Maggio 25th, 2021 Riccardo Fucile
IL PD CRESCE E ANNULLA IL DISTACCO, IRRILEVANTI GLI ALTRI SPOSTAMENTI
Secondo i sondaggi politici di SWG per Tgla7 Lega e Fratelli d’Italia sono ancora primo e secondo partito. Ma il PD cresce e annulla il distacco con il partito di Giorgia Meloni
Rispetto a sette giorni fa la Lega di Matteo Salvini risale dello 0,3% superando il 21. Per Fratelli d’Italia invece la settimana non è particolarmente esaltante: nessuna variazione dalla settimana passata con una percentuale nelle intenzioni di voto del campione intervistato da SWG per il sondaggio politico che rimane stabile al 19,5%. Ne approfitta però il PD che cancella la distanza con FdI.
La forza politica guidata da Enrico Letta si posiziona al 19,5% condividendo così il secondo posto nella classifica con il partito di centrodestra.
Ancora una settimana negativa invece per il Movimento 5 Stelle che scivola ancora in basso perdendo uno 0,3% e attestandosi al 16,5%. Quasi invariato il risultato di Forza Italia che cede un decimo di punto percentuale mentre Azione di Carlo Calenda scende al 3,3%.
Tracciato piatto anche per Italia Viva: il partito di Matteo Renzi ormai naviga stabilmente secondo le rilevazioni di SWG sotto il 2%.
(da agenzie)
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Maggio 25th, 2021 Riccardo Fucile
DOPO UNA GIORNATA COMICA ALLA FINE E’ ARRIVATA LA SOLITA FUMATA NERA
Tanti nomi, nessun nome. Nella giornata di ieri – prima, durante e dopo l’incontro
tra Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani – è impazzato il toto-nomi dei candidati sindaco Centrodestra. Particolare attenzione è andata, ovviamente, su Roma e Milano.
Alcune fonti hanno fatto il nome di Maurizio Gasparri per la capitale, ma il diretto interessato (pur non tirandosi indietro) ha smentito di aver ricevuto questa indicazione dai partiti che compongono la coalizione.
Poi la voce del ticket Michetti-Racca (rispettivamente per Roma e per il capoluogo lombardo), ma anche questa ipotesi è stata messa in fase di stallo.
Insomma, per il momento non c’è nessun candidato ufficiale.
Improvvisamente, durante il pomeriggio di ieri, dal vertice per i candidati sindaco centrodestra era spuntato il nome di Maurizio Gasparri per la capitale. Ci sarebbe stata la convergenza di Lega e FDI sul senatore forzista che, però, ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna chiamata in merito. Anzi, ha sperato in un ripensamento di Guido Bertolaso che – però – non ha ceduto alle lusinghe continue di Matteo Salvini.
Dopo il senatore, è stata la volta – sempre parlando di Roma – di Enrico Michetti, personaggio molto noto nell’etere delle radio romane e, per questo, potrebbe ottenere consensi anche dalle sponde del tifo romanista e laziale. Il quotidiano La Repubblica lo presenta così:
55 anni, professore di diritto pubblico all’Università di Cassino e direttore della Gazzetta amministrativa: la piattaforma web da lui fondata che, dal 2007, fornisce servizi di informazione, formazione, aggiornamento e assistenza alle pubbliche amministrazioni.
E mentre andava in scena l’incontro interlocutorio tra i leader del centrodestra, lo stesso Michetti si è lasciato andare a una confessione telefonica: “Le mie chance sono aumentate ma per l’ufficialità bisognerà attendere. Sono un servitore dello Stato e rappresento la Costituzione”. Ma sarà lui il nome scelto per la corsa al Campidoglio? Forse. Perché Salvini e Meloni hanno detto di non voler far nomi e di non voler commentare le informazioni trapelate.
Stesso discorso per la questione del candidato sindaco per Milano. A sorpresa, infatti, è spuntato il nome di Annarosa Racca. La 69enne è alla guida di Federfarma Lombardia e ha già ricevuto la telefonata esplorativa da parte di Matteo Salvini. Ma in questo caso, come per Michetti, il nome non sembra essere quello definitivo. In serata è arrivata pure la smentita della Racca che non intende presentarsi.
Alla fine del vertice, infatti, tutti i leader del centrodestra hanno voluto mantenere un profilo basso non rilasciando commenti ufficiali sulla direzione intrapresa. Per decidere, dunque, ci vorrà ancora del tempo.
