Giugno 7th, 2012 Riccardo Fucile
ANNUNCIA CINQUE IDEE CHOC E PER UN GIORNO METTE TUTTI D’ACCORDO ALL’INTERNO DI UN PARTITO LACERATO… INTANTO SONDA LA SOCIETA’ CIVILE PER UN NUOVO SOGGETTO
Sale in auto e si accende una sigaretta. Gianfranco Fini ha appena finito di illustrare la prospettiva politica di Fli al partito e si concede al vecchio vizio tenuto a bada solo per una breve stagione.
Ha appena lanciato alcuni segnali chiari alla sua classe dirigente e già questa è una notizia, visto che al presidente molti rimproverano di non dedicarsi che ai convegni della Camera, negli ultimi tempi.
Stavolta il leader interviene, affronta con approccio ruvido una classe dirigente che da mesi battaglia senza sosta, si lacera al suo interno senza tregua.
Fini, per un giorno, sembra mettere d’accordo tutti.
Contenta la fazione che auspica il superamento di Fli, visto che Fini lancia per settembre un’assemblea dei Mille rigorosamente senza dirigenti, soddisfatta l’ala ‘identitaria’, dato che il presidente della Camera chiarisce – con una inversione a U rispetto alle ultime uscite pubbliche – che Futuro e libertà si colloca a destra.
La lettura più autentica consegnata dal leader in via informale è però, se possibile, più chiara di come possa apparire leggendo le dichiarazioni.
Dopo Pietrasanta, Fini ha compiuto un nuovo passo verso il superamento di Fli e la costituzione di un nuovo soggetto politico.
Ma siccome al momento i compagni di strada con i quali affrontare l’avventura – se esistono – restano coperti, il leader lascia aperta la porta alla sopravvivenza di Futuro e libertà e concede ai suoi l’etichetta di partito ‘di destra’.
Non è comunque poco, di questi tempi.
Le tappe le sancisce lo stesso Presidente.
La prima è quasi immediata, un’assemblea a fine giugno per presentare 5 idee choc. Un’assemblea dei Mille – dalla quale saranno esplicitamente banditi i dirigenti – per coinvolgere quella società civile e il mondo produttivo più volte chiamati a raccolta da Fini, negli ultimi mesi.
Poi un patto per l’Italia che tanto assomiglia alla lista civica nazionale che Fini sogna ancora di riuscire a proporre.
Magari con Casini, forse con Montezemolo, oppure con chi sarà in grado di mostrarsi pronto a impegnarsi senza correre il rischio di apparire ‘vecchio’, come buona parte dei volti della morente Seconda Repubblica.
Certo suonano parecchio duri alcuni passaggi ‘dedicati’ ai massimi dirigenti del partito: “basta piangersi addossso”; “O le idee vengono fuori, o vi accontentate delle mie. Se vanno bene ok, oppure amen”; “io ho le idee chiarissime e mi impegnerò”.
Si impegnerà , a partire da ottobre, dall’avvio di fatto della campagna elettorale, senza cedere a chi gli chiede dimissioni subito in modo da spendersi per la causa futurista.
E però soddisfa anche chi crede ancora che l’unica scialuppa in vista del 2013 si chiami Fli.
Perchè convoca un’assemblea di partito dopo mesi di calma piatta, soprattutto perchè descrive l’idea di Italia proposta da Fli “di destra”.
Non è poco, fa sapere chi non gradisce il superamento di Fli.
Ma l’obiettivo di Fini resta quello di andare oltre Futuro e libertà , se possibile. Facendo leva anche su quei settori della società civile e del mondo produttivo che pare il Presidente stia ‘coccolando’ e ascoltando da qualche tempo.
Un tentativo ispirato a un approccio poco ideologico e ancor meno identitario, che nelle intenzioni dovrebbe culminare proprio in una lista nella quale non ci sarebbe spazio per sigle di partito.
(da TMNEWS)
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Giugno 7th, 2012 Riccardo Fucile
TRA ESEGETI E PERPLESSI, ENTUSIASTI E INTERESSATI, LE PROSPETTIVE DI FLI, VISTE DALL’INTERNO, ATTRAVERSO ANALISI E SENSIBILITA’ DIVERSE
Enzo Raisi
Certo che se il vertice di Fli e’ contento perchè ha inteso che nelle sua parole Fini abbia usato il
termine destra come perimetrazione della nostra azione politica mi chiarisce molto. Ad esempio il motivo per il quale dal quasi 10% di intenzioni di voto siamo scesi al 2,4%. Certo ora capisco l’articolo di Veneziani, gli ammiccamenti di La Russa, etc….
Io penso invece, che Fini, e tutti noi con lui, abbiamo inteso far crescere, partendo dal centrodestra, un grande movimento di rinnovamento, riformatore e modernizzatore per un paese bloccato che attende quei grandi cambiamenti che il berlusconismo ha promesso nei suoi quasi 20 anni di governo e che non ha mai realizzato.
Ma se si voleva fare una piccola An con qualche tinteggiatura politicaly correct, come la cittadinanza agli immigrati nati in Italia o con qualche battaglia sulla legalità , dovevamo fare tutta questa fatica?
