Aprile 16th, 2010 Riccardo Fucile
PER SEMPLIFICARE IL PRELIEVO FISCALE SUGLI IMMOBILI, IL GOVERNO STUDIA L’ACCORPAMENTO DEI TRIBUTI: IN BALLO CI SONO 16 MILIARDI DI EURO L’ANNO….SI AFFIDEREBBE TUTTO AI COMUNI CHE AVREBBERO LE MANI LIBERE SULLA GESTIONE E ANCHE LA POSSIBILITA’ DI INCREMENTARE LA PRESSIONE TRIBUTARIA PER AUMENTARE LE ENTRATE
Ovviamente, a parole, l’operazione dovrebbe essere a costo zero per i cittadini, ma tra gli
addetti ai lavori sta già affiorando il sospetto che dietro la “tassa unica sulla casa” si celi una grossa fregatura.
Secondo la filosofia leghista, l’accorpamento dei tributi sugli immobili sarebbe il primo passo verso il federalismo fiscale: una mossa che potrebbe vedere la luce in tempi piuttosto brevi.
In ballo ci sono 16 miliardi di euro l’anno, ovvero la somma complessiva di alcune imposte che oggi si pagano sulle abitazioni: il balzello sui rifiuti, la quota sulla dichiarazione dei redditi, la tassa di successione, il mix di imposte ipotecarie, catastali e di registro, versate al fisco quando si vende un immobile.
Tutto direttamente ai comuni, compresa la cedolare secca al 20% sugli affitti, su cui si discute da tempo e per la quale si attendono i risultati della sperimentazione dell’Aquila.
Una gigantesca operazione che dovrebbe assicurare agli 8mila sindaci italiani mani libere sulla gestione del fisco immobiliare, compresa però la possibilità di incrementare la pressione tributaria per aumentare le entrate nelle casse degli enti locali.
Il dossier comunque sarebbe già sul tavolo del governo che ne sta valutando la percorribilità . Continua »
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Aprile 14th, 2010 Riccardo Fucile
“SERVE SICUREZZA”, DICE LA LEGA IN FRIULI: SE NON C’E’, ALLORA CHE MARONI SI DIMETTA PER EVIDENTE INCAPACITA’…IN REGIONE LA LEGA PROPONE DI INFILTRARE SPIE NEGLI OSPEDALI: MAGARI AL REPARTO PSICHIATRIA IN EFFETTI I LEGHISTI POTREBBERO TROVARE UN AMBIENTE LORO CONSONO
Gli era andata male con i medici delatori, ora ci riprovano con gli impiegati spia: le vie della
suburra mentale sono infinite, come quelle del Signore.
E mentre Bossi reclama posti nelle banche del Nord per le fameliche truppe leghiste, in Regione Friuli il capobranco della Lega, Danilo Narduzzi, deposita un mozione che premette: “Serve sicurezza, i clandestini non possono continuare a spadroneggiare in Italia”.
Forse nessuno gli ha notificato che il ministro degli interni è il sassofonista Bobo Maroni da circa due anni.
E se si fosse rivelato un incapace, come traspare dal contenuto della mozione, il Narduzzi farebbe meglio a inviare una bella raccomandata in via Bellerio per chiederne le dimissioni, invece che rivolgersi a terzi.
La Lega ha governato 5 anni sugli ultimi 7, e ora ci viene a dire che i clandestini spadroneggiano?
Vogliamo continuare con la farsa del “partito di lotta e di mal-governo” ancora a lungo o pensate che gli italiani siano tutti coglioni?