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
SPUNTANO ALTRI NOMI A CASACCIO: L’EX GRILLINO FAVIA A BOLOGNA, LA DALLA CHIESA E MATONE A ROMA, DALL’OCCHIO E DEL DEBBIO A MILANO E PURE GERVASONI, QUELLO CHE HA INSULTATO MATTARELLA… MA NON SI ESCLUDONO I POLITICI GASPARRI O IL NEO LEGHISTA STORACE A ROMA
Il centrodestra “correrà unito in tutte le città” e mette nero su bianco che si preferiscono “candidature civiche, rappresentanti del mondo del lavoro e delle professioni”.
Nessun accordo però al vertice dei leader sulle Comunali: appuntamento (auspicato) tra una settimana, quando ogni partito avrà fatto i propri sondaggi sui nomi in campo. A Roma in pole c’è il professore-avvocato nonché speaker radiofonico Enrico Michetti, lanciato da FdI ma poi derubricato da Meloni a “nome interessante come altri”. Per Forza Italia spunta il magistrato Simonetta Matone, poi Rita Dalla Chiesa. Mentre Vittorio Sgarbi propone l’ex prefetto Achille Serra (che è stato anche senatore del Pd), l’ex grillino Giovanni Favia per Bologna e Vittorio Feltri per Milano.
Dove la Lega punta invece su Maurizio Dallocchio, economista e docente alla Bocconi (che non ha ancora detto sì), ma emerge Paolo Del Debbio, mentre perde quota Annarosa Racca, presidente di Federfarma lombarda, ultimo nome uscito dal cilindro salviniano.
In campo ci sarebbe pure Marco Gervasoni, il professore che ha insultato Mattarella. Insomma, l’intesa nel centrodestra sarà pure vicina, ma è ben dissimulata. Negli uffici della Lega a Montecitorio nel pomeriggio si incontrano Salvini, Meloni, Tajani, Maurizio Lupi, Gaetano Quagliarello per “Cambiamo” di Toti, il centrista De Poli e Sgarbi. Clima tranquillo, nonostante da mesi i leader di lega e FdI non si vedano vis à vis. Convitato di pietra, il Copasir, di cui secondo tutti i partecipanti non si è parlato. Subito prima del summit, il Capitano e Tajani si incrociano al Senato, e si diffonde la voce di un’intesa siglata a sorpresa sulle grandi città: Michetti per la Campidoglio e Racca per il capoluogo lombardo.In realtà, le cose procedono più lentamente.
I leader prendono finalmente atto dell’”indisponibilità” sia di Albertini che di Bertolaso, se ne fanno una ragione e si guarda davvero avanti. Il centro dell’incontro è Roma, di Milano si parla poco. Non appare convincente la proposta, lanciata dallo stesso Albertini, di Fabio Minoli, direttore relazioni esterne della Bayer ed ex comunicatore di Confindustria.
Neppure il nome di Racca però fa proseliti, scivolando tra le proposte “interessanti” e niente più. Salvini rinvia: “Sono emersi 4-5 nomi inediti da sondare… Valuteremo i profili migliori”. Meloni mette fretta, chiede di chiudere la partita entro la settimana prossima, consapevole che sarà complicato. Anche perché il piano A restano appunto i civici, ma gli esponenti politici non sono del tutto fuori dal tavolo. Raccontano che Tajani abbia insistito nel proporre Gasparri a Roma e Lupi a Milano, senza riuscire per ora a convincere gli alleati. Ad avere l’ultima parola saranno i sondaggi che nei prossimi giorni dovranno misurare la forza reale dei nomi proposti. Se si tornasse sul versante politico, per Roma i nomi in corsa non sarebbero pochi: Fi punta su Gasparri, la Lega avrebbe Storace, mentre Fdi potrebbe schierare la giovane consigliera regionale Chiara Colosimo (in alternativa, Rampelli o il capogruppo alla Camera Lollobrigida). L’unica certezza, pare, è la candidatura condivisa del capogruppo azzurro a Montecitorio Roberto Occhiuto per le regionali in Calabria.
(da Huffingtonpost)
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Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
CALANO LEGA E PD, SALGONO FDI E M5S
I sondaggi politici di Euromedia Research illustrati oggi da Alessandra Ghisleri su La Stampa dicono che Fratelli d’Italia raggiunge la seconda piazza ed è a meno di due punti dalla Lega. Mentre il Partito Democratico sorpassa il MoVimento 5 Stelle. E il metodo Draghi sulle riaperture convince gli italiani.
