Aprile 24th, 2017 Riccardo Fucile
RICORSI E CONTRORICORSI, ORA GRILLO PUNTA A FAR ANNULLARE IL VOTO DELLE COMUNARIE PER IMPEDIRE ALLA CASSIMATIS DI PRESENTARE LA LISTA M5S
A Genova stiamo apprezzando come funziona la Democrazia Diretta da Beppe Grillo. Ieri si è diffusa la notizia che Marika Cassimatis voleva rinunciare alla corsa come candidata sindaca con il MoVimento 5 Stelle in città dopo aver vinto il ricorso al tribunale civile in cambio del pagamento delle spese processuali e della possibilità di presentare una lista per correre in proprio.
La notizia è stata smentita dall’interessata in mattinata ma dietro le chiacchiere c’è una storia che va raccontata.
Avevamo infatti lasciato il blog di Beppe Grillo a commentare la sentenza del giudice Braccialini senza mai nominare la candidatura di Luca Pirondini ma affermando che il tribunale non aveva detto che la Cassimatis era la candidata del M5S a Genova. Avevamo anche spiegato che il tribunale non poteva arrogarsi il diritto di sancire candidature così come del resto non poteva fare Beppe Grillo, come del resto la sentenza spiegava.
Ma, annullando le decisioni del Garante Nonchè Capo Politico del M5S che riguardavano il voto degli attivisti genovesi e il successivo plebiscito su Pirondini, l’unica decisione assembleare rimasta in piedi era quella che sanciva la vittoria della Cassimatis.
L’avvocato Lorenzo Borrè aveva spiegato cosa avrebbe rischiato Beppe Grillo non ottemperando alla decisione del tribunale. Avevamo anche spiegato che era possibile ricorrere contro la decisione del giudice entro 15 giorni e che nel caso un collegio di giudici avrebbe dovuto esaminare il reclamo ed emettere la sentenza entro venti giorni.
Ora, attenzione.
Il giorno prima dell’udienza al tribunale civile sul blog di Beppe Grillo era stato pubblicato un post in cui si annunciava che la votazione che aveva incoronato Cassimatis era da considerarsi annullata perchè non era stato dato un preavviso di 24 ore prima del voto come da regolamento sul blog di Beppe Grillo.
Avevamo anche segnalato che tutte le comunarie fin lì svolte nel 2017 erano state proclamate senza rispettare il preavviso di 24 ore che improvvisamente il blog di Beppe Grillo sentiva il bisogno di rispettare per annullare il voto su Cassimatis, e che curiosamente il blog di Beppe aveva proclamato come annullato il voto su Cassimatis fregandosene della regolarità del voto di Palermo, Padova, Piacenza e Verona. L’argomento era chiaramente strumentale e si poggiava su uno dei motivi segnalati dalla difesa di Marika Cassimatis, che chiedeva l’annullamento del voto su Pirondini proprio in virtù dell’assenza del preavviso di 24 ore.
Attenzione perchè adesso la storia si complica.
Il tribunale non si era espresso sul provvedimento di annullamento ma aveva segnalato che anche quella decisione non poteva essere presa centralmente dal blog. Di qui è partita la mandrakata.
Alcuni rappresentanti della lista che sostiene Luca Pirondini hanno presentato un nuovo ricorso al tribunale, formalmente contro il MoVimento 5 Stelle ma in realtà con l’obiettivo di far saltare quella votazione, segnalando come argomento di nullità proprio il mancato preavviso di 24 ore prima del voto.
Su questo ricorso, presentato senza alcun annuncio da parte dei ricorrenti, è stata fissata l’udienza il 26 aprile con procedura d’urgenza.
I ricorrenti mirano a far annullare il voto su Cassimatis; la difesa di quest’ultima si presenterà in giudizio e si opporrà usando, tra gli altri, un argomento molto interessante: quando arrivò l’espulsione (poi rientrata) degli attivisti di Napoli Libera anche questi, sempre assistiti dall’avvocato Lorenzo Borrè, chiesero con procedura d’urgenza l’annullamento del voto delle successive comunarie napoletane. Il giudice glielo negò con l’argomento che altrimenti non ci sarebbe stato tempo per far presentare la lista M5S.
Se a Genova il giudice decidesse alla stessa maniera non ci sarebbero più i tempi tecnici per effettuare un altro voto sul blog di Grillo e incoronare effettivamente Pirondini.