Io ho sempre pensato in grande scegliendo Fli, da uomo di destra sono salpato verso nuovi orizzonti, verso un mondo che vuole rispondere alle sfide della modernità e della globalizzazione e la mia etichetta l’ho lasciata alle spalle o nel cuore ma certamente non la uso per identificarmi.
Perchè oggi la battaglia e’ tra chi vuole riformare e chi non vuole cambiare nulla. Tra chi vuole far progredire in ns sistema economico sociale e chi vuole una recessione.
Se lo abbiamo fatto e’ perchè fuori esiste un elettorato di opinione che vuole una politica nuova, meno schemi più risposte, meno slogan più soluzioni per economia e lavoro.
Questo voleva e vuol dire essere finiani.
Tutto il resto e’ solo un gioco di potere interno che non ha senso in un partito oggi del 2,4%.
O torniamo allo spirito movimentista che gioca a 360 gradi futuristicamente parlando, oppure il futuro diventa il piattino in mano per qualche seggio alla corte della destra impresentabile che abbiamo lasciato.
Fini o e’ rupture o non e’.
Le prossime settimane ci diranno se ho sentito male io oggi o se qualcuno fa l’esegeta del pensiero finiano pro domo sua.
Filippo Rossi (direttore de “Il Futurista”)
Enzo Raisi ha scritto quello che penso. E a questo punto ve la dico tutta: ho sentito le urla da stadio al sentire la parola “destra”, ho visto gente fare la ola come se la squadra del cuore avesse vinto il campionato, ho visto poveri uomini disperati attaccarsi a quella parola come un feticcio.
Io so quello che è stata l’esperienza finiana di questi anni, io so che i contenuti sono più importanti di qualsiasi definizione.
Mentre piccoli uomini di apparato e piccoli politici paurosi di perdere il posto in parlamento ululano destra alla luna per evitare di capire quello che veramente sta succedendo, io vado avanti per la strada scelta ormai tanti anni fa.
Mentre movimentisti da strapazzo si arroccano sui ricordi e sulla loro storia, mentre rivoluzionari a parole si aggrappano all’apparato per difendere il loro ruolo sociale e politico, io vado avanti alla disperata, senza soldi, senza finanziamenti, senza stipendio.
Con convinzione, senza bisogno di approvazioni dall’alto, senza bisogno di benedizioni, senza tirare la giacca a nessuno, senza dover interpretare nessuno.
Voi attaccatevi a una parola, a quella parola.
Io, da parte mia, proverò a stare dalla parte giusta, dalla parte del futuro. E della libertà . Che, detto per inciso, non sono nè di destra nè di sinistra. vedremo, tra qualche mese, chi ha fatto la scelta giusta.
Ps: leggo i giornali e mi viene da ridere. Le masturbazioni mentali di un piccolo mondo in disfacimento praticamente non esistono. E c’è qualcuno che ha il coraggio di festeggiare perchè è riuscito a dare un nome alla propria tomba…
Fabio Granata
‎Allora….facciamo uno schemino: mai più con il Pdl…mai più con la vetero destra…mai più in attesa di Montezemolo o di Casini…mai più per sciogliere Fli…….e poi….per i diritti civili, la legalità ,la nuova cittadinanza, la difesa della identita culturale, la sovranità della politica sull’economia, il merito, i giovani…. Bastia Umbra… il movimento del Patriottismo repubblicano che nasce dalla nuova destra e dalle culture riformiste,liberali e ambientaliste…
L’identità politica serve delinearla per evitare di scomparire ed essere comprensibili…ma i suoi contenuti sono figli del nostro percorso..questa la strada indicata da Fini..per chi ci sta’.
Gli altri azzerino ciò che ritengono azzerare:ma non questa storia politica.
Flavia Perina
Mi rifiuto di farmi impigliare nel dibattito destra/sinistra.
Non conosco nessuno, fuori dalla cerchia dei partiti, a cui interessi.
Comunque, credo che il ritorno del termine “destra” nell’orizzonte di Fli abbia conseguenze importanti: ogni giorno, in ogni suo atto politico e simbolico, Futuro e Libertà dovrà avere la forza e l’intelligenza di marcare la distanza dalle “altre destre” (Alfano, La Russa, Storace).
Oppure perderà tutto ciò che ha conquistato sfidandole quando erano potenti: credibilità , possibilità di giocare a tutto campo, rispetto. E, ovviamente, pure i voti.
I fatti, come sempre, conteranno più delle parole.
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Giugno 4th, 2012 Riccardo Fucile
LA DENUNCIA DI “LIGURIA FUTURISTA”: L’UDC PRIMA PRENDE I VOTI NELL’AREA DI CENTRODESTRA E POI TRATTA LE POLTRONE CON IL CENTROSINISTRA… PRONTO IL PREVISTO SALTO DELLA QUAGLIA, MENTRE FLI DORME E MUSSO NON HA NULLA DA DIRE
Preso atto che il neocavaliere della Repubblica, nonchè presidente del Consiglio regionale della Liguria, nonchè coordinatore regionale Udc, nonchè politico citato, nelle operazioni Maglio e Crimine, nel rapporto dei Ros alla Dia come interlocutore del boss della ‘ndrangheta Gangemi e da quest’ultimo appoggiato alle elezioni regionali del 2005, Rosario Monteleone, “invoca un segnale dalla coalizione del sindaco Doria” per la nomina di un esponente Udc alla presidenza del Consiglio comunale di Genova che rappresenterebbe di fatto un allargamento della maggioranza all’Udc, proprio nel momento in cui l’appoggio dell’Idv alla giunta potrebbe venire meno.
