Luglio 1st, 2011 Riccardo Fucile
QUANDO IL VERTICE SBAGLIA E’ UN DOVERE DELLA PERIFERIA DELL’IMPERO SOLLEVARE CRITICHE… E COMPITO DEI VERTICI E’ AZZERARE TUTTO E AVERE L’UMILTA’ DI AMMETTERE GLI ERRORI FATTI
Per tutta la giornata siamo stati bombardati di telefonate, mail, e decine di manifestazioni di solidarietà per la posizione assunta in merito alla cacciata del coordinamento provinciale di Genova di Fli ad opera del vertice romano su mandato di qualcuno a cui esso evidentemente dava “fastidio” perchè lavorava con successo.
Invidie e meschinità di piccoli uomini, cose già viste, nessun problema.
La vicenda ha avuto ampia eco su tutta la stampa locale e abbiamo letto “di tutto e di più”: dichiarazioni a ruota libera, delitti di cui nessuno ora si assume la paternità , moltiplicazione dei pani e delle tessere, soggetti spariti da tempo e ritrovati dalla Sciarelli.
Chi ha registrato a Roma 12 tessere ora ne dichiara 400, chi compiva pellegrinaggi nella capitale in cerca del padre spirituale cui affidare le proprie sorti elettorali terrene si scopre “super partes”, chi ha lavorato nell’ombra solo per se stesso ora si mette a fare i conti in tasca agli altri e ne giustifica il commissariamento, dimenticando che in un partito serio, solo per certe dichiarazioni rilasciate alla stampa contro altri dirigenti del suo stesso partito, avrebbe già dovuto chiedere asilo politico ad Acerra.
Chi si era messo a disposizione di un coordinamento provinciale di “belle persone” e di giovani in gamba per “fare politica” senza alcun interesse personale, non può che sorridere di fronte a certe giustificazioni secondo le quali far dirigere circoli o ricevere in sede soggetti intercettati o “attenzionati” dalla Dia o sottoposti a quattro processi è in fondo una cosa “normale”.
Mi rendo sempre più conto che per qualche transfugo dal Pdl la “questione morale” abbia una diversa valenza rispetto a chi, come me, ha un’altra storia politica di militanza a destra.
Ma mi chiedo come possa un partito come Futuro e Libertà che fa della legalità e della meritocrazia una bandiera, accettare comportamenti di questo genere senza preoccuparsi, senza intervenire, senza decidere mai nulla.
Perchè di fronte a certi fatti non esiste margine di mediazione o di discussione: si deve decidere, come nella Napoli raccontata da Edoardo, se stare con gli onesti o coi mariuoli, coi giocatori puliti o coi bari, con le persone sincere e limpide o coi maneggioni.
Un dirigente di partito dovrebbe saper scegliere chi ha la capacità di portare avanti i contenuti della proposta politica di Fli, non chi bussa più volte alla sua porta o risolve i problemi immobiliari del partito.
E questo vale dal vertice romano fino alla periferia.
E’ evidente a tutti ormai che Futuro e Libertà in Liguria necessita di essere completamente rivisitata attraverso un azzeramento totale e una ridistribuzione dei compiti a tempo, finalizzati alle prossime scadenze elettorali.
Altro che sgomitare per assicurarsi la pole position per future elezioni: si torni a essere una comunità umana e politica che vuole cambiare l’Italia.
Ma per farlo si faccia prima pulizia a casa propria.
Meno prime donne e più militanza, meno medaglie e più spazio al merito. Altrimenti si contenderanno solo un cadavere per accompagnarlo nell’ultimo cammino.
Quello che potevano fare per accopparlo lo hanno già fatto.
E chi sostiene che chi si è dimesso abbia fatto un danno a Fli o è in malafede o non ha capito una mazza.
Uno dei massimi esponenti di Fli che oggi ci ha chiesto un incontro urgente dovrebbe spiegarci perchè per commissariare la coordinatrice provinciale sia stato sufficiente decidere a Roma (su pressione di una componente interna), mentre per “trovare una soluzione” ora prendere una posizione a Roma non è più possibile.
Qua, vi garantisco, ci sono persone che hanno sopportato fin troppo.