Cassimatis rimarrebbe l’unica candidata legittimata e a quel punto a Grillo non resterebbe che accettare lei oppure non concederle il simbolo senza presentarsi alle elezioni di Genova.
Se invece il giudice dovesse ritenere fondata la procedura d’urgenza e decidere in favore di Pirondini il blog dovrebbe indire un altro voto tra gli attivisti genovesi senza la Cassimatis, nel frattempo sospesa e quindi impossibilitata a parteciparvi.
Nel frattempo però il 26 aprile è l’ultimo giorno disponibile per i legali del MoVimento 5 Stelle per presentare il ricorso contro il giudice Braccialini.
Il ricorso sarebbe già pronto e mirerà a far annullare, davanti a tre giudici riuniti collegialmente, la decisione di Braccialini. I giudici hanno venti giorni di tempo per decidere ma è pacifico pensare che lo faranno entro i primi di maggio, visto che si vota l’11 giugno e c’è la necessità di dare il tempo al vincitore della lite in tribunale di raccogliere le firme.
Ecco quindi che tra la presentazione della lista Cassimatis con il M5S si frappongono tre ostacoli: il ricorso della lista Pirondini, il probabile ricorso della difesa del MoVimento 5 Stelle e la sospensione dei probiviri nei confronti di Marika Cassimatis e di altre due persone presenti nella lista della professoressa di geografia (Loredana Massone e Cristina Camisasso).
Ce n’è abbastanza per pensare di gettare la spugna, come raccontava Repubblica Genova ieri. Magari pensando di poter concorrere lo stesso con la propria lista alle elezioni da indipendente. Ma è proprio qui che la situazione si complica ulteriormente.
Perchè lasciando campo libero a Pirondini alle elezioni di Genova la lista Cassimatis si troverebbe a dover concorrere per un numero di voti finito con lo stesso Pirondini che avrà il simbolo del M5S e con la lista di Paolo Putti, ex consigliere M5S che si candida di nuovo a sindaco.
Ce n’è abbastanza per comprendere che lo spazio elettorale sarebbe ridotto al lumicino, così come le speranze di strappare anche un solo posto in consiglio.
In realtà l’unica chance che ha la Cassimatis di dare un senso alla sua corsa è quella di avere come concorrente soltanto Putti (con il quale magari potrebbe trovare un accordo).
Con Pirondini in campo e la benedazione di Grillo al candidato a lei opposto di possibilità non ne ha. Ma la candidatura di Pirondini dipende in primo luogo dalle decisioni di due tribunali.
Dall’altra parte c’è un ricorso giuridicamente fondato e politicamente imbarazzante, perchè si fonda su un argomento — il preavviso di 24 ore — che servirà , nel caso di vittoria, ad annullare una candidatura “scomoda” lasciando in vita le altre gradite dal blog, visto che su queste nessuno ha ritenuto di dover intervenire.
Che brutta fine ha fatto la Democrazia Diretta da Beppe Grillo.
(da “La Repubblica”)
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Aprile 20th, 2017 Riccardo Fucile
GENOVA: IMPAZZANO SPACCIATORI E IMBRATTATORI DI PALAZZI STORICI, MA IL “DECORO” DELLA CITTA’ E’ GARANTITO DAL BLITZ ANTI-PIPI’
Sono le 2.40 di notte del 25 febbraio scorso. Marco, diciannove anni studente di un liceo genovese esce da un locale del centro storico. È in compagnia di alcuni amici, ha bevuto un paio di birre, percorre poche centinaia di metri a piedi.
Si ferma in vico Lavezzi e qui decide di fare la pipì. «Mi scappava non c’erano altri locali aperti nella zona e il nostro aveva appena chiuso», spiegherà più tardi il giovane per giustificarsi.
Nella zona transita una pattuglia di carabinieri della stazione di Carignano.
I militari vedono il giovane urinare, lo bloccano di ritorno dal vicolo e lo identificano. «Ha commesso il reato di atti contrari alla pubblica decenza, deve pagare una multa». Marco torna a casa, racconta l’accaduto al padre.
«Mai e poi mai ci saremmo immaginati che la cifra fosse così alta», sottolinea ancora incredulo il papà del ragazzo. Perchè una settimana più tardi i carabinieri inviano allo studente genovese un verbale di contravvenzione.
Alla fine del foglio, una cifra monstre: 10 mila euro. «Ho riletto tre o quattro volte la multa -racconta il padre del ragazzo che lavora come agente di commercio – speravo di aver visto male. Ed invece era tutto vero».
