Destra di Popolo.net

PER COMPENSARE I PROSSIMI ARRESTI DI DEPUTATI DEL PDL, BERLUSCONI DICHIARA CONCLUSA LA MISSIONE DI INFILTRATI DI URSO, RONCHI E SCALIA

Luglio 10th, 2011 Riccardo Fucile

ESULTANZA DELLA BASE DI FLI: FINALMENTE SI SONO TOLTI DAI COGLIONI…LE TRE QUINTE COLONNE DEL PREMIER RICHIAMATE PER GARANTIRE LA MAGGIORANZA IN PERICOLO, IN VISTA DEGLI ARRESTI DI PAPA E MILANESE

“La proposta di Angelino Alfano di una costituente popolare in grado di realizzare in Italia un soggetto politico che si ispira a valori e programmi del Ppe e la decisione di Berlusconi di non ricandidarsi alle elezioni del 2013 con la scelta delle primarie quale strumento di rinnovamento e di partecipazione aprono nuovi scenari per il centrodestra italiano. Da subito, quindi, intendiamo lavorare in piena autonomia e senza vincoli di partito per costruire la nuova casa dei moderati italiani”, hanno spiegato i tre annunciando la loro uscita da Fli lanciando l’associazione “Fare Italia per la costituente Popolare”.
Una motivazione politica patetica per il rientro alla base degli infiltrati che da mesi lavoravano all’interno di Fli per sottrarre altri deputati senza però riuscirvi.
I vertici di Futuro e libertà  (a cominciare da Gianfranco Fini) sapevano benissimo dell’imminente ‘fuoriuscita’, data per scontata già  da tempo.
Non a caso nessuno dei tre ‘dissidenti’ era stato inserito nell’elenco dei 18 componenti del nuovo ufficio di presidenza del partito nominato stamane con una nota ufficiale di Italo Bocchino.
“Il distacco era nell’aria da mesi, le prime avvisaglie ci sono state all’Assemblea di Milano del febbraio scorso, era solo questione di giorni”, riferiscono fonti finiane, che aggiungono: “Sono stati messi nella condizione di lasciare senza poter dire di essere stati cacciati, non avevano alternative, sono destinati a tornare in un Pdl già  morto, il loro futuro è segnato”.
Lo strappo annunciato oggi, fanno notare, è stato dettato per lo più dal “rancore” per incarichi e aspettative deluse.
Qualcuno si chiede se dietro questa mossa ci sia lo zampino del Cavaliere. Tra questi Roberto Menia che sottolinea “la singolare coincidenza” di lasciare Fli proprio in questi giorni di fuoco per Silvio Berlusconi, dal Lodo Mondadori alla bufera giudiziaria del caso Milanese: “Sembra che abbiano deciso di andar via su sollecitazione di qualcuno che oggi è in grossa difficoltà …”.   “L’uscita di Ronchi e Urso è una non-notizia, essendosi posti da tempo fuori dal partito”, taglia corto Bocchino, il primo a commentare dopo aver chiamato tutti per concordare una linea unitaria.
La risposta migliore in realtà  la sta dando la base di Fli sul web: “finalmente i sabotatori si sono tolti dai coglioni”.
Probabilmente sono stati fatti rientrare d’urgenza alla casa madre: devono conpensare numericamente gli imminenti arresti di Papa e Milanese.

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LETTERA APERTA AI GIOVANI DI “GENERAZIONE FUTURO” : “COSTRETTA AD ANDARMENE PER DIGNITA’ ED ETICA”

Luglio 9th, 2011 Riccardo Fucile

NON SI PUO’ CONVIVERE CON CHI SOSTIENE: “IN POLITICA NON BISOGNA VEDERE IL MAFIOSO, QUESTE COSE NON SERVONO”… PAOLA DEL GIUDICE, EX COORDINATRICE PROV. DI GENERAZIONE FUTURO, SI E’ DIMESSA DA FLI PER PROTESTA CONTRO CHI RICEVE IN SEDE A GENOVA PERSONE “ATTENZIONATE” DALLA DIA E POI SI GIUSTIFICA COSI’

Pubblichiamo la lettera aperta che l’amica Paola ha oggi indirizzato ai giovani di Generazione Futuro riuniti a Roma.   Una lettera piena di affetto per i tanti amici che è stata costretta a lasciare per dignità  e coerenza con le proprie idee, quelle di una comunità  umana che meriterebbe rispetto da parte della classe   dirigente di Futuro e Libertà .
Ma che, per aver denunciati fatti, non ha trovato nel partito alcuna risposta all’appello delle persone oneste, sacrificate per non disturbare i professionisti della politica e gli “intoccabili” che si annidano in Fli.

Ciao a tutti,
so che oggi vi riunite. Se è possibile e se sono ancora in tempo vorrei che qualcuno di voi leggesse le parole di saluto che allego.