Considerato che su quattro eletti della Lista Musso (oltre al candidato sindaco) ben tre sono di estrazione Udc (l’altro consigliere è la sorella di Musso), grazie proprio al listone unico voluto da Monteleone e dal segretario regionale di Futuro e Libertà , Enrico Nan, soluzione accettata dal candidato sindaco Musso.
Ricorda che proprio Liguria Futurista aveva denunciato, prima dell’inizio della campagna elettorale, il trappolone di Monteleone: invece che ottenere un solo consigliere, presentandosi col proprio simbolo (percentuale Udc del 3%), mimetizzandosi nella lista civica il partito di Casini ne avrebbe ottenuti tre, per poi gestirsi in modo autonomo.
Ritiene un atto politico molto grave che i voti raccolti da Enrico Musso per una seria opposizione alla giunta di sinistra vengano dirottati a breve sul candidato Doria, costituendo ciò una grave scorrettezza nei confronti del mandato ricevuto e della volontà espressa dagli elettori.
Richiede le immediate dimissioni dei vertici regionali di Futuro e Libertà che hanno avallato una operazione insensata che ha portato all’azzeramento della presenza di Fli in Comune a Genova.
Ricordiamo che Liguria Futurista aveva non a caso chiesto invece la presentazione di Fli con il proprio simbolo di appoggio al candidato Musso.
Auspica, dopo giorni di silenzio, che il sen. Musso prenda una posizione nel merito della vicenda, assumendosi le relative responsabilità di fronte al proprio elettorato.
LIGURIA FUTURISTA
Ufficio di presidenza
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Giugno 3rd, 2012 Riccardo Fucile
ROSARIO MONTELEONE, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE, COMPARE IN DIVERSE INCHIESTE… DALLE INTERCETTAZIONI EMERGONO I SUOI RAPPORTI CON MIMMO GANGEMI, AL CUI APPOGGIO SAREBBE RICORSO PER OTTENERE AIUTO ELETTORALE
Due giugno, festa della Repubblica, è il giorno in cui vengono nominati i cavalieri della
Repubblica.
E fra i nominati ieri da Giorgio Napolitano figura anche Rosario Monteleone, presidente del Consiglio regionale della Liguria.
Ma Monteleone, politico dell’Udc con una parentesi nella Margherita, compare nelle indagini che hanno portato all’inchiesta ‘Maglio’ e in alcuni passi dell’indagine ‘Crimine’, come ha denunciato oggi la Casa della Legalità di Genova.
Monteleone non è indagato ma dagli atti emergerebbe una sua vicinanza con Mimmo Gangemi, il fruttivendolo di San Fruttuoso accusato di essere il capo della ‘ndrangheta in Liguria, a cui sarebbe ricorso più volte per ottenere appoggio elettorale.
Nell’inchiesta ‘Crimine’, nel mezzo della lotta che oppone Gangemi a Domenico Belcastro per le candidature da sostenere, Belcastro si lamenta con Giuseppe Commisso perchè Gangemi vorrebbe sponsorizzare “un finanziere, uno sbirro.
Cinque anni fa ha detto che lui che è sbirro questo qua, che è un infame, adesso ha voluto appoggiare a Monteleone, lui lo potete appoggiare.
Uno vale l’altro, appoggiamo a Monteleone”.
La ragione di questa scelta, spiega ancora Belcastro, risiede nel fatto che il politico avrebbe promesso un posto di lavoro al genero di Gangemi.
Ma l’intercettazione rivela anche che i rapporti fra Monteleone e la consorteria non sono sempre stati pacifici e lineari.
In particolare, dalle indagini che hanno portato all’operazione Maglio (ma che non sono confluite nell’Ordinanza di misure cautelari) emerge che Monteleone si sarebbe servito dell’appoggio del clan già nelle elezioni del 2005.
Una volta eletto, però, non avrebbe mantenuto i patti convenuti, provocando così una rottura con il sodalizio che, in spregio, lo avrebbe soprannominato “il lardone”.
“Allora lo facciamo sto armistizio, la facciamo sta spaghettata?”, propone ancora Monteleone all’alba delle elezioni del 2010, in un tentativo di ricucire i rapporti con il clan.
L’intercettazione è riportata in un rapporto del Ros in cui si evidenzia “come gli amministratori locali (alcuni di origine calabrese) ben conoscessero i caratteri organizzativi della struttura ‘ndranghetistica, rivolgendosi a personaggi inseriti nel locale del capoluogo di Regione, per far giungere richieste di appoggio elettorale alle strutture periferiche”.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
Monteleone, nel 2005 incassò l’appoggio della ‘ndrangheta per le elezioni regionali. Molteplici furono gli incontri presso il negozio di GANGEMI ed al bar vicino.