La famiglia dello studente contatta avvocati, chiede pareri a consulenti legali. Alla fine la risposta è sempre la stessa e vale più che una sentenza. «Mi hanno detto che era meglio pagare, che si poteva fare ricorso ma le speranze di vincere erano pari a zero». Anche perchè i carabinieri di Carignano in questa circostanza hanno applicato la legge alla lettera.
Facciamo un passo indietro.
All’inizio del 2016 il reato di atti contrari alla pubblica decenza è stato depenalizzato. Cioè trasformato da denuncia penale in sanzione amministrativa.
E però il legislatore ha alzato di parecchio il livello economico del verbale. Che ora parte da cinquemila e arriva fino a diecimila euro.
Il papà di Marco ha deciso di saldare il dovuto entro sessanta giorni usufruendo dello sconto della misura ridotta . Un terzo della multa – applicato però in questo caso al valore massimo – e alla fine ha pagato all’Erario 3,333 euro e 33 centesimi.
Nessuno ha ritenuto che forse sarebbe bastato un “cartellino giallo” ammonendo lo studente a non farsi mai più beccare a urinare in luogo pubblico anche perchè in piena notte e in assenza di passanti resta oscuro il concetto di “atto contrario alla pubblica decenza” quando uno ha un improrogabile bisogno e non esiste nel raggio di chilometri un servizio Wc pubblico perchè le istituzioni non li mettono a disposizione dei cittadini.
Talvolta il buonsenso dovrebbe far capire che le situazioni di degrado delle città sono ben altre, soprattutto le decine di spacciatori che agiscono nei vicoli di Genova o chi imbratta con scritte i palazzi antichi della città e che continuano ad agire indisturbati.
Con una multa di 10.000 euro ora il decoro di Genova è assicurato.
(da agenzie)
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Aprile 8th, 2017 Riccardo Fucile
GENOVA, L’EX IDV ANZALONE PASSA IMPROVVISAMENTE DAL CENTROSINISTRA AL CENTRODESTRA… IL SINDACO: “NON POTEVA USARE IL LOGO DEL COMUNE”
Scoppia il caso dei manifesti di Stefano Anzalone, ex consigliere comunale Idv, che da stampella fondamentale della giunta Doria dell’ultimo anno e mezzo, in occasione dei voti sulla delibera di fusione Amiu Iren si è invece tirato indietro facendo mancare il suo appoggio, e sarebbe già in fase di avvicinamento al candidato della destra Marco Bucci.
Anzalone ha tappezzato la città di maxi manifesti anche se non ha ancora un partito che lo abbia candidato
Oggi il sindaco Marco Doria ha affrontato il tema con qualche considerazione velenosa sui soldi — “se fossero quelli del gruppo sarebbe una violazione del regolamento” ha detto il sindaco -con cui sarebbero stati pagati i manifesti e sul logo del Comune che compare sugli stessi.
Anzalone per altro ha già fatto sapere di essersi pagato i manifesti con soldi suoi. Quanto al logo si vedrà .
(da “La Repubblica“)
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Marzo 31st, 2017 Riccardo Fucile
MA IL PERICOLO ARRIVERA’ A GIORNI, QUANDO IL TRIBUNALE DOVRA’ ESAMINARE IL RICORSO AVVERSO ALLA ESCLUSIONE DALLA LISTA DELLA CASSIMATIS… SE IL GUDICE DARA’ RAGIONE ALLA CANDIDATA, IL M5S E’ FUORI DALLA COMPETIZIONE ELETTORALE A GENOVA
Beppe Grillo e Alessandro Di Battista indagati per diffamazione.
E’ questo il primo effetto della querela presentata da Marika Cassimatis, la candidata Cinque Stelle che era risultata vincente alle primarie del Movimento, subito dopo sconfessate e annullate dal leader genovese.
Ad aprire il fascicolo nei confronti di Grillo e Di Battista, che nei prossimi giorni saranno ascoltati, è stato il sostituto procuratore della Repubblica, Walter Cotugno.
Contestualmente alla querela, Marika Cassimatis aveva anche presentato un ricorso d’urgenza con cui si chiedeva di bloccare la nomina di Luca Pirondini, che lei aveva battuto nelle primarie poi azzerate.
Se il ricorso verrà accolto (l’udienza è prevista entro pochi giorni) i Cinque Stelle genovesi potrebbero finire fuori dai giochi delle amministrative genovesi.