Invece che essere orgogliosi che vi sia una base che denuncia certi fatti gravi per l’immagine del partito, ora li accusano di aver messo in piazza fatti interni. Magari accadesse in tutti i partiti, avremmo una classe dirigente pulita. Sentirsi accusare di essere in malafede, di volere rovinare Fli è solo rovesciare la verità : sono altri che vogliono nascondere la polvere sotto il tappeto e fanno il danno del partito.
L’immagine di Fli lo si difende sostituendo gli incapaci anche se hanno santi in paradiso.
Se qualcuno vuole “recuperare” la situazione genovese si faccia un bagno di umiltà e avanzi proposte serie.
Noi l’abbiamo fatto: fuori dai coglioni chi lavora solo per se stesso e chi, come si muove, fa solo danni.
A qualche capetto di Fli non piace la nostra proposta?
Problemi suoi, non nostri.
Noi andiamo avanti per la nostra strada.
In fondo abbiamo appena iniziato.
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Luglio 1st, 2011 Riccardo Fucile
DAL SECOLO XIX: “SI DIMETTONO IN 25, L’INTERA DIREZIONE PROVINCIALE.. UN SOCIO DI MAMONE PRESIEDE UN CIRCOLO”
Il commissariamento del partito a livello provinciale e cittadino, insieme alle dimissioni a raffica di 25 fra dirigenti e iscritti vari.
Per Enrico Nan, guida regionale di Futuro e libertà , si tratta della «normale soluzione a conflitti interni, preludio a un democratico congresso. E chiunque desse una chiave di lettura diversa o maliziosa, meriterebbe querele».
Ma ci sono due retroscena importanti, che potrebbero aver pesato (sebbene non in modo esclusivo) nel terremoto ufficializzato ieri fra gli esponenti del partito di Gianfranco Fini all’ombra della Lanterna.
Non è infatti un caso se il termine «codice etico» è segnato in neretto nel comunicato con cui i 25 hanno annunciato il proprio addio.
Perchè quel passo è stato preceduto da uno scambio di telefonate e mail al vetriolo, in cui si commentavano due episodi rimasti finora (parecchio) sottotraccia: un incontro riservato nella sede regionale del partito, fra lo stesso Enrico Nan e gli imprenditori Mamone (al centro di varie inchieste e sospettati di contatti con la criminalità calabrese).
E il ruolo di presidente di circolo, con annessa possibilità di rapido ampliamento, che s’era ritagliato Pietro Malatesti, un particolarissimo personaggio che la Finanza qualche anno fa intercettò per mesi.
Di entrambi questi fatti sarebbe stato informato Fabio Granata, esponente di spicco di Fli e vicepresidente della commissione parlamentare antimafia, a Genova la settimana scorsa.
Ma per il momento il vincitore è Nan.
Flashback, allora.
Bisogna tornare al febbraio scorso, sede della Fiumara, per rievocare il blitz dei fratelli Mamone, Gino e Antonino detto Ninetto.
Il primo, patròn della Eco.Ge, colosso delle bonifiche e demolizioni, è sotto processo a Genova per corruzione e indagato per associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta (avrebbe guidato un cartello d’imprese per spartirsi degli appalti) ed emissione di false fatture.
Il suo nome è stato più volte accostato a quello di alcune cosche calabresi, e lo stesso Gino – come certifica un video acquisito dalla Direzione distrettuale antimafia – fu protagonista agli inizi della sua carriera di un imbarazzante brindisi con alcuni personaggi che risulteranno poi conclamati capiclan.
Di cos’hanno parlato con Nan? «Si sono proposti a sostegno del movimento – conferma il coordinatore – ma il colloquio durò pochissimo».
Alcuni militanti non gradiscono; anche perchè da almeno quattro anni la stampa cittadina – Il Secolo XIX in particolare – ha dedicato fior di pubblicazioni alle vicende dei Mamone.
Nan non si scompone: «La mia segretaria mi fissa centinaia di incontri. È normale, per un rappresentante politico. Le questioni giudiziarie dei Mamone sui giornali? Lì per lì non ci ho pensato».
Poi succede dell’altro, e non sembra proprio scollegato.
Più o meno nello stesso periodo, una delle rappresentanti di “Generazione Futuro” (organizzazione giovanile di Fli) viene contattata da uno dei trenta iscritti di “Generazione Centro”, il circolo di cui è presidente tale Piero Malatesti.
