Gennaio 9th, 2013 Riccardo Fucile
CONTRARI ALLA CANDIDATURA DELLA PERINA, QUATTRO PRESIDENTI DI CIRCOLO HANNO LASCIATO IL PARTITO… ANCHE IL CONSIGLIERE REGIONALE USCENTE PASQUALI MOLLA E VA CON TREMONTI
Dimissioni in massa per dire no alla candidatura nella Circoscrizione Lazio 1 di Flavia Perina al numero 2 della lista e dopo Fini.
Identica posizione anche in Toscana.
Ed è fuga dal Fli, dove il rapporto con Monti e con L’Udc, almeno a Roma, sembra scricchiolare
Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, il partito del presidente della Camera starebbe vivendo momenti difficili.
Anzi, difficilissimi e tutti causati dalla battaglia interna per trovare un posto tra Camera e Senato.
Insomma, l’oggetto del contendere sarebbe il paracadute e le cosiddette deroghe alla candidabilità che hanno incastrato i futuristi in un vicolo cieco.
“Forti” dell’1 per cento di consensi attribuiti dal cocktail sondaggi+elezioni locali, per 4 posti disponibili sarebbero in lizza Italo Bocchino, Roberto Menia, Carmelo Briguglio, Flavia Perina, Chiara Moroni ed Enzo Raisi.
A loro si aggiungerebbero Claudio Barbaro e Cosimo Proietti.
Decisamente troppi e così sarebbe scattata una faida interna culminata con le dimissioni di Renato Di Tomasi, Roberto Lovari, Gianmaria Tognon e Domenico Brocato, tutti membri del coordinamento romano.
Sia chiaro, si tratta di seconde linee, che però durante le elezioni rappresentano i circoli territoriali che hanno il compito di costruire contatti e consenso.
Proprio la “morìa” dei circoli romani nascerebbe dall’intensa attività di Flavia Perina, da giorni al telefono per la raccolta delle firme necessarie alla presentazione della lista e che avrebbe ricevuto invece una risposta negativa, culminata con le dimissioni. Defezioni, queste, che si aggiungono a quelle più antiche di Paola Guerci, Gianfranco Bafundi e, infine del consigliere regionale Francesco Pasquali passato con Tremonti. Insomma, il caso Perina fa tremare i futuristi per i quali sembra anche in bilico, almeno a livello locale, l’accordo con Monti e l’Udc.
C’è il rischio che si debba ripartire da zero e che le consultazioni si trasformino in una specie di roulette russa.
(da “Affari Italiani”)
Commento del ns. direttore
Riteniamo doveroso precisare, per quanto riguarda il “caso Perina” e le presunte dimissioni di dirigenti di Fli che la notizia ci è stata direttamente smentita da Flavia.
Un dimissionario invece ci ha comunicato che il suo addio non dipende dalla Perina ma dal fatto che Fli si è allontanato dal percorso tracciato a Bastia Umbra.
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Gennaio 9th, 2013 Riccardo Fucile
TRA I CANDIDATI ANCHE LA VEZZALI, ILARIA BORLETTI, LUIGI MARINO E MARIO SECHI… FLI CHIEDE 5 SENATORI: BOCCHINO, DELLA VEDOVA, BONGIORNO, CONSOLO E MENIA E BLOCCA ALLA CAMERA LA LISTA DEGLI EX PDL PER VALERSI DEL BONUS DEL MIGLIOR PERDENTE
L’intenzione era quella di annunciare in blocco i nomi della squadra parlamentare ma,
alla fine, anche il professor Mario Monti si è adeguato al metodo Bersani che per settimane ha proposto un candidato di rilievo al giorno.
Così anche il capo della coalizione di centro ha ufficializzato i primi nomi della società civile inseriti nelle due liste montiane che verranno presentate al Senato e alla Camera.
Eccoli, i primi candidati selezionati: il dirigente di Confindustria Alberto Bombassei, l’olimpionica di scherma Valentina Vezzali, il direttore de «Il Tempo» Mario Sechi, il presidente del Fai Ilaria Borletti Buitoni, il presidente della Confcooperative Luigi Marino
La squadra di Monti, dunque, inizia a prendere forma anche se la trattativa interna alla coalizione di centro non è ancora chiusa.
Il vertice notturno tra Monti, Fini e Casini non ha dato gli esiti sperati e quindi ancora ballano i delicati equilibri per la lista comune che montiani e centristi condividono al Senato.