L’ipotesi di diffamazione riguarderebbe i contenuti di quanto lo stesso Grillo ha scritto sul suo blog il 17 marzo accusando Cassimatis e i candidati della sua lista di aver “ripetutamente e continuativamente danneggiato l’immagine del MoVimento 5 Stelle, dileggiando, attaccando e denigrando i portavoce e altri iscritti, condividendo pubblicamente i contenuti e la linea dei fuoriusciti dal MoVimento 5 Stelle; appoggiandone le scelte anche dopo che si sono tenuti la poltrona senza dimettersi e hanno formato nuovi soggetti politici vicini ai partiti”.
Lesive per Cassimatis sarebbero anche alcune dichiarazioni rilasciate da Alessandro Di Battista che evocava intervento drastici contro chi, a suo parere, già ora, non era in linea con il Movimento.
Cassimatis: «Mi sento come Davide contro Golia»
«Davide contro Golia. Ringrazio tutti gli amici e i sostenitori di Genova e d’Italia che hanno già contribuito alla nostra causa, a nome anche dei candidati consiglieri della lista che ha vinto le primarie di Genova del M5s». È quanto ha scritto in un post su Facebook Marika Cassimatis poco prima che emergesse la notizia dell’indagine della procura di Genova nei confronti Beppe Grillo e Alessandro Di Battista. «Stiamo affrontando una battaglia per la legalità e la trasparenza e ricordiamo che ogni volta che si disattende ad una regola, la si annulla. Quello che è successo a Genova potrebbe ripetersi altrove. È una battaglia di tutti. E noi ci sentiamo come Davide contro Golia, abbiamo ancora bisogno di aiuto», scrive Cassimatis pubblicando il numero di Postpay dove chi vuole potrà contribuire alla «nostra battaglia legale per la democrazia e la giustizia».
Politicamente il pericolo maggiore per il M5S deriva però dal ricorso d’urgenza contro la nomina di Pirondini attraverso una seconda votazione. Se il ricorso venisse accolto, le strade sue due: o la Cassimatis e la sua lista reintegrata dal giudice si presenta con il simbolo del Movimento o Grillo ha solo la strada (prevista dallo Statuto) di ritirare il simbolo dalle elezioni comunali, solo peraltro dopo aver fatto votare on line la sua proposta.
Con il risultato che il M5S non sarebbe presente alle amministrative per colpa di chi ha cambiato le carte da gioco perchè non è uscito il candidato che voleva lui.
Una figura da sprofondare se fosse successa ad altri partiti. Ma nel M5S sono abituarsi a tapparsi non solo il naso.
(da agenzie)
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Marzo 28th, 2017 Riccardo Fucile
M5S GENOVA SEMPRE PIU’ NEL CAOS, TRA QUERELE, DENUNCE ED ESPOSTI AL TAR
Marika Cassimatis annuncia in una conferenza stampa che porterà in giudizio presso il tribunale civile di Genova Beppe Grillo. La Cassimatis si rivolgerà al tribunale per chiedere di essere riammessa come candidata sindaco dei 5 Stelle a Genova e interpellerà una procedura d’urgenza per chiedere al giudice di sospendere il provvedimento nei suoi confronti.
La Cassimatis legge poi il post di Beppe Grillo per il quale ha promosso querela per diffamazione nei confronti dell’autore del post, Beppe Grillo, «a tutela della mia persona e dei compagni che hanno intrapreso con me quest’avventura. Ho querelato anche Alessandro Di Battista che ci ha definito squali. Ci siamo sentiti profondamente offesi da accuse che non stanno nè in cielo nè in terra. Non mi è stato concesso il diritto di difesa».
E ancora: «Noi non conosciamo i nomi di tutti i componenti della nostra lista, Pirondini però ha chiesto che venissero resi pubblici. Perchè?».
L’ex candidata chiede i documenti che hanno portato alla decisione nei suoi confronti, chiede anche che in assenza di riscontri oggettivi e rilevanti nei confronti suoi o dei componenti della sua lista, pubbliche scuse per l’accaduto e reintegro della lista risultata vincitrice alle primarie del MoVimento 5 Stelle. Altrimenti, sostiene, si rivolgerà al tribunale.
