Agosto 1st, 2011 Riccardo Fucile
LA TESTIMONIANZA DELLA COORDINATRICE PROVINCIALE DI GENERAZIONE FUTURO DI GENOVA SMENTISCE L’AVVENUTO ALLONTANAMENTO DI PERSONAGGI SOSPETTI DA PARTE DI NAN… LA RICHIESTA DI INCONTRO E LA PROPOSTA DI UN TESSERAMENTO TAROCCATO
Nella risposta che il coordinatore regionale Enrico Nan ha rilasciato al Secolo XIX di
oggi ho letto con interesse questo passaggio:
“All’interno della sede alcuni mi dissero che i Mamone erano soggetti chiacchierati: chiamai allora la segretaria e le dissi che qualora avessero richiesto un altro appuntamento non li avrei più voluti ricevere. Non si fecero mai più vedere , nè sentire, se li incontrassi per strada non saprei riconoscerli“.
Che strano!
Ricostruendo i fatti ci sono punti che non tornano…forse è meglio fare una veloce ripassatina del “dietro le quinte”.
Se questi personaggi fossero stati davvero ritenuti così sospetti mi chiedo perchè la segretaria di Nan, che già avrebbe dovuto essere stata avvisata di tenerli lontani, insistette così tanto per fissare un incontro tra i giovani di Generazione Futuro e quello che poi solo dopo si rivelò essere il referente under 30 del circolo di Malatesti.
Quel Malatesti, legato ai Mamone, che non era semplicemente un iscritto a Fli, ma il presidente del circolo “Generazione Genova” con diverse decine di iscritti misteriosi, quel Malatesti che fino a poco tempo fa “non c’era motivo di allontanare da Fli”, mentre ora spunta la presunta richiesta a Roma di annullamento della sua iscrizione.
Durante l’incontro che si tenne in via privata in un bar del centro città tra me e il giovane interessato in data 8 febbraio, rimasi tristemente colpita dai piani alquanto improbabili del ragazzo: fondare un’associazione di giovani imprenditori il cui tesseramento sarebbe stato automaticamente collegato all’iscrizione al partito, con acquisizione automatica e gratuita della tessera di Fli e possibilità di partecipare quindi al congresso del partito.
Quando espressi la mia perplessità , il giovane mi assicurò che i “suoi adulti” avevano già preso accordi con Enrico Nan e che il piano sarebbe risultato senz’altro ghiotto per il partito poichè avrebbe coinvolto, oltre ai potenziali nuovi iscritti, anche noti imprenditori del Piemonte.
Proprio per rendere chiari i passaggi del “programma”, il giovane, d’accordo con la segreteria della sede di Genova, mi disse che gli era già stato fissato un appuntamento tete a tete con il Coordinatore Nazionale di Generazione Futuro Gianmario Mariniello a Milano in data 11 febbraio (primo giorno del congresso nazionale).
Durante il meeting milanese io e Fabio Cardano, avvisato da me dei fatti, ci preoccupammo di chiedere a Gianmario se l’ incontro con la persona in questione fosse avvenuto, lui negò di averlo incontrato (e ho avuto poi successive conferme di questa dichiarazione).
In ogni caso poichè eravamo alquanto allarmati facemmo il nome e cognome della persona, chiedendo al nostro Coordinatore Nazionale di non avvicinarlo al partito.
Un simile provvedimento fu ulteriormente precisato, la settimana successiva, durante una riunione dei circoli liguri di Generazione Futuro di Genova che, prendendo atto della gravità della situazione, all’unanimità decisero di fissare una regola di comportamento interno per evitare l’inserimento di personaggi sospetti all’interno dei circoli giovanili.
Di fronte a questa presa di posizione netta di noi giovani, nessuno insistette più per fissare un nuovo incontro e l’operazione venne bloccata.
Forse sono troppo maliziosa nel pensare che il tentativo di inserimento dei personaggi in questione fu ritentata attraverso il coinvolgimento dei giovani?
Paola Del Giudice
(ex coordinatrice provinciale Generazione Futuro Genova dimissionaria per motivi etici)
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Agosto 1st, 2011 Riccardo Fucile
DAL SECOLO XIX: “FUTURO E LIBERTA”, LA SEDE REGALATA E I RAPPORTI CON NUCERA”
In relazione all’articolo apparso il 30 luglio sul Secolo XIX dal titolo “Quella sede regalata a Fli, nel partito scoppia la bufera su Nan” preciso quanto segue:
1) I fratelli Mamone non sono mai stati iscritti a Futuro e Libertà . Ho ricevuto gli stessi una volta in sede a seguito di una loro richiesta.
L’incontro, durato pochi minuti, è avvenuto perchè la segretaria aveva fissato una serie di appuntamenti. I Mamone sollevarono una questione che non aveva rilievo politico, ma giuridico, pertanto gli dissi di rivolgersi ad un avvocato.
All’interno della sede alcuni mi dissero che erano soggetti chicchierati: chiamai allora la segretaria e le dissi che qualora avessero richiesto un altro appuntamento non li avrei più voluti ricevere.
Non si fecero mai più vedere , nè sentire, se li incontrassi per strada non saprei riconoscerli.
2) Ho successivamente appreso che un loro conoscente, Pietro Malatesti, si era iscritto al Fli. Ho quindi provveduto a segnalare la questione alla dirigenza nazionale del mio partito, chiedendo che venisse annullata la sua iscrizione.
3) La segreteria regionale di Fli è data con regolare comodato d’uso registrato da una società del gruppo Nucera, in relazione al quale non si vede quale contestazione non solo giuridica ma anche morale possa essere sollevata considerato che l’imprenditore Nucera ha alcune pendenze giudiziarie che non hanno a che fare con corruzione o collegamenti mafiosi.