Il ministro Andrea Riccardi, che ha il compito ingrato in queste ore di tenere i contatti con i candidati in quota Monti, minimizza: «I rapporti con Fli e Udc sono ottimi».
E anche Casini convoca i cronisti per negare che l’altra notte si sia vista alla Camera una trattativa dura fra i tre azionisti della lista Monti: «Non ci sono trattative, il clima è ottimo. Noi dell’Udc avremo zero senatori, al Senato faremo il gruppo unico».
E questo il leader dell’Udc lo dice per tagliare le gambe a chi va dicendo che lui vuole una pattuglia di 10-15 senatori fedelissimi con la prospettiva di crearsi un gruppo autonomo a Palazzo Madama.
Al centro tutti minimizzano i contrasti.
Ma la squadra al completo non esce allo scoperto perchè ci sono ancora posizioni da limare.
In Toscana, per il Senato verrebbe candidato come capolista il costituzionalista Stefano Ceccanti (parlamentare in carica del Pd che non ha partecipato alle primarie, escluso da Bersani dal listino) che però andrebbe a pestare i piedi al candidato di Italia Futura (l’associazione di Luca di Montezemolo).
In Emilia, poi, per Palazzo Madama ci sarebbero ai primi posti Luigi Marino (Confcooperative con grandi simpatie per l’Udc) e Mauro Libè parlamentare uscente della squadra di Casini.
E ieri sera alla Camera si poteva incontrare l’economista Giuliano Cazzola (ex Pdl) che osservava con aria sconsolata: «Non ho notizie che mi riguardano….».
In Lombardia invece – dove il professor Roberto D’Alimonte accredita 6 senatori per la coalizione di centro – ci sono in testa di lista l’economista Pietro Ichino e l’imprenditore Santo Versace.
Franco Frattini, poi, pur avendo detto che tornerà al Consiglio di Stato, avrebbe chiesto un posto in lista a Roma o in Veneto.
Resta da vedere se dalla selezione affidata da Monti al commissario Enrico Bondi riusciranno a passare Alfredo Mantovano e Beppe Pisanu (che è in parlamento da più di tre legislature).
Ci sono anche i 10 parlamentari che per seguire Monti hanno realmente abbandonato il Pdl.
Guidano il gruppo di Italia libera Isabella Bertolini e Giorgio Stracquadanio, che tengono rapporti quotidiani con il ministro Riccardi: «Lui continua a darci notizie rassicuranti», dice Stracquadanio lasciando intendere però che loro non sono affatto tranquilli.
Perchè il tempo passa e la struttura territoriale degli ex Pdl, mobilitata per la raccolta delle firme, si sta sfibrando nell’incertezza.
E poi, aggiungono gli ex pidiellini, «hanno impedito la formazione di una lista di Italia libera alla Camera perchè c’è stato il veto di Fini».
Il meccanismo del miglior perdente di ogni coalizione, infatti, premia un solo partito e quel «bonus» previsto dal Porcellum probabilmente dovrà essere utilizzato alla Camera da Fli se la lista non supererà il 2% a livello nazionale.
Oggi si apre la giornata decisiva per la lista unica di centro prevista al Senato.
Fli chiede 5 senatori sicuri (Della Vedova, Bongiorno, Bocchino, Consolo, Menia), mentre l’Udc (che porta al Senato Buttiglione, Cesa e Casini, con l’aspettativa, si dice, di quest’ultimo di contendere la presidenza di Palazzo Madama ad Anna Finocchiaro del Pd) ritiene di meritarne almeno 15.
Ma con questi calcoli quanti senatori rimarrebbero per la quota Monti che, tra l’altro, deve prendersi in carico «società civile» ed ex Pdl?
Dino Martirano
(da “il Corriere della Sera”)
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Gennaio 7th, 2013 Riccardo Fucile
LETTERA APERTA DI “LIGURIA FUTURISTA” AL PRESIDENTE DELLA CAMERA
Liguria Futurista, costola di Fli in rotta con la dirigenza ligure del partito, scrive una lettera aperta al presidente della Camera: per le candidature alle Politiche Fli non ricorra ai soliti nomi, ma a una squadra di trentenni espressi dal territorio.
“Sarebbero difficili da giustificare altre scelte di fronte a numerosi altri parlamentari uscenti di Fli che hanno raggiunto le tre legislature (e magari non in Forza Italia)”.
Il riferimento è al coordinatore ligure Enrico Nan: “Non sarebbe meglio – si domandano a Liguria Futurista – una lista di sedici motivati giovani under 30, quattro per provincia, con capolista una giovane genovese?”