Ma andiamo alla seconda parte della mozione, dove il Narduzzi propone che “il personale amministrativo, se vede un immigrato senza documenti agonizzante arrivare al pronto soccorso, lo deve sì mandare da un medico per le cure, ma contemporaneamente deve avvisare le forze dell’ordine. All’obiezione che così si rischia che un clandestino non vada più in ospedale per paura delle denuncia, la cattolica e cristiana Lega alza le spalle. Continua »
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Aprile 7th, 2010 Riccardo Fucile
IL PROBLEMA E’ LA CLASSE DIRIGENTE, NON IL METODO: ESISTONO STATI CENTRALISTI CHE FUNZIONANO E STATI FEDERALISTI CHE LANGUONO…LA RICERCA DI RISORSE DEGLI ENTI LOCALI AUMENTERA’ LA PRESSIONE FISCALE E CRESCERA’ IL GAP TRA NORD E SUD DEL PAESE…L’ESEMPIO DELLE REGIONI A STATUTO SPECIALE
Il federalismo è ormai un concetto al quale gli italiani, grazie all’opera dei media e della politica, ha fatto l’abitudine, anche se non ne conoscono in pratica ancora gli effetti, ma solo le vaghe promesse messianiche.
Fa parte ormai di quelle parole d’ordine che la classe politica porta spesso avanti per giustificare la propria permanenza al potere.
Il carico fiscale nel nostro Paese è eccessivo? Aspettate, ora con il federalismo risolveremo ogni vostro problema.
I servizi fanno schifo? Colpa dello Stato centralista, se i soldi rimanessero in loco avremmo servizi efficienti. E così via.
Come se il primo problema italiano da risolvere non fosse intanto il debito pubblico.
E’ trasferibile questo debito verso la periferia? Probabilmente no.
Come lo si riduce? Va affrontato a livello centrale, con robuste terapie di risanamento che non sono certo il federalismo.
Parlare quindi di “maggiore disponibilità finanziaria” in alcune regioni, vuol dire semplicemente tagliare risorse in altre, non si scappa, almeno nella situazione attuale.
Non a caso i “sacerdoti spretati” del federalismo italico sono i leghisti che vorrebbero più risorse al nord.
Un altro aspetto in premessa: non esiste uno Stato ideale, inteso in senso istituzionale o metodologico.
Tutte le forme possono andare bene o risultare negative, a seconda della capacità di chi tiene dritta o meno la barra del timone.
Vediamo Stati centralisti che funzionano e altri federali che boccheggiano e viceversa: è comodo per la nostra classe politica trincerarsi dietro il miraggio federalista per giustificare la propria inefficienza.
Cerchiamo di scendere nel dettaglio dell’analisi.
La legge 42/2009, che istituisce il federalismo, è una scatola vuota da rimpire con i previsti decreti attuativi.
Elementi chiave della riforma sarano il trasferimento di funzioni dello Stato agli enti locali, la loro autonomia finanziaria e la perequazione tra regioni per assicurare i servizi minimi garantiti.
La legge prevede costi unitari standard, aggiustati per qualità ed efficienza, per ogni servizio pubblico.
Intanto il costo dei servizi pubblici dipende da quello del personale e l’efficienza dall’organizzazione del lavoro.
I contratti nazionali di lavoro non consentono certo una riduzione, quindi dipenderanno sempre dal livello di crescita dei salari.
L’organizzazione del lavoro dipende invece dai dirigenti e dai politici, indipendentemente dalla forma statuale. Continua »
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Marzo 17th, 2010 Riccardo Fucile
DOPO LE REGIONALI, FISSATA LA NASCITA DEL NUOVO PARTITO: CONTA GIA’ SU 13 DEPUTATI, 6 SENATORI E 15 CONSIGLIERI REGIONALI…”BASTA CON LA LEGA CHE FA IL BELLO E CATTIVO TEMPO E CON TREMONTI CHE PENALIZZA IL SUD, IL PDL SI E’ DISSOLTO”
“Siamo al crepuscolo del berlusconismo, forse anche per questo siamo in un Paese meno libero di scegliere. C’è un evidente disinteresse del governo a traino leghista nei confronti del Mezzogiorno. Noi siamo un partito autonomista che si era alleato con il Pdl, un partito che sta implodendo. E’ un’esperienza fallita: ci batteremo contro la colonizzazione di un governo a impronta leghista, dando vita al Partito del Sud”: da queste dichiarazioni del governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, leader del Mpa, arriva un altro pesante colpo alla solidità del Pdl.