L’interlocutore, che non è Malatesti, e lo confermano fonti qualificate interne a Futuro e Libertà , si qualificherebbe come rappresentante di un’associazione dove si potrebbe fare incetta di tessere.
L’ipotesi sfuma, ma vale la pena approfondire a questo punto la figura dello stesso Malatesti, la guida della sezione da cui parrebbe essere partita l’iniziativa del tesseramento industriale.
Malatesti (una mail di convocazione alla cena con due parlamentari lo include nell’indirizzario dei dirigenti genovesi) è stato al centro di indagini della Finanza nel 2007.
I militari ne rimarcavano in primis i continui contatti con Gino Mamone: insieme avevano provato ad avvicinare l’allora leader dell’Udeur, Clemente Mastella, a Palazzo Ducale, e allo strano blitz partecipò pure Onofrio Garcea, uno dei boss della ‘ndrangheta genovese arrestati nei mesi scorsi.
Malatesti era così descritto nell’informativa dei pm: “Ha innumerevoli contatti con il mondo imprenditoriale e politico, non giustificati dalla professione svolta, il tassista. Sovente è capitato d’intercettare conversazioni nelle quali parrebbe che lo stesso fosse impegnato in un ruolo di intermediario per un appalto nel settore petrolifero in territorio libico, congiuntamente a Gino Mamone. Sono state intercettate anche conversazioni in cui si parla della loro percentuale di guadagno”:
E’ perlomeno singolare che, soci in questo stranissimo business nel 2007 (quando le aderenze sospette degli stessi Mamone con le famiglie calabresi erano già note) ritornino quasi contemporaneamente nella vita di Futuro e Libertà .-
Così strano che potrebbe aver contribuito alle dimissioni in massa.
Enrico Nan ribadisce di non sapere “assolutamente nulla”di quella proposta di tesseramento partita dal circolo di Malatesti: “Il fatto che il suo nome ricorresse nelle intercettazioni di un’inchiesta penale, non può essere una dirimente all’iscrizione”.
Il Secolo XIX ha provato più volte a contattare Piero Malatesti sul cellulare, senza ottenere risposta
Matteo Indice e Giovanni Mari
(da “Il Secolo XIX“)
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Luglio 1st, 2011 Riccardo Fucile
L’ARTICOLO DI STAMANE SUL SECOLO XIX
“Credevo che Futuro e Libertà fosse una realtà politica nuova, ma mi sbagliavo. Sono profondamente amareggiata e delusa. Dentro Fli prevalgono le stesse logiche di potere dei vecchi partiti. Me ne sono andata (e con me l’intero coordinamento provinciale) perchè sono estranea a questo mondo, fatto di battaglie a colpi di tessere e dove i giovani talenti sono emarginati”.
Rosella Oddone Olivari spiega così il motivo delle sue dimissioni (ufficializzate ieri) da coordinatrice provinciale.
Contemporaneamente hanno dato forfait anche gli altri 24 componenti della direzione provinciale.
Un paio di settimane fa, Gianfranco Gadolla aveva già rimesso l’incarico di coordinatore cittadino nelle mani del suo omologo nazionale Roberto Menia.
Un vero terremoto che potrebbe stroncare sul nascere il movimento dei finiani a Genova.
Dove , per la verità , Fli non ha mai attecchito.
In questi mesi sono emerse a più riprese clamorose divisioni al vertice sulla linea da seguire.
E i contatti tra alcuni esponenti di Fli e discussi personaggi nel mirino dell’Antimafia potrebbero essere la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Anche se tutti parlano di problemi politici.
“Ho lasciato per questioni di principio – puntualizza Olivari- pur avendo raggiunto gli obiettivi in termini di iscritti: 293”
(da “Il Secolo XIX“”).
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Giugno 30th, 2011 Riccardo Fucile
A GENOVA SI RICEVONO IN SEDE PERSONAGGI “ATTENZIONATI” DALLA DIA E SI PERMETTE LORO ANCHE DI COSTITUIRE UN CIRCOLO DI FLI… SI SEGNALA IL FATTO AGLI ORGANI CENTRALI E CHE SUCCEDE? VIENE DESTITUITA LA PERSONA CHE HA DENUNCIATO QUESTA VERGOGNA
Non c’è stata occasione pubblica, da Mirabello a Bastia Umbra, che non solo Fini, ma l’intera
classe dirigente di Futuro e Libertà , non abbia declinato come “valori assoluti” di Fli tre concetti base: “legalità , meritocrazia, difesa dell’unità nazionale”.