(da “il Secolo XIX” di oggi)
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Gennaio 6th, 2013 Riccardo Fucile
TRA I NOMI NAZIONALI, BERSANI POTREBBE INDICARE IL PROF. GIANNI TESTINO, NOTO EPATOLOGO, DIRETTORE DEL CENTRO DI ALCOLOGIA DI SAN MARTINO, SUPERESPERTO DI DIPENDENZE… IMPEGNATO NEL SOCIALE, AMICO PERSONALE DI FINI, MA FUORI DA LOGICHE CORRENTIZIE: BURLANDO E DON GALLO LO SPONSORIZZANO, FLI NON LO L’HA NEANCHE CERCATO
Pubblichiamo un estratto dell’articolo di Repubblica.it dedicato alle candidature liguri
del Pd
Da Roma dovrebbero arrivare i quattro nomi nazionali necessari a completare l’elenco dei dodici probabili eletti (otto alla Camera, quattro al Senato, dicono i sondaggi) ma a Roma sono in alto mare.
Insieme ad Andrea Orlando (che è di Spezia) i tre nomi nazionali sarebbero tutti romani (si parla ad esempio di Paola Concia, leader del movimento gay, un nome forse non proprio azzeccato nella città del cardinal Bagnasco) come pure rimbalza il nome dell’attrice Ottavia Piccolo, indicata da Matteo Renzi.
Se invece i nomi fossero “genovesi” sarebbero quelli del medico Gianni Testino e di Fabiola Mascardi, dirigente Finmeccanica, responsabile delle relazioni esterne di Ansaldo Energia, bocconiana, a lungo collaboratrice a Bruxelles prima di Mario Monti e poi della De Palacio.
Ad ora, in casa Pd, ci sono solo gli otto nomi “sicuri” scelti alle Primarie: con loro ci potrebbero essere il senatore Ignazio Marino (che è genovese) capolista al Senato, il responsabile Giustizia Pd Andrea Orlando (spezzino) capolista alla Camera, più due nomi espressi dalla società civile.
Se fossero genovesi in campo ne sono rimasti appunto due, Gianni Testino, medico e superesperto di dipendenze che proprio ieri ha incassato l’appoggio convinto di don Gallo, e Fabiola Mascardi, che andrebbe a coprire un settore molto importante per il Pd ligure, quello del mondo del lavoro.
Commento del ns. direttore
Fa sorridere, se non fosse tragico, che alla fine l’unico parlamentare ligure riconducibile a Fini finisca per essere eletto nelle liste del Pd.
Perchè Gianni Testino è in effetti amico personale del presidente di Fli, lo ha invitato per un paio di anni a Genova come relatore ai suoi convegni scientifici, dimostrando di non temere di essere etichettato in tempi non sospetti come “vicino a Fli”.
Avendo avuto con lui schiette frequentazioni (non dico amicizia, altrimenti peggioro la sua posizione) posso dire che avrebbe potuto essere un capolista qualificato della lista di Fli alle politiche.
Essendo fuori da logiche di partito e di correnti, avrebbe potuto rappresentare quel valore aggiunto che gli deriva dalla professionalità , dall’immagine e dall’impegno sociale.
Era una strada che si sarebbe potuta percorrere, non l’unica, ma certamente una via che avrebbe portato qualche voto in più e non in meno, tanto per capirci.
Comprendo che Fli abbia personaggi più qualificati da proporre all’elettorato ligure, ma uno che lo cerca Bersani, che ha come sponsor persino Burlando e don Gallo, forse proprio un pirla non è.
“Riccardo, non sono un politico, non me ne capisco di correnti, sono un tecnico”: ricordo le sue parole e la sua amarezza per la situazione creatasi in Fli a Genova.
E, amicizia a parte, le motivate ragioni del suo allontanamento, dopo l’aiuto che aveva dato.
Non so se qualcuno, ai vertici di Fli, gli abbia proposto una candidatura, ne dubito: certamente conosco i motivi di incompatibilità ambientale per cui Gianni si è allontanato.
Una risorsa perduta e non valorizzata perchè avrebbe fatto ombra a qualcuno.
La solita politica “ad escludendum” cui in tanti siamo rimasti vittime a Genova e che tuttora prosegue.
In bocca al lupo, Gianni.
Comunque vada.