Proprio in quella Sicilia che aveva visto il partito del premier arrivare a percentuali bulgare e che adesso vede il Pdl estromesso persino dalla giunta regionale.
Gli fa eco Gianfranco Miccichè: “Non fare il partito del Sud sarebbe criminale, per crearlo sono disposto a lasciare il Pdl”.
Si consuma in un affollato convegno dell’Mpa l’ultimo atto del definitivo allontanamento del partito autonomista dalla maggioranza di governo.
I due maggiori azionisti della giunta isolana pongono così le basi per la creazione, dopo le regionali, del nuovo soggetto politico che debutterà alle prossime elezioni politiche.
A breve si pongono l’obiettivo di impedire l’approvazione dei decreti attuativi del federalismo fiscale voluto dalla Lega. Continua »
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Febbraio 1st, 2010 Riccardo Fucile
DOPO AVER SPECULATO PER ANNI SULLE TRADIZIONI PADANE, ORA ZAIA CONCEDE IL PATROCINIO DEL MINISTERO ALLA NEGAZIONE DELLA CUCINA ITALIANA…IL GIORNALE INGLESE “GUARDIAN” LO ACCUSA DI TRADIMENTO DELL’IDENTITA’ NAZIONALE E LUI REPLICA PRENDENDOSELA CON GLI “ORTODOSSI STALINISTI”
Il popolo italiano ora può tirare un sospiro di sollievo: di fronte alla crisi economica, sta arrivando il sostegno da tanti auspicato.
Pensate forse a un aumento degli ammortizzatori sociali, senza sottrarre i fondi europei a quelli destinati alla formazione professionale del Sud ?
No, tranquilli, arriva l’hamburger di governo, confezionato dalle amorevoli mani del ministro Zaia, il quale, nella sua qualità di guida spirituale del ministero delle politiche agricole, forestali e alimentari, ha deciso di concedere il patrocinio del proprio dicastero al McItaly, l’ultimo prodotto lanciato sul mercato dalla catena americana McDonald’s.
Dopo aver fatto affiggere per anni migliaia di manifesti sui muri del nord in cui la Lega diceva “No al cous cous, sì alla polenta”, dopo essersi eretti a difensori del “made in Italy” e della tradizione della cucina e dei prodotti italiani, i leghisti sono caduti sul pisello, come la signora Longari, pardon sull’hamburger.
Un prodotto che è la negazione della cucina tricolore e rappresenta un attentato a quella regionale, un peccato mortale per un leghista.
Basti pensare che l’intuizione della catena McDonald’s è stata quella di riproporre lo stesso gusto in ogni angolo della terra a un prezzo standard (al massimo con un cetriolo in più o in meno), una scelta commerciale che non rappresenta certo un rispetto delle tradizioni e dei prodotti locali.
Il giornale inglese “Guardian” ha infatti parlato di tradimento dell’identità nazionale, in merito all’iniziativa di Zaia di concedere il patrocinio all’hambuger. Continua »
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Gennaio 13th, 2010 Riccardo Fucile
PERSINO IN CINA 1.100 KM , CON 710 KM DI GALLERIE E VIADOTTI, SONO COSTATI 11 MILIONI A KM…. IL GENERAL CONTRACTOR IN ITALIA E’ UN DISTRIBUTORE DI SUBAPPALTI SENZA VINCOLI…GLI ENTI LOCALI, PER FAR PASSARE UN TRENO, SONO GIA’ DIVENUTI RICATTATORI FEDERALISTI E PRETENDONO QUATTRINI IN CAMBIO…DA NOI, A PARITA’ DI TRATTA, OCCORRONO 12,5 ANNI PER COSTRUIRLA, IN EUROPA 7,5, IN CINA 4,5
L’Alta Velocità è uno dei più grandi affari del dopoguerra, oltre la più grande infrastruttura degli ultimi venti anni.
Ma è anche un mistero, perchè Tav, la società delle Ferrovie, responsabile dell’operazione, un vero e proprio rendiconto dettagliato non l’ha mai presentato.