Passi che sovente, nella scelta della classe dirigente periferica, di scelte sulla capacità e il merito se ne siano viste poche, permettendo a riciclati e a poltronisti di scalare le vette gerarchiche di Fli.
Passi che a soggetti che di valori di riferimento di destra non ne avevano alcuno siano state stese passiere rosse e sorretti strascichi interessati.
Passi che siano sovente stati emarginati proprio gli uomini e le donne di fede, disinteressati, la famosa “base di militanti” cui ci si appella dal palco e di cui ci si dimentica una volta tornati ad altezza di miseria d’uomo.
Ma quanto è accaduto a Genova nei giorni scorsi ha davvero superato il segno di ogni vergogna.
Un gruppo umano che stava lavorando “per il partito” e non per interessi o ambizioni personali, raccolto intorno alla coordinatrice provinciale, un gruppo politico che aveva saputo far conquistare a Fli l’interesse dei media con le proprie iniziative, dopo essere stato sistematicamente boicottato per mesi, è stato destituito dalla carica senza una motivazione, con la complicità e la regia del coordinatore regionale, alias “divide et impera”.
Allora ci permettiamo di porre alcune domande a Gianfranco Fini, affinchè tragga le dovute valutazioni:
1) E’ normale che nella sede regionale di Futuro e Libertà si ricevano per appuntamento i fratelli Mamone, persone con procedimenti penali a carico, attenzionati dalla Dia e oggetto di intervento del prefetto per sospetti di contiguità alla ‘ndrangheta (vedi articoli in home page) ?
2) E’ normale che chi li ha ricevuti, di fronte alle rimostranze del gruppo oggi destituito, si sia giustificato dicendo che non li conosceva, dopo che per settimane i quotidiani locali hanno loro dedicato decine di articoli e foto?
E se anche non li avesse conosciuti, perchè non ha allora fatto i nomi di chi aveva organizzato l’incontro a sua insaputa?
E di cosa avrebbero parlato?
3) E’ normale coinvolgere il partito ricevendo in sede personaggi sicuramente seguiti e intercettati?
4) E’ normale che un altro personaggio legato agli stessi ambienti, citato negli articoli sulla nostra home page come attenzionato e intercettato, possa creare un circolo di Generazione Futuro con decine di misteriosi iscritti che un domani voteranno al congresso, senza che qualcuno intervenga?
E’ lecito chiedersi come costui sarà capitato in Fli e chi ce lo avrà mandato?
5) E’ normale che qualcuno solleciti una dirigente giovanile di Fli a prendere contatto con un giovane (con identica amicizia di origine dei pregressi) che le propone un incentivo “due per uno” da supermercato, ovvero una tessera di Fli abbinata automaticamente a un misterioso circolo di presunti imprenditori ?
Eppure tutto questo è accaduto, con relative ammissioni e testimonianze che sono state fatte presenti a chi di dovere, ma nessuno è intervenuto.
In realtà una risposta c’è stata: la coordinatrice provinciale che pretendeva chiarimenti, insieme ai suoi venti collaboratori, è stata destituita, nonostante avesse fatto il numero di tessere congressuali richieste.
Una vergogna che ha generato la immediata lettera di dimissioni di decine di dirigenti di partito, presidenti di circolo, segretari di sezione, responsabili giovanili.
Ora così potranno ricevere chi vorranno.
Noi no.
Noi preferiamo stare dalla parte della difesa di quei valori che Paolo ha pagato con il sacrificio della sua vita.
Perchè la legalità non è un concetto da usare quando fa comodo.
E’ uno stile di vita.
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Giugno 30th, 2011 Riccardo Fucile
IL COMUNICATO DEI DIRIGENTI GENOVESI DI “FUTURO E LIBERTA'” IN CUI RASSEGNANO LE DIMISSIONI DAL PARTITO
Iscritti e dirigenti di FLI di Genova e Provincia, nonostante la straordinaria manifestazione di Palazzo Ducale del 23 giugno, comunicano le proprie dimissioni dal Partito e dagli incarichi, con conseguente e prossimo scioglimento dei Circoli di Chiavari, Camogli, Sori, Bogliasco, Genova Cavour, Genova Levante e Coscienti di Genova.