Poi ebbe dallo stesso gruppo facente capo al boss GANGEMI un bel pacchetto di tessere per vincere il congresso di partito.
Poi non mantenne la “parola” data agli ‘ndranghetisti che quindi lo consideravano un traditore, ribattezzandolo in senso dispregiativo “il lardone”. Alle ultime elezioni regionali è stato ricandidato.
Ha cercato di “ricucire” il rapporto con gli ‘ndranghetisti, come certificato dalle più recenti indagini del ROS (nell’immagine un estratto del loro rapporto alla Dda).
La “spaghettata” che proponeva per fare la pace ed incassare i voti non convince il Gangemi e gli altri componenti del “locale” della ‘Ndrangheta di Genova.
Monteleone viene rieletto in Regione, nella coalizione di Burlando (la stessa appoggiata fortemente anche da un altro affiliato della ‘ndrangheta, a quanto risulta dagli Atti, alias Vincenzo “Enzo” Moio).
Poi viene nominato Presidente del Consiglio Regionale della Liguria.
Per festeggiare la sua rielezione, dopo le elezioni del 2010, Monteleone ha pensato bene di fare una cena nel ristorante del noto boss “Gianni” (Giovanni) Calvo, esponente storico di Cosa Nostra a Genova, già dagli anni Novanta ed indicato chiaramente in due inchieste “pesanti” recentissime (una del ROS di Genova sulle attività di usura del boss ‘ndranghetista Garcea Onofrio con il riesino Abbisso Giuseppe (legato al Calvo; l’altra della DDA di Firenze).
Oggi, 2 giugno 2012, in occasione della Festa della Repubblica Rosario Monteleone, è stato formalmente nominato — per decisione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – “Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana”, nell’ambito delle onorificenze che venivano ufficialmente consegnate in occasione della Festa della Repubblica.
Non solo non si è dimesso dal Consiglio Regionale… ma gli viene data anche l’onorificenza della Presidenza della Repubblica.
(da “Casa della Legalità “)
Commento del ns. direttore
A proposito del Terzo Polo in Liguria, ricordiamo che Rosario Monteleone, in qualità di segretario regionale dell’Udc ligure, è stato l’artefice dell’operazione di inserimento nella Lista Musso, per le comunali di Genova, di uomini dell’Udc.
Il listone unico, voluto dal suo partito e dal segretario regionale di Futuro e Libertà , Enrico Nan, alla fine ha determinato l’elezioni di 3 consiglieri Udc su 4 e nessuno di Fli.
I fatti sopra indicati e ben noti da tempo avrebbero dovuto sconsigliare la dirigenza di Fli, partito che nel Manifesto programmatico fa della trasparenza e della legalità una bandiera, dal “confondersi” con personaggi di tale fatta.
Non a caso avevamo sostenuto, ovviamente inascoltati, la necessità che Fli si presentasse con il proprio simbolo, per tenere ben distinte le due liste.
Ma a Roma vige notoriamente la regola delle tre scimmiette: chi non vede, chi non sente e chi non parla.
E qualcuno vorrebbe il Terzo Polo in Liguria?
Con Monteleone e Nan?
Auguri.
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Maggio 31st, 2012 Riccardo Fucile
PER LA SERIE “NON C’E’ LIMITE AL PEGGIO”: IL CLAN DI AVERSA COLPISCE ANCORA….IL MARCHIO REGISTRATO COME PROPRIETA’ DI MARINIELLO INVECE CHE DEL MOVIMENTO GIOVANILE
Il 14 gennaio 2011 l’ufficio italiano brevetti e marchi riceve la registrazione di un marchio.
Non sembra una notizia importante, visto che sono migliaia i marchi e loghi registrati ogni anno.
Ma non si tratta un marchio qualunque.
Si tratta del logo di Generazione Futuro, movimento giovanile di Futuro e Libertà .
E a registrarlo non è l’associazione ma il coordinatore nazionale Gianmario Mariniello. Il giovane aversano, fedelissimo di Italo Bocchino, ha dunque registrato a suo nome il marchio di un movimento politico, riservando per sè la proprietà di un logo che dovrebbe appartenere al giovanile finiano e non a un singolo individuo.
Una prassi non consueta per un partito politico, soprattutto se si considera che Generazione Futuro sottosta a regole democratiche in quanto a scelta dei suoi rappresentanti.
Cosa succederà quando, prima o poi, Gianmario Mariniello non sarà più il coordinatore nazionale di GF? A chi andrà il logo?
Mariniello userà la proprietà del marchio per esercitare pressioni sul movimento?
Tutte domande lecite, e un po’ maliziose, per una questione che è tutt’altro che secondaria.
Basti pensare alle voci insistenti sulla proprietà del simbolo della Lega Nord che apparterebbe a Umberto Bossi e alle conseguenti implicazioni politica della cosa.
