo, una nuova famiglia, la testardaggine di voler tornare sul ring a quasi 40 anni tra il ’77 e il ’78 per tre match senza troppo valore tecnico che però lui vinse. Restava solo quel cruccio, quel Nino, quella sconfitta mai accettata. Poi una telefonata a chiudere il cerchio. Addio grande guerriero.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 22nd, 2020 Riccardo Fucile
MENTRE IL TURISTA SCHERNIVA IL CAPITANO E UN MARINAIO CHE LO INVITAVANO A INDOSSARE LA MASCHERINA, SCOPPIA LA RIVOLTA DEI PASSEGGERI
È scattata la rissa a Venezia tra alcuni passeggeri a bordo di un vaporetto affollato, dopo che un turista si era rifiutato di indossare la mascherina.
Come riporta La nuova Venezia, alla fermata San Zaccaria, l’uomo si è presentato a volto scoperto e a poco sono serviti gli inviti del capitano e di un marinaio perchè indossasse la mascherina, non solo perchè obbligatoria per le misure di contenimento dei contagi di Coronavirus, ma anche perchè il vaporetto era strapieno.
L’uomo dal canto suo ha cominciato a insultarli, al che sono intervenuti gli altri passeggeri, in particolare un uomo che ha spintonato il turista, ha provato a sferrare qualche pugno e calcio e lo ha spinto sulla banchina fuori dalla nave.
(da Open)
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