Cari amici,
ho deciso di scrivere due righe per chiarire la mia posizione di dimissionaria e soprattutto per ringraziare tutti i ragazzi e le ragazze di Generazione Futuro che hanno compreso la mia scelta e hanno manifestato con piccoli e grandi gesti la loro solidarietà    per me davvero preziosa.
Ancora una volta avete confermato   il vostro valore soprattutto umano. Grazie!
Credo che molti di voi abbiano già  letto la cronaca dei fatti genovesi: in breve nonostante siano stati denunciati più volte dei gravi fatti (vedi articolo allegato) , le risposte che aspettavamo dai vertici non sono mai arrivate.
La lotta   qui a Genova è stata davvero dura e lacerante, e solo alla fine abbiamo “mollato”.
Eticamente ci è sembrato opportuno e dignitoso dimostrare il nostro dissenso lasciando Futuro e Libertà  che non si è dimostrato, almeno nella nostra provincia, il partito che tutti noi stavamo ingenuamente sognando.
Ma voglio entrare nello specifico della mia decisione.
Paradossalmente il fatto più grave si è manifestato, per me,   durante la cena del convegno per la presentazione de “Il Futurista”, una manifestazione che abbiamo organizzato con impegno e devozione e che sarebbe dovuta essere il coronamento di un nostro traguardo.
Tralascio particolari imbarazzanti e beceri sul comportamento di alcuni circoli genovesi, perchè mi voglio soffermare su quello è arrivato alle mie orecchie durante un diverbio piuttosto acceso.
“Vedi Paola nella politica non   bisogna vedere il mafioso…, la persona sospetta…, insomma queste cose non servono, perchè bisogna fare delle strategie.”
Al mio NO, la   riposta è stata: “Voi giovani dovete avere coraggio!”
Coraggio?
Scusate a quel punto ho avuto un po’ di confusione: nella mia cultura coraggio ha un significato, ma in effetti andando a cercare sul vocabolario mi sono ricordata che la sfera semantica di questo termine è ben più ampia.
Significato 1
Forza d’animo nel sopportare, nell’affrontare con decisione un pericolo, nel dire o fare cosa che importi rischio o sacrificio.
Significato 2
Sfacciataggine, impudenza (prendo da Treccani). Ah ecco nella politica bisogna essere sfacciati!
Ho capito caro “amico” cosa volevi dire. Beh io non ci sto.
Per me la politica appartiene prima di tutto ai cittadini onesti che lottano per la dignità  e l’etica e hanno anche Forza d’animo nel sopportare nell’affrontare con decisione un pericolo, nel dire o fare cosa che importi rischio o sacrificio (vedi significato 1).
La decisione presa da molti militanti FLI di Genova è stata davvero molto sofferta, credetemi.
Personalmente   credo ancora tantissimo nell’azione che voi tutti state portando avanti, questi mesi in Generazione Futuro sono stati davvero bellissimi.
Dopo 27 anni ero riuscita finalmente   a trovare un punto di riferimento politico in cui   credere e per cui lottare con tutte le mie energie.
Non rimpiango nè mi pento di nulla, anzi   sono felicissima di tutto ciò che abbiamo fatto insieme.
Sia per le buone capacità  del coordinamento che per l’entusiasmo e l’onestà  di molti di voi   sono ancora convinta che Generazione Futuro possa portare avanti molte delle idee per cui il partito è nato.
Tuttavia, la forza e l’unione non bastano sempre, se infatti la compattezza di tutti noi ragazzi può essere determinata   e a volte spiazzante, basta la malafede di pochi per mandare tutto a rotoli.
So che il mio augurio può sembrare incoerente, ma con tutto il cuore vi dico “in bocca al lupo e tenete duro”!
Laddove è ancora possibile cercate di mantenere alto l’onore della nostra generazione.
Un caro saluto.
Paola