Fa riflettere, poi, la lunghissima lista di beni e servizi per cui Mariniello ha registrato il simbolo: portachiavi, fermasoldi, fermacravatta, medaglie, monete, spille, ciondoli, orologi, giornali, libri, riviste, opuscoli, bandiere di carta, francobolli, astucci, agende, biglietti da visita, volantini, fazzoletti di carta, portapenne, calendari, quaderni, matite, biro, gomme, sottobicchieri, adesivi, poster, gagliardetti in carta, borse, ombrelli, cartelle, zaini, aste per bandiere, foulard (in stoffa e in seta, per i più chic tra i giovani finiani), cappelli, ciabatte, magliette, pubblicità , consulenza aziendale, pubbliche relazioni, organizzazione e pianificazione di manifestazioni sportive aventi per scopo il trattenimento; servizi connessi con la realizzazione di attività sportive e lo sviluppo dello sport; affitto di attrezzature per proiezioni cinematografiche ed accessori relativi; studi cinematografici; cinema; servizi per le produzioni di pellicole cinematografiche e la produzione di programmi radiofonici e televisivi; programmazione di spedizioni scientifiche; organizzazione di rally e corse; servizi resi da un istituto educativo, vale a dire: scuole per l’insegnamento della storia, disegno, lingue, recitazione; servizi resi da associazioni culturali e di trasmissione di pellicole cinematografiche; un’attività consistente nello studio e nella stesura di testi e di musiche per programmi televisivi, radiofonici e per film; un’attività consistente nella preparazione di sceneggiature di programmi televisivi, radiofonici, di pellicole cinematografiche e di programmi destinati ad essere trasmessi anche via satellite; servizi resi da produttori, direttori e scrittori nell’ambito della produzione radio e televisiva e di pellicole cinematografiche; produzioni circensi; un’attività consistente nell’educazione di individui, anche mediante corsi di formazione politica; un’attività rivolta a favore e per conto di terzi, nel settore dei divertimenti e degli spettacoli; divertimenti; spettacoli; pubblicazione di libri.
E poi, solo in fondo all’elenco: servizi personali e sociali resi a terzi, da un partito politico per la promozione della vita sociale ed economica della nazione.
Circa un anno fa, Paolo Bracalini su Il Giornale aveva polemizzato con lo stesso Mariniello in merito alla società Ita2020 Srl, con sede ad Aversa, esclusivista per l’utilizzo dei marchi finiani e produttrice di gadget poi venduti ai circoli locali di Generazione Futuro e Generazione Italia (la corrente bocchiniana di Fli).
Il titolare di Ita2020 Srl è Dino Carratù, altro giovane collaboratore di Italo Bocchino e vicinissimo allo stesso Mariniello.
Proprietà e utilizzo commerciale del marchio, dunque, sono roba privata di Gianmario Mariniello.
Niente di illegale, per carità , ma è quantomeno questione di opportunità .
E per il giovane e rampante bocchiniano non è proprio il miglior periodo.
Da qualche settimana le fibrillazioni interne a Generazione Futuro sono diventate vere e proprie faide, con un corposo gruppo di giovani finiani che stanno dando battaglia negli organi del movimento per far fuori il coordinatore nazionale, accusato di essere accentratore e dispotico.
Proprio negli ultimi giorni è nata Zero+, un’associazione politica trasversale creata proprio dai frondisti finiani, a cominciare dall’intera classe dirigente giovanile lombarda, che ha abbandonato in massa Generazione Futuro dopo un braccio di ferro con il coordinatore, condito da insulti reciproci sui social network.
Forse l’atteggiamento di Mariniello deriva proprio dalla sicurezza che il marchio di Generazione Futuro è roba sua e nessun congresso democratico potrà mai levarglielo.
Certo è che scoprire della registrazione personale di un marchio politico non farà altro che acuire gli scontri tra i giovani di Futuro e Libertà .
Anche perchè, ci dice un frondista che preferisce rimanere anonimo, “al legale rappresentante del movimento dovrebbe andare come è ovvio la titolarità del simbolo, non certo la proprietà in prima persona. Ma non sono stupito: Mariniello si è sempre comportato da padre-padrone, avallato da Italo Bocchino”.
Nubi nere si addensano sui cieli finiani, peraltro non certo sereni negli ultimi tempi.
E i giovani, che non vogliono essere meno dei loro mentori e protettori adulti, si stanno adeguando.
A colpi di marchi registrati, beninteso, perchè la politica è marketing e merchandising, anche per il partito meno berlusconiano del momento.
Domenico Naso
(da “Il Fatto Quotidiano”)
Il commento del ns. direttore
Il documento che pubblichiamo parla chiaro: per la prima volta in Italia viene registrato il marchio di un movimento politico giovanile come proprietà del suo segretario in carica che dovrebbe invece esserne il rappresentante legale “in quanto segretario temporaneo”.
In caso venisse sostituito da un congresso tale titolarità dovrebbe infatti passare al nuovo segretario.
Ma Mariniello va oltre: non registra valori ideali, ma beni e servizi, tutti a chiari fini commerciali.
Uno ci sembra particolarmente adatto alla circostanza: la produzione circense, assumendo ormai la sua gestione il profilo di uno sgangherato Circo Barnum.
Proviamo a porre un’altra domanda: chi ha la titolarità invece del simbolo di Futuro e Libertà ?
Dalla risposta forse si potrebbe comprendere perchè il partito è “prigioniero politico” di un gruppo interno, lo stesso che ha sfasciato il Fli ligure per voler e “dover” difendere chi ha ricevuto in sede attenzionati dalla Dia pluricondannati.
