Maggio 29th, 2017 Riccardo Fucile
VISITA DEL PREMIER RUSSO IN FRANCIA, PUTIN COSTRETTO A DIFENDERSI: “NON ABBIAMO INFLUENZATO LE ELEZIONI FRANCESI, SAPEVAMO COME SAREBBE FINITA”… MACRON NON FA SCONTI: “SU QUESTO TEMA QUELLO CHE DOVEVO DIRE L’HO GIA DETTO”
«Qualsiasi utilizzo di armi chimiche» in Siria «sarà oggetto di rappresaglia e risposta immediata da
parte dei francesi. La priorità è organizzare una transizione democratica assicurando la stabilità del paese»: a dirlo è il presidente francese Emmanuel Macron al termine dell’incontro con Vladimir Putin a Versailles.
La Francia vigilerà «affinchè tutti gli accessi umanitari siano preservati – ha aggiunto Macron – perchè persone innocenti non possono essere vittime della nostra incapacità di prendere decisioni».
Il colloquio è durato circa tre ore, molto più a lungo di quanto previsto, per cui la conferenza stampa conclusiva è stata spostata di un’ora.
Putin è arrivato a Parigi su invito del leader francese ed ha ricambiato la cortesia, auspicando di averlo presto ospite a Mosca.
I due, che hanno avuto colloqui prima in forma ristretta e poi allargata alle delegazioni, hanno concordato nell’intenzione di «unire gli sforzi nella lotta al terrorismo».
Putin, mai tentato di influenzare campagna Eliseo
Il tema delle ingerenze russe nella campagna elettorale francese non è stato sollevato, «il presidente francese non si è mostrato interessato, e io ancora meno» ha detto il presidente russo, che ha giustificato la visita di Marine Le Pen al Cremlino durante la campagna presidenziale dell’Eliseo: «La sua opinione sulla tutela della identità dei popoli europei – ha detto – non sono prive di fondamento». In ogni caso «siamo pronti ad accogliere chiunque, ad ogni momento. Se Le Pen ci chiese di accoglierla non vedo perchè avremmo dovuto rifiutare. Lei anche ha sempre lavorato per l’approfondimento delle relazioni tra i nostri due Paesi», ha aggiunto Putin.
Quanto ai presunti attacchi di hacker russi contro la campagna presidenziale di Macron Putin ha detto a chiare lettere che non si possono «trarre delle conclusioni su ipotesi non confermate, la stampa può farlo, non la politica. Non abbiamo mai tentato di influenzare il risultato delle elezioni francesi. Del resto, è impossibile, seguiamo i sondaggi, e abbiamo sempre conosciuto l’opinione della maggioranza dei francesi. Non siamo bambini, siamo persone serie» ha detto Putin.
Macron ha aggiunto: «Sono pragmatico, se ho detto le ho cose una volta, non ho l’abitudine di ritornarvi».
Rispetto dei diritti umani
La Francia sarà «costantemente vigilante» sul rispetto dei diritti umani in Russia e in Cecenia ha promesso Macron che, in particolare, ha chiesto che sia affermata «la verità » sulla sorte della comunità Lgbt e ha aggiunto che assieme al presidente russo Putin «abbiamo convenuto di avere un controllo estremamente regolare» sulla questione. «Sarò estremamente vigile su questo tema», ha aggiunto, sottolineando che «il presidente Putin ha promesso la verità sulle attività delle autorità locali».
“Amicizia che persiste”
Pietro il Grande «è il simbolo di quella Russia che vuole aprirsi all’Europa»: lo ha detto Emmanuel Macron, ringraziando il presidente russo, Vladimir Putin, di aver risposto al suo invito di partecipare all’inaugurazione della mostra sullo zar russo a Versailles. «Un luogo simbolico», ha continuato Macron, in occasione dei 300 anni di relazioni diplomatiche inaugurate nel 1717 con la visita a Parigi di Pietro il Grande. «L’importante – ha insistito Macron al fianco di Putin – è il dialogo: da tre secoli, Francia e Russia non hanno mai fermato la loro reciproca amicizia segnata da pensatori, artisti e tutti i presidenti che si sono succeduti» a Mosca e Parigi.
