Giugno 2nd, 2010 Riccardo Fucile
BLITZ ALLA PROTEZIONE CIVILE: POCO PRIMA DELL’ADDIO, MENTRE TREMONTI PREDICA IL CONTENIMENTO DELLA SPESA PUBBLICA, BERTOLASO ASSUME 165 NUOVE FIGURE NON DIRIGENZIALI E 13 DIRIGENTI….IN 15 GIORNI EMANAZIONE CIRCOLARE E SCADENZA DOMANDE….TRA I CANDIDATI DIRIGENTI SI PARLA DI FAMILIARI DI POLITICI
Mentre Tremonti, con la nuova finanziaria, dà ampie sforbiciate alla pubblica amministrazione e Guido Bertolaso si appresta al passo d’addio, sostituito a breve dal prefetto Franco Gabrielli, alla Protezione civile la crisi non si sente: è scattata due giorni fa infatti una infornata straordinaria di nuove assunzioni a tempo di record.
La circolare, buttata giù in tutta fretta, è datata 28 maggio e prevede l’assunzione senza concorso di ben 165 figure non dirigenziali, in gran parte reclutati tra chi oggi è sotto contratto a tempo determinato e tra chi proviene da altre amministrazioni pubbliche.
Ma è prevista anche l’assunzione di 13 dirigenti da collocare nei posti strategici.
Cosa abbastanza atipica: la presentazione delle domande scade il 15 giugno, in pratica vanno portate al volo, favorendo di fatto chi ne è a conoscenza ed evitando che lo possano sapere in troppi, diciamo “riservata agli addetti ai lavori”.
Dopo una prima scrematura, a tambur battente colloqui orali e graduatoria. Peccato che proprio in questi giorni, tra gli articoli cardine del programma di Giulio Tremonti, vi sia quello del “contenimento delle spese in materia di pubblico impiego” e il ridimensionamento del raggio d’azione della Protezione civile ai soli casi da fronteggiare con poteri straordinari, per gravi situazioni di rischio per l’integrità della vita (esclusi i grandi eventi, per capirci). Continua »
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Maggio 29th, 2010 Riccardo Fucile
IL QUOTIDIANO “TAGLIA E CUCI” DEL GOVERNO RENDE LA MANOVRA UN REBUS: ADDIO AL TAGLIO DELLE PROVINCE, DAL 1 LUGLIO AUMENTANO LE AUTOSTRADE…. ALLEGGERITE LE BUSTE PAGA DEGLI STATALI CON L’EFFETTO RETROATTIVITA’ SU STIPENDI E INDENNITA’
Deve ancora arrivare all’esame del Parlamento, ma la manovra economica illustrata dal
governo per fronteggiare la crisi e recuperare 25 miliardi di euro, continua a rappresentare un rebus.
In poche ore perde qualche pezzo, mentre altri vengono agganciati come nei treni in corsa.
Il taglio delle mini-Province sotto i 220.000 abitanti è stato sfilato dal decreto dopo conferme e smentite, polemiche e minacce di ricorsi.
La proposta improvvisata aveva solo creato un grande pasticcio, alzando ulteriormente la tensione all’interno del governo, con i finiani che pretendevano l’impegno di tagliarle tutte e il premier che alla fine ha chiesto di soprassedere.
Ma tra le righe del decreto stanno emergendo altre novità , soprattutto in riferimento al blocco dei contratti pubblici.
La norma prevede che il trattamento economico dei dipendenti pubblici non potrà superare l’importo del 2010, quello fissato cioè dai contratti scaduti nel 2009.
Ma questo meccanismo avrà l’effetto di alleggerire le buste paga non solo per gli aumenti futuri non concessi.
Gli scatti di carriera e di anzianità saranno congelati ai livelli del 2010.
Stesso discorso per le indennità accessorie dei Fondi unici di amministrazione, con cui si pagano straordinari, notturni e sedi disagiate. Continua »
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Maggio 28th, 2010 Riccardo Fucile
LA CASTA DEI PARTITI PRIMA PROMETTE DI DIMEZZARE I RIMBORSI ELETTORALI, POI SE NE FOTTE…PRENDONO 130 MILIONI, DOVEVANO RIDURLI A 65, ALLA FINE LI HANNO TAGLIATI SOLO DI 13….ERA NELLA MANOVRA ANTI-CRISI, MA I SACRIFICI LI DEVONO SOLO FARE GLI ITALIANI
Del passo indietro compiuto dal governo, se ne sono accorti ancora in pochi e alla fine la maggioranza degli italiani non ne saprà mai nulla.