4) Non c’è stata alcuna “bufera” sulla questione della sede o dimissioni per questo problema. Un numero irrisorio di iscritti il mese scorso ha lasciato Fli a seguito del commissariamento da me richiesto in quanto vi era uno scontro interno che non giudicavo positivo
Enrico Nan
La replica del Secolo XIX
Le precisazioni di Enrico Nan rettificano cose che nessuno ha scritto, oppure le riconfermano:
1) Il Secolo XIX non ha mai scritto che Gino Mamone ha la tessera di Futuro e Libertà , abbiamo scritto che il pluri-indagato Gino Mamone ha incontrato il segretario regionale Enrico Nan nella sede della Fiumara proponendo il suo ingresso nel partito (circostanza confermata dallo stesso Nan in una precedente intervista)
2) A proposito di Pietro Malatesti, Il Secolo XIX si è limitato a raccontare che è presidente di una sezione di Fli (lo conferma pure Nan) e che è stato intercettato per mesi perchè protagonista di oscuri affari petroliferi in Libia con Gino Mamone (lo confermano le carte giudiziarie in nostro possesso)
3) Nan conferma che la sede di Fli alla Fiumara è concessa in comodato d’uso da Nucera al partito, come ha scritto il Secolo XIX
4) Il Secolo non ha mai scritto che Andrea Nucera è indagato per corruzione o coinvolto in inchieste antimafia, ma che è indagato per abuso edilizio e lottizzazione abusiva e che la procura di Savona ha chiesto il fallimento di due sue società .
5) Le dimissioni in massa di numerosi dirigenti per motivi “etici” figurano nella stessa nota con la quale essi comunicano le proprie dimissioni
6) Il Secolo ha posto una semplice domanda al segretario regionale di Futuro e Libertà : e’ opportuno che un partito come Fli, che ha fatto della legalità e dell’etica una delle sue bandiere, ospiti la sede regionale in un immobile concesso gratuitamente da un imprenditore pluri-indagato?
A questo il segretario regionale di Fli, e avvocato di Andrea Nucera, Enrico Nan, non risponde.
Matteo Indice
(da “Il Secolo XIX”)
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Luglio 30th, 2011 Riccardo Fucile
IL MAGGIORE QUOTIDIANO DELLA LIGURIA SVELA CHE LA SEDE DELLA FIUMARA E’ STATA DATA IN COMODATO D’USO GRATUITO A NAN DA UN ATTENZIONATO DALLA DIA, PLURI-INDAGATO E CON ISTANZE DI BANCAROTTA IN ATTO….NAN E’ IL LEGALE DI NUCERA ED E’ STATO ANCHE SUO SOCIO
Perchè la sede ligure di “Futuro e Libertà ” è ospitata, di fatto gratuitamente, nelle proprietà di un imprenditore pluri-indagato, sulle cui società incombe pure lo spettro della bancarotta?
E perchè il segretario regionale del partito di Fini è stato socio dello stesso impresario, oltre a esserne il legale storico, prima di sfilarsi, un annetto fa circa, cedendo le sue quote?
Sono parecchio agitate le acque all’interno di Fli in Liguria.
Un mese fa un gruppo di frondisti ha lasciato il movimento in disaccordo con la conduzione di Enrico Nan, nominato di fresco plenipotenziario.
E non è un mistero che all’origine degli ultimi polveroni, oltre a svariati dati giudiziari, ci sia un’ormai insanabile frattura tra due anime politiche lontane anni luce.
Però se all’inizio di luglio la bufera s’era sollevata dopo la rivelazione di un incontro tra Nan e Gino Mamone, il re delle bonifiche processato a Genova per corruzione e sotto inchiesta per vari reati, e per il ruolo di presidente di sezione affidato a un ex tassista, coinvolto in passato in oscuri affari petroliferi con lo stesso Mamone in Libia, oggi il casus belli è un po’ diverso.
E, lo confermano qualificate fonti al Secolo XIX, è da qualche settimana sul tavolo del presidente della Camera, Gianfranco Fini.
Per ripercorrere la vicenda bisogna ricollegarsi alla figura di Andrea Nucera. 
Costruttore tra i più noti del savonese, fama da duro, Nucera è formalmente indagato dalla Procura di Savona per abuso edilizio e lottizzazione abusiva (il pm Filippo Ceccarelli aveva posto sotto sequestro il cantiere T1 di Ceriale, teatro di una operazione edilizia in grande stile, inviando avvisi di garanzia pure ad amministratori, tecnici comunali e a un commissario della Municipale), mentre in passato era finito nei guai per la realizzione di una villa in un terreno agricolo.
Non solo.
E’ notizia degli ultimi giorni l’istanza di fallimento, presentata sempre dalla magistratura savonese, nei confronti di due delle sue tante aziende.
Nucera è oggi al vertice della Geo Holding srl dal capitale di 10 milioni di euro e amministratore unico della Ager.
Ma in passato, e le visure camerali parlano chiaro, insieme all’attuale segretario regionale di Fli, Enrico Nan, era stato socio della Thea srl: Nan tramite la società “Famiglia srl” di cui possedeva quote, Nucera attraverso la Geo, un’altra delle sue creature, molte delle quali risultano in cessata attività .
Fatto sta che, secondo gli accertamenti condotti in modo più o meno riservato dai vertici di Futuro e Libertà , la Geo Servizi immobiliari, al tempo riconducibile a Nucera, ha ceduto in comodato d’uso la sede di via Antica Fiumara, ponente cittadino non lontano dal centro divertimenti, dove effettivamente Fli ha la sua base regionale.
E la domanda che rimbalza tra molti iscritti – compresi i 25 ex dirigenti che hanno presentato dimissioni a raffica nelle scorse settimane – è secca: quanto è opportuno che la guida del partito sia così tanto legata a un uomo d’affari da tempo sotto la lente dei pm, e con un paio di avvisi di garanzia sul groppone per fatti non proprio irrilevanti?
E soprattutto: non c’era altra strada per ottenere un locale a prezzi ragionevoli, se non quella di farsela regalare da quel costruttore?