Allego articolo:
DAL SECOLO XIX: “SI DIMETTONO IN 25, L’INTERA DIREZIONE PROVINCIALE.. UN SOCIO DI MAMONE PRESIEDE UN CIRCOLO”
Il commissariamento del partito a livello provinciale e cittadino, insieme alle dimissioni a raffica di 25 fra dirigenti e iscritti vari.
Per Enrico Nan, guida regionale di Futuro e libertà , si tratta della «normale soluzione a conflitti interni, preludio a un democratico congresso. E chiunque desse una chiave di lettura diversa o maliziosa, meriterebbe querele».
Ma ci sono due retroscena importanti, che potrebbero aver pesato (sebbene non in modo esclusivo) nel terremoto ufficializzato ieri fra gli esponenti del partito di Gianfranco Fini all’ombra della Lanterna.
Non è infatti un caso se il termine «codice etico» è segnato in neretto nel comunicato con cui i 25 hanno annunciato il proprio addio.
Perchè quel passo è stato preceduto da uno scambio di telefonate e mail al vetriolo, in cui si commentavano due episodi rimasti finora (parecchio) sottotraccia: un incontro riservato nella sede regionale del partito, fra lo stesso Enrico Nan e gli imprenditori Mamone (al centro di varie inchieste e sospettati di contatti con la criminalità  calabrese).
E il ruolo di presidente di circolo, con annessa possibilità  di rapido ampliamento, che s’era ritagliato Pietro Malatesti, un particolarissimo personaggio che la Finanza qualche anno fa intercettò per mesi.
Di entrambi questi fatti sarebbe stato informato Fabio Granata, esponente di spicco di Fli e vicepresidente della commissione parlamentare antimafia, a Genova la settimana scorsa.
Ma per il momento il vincitore è Nan.
Flashback, allora.
Bisogna tornare al febbraio scorso, sede della Fiumara, per rievocare il blitz dei fratelli Mamone, Gino e Antonino detto Ninetto.
Il primo, patròn della Eco.Ge, colosso delle bonifiche e demolizioni, è sotto processo a Genova per corruzione e indagato per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta (avrebbe guidato un cartello d’imprese per spartirsi degli appalti) ed emissione di false fatture.
Il suo nome è stato più volte accostato a quello di alcune cosche calabresi, e lo stesso Gino – come certifica un video acquisito dalla Direzione distrettuale antimafia – fu protagonista agli inizi della sua carriera di un imbarazzante brindisi con alcuni personaggi che risulteranno poi conclamati capiclan.
Di cos’hanno parlato con Nan?   «Si sono proposti a sostegno del movimento – conferma il coordinatore – ma il colloquio durò pochissimo».
Alcuni militanti non gradiscono; anche perchè da almeno quattro anni la stampa cittadina – Il Secolo XIX in particolare – ha dedicato fior di pubblicazioni alle vicende dei Mamone.
Nan non si scompone: «La mia segretaria mi fissa centinaia di incontri. È normale, per un rappresentante politico. Le questioni giudiziarie dei Mamone sui giornali? Lì per lì non ci ho pensato».
Poi succede dell’altro, e non sembra proprio scollegato.
Più o meno nello stesso periodo, una delle rappresentanti di “Generazione Futuro” (organizzazione giovanile di Fli) viene contattata da uno dei trenta iscritti di “Generazione Centro”, il circolo di cui è presidente tale Piero Malatesti.
L’interlocutore, che non è Malatesti, e lo confermano fonti qualificate interne a Futuro e Libertà , si qualificherebbe come rappresentante di un’associazione dove si potrebbe fare incetta di tessere.
L’ipotesi sfuma, ma vale la pena approfondire a questo punto la figura   dello stesso Malatesti, la guida della sezione da cui parrebbe essere partita l’iniziativa del tesseramento industriale.
Malatesti (una mail di convocazione alla cena con due parlamentari lo include nell’indirizzario dei dirigenti genovesi) è stato al centro di indagini della Finanza nel 2007.
I militari ne rimarcavano in primis i continui contatti con Gino Mamone: insieme avevano provato ad avvicinare l’allora leader dell’Udeur, Clemente Mastella, a Palazzo Ducale, e allo strano blitz partecipò pure Onofrio Garcea, uno dei boss della ‘ndrangheta genovese arrestati nei mesi scorsi.
Malatesti era così descritto nell’informativa dei pm: “Ha innumerevoli contatti con il mondo imprenditoriale e politico, non giustificati dalla professione svolta, il tassista. Sovente è capitato d’intercettare conversazioni nelle quali parrebbe che lo stesso fosse impegnato in un ruolo di intermediario per un appalto nel settore petrolifero in territorio libico, congiuntamente a Gino Mamone. Sono state intercettate anche conversazioni in cui si parla della loro percentuale di guadagno”:
E’ perlomeno singolare che, soci in questo stranissimo business nel 2007 (quando le aderenze sospette degli stessi Mamone con le famiglie calabresi erano già  note) ritornino quasi contemporaneamente nella vita di Futuro e Libertà .-
Così strano che potrebbe aver contribuito alle dimissioni in massa.
Enrico Nan ribadisce di non sapere “assolutamente nulla”di quella proposta di tesseramento partita dal circolo di Malatesti: “Il fatto che il suo nome ricorresse nelle intercettazioni di un’inchiesta penale, non può essere una dirimente all’iscrizione”.
Il Secolo XIX ha provato più volte a contattare Piero Malatesti sul cellulare, senza ottenere risposta
Matteo Indice e Giovanni Mari
(da “Il Secolo XIX“)

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FLI, IL FUTURISTA: “IL PARTITO E’ IN AFFANNO, FINI NE FACCIA UNO COMPLETAMENTE NUOVO”

Luglio 8th, 2011 Riccardo Fucile

DURA ANALISI DEL SETTIMANALE DIRETTO DA FILIPPO ROSSI SU FUTURO E LIBERTA’: “ASSOMIGLIA SEMPRE DI PIU’ A UN BANALE PARTITINO DA PRIMA REPUBBLICA”…INGESSATO, CANNIBALIZZATO DA VECCHIE CORRENTI CHE TRASCINANO LE LORO LOTTE DI POTERE”