Con questa iniziativa, Macron ha voluto lanciare un chiaro segnale di apertura nei confronti di Mosca, rimanendo però fermo sulle sue posizioni europeiste, perfettamente in linea con quelle di Berlino.
Un atteggiamento che sembra giovare all’immagine del Presidente francese, in un momento di forti tensioni internazionali.
(da “La Stampa”)
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Maggio 28th, 2017 Riccardo Fucile
HA PRONTO UN “PIANO SEGRETO” PER L’EUROPA: NOVITA’ SU INVESTIMENTI, DIFESA E MIGRANTI
Angela Merkel prende il largo nei sondaggi e pensa già al nuovo mandato da cancelliera tedesca.
Secondo il quotidiano Faz, è in via di definizione un piano per il rilancio dell’Europa, che passerà attraverso una nuova strategia per gli investimenti e per l’immigrazione.
Nel corso di un evento in Baviera, la cancelliera invita i Paesi dell’Ue a “stare uniti” dinanzi alle nuove incertezze che vengono dagli Stati Uniti e dalle altre sfide. “I tempi in cui potevamo fare affidamento sugli altri sono finiti, come ho potuto osservare negli ultimi giorni” ha detto la Merkel, servono relazioni amichevoli con Usa, Regno Unito e Russia, ma “noi europei dobbiamo veramente prendere in mano il nostro destino”.
“Tuttavia – ha insistito – dobbiamo sapere che dobbiamo lottare noi stessi per il nostro futuro e il nostro destino di europei”. Al centro del dissenso e della delusione, come noto, in particolare la posizione statunitense sulla lotta al riscaldamento globale e l’adesione agli impegni assunti su scala internazionale nell’ambito dell’Accordo di Parigi.
L’ultima rilevazione condotta per la Bild assegna al blocco conservatore di Angela Merkel un consenso attorno al 38%, con la socialdemocrazia di Martin Schulz ferma al 25%. Sembra quindi finito quell’effetto Schulz che subito dopo la sua candidatura aveva portato la Spd testa a testa nei sondaggi con la Cdu.
La Frankfurter Allgemeine am Sonntag scrive oggi che Angela Merkel avrebbe un “piano segreto” per l’Europa con “più sfaccettature” e si preparerebbe a nuove aperture dopo le elezioni federali.
Nel piano per l’Europa ci sarebbero più aspetti: prioritario è il tema della gestione della crisi dei profughi e dunque la stabilizzazione della Libia. Il secondo punto è la difesa: su questo “Merkel vuole spendere più soldi” e a Bruxelles “si potrebbe costruire un comando centrale per un impegno militare comune”. Con la Brexit, Londra, che ha sempre frenato, non è più un ostacolo al progetto della difesa comune. Mentre le nuove minacce rappresentate da Mosca e Donald Trump comportano “una apertura dai Paesi dell’est”.
Il pilastro numero tre di questo piano è la politica economica. Fra le idee concrete sul tavolo un bilancio comune dell’eurozona e un ministro delle finanze. Opzioni che trovano favorevoli Emmanuel Macron e Wolfgang Schaeuble.
Fra le varianti prese in considerazione, si legge ancora, “un governo economico dell’eurozona potrebbe anche introdurre titoli propri. Alla fine ne risponderebbero i Paesi membri, non solo la Germania”.
Questa opzione sarebbe comunque cosa “differente dai classici eurobond”, stando all’entourage di Merkel, che avrebbe “simpatia” per questi scenari. Se alla guida della Bce andasse il tedesco Jens Weidmann, come Merkel vorrebbe, Berlino potrebbe aprire ad altre “concessioni”. E comunque la candidatura del falco della Bundesbank Weidmann “potrebbe ammorbidire chi non trova positivo questo entusiasmo per l’Europa” in Germania.
(da “Huffingonpost”)
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Maggio 28th, 2017 Riccardo Fucile
“NOI EUROPEI DOBBIAMO PRENDERE IL DESTINO NELLE NOSTRE MANI”
Addio fiducia tedesca negli Stati Uniti. E’ questo il primo risultato tangibile e gravido di conseguenze
del G7 appena conclusosi a Taormina.
Stando a quanto riferisce oggi la stampa tedesca online, la due giorni siciliana ha segnato profondamente le convinzioni di Angela Merkel.