Il Secolo XIX lo ha chiesto direttamente a Enrico Nan: “Io nella mia vita mi sono sempre mosso nel solco della legalità , tutto ciò che ho fatto è lecito e ogni azione è stata compiuta nell’interesse delle persone che rappresento e che ho rappresentato”.
Nan definisce poi “un fatto privato” l’accordo con Nucera per l’affidamento degli spazi alla Fiumara, non smentendo che si tratti di comodato d’uso a costo zero.
“Credo che solllevare questioni del genere sia strumentale, insufflare polemiche non credo faccia bene a nessuno” conclude Nan.
Difficile, molto difficile che gli animi si rasserenino.
E lo dicono prima di tutto i numeri: 420 gli iscritti a Genova, dei quali 300 pronti a lasciare Nan per la questione etica.
In attesa che Roma prenda una posizione più netta.
Matteo Indice
(da “il Secolo XIX“)
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Luglio 29th, 2011 Riccardo Fucile
L’ASSOCIAZIONE DI DESTRA GAYLIB: “DOPO L’AFFOSSAMENTO, MOLTI VOTI POTREBBERO ANDARE A FLI”
Dopo la delusione, la voglia di rispondere: nelle urne. 
Il giorno dopo la bocciatura della legge anti-omofobia, affondata alla Camera da Pdl, Lega, Udc ed ex Responsabili, le varie anime della comunità sono concordi: nelle prossime elezioni, chi si è opposto a quelle norme pagherà il conto.
Perchè i voti dei gay pesano, eccome.
Anche a destra, come ricorda Enrico Oliari, presidente di GayLib, l’associazione delle “persone omoaffettive di centrodestra”.
Oliari è chiaro: “Il Pdl è inesistente sul tema dei diritti dei gay, e martedì ha dimostrato di non tutelare le libertà , anche se le richiama nel nome. La verità è che non hanno approvato la legge, anche se fatta di norme minime, perchè non vogliono riconoscere l’esistenza degli omosessuali”.
E allora, i gay che votano a destra potrebbero cambiare partito.
“Penso che diversi voti potrebbero spostarsi verso Fli — spiega Oliari — perchè, ad eccezione di tre deputati, ha votato contro le pregiudiziali che hanno affossato la legge anti-omofobia. Avrebbe votato contro anche Fini, come ha detto lui stesso. E poi dei diritti dei gay Fli parla sin dalla sua fondazione, in tutti i suoi convegni: la dimostrazione che non tutto il centrodestra è monolitico su questi temi”.
Ma GayLib potrebbe sostenere ufficialmente il partito di Fini?
Oliari frena: “Siamo sempre stati trasversali, e vogliamo rimanerlo. Certo, molti dei nostri associati militano in Fli, anche a livello locale. Inoltre, Ronchi ha lasciato il partito: viste le sue posizioni molto chiuse, mi sembra un altro buon segnale”.
Il no alla legge fa discutere anche a sinistra, perchè il veto dell’Udc rende più impervia una possibile alleanza con il Pd, promotore del testo.
Fabrizio Marrazzo, coordinatore del Gay Center di Roma, non si appassiona al tema (“Non mi interessano le alleanze, ma quello che i partiti propongono e approvano”).
Su un punto però è chiarissimo: “Noi abbiamo già lanciato il boicottaggio di tutti i politici che hanno approvato le pregiudiziali. L’obiettivo è di non farli eleggere, in qualsiasi elezione in cui si presentino. Naturalmente poi terremo conto dei programmi dei partiti, e della loro credibilità . Ma si partirà dai nomi in lista e dal loro curriculum”.
Un parametro per evitare brutte sorprese.
Marrazzo cita un chiaro esempio: “Scilipoti era stato eletto con l’Idv, favorevole alla legge. Ma martedì ha votato contro. Non è certo l’unica cosa che ha combinato ultimamente, però colpisce ugualmente”.
Sullo sfondo, un altro possibile effetto del no alla legge: “L’astensione tra i gay potrebbe crescere sensibilmente, anche se io non la reputo la scelta giusta”.
Viene da chiedersi l’esatto peso elettorale del voto degli omosessuali.
Numerosi sondaggisti, interpellati dal Fatto, hanno schivato la domanda (“Impossibile valutarlo, non esistono studi precisi”).
Franco Grillini, consigliere regionale dell’Idv in Emilia Romagna, risponde così: “I voti dei gay pesano molto quando c’è un candidato che sa farli pesare, ossia che sa attrarli con le sue idee e il suo impegno. Penso a nomi come Gianni Vattimo o come Stefano Rodotà , pur eterosessuale”.
Grillini però ammette: “In Francia, Germania o negli Stati Uniti, il voto degli omosessuali pesa di più, perchè esistono comunità -rifugio in alcune grandi città . Penso a New York, dove la comunità gay è riuscita a far approvare la norma sui matrimoni omosessuali a un parlamento conservatore. In Italia la comunità più forte è quella di Milano. Ma bisogna ricordare che i due precedenti sindaci, Albertini e Moratti, non ne hanno neppure voluto ricevere i rappresentanti. Ora con Pisapia c’è stata una svolta positiva”.
Ma molto resta da fare. “Servono figure di spicco, che sappiano dire parole chiare su questi temi, coinvolgendo anche il voto laico” ribadisce l’esponente dell’Idv.
Intanto dalla commissione Ue ricordano: “L’omofobia è una palese violazione della dignità umana, incompatibile con i principi base della Ue”.
Luca De Carolis
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Luglio 24th, 2011 Riccardo Fucile
“BERLUSCONI CI PORTA NEL BARATRO, IL PDL ROMPA CON LA CAPPA CHE BLOCCA TUTTI”…”SERVE UN NUOVO ESECUTIVO A TEMPO CHE ABBIA COME PROGRAMMA LA RIPRESA ECONOMICA E LA RIFORMA ELETTORALE, POI ELEZIONI”
Il governo passeggia sull’orlo del “baratro”, ha perso credibilità in Europa ed è incapace di
affrontare le emergenze del Paese.