La vicenda riguarda 65 milioni di euro, esattamente la metà della somma che tutti i partiti devono ricevere come rimborso elettorale per le elezioni politiche 2008 e quelle europee 2009, ovvero 130 milioni di eurini.
In una prima versione della manovra sui conti pubblici era stata diffusa la notizia dal Governo che il piano Tremonti prevedeva il taglio del 50% della somma e la cosa aveva avuto risalto anche sui media, Tg compresi.
Nella versione finale invece, come per magia, il taglio si è ridotto al 10%, pari ad appena 13 milioni.
Come al solito, si sono venduti lo spottone, salvo poi fare retromarcia e tenersi i dobloni in cassaforte.
Anche perchè è risaputo che non di rimborsi elettorali reali si tratta, a fronte di spese certificate da fatture, ma di un rimborso forfettario che grida vendetta, risultando di almeno tre volte superiore alle spese reali, come ampiamnete ammesso da molti osservatori e tecnici.
Una forma per trapassare il finanziamento ai partiti, su cui gli italiani avevano già espresso un voto referendario nettamente negativo. Continua »
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Maggio 27th, 2010 Riccardo Fucile
SI INVENTANO UN CRITERIO ASSURDO PER SALVARE SONDRIO E VERCELLI E COLPISCONO SOLO IL CENTROSUD…I FINIANI CHIEDONO DI ABOLIRLE TUTTE E BOSSI DAL SEGGIOLONE MINACCIA DI SPARARE CON LE PISTOLE AD ACQUA SE GLI TOLGONO IL REDDITIZIO GIOCHINO…QUANDO SCOPRIRANNO CHE E’ INCOSTITUZIONALE NON SE FARA’ NULLA COME AL SOLITO
Nel contesto della messa a punto della manovra finanziaria, si è verificato un fatto che merita un approfondimento: in gergo teatrale, più che di tragedia o commedia, si dovrebbe parlare di farsa.
Ci riferiamo alla proposta di abolire le province sotto i 220.000 abitanti, purchè non confinanti con Stati stranieri ed escluse quelle di regioni a statuto speciale.
Proposta mai preannunciata nei giorni scorsi e arrivata in Consiglio dei ministri nella cartelletta segreta di Tremonti, senza che neanche il premier ne sapesse nulla.
Frutto di riunioni della setta padana con il gran sacerdote Tremonti a officiare il rito.
Dato che l’argomento “abolizione delle province” è ormai patrimonio comune dell’elettorato e un atto di accusa alla Lega che si ostina a difendere le proprie remunerata poltrone al nord, che hanno pensato gli spacciatori di fumo leghisti?
Facciamo vedere che siamo anche noi d’accordo a volerne abolire qualcuna, così i pirla ci cascano.
A questo punto gli alchimisti padani si sono messi all’opera come la banda del buco e hanno fissato in 220.000 (non a caso) il tetto di abitanti consentito, dopo aver verificato che quelle amministrate da loro superassero quasi tutte il tetto.
A questo punto qualcuno ha fatto osservare che una intera ragione, la Val d’Aosta sarebbe saltata: in un attimo è stato allora deciso di includere la formula “escluso le regioni a statuto speciale”.
Ma ecco il problema di Sondrio, terra natale tremontiana: la provincia ha solo 182.205 abitanti, trovare i 37.795 di differenza è impresa impossibile anche per il maestro della finanza creativa.
Il problema esiste anche per Vercelli, ricorda qualcun altro.
Ecco che nasce alllora un altro argine: non verrano abolite le province che confinano con uno Stato straniero. E Sondrio e Vercelli sono salve. Continua »
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Maggio 27th, 2010 Riccardo Fucile
“NON HA TOCCATO LE BANCHE PERCHE’ SONO SUE, NON HA TOCCATO NULLA DI SUO”….. NEL PDL SONO CONVINTI CHE TREMONTI STIA METTENDO DA PARTE I SOLDI PER IL FEDERALISMO A SPESE DEGLI ITALIANI….TREMONTI AI MINISTRI NON HA MOSTRATO NE’ TABELLE, NE’ CIFRE….I SUOI RAPPORTI CON LO IOR E LE BANCHE DEL NORD
“Spero che Silvio ora abbia capito” è stato il commento caustico del presidente della
Camera, Gianfranco Fini, alle polemiche nate all’interno del Pdl circa il concetto di un “governo al traino della Lega”.