“E se Fini facesse un altro partito?”.
Un’analisi dura su Futuro e Libertà  arriva proprio dal settimane di riferimento di Fli, il Futurista.
Il servizio di copertina del numero da oggi in edicola è dedicato al “compleanno” del movimento nato dopo l’addio di Gianfranco Fini al Pdl.
“Futuro e libertà  sembra in affanno”, scrive il Futurista. “I numeri parlano chiaro, e i sondaggi non raggiungono più, come avveniva ai tempi di Bastia Umbra, percentuali a due cifre. C’è troppa vecchia politica, in quello che doveva essere il primo partito della Terza Repubblica”.
Per questo servono “nuove facce e nuove idee per non fermarsi in mezzo al guado. Serve un cambio di rotta. Serve un altro partito: e non c’è bisogno per forza di cambiare nome o simbolo”.
Fli, prosegue il settimanale diretto da Filippo Rossi, “assomiglia sempre di più a un banale partitino da Prima Repubblica. Ingessato. Cannibalizzato da vecchie correnti, che trascinano stancamente da decenni le loro lotte di potere (e non solo dai tempi di Alleanza nazionale, perchè capita addirittura che si tratti di infelici eredità  del Movimento sociale italiano)”.
Ci sono, dice il Futurista, “troppi potenziali elettori, attratti dalla sfida contro Berlusconi, hanno scelto di approdare direttamente nel campo della sinistra. E in troppi, purtroppo, finiranno per cedere al richiamo delle sirene del Grillo di turno, preda di qualche Masaniello e arruffapopolo da strapazzo. Serve un cambio di rotta. Serve un nuovo “contenuto”, più che un nuovo contenitore”.
“Ma la cosa peggiore — conclude il futurista — sarebbe rinunciare a portare a termine quella sfida, privandosi dei frutti di una battaglia che si è cominciata quando sembrava davvero un’utopia impossibile. L’importante è non restare imbrigliati nel ciarpame, affogando al seguito di una classe politica mediocre, destinata alla sconfitta. Non si può restare qui, così, a metà  strada, quando davanti — anche se ancora non tutti le vedono — si stanno per aprire impensate praterie”.

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IL CIRCOLO FUTURO E LIBERTA’ DI RAPALLO: “FUORI CHI E’ RIMASTO NEL FLI, RIENTRINO I DIMISSIONARI”

Luglio 7th, 2011 Riccardo Fucile

LA PRESA DI POSIZIONE DELLA SEZIONE RIVIERASCA DI FUTURO E LIBERTA’ DOPO LE POLEMICHE DIMISSIONI DI DIRIGENTI E ISCRITTI

Il Circolo Fli di Rapallo, per voce del suo coordinatore Miguel Garcia Niccoli, di concerto con i consiglieri comunali Roncagliolo e Zunino, in merito alle recenti vicende interne che hanno portato alle dimissioni di Rosella Oddone Olivari e di molti altri esponenti e militanti della provincia di Genova, esprime totale e incondizionata solidarietà  con le posizioni da essi assunte.
Il nostro Circolo chiede con un accorato appello che rientrino al più presto in seno al movimento, per continuare, dall’interno del Fli, l’azione di trasparenza e rinnovamento avviata.
Al Vertice nazionale chiediamo con voce vibrante che ponga in atto non solo a livello locale tutte le misure perchè vi siano i presupposti organizzativi e politici per questo ritorno, e se occorre, che metta mano ferma e decisa su una certa dirigenza, che a vari livelli si è dimostrata e si dimostra inadeguata agli ideali di Futuro e   Libertà , a partire da Legalità , Nazione e Merito, espressi a più riprese dal presidente Fini.
Che siano altri ad andarsene, quelli che hanno sbagliato, e non coloro, che mossi dalle migliori intenzioni, hanno portato alla luce situazioni poco chiare.
Il treno futurista, che ha offerto a tanti giovani e tante persone comuni il sogno di una politica autenticamente nuova, spingendo molti di loro a partecipare attivamente per la prima volta, non si può fermare, non si deve fermare.
Liberiamo il nostro movimento da vecchi e logori modi di fare politica, e che lo spettacolo della pacifica rivoluzione futurista possa finalmente cominciare.

( da “Levante News“)

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CALIGOLA NOMINO’ SENATORE UN CAVALLO, NAN COME “COMMISSARIO CITTADINO OMBRA” SCEGLIE IL SUO ADDETTO STAMPA EDOARDO MEOLI

Luglio 5th, 2011 Riccardo Fucile

STIPULATO IL “PATTO DEL CONO GELATO”: FATTA FUORI LA GESTIONE CHE NON VOLEVA INFILTRAZIONI DI “ATTENZIONATI” DALLA DIA, ORA I GOLPISTI POSSONO DEDICARSI A SPARTIRSI CREMA E PISTACCHIO… IL POPOLO DI FLI SI CHIEDE TREPIDANTE: AVETE ALMENO AUMENTATO LO STIPENDIO AL MILITANTE MEOLI ?

Il segretario regionale   (nonchè ora anche commissario provinciale e cittadino) Enrico Nan, dopo il golpe ordito ai danni di Rosella Oddone e del gruppo umano che con lei collaborava e che aveva portato Futuro e Libertà  ad acquisire consensi a Genova, ha riunito le sue truppe per impostare la futura attività .
Temendo che arrivasse qualche “attenzionato” dalla Dia a congratularsi con lui, questa volta ha evitato la sede di Futuro e Libertà  e, vista l’entità  delle sue truppe, ha preso in esame due valide alternative: o riunirle sul pianettorolo di casa o all’aperto. Vista la bella stagione, ha optato per la seconda soluzione che in effetti permette e prevede anche la consumazione ai chioschi delle bibite e dei gelati.
Per chi è poi abituato a leccare, quale migliore prospettiva il gusto di limone, fragola e pistacchio?
Enrico Nan avrebbe potuto, come Caligola , nominare suo “segretario cittadino ombra” anche un cavallo, ma pare che nei dintorni non ve ne fossero disponibili .
A quel punto ha dovuto ripiegare sul suo fidato addetto stampa, Edoardo Meoli, raro caso di dirigente Fli locale stipendiato, a cui riteniamo avrà  ora sottoposto una nuova congrua offerta al rialzo.
Così Genova potrà  rappresentare un’eccezione nel panorama politico italiano dei “futuristi”: potersi fregiare di   un segretario “ombra” e al tempo stesso a pagamento.
E’ questa la politica militante di cui si parlava a Mirabello?