Serve un nuovo esecutivo con un programma di soli due punti: ripresa economica e riforma elettorale. Il presidente della Camera Fini non ha dubbi.
Spera nella collaborazione del Pd ed è pronto ad accettare un premier dell’attuale maggioranza. “Anche” un leghista come Maroni.
Fini considera vitale una svolta in tempi brevi e in questa ottica lancia un appello in primo luogo al Pdl: “Gli uomini di buona volontà non abbiano paura e rompano la cappa imposta da Berlusconi. Gli impongano il passo indietro. A quel punto il centrodestra rinascerà e si riorganizzerà “.
Presidente, non si tratta di un disegno complicato?
Questo governo è confuso e paralizzato. L’unico che non se ne accorge è Berlusconi. Lui continua a fotografare una realtà virtuale. Quando arriva a dire che è stato bravo il governo a far approvare la manovra in soli tre giorni significa che vive sulla luna. Come se nessuno sapesse che il merito è stato del monito del presidente della Repubblica e del senso di responsabilità delle opposizioni.
E c’è un’alternativa?
Galleggiare equivale ad allungare l’agonia a spese dell’Italia. Per gli italiani il conto sarà salatissimo. Siamo di fronte al baratro. Gli uomini più avveduti della maggioranza abbiano un sussulto.
In che senso?
In tanti nel Pdl vengono da me e si lamentano della situazione. In privato sono disperati, sanno che si vive una condizione drammatica. Sono coscienti del fatto che se continua così sono finiti e che il presidente del consiglio non è più in grado di governare. Poi in pubblico hanno paura, dicono che è saldo in sella. Abbiano il coraggio di spiegare a Berlusconi che deve fare un passo indietro.
In quel caso cosa accadrebbe?
La maggioranza che è uscita dalle elezioni ha il diritto di esprimere il presidente del consiglio. Facciano un nome e noi faremo la nostra parte.
Voi Terzo Polo o le opposizioni?
Parlo a nome del Terzo polo e spero che anche il Pd non si sottragga alle responsabilità . Ma a condizione che si abbandoni il libro dei sogni.
Cioè?
Serve un governo con un programma definito. Il rilancio dell’economia e una riforma elettorale che riconsegni agli elettori, prima di tornare alle urne, il diritto di scegliere da chi essere rappresentati”.
Ma chi può guidare questo esecutivo? Nel Pdl si fanno i nomi di Alfano, Gianni Letta e Tremonti.
Non sta a me indicare delle personalità . Ma il Paese non può più aspettare.
Dopo lo “strappo” della Lega sul caso Papa, molti indicano Roberto Maroni come possibile candidato. Il ministro dell’Interno che per competenza si occupa delle legge elettorale.
So bene che molti lo immaginano. È auspicabile che accada. Serve che qualcuno prenda l’iniziativa. È necessario un atto d’amore nei confronti dell’Italia.
Lei accetterebbe anche un leghista a Palazzo Chigi?
Maroni ha dimostrato di essere più consapevole di quel che sta accadendo. La Lega ha perso alle amministrative in misura maggiore rispetto al Pdl. Molti leghisti sanno che con questa situazione economica il federalismo si allontana, significa più tasse e si chiedono se il gioco valga ancora la candela.
Una scelta del genere passerebbe per un scontro interno al Carroccio.
Non credo a uno show down nella Lega. Nemmeno Maroni lo vuole. Bossi è la Lega. Ma Umberto sa che certe cose non può dirle, le fa dire al suo ministro. Allora il ministro sta diventando il punto di riferimento di un certo malcontento lumbard. Ma il segretario leghista sa anche che lui e il premier sono legati, simul stabunt simul cadent”.
E Alfano è in grado di affrontare una sfida del genere?
Dipende da lui. Tra il dire e il fare… sarebbe ingenuo pensare a un suo strappo, anche semplicemente per una questione di lealtà . Nella Dc i segretari erano uno stimolo per il governo, ma era un’altra epoca. Temo che Berlusconi resti il “dominus” del Pdl.
Il premier però ha annunciato di non volersi ricandidare nel 2013.
Purtroppo temo che nessuno lo sappia con certezza.
Insomma lei non è ancora convinto del passo indietro del Cavaliere?
Non credo a un mossa compiuta per sua spontanea volontà . E il punto è proprio questo. Nel Pdl c’è una cappa che blocca tutti. Nessuno vuole dispiacere il capo. Devono avere il coraggio di rompere questa cappa. Chi ha senso di responsabilità assuma un’iniziativa.
E se accadesse lei tornerebbe nel Popolo delle libertà ?
Il perimetro di Futuro e libertà è quello del centrodestra. Solo qualche maniaco può accusarci di comunismo. Io voglio una destra repubblicana, vorrei un modello europeo per il centrodestra italiano. Ma dopo che la Lega si è astenuta in consiglio dei ministri sulle celebrazioni del 150. mo, dopo le polemiche sui rifiuti al nord, sugli insegnanti meridionali, su un certo odio etnico, io dico che questa non è la mia idea di destra.
Non è la mia idea di destra pensare che gli unici lavoratori rispettabili siano i commercianti. E gli impiegati? Gli operai? Molti nel Pdl la pensano come me. Molti – non solo gli ex di An – mi dicono che il problema è Berlusconi e che questo governo non può governare. Allora rompano questa cappa e il centrodestra si riorganizzerà completamente.
In caso contrario il Terzo Polo con chi si presenterà alle prossime elezioni?
Da solo. Il Pd coltiva ancora la tentazione di mettere tutti insieme a sinistra. Come ieri, quando si illudeva di tenere insieme Dini e Bertinotti. E se il Pdl continua a credere alla infallibilità di Berlusconi….
Anche per questo pensa ad un nuovo sistema elettorale?
Basta con questo bipolarismo muscolare per cui è importante mettere tutti insieme per vincere e a governare ci si pensa dopo. Si deve ricostruire un legame tra eletti e elettori. Per me meglio i collegi delle preferenze, ma sono pronto a discuterne. Gli eletti ora pensano solo a rimanere nelle grazie di chi lo mette in lista. Per questo nel Pdl tutti hanno paura di Berlusconi”.