“I tempi in cui potevamo fare pienamente affidamento sugli altri sono passati da un bel pezzo, questo ho capito negli ultimi giorni”, ha spiegato la cancelliera in un discorso tenuto in occasione di una manifestazione politica organizzata dal partito cristiano sociale bavarese (Csu) in una grande birreria-tendone di Monaco di Baviera. “Noi europei dobbiamo davvero prendere il nostro destino nelle nostre mani”, ha aggiunto frau Merkel scatenando gli applausi dei circa 2000 presenti.
“Tuttavia – ha insistito – dobbiamo sapere che dobbiamo lottare noi stessi per il nostro futuro e il nostro destino di europei”.
Al centro del dissenso e della delusione, come noto, in particolare la posizione statunitense sulla lotta al riscaldamento globale e l’adesione agli impegni assunti su scala internazionale nell’ambito dell’Accordo di Parigi.
Posizione di distacco e scetticismo che la Casa Bianca non pare intenzionata a riemettere in discussione, malgrado Trump abbia ripetuto anche alla conclusione del vertice di Taormina di voler analizzare meglio il dossier dal punto di vista degli interessi nazionali americani.
Voci raccolte da una agenzia di stampa, la Aixos, hanno anzi rilanciato oggi che l’intenzione del presidente sarebbe quella di sfilare gli Stati Uniti dall’accordo parigino.
(da “La Repubblica”)
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Maggio 28th, 2017 Riccardo Fucile
AL VERTICE NATO IL PRESIDENTE FRANCESE DEVIA E LASCIA DI SASSO IL PRESIDENTE USA… E SULLA STRETTA DI MANO IN CUI MACRON HA “STRITOLATO” QUELLA DI TRUMP ORA EMERGE CHE AD AVVISARLO ERA STATO L’AMBASCIATORE FRANCESE
Lo ha “abbandonato” intenzionalmente? Nel filmato postato dallo stesso Emmanuel Macron su Twitter si vede il presidente francese camminare in direzione di Donald Trump per poi deviare bruscamente in direzione di Angela Merkel per salutarla al vertice Nato di giovedì scorso.
Nella clip, Macron cammina verso il gruppo di leader mondiali. Sembra che stia procedendo verso Trump che lo aspetta a braccia distese per dargli un caloroso benvenuto, ma a pochi metri di distanza, Macron devia e abbraccia la cancelliera tedesca .
Poi stringe le mani agli altri leader, prima di dare una vigorosa stretta a Trump.
Il post di Macron sta diventando virale, con molti altri utenti che sembrano apprezzare il suo apparente snobbismo nei confronti di Trump.
E’ emerso poi che l’ambasciatore francese a Washington aveva avvertito Emmanuel Macron a fare attenzione alla stretta di mano di Donald Trump.
A raccontarlo è il Washington Post, dopo che le immagini della prima stretta di mano fra i due presidenti hanno fatto il giro del mondo. A Bruxelles il francese e l’americano sembravano far gara a chi stringeva con più forza e alla fine è stato Trump a levare la mano per primo.
Lunedì scorso, un giornalista del Post ha incontrato l’ambasciarore francese Gerard Araud ad un pranzo all’ambasciata belga. Naturalmente si è parlato di Trump e del primo incontro che avrebbe avuto con il presidente francese al summit Nato di giovedì a Bruxelles.
“L’ha avvertito della stretta di mano di Trump?”, ha chiesto uno dei presenti ad Araud, che l’ha guardato con sopresa. E’ seguita una breve descrizione della stretta di mano da ‘maschio alfa’ di Trump che ha messo in difficoltà più di un interlocutore.
Araud ha risposto che avrebbe avvertito Macron. E infatti il presidente francese è apparso ben preparato.
(da agenzie)
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Maggio 25th, 2017 Riccardo Fucile
I GIORNALI USA STUPITI DELLA FEROCE STRETTA DI MANO DEL PREMIER FRANCESE AL TYCOON
Sono le due new entry all’interno del panorama politico mondiale e il loro primo incontro ufficiale era
atteso con trepidazione.
Ma se il meeting tra Donald Trump e l’omologo Emmanuel Macron non ha deluso, sui social il è stato soprattutto un particolare del faccia a faccia ad aver attirato l’attenzione: la fortissima stretta di mano che il premier francese ha riservato al collega americano.