Soggetti che vanno a cena con imprenditori già chiacchierati che hanno concesso la sede di Fli a Genova in comodato d’uso gratuito e che, colpiti da mandato di cattura internazionale, sono attualmente in attesa di estradizione in Italia.
Sembra di vivere in un film, ma è tutto vero e provato: forse per questo Mariniello ha registrato il marchio prevedendo anche la “produzione cinematografica”.
Per girare un film poliziesco non gli mancherebbero di certo consumati attori e avvincenti scene d’azione.
Come i viaggi lampo Roma-Ponente Ligure con i quali qualcuno faceva visita notturna a un parlamentare del Pdl.
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Maggio 27th, 2012 Riccardo Fucile
LA SEGRETARIA CITTADINA DI MILANO DI FLI LASCIA IL PARTITO: “NON MI CI RITROVO PIU’”…”MI RIBELLO AL REGIME DEI PARTITI, LASCIO QUESTO SISTEMA SCHIFOSO”
Barbara Ciabò è una delle personalità politiche più stimate sotto la Madonnina.
“Avrei potuto far carriera, se avessi sacrificato la mia libertà “, ripete spesso.
E ora più che mai.
Ad Affaritaliani.it rivela infatti di aver lasciato Futuro e Libertà , formazione della quale era segretaria cittadina: “Mi ribello al sistema dei partiti nel suo complesso. Ho deciso di dimettermi da questo sistema schifoso. Fli? Non mi ci ritrovo più”
Barbara Ciabò, che succede?
Succede che mi sono resa conto di essere incompatibile con i partiti attuali.
Fli non l’ha soddisfatta?
Il problema non è Fli. Il problema è che siamo in mano a un’oligarchia, che pensa solo di governare servita e riverita e di riconfermarsi al potere per altri cinque anni. Sono tutti uguali. I partiti non rappresentano più i cittadini italiani. Io non esco solo da Fli, esco dal sistema dei partiti.
Perchè?
Perchè è impossibile per una persona che vuole fare solo l’interesse dei cittadini collaborare con i partiti attuali esistenti. Se siamo in questa situazione è perchè la base di chi fa politica a livello locale non reagisce, non si ribella.
Lei si sta ribellando, quindi?
Esatto. Io ho il coraggio di alzarmi dalla sedia e andarmene, di sbattere la porta, quando le cose non vanno bene. Per questo non ho fatto carriera a livello politico. La libertà per me è il mio bene più grande.
Il progetto di Fli è fallito?
Il progetto di Fli dipende da quel che faranno. Per quanto mi riguardo non mi ci ritrovo più. Ho sempre preferito la mia libertà , non ho mai preso un soldo dalla politica. Oggi più che mai lo rivendico con orgoglio.
Fabio Massa
(da Affaritaliani.it)
“Ho provato a fare politica per tanti anni con il sogno di cambiare un po’ il mondo ma vi assicuro oggi e’ impossibile in Italia, siamo in mano a un’oligarchia che vuole governare in eterno e pur di rimanere al potere farebbe di tutto.
Ora per riciclarsi alcuni riesumeranno il ricordo di Almirante e altri si attaccheranno al partito dei carini mentre a sinistra i rottamatori sono stati rottamati.
Ma non dobbiamo rassegnarci: io credo nei giovani che non si faranno comprare e sapranno pacificamente ribellarsi.
E credo che presto troveremo le modalita’ per organizzare la vera rivoluzione italiana”
(un pensiero di Barbara)
Un successivo scambio di messaggi col ns. direttore
Barbara Ciabò
“Ciao Riccardo volevo solo ringraziarti per quello che fai e dirti che sei uno dei pochi, pochissimi che ancora stimo perche’ sei libero come me.
Non condivido praticamente piu’ nulla di Fli: 25 anni di politica buttati nel cesso, di battaglie fatte, per portare al governo una manica di …. mah!
Vediamo un po’ cosa fare…Comunque quando il pesce puzza puzza dalla testa … Avremmo potuto fare grandi cose …ora siamo peggio degli altri partiti”
Riccardo Fucile
“Grazie Barbara per la stima che è contraccambiata. Purtroppo le persone libere in questo partito ormai si contano sulle dita di una mano…sembra di assistere a una guerra per bande dove ogni giorno si contano le vittime.
Un grande abbraccio”
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Maggio 22nd, 2012 Riccardo Fucile
L’AUSPICIO DI NON PRENDERE NEMMENO UN CONSIGLIERE E DI NON PRESENTARE MAI IL SIMBOLO DI FUTURO E LIBERTA’ MA DI NASCONDERSI NELLE LISTE CIVICHE PER POI NON RISULTARE ELETTI E’ DAVVERO UNA STRATEGIA ORIGINALE… PARE CHE UNA NOTA UNIVERSITA’ AMERICANA SIA INTERESSATA A STUDIARE IL CASO PATOLOGICO
Appena ieri ci eravamo lamentati che la dirigenza ligure di Futuro e Libertà non avesse commentato il risultato elettorale delle amministrative di Genova che hanno visto la sconfitta di Enrico Musso al ballottaggio e la mancata elezione nella sua lista civica di un qualsiasi candidato riferibile a Futuro e Libertà .