Tutti provenienti dalla società civile, per un anno hanno combattuto in coerenza con le idee del Presidente Fini, il Manifesto di FLI e soprattutto il codice etico, sostenendo una prospettiva molto più ampia e lungimirante rispetto alle prossime scadenze elettorali ed avendo come unico obiettivo quello di aprire un varco per i tanti giovani futuristi che si sono avvicinati alla politica.
I professionisti della vita, infatti, sono dignitosamente tornati nella società civile a svolgere il loro ruolo, vista l’impossibilità loro concessa di fare politica nel partito a causa degli ostacoli apposti dai professionisti della politica.
ROSELLA ODDONE OLIVARI (Vice Coordinatrice Regionale, Coordinatrice Provinciale).
MICHELE FORINO (Vice Coordinatore Provinciale, Responsabile Regionale per l’organizzazione).
GIUSEPPE TORCASSO (Vice Coordinatore Provinciale )
MARIA TERESA VICECONTI (Responsabile provinciale per l’organizzazione, Presidente Circolo di Sori).
ROBERTA FASCE (Componente coordinamento provinciale).
RICCARDO GRIMALDI (Vice Coordinatore Regionale Generazione Futuro, componente coordinamento provinciale)
PAOLA DEL GIUDICE (Responsabile provinciale dai Giovani)
RICCARDO FUCILE (Responsabile provinciale comunicazione e propaganda).
MARCO GALLINGANI (Componente Coordinamento Provinciale, Presidente del Circolo Genova Levante)
FRANCESCO DEL DEO (Componente coordinamento provinciale).
ANDREA BOSIO (Presidente Circolo i Coscienti di Genova, componente coordinamento provinciale).
FELICE AIROLDI (Responsabile Provinciale Ambiente)
LIDIA MODICA (Componente coordinamento provinciale)
MASSIMO ANGELETTI (Presidente Circolo di Chiavari).
GIOVANNA IRALDO (Presidente Circolo di Bogliasco)
PILLINO DONATI (Presidente Circolo di Camogli)
MICHELE CORALLO (Generazione Futuro).
MARTINO CORALLO (Generazione Futuro).
CHIARA CINTOI (Generazione Futuro)
ROBERTO GRIMALDI (Generazione Futuro).
CLOTILDE NAVONE (Vice Presidente Circolo di Sori).
CAROLA BRAMBILLA (Generazione Futuro).
ALDO NICOLINI (Componente coordinamento provinciale).
EMANUELE COSTA (Componente coordinamento provinciale)
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Giugno 30th, 2011 Riccardo Fucile
PRIMA COMUNICA CON UNA SETTIMANA DI RITARDO CHE NAN HA ASSUNTO I PIENI POTERI DI TERRA E DI MARI(NIELLO) … POI QUANDO LEGGE IL COMUNICATO STAMPA DI DIMISSIONI DELLA COORDINATRICE PROV. DI GENOVA NE MANDA DI FRETTA UNO ANCHE LUI, CERCANDO DI SPACCIARLO PER PRECEDENTE ALL’ALTRO…MA NE COPIA ALCUNE RIGHE E SI FA BECCARE CON LE MANI NELLA MARMELLATA
La squallida vicenda del commissariamento del coordinamento prov. di Futuro e
Libertà di Genova, di cui trattiamo a parte, ci ha riservato per fortuna almeno un aspetto umoristico.
E chi dovremmo ringraziare se non il nostro solito tuttologo coordinatore regionale, prov. e comunale di Fli, Enrico Nan?
Purtroppo egli ha una sfortuna: non è assistito evidentemente da un adeguato addetto stampa, visto le contorsioni odierne.
Nelle prime ore del pomeriggio dal bunker di Nan esce il seguente tempestivo comunicato con titolo da condottiero
“Enrico Nan, coordinatore regionale, incaricato di portare Genova e provincia ai congressi di partito
L’onorevole Roberto Menia, coordinatore nazionale di Futuro e Libertà per l’Italia, ha dato mandato all’onorevole Enrico Nan, coordinatore regionale di Fli, di assumere l’incarico di occuparsi del coordinamento della Provincia di Genova e di Genova Città .