«In ultimo noi stiamo facendo tutti i passi utili per un ricorso al tribunale civile per far rientrare la decisione: abbiamo aperto un conto Postepay per far fronte alle spese legali. Siamo semplici cittadini e abbiamo bisogno di aiuto», dice poi la Cassimatis. Che fa sapere che Giovanni Frasca, uno dei sostenitori della Cassimatis, ha sporto denuncia alla procura di Genova per una serie di minacce che gli sono pervenute il giorno della decisione di Beppe: “Una persona di Varese mi ha detto che se mi avesse trovato per strada mi avrebbe preso a pugni con un tirapugni”.
Poi la parola torna a Cassimatis: «Il problema sono alcune interpretazioni che vengono date alle regole del M5S. Per questo ci interessa estendere la nostra rivalsa a tutto il MoVimento. A Genova è stato disconosciuto il voto del blog, nonostante Casaleggio dicesse che la rete è sovrana. Vogliamo capire perchè. Noi aspettiamo. Vogliamo le scuse e il reintegro della nostra lista».
(da agenzie)
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Marzo 26th, 2017 Riccardo Fucile
CONTINUA L’EMORRAGIA DEI GRILLINI IN LIGURIA: LASCIA ANCHE IL CONSIGLIERE COMUNALE DI LA SPEZIA…MARTEDI’ CONFERENZA STAMPA DELLA CASSIMATIS
Martedì Marika Cassimatis spiegherà cosa intende fare: dal punto di vista giudiziario e politico. La
ex candidata sindaco del Movimento 5 Stelle, eletta grazie ai voti della base e poi destituita d’imperio da Beppe Grillo, incontrerà la stampa a Palazzo Ducale alle 11,30.
Il suo silenzio stampa dura infatti da diversi giorni, rotto solo da alcuni post su Facebook dove la ex candidata alle elezioni per la scelta del futuro sindaco di Genova chiede al fondatore dei Cinque Stelle di sapere il motivo reale della sua esclusione. Finora senza mai aver ricevuto alcuna risposta.
Quel che si sa già per certo è che, nei giorni scorsi, la professoressa di Geografia ha presentato alla Procura di Genova una querela per diffamazione contro il comico e Alessandro Di Battista
Ma è probabile che Marika Cassimatis abbia imboccato anche una via civile, con una procedura d’urgenza, che potrebbe innescare una sospensiva del risultato delle cosiddette comunarie ripetute dal blog di Grillo e che avevano dato il via libera a Luca Pirondini
In quel caso si contesta l’anomalia di aver allargato la votazione per una questione locale (appunto la scelta del candidato per Genova) a tutti gli iscritti del portale, cosa che in realtà cozzerebbe con i precedenti regolamenti del M5S.
Secondo Lorenzo Borrè, avvocato ex grillino ormai esperto di procedimenti contro i Cinque Stelle, l’improvviso editto di Grillo ha inoltre violato il diritto di Cassimatis e dei consiglieri a lei collegati al principio costituzionale di difesa.
Del resto nessuno li aveva consultati neanche per metterli al corrente delle presunte verifiche fatte o da fare
Poi c’è stata una sanzione, la più alta prevista (quella dell’esclusione della lista) senza che sia stata data la possibilità di una preventiva contestazione e di una difesa.
In questo senso anche le ripetute richieste di chiarimento pubbliche rivolte da Cassimatis e dei vari consiglieri finiranno nel procedimento come prova della buonafede dei “condannati” e del comportamento scorretto (o presunto tale) di Grillo.
Il tutto potrebbe avere una ripercussione sul voto per Tursi, compreso lo stop alla lista del M5S.
I vertici ortodossi ostentano sicurezza, anche conoscendo i tempi non celerissimi della giustizia italiana. Ma di sicuro le carte bollate non aiutano a rasserenare gli animi di un movimento in ebollizione
Ieri anche il consigliere della Spezia Fabio Vistori ha confermato il suo addio dai Cinque Stelle, farà parte di “Effetto Spezia”. «Cassimatis ha fatto una scelta di dignità e anche da qui esprimiamo solidarietà nei suoi confronti», ha detto
L’intento dei fuoriusciti è ormai chiaro: creare un movimento che si richiami agli ideali originari del M5S. Ovvero democrazia diretta e uno spiccato ambientalismo. I rapporti con Sinistra Italiana sono in corso ma non procedono fluidi
A tenere le fila del dialogo è Paolo Putti, ex capogruppo grillino in Comune. La retorica anti-partitica è ancora forte tra i già Cinque Stelle e proprio questo punto sta creando problemi di comunicazione con l’area più di sinistra che si è defilata dal centrosinistra.