Alla luce delle dichiarazioni rilasciate alla stampa, dopo mesi di silenzio, dal coordinatore regionale Enrico Nan, forse sarebbe stato meglio in effetti il silenzio.
Vediamo cosa ha detto Nan alla stampa: “Eravamo partiti da soli nell’appoggiare Musso ed è arrivato al 40%, un risultato lusinghiero per il Terzo polo. Quanto all’astensionismo, proporrò al mio partito un nuovo progetto: di usare il modello Genova a livello nazionale con una lista civica. Adesso si deve lavorare sul territorio con proposte in grado di rappresentare questa grande voglia di centro»
Visti i risultati (nessun eletto di Fli, 3 dell’Udc) – devono essersi detti i vertici romani di Fli – meglio fare gli scongiuri, questo ci vuole portare sfiga, non solo Mamone in sede.
Dobbiamo però dare atto a Nan di essere davvero originale nel sostenere tesi campate in aria e gabellate per buone.
1) Sono due anni che Musso si preparava a candidarsi, lavorando con la sua fondazione “Oltremare” e quindi si sarebbe presentato comunque, anche se Nan non fosse corso ad appoggiarlo, rinunciando persino al simbolo di Fli (che pur dovrebbe rappresentare) pur di non farsi contare dopo due anni di scandali e di inattività .
2) La lista civica di Musso ha raccolto il 15% di consensi e 5 consiglieri eletti: l’apporto dell’Udc può essere quantificato in un 3-4%, quello di Fli sotto il 2%, tutto il resto è merito esclusivo di Musso.
Risultato della brillante operazione: eletti di Fli zero (ne aveva uno), eletti dell’Udc 3, area lista civica Musso eletti 2.
3) Pur sapendo che al massimo Fli avrebbe potuto puntare su un solo eletto, invece che concentrare i voti su uno solo, sono stati presentati quattro candidati ( la somma dei soli primi due avrebbe garantito un consigliere).
4) Se Fli avesse chiesto tre liste distinte di appoggio a Musso (ovvero lista civica, Udc e Fli) ognuno con i propri simboli probabilmente tre eletti sarebbero andati ai civici, uno all’Udc e uno a Fli.
In sintesi: è Musso che ha trainato la lista, altrimenti l’Udc si scordava di passare da uno a tre consiglieri.
Quanto alla “gran voglia di centro” che sarebbe emersa a Genova, senza la personalità di Musso, si sarebbe fermata al 5% invece che al 15% (che tanto in ogni caso non è).
Lasciamo giudicare a chi ci legge se questa “grande strategia” del segretario regionale bocchiniano (da non confondersi coi bocconiani) sia propedeutica a un harakiri politico e alle sue dimissioni o alla sua esportazione come modello nazionale.
Certamente a Roma molti sono corsi a toccare ferro.
LIGURIA FUTURISTA
Ufficio di Presidenza
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Maggio 21st, 2012 Riccardo Fucile
DORIA BATTE MUSSO 59,71% A 40,29%, MA SI ESPRIME SOLO IL 39,08% DEI GENOVESI: GLI ALTRI SI SONO ROTTI DI VOTARE COOP E/O COSTRUTTORI… E NEL PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE SU 40 CONSIGLIERI, TRA MAGGIORANZA E FINTA OPPOSIZIONE, QUELLI DI CENTRODESTRA SI CONTERANNO SULLE DITA DI UNA MANO…MA DI FRONTE A UNA FIGURA BARBINA NON SI DIMETTE NESSUNO
Al termine dei cinque anni di amministrazione Vincenzi, invece che al principio dell’alternanza, abbiamo assistito al suicidio politico del centrodestra.
La Vincenzi aveva vinto contro Musso cinque anni fa 51% a 46%, oggi Doria ha prevalso su Musso 59,7% a 40,3%.
Cinque anni fa la somma dei partiti di centrodestra aveva superato al primo turno il 42% dei consensi di lista, oggi, calcolando anche la lista di centro Musso, hanno superato a malapena il 30% (Pdl 9,2%, Lega 3,8%, Lista Musso 12,5%).
E pensare che il Pd, temendo l’effetto Vincenzi e soprattutto i ritardi con i quali è stata affrontata l’emergenza alluvione, aveva realizzato il “cambio in corsa”.
Anche se invece della Pinotti si sono ritrovati (per loro fortuna) Marco Doria.
E pensare che tre mesi prima delle elezioni Musso, qualora fosse stato candidato unico del centrodestra, era dato nei sondaggi alla pari sia con la Vincenzi che con la Pinotti.
L’incapacità di esprimere un candidato che potesse unire centro e centrodestra per partire almeno dalla base del 40% e poi giocarsela, le profonde divisioni interne nel Pdl, l’inesistenza delle forze di Centro (Udc e Fli da sole, senza il traino della lista Musso, neanche arrivano insieme al 5%) ha regalato il Comune all’ennesimo candidato della sinistra.