Per ricostruire un legame con i cittadini, forse, la politica dovrebbe fare fronte anche ai suoi eccessivi costi.
Certo, ma senza mettere in discussione i costi della democrazia. Il vero costo è il proliferare di apparati, dei consigli di amministrazione, dei consorzi di bonifica. Non basta tagliare un po’ qua e un po’ la”.
Lei non si sente in colpa?
Da due anni la Camera ha bloccato l’adeguamento delle indennità , il bilancio dei Montecitorio prevede tagli consistenti. Ma questo è uno dei problemi. Il resto è fare le riforme.
Il punto però è che i cittadini sono scossi dai costi della politica soprattutto se messi in connessione con la questione morale emersa in Parlamento, con i tanti inquisiti.
Non mi convincono i paragoni con Tangentopoli e Mani pulite. È vero però che nel Paese c’è una corruzione diffusa, c’è un indebolimento della cultura della legalità . A una società parcellizzata ed egoista corrisponde un ceto politico espressione degli elementi più deteriori della società . E in questo Berlusconi non ha aiutato”.
È responsabile anche di questo?
Se si da l’idea che la legge non è uguale per tutti, se si attacca la magistratura, si apre una deriva pericolosissima. Il metro del successo è solo il denaro e non è un caso che l’Italia sia il Paese con la più alta percentuale di evasione fiscale. Anche il buon esempio viene ignorato.
Proprio un anno fa venne espulso dal Pdl. È pentito di qualcosa?
No, perchè tutto quello che avevo denunciato si è poi realizzato. Avevo chiesto gli Stati generali dell’economia e mi avevano detto che “tutto va bene madama la marchesa”. Avevo detto che la Lega aveva la golden share del governo e così è stato. Altri, e non certo io, si devono pentire.
Claudio Tito
(da “La Repubblica”)
Un nostro commento
Pur condividendo una buona parte dell’analisi del presidente Fini sulla crisi del centrodestra, l’intervista del leader di Fli denota, a nostro parere, alcune contraddizioni che il Terzo Polo continua a trascinarsi dietro:
1) Fini si muove vivendo di tattica e ci sta, ma senza una strategia di fondo e con tattiche che mancassero di coerenza ideale alla lunga non si va lontano. E’ la differenza che passa dal tappullo alla barca che prende acqua al veleggiare in mare aperto.
O si disegna un proprio modello di sviluppo, si chiarisce che tipo di società futura si vuole erigere, si mettono paletti irrinunciabili a valori tipo legalità , unità nazionale, solidarietà verso gli immigrati nel rispetto delle regole, socialità che riduca il gap tra i troppo ricchi e i troppo poveri, tra chi paga le tasse e chi no, tra chi corrompe e chi no, o si navigherà sempre con troppa prudenza sottocosta, col risultato di arenarsi in qualche secca.
2) Non è possibile, come fa Fini, rammentare nella stessa intervista quanto Fli sia lontana dalla becero destra leghista e poi ipotizzare un appoggio a un suo rappresentante per motivi tattici.
Non si possono rivendicare i legittimi diritti degli immigrati e poi appoggiare chi ha sulla coscienza i respingimenti e i relativi affogamenti in mare operati da Gheddafi per conto terzi.
Un uomo di destra non potrà mai votare per chi è razzista, per chi sputa sul tricolore, per chi discrimina tra italiani anche sul posto di lavoro.
Per noi questa è solo feccia, altro che votare l’avvocato del recupero crediti della Avon e il condannato per resistenza pubblico ufficiale che ora, solo per ambizione, cerca di smarcarsi da Bossi.
3) Il Terzo Polo deve prima fare una attenta pulizia al proprio interno (compreso il personale politico di Udc e Mpa), poi presentarsi alle elezioni da solo, con uomini puliti e un programma serio, coniugando legalità e socialità , aiuti alle imprese e ai lavoratori, incentivi per l’occupazione giovanile, la famiglia, la scuola e l’edilizia pubbliche, rispetto delle minoranze e tagli radicali ai costi della Casta, umiltà e capacità di ascolto del popolo italiano.
Con una sola nuova norma giudiziaria da approvare entro una settimana: un amministratore pubblico che ruba deve prendersi 30 anni di galera e starci fino all’ultimo giorno.
La politica deve tornare ad essere “al servizio della polis”: o si fa per passione o fuori dai coglioni.
Questo il popolo di destra si aspetta da Fini.
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Luglio 22nd, 2011 Riccardo Fucile
BERLUSCONI TEME UN’ONDATA DI ARRESTI, IL QUIRINALE SPINGE PER UN CAMBIO AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA…E C’E’ CHI PENSA CHE MARONI POSSA GUIDARE UN ESECUTIVO PER LA RIFORMA ELETTORALE
Il Cavaliere è nell’angolo.
Dopo il trauma dell’arresto di Alfonso Papa, il cerchio sembra stringersi attorno al capo del governo e nello stesso Pdl ormai si ragiona apertamente, per salvare il salvabile, su come convincere Berlusconi a farsi da parte.
Così, in una giornata passata a Bruxelles per il vertice europeo, ma con l’orecchio a terra per captare i segnali in arrivo da Roma, il premier ha potuto tirare il fiato leggendo il monito del capo dello Stato ai magistrati e quella critica all’abuso delle intercettazioni.
“Anche Napolitano – ha commentato – è preoccupato per la situazione, teme che gli possa sfuggire di mano. Non vuole avventure in un momento così difficile di crisi di mercati e per questo ha mandato un segnale preciso alle procure”
Berlusconi si fa portavoce di quella che nel Pdl è diventata quasi una certezza: l’imminente arrivo di un’ondata di richieste di arresto, una Tangentopoli che farà rotolare ogni settimana una nuova testa.
In questo clima da fine Impero si fanno più insistenti le manovre per arrivare a un diverso quadro politico.