Una sorta di vendetta per tutte le volte che il tycoon ha letteralmente stritolato le mani degli altri primi ministri.
I due leader si sono incontrati all’ambasciata americana situata a Bruxelles, in occasione della visita di The Donald nella capitale dell’Unione Europea, prima che faccia ritorno in Italia per il G7.
L’incontro, durato all’incirca un’ora, sono stati tanti e importanti i temi toccati dai due (tra cui il prossimo summit della NATO, le crisi di Siria, Ucraina e Corea del Nord, l’economia), ma la parte più spassosa è stato il saluto finale.
Dopo le congratulazioni di Trump per la recente vittoria di Macron alle presidenziali francesi, infatti, la stretta di mano di rito.
Stavolta il presidente Usa non è riuscito a imporre la sua tecnica, che consiste nello “schiacciare” dall’alto la mano di chi gli sta di fronte. Il marito di Brigitte Trogneux, infatti, ha quasi “arpionato” la mano di Trump, tanto che alla fine il tycoon ha tentato di liberarsi senza successo.
Ai giornali a stelle e strisce non è passato inosservato il gesto del premier francese.
Il New York Times, ad esempio, ha descritto nei dettagli il momento della stretta di mano, giudicata come “stupefacente”.
Il Washington Post, invece, ha definito “feroce” la presa di Macron.
Che Trump abbia trovato qualcuno più fermo di lui?
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 23rd, 2017 Riccardo Fucile
IL RESPONSABILE ECONOMICO DEL FRONT NATIONAL ANNUNCIA LA SVOLTA MODERATA: ADDIO ALLA FREXIT PER GUADAGNARE VOTI… SALVINI E MELONI ORA DOVRANNO CERCARE UN NUOVO CENTRO DI ACCOGLIENZA PER ORFANI… IL VICE PHILIPPOT VERSO LE DIMISSIONI DAL FN
Dopo le voci arriva una conferma molto autorevole. Marine Le Pen abbandona la Frexit e quindi i
progetti di uscita dall’euro e dall’Unione Europea che, a suo dire, non le hanno portato fortuna in campagna elettorale.
A dirlo, in un’intervista ad Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph, è Bernard Monot, il capo della strategia economica del Front National.
Monot ha spiegato al Telegraph che Marine Le Pen ha intenzione di abbandonare ogni velleità di lasciare l’Unione Europea e ripristinare il franco francese, accettando che la strategia si è rivelata un errore per il suo partito in termini di consenso elettorale.
La leadership del Front National terrà un forum dopo le elezioni parlamentari per costruire una nuova strategia che sposterà il partito verso il centro, abbandonando le tematiche che ne facevano un rifugio per l’estrema destra, e varerà anche una politica più morbida nei riguardi dell’Unione Europea.
«Non ci sarà nessuna Frexit. Abbiamo preso atto di quanto ci hanno detto i francesi con il voto», ha confermato Monot al Telegraph.
«Non ha senso per noi insistere ancora sul tema. D’ora in poi proporremo di rinegoziare i trattati con l’Unione Europea per avere un maggiore controllo sulle regole del bilancio e sulle banche», ha detto ancora Monot.
La decisione, che arriva dopo la clamorosa batosta al ballottaggio rimediata da Macron, lascerà anche solo in Europa Matteo Salvini nella sua battaglia contro l’euro, a meno che anche il leader della Lega non si renda conto di quanto ha capito Marine e decida di cambiare strategia elettorale.
The Local racconta che Alain Vizier, direttore della comunicazione del FN, ha rifiutato di rispondere alle domande su quanto detto da Monot e se questa svolta è ormai decisa senza possibilità di ripensamenti.
Ma per Marine, dopo le vicende che hanno riguardato la nipote Marion, la decisione sembra ormai presa.
Intanto il vice Florian Philippot ha annunciato che si dimetterà in caso di cambio di linea del partito sulla questione dell’euro.
Ma la stessa Marine ha ammesso in privato con i suoi che la questione dell’uscita dall’euro e dall’Unione Europea ha rappresentato la palla al piede della sua campagna elettorale e alla fine ha reso più netta la vittoria di Macron.
Ora si cambia, il FN diventa moderato.