Il premier ieiri si è presentato insieme a Tremonti alla conferenza stampa di presentazione della manovra solo per necessità , ma non ha affatto digerito l’aut aut imposto dal ministro sulla misure adottate.
E subito dopo ha riunito i suoi collaboratori ed ha affermato che “ormai non mi fido più di lui, si sta preparando il terreno con la Lega per succedermi. Ora basta, occorre bilanciare la coalizione, dobbiamo fermarli, ormai mi sento commissariato. Giulio non ha toccato le banche perchè sono sue, non ha toccato nulla di suo”.
Cresce negli ambienti pidiellini la convinzione che Tremonti voglia conservare i soldi dei costi del federalismo e li accantoni facendoli pagare agli italiani.
I ministri sono furibondi: Tremonti non ha mostrato nè tabelle, nè cifre, ci si è trovati di fronte al solito fatto compiuto.
La manovra l’hanno fatta Tremonti e Bossi, solo alla fine l’ha vista anche il presidente del Consiglio: addirittura volevano chiudere il rubinetto persino a Palazzo Chigi, riducendo i poteri di Gianni Letta.
Ora forse Berlusconi comincia a capire cosa intendeva Fini per “governo appiattito sulle posizioni della Lega” e ha cercato un contatto con il presidente della Camera, ricevendo ieri Augello e Bocchino.
Ufficialmente il tema è stato quello delle intercettazioni, dove i finiani non retrocedono di un passo e vogliono che sia garantita la libertà di informazione. Ma già il fatto che il premier abbia accettato di parlare con l’odiato Bocchino, la dice lunga sul suo momento di difficoltà .
Ha proposto ai finiani una “pace blindata”, dichiarandosi disposto a trattare alle condizioni imposte da Fini. Continua »
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Maggio 26th, 2010 Riccardo Fucile
SU 24 MILIARDI DI TAGLI, LA META’ RIGUARDANO GLI ENTI LOCALI CHE COSI’ DOVRANNO RIDURRE I SERVIZI E AUMENTARE LORO LE TASSE….LA FARSA DELLE 9 PROVINCE TAGLIATE, NESSUNA DEL NORD…NON SI CERCANO I FINTI INVALIDI, SI AUMENTA LA PERCENTUALE DI INVALIDITA’…STIPENDI BLOCCATI PER 4 ANNI A CHI GUADAGNA 1.200-1500 EURO AL MESE E CONDONO AGLI EVASORI
La filosofia della manovra varata ieri dal governo si può leggere in un titolo di stamane di “Libero”: “manovra nordista che fa sorridere Bossi e Tremonti”. Nel testo si precisa: “Tremonti prende le forbici e Bossi applaude, il Pdl del Sud ingoia il rospo, la legge prepara il terreno al federalismo fiscale”.
In altre pagine dei quotidiani nazionali si rivela la tensione ormai esistente tra Tremonti e Berlusconi, per nulla soddisfatto di come è stata messa a punto la manovra.
Il premier ha in mano dei sondaggi che gli fanno esclamare: “Così si aumentano le tasse, la fiducia nel governo è scesa al 40%, Giulio ci sta facendo perdere voti, stiamo bruciando la fiducia degli italiani”.
E il confronto personale di ieri con Tremonti è stato di fuoco: “Le Regioni saranno costrette ad aumentare le tasse e io ci farò una brutta figura, noi la pressione fiscale dobbiamo diminuirla, non aumentarla”.
Per concludere che “Giulio mi sta nascondendo i numeri, questa è la verità , se potessi ne farei a meno”.
Quello che non ha ancora compreso Berlusconi è che il pericolo nel Pdl non è rappresentato da Fini che perlomeno le cose le dice in faccia, ma dall’asse Tremonti- Bossi che si candida non a caso a governare in futuro quello che resterà del Paese.
Tremonti non da oggi rappresenta, per ambizione personale, le istanze della Lega, non certo del Pdl: decide tutto lui, qualsiasi iniziativa dei ministeri dipende solo dal fatto che lui allarghi o meno i cordoni della borsa.
Sfatiamo anche una leggenda: il professore di Sondrio è un tipo spocchioso e ambizioso, e passi, ma per gestire l’economia come sta facendo lui basterebbe un amministratore di condominio che dica sempre no a qualsiasi richiesta.
Basta con il Moloch del “grande esperto”: è anche lui un politico al servizio di un programma preciso, un economista pieno di contraddizioni che ha imparato presto l’arte dell’inganno e dello spot.