Sono di queste ore i contatti dei leader del Terzo polo con Roberto Maroni, individuato come il protagonista della nuova fase che si sta per aprire.
Dopo l’estate, raccontano, matureranno le condizioni per l’apertura di una crisi di governo e sarà proprio il Carroccio a far saltare il tappo.
Anche se Maroni, al momento, sembra deciso a non uscire dal perimetro del centrodestra, nè a farsi tentare da ipotesi di governi tecnici.
La discussione dunque è su cosa fare “dopo”.
Fini, Casini e Rutelli vorrebbero che Maroni si mettesse alla guida dell’operazione, dando vita a un “gabinetto”, retto appunto dal ministro dell’Interno, per rifare la legge elettorale.
L’idea sarebbe quella di tornare al voto nella primavera del 2012, ma l’appetito vien mangiando e nessuno esclude che un governo del genere possa proiettarsi anche oltre, fino al termine della legislatura, nel caso rimpolpando il programma con una robusta dose di privatizzazioni, liberalizzazioni e taglio dei parlamentari.
Uno scenario tutt’altro che campato per aria, che infatti mette in massimo allarme il Pdl.
“Le toghe stanno favorendo questo progetto”, si sfoga con i suoi il Cavaliere.
E un ministro, al termine di una riunione a via dell’Umiltà , confida che a Berlusconi a questo punto restano soltanto due opzioni sul tavolo: “Può anticipare tutti, replicando sul governo l’operazione che ha portato Alfano alla guida del partito. Oppure può restare fermo e subire il ribaltone, che ci sarà comunque. Solo che, a quel punto, gli leveranno anche la pelle”.
La preoccupazione del ministro berlusconiano è condivisa da molti nella cerchia stretta del premier.
Persino Fedele Confalonieri, che ieri è andato a parlare a Montecitorio con Pier Ferdinando Casini, sembra consapevole che ormai tocchi al Cavaliere prendere atto della situazione e giocare d’anticipo
Intanto l’immobilismo del premier sta mettendo la sabbia nel motore di Angelino Alfano, che vorrebbe essere sostituito al più presto al ministero di Grazia e Giustizia per dedicarsi a tempo pieno al partito.
Oltretutto la richiesta arriva anche dal Colle in modo pressante.
Si è parlato proprio di questo ieri a margine della cerimonia con i giovani magistrati al Quirinale.
In un angolo del salone, per una decina di minuti, Napolitano, Alfano e Vietti, il vicepresidente del Csm, ne hanno discusso in maniera preoccupata.
Il Guardasigilli ha rotto il ghiaccio con una battuta: “Questa, spero, potrebbe essere l’ultima volta che vengo qui in questa veste”.
Poi, ancora scherzando, rivolto a Vietti: “Ho visto che gli avvocati ti propongono come ministro… sappi che da noi c’è sempre posto per te”.
Ma la successione a via Arenula è ancora in alto mare, nonostante l’auspicio di Alfano.
Napolitano vorrebbe vedere la partita chiusa prima delle vacanze, possibilmente già la prossima settimana, tuttavia il nome giusto non è ancora stato trovato.
La rosa dei candidati non risponde ancora al profilo disegnato dal capo dello Stato: un Guardasigilli autorevole, che riesca a fare una riforma bipartisan della giustizia.
Liana Milella e Francesco Bei
(da “La Repubblica“)
Commento
Forse qualcuno nel Terzo Polo non ha ancora compreso che esso deve porsi come alternativo a Pdl e Lega e che deve puntare alle elezioni anticipate.
Dal punto di vista etico e programmatico, oltre che ideale, l’unica pregiudiziale che Fli dovrebbe avere è “mai con la Lega”, essendo Fli una forza politica che sul tema della coesione nazionale e della immigrazione ha una visione in completa antitesi con il Carroccio.
Come si possa appoggiare un potenziale governo con presidente un condannato per resistenza a pubblico ufficiale, nonchè fautore dell’affogamento dei profughi ad opera del criminale Gheddafi non è chiaro.
Se governo tecnico deve essere, si scelga un politico di alto profilo istituzionale, non un avvocato del recupero crediti della Avon specializzato in consulenze orali (vedi inchiesta su di lui della procura di Bologna per parcelle da 60.000 euro).
Se Fli sapesse porsi realisticamente e coerentemente come un argine alla Lega navigherebbe su ben altre percentuali di consensi.
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Luglio 20th, 2011 Riccardo Fucile
UN COMUNICATO STAMPA DEI GOLPISTI DI “FLI GENOVA” ANNUNCIA CHE IERI MATTINA SI SAREBBE SVOLTA UNA CERIMONIA PRESSO LA LAPIDE IN MEMORIA DEL BRIGADIERE VOLPI…MA LA CORONA E’ SEMPRE QUELLA DI OTTO MESI FA, LA DELEGAZIONE CAPITANATA DA NAN NON APPARE IN FOTO, NESSUNO L’HA NOTATA E MANCA PERSINO LA TRACCIA DI UNA SCRITTA CHE CITI FLI… ECCO LE FOTO A CONFRONTO
Nel raccontare questa kafkiana vicenda, partiamo dal comunicato stampa che ieri ha raggiunto nelle prime ore del pomeriggio le redazioni genovesi:
“Futuro e Libertà ha voluto celebrare la giornata in cui si ricorda la strage di via d’Amelio, in cui trovarono la morte il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta, con una cerimonia presso i Giardini Cavagnaro, vicino alla rampa autostradale di Genova Est. L’iniziativa si è tenuta presso la lapide in onore del brigadiere dei carabinieri Ruggero Volpi, medaglia d’oro, ucciso il 12 ottobre 1977 in un conflitto a fuoco con una banda di criminali che volevano liberare il bandito Cesare Chiti, durante il trasferimento di quest’ultimo dal carcere di Marassi.
Alla cerimonia ha partecipato Enrico Nan, coordinatore regionale Fli e commissario del coordinamento provinciale Fli Genova.