Sperando che qualcuno ci caschi.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 22nd, 2017 Riccardo Fucile
L’INDICAZIONE NELLE RACCOMANDAZIONI ECONOMICHE PER L’ITALIA… NON SANNO CHE DESTRA E SINISTRA IN ITALIA FANNO SOLO MANOVRE PER FAVORIRLI, I RICCHI
Reintrodurre la tassa sulla prima casa per i redditi più elevati e le famiglie più abbienti.
Secondo quanto riferiscono Il Sole 24 ore e La Stampa sarà questa una delle indicazioni che la Commissione europea darà all’Italia nelle raccomandazioni economiche che saranno rese note stamattina.
Scrive La Stampa:
“Più in generale, Bruxelles chiederà all’Italia di spostare l’imposizione fiscale dai fattori di produzione (per esempio le imposte sul lavoro) ai fattori che hanno messo impatto sulla crescita (come la tassa sulla prima casa per i redditi alti)”
Secondo quanto spiega Il Sole, l’Italia “eviterà sanzioni sul fronte dei conti pubblici, ma sarà oggetto di una serie raccomandazioni che metteranno il dito nella piaga, ricordando il ritardo di competitività “.
Non ci sarà , quindi, una sanzione sui conti pubblici, ma la Commissione europea metterà nero su bianco una serie di raccomandazioni su come proseguire il percorso di risanamento.
La partita dei conti italiani si giocherà in autunno, quando il governo dovrà tirare su una manovra robusta, che sia in grado da una parte di rispettare gli impegni presi sul fronte dei conti e dall’altra di non soffocare la crescita.
Flessibilità esclusa, al momento l’Italia dovrebbe fare uno sforzo strutturale pari allo 0,6% del Pil, ovvero poco più di 10 miliardi di euro.
Le raccomandazioni di oggi dovrebbero dare il via libera definitivo di Bruxelles al Programma nazionale delle riforme e alla manovrina approvata dal governo italiano.
(da “Huffingtonpostpost”)
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Maggio 21st, 2017 Riccardo Fucile
MACRON HA RICORDATO I DUE AGENTI FERITI ALLA STAZIONE DI MILANO E POI HA RIBADITO “STRETTA COLLABORAZIONE CON L’ITALIA”
“Italia e Francia intendono lavorare insieme “su una politica monetaria europea che vada nella direzione di un’unione fiscale e monetaria, su regole comuni che l’Italia intende rispettare e che devono sempre incoraggiare la convergenza e non le differenze tra Paesi europei”.
Lo ha detto Paolo Gentiloni a Parigi nelle brevi dichiarazioni rilasciate alla stampa nel cortile dell’Eliseo che hanno preceduto la cena di lavoro con il presidente francese Emmanuel Macron.
Che da parte sua ha innanzitutto voluto ricordare i due agenti accoltellati giovedì sera alla stazione centrale di Milano. Quindi ha ammesso: “Non abbiamo ascoltato abbastanza il grido di aiuto dell’Italia sulla crisi dei migranti”.
Al centro dell’incontro, assieme all’agenda del G7 (“clima, migranti, commercio internazionale e crescita condivisa” ha elencato Macron), anche la sicurezza internazionale.
Gentiloni ha ringraziato Macron “per le sue parole” sull’aggressione in Stazione Centrale a Milano, assicurando che “gli italiani non hanno dimenticato” gli attentati terroristici che hanno sconvolto la Francia.
Gentiloni ha auspicato che Italia e Francia possano intraprendere un cammino comune proprio sui temi della difesa e della sicurezza.
Ma dall’Eliseo Gentiloni ha voluto mandare un messaggio anche al presidente Usa Donald Trump, critico nei riguardi dell’accordo sul clima raggiunto nel 2015 proprio a Parigi. “Siamo a pochi giorni dal G7 di Taormina e l’accordo tra Italia e Francia è che sul clima gli impegni internazionali presi devono rimanere”.
L’elezione di Emanuel Macron “è stata un’iniezione di fiducia e speranza per l’Europa” che “ora va investito in direzione comune” ha proseguito Gentiloni nelle sue dichiarazioni di respiro europeista.
Innanzitutto, “quella per integrare le azioni in termini di difesa e sicurezza”. Questo, ha sottolineato Gentiloni, ribadendo che “tutti gli Italiani mantengono nel cuore l’impegno contro il terrorismo”.