La rilevazione di Euromedia Research dice che il campione di Ghisleri mostra 4 partiti concentrati in meno di 5 punti percentuali: Lega 21,1%, FdI 19,0%, Pd 18,8% e M5S
16,5%. Un quadro inedito con il 34,9% di astensione.
La distanza tra i primi 4 partiti e il resto del panorama politico si consuma in una distanza di più di 8 punti percentuali, per incontrare Forza Italia al 7,7%. Tutti gli altri partiti rilevano percentuali al di sotto del 5,0%.
Nel dettaglio, la Lega è al 21,1% e perde lo 0,2% mentre Fdi è al 19 e guadagna un punto e mezzo. Poi c’è il Partito Democratico che perde lo 0,2% ed è al 18,8% mentre il M5s guadagna lo 0,8% e approda al 16,5%.
Forza Italia è al 7,7%, Liberi e Uguali al 3,8% e Azione di Carlo Calenda al 3,3%. La Federazione dei Verdi arriva al 2,5% mentre Italia Viva di Matteo Renzi è al 2,1%.
Poi c’è +Europa all’1,5% (che perde lo 0,4%)
(da agenzie)
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Maggio 24th, 2021 Riccardo Fucile
CENTRODESTRA 43%, CENTROSINISTRA 40%, M5S 15%….. PRIMO PARTITO PD 26%, POI FDI 22%
In autunno si voterà per il rinnovo dell’amministrazione capitolina. Ancora non
sono stati definiti tutti i nomi che scenderanno in campo per il futuro del Campidoglio: il Movimento 5 Stelle – dopo alcuni tentennamenti – ha deciso di puntare tutto (di nuovo) su Virginia Raggi; il Centrosinistra passerà dalle primarie interne; il centrodestra ancora deve ufficializzare i nomi. Poi c’è l’incognita Carlo Calenda.
Questi i principali nomi (non sono tutti perché la platea sarà più ampia) della corsa alla poltrona a sindaco della capitale e i sondaggi Roma effettuati da Tecnè per AdnKronos mostrano una bocciatura da parte dei cittadini nei confronti dell’amministrazione uscente.
Il 70% dei cittadini romani esprimono un giudizio negativo, il 28% positivo (mentre il 2% non si esprime).
E’ quanto emerge dal ‘Rapporto Roma, verso le elezioni comunali’ realizzato da Tecnè per Adnkronos.
Il sondaggio prende in considerazione cinque aree della Capitale: il dato più alto tra i giudizi negativi a Roma sud con il 73% (26% positivi), a seguire Roma ovest con il 71% (27% positivi), Roma Est e Roma centro con il 68% (29% negativi) e Roma nord con il 66% (31% positivi).
In attesa di conoscere i nomi di tutti i candidati, i sondaggi Roma offrono anche uno spaccato sulla direzione che potrebbe prendere la capitale con le prossime elezioni, in programma ad autunno.
Il centrodestra è accreditato di consensi pari al 43%, il centrosinistra attorno al 40% e il M5S si fermerebbe al 15%.
Il Partito Democratico resterebbe, comunque, il primo partito (con il 26%). Dietro al Pd ci sarebbe FdI al 22%, seguito dalla Lega (15%) e Forza Italia (5%).
(da agenzie)
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Maggio 22nd, 2021 Riccardo Fucile
PD AL 28%, FDI (17,8%) STRAVINCE SULLA LEGA (6,8%)…CALENDA CONTESTA, CENTRODESTRA IN ALTO MARE
“Se vincerà il centrosinistra non sarò un uomo solo al comando, ma guiderò una squadra di uomini e donne all’altezza. Si conferma il giudizio negativo della larga maggioranza degli elettori verso la pessima amministrazione della Raggi, ma il vero avversario per me rimane la destra che a Roma è radicata. Realisticamente, è con loro che ci confronteremo al ballottaggio”.
Roberto Gualtieri commenta con ottimismo misto a cautela il sondaggio, commissionato alla MG Research sulla base di 2mila interviste, che ha sollevato gli animi al Nazareno.
Il Pd primo partito a Roma con il 28%, seguito da M5S al 26,9%, e il candidato Dem vittorioso al ballottaggio sia contro Bertolaso (55,2 a 44,8%) sia, soprattutto contro la Raggi (57,7 a 42,3%).