L’incarico ha lo scopo principale di traghettare il partito ai congressi che si svolgeranno dopo l’estate.
Nan ha accettato immediatamente il mandato (non avevamo dubbi n.d.r.), puntando su una prospettiva ampia e lungimirante rispetto alle prossime scadenze elettorali ed avendo come unico obiettivo quello di aprire un varco per i tanti giovani futuristi che si sono avvicinati alla politica.
A seguito della scelta della direzione nazionale qualche rappresentante del coordinamento provinciale ha preannunciato le proprie intenzioni di dimettersi“.
1) Peccato che le due righe citate di Menia siano state inviate una settimana fa: quando mai un efficiente addetto stampa lascerebbe passare sette giorni per comunicare una tale rilevante notizia al popolo festante in attesa della quarta carica di Nan?
2) In realtà che è successo?
L’addetto stampa, appena ricevuta la lettera di dimissioni di gran parte della classe dirigente genovese di Fli (che potete leggere nell’articolo sopra a questo) si precipita a cercare di far passare il suo comunicato come se fosse stato precedente all’altro.
Per quale motivo?
Per poter sostenere che non sono questi che si dimettono, ma che erano già stati destituiti da Nan che quindi aveva già assunto i pieni poteri.
Fa cosi riferimento a qualcuno che potrebbe dimettersi (qualcuno? tutti n.d.r.)
Nella fretta però commette un errore, di cui ridono tutte le redazioni genovesi, copia, pari pari, dal comunicato dei dimissionari una frase:
“puntando su una prospettiva ampia e lungimirante rispetto alle prossime scadenze elettorali ed avendo come unico obiettivo quello di aprire un varco per i tanti giovani futuristi che si sono avvicinati alla politica”.
Come potrebbe a questo punto essere precedente un comunicato che copia una frase inserita nel testo successivo?
Scoperto l’inganno e preso atto dell’ennesimo congegno ad orologeria esploso malamente tra le mani dell’aspirante piccolo chimico, restiamo in attesa di un comunicato originale di Nan: quello in cui informi urbi et orbi che ha cambiato addetto stampa.
Il precedente può sempre riciclarlo come parente povero della Pantera rosa.
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Giugno 28th, 2011 Riccardo Fucile
INCHIESTA P4, FINALMENTE FLI SI SVEGLIA, DECISIONE PRESA ALL’UNANIMITA’ ANCHE CON UDC E API…LA GIUNTA PER LE AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE DECIDE MERCOLEDI’
I parlamentari del terzo polo voteranno sì all’arresto di Alfonso Papa.
La richiesta di custodia cautelare presentata dal gip di Napoli nell’ambito dell’inchiesta P4 sarà discussa dalla giunta per le autorizzazioni a procedere.
L’ex magistrato, ora deputato del Pdl, è accusato di concussione.
La giunta, che per analizzare approfonditamente la questione, ha chiesto ai pm partenopei tutti gli atti dell’inchiesta, dovrebbe esprimersi mercoledì.
Le carte dei pm di Napoli sono arrivate lunedì alla Camera dei deputati.
Non era mai accaduto che la giunta presentasse una tale istanza, che, la settimana scorsa è stata duramente criticata dall’opposizione.
Nella prossima riunione della giunta, il vicepresidente della Giunta e relatore del caso, Francesco Paolo Sisto, svolgerà il suo intervento.
Ci sarà un dibattito, quindi il voto.
L’annuncio sulla posizione che adotteranno i parlamentari finiani e gli alleati rutelliani e dell’Udc, è stato dato da Giuseppe Consolo, al termine di una lunga riunione.
«La decisione – ha spiegato Consolo – è stata presa all’unanimità¡».
Era ora che in Fli ci si svegliasse: basta favori o astensioni a favore della cricca governativa.