Nel mucchio c’è anche Rifondazione Comunista, che aveva minacciato una corsa in solitaria con il proprio simbolo. Opzione che però è stata bocciata dal direttivo genovese. Ma ben sintomatica della difficoltà di rapporti tra il mondo ex grillino e quello più classicamente di sinistra.
(da “La Repubblica”)
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Marzo 15th, 2017 Riccardo Fucile
LA SERENA ANALISI DEL PREFERITO DA GRILLO: COLPA DEI FUORIUSCITI DAL MOVIMENTO
Luca Pirondini ieri ha perso le votazioni online per la selezione del candidato sindaco del M5S a Genova. Il favorito della vigilia, sostenuto tra gli altri dalla consigliera regionale Alice Salvatore, è stato sconfitto al ballottaggio da Marika Cassimatis per un soffio.
Solo 24 voti infatti hanno decretato la vittoria della Cassimatis che ha incassato 362 preferenze contro le 338 di Pirondini.
La cosa potrebbe finire qui se non fosse che Pirondini — molto sportivamente — oggi ha commentato i risultati del voto online tornando a battere su un tasto che già sia lui che la Salvatore avevano utilizzato per tentare di azzoppare la corsa della Cassimatis.
Dopo aver fatto i complimenti alla vincitrice, eletta con il “Metodo Genova” che prevedeva che solo due aspiranti candidato sindaco per il M5S riuscissero ad accedere al ballottaggio dopo aver superato le “graticole” e aver ottenuto almeno 27 preferenze da parte dei candidati consiglieri e presidenti Municipio, e aver ringraziato i suoi sostenitori e la sua famiglia, Pirondini lascia trasparire tutto il suo disappunto per come sono andate le cose chiedendo che vengano resi pubblici i nomi e i numeri dei votanti candidati consiglieri e soprattutto ricordando che “da mesi” ci sono persone che pur sostenendo altre liste sono risultate decisive nella votazione di ieri e quindi nella sua sconfitta.
“Votazioni, per le quali chiederò che vengano resi pubblici i nomi e numeri dei votanti candidati consiglieri. Certo che, persone che da mesi sostengono deliberatamente altre liste non siano state decisive. Perchè è EVIDENTE che chi da mesi sostiene altre liste non avrebbe nemmeno dovuto votare. Ok la democrazia, ma far scegliere i propri candidati ad avversari politici solo perchè ancora abilitati al voto online mi parrebbe un tantinello eccessivo. Ma sono certo che non sia così.”
In buona sostanza secondo Pirondini l’errore — che secondo lui ha portato al successo della sua avversaria — è stato quello di aver lasciato a persone ormai fuoriuscite dal MoVimento la possibilità di prendere parte al voto online e quindi condizionare l’esito della decisione dei pentastellati di Genova sul candidato sindaco per le prossime amministrative.
A Pirondini non va giù quello che altri attivisti hanno notato nelle ore dopo la pubblicazione dei risultati ovvero che a sostenere Marika Cassimatis ci fossero “pizzarottiani ed altri dissidenti”.
Si tratta in fin dei conti delle stesse accuse mosse ieri, con le votazioni ancora aperte, da Fulvio Utique che in un post aveva fatto notare che erano “troppi i candidati consiglieri che hanno espresso solidarietà agli ex” e che avevano scelto di appoggiare la Cassimatis.
Stesso genere di critiche rilanciate dalla Salvatore qualche ora dopo parlando di soggetti che “assaliti dalla smania di farcela ad ogni costo continuano a condurre battaglie personali contro portavoce che credono nel MoVimento con tutto il cuore”. Riferimenti nemmeno troppo velati alla vicenda di Paolo Putti, ex candidato sindaco alle scorse amministrative che ha lasciato in polemica il MoVimento 5 Stelle e che ieri “festeggiava” — facendo arrabbiare molto attivisti duri e puri — la vittoria della Cassimatis.
Mentre la vincitrice porge il ramoscello d’ulivo per il bene del MoVimento le profonde lacerazioni che si sono prodotte in questi ultimi mesi all’interno del 5 Stelle nel capoluogo ligure evidentemente rimangono ferite aperte e dolorose per la base che stenta ancora a riconoscersi nella candidata sindaca.
Impossibile infine non rilevare che prima del voto erano i sostenitori della Cassimatis a gridare al complotto e a spiegare che tutto era già deciso per far vincere il candidato protetto dai “poteri forti del MoVimento” (ovvero la Salvatore e la Casaleggio).