Ma con l’ex capo della Protezione Civile che si è chiamato fuori, difficilmente da destra arriverà un nome altrettanto forte. “E’ un segnale molto incoraggiante dopo sole due settimane, la mia candidatura cresce e si consolida – aggiunge Gualtieri – Sono ottimista, ma la battaglia sarà lunga. Il centrosinistra costruirà insieme un programma per vincere e poi governare”. Quanto all’exploit del Pd a Roma “non mi pare una sorpresa, è stato il primo partito anche alle Europee del 2019 con il 30%”.
Dalla rilevazione emerge il 17,8% di FdI che più che doppia la Lega 6,8%, mentre Fi tiene al 9,5%.
L’ orientamento di voto per il centrodestra è al 34,3% contro il 32,8% del centrosinistra, ma sommando a quest’ultimo il consenso grillino la partita si chiuderebbe.
Unica nota negativa per Gualtieri, al primo turno Bertolaso lo sopravanzerebbe, sia pure di poco: 32,6% rispetto a 31,5%. Azione di Carlo Calenda è al 5,9%, ma l’ex viceministro contesta i dati
Dal Nazareno filtra che non si tratta di un’epifania. Le rilevazioni degli ultimi due mesi mostrano lo stesso comune denominatore: il centrosinistra unito, a differenza del 2016, è “competitivo” e Gualtieri si rafforza. Lo conferma Francesco Boccia, che gioca la partita in prima linea: “Quando il centrosinistra è unito vince” e l’ex ministro “si conferma un ottimo candidato che trasmette certezze sul futuro di Roma”. E le primarie “fortemente volute dal Pd uniranno ancora di più, allargando la coalizione, rafforzandola e rendendola prima in città”.
Gualtieri, nel frattempo punta a commissariare le grandi opere capitoline in vista del Giubileo del 2025. Si muove in asse con Letta, entrambi consapevoli che il Pd sconta il rischio di “partito della Ztl” e che Raggi resta salda nelle periferie. Anche per questo l’ex ministro dell’Economia si è schierato subito a favore della proposta “di sinistra” del segretario di aumentare l’imposta sulle successioni oltre i 5 milioni di euro: “Sacrosanta, non tocca il 99% degli italiani”. E infilza l’affannosa ricerca di un candidato a destra: “Dietro questa grande fatica si nasconde sia l’assenza di una classe dirigente credibile sia la necessità di trovare un volto che faccia dimenticare il disastro Alemanno.
A destra, infatti, le acque restano agitate. La mossa di Salvini sul Copasir (dimissioni non soltanto del presidente Volpi e richiesta di azzeramento dell’intero organismo) anziché distendere ha alzato il tasso di scontro. L’opzione di concedere cinque membri su dieci all’opposizione è irricevibile per Pd e M5S, quanto lo è il veto salviniano su Urso per FdI.
Così il sospirato vertice di lunedì sulle comunali – con Salvini, Meloni, Tajani e forse Berlusconi in collegamento – si annuncia battagliero. Con il leader della Lega pronto a incalzare Meloni: ecco l’incontro che chiedevi, allora qual è il nome per Roma? Domanda destinata a restare inevasa, perché il nome forte Fdi non ce l’ha.
La suggestione del generale Claudio Graziano, accarezzata da La Russa, è stata smentita dal diretto interessato, che resta alla guida del comitato militare dell’Ue. Mentre l’idea dell’ex comandante generale dei Carabinieri Giovanni Nistri – che tace ma raccontano poco convinto – lascia freddo il partito meloniano (e non solo quello). “Non è di destra – taglia corto un parlamentare – Ha lavorato a Pompei con Franceschini, al vertice dell’Arma lo ha voluto l’ex ministra Trenta. E’ l’ennesima provocazione di Salvini”.
La quadra è ancora da trovare. Torna in auge il Piano B: virare sui politici. Tra i meloniani, oltre a Rampelli, gira il nome del capogruppo alla Camera Lollobrigida. Gli alleati però avvisano: il rischio è il travaso del voto “moderato” verso Calenda.
(da Huffingtonpost)
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Maggio 21st, 2021 Riccardo Fucile
LEGA E FORZA ITALIA SONO SCETTICI… SU RADIO RADIO SPAZIA TRA POP E DOTTRINA CON VENATURE NEGAZIONISTE SUL COVID
“Dai, che sei sindaco!”. Oppure: “L’uomo giusto al posto giusto”. O ancora:
“Finalmente al Campidoglio una persona onesta e competente”. Riceve messaggi così, in pubblico e in privato Enrico Michetti.