E considerando che Burlando si è pure scelto gli oppositori grillini e che l’Udc alla prima occasione sfilerà i suoi tre consiglieri a Musso per formare un gruppo autonomo (ne necessitano appunto tre), alla fine per cinque anni di mandato gli oppositori a Doria si conteranno sulle dita di una mano.
Una strategia peggiore di questa era difficile inventarsela.
Non ne esce bene neanche Musso, cui peraltro va riconosciuto il merito di averci messo la faccia: a che è servito il lavoro di due anni della Fondazione Oltremare? Per far eleggere i tre ultimi arrivati dell’Udc e sacrificare i suoi collaboratori storici, sorella a parte?
E il Pdl non deve forse fare autocritica, squassato da dieci correnti?
E Fli non ha mai nulla da dire, come peraltro da due anni a questa parte, ovvero da quando è stato costituito a Genova?
Qualcuno è a conoscenza che nei partiti seri esiste la prassi e il buon gusto di rassegnare le dimissioni di fronte a un fallimento?
LIGURIA FUTURISTA
Ufficio di Presidenza
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Maggio 12th, 2012 Riccardo Fucile
SPARISCONO I FINIANI, NESSUNO DELLA LISTA CIVICA… “LIGURIA FUTURISTA”: SE FUTURO E LIBERTA’ SI FOSSE PRESENTATA CON IL PROPRIO SIMBOLO AVREBBE OTTENUTO UN CONSIGLIERE, INVECE SONO CADUTI NEL TRAPPOLONE DI MONTELEONE”
Sarà perchè alla fine il pedigree da democristiani è il più facilmente identificabile.
Sarà perchè chi arriva dallo scudocrociato è più ostinato nella ricerca delle preferenze.
Ma il dato arriva dai grandi numeri: su quattro eletti della Lista di Enrico Musso in consiglio comunale (se al ballottaggio vince Marco Doria) tre arrivano dall’Udc e una è Vittoria, la sorella del candidato sindaco.
Non c’è traccia dei finiani di “Futuro e Libertà “, nè dei rutelliani dell’Api.
Indietro i candidati civici che avevano trovato nella fondazione “Oltremare” (lanciata dal professore-senatore) una speranza di entrare a Palazzo Tursi in questo mix tra lista civica e Terzo Polo.
Il primo degli eletti della Lista Musso, infatti, è il dirigente delle Poste Pietro Salemi, legato al senatore ex popolare Claudio Gustavino, approdato all’Udc.
Seconda è Vittoria Musso che ha fatto della tutela dei cani la sua battaglia politica in città .
Terzo Alfonso Gioia, ex presidente del consiglio provinciale e legato al segretario regionale dell’Udc Rosario Monteleone, già giovane democristiano passato per il gruppo di Lamberto Dini e la Margherita.
E se Gioia era stato un semplice attivista dello scudocrociato, il quarto classificato, Paolo Pietro Repetto, faceva parte della Democrazia Cristiana della corrente di Bruno Orsini, insieme allo stesso Monteleone che oggi lo ha fortemente sostenuto in queste elezioni.
Tanta Balena Bianca, dunque, anche se, a dire il vero, il primo dei non eletti,che può sempre sperare nell’abbandono di Musso per subentragli, è Emanuele Basso, che invece ha un’altra storia: è stato il primo a lasciare il Pdl in consiglio comunale per aderire al gruppo di Musso e la sua provenienza è quella del Partito liberale.
Ma dietro tornano ancora gli Udc, con il consigliere comunale uscente Gianlorenzo Bruni.
Solo a quel punto c’è il primo finiano, Giuseppe Murolo.
Fatto che per altro ha scatenato l’ironica alzata di scudi di “Liguria Futurista”, il gruppo che aveva lasciato Fli in piena contestazione con il segretario regionale Enrico Nan: “E’ funzionato il “trappolone” di Monteleone: l’Udc è riuscito a mangiarsi tutti gli eletti alla faccia di Fli che, se avesse avuto il suo simbolo sulla lista, avrebbe certamente ottenuto un consigliere; mentre l’Udc non avrebbe superato il singolo seggio”.
E gli altri di Oltremare? Musso la prende con filosofia e fa sapere:”I candidati della Lista Musso sono tutti della stessa famiglia, le vecchie divisioni tra partiti sono superate”.
Resta il fatto che Monteleone invece gongola e ha già ricevuto i complimenti da Roma.
E se è vero che tutto ciò vale solo nel caso di sconfitta di Musso al ballottaggio, nel caso invece di un senatore vincente gli equilibri sarebbero solo leggermente differenti: l’Udc porterebbe a casa metà dei consiglieri eletti, 12 su 24.
Se a tutto ciò si aggiunge l’indicazione di voto del Pdl, hano facile gioco gli esponenti del Pd a firmare comunicati al veleno: “Il civismo di Musso è già finito, la maschera è caduta – punge il segretario genovese Lunardon – era tutta una farsa. Il sostegno del Pdl riporta Musso da dove era venuto, ossia dalle liste bloccate scelte da Berlusconi”
Non che gli ex Ds stiano meglio, su dodici possibili eletti del Pd, la metà sono di provenienza Margherita.
Giovanni Mari
(da “Il Secolo XIX“)
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