Ora che il voto online ha completamente ribaltato i pronostici sono invece gli (ex?) poteri forti del M5S ligure a rodersi il fegato e ad adombrare la possibilità che l’esito delle votazioni possa essere stato condizionato da fuoriusciti che ancora avevano la possibilità di votare sul portale.
Al netto delle ipotesi di complotto questa non è un’eventualità così remota perchè al di là di chi è stato espulso e si è visto quindi inibire le credenziali d’accesso per tutti coloro che più o meno tacitamente sono fuoriusciti dal MoVimento rimane la possibilità di partecipare alle votazioni online, questo non solo a Genova ma in tutta Italia.
Non esiste infatti un modulo o una procedura per cancellarsi dal portale e quindi un utente certificato rimane tale (con tutto quello che ne consegue) anche se ha abbandonato il M5S perchè di fatto l’unico atto che decreta la cancellazione di un attivista (o di un portavoce) è l’espulsione, ma non tutti se ne vanno in seguito ad un’espulsione.
Questo è solo uno dei tanti problemi noti dello strumento di democrazia diretta adottato dal 5 Stelle al quale il gestore del sito non ha ancora messo mano.
(da “NextQuotidiano“)
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Marzo 15th, 2017 Riccardo Fucile
DUE LAUREE, AMBIENTALISTA, FA PARTE DELLA VECCHIA GUARDIA GRILLINA… A SINISTRA SI PENSA A CRIVELLI, A DESTRA A VINACCI
Donna come Chiara Appendino e Virginia Raggi. Anche a Genova, sesta città italiana e la città più importante (insieme a Palermo) che andrà al voto l’11 giugno (data da confermare insieme al ballottaggio del 25 giugno) il M5S sceglie l’altra metà del cielo. E qui le quote rosa c’entrano ben poco.
Perchè Marika Cassimatis, 53 anni, due lauree nel cassetto (Scienze politiche e Geografia), un dottorato di ricerca e un lavoro come insegnante di Geografia all’Itc Rosselli, non è una qualsiasi, ma una della vecchia guardia, di sangue movimentista, dna ambientalista, “no gronda”, “no tav”, “no cemento”.
E per di più vicina, parecchio vicina, a tutta quell’area del M5S genovese che ha sempre votato per lo scissionista Paolo Putti e che ha sofferto, senza mai digerirlo, il dirigismo dello “staff” di Beppe Grillo.
Con 24 voti, è stata lei ad avere la meglio su Luca Pirondini (338 voti), il candidato – si dice nell’ambiente dei Cinquestelle – della consigliera regionale Alice Salvatore.
Ma la lotteria delle votazioni on line, a sorpresa, ha detto Marika Cassimatis (362 preferenze su 700 votanti), l’insegnante di Sestri Ponente, la pasionaria di Borzoli, la docente che non ha esitato a portare in piazza i propri studenti per protestare contro la Iplom di Busalla o il traffico pesante diretto a Scarpino.
Cassimatis interpreta le paure degli ambientalisti del Ponente genovese, attraversato dal traffico, impoverito dall’industria che non c’è più, sottoposto alla servitù delle grandi opere.
«Io dirò sempre di no alla Gronda o alla Tav. O al cemento» spiega orgogliosa mentre assapora una vittoria per nulla scontata, pensando già al suo modo di interpretare il ruolo di sindaco, «come un preside, un primus inter pares».
Crivello aspetta il sì della sinistra
Intanto, Gianni Crivello, individuato come il candidato che può tenere insieme la coalizione di centrosinistra, sta lentamente trasformando il suo no iniziale in un sì. Condizionato, però, al sostegno di tutto il centrosinistra. E aspetta una proposta che venga da tutta la coalizione, ma da Rete a Sinistra arriva il primo stop.
Dice Gianni Pastorino: «Parlo a titolo personale, ma secondo me ci vuole discontinuità dalla giunta precedente». La compensazione arriva da Mdp: «Crivello va bene perchè può tenere uniti tutti – osserva Andrea Grande – Ma le forze che vogliono spaccare il fronte del centrosinistra dovranno prendersene la responsabilità ». Nelle prossime ore il quadro dovrebbe chiarirsi.
Vinacci “scelto” da Berlusconi: «Qualcuno dovrà adeguarsi»
Per Giancarlo Vinacci con il dopo cena al Rotary Aquileia di Milano è arrivata anche l’incoronazione da parte di Silvio Berlusconi: «Il mio amico è un passo a voler fare il sindaco, ma lo ringrazio per voler mettere a disposizione della sua città la sua esperienza».