Nella stessa giornata in cui il presidente Fini è in via D’Amelio per ricordare la strage di 19 anni fa, abbiamo voluto rendere omaggio a un carabiniere e a un uomo simbolo, così come lo sono stati i giudici Borsellino, Falcone e tutti gli uomini e le donne che hanno dato la vita per difendere le istituzioni e il loro Paese”
La cerimonia ( e il comunicato stampa) è accompagnata da due foto: una un po’ tagliata che mostra, sotto la lapide, una parte della corona d’alloro, qualche fiocco colorato e un timido mazzetto di fiori.
Nessuna presenza umana.
Una seconda vede un anonimo soggetto di spalle accanto alla lapide che sembra sistemare dei fiori.
Viene spontaneo chiedersi: come mai non è stato fotografato il momento in cui la “folta delegazione” capitanata dal coordinatore regionale di Fli, Enrico Nan, ha apposto la corona, magari con il
nastro di Futuro e Libertà ?
Come mai ci si è limitati a inviare ai media solo una foto tagliata e senza immagine dei presenti?
La parziale risposta arriva dalle due nostre foto, scattate poche ore dopo la presunta grande cerimonia.
Nella prima potete vedere a campo largo che la povera corona è ancora quella di ottobre 2010, in occasione della cerimonia ufficiale delle autorità : foglie rinseccolite e cadenti, vecchi nastrini colorati e in alto a sinistra ecco spuntare un mazzetto con una rosa e qualche fiorelllino bianco (diciamo da 8 euro a stare larghi), probabilmente apposta dalla “folta delegazione” che si
sarà autotassata per l’occasione (mazzetto messo a fuoco nella seconda foto)
Oddio, se si voleva rendere omaggio a un uomo simbolo che ha dato la vita per le istituzioni, magari si poteva rinnovare almeno la corona, che ne dite?
O forse conta più l’articolo sul giornale che la sostanza?
Trattandosi di giardini frequentati, emerge poi un altro aspetto evidenziato peraltro già dalla mancanza di una immagine di Nan e della sua delegazione nelle foto inviate alla stampa: abbiamo chiesto ai frequentatori dei giardini Cavagnaro e nessuno ha visto ieri mattina una delegazione che apponeva fiori alla lapide e tanto meno Nan.
Forse si sarà trattato di un blitz sotto mentite spoglie?
O il gran cerimoniale avrà aspettato il momento propizio per non farsi vedere in giro?
E non avrà scattato foto magari per mancanza di soggetti fotogenici?
Per non pensare male, non resta che fare un appello stile Sciarelli: chiunque abbia visto Nan e la sua corte ai giardini Cavagnaro ieri mattina è pregato di mettersi in contatto con la nostra redazione.
Garantiamo l’anonimato, la resa degli otto euro investiti e la restituzione di Nan alla famiglia nel caso si fosse perso e non trovasse più la strada di casa.
Con tappa alla sede della Fiumara dove qualcuno ad attenderlo c’è sempre.
A sua insaputa ovvio.
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Luglio 19th, 2011 Riccardo Fucile
LA CASA DELLA LEGALITA’, OSSERVATORIO SULLA CRIMINALITA’ E LE MAFIE, INTERVIENE SULLA VICENDA LOCALE DI FUTURO E LIBERTA’: FINI VUOLE PULIZIA, NAN ACCOGLIE IN SEDE I MAMONE…IL PRESIDENTE DELLA CAMERA DIA L’ESEMPIO: ACCOMPAGNI NAN ALLA PORTA
Gianfranco Fini rilancia la necessità espressa da Paolo Borsellino affinchè la politica faccia
pulizia prima e indipendentemente dalle sentenze e dai rilievi penali di certe frequentazioni, contiguità e connivenze.
E Paolo Borsellino aveva ragione…
Gianfranco Fini farebbe bene, oltre che riprendere le parole ed il messaggio di Paolo Borsellino, nel giorno dell’anniversario della strage di Via D’Amelio, anche nel dare l’esempio con il proprio partito…
Già in AN aveva lasciato dei portoni spalancati, ove entravano direttamente pullman di finti tesserati dalle cosche, che condizionavano congressi, liste ed eletti (provi a dare un occhio alla provenienza dei signori prediletti dal locale della ‘ndrangheta di Ventimiglia, e troverà Eugenio Minasso, Alessio Saso, Vincenzo Moio… e se ci si sposta sul candidato alle regionali del 2010 a Genova, spalleggiato da boss quali Gangemi, Condidorio, Bruzzaniti e Gorizia, di nuovo è un altro parto di An, Aldo Praticò).
Problema passato? No!
Il responsabile regionale di FLI in Liguria, l’avv. Enrico Nan, chi ti va ad incontrare?
I Mamone, ovvero gli esponenti della famiglia della ‘ndrangheta che si è fatta impresa e che – legata ai Mammoliti ed ai Gullace-Raso-Albanese e Piromalli – ha costruito un vero e proprio monopolio degli appalti pubblici (anche a seguito di interdizione atipica antimafia del Prefetto Musolino, di un rinvio a giudizio per corruzione, di un inchiesta per il controllo degli appalti pubblici, di miriadi di contestazioni di illeciti ambientali… nonchè un tentativo – documentato dalla Dia – di corruzione di un pubblico ministero)…
I Mamone che hanno appoggiato Burlando ed il centrosinistra alle amministrative e che per operare alla meglio si sono anche costituiti una propria loggia Massonica… sono stati ricevuti senza problemi dal Nan presso la sede di FLI a Fiumara…
Lo sa che uno degli uomini legati ai Mamone, ovvero il Pietro Malatesti, con la gestione del Nan, era indicato come uno dei Presidenti di Circolo di FLI?