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Gennaio 5th, 2013 Riccardo Fucile
TUTTO COME PREVISTO: DAL CASO POLITICO A QUELLO “PERSONALE”, MA VERBA VOLANT E SCRIPTA MANENT
Pubblichiamo il comunicato stampa inviato dal coordinatore regionale Enrico Nan agli
iscritti liguri a Fli
Recentemente, in occasione dell’udienza fissata dal Giudice delle Indagini preliminari, per decidere sul rinvio a giudizio, spinto dal buonismo che mi contraddistingue, ho ritenuto di ritirare la querela a fronte di un documento sottoscritto anche da Riccardo Fucile nel quale veniva riconosciuto la correttezza del mio comportamento anche sotto il profilo dell’etica personale.
Ho letto recentemente, una riedizione , a firma “Liguria Futurista” di quanto già era stato scritto nel passato. Sia ben chiaro che è legittima ogni critica politica al mio operato ma, a questo punto, è altrettanto legittimo voler fare chiarezza su una presa di posizione che personalmente giudico strumentale e deviante.
Tutto ciò, se si considera che il direttore del sito dove è stato pubblicato l’articolo di Liguria Futurista è il solito Riccardo Fucile che nemmeno mi risulta iscritto a Futuro e Libertà . Si’ proprio colui che ha sottoscritto quel documento nel quale, in relazione agli episodi che mi venivano contestati, mi riconosceva una reciprocità di correttezza anche sotto il profilo dell’etica personale.
A questo punto, appare evidente che, la riedizione di questi attacchi personali, rappresenta un comportamento e una presa di posizione incoerente, finalizzata a voler danneggiare la nostra campagna elettorale.
Ho ritenuto pertanto di rivolgermi a tutti gli iscritti per far chiarezza e per sottolineare che la correttezza dei miei comportamenti è stata riconosciuta anche da chi mi ha mosso delle critiche.
Bisogna quindi, soprattutto in questa fase, essere uniti nell’ affrontare una campagna elettorale che si presenta difficile e in relazione alla quale non dobbiamo raccogliere le provocazioni da chi vuol fare del male a FLI .
Risponde il ns. direttore
Mi spiace che, a fronte di critiche politiche derivanti da circostanze peraltro ammesse a suo tempo dallo stesso Nan al Secolo XIX (ovvero aver ricevuto in sede Fli persone attenzionate dalla Dia e aver ottenuto in comodato gratuito la sede di Fli alla Fiumara da soggetto che finora si è sottratto alla magistratura italiana), lo stesso Nan non ritenga di fare autocritica sul danno, anche involontario, che possono aver arrecato all’immagine di Fli quei fatti e non entri nel merito della proposta politica avanzata da “Liguria Futurista”.
Mi spiace ancor di più che dimentichi quanto segue:
1) Per la querela da lui presentata nei miei confronti, lo stesso pm aveva chiesto al giudice l’archiviazione in quanto non sussistevano estremi per procedere.
2) Nan ha ritenuto ugualmente di fare opposizione alla richiesta del pm e il giudice, a fronte di analoga querela presentata da me verso altra persona, ha invitato le parti a rimettere le rispettive querele come soluzione più ragionevole.
Per la bontà che mi distingue, ho ritenuto di aderire alla richiesta del giudice, dichiarandomi disponibile alla remissione.
I rispettivi legali hanno stilato il seguente documento (che è ben diverso da quello che sostiene ora Nan):
“Con la presente ci diamo reciprocamente atto che, oggi, a distanza di tempo, valutati più serenamente i fatti oggetto del citato procedimento, riteniamo che gli stessi debbano rimanere confinati nell’ambito della dialettica politica senza che abbia ad occuparsene l’Autorità Giudiziaria, considerato che anche sotto il profilo dell’etica professionale sono stati chiariti i comportamenti di reciproca correttezza”.
Quindi si parla di etica professionale (e si riferisce a un giornalista e a me per quanto scritto) e non di etica personale.
E non si entra volutamente nel merito.
Se Nan afferma che “è legittima ogni critica politica al mio operato” prenda atto coerentemente che è lecito ritenere, a parere di molti, che il suo operato non sia andato nell’interesse del partito che rappresenta.
E che la sua candidatura (peraltro vietata dalla norma Monti su chi ha più di 3 legislature alle spalle) a parere di molti non sia ritenuta opportuna.
Non esistendo più la monarchia, non ha ragione di sussistere il reato di lesa maestà .
E avanzare proposte alternative, nell’interesse di Fli, è ancora permesso.