Parole del Cavaliere che alle quali sono seguite quelle del manager, che vive a Milano, ma ha anche casa in via Garibaldi «a 100 metri» da palazzo Tursi: «Ora qualcuno dovrà adeguarsi» ha sottolineato Vinacci.
(da “il Secolo XIX”)
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Marzo 14th, 2017 Riccardo Fucile
A GENOVA 9.000 MALATI GIOCO, MIGLIAIA DI FAMIGLIE ROVINATE E LA GIUNTA DI CENTRODESTRA IN REGIONE PENSA A FARE MARCHETTE A FAVORE DEI BISCAZZIERI
Da una parte c’è la Giunta Toti, con il suo obiettivo di rinviare l’applicazione della legge contro il gioco d’azzardo.
Dall’altra ci sono i numeri – in costante crescita – di chi con il gioco d’azzardo si rovina la vita.
Secondo i dati dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale delle Dipendenze, un organismo tecnico della Regione Liguria che monitora il fenomeno del gioco d’azzardo patologico, i soggetti in carico ai Sert liguri sono triplicati in sei anni: dai 116 del 2011 ai 368 del 2016.
«Naturalmente il fenomeno è sottostimato», fanno sapere dal Dipartimento Salute e Servizi Sociali della Regione. «I soggetti che si rivolgono ai nostri servizi sono solo una modesta percentuale rispetto al reale bisogno».
Nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (il principale manuale di psichiatria in uso nel mondo) il disturbo da gioco d’azzardo rientra tra le patologie da dipendenza.
E infatti sono i Sert le strutture che si occupano di prevenzione, cura e riabilitazione della ludopatia, proprio come accade con alcol e droga.
Dai dati del 2016 emerge come metà dei soggetti in carico ai Sert liguri appartengano alle classi di età dai 50 anni in su, con il 79 percento dei malati di genere maschile.
La Asl 3 genovese nel 2016 ha seguito 116 giocatori patologici.
Giorgio Schiappacasse, direttore del Sert della Asl3, punta il dito contro una piaga sociale che riguarda tutte le fasce di popolazione. «Nel territorio della Asl3 si giocano ogni anno un miliardo e duecento milioni di euro. Le persone che seguiamo sono solo la punta dell’iceberg: a Genova si stima che il problema riguardi 8-9 mila persone, soprattutto anziane».
Nemmeno i più giovani sono esenti dalla ludopatia, tanto che il 6 per cento delle persone seguite dal Sert della Asl 3 ha tra i 20 e i 24 anni.
«E’ difficile che un ragazzo arrivi al Sert a causa del gioco d’azzardo, ma il problema esiste – continua Schiappacasse – L’inquinamento educativo è altissimo: abbiamo pubblicità del gioco d’azzardo con i calciatori, e nonni che fanno grattare il Gratta e vinci al nipotino dicendo “così mi porti fortuna”».
Nel 2015 il 37,1 percento degli studenti liguri – poco più di 20mila giovani, in particolare i maschi nella fascia di età più alta – ha giocato somme di denaro almeno una volta durante l’anno. In Italia la percentuale è del 42 percento.
COME LA PENSAVA LA LEGA SULLE SLOT
Appena due anni e mezzo fa, il governo venne battuto in aula al Senato nella votazione di una mozione della Lega Nord che vietava per un anno l’apertura di nuovi centri per i giochi d’azzardo elettronico, on line e nei luoghi aperti al pubblico.
“Bravi senatori leghisti. E adesso governo a casa!!!”, scriveva su Twitter il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni.
E mentre gli operatori minacciano il blocco della raccolta, il Codacons si diceva soddisfatto: “Ora chiediamo il blocco immediato delle sale vlt (Videolottery)”.
E come dimenticare le iniziative anche locali della Lega contro il proliferare delle slot presso gli esercizi commerciali genovesi ?
Ma allora erano all’opposizione.
Ora che governano pensano a fare marchette a favore di quegli esercizi commerciali che, incapaci di fare quadrare i conti per la merceologia cui dovrebbero dedicarsi per legge, si sono travestiti da biscazzieri per conto dello Stato.
Se sono a rischio posti di lavoro non è certo lucrando sulla debolezza di persone malate che si risanano i bilanci del commercio: lavorate di più, magari anche quando arrivano i turisti e trovano la domenica Genova sigillata.
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