Non sa chi è Malatesti, cerchi sul nostro sito e troverà quanto basta, da atti ufficiali quali un rapporto del Gico alla Procura della Repubblica di Genova, in merito ai rapporti dei Mamone con altri esponenti della criminalità organizzata calabrese (come lo Stefanelli Vincenzo, oltre che con il Carmelo Gullace, i Rampino, i Gorizia…) e – ma guardi che roba – per il condizionamento del voto alle elezioni Il brindisi del 1993 di Gino Mamone con i boss… e poi appalti su appalti amministrative del 2007 per il Comune e la Provincia di Genova e naturalmente per questioni di affari & appalti.
Persino Mastella disse che con certa gente non voleva avere a che fare (pensi un po, Mastella!)…
E pare anche che con i Mamone, ad incontrare Nan, ci fossero personaggi di quel Tigullio dove i Nucera di Condofuri (a partire dal Santo Nucera), ma anche i Piromalli, la fanno da padroni.
Ed allora: on. Fini non è forse il caso di dare l’esempio che l’invito formulato da lei oggi a Palermo può essere tradotto in pratica oltre che mediaticamente sparato nel giorno della memoria di Borsellino?
Borsellino diceva che certe frequentazioni devono trovare risposta dalla politica, mettendo fuori dalla porta i protagonisti, anche se di penalmente rilevante non vi è nulla nei loro atti e comportamenti.
Quindi: accompagna Nan alla porta o quella di oggi era solo sparata mediatica?
Nan dice che non li conosceva… ma a dirigere partiti in terre dove la ‘ndrangheta da decenni condiziona politica, economia, pubbliche amministrazioni e settori di controllo, non ci possono essere, crediamo, persone che non “conoscono” famiglie e personaggi arcinoti.
L’ingenuità , come le frequentazioni e contiguità , non si può tollerare, non condivide?
In molti, iscritti e dirigenti di FLI a Genova le hanno chiesto provvedimenti, non li hanno visti e si sono dimessi in massa… cosa penseranno nel sentirla parlare bene ma razzolare male?
Provi a porsi questa domanda e, non sarebbe male, che, coerentemente a quanto a detto oggi, dia una risposta.
Casa della Legalità
Ufficio di Presidenza
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Luglio 19th, 2011 Riccardo Fucile
PALERMO RICORDA LA STRAGE DI VIA D’AMELIO 19 ANNI DOPO…FINI: “NELLA BATTAGLIA CONTRO LA CRIMINALITA’, QUELLO POLITICO E’ UN FRONTE DECISIVO: I PARTITI SONO TENUTI A SVOLGERE UN’OPERA DI PULIZIA AL LORO INTERNO”
“I partiti sono tenuti a svolgere un’opera di pulizia al loro interno”.
Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel corso della commemorazione della strage di via D’Amelio in cui 19 anni fa morirono il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Fini è intervenuto nell’aula magna del palazzo di giustizia di Palermo. “Nella battaglia contro la criminalità organizzata – ha detto – quello politico è un fronte decisivo. È un fronte che passa sia per l’attività di governo e per quella legislativa sia per la forza di mobilitazione dell’opinione pubblica. Passa soprattutto per la capacità degli stessi partiti di fare pulizia al proprio interno eliminando ogni ambigua zona di contiguità con la criminalità e il malaffare”
Sul fronte delle indagini si parla di almeno «due verità possibili» e di almeno un tentativo di depistaggio.
Sullo sfondo, come unica certezza, resta la pista della trattativa, l’accordo tra Stato e Mafia che il braccio destro di Giovanni Falcone, ucciso pochi mesi prima, avrebbe scoperto alla fine di giugno 1992, mettendosi forse di traverso.
Per questo la sua eliminazione sarebbe stata affrettata.
Il procuratore nisseno Sergio Lari si appresterebbe infatti a concludere sulla base di queste ipotesi le indagini che porteranno alla richiesta di revisione del processo per alcuni condannati con sentenze definitive.
La svolta, attesa per settembre, dovrebbe coinvolgere anche investigatori – tre sono iscritti nel registro degli indagati per falso e calunnia – che avrebbero pilotato le accuse di Vincenzo Scarantino, il collaboratore di giustizia della prima ora smentito prima da Gaspare Spatuzza e poi da Fabio Tranchina, fedelissimi di Giuseppe Graviano, il boss di Brancaccio che avrebbe organizzato l’attentato premendo perfino il telecomando per innescare l’auto-bomba.
L’ombra del sospetto si allunga intanto sul gruppo di investigatori, guidati da Arnaldo La Barbera, questore morto nel 2002, che per Lari avrebbe allestito un «colossale depistaggio».
Tre funzionari risultano attualmente indagati, ma l’indagine tocca altri investigatori tra cui il poliziotto che avrebbe alterato un verbale del 1994.
Accanto alle dichiarazioni di Scarantino sono state trovate le annotazioni di un poliziotto che avrebbe svolto, si sospetta, un ruolo di «suggeritore».
Ma è tutto l’impianto accusatorio basato sulle indagini del pool di La Barbera a essere smentito su molti punti dalla Procura di Caltanissetta e dalle rivelazioni di Spatuzza considerato un collaboratore attendibile.
I nuovi indirizzi dell’inchiesta stanno insomma delineando quella che il procuratore Lari definisce una «deriva istituzionale».
Il Presidente della Camera Fini ha sollecitato un maggior impegno della politica sul fronte etico.
«La memoria deve infondere coraggio. Significa proseguire l’opera di chi ha sacrificato la vita per lo Stato, continuare a cercare la verità sul passato e sul presente perchè il diritto a conoscere non può andare in prescrizione.Sono qui perchè sono alla ricerca della verità , altrimenti non sarei venuto”.
Chiaro l’invito rivolto alle forze politiche: «Eliminare dai partiti quelle figure sospette per un principio di opportunità politica e di etica pubblica».
Siamo d’accordo Gianfranco, ora dalle parole passa ai fatti: inizia da Genova, dimostra di essere il leader del primo partito italiano che non fa allontanare da Fli gli onesti e i capaci per lasciare spazio a soci in affari di pregiudicati e a segnalati e attenzionati dalla Dia.
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