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Gennaio 5th, 2013 Riccardo Fucile
COALIZIONE MONTI: CHI HA GIA’ FATTO TRE LEGISLATURE NON POTRA’ ESSERE RIPRESENTATO… ORA VEDIAMO SE I VERTICI DI FLI AVRANNO IL CORAGGIO DI CANDIDARE UNA DONNA CAPOLISTA IN LIGURIA
Nell’accordo raggiunto ieri per la presentazione delle liste di coalizione a sostegno del premier Monti, sono stati posti dal professore numerosi paletti “etici” anche per la composizione delle liste Udc e Fli.
“Non solo su fedina penale e conflitto di interessi, ma anche sui 15 anni di legislatura. Con Enrico Bondi abbiamo pensato che possano essere concesse solo due deroghe per partito» ha sentenziato Monti, gelando Casini e Fini.
È la mannaia che scende su decine di parlamentari con tre e più legislature alle spalle.
Che non potranno più essere ripresentati.
Il caso riguarda anche la Liguria, dove era data per scontata la candidatura, dietro il capolista Fini, di Enrico Nan, nonostante l’opposizione di vasti settori del partito.
Infatti Enrico Nan è stato deputato per quattro legislature, dalla XII alla XV nelle file di Forza Italia, quindi è abbondantemente al di sopra dei limiti fissati da Monti e accettati da Casini e Fini.
A questo punto Fini potrebbe giocarsi la carta di una delle due deroghe concesse, ma sarebbe difficile giustificarla di fronte a numerosi altri meritevoli parlamentari uscenti di Fli che hanno raggiunto le tre legislature (e magari non in Forza Italia).
La logica direbbe, se le dichiarazioni hanno un valore, che Nan non potrà essere in lista in Liguria.
Prima di nominare qualche compassato panchinaro a mo’ di tappullo, sarebbe bene che Fini valutasse l’ipotesi che suggeriamo da tempo: lista di sedici motivati giovani under 30, quattro per provincia, con capolista una giovane donna genovese.
Per dare un segnale vero di cambiamento.
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Gennaio 4th, 2013 Riccardo Fucile
LOTTA INTERNA CON DELLA VEDOVA CHE VORREBBE IL LISTONE UNICO CON MONTI ED EVITARE DI FARSI CONTARE… NEL MIRINO GLI AFFARI FINANZIARI DI BOCCHINO
Anche se Benedetto Della Vedova dice che non ci sarà alcun problema nel superare la soglia di sbarramento, in realtà la preoccupazione dentro Futuro e Libertà per l’Italia è altissimi.
Fli sta raccogliendo le firme per presentarsi alla Camera in sostegno di Monti insieme con altre tre liste (al Senato ci sarà un’unica lista), ma la tentazione di lasciar perdere e finire dentro la grande lista dell’Agenda del Professore è tanta.
Anzi, tantissima.
Contarsi, per i finiani, sarà veramente un problema stavolta.
Dentro il partito è un braccio di ferro continuo.
Da una parte Italo Bocchino, che non vuole abbandonare il fortino, dall’altra Benedetto Della Vedova, uomo molto apprezzato da Monti, che da tempo medita la fusione in un nuovo centro che il presidente del Consiglio del governo dimissionario in questo momento rappresenta.
Intanto l’altro ieri Fini ha tolto le delega a Bocchino e si è ripreso tutti i poteri.
Il deputato campano è il vero ostacolo a un apparentamento definitivo con Monti.
I suoi trascorsi mettono in difficoltà i revisori dei curricula per l’Agenda. Moavero, Toniato e, soprattutto, Enrico Bondi hanno in mano un dossier su di lui.
All’interno c’è il sequestro da parte della Procura di Roma di 2,5 milioni di euro di contributi al quotidiano Il Roma e un immobile di simile valore.
A questo si aggiunge il capitolo Finbroker, società finanziaria con sede a San Marino che nel 2001 versò allo stesso quotidiano più di 2 miliardi, probabilmente per risanare i conti.
Nel dossier Fli in mano a Bondi si parlerebbe, infine, di una cena tra Alfredo Vito, mister 100.00 preferenze, e Fini in un ristorante romano lo scorso 19 dicembre.
Cena, dicono, organizzata dal deputato finiano.
(da “il Portaborse”)
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Gennaio 2nd, 2013 Riccardo Fucile
FINALMENTE QUALCUNO SI E’ ACCORTO DELLE GRANDI POTENZIALITA’ DELLA BONGIORNO… OPERAZIONE SIMILE IN LOMBARDIA E MOLISE
La Lista Monti sbarca anche nelle regioni. Per ora è solo un’ipotesi. Ma l’idea sta
giorno dopo giorno sta prendendo quota e concretezza.