Chi? Sintonizzarsi sulle onde di Radio Radio e non riconoscerlo è impossibile. È una piccola grande star della conversazione radiofonica della Capitale, una sorta di The Voice che commenta tutto lo scibile e soprattutto interviene sui temi, le gioie e i dolori del vivere a Roma e dell’amministrare questa città.
Radio Radio è l’emittente romana da cui risuona la sua voce in pillole quotidiane. Ha il suo pubblico, che pende dal suo microfono e gli manda attestati di fiducia e di fedeltà, come capita ai radiogiornalisti sportivi ma lui non lo è (“Adoro la politica”, dice) e sono in tanti nel suo mondo che già lo vedono al Campidoglio, seduto sulla poltrona di sindaco.
L’account Twitter di Radio Radio ha intanto pubblicato una foto di Michetti, con tanto di sfondo della piazza michelangiolesca che domina Roma e non lo hanno fatto ancora montare sul cavallo di Marco Aurelio ma quasi.
E comunque l’immagine di Michetti è corredata dalle sue parole in bella evidenza: “Accetterei volentieri l’incarico”. Dopo il “no” di Guido Bertolaso alla candidatura a primo cittadino della Capitale e la smentita anche dall’ex ministro Giulia Bongiorno, sul tavolo del centrodestra è spuntato proprio il nome del professore romano di diritto amministrativo e direttore di Gazzetta amministrativa.
Uno che non si sente un populista ma, a detta di tutti, è capace di unire il registro alto con quello basso, il pop radiofonico con la dottrina accademica, l’indignazione per il cassonetto strabordante e le idee su come riformare la burocrazia capitolina che notoriamente ha bisogno di una rivoluzione urgente. E lui crede di avere passione e competenza per poter cambiare tutto.
La proposta arriva da Fratelli d’Italia: “Non ci sentiamo di escludere che alla fine Giorgia Meloni potrebbe proporre lui”. Michetti si dice “lusingato” per l’offerta ricevuta. La Lega invece resta un po’ perplessa, una fonte che ha in mano il dossier romano non nasconde di “averlo visto a malapena una volta”, mentre Matteo Salvini sottolinea la necessità di trovare un candidato promettente.
Il tavolo del centrodestra si riunirà lunedì, ma nelle ultime ore, insieme al nome di Maurizio Gasparri proposto da Antonio Tajani, si fa largo proprio quello di Michetti, già protagonista di diversi incontri formativi con i parlamentari e i militanti di Fratelli d’Italia sulle questioni di diritto pubblico.
Ma Michetti, sulle frequenze di Radio Radio, ama parlare un po’ di tutto. Anche della pandemia Covid che il 13 ottobre scorso, in uno dei suoi sfoghi, ha definito “influenza”.
“È diventato ridicolo – dice – si parla soltanto di questa influenza, particolarmente grave, per carità di Dio, in casi acuti – ma che di questo virus si faccia un programma di governo che altrimenti non avrebbe ragione di esistere è paradossale”.
Secondo il professore il governo avrebbe un solo programma: il virus con l’obiettivo di fare terrorismo psicologico affinché si abbia accesso ai fondi del Meccanismo europeo di stabilità.
“Perché bisogna fare una politica del terrore? Per farci indebitare fino al collo? In Italia sono anni che si parla della mancanza di migliaia di infermieri e, in un momento come questo, sarebbe opportuno trovare delle soluzioni”.
Michetti prova a darne una: “Dicono che servono 30 mila infermieri e allora bisogna andare a prendere i soldi del Mes. Scusate, noi paghiamo 3 milioni di persone per stare a casa. Tra questi non ce ne sono 30 mila da poter prendere per fare un corso da infermieri?”.
Il tipo è un tipo estroverso e anche autoironico. Forse non filosoficamente all’altezza di Marco Aurelio ma convinto di saper maneggiare la storia e l’Urbe è una metropoli intessuta di storia: “Mi hanno definito Tribuno della Radio? È una parola nobile. Forse il momento più alto della Repubblica romana sono state le forme dei tribuni della plebe. Coloro che pensavano di dare un lavoro attraverso la distribuzione equa dei territori di conquista. Io vedo tanta nobiltà nel termine tribuno. Il tribuno è colui che sa parlare alla gente, la sa coinvolgere nelle iniziative da portare avanti”.