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Giugno 26th, 2011 Riccardo Fucile
LA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA: “RIBADISCO IL MIO IMPEGNO PER IL DIRITTO DI CRONACA, FACCIO APPELLO AL SENSO DI RESPONSABILITA’: SE UN GIORNALISTA HA SOLO LE TELEFONATE SCELTE DAI PM, NON DOVREBBE TRATTARLE COME VERITA’ ASSOLUTA”
Adesso che lo scontro sulle intercettazioni si riapre, mentre legge i resoconti sull’inchiesta di Napoli e i verbali delle conversazioni, resta contro il premier. “Qui si fanno sempre e solo leggi per proteggere lui e i suoi uomini” chiosa. Ma ai giornali dice: “Non offrite ai lettori le intercettazioni come se fossero verità assoluta”.
Mai un passo indietro, Giulia Bongiorno.
Da presidente della commissione Giustizia della Camera e da alter ego di Fini sulle questioni giuridiche, per due anni è stata la spina nel fianco di Berlusconi.
Dall’interno della maggioranza, ha contrastato il collega avvocato Ghedini e bloccato il tentativo di cancellare gli ascolti.
Ora, dall’opposizione, continua a farlo.
Il Pdl riprova a fare una legge proteggi-casta, che ne dice?
Sarà percepita così per colpa del premier. È accecato dall’odio verso le toghe. Quando avevamo l’occasione di fare una legge equilibrata sulle intercettazioni non lo ha permesso: si ostinava a volerne una che le cancellasse. Chi insegue l’impossibile alla fine non ottiene niente. Se non ci si è arrivati la responsabilità è solo sua e del suo pallino di fare piazza pulita.
C’è davvero bisogno di una riforma delle intercettazioni o, come dice Di Pietro, basta la legge che c’è?
È innegabile che ci sono stati eccessi nel disporle. Questo non giustifica il chiodo fisso di Berlusconi – che ho fortemente contrastato – di cancellarle: restano uno strumento indispensabile di cui la magistratura non può, e non deve, fare a meno. Ma bisogna garantire che siano autorizzate solo quando sono effettivamente imprescindibili. Piaccia o non piaccia, è a questo che si deve arrivare. I gip non devono fare i notai e ratificare sempre l’operato dei pm, ci si aspetta che facciano i dovuti controlli. Serve una buona legge, ma serve anche che la si applichi con scrupolo.
Oggi si discute soprattutto del diritto di cronaca. Non è necessaria l’uscita delle telefonate di personaggi pubblici?
Purtroppo ai non addetti ai lavori sfugge che, quando si pubblicano ascolti all’inizio delle indagini, si tratta di una porzione minima dell’esistente ed è quella prescelta dagli organi inquirenti. Potrebbero mancare telefonate di contenuto opposto rispetto a quelle pubblicate, solo perchè non sono state ancora trascritte. Ecco perchè il rischio di travisamenti è molto alto.
Due anni fa lei scrisse all’Ordine dei giornalisti e alla Fnsi per assicurare l’impegno per il diritto di cronaca. Lo rifarebbe?
Certamente sì. L’ho difeso con grande convinzione quando si è cercato di mettere il bavaglio alla stampa. Ora però farei un appello al senso di responsabilità . Se un giornalista ha in mano solo le telefonate selezionate dai pm, non può offrirle al pubblico come verità assoluta. Si tratta di frammenti di colloqui. E si tratta di materiale spesso ancora incompleto.
Tra chi, nella maggioranza, vuole tornare al testo della Camera e chi opta per la Mastella (un solo articolo sui limiti alla pubblicazione e sulle multe) da che parte sta?
Come al solito, si cercano soluzioni-tampone. I giornalisti dicono che, se si aspetta il processo, non c’è più interesse a far uscire le telefonate. Senza dubbio è vero, ma questo non legittima una discovery precoce. Bisogna piuttosto limitare il più possibile i tempi del processo e creare subito le udienze-filtro di cui si parla da tempo, anche nel Pd”.
Questo filtro che conseguenze avrebbe?
Il materiale divulgato sarebbe meno parziale. Mi spiego. Nell’udienza-filtro i difensori possono chiedere di escludere le intercettazioni irrilevanti, o di farne trascrivere altre. In questa maniera ci sarebbe in circolazione solo il materiale rilevante, e soprattutto potrebbero esserci intercettazioni a favore degli indagati o di terzi, che invece al momento non ci sono.
Ma se si tratta di uno strumento che tutela gli imputati e avrebbe potuto evitare alcune delle pubblicazioni di questi giorni perchè Berlusconi non l’ha introdotta?