Guardiamo la sostanza della manovra, premettendo che era ovviamnete necessaria.
Fosse dipeso da noi, avremmo cercato i quattrini azzerando la corruzione nella Pubblica Amministrazione che è stata quantificata dalla Corte dei Conti in 60 miliardi annui, più deldoppio di quanto ora è necessario.
Se due anni fa, al momento di insediamento del governo, si fosse organizzata una task force di ispettori da mandare in giro per l’Italia con pieni poteri, a controllare anche gli spilli di ogni appalto e concorso, magari accompagnati da una legge che permettesse qualche decina di ergastoli senza sconti ai corrotti, oggi nelle casse dello Stato entrerebbero già almeno 20 miliardi l’anno in più.
Questione solo di volontà politica. Continua »
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Maggio 26th, 2010 Riccardo Fucile
LA MANOVRA TEDESCA SARA’ DI 10 MILIARDI DI EURO, QUELLA INGLESE DI 12, QUELLA SPAGNOLA DI 15, NIENTE AUSTERITY PER LA FRANCIA….ECCO I DETTAGLI DELLE LORO SCELTE
Dopo il doloroso via libera ai 750 miliardi destinati al salvataggio dei Paesi ad alto debito
di Eurolandia e mentre a Bruxelles si continua a discutere una riforma della Ue che vincoli i bilanci, nei vari Paesi europei si mettono a punto le manovre correttive per il risanamento dei conti.
Una prima cosa risulta evidente: se l’Italia predispone una manovra da 30 miliardi in due anni, in altri Paesi si lavora su cifre leggermente inferiori. Vediamo che accade altrove, esaminando caso per caso.
Germania Tagli ai trasferimenti ai Laender, abolizione delle esenzioni fiscali, riduzione di spesa per tutti i ministeri, tassa sulle transazioni finanziarie, tagli a sovvenzioni, probabilmente un leggero aumento delle tasse, ancora da valutare: sono questi i pilastri della manovra finanziaria che dovrebbe portare a un risparmio di 10 miliardi annui.
Un piano drastico di austerity che fa tremare alcuni elementi cardine del modello tedesco di welfare e che sta creando non poche polemiche.
Va in ogni caso considerato che le tutele sociali in Germania sono molto più estese delle nostre, quindi l’impatto di una contrazione delle stesse non è paragonabile ai riflessi che potrebbero avere nel nostro Paese.
Gran Bretagna Qui si lavora solo a sostanziosi tagli alla spesa pubblica per 6 miliardi di sterline per ridurre il deficit.
Sia la Banca d’Inghilterra che i tecnici del Tesoro hanno concordato che c’è bisogno di azioni immediate per tagliare gli sprechi del settore pubblico. Nessuno toccherà invece l’Nhs, la sanità pubblica e la scuola.
Nessun impatto sull’occupazione, solo un blocco delle assunzioni. Continua »
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Maggio 25th, 2010 Riccardo Fucile
TAGLIARE RISORSE AGLI ENTI LOCALI, BLOCCARE I RINNOVI DEI CONTRATTI, AUMENTARE I PEDAGGI, RITARDARE IL PAGAMENTO LIQUIDAZIONI, RIDURRE I FONDI ALLA SANITA’, INTRODURRE I TICKET, DETERMINERA’ UNA RIDUZIONE DEL POTERE D’ACQUISTO DEI CITTADINI…. MENTRE I CONDONI FAVORIRANNO I FURBI
La maxi-manovra varata da Tremonti che tra poche ore approda al Consiglio dei Ministri, punterà a rastrellare 28-30 miliardi in due anni, al netto della sanatoria catastale e della lotta all’evasione.
Occorre una visione d’insieme per capire queste misure chi andranno a colpire, come e in che misura.
Enti locali Per Regioni, Province e Comuni è previsto un taglio degli stanziamenti pari a 5,8 miliardi, compensati in teoria, e solo per il 33%, da eventuali utili della lotta all’evasione.
Per il resto gli enti locali dovranno fare cassa con tasse e vendite di quote di partecipazione nelle municipalizzate.
Se valutiamo la promessa di “non mettere le mani nelle tasche degli italiani”, appare evidente che si scarica “l’onere della prova” sugli enti locali.
Meno entrate statali, meno servizi e più tasse locali.
Quindi pagano sempre i cittadini.
Contratti Congelamento dei rinnovi contrattuali: per tre anni niente aumenti per tutti i settori del pubblico impiego, compresi magistrati, militari, polizia e docenti universitari.