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I GOLPISTI GENOVESI DI FLI OFFRONO L’OCCASIONE A “IL GIORNALE” DI FARE IL TITOLO: “FINIANI TRA MONNEZZA E FALSI COMUNICATI”

Luglio 4th, 2011 Riccardo Fucile

ECCO CHI SPUTTANA FLI GENOVA: I “NUOVI GESTORI” DEL PARTITO HANNO PERMESSO   LO SCOOP A “IL GIORNALE” …. IL COMUNICATO STAMPA TAROCCATO NON SFUGGE AI BERLUSCONES: TRE MESI DI LAVORO DELLA VECCHIA GESTIONE BUTTATI AL VENTO DAI PROFESSIONISTI DELLA POLITICA

Ora da Futuro e Libertà  spuntano anche i comunicati taroccati.
Succede che per spiegare la posizione del partito finiano sui rifuti di Napoli che arriveranno in abbondanza nella discarica di Scarpino, dalla email del movimento arriva alla stampa un comunicato che riporta le dichiarazioni di Felice Airoldi sotto la dicitura di “responsabile ambiente Fli” a Genova.
Ma lo stesso Airoldi faceva parte di quel cartello di persone che tre giorni fa hanno rassegnato le dimissioni dal partito e hanno rimesso i loro incarichi insieme alla coordinatrice provinciale Rosella Oddone Olivari.
Il primo a stupirsi sembra essere il diretto interessato che è anche leader del Comitato per Scarpino: «In quel comunicato ci sono riflessioni mie, è vero. Sono le stesse comparse sulle pagine di un quotidiano, ma non mi sono mai sognato di stendere un comunicato per Fli perchè ho seguito la decisione della Olivari» chiarisce Airoldi spiegando che lui non aveva mai preso la tessera del partito e che la scelta di abbandonare il suo incarico era dovuta alla piena comprensione   e solidarietà  verso la ex coordinatrice provinciale: «Stava imbastendo un progetto ambizioso e facendo avvicinare al Fli giovani in gamba e c’è chi ha voluto tagliarle le gambe».
Il comunicato stampa a nome Felice Airoldi aveva messo in difficoltà  la stessa Olivari che si era detta sorpresa: «Se nell’elenco dei dimissionari c’era il nome di Felice è perchè ha condiviso le nostre posizioni. Vedendo quel comunicato gli ho chiesto se aveva avuto ripensamenti ma lui è caduto dalle nuvole».   Insomma era un falso.
Una guerra intestina in cui il leader del Comitato per Scarpino sembra essere finito nel mezzo, tra chi lo aveva coinvolto nel partito e dall’altra da chi, invece, vorrebbe dimostrare che la fuga da Fli è meno evidente di quello che si pensi.
Giuseppe Murolo, vice coordinatore regionale vicario dà  un’altra lettura della vicenda: «Quel comunicato stampa è stato condiviso da Airoldi che è vivo e lotta con noi – spiega Murolo -. Non c’è nessuna interruzione dei rapporti con lui, tanto più che al momento non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione formale delle dimissioni di tutte quelle persone che avrebbero firmato il documento della Olivari».
Il fatto resta: chi ha scritto quel comunicato e quale è la posizione di Fli sui rifuti napoletani a Scarpino?

Federico Casabella
(da “Il Giornale”)

In merito alle dichiarazioni del vice coordinatore vicario di Fli, Giuseppe Murolo, è giusto precisare quanto segue:
1) Certo il “comunicato stampa è stato condiviso da Airoldi”: per forza, le dichiarazioni le aveva rese lui come portavoce del Comitato di Scarpino, ma non certo come responsabile Ambiente di Fli come qualcuno ha voluto far credere. Per il semplice motivo che Airoldi da quella carica si era dimesso.
2) La battuta che Airoldi “è vivo e lotta con noi” è sicuramente vera nella prima parte, non più nella seconda. Trattasi in fondo di slogan “veterocomunista”, un po’ da Avanguardia Operaia, espressione che Murolo ama   rivolgere come accusa ad altri dirigenti di Fli tramite dichiarazione alla stampa.
3) Quanto al fatto che “non abbiamo ricevuto formale comunicazione delle dimissioni delle persone indicate in un elenco” si rassereni: sono state pubblicizzate a mezzo stampa e inviate alla direzione di   Roma. Non riteniamo sia Murolo la persona adatta a parlare di rispetto della forma.
4) Ci stupiamo piuttosto che non sia intervenuto tempestivamente per impedire che Fli emanasse un comunicato stampa taroccato: se avesse dedicato a questa operazione di controllo la metà  del tempo impiegato al telefono per cercare di convincere Airoldi a ritirare la sue dimissioni, peraltro senza riuscirci, avrebbe evitato che “il Giornale” potesse facilmente ridicolizzare la nuova gestione genovese di Futuro e Libertà 

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I GOLPISTI GENOVESI DI FLI OFFRONO L’OCCASIONE A “IL GIORNALE” DI FARE IL TITOLO: “FINIANI TRA MONNEZZA E FALSI COMUNICATI”