Eppure sarebbe stato interessante per il Governo avere dati precisi per proporre le riforme necessarie, onde perdere i primati negativi che accompagnano l’Alta Velocità italiana, rispetto alla concorrenza.
Un rendiconto parziale si può trovare nei bilanci della Fiat, general contractor per due tratte, la Bologna Firenze, costata 4,7 miliardi di euro, e la Milano Torino, costata 6,7 miliardi di euro.
Cifre che corrispondono esattamente a 60 e 54 milioni a chilometro.
Spese folli se rapportate ad altri Paesi all’avanguardia nell’Alta Velocità .
In Spagna, Francia e Giappone 1 chilometro di Tav è costato 10 milioni di euro.
In Cina, che a dicembre ha completato un tratto di 1.100 km ( di cui 710 con viadotti e gallerie), il costo è stato di 11 milioni a km.
Altre incongruenze: come è possibile che la Milano-Torino, in pianura e lungo l’autostrada, costi quanto la Bologna-Firenze, interamente appenninica, e il 50% in più dell’analoga Milano-Bologna?
Misteri italici, anche se molti puntano il dito contro il sistema del general contractor.
In realtà non è il general contract in sè la causa del male, ma piuttosto come si sceglie e come viene stipulato il contratto.
Invece che consegnare un progetto esecutivo dettagliato e vincolante con penali per sforamenti di tempi e costi, in Italia il general contractor è solo un meccanismo per distribuire commesse e subappalti, senza vincoli di controlli e di costi. Continua »
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Gennaio 5th, 2010 Riccardo Fucile
SI TRASFERISCE AGLI ENTI LOCALI UN PATRIMONIO DI EDIFICI PUBBLICI, TERRENI, CASERME, SPIAGGE, FIUMI, SORGENTI, ACQUEDOTTI, PORTI E AEROPORTI… CORSIA PREFERENZIALE PER I COSTRUTTORI, CON MODIFICA AUTOMATICA DEI PIANI REGOLATORI.. SI FA CASSA ALIENANDO BENI STORICI, ARTISTICHI E AMBIENTALI
Sono in tutto sette gli articoli del provvedimento presentato dal ministro Calderoli, primo
esempio di federalismo demaniale.
Un grimaldello legislativo per forzare “la mano morta che blocca un patrimonio abbandonato e improduttivo”.
Si tratta del decreto legislativo, varato dal Consiglio dei ministri la vigilia di Natale, e ora all’esame delle Commissioni parlamentari: prevede il trasferimento dei beni statali a comuni, province, regioni, con la dismissione in massa di caserme, terreni, spiagge, fiumi, laghi, torrenti, sorgenti, ghiacciai, acquedotti, porti e aeroporti.
In nome della semplificazione e della valorizzazione si è messo un moto un meccanismo che potrebbe innescare la più grande speculazione edilizia e immobiliare della storia repubblicana.
Finora vi erano dei beni collettivi inalienabili, assoggettati a vincolo storico, artistico e ambientale, pur non avendo una rilevanza nazionale.
Ora l’art. 5, comma b, stabilisce che la delibera del piano di alienazione da parte del Consiglio comunale costituisce variante allo strumento urbanistico generale.
In pratica un meccanismo automatico di modifica dei piani regolatori.
L’art. 6 poi semplifica le procedure di attribuzione dei beni statali ai fondi immobiliari, un gran bel regalo alle grandi famiglie di costruttori che hanno già saccheggiato il territorio con le loro speculazioni edilizie.
I dati dell’Agenzia del demanio parlano di 30.000 beni in gestione, di cui 20.000 edifici, per 95 milioni di metri cubi, e 10.000 terreni per 150 milioni di metri quadri.