“Correre” anche in Lombardia, Molise e Lazio per non disorientare gli elettori.
I primi passi sono già stati compiuti.
Tanto da indicare anche alcuni “potenziali” candidati Governatore. Soprattutto per il Lazio.
I sondaggi già fatti e in corso indicano un solo concorrente come la più quotata tra i centristi. Un nome che potrebbe sparigliare i giochi apparentemente già fatti a favore di Zingaretti.
Il nome è quello di Giulia Bongiorno, l’avvocato prestato alla politica che più di tutti ha dato noia al Cavaliere nella legislatura appena chiusa.
La mossa è quella di utilizzare lei non solo come primo nome della lista Monti per il Senato nel Lazio, ma anche per una coalizione centrista Udc-Fli che corra alle regionali.
Una doppia candidatura dunque, Senato e Regione Lazio.
Proprio su quest’ultima competizione – una novità nella strategia del Professore – le valutazioni di prospettiva stanno rivelando in queste ore che una lista del genere, e con un esponente di peso come Bongiorno a guidarla, potrebbe catturare il voto di molti indecisi e implementare il risultato delle politiche.
Non è un mistero del resto che, nell’esito incerto e legato a una manciata di voti per il futuro di Palazzo Madama, proprio il risultato delle regionali in Lombardia e nel Lazio potrebbe essere determinante e fornire un prezioso atout al professor Monti anche perchè è noto che moltissimi che si astengono alle politiche votano invece per le regionali.
Della candidatura dell’ex presidente della commissione Giustizia della Camera – che Fini ha lanciato in politica nel 2006 – si è parlato ufficialmente nelle riunioni centriste. È stata chiesta da Casini e Fini la sua disponibilità a correre nella doppia veste di governatore e di capolista al Senato.
Nelle prossime ore Bongiorno stessa scioglierà le sue ultime riserve.
I sondaggi che la riguardano, fatti tra le figure di spicco dell’area centrista, l’hanno classificata al primo posto.
Anche le sfere ecclesiastiche si sarebbero dichiarate favorevoli all’avvocato, che ben ricordano come il legale di origine palermitana, figlia d’arte (suo padre è un noto civilista), abbia condotto la battaglia legale per Andreotti.
In ottimi rapporti con Italia Futura di Montezemolo, Bongiorno viene spesa come un tecnico che è riuscita a restare in sella alla commissione Giustizia conquistandosi anche un voto bipartisan nel durissimo scontro sulla giustizia tra berlusconiani e centrosinistra.
In una regione come il Lazio tormentata dalle inchieste giudiziarie, con due governatori, Storace e Polverini, spazzati via dagli scandali (anche se poi Storace è stato assolto).
Un candidato come Bongiorno è considerato strategico soprattutto dopo che Berlusconi ha annunciato di voler appoggiare Storace.
La legalità diventa uno dei temi principali della competition regionale: Bongiorno potrebbe essere il candidato che può competere a sinistra con Zingaretti e a destra con Storace.
Ma a questo punto si aprirà la caccia ai candidati-Governatori anche in Lombardia e in Molise.
E il nome di Gabriele Albertini è già pronto.
(da “La Repubblica”)
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Dicembre 26th, 2012 Riccardo Fucile
LE FREQUENTI VISITE IN VIA DELLA SCROFA E L’AIUTINO CONFEZIONATO A LA RUSSA
Forse dietro quelle strane visite di Italo Bocchino in via della Scrofa, rigorosamente con auto di servizio (non blu, ma grigia), con autista e apritore di sportello, c’è davvero qualcosa che bolle in pentola.
Nelle stesse ore in cui Menia ci confermava le sue visite in quella storica sede di An, ma specificava che era solo per consegnare delle multe ricevute per la campagna elettorale del 2008, Bocchino alla Camera regalava uno strano assist a Ignazio La Russa, a conferma di un feeling ritrovato e propedeutico forse ad altro.
Sul decreto taglia-firme il Fli, cioè Bocchino, rompeva l’accordo col Pd su un emendamento che eliminava l’obbligo di presentazione delle firme per le liste collegate a movimenti già presenti in Parlamento al momento del varo del decreto, per convergere sul salva-La Russa, un altro emendamento che faceva rientrare nella sanatoria anche le liste nate “prima dell’approvazione parlamentare” del decreto.
Giunge voce, però, che un altro collaborazionista pronto ad abbracciare i “fratelli d’Italia” sarebbe Carmelo Briguglio
(da “Il Portaborse”)
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