Luglio 3rd, 2011 Riccardo Fucile

ECCO CHI SPUTTANA FLI GENOVA: I “NUOVI GESTORI” DEL PARTITO HANNO PERMESSO   LO SCOOP A “IL GIORNALE” …. IL COMUNICATO STAMPA TAROCCATO NON SFUGGE AI BERLUSCONES: TRE MESI DI LAVORO DELLA VECCHIA GESTIONE BUTTATI AL VENTO DAI PROFESSIONISTI DELLA POLITICA

Ora da Futuro e Libertà  spuntano anche i comunicati taroccati.
Succede che per spiegare la posizione del partito finiano sui rifuti di Napoli che arriveranno in abbondanza nella discarica di Scarpino, dalla email del movimento arriva alla stampa un comunicato che riporta le dichiarazioni di Felice Airoldi sotto la dicitura di “responsabile ambiente Fli” a Genova.
Ma lo stesso Airoldi faceva parte di quel cartello di persone che tre giorni fa hanno rassegnato le dimissioni dal partito e hanno rimesso i loro incarichi insieme alla coordinatrice provinciale Rosella Oddone Olivari.
Il primo a stupirsi sembra essere il diretto interessato che è anche leader del Comitato per Scarpino: «In quel comunicato ci sono riflessioni mie, è vero. Sono le stesse comparse sulle pagine di un quotidiano, ma non mi sono mai sognato di stendere un comunicato per Fli perchè ho seguito la decisione della Olivari» chiarisce Airoldi spiegando che lui non aveva mai preso la tessera del partito e che la scelta di abbandonare il suo incarico era dovuta alla piena comprensione   e solidarietà  verso la ex coordinatrice provinciale: «Stava imbastendo un progetto ambizioso e facendo avvicinare al Fli giovani in gamba e c’è chi ha voluto tagliarle le gambe».
Il comunicato stampa a nome Felice Airoldi aveva messo in difficoltà  la stessa Olivari che si era detta sorpresa: «Se nell’elenco dei dimissionari c’era il nome di Felice è perchè ha condiviso le nostre posizioni. Vedendo quel comunicato gli ho chiesto se aveva avuto ripensamenti ma lui è caduto dalle nuvole».   Insomma era un falso.
Una guerra intestina in cui il leader del Comitato per Scarpino sembra essere finito nel mezzo, tra chi lo aveva coinvolto nel partito e dall’altra da chi, invece, vorrebbe dimostrare che la fuga da Fli è meno evidente di quello che si pensi.
Giuseppe Murolo, vice coordinatore regionale vicario dà  un’altra lettura della vicenda: «Quel comunicato stampa è stato condiviso da Airoldi che è vivo e lotta con noi – spiega Murolo -. Non c’è nessuna interruzione dei rapporti con lui, tanto più che al momento non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione formale delle dimissioni di tutte quelle persone che avrebbero firmato il documento della Olivari».
Il fatto resta: chi ha scritto quel comunicato e quale è la posizione di Fli sui rifuti napoletani a Scarpino?

Federico Casabella
(da “Il Giornale”)

In merito alle dichiarazioni del vice coordinatore vicario di Fli, Giuseppe Murolo, è giusto precisare quanto segue:
1) Certo il “comunicato stampa è stato condiviso da Airoldi”: per forza, le dichiarazioni le aveva rese lui come portavoce del Comitato di Scarpino, ma non certo come responsabile Ambiente di Fli come qualcuno ha voluto far credere. Per il semplice motivo che Airoldi da quella carica si era dimesso.
2) La battuta che Airoldi “è vivo e lotta con noi” è sicuramente vera nella prima parte, non più nella seconda. Trattasi in fondo di slogan “veterocomunista”, un po’ da Avanguardia Operaia, espressione che Murolo ama   rivolgere come accusa ad altri dirigenti di Fli tramite dichiarazione alla stampa.
3) Quanto al fatto che “non abbiamo ricevuto formale comunicazione delle dimissioni delle persone indicate in un elenco” si rassereni: sono state pubblicizzate a mezzo stampa e inviate alla direzione di   Roma. Non riteniamo sia Murolo la persona adatta a parlare di rispetto della forma.
4) Ci stupiamo piuttosto che non sia intervenuto tempestivamente per impedire che Fli emanasse un comunicato stampa taroccato: se avesse dedicato a questa operazione di controllo la metà  del tempo impiegato al telefono per cercare di convincere Airoldi a ritirare la sue dimissioni, peraltro senza riuscirci, avrebbe evitato che “il Giornale” potesse facilmente ridicolizzare la nuova gestione genovese di Futuro e Libertà 

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L’ULTIMA DISAVVENTURA DI MEO PATACCA, L’ADDETTO STAMPA DEL COORDINATORE TUTTOLOGO DI FUTURO E LIBERTA’