Alcuni esempi: la caserma Cavalli costruita a Firenze nel ‘600, il castello di Brindisi, il poligono d Capo Teulada nel Sulcis, le isole di Sant’Andrea a Venezia e di Palmaria a Spezia, l’Arsenale storico di Venezia. Continua »
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Settembre 18th, 2009 Riccardo Fucile
OGNI ORATORE SI FERMERA’ PER PERMETTERE LA TRADUZIONE IN DIALETTO… FINALMENTE SI AMMETTE CHE LA PLATEA NON CONOSCE NEANCHE L’ITALIANO… E SE UN VENETO NON COMPRENDE IL LOMBARDO?… IL PRANZO MENEGHINO SARA’ SERVITO DA PARLAMENTARI LEGHISTI IN VESTE DI CAMERIERI: NON E’ UNA NOVITA’, A SERVIRE A TAVOLA SONO ABITUATI DA UNA VITA
La notizia è stata data con enfasi rivoluzionaria dall’insigne teologo Matteo Salvini, esperto in messe cantate ai napoletani e posti riservati sul metrò.
Tra un boccale di birra e un rutto padano, il buon Salvini, ricco dell’esperienza al Parlamento europeo dove esiste la traduzione simultanea degli interventi degli europarlamentari, onde consentire a tutti i colleghi di altre nazionalità di capire le sue elucubrazioni mentali, ha pensato bene che fosse giunta l’ora di tradurre anche i comizi della Lega.
Dato il livello della fascia d’ascolto e la poca dimestichezza che gli uditori hanno con un corretto uso della lingua italiana, i congiuntivi e il condizionale ( non la libertà condizionata), don Matteo, in occasione della festa provinciale di Cassina Anna di Bruzzano, inaugura il comizio con traduzione simultanea.
Non dal dialetto all’italiano, ma dall’italiano al dialetto.
Il che pone già una discriminante non da poco che don Matteo sottovaluta. In primis, essendo evidente che a queste occasioni culinarie il popolo padano giunge da ogni dove, attratto come le mosche dalla m… armellata, si dovrebbe dare per scontata la presenza di lombardi con variazioni provinciali, di veneti con differenze localistiche di accenti, di piemontesi, liguri, trentini, friulani e nullafacenti vari.
E non può cavarsela don Matteo con un misero traduttore lumbard, suvvia, non vorrà certo discriminare i convenuti da altre regioni?
Non vorrà dare l’impressione di un latente razzismo localistico?
Bisogna fare cosi: il comiziante deve parlare un minuto e poi via a 7 interpreti di provata madrelingua. Continua »
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Aprile 6th, 2009 Riccardo Fucile
SIAMO SICURI DI VOLERE LIBERISMO E FEDERALISMO?… RIPORTIAMO L’ARTICOLO DI MARCELLO VENEZIANI PUBBLICATO SU “LIBERO”
Ragazzi, posso confessarvi una cosa tremenda? Preferisco lo Stato etico,
centralista e interventista. So di dare un dispiacere a tutte le forze in campo e di esprimere un’opinione assolutamente isolata nei giornali italiani. Ma più sento gli argomenti a favore dello Stato laico, federale e liberista e più mi convinco delle mie buone ragioni, anche se mi fanno apparire di volta in volta socialista, cattolico e nazionalpopulista.
Innanzi tutto preferisco uno Stato che intervenga nell’economia. Se lasciamo tutto nelle mani delle banche, della grande finanza e della tecnica andiamo verso la catastrofe, come si è visto.
Lo Stato deve intervenire, per proteggere i più deboli, per garantire tutti, per stabilire regole, incentivi e strategie di sviluppo.
Lo Stato deve governare la crescita, e cercare di indirizzarla verso gli interessi generali. L’epoca di Reagan e Thatcher è stata preziosa perchè correggeva le storture di uno statalismo invasino e dava una lezione sonora al socialismo di Stato. Ma ora non serve più, bisogna cambiare rotta.
Giusto parlare di economia sociale di mercato, è il modello su cui è cresciuta l’Europa in tutte le sue espressioni, conservatrice e socialdemocratica, gollista e riformista, cristiano-sociale, laburista e nazionalista.
Arrivo a dire che ha ragione Serge Latouchè in un libro in vetta alle classifiche dei saggi. Breve trattato sulla decrescita serena: il mito della crescita infinita, l’espansione illimitata del mercato e dei consumi, ci sta portando verso il baratro. Continua »
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