Ma Michetti può parlare anche della fine del Partito comunista e della svolta della Bolognina: “Occhetto fu il carnefice ma anche colui che seppe interpretare bene l’evento”. E ancora: “Sono 25 anni che la mia attività si basa nell’assistenza ai sindaci nelle procedure più complesse: trasporti, igiene urbana, piano regolatore, procedimenti amministrativi. Molti di questi sindaci sono ora in Fratelli d’Italia e hanno manifestato stima nei miei confronti”.
Il riferimento è alla sua attività come consulente Anci. Stimato professore di diritto amministrativo, ha difeso sindaci e comuni presso Tar e Consiglio di Stato.
Insomma un nome concreto, con un robusto seguito social che convince Fratelli d’Italia, lascia perplessa la Lega e fa storcere il naso a Forza Italia.
L’Udc con Antonio Saccone lo ritiene “una persona credibile”. Francesco Storace, storico esponente della destra romana ma da poco tempo politicamente vicino a Salvini, ironizza: “Ero a San Pietro e tutti si chiedevano chi fosse quello vestito di bianco vicino a Michetti. Roma merita un grande sindaco. Non ci mortificate”.
La coalizione si riunirà per trovare la sintesi nei prossimi giorni. Il cavallo di Marco Aurelio è pronto a far salire qualcuno. E Michetti è prontissimo.
(da Huffingtonpost)
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Maggio 21st, 2021 Riccardo Fucile
LEGA 21% (-0,3%), PD 19,5% (-0,5%), FDI 18,5% (+ 0,5%), M5S 16,2% (+0,2%), FORZA ITALIA 6,7% (-0,1%)
Le rilevazioni di Index Research per Piazzapulita vedono Fratelli d’Italia sotto il
Partito Democratico
Se infatti i sondaggi di SWG e quelli di EMG per Cartabianca davano Fratelli d’Italia rispettivamente secondo partito o appaiato al Pd nelle intenzioni di voto degli italiani con la Lega di Matteo Salvini al primo, per Index Research FdI si trova ancora terzo per consenso rispetto al campione degli intervistati.
Nonostante il Carroccio perda uno 0,3% per attestarsi al 21 secco e il partito guidato da Enrico Letta sia in calo di mezzo punto percentuale scivolando sotto il 20% la forza politica di Giorgia Meloni, pur guadagnando uno 0,5, si ferma al 18,5, non abbastanza per ripetere le performance degli altri sondaggi.
Il Movimento 5 Stelle è in quarta posizione con il 16,2%.
Le altre forze politiche non subiscono grandi scossoni: settimana senza variazione per Azione di Carlo Calenda mentre Italia Viva di Matteo Renzi subisce un calo di un decimo di punto percentuale arretrando sotto il 2%.
Nell’ambito del centrodestra Forza Italia cresce di poco, ma non riesce ad arrivare al 7%.
(da agenzie)
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Maggio 20th, 2021 Riccardo Fucile
PESCHERA’ NELL’AREA SOVRANISTA
Gianluigi Paragone si candida a sindaco di Milano con Italexit, il partito antieuropeista che lui stesso ha fondato sul modello del Brexit Party di Nigel Farage.
Una discesa in campo a sorpresa e fuori dagli schieramenti. Eletto al Senato con M5S, un passato vicino alla Lega, il giornalista ha infatti lasciato il movimento ed è passato al gruppo Misto di Palazzo Madama.
E’ stato lo stesso ex direttore del giornale della Lega Padania, poi volto di programmi Rai, ad annunciare la sua candidatura solitaria al programma Omnibus, in onda sul La7. “Mi candido sindaco a Milano. Ho deciso di farlo perché per troppo tempo ho assistito e sto assistendo a una sua mutazione”, dice. “Le città – aggiunge- stanno cambiando pelle, e anche se Milano è considerata quella con meno problemi, in realtà non è così”.
Una Milano in crisi, per Paragone, con “l’aumento delle code alla mensa della Caritas”, e con “il boom dei nuovi poveri” che danno “la fotografia di un degrado, di uno scivolamento del famoso ceto medio verso posizioni più basse”.
Per arrivare “a come le mafie stanno riciclando il loro denaro negli esercizi commerciali in difficoltà a causa della crisi economica”, o “alle multinazionali che hanno comprato i centri cittadini trasformandoli in un’unica vetrina, dove le identità si perdono”.
“Qualcosa non sta girando bene a Milano”, manda a dire Paragone. Che cercherà di occupare lo spazio lasciato vuoto dalla mancanza del candidato di centrodestra che Salvini e Meloni non hanno ancora trovato.
(da agenzie)
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