Luglio 3rd, 2011 Riccardo Fucile

MEO PATACCA INTERVISTA FELICE AIROLDI,   L’EX RESPONSABILE AMBIENTE DI FLI GENOVA, FIRMATARIO DEL DOCUMENTO DI DIMISSIONI DAL PARTITO PER PROTESTA ALLA CACCIATA DELLA COORDINATRICE ODDONE E,   PUR SAPENDO CHE   NON LO E’ PIU’, LO SPACCIA ANCORA PER ESPONENTE DI FLI … MANDA UN COMUNICATO STAMPA TAROCCATO AI GIORNALI E AIROLDI LO SMENTISCE… PENSARE CHE MEO PATACCA-RO HA LA TESSERA ( PER ORA) DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI CHE DOVREBBE GARANTIRE L’ETICA PROFESSIONALE

Dopo il golpe orchestrato dai locali professionisti della politica con la complicità  dei vertici romani di Futuro e Libertà  per destituire la coordinatrice prov. di Futuro e Libertà , Rosella Oddone, rea di lavorare per il partito senza interessi personali, colpevole di aver organizzato iniziative di successo che hanno avuto notevole riscontro sui media locali e nazionali e di aver denunciato le strane frequentazioni di “attenzionati” per ‘ndrangheta nella sede genovese di Fli, ora il compito dell’addetto stampa di Enrico Nan è cambiato.
Se prima del golpe si dedicava a far finta di inviare comunicati stampa per la presentazione del “Futurista” sperando di limitare l’impatto mediatico della visita di Rossi e Granata, senza peraltro ottenere il risultato sperato perchè qualcuno si era mangiato la foglia da tempo e aveva provveduto direttamente, nella fase di “normalizzazione” ha cambiato divisa da domestico.
Peccato che Meo Patacca, dopo l’infima figura di aver scopiazzato il comunicato stampa di chi ha lasciato Fli per motivi etici e aver cercato di far passare il suo comunicato come precedente all’altro, non ne azzecchi mai una.
Ieri è riuscito a venir meno persino alla deontologia professionale intervistando il leader del Comitato di Scarpino, Felice Airoldi, persona nota e stimata a Genova per le sue battaglie ambientaliste e che, solo grazie alla stima personale verso Rosella Oddone, aveva accettato di collaborare con Fli in veste di responsabile per l’Ambiente.
Cosa ha pensato Meo Patacca per guadagnarsi le grazie del Principe?
Di far passare ancora Airoldi come rappresentante di Futuro e Libertà , mentendo sapendo di mentire, perchè era a lui ben noto che Airoldi si era dimesso giorni fa da Fli, insieme a quasi tutta la sua classe dirigente.
Eppure ha inviato con la mail di Fli un comunicato stampa fasullo ai giornali, firmato da Airoldi indicato come responsabile ambiente di Fli, dichiarando il falso.
Ma per sfortuna di Meo Patacca a qualcuno non è sfuggita l’operazione, appena pochi minuti dopo in cui è stata tentata.
E’ finita che Airoldi, indignato per la qualifica attribuitagli, lo ha smentito seccamente, ribadendo di aver dato le dimissioni giorni fa e non pensando che la sua dichiarazione, resa come leader del Comitato di Scarpino, sarebbe stata strumentalizzata dai tre sopravvissuti locali di Fli .
Persino la redazione di un quotidiano aveva bloccato la pubblicazione del comunicato tarocco per la qualifica sospetta.
Qui di seguito pubblichiamo il comunicato di Meo Patacca e la smentita di Felice Airoldi, oggetto nel pomeriggio persino di telefonate dei vertici di Fli affinchè non mandasse una smentita che avrebbe sputtanato il pataccaro.
L’ordine dei giornalisti non richiede forse ai suoi iscritti etica professionale?
O forse per qualcuno è più etico ricevere persone “attenzionate” dalla Dia, sotto processo e magari permettere loro di costituire circoli di Fli?

La parte iniziale del comunicato di Meo patacca

Airoldi, responsabile Fli ambiente —
2 Lug 2011 09:01 Fonte: Sevenpress
Prima la strada di Scarpino, poi i rifiuti di Napoli. Una voce ascoltata e soprattutto competente quella di Felice Airoldi, responsabile per l’ambiente di Futuro e Libertà , oltre che leader del Comitato per Scarpino. Spetta a lui spiegare la posizione di Futuro e Libertà  sul tema dei rifiuti: “Ancora una volta il Comune e la Regione danno solidarietà  a parole ma non nei fatti – dice Airoldi – prima di poter accogliere i rifiuti di Napoli occorre che venga davvero inaugurata la nuova strada di accesso alla discarica di Scarpino, ferma da mesi.