Berlusconi ha fatto del garantismo la sua bandiera, ma i fatti dimostrano che quando si è troppo occupati a pensare a se stessi è impossibile essere garantisti per tutti.
Liana Milella
(da “La Repubblica“)
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Giugno 24th, 2011 Riccardo Fucile
FILIPPO ROSSI: “OLTRE I VECCHI SCHEMI DI DESTRA E SINISTRA PER IL RECUPERO DI VALORI CONDIVISI E L’AFFERMAZIONE DELLA FORZA DELLA VERITA”… FABIO GRANATA: “A LUGLIO LA COMMISSIONE ANTIMAFIA IN AUDIZIONE A GENOVA: IL CRIMINE ORGANIZZATO E’ ENTRATO NEGLI AFFARI LEGALI, GENOVA SECONDA SOLO A MILANO”
Posti a sedere tutti occupati, i ritardatari abbarbicati sulle scale o in piedi per due ore ad assistere ieri a Genova, nella splendida cornice di Palazzo Ducale e nella prestigiosa sala della Società di Conversazioni e Letture Scientiche, alla presentazione del periodico di area finiana “Il Futurista”.
Era parecchio tempo che in città un evento culturale di area di destra non suscitava tale interesse anche da parte dei media: il Tg Rai e le principali testate cittadine hanno intervistato il direttore del settimanale, Filippo Rossi, e l’on. Fabio Granata di Futuro e Libertà , in qualità anche di vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia.
Con qualche annotazione di merito: due donne a presentare l’evento (la coordinatrice prov. di Fli, Rosella Olivari, e la responsabile giovanile di Generazione Futuro, Paola Del Giudice), 150 persone inchiodate per due ore in sala senza battere ciglio, una frequente interazione tra oratori e pubblico, con rapide domande e risposte, una predominanza di giovani tra i presenti.
Si respirava area diversa insomma da quella “becerodestra” che governa il Paese, anche nel taglio degli interventi.
Filippo Rossi ha ripercorso la storia de “Il futurista”, settimanale di politica, cultura e società , con il suo stile molto coinvolgente, semplice e narrativo, ribadendo quanto in Italia si senta la necessità vitale di una informazione indipendente di fronte allo strapotere delle lobbies editoriali. Rossi ha sottolineato che la recente vittoria dei Sì ai referendum e il raggiungimento del quorum hanno dimostrato l’importanza della “rete”, capace di mobilitarsi e battere chi detiene il monopolio dei media nel nostro Paese.
Non a caso la versione web del periodico ha avuto un grande riscontro di visite di internauti, coinvolti nel progetto di una informazione che superi i vecchi schemi di destra e sinistra intervenendo nel dibattito politico con la sola, dirompente forza delle ricerca della verità .
L’intervento “politico” di Fabio Granata è stato incentrato su due aspetti.
Il deputato di Fli ha prima illustrato le vicende che hanno portato alla separazione di Fini da Berlsconi, precisando che alla base della sua scelta c’è stata la scelta di campo della difesa della legalità : “La nostra destra non può che fare riferimento al sacrificio di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta: sono loro i nostri eroi, non certo Mangano, lo stalliere di Arcore”. 
Fabio Granata ha poi denunciato il clima di corruzione che ha generato il clima di compravendita di voti nel nostro Parlamento, fino al degrado delle istitituzioni che vanno invece difese, insieme ai diritti civili e al concetto di unità nazionale.
Il deputato futurista ha poi rimarcato il problema delle infiltrazioni della criminalità organizzata al Nord, un’emergenza che vede Genova e la Liguria seconde solo alla Lombardia nella triste classifica della malpianta mafiosa e ha annunciato che a fine luglio la Commissione antimafia si riunirà proprio a Genova per dare un segnale al contempo di allarme e di attenzione.
“La criminalità organizzata è entrata nell’economia locale – ha rivelato Granata – tenta di condizionarne il funzionamento e trarne vantaggio” .
Una stoccata finale Granata la riserva al Pdl imperiese, dopo lo scioglimento del comune di Bordighera per infiltrazione mafiose: “Il Pdl sostiene che la questione andrebbe ridimensionata? Anche a Milano c’era un prefetto che sosteneva che la mafia non esiste: Si è visto come è finita”.
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