Per la buonuscita o liquidazione che sia, uno dovrà attendere non più tre mesi, ma sei, però, caso strano, i dipendenti di Palazzo Chigi hanno firmato ieri in extremis il contratto relativo al biennio 2008-2009, con un aumento di 86 euro.
Osservazione: a parte che non sono paragonabili lo stipendio di un magistrato o di un prof. univ. con quello di un agente di polizia, resta il fatto che i contratti di cui si parla sono scaduti da tempo e il lavoratore si vede così sottratti circa 80-100 euro (arretrati compresi) al mese, per tre anni.
Sanità E’ previsto un taglio di 1,5 miliardi al fondo sanitario nazionale: le regioni in rosso poi dovranno tagliare i posti letto o aumentare le imposte locali (Irpef e Irap).
Probabile il ticket di 7,5 euro sulla specialistica e la diagnostica.
Anche in questo caso la misura finirà per colpire tutti i cittadini indiscriminatamente.
Pensioni Il piano di Tremonti prevede di dimezzare nel 2011 le finestre di uscita, sia per l’anzianità (da 2 a 1) che per la vecchiaia ( da 4 a 2).
L’effetto sarà che i lavoratori che l’anno prossimo avranno maturato i requisiti della pensione di anzianità andranno a riposo a luglio 2012.
Chi quella di vecchiaia dovrà attendere sei mesi in più.
Non pensiamo sia un provvedimento anche questo che si tramuti in un vantaggio per il cittadino.
Condono E’ confermata una sanatoria delle case fantasma sfuggite al catasto che sarebbero circa 2 milioni.
L’ultima novità è che anche gli ampliamenti di cubatura, non dichiarati al catasto, potranno essere messi in regola.
Una sorta di condono mascherato che dovrebbe fruttare (in teoria) circa 5 miliardi.
Viene da porsi la domanda: come sia possibile che in Italia 2 milioni di edifici possano essere abusivi, senza che lo Stato se ne accorga e non intervenga a tempo debito, invece che condonare a posteriori. Continua »
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Maggio 25th, 2010 Riccardo Fucile
VINCE LA LINEA DI FINI ANCHE SUI TAGLI AGLI STIPENDI DEI PARLAMENTARI: SI PASSA DAI 300 EURO PROPOSTI DA TREMONTI A 1.400 EURO AL MESE PER DEPUTATI E SENATORI….I FALCHI DI BERLUSCONI E I LEGHISTI COSTRETTI ALLA RESA DI FRONTE AL PERICOLO DELL’ABBANDONO DELL’AULA AL SENATO
Giornata convulsa ieri per il mondo politico, dopo che i direttori dei principali quotidiani
italiani, senza distinzione di opinione o di schieramento, hanno chiesto al centrodestra di fermare la legge sulle intercettazioni in quanto “penalizza il diritto di cronaca, impedisce di dare notizie, viola il diritto dei cittadini ad essere informati, tocca il principio della libertà di stampa, intacca gli stessi principi base della democrazia”.
Prima che il centrodestra commettesse un errore gravissimo, insistendo su una legge bavaglio che tutto è, salvo conforme ai principi liberali spesso richiamati dal governo, i finiani hanno costretto i falchi alla retromarcia: a metà pomeriggio è arrivato l’aut aut di Bocchino che invitava la maggioranza a ripristinare il testo approvato alla Camera, dove era salvaguardato il diritto di cronaca almeno “per riassunto”.
La minaccia era che almeno 12 finiani non si sarebbero presentati al voto al Senato, aprendo di fatto una crisi interna.
E alla Camera sarebbe in seguito andata anche peggio.
I punti “irrinunciabili” dei finiani erano: la possibilità di estendere le intercettazioni ai reati “connessi”, la facoltà di accedere anche alle intercettazioni ambientali, l’autorizzazione ai giornalisti di pubblicare gli atti giudiziari per riassunto, anche senza utilizzare eventuali trascrizioni.
Ora Alfano ha già scaricato sul relatore Centaro le responsabilità di aver voluto giungere al limite della rottura e di aver cambiato le carte in tavola.
Il “salva cronaca” proposto alla Camera dalla finiana Bongiorno sarebbe stato sparire al Senato per colpa insomma di mano ignota.
Se non lo avessero denunciato i finiani per giorni però, mentre la marea della contestazione montava, il governo sarebbe andato avanti con queste norme vessatorie. Continua »
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