LA SMENTITA DI FELICE AIROLDI

NON SONO IL RESPONSABILE DELL’ AMBIENTE DI FLI.
Non è mia volontà  alimentare polemiche che non servono a niente se non a confondere le idee, che ho chiarissime.
Voglio chiarire una volta per tutte: il sottoscritto è il portavoce del comitato per Scarpino, associazione che da 15 anni si batte per una gestione moderna e sostenibile del ciclo dei rifiuti senza ricorrere all’ uso dissennato della discarica di Scarpino e nessuna tecnica di incenerimento.
Per questo circa 3 mesi fa ho conosciuto la S.ra Oddone e abbiamo iniziato una serie di incontri con persone, soprattutto giovani, impegnati a “costruire una casa comune” che mettesse al centro di un programma, etica, morale e legalità …al di fuori dei soliti stereotipi contrapposti di destra e sinistra….il grande male che impedisce al nostro paese di crescere.
Ho sentito un sincero interesse alle problematiche da me proposte, difesa dell’ ambiente, tutela della salute e legalità , incominciando dall’ amministrazione pubblica e dalla rimozione degli amministratori incapaci di AMIU (alcuni pure rinviati a giudizio) che hanno disatteso il limiti normativi sulla raccolta differenziata arrecando un danno finanziario al Comune ossia alla proprieta’ di AMIU.
Non c’è mai stato da parte della responsabile provinciale di FLI, S.ra Olivari, alcun tentativo di “costringermi” a fare alcun atto ufficiale   di “tesseramento” in quanto il sottoscritto non è iscritto a nessun partito (sono stato iscritto alla FIOM/CGIL fino al 1994, che abbandonai molto polemicamente dopo la cancellazione della “scala mobile”).
Mi è stato proposto dalla S.ra Olivari di ricoprire la carica di responsabile FLI per l’ ambiente: le risposi che dovevamo lavorare sui punti sopra espressi e se tutti, a tutti i livelli, con una dichiarazione scritta sul programma elettorale e fatta propria dal candidato sindaco, li avessero condivisi in forma ufficiale, avremmo lavorato insieme.
Tutto questo non è accaduto e i fatti di questa settimana hanno portato la S.ra Olivari a “ritirare” il coordinamento provinciale di FLI: mi ha telefonato prima di farlo e ha chiesto il mio parere, le ho espresso la mia solidarietà  e rimarcato che tra me e FLI non c’era nessun vincolo e che condividevo la sua scelta.
Dopo la fregatura presa con la giunta Vincenzi sono sempre stato molto attento a non farmi mettere il “cappello” da nessun partito.
Ho scritto tutto questo perchè non ha alcuna importanza di che sigla Felice Airoldi sia il responsabile ambiente, l’importante è riuscire a costruire una forza capace di spazzare via questo centrosinistra genovese e di impedire la costruzione del cancro-gassificatore a Scarpino.
Penso di essere stato chiaro.
Felice Airoldi

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QUINTA EDIZIONE DI “CAFFEINA”: TORNA A VITERBO IL FESTIVAL CULTURALE DELLA DESTRA

Luglio 3rd, 2011 Riccardo Fucile

GRANDI OSPITI ALLA TRADIZIONALE KERMESSE CULTURALE IDEATA DA FILIPPO ROSSI, DIRETTORE DE “IL FUTURISTA”…DA TRAVAGLIO A SALLUSTI, DA GOMEZ A MENTANA, DA VECCHIONI ALLA DANDINI, DA BATTISTA A POLITO, DA EZIO MAURO A BUTTAFUOCO, DA VELTRONI A PANSA…TRE INTENSE SETTIMANE DI MISTICANZA NELLA SPLENDIDA CORNICE DEL CENTRO STORICO DI VITERBO

Torna la kermesse culturale che si svolge da cinque anni nella Tuscia nelle prime tre settimane di luglio, nello splendido scenario del quartiere medievale di San Pellegrino.
Gli organizzatori Andrea Baffo e Filippo Rossi hanno schierato per gli incontri dibattito: Marco Travaglio, Peter Gomez, Enrico Mentana, Alessandro Sallusti per il giornalismo, ma anche Serena Dandini, Pupi Avati e Roberto Vecchioni
E ora lo “spirito futurista” ha anche il suo festival.
Caffeina cultura, la tre settimane letteraria (e non solo) ideata da Filippo Rossi — il direttore del settimanale ‘finiano’ il futurista, e prima ancora direttore del webmagazine della fondazione Farefuturo — arriva alla quinta edizione per occupare ancora una volta il centro storico di Viterbo con libri, autori, giornalisti, artisti, insomma idee.
Dal 30 giugno al 16 luglio, tre settimane che — a leggere il programma pubblicato sul sito www.caffeinacultura.it, sembra davvero inneggiare a quella “misticanza” che, secondo lo slogan coniato dal “demiurgo” Rossi, è “meglio della militanza”.
“Liberi tutti”, insomma, per un festival che nelle intenzioni di chi l’ha creato “deve superare gli ultimi steccati rimasti”.
Un evento collettivo che deve funzionare «come un grande frullatore di storie, di idee, di identità  che si sono considerate sempre diverse, se non agli antipodi».
Per fare cultura.
E allora ci saranno Giancarlo De Cataldo e Andrea De Carlo, Roberto Vecchioni (il 5 luglio) e Aldo Cazzullo con il suo Viva l’Italia!, Pierluigi Battista e Antonio Polito con la Lettera a un amico antisionista, Roberto Giacobbo, Walter Veltroni e Giampaolo Pansa.
E ancora, Enrico Mentana che parlerà  di giornalismo e Paolo Rossi (che il 3 luglio porterà  in piazza la sua Serata del disonore), Ezio Mauro che presenta La felicità  della democrazia e Pietrangelo Buttafuoco, Franco Cardini, Serena Dandini, Roberto Faenza con Silvio Forever. Presenteranno i loro libri anche tre finalisti del Premio Strega (Luciana Castellina, Mario Desiati, Edoardo Nesi).
E se l’otto luglio sotto i riflettori ci sarà  Marco Travaglio, due sere prima andrà  in scena un   “faccia a faccia” che si preannuncia al calor bianco tra Peter Gomez e Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale.

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