Gentiloni ha parlato di un capitale di fiducia che va utilizzato anche “per una politica comune sui migranti” e per “un ulteriore sviluppo” dell’integrazione comunitaria “verso l’Unione bancaria e fiscale”.
Secondo il premier è necessario “andare nella giusta direzione su regole comuni che l’Italia intende rispettare. Sono certo che italia e Francia lavoreranno insieme per una Unione europea più forte e più vicina ai cittadini”.
Gentiloni è il secondo leader europeo che Macron incontra da quando si è insediato all’Eliseo esattamente una settimana fa: il primo incontro Macron lo aveva avuto lunedì scorso proprio con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, a Berlino.
Non a caso, se oggi Macron ha dichiarato che la Francia intende lavorare “in stretta collaborazione con l’Italia e la Germania e con tutti i Paesi con cui condividiamo i valori per far avanzare e migliorare l’Europa”.
“L’Italia e la Francia – ha risposto Gentiloni – sono Paesi talmente vicini e amici che non solo lavoreremo insieme ma sarà una gioia lavorare insieme”.
Tra la priorità della Francia, il presidente Macron ha citato “la creazione di un budget comune per la zona euro”. Macron si è quindi detto consapevole delle “sfide che l’Italia ha dovuto affrontare in tema di migrazioni. Del resto – ha puntualizzato – penso che non abbiamo ascoltato abbastanza presto il grido d’aiuto lanciato dall’Italia. Il mio auspicio è che si possa andare avanti per una vera riforma del diritto d’asilo e delle regole comuni per meglio proteggere gli Stati che sono più esposti a questa pressione migratoria”. Ma “voglio anche che insieme si possa progredire su un’agenda per proteggere meglio i nostri lavoratori”, a cominciare dalla direttiva Ue sui lavoratori distaccati.
Più in generale, l’intenzione del presidente francese è di “studiare insieme modi e mezzi per migliorare l’Ue stabilendo una road map”.
(da agenzie)
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Maggio 19th, 2017 Riccardo Fucile
IN UNA INTERVISTA LA LEADER DEL FN DICE: “SONO CONSAPEVOLE CHE LA MIA POSIZIONE SULL’EURO HA MOLTO PREOCCUPATO I FRANCESI E QUINDI DOVREMO TENERNE CONTO”
L’uscita dall’euro e la Frexit sono stati due dei temi principali della campagna elettorale di Marine Le Pen.
Per mesi il Front National ci ha spiegato che l’uscita dalla moneta unica era l’unico modo per salvare la Francia.
Poi è successo che la Le Pen ha perso al ballottaggio e Emmanuel Macron è diventato Presidente della Repubblica.
Che fine farà la battaglia della Le Pen contro l’euro? Qualche indizio ce lo fornisce quello che la Le Pen ha detto ieri durante un’intervista a TF1.
L’argomento era soprattutto come il FN affronterà le elezioni legislative per l’Assemblea Nazionale che si terranno l’11 e il 18 giugno.
Marine, che dopo la sconfitta è tornata a essere Presidente del suo partito, ha annunciato di volersi candidare nella circoscrizione Hènin-Beaumont nel distretto di Passo di Calais.
Ma per evitare una Caporetto alle legislative la Le Pen sembra aver capito che essere contro l’euro è controproducente.
Durante l’intervista infatti la leader del FN ha detto di essere “consapevole che l’argomento dell’euro ha molto preoccupato i francesi e che quindi dovremo tenerne conto”.
Cosa ci sta dicendo Marine? Sembra che la Le Pen sia passata dal dire che l’euro è il problema dei francesi a dire che a causa della battaglia per l’uscita dall’euro e il ritorno alla sovranità il FN non è riuscito a conquistare sufficienti voti per portarla all’Eliseo.
La Le Pen aveva già notevolmente ammorbidito le sue posizioni sull’euro. In quell’occasione aveva riconosciuto le preoccupazioni dei francesi per i loro risparmi in caso di uscita dalla moneta unica.
Ma questa dichiarazione sembra avere un tenore diverso ed infatti nei commenti al tweet con la quale è stata rilanciata molti parlano di “tradimento” e di “resa”.
Cosa non si fa per un pugno di voti eh?
(da “NextQuotidiano”)
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