Aprile 10th, 2017 Riccardo Fucile
ANNULLATA LA SUA ESCLUSIONE, STOP A PIRONDINI… GRILLO E’ RIUSCITO NEL SUO SCOPO: SFASCIARE IL MOVIMENTO E NON PRESENTARE IL SIMBOLO A GENOVA, LA MARCHETTA AL CENTRODESTRA E’ FATTA
Il tribunale di Genova ha deciso: Marika Cassimatis ha ragione. Beppe Grillo non poteva cancellare
il risultato delle comunarie genovesi a Cinque Stelle.
Annullate le due delibere con cui la Cassimatis veniva esclusa dal partito e con cui Luca Pirondini è stato scelto per correre alle elezioni con il simbolo dell’M5S. Accolto il ricorso presentato dagli avvocati Lorenzo Borrè e Alessandro Gazzolo.
Per il momento si tratta di un’ordinanza di sospensione in via cautelare, il merito verrà deciso più avanti.
Il giudice ha stabilito che Beppe Grillo ha violato lo statuto che permette l’accesso alle votazioni on line solo agli iscritti a Genova.
Il giudice invece non si esprime sulla decisione del 6 aprile quando Grillo ha escluso la Cassimatis dalla piattaforma Rousseau.
Marika Cassimatis ha appreso la notizia questa mattina dai suoi avvocati, che hanno avuto la comunicazione sull’esito del ricorso via posta certificata. “Ho vinto su una questione di diritto, ora sono la candidata sindaca dei Cinque stelle per Genova, la palla passa a loro, sono loro che devono decidere cosa fare, possono sempre dire ‘ci siamo sbagliati’, adesso bisogna parlarsi fisicamente, perchè finora non è stato possibile”.
“Un candidato c’è ed è Marika Cassimatis. Il Movimento, se non la candidasse, dovrebbe boicottare una decisione del giudice”.
Lo conferma l’avvocato Lorenzo Borrè che assiste la professoressa ‘scomunicata’ da Beppe Grillo. “Ho comunicato questa mattina a Cassimatis la decisione del giudice – ha detto Borrè – e mi ha risposto dicendomi “Evviva”, era a lezione. Il presidente ha comunque accolto tutte le nostre richieste facendo proprie le nostre argomentazioni”. Formalmente Cassimatis è in corsa per le comunali a Genova, ma Grillo potrebbe impedirle di usare il simbolo M5s, perchè la titolarità è di un movimento diverso dal movimento che ha espulso la professoressa: il simbolo è di una associazione registrata da Grillo nel 2012, dal commercialista Andrea Nadasi e dal nipote di Grillo, l’avvocato Enrico Grillo. Grillo però guida entrambi.
(da agenzie)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
PAOLO PACE: “IN CORSO UNA LOTTA DI POTERE, USATI METODI INTIMIDATORI”
Con la decorrenza dei 20 giorni previsti per legge dopo le dimissioni del presidente, lo scorso 5 aprile un municipio importante della Capitale (l’ottavo comprendente Garbatella e Ostiense) è diventato ufficialmente il primo caso romano di crisi conclamata all’interno di M5s.
All’esito irreparabile si è giunti infatti dopo che la componente “ortodossa”, facente capo a Roberta Lombardi e al gruppo consiliare in Campidoglio, ha ingaggiato e vinto un braccio di ferro col presidente Paolo Pace, amico personale dell’assessore Daniele Frongia e vicino alla sindaca Virginia Raggi
Un caso che i portavoce grillini in Campidoglio si sono affrettati a liquidare come di scarso rilievo, attribuibile alle ambizioni personali di Pace piuttosto che a una spaccatura interna al movimento stesso.
In realtà , stando alla testimonianza del diretto interessato, un episodio non isolato ed eloquente di una feroce lotta intestina che comincia a palesarsi in altri municipi (per esempio il terzo e il tredicesimo) e rischia di investire la giunta cittadina.
Pace apre uno squarcio su una vicenda fatta di intimidazioni, di scorrettezze reciproche, di minacce di dossieraggio e di sopraffazione che in un caso è arrivata anche allo scontro fisico.
Pace, lei è stato silurato dalla stessa sua maggioranza grillina. Si è dato una spiegazione per tutto questo?
La scusa è stata la riqualificazione dell’area degli ex-mercati generali, ma è stata una prova di forza con Virginia Raggi e Frongia: qualcuno ha voluto dimostrare di poter smontare un municipio fedele alla sindaca.
Qualcuno tipo Roberta Lombardi?
È possibile. La lotta di potere che è in corso vede attualmente prevalere la fazione della Lombardi, di Marcello De Vito e Paolo Ferrara. Tutti lo sanno, e tutti sanno anche che la lotta è iniziata quando Frongia ha deciso di appoggiare la Raggi per la corsa al Campidoglio e così facendo ha indebolito fatalmente la corsa a sindaco di De Vito. Non sono stati perdonati per questo
Il ragionamento fila, ma poi c’è stato anche il caso Marra e il caso Romeo. Qualche errore politico è stato fatto…
La vicenda Marra ha dei profili opachi che saranno definiti dalla magistratura. Ma di certo è un fatto strano che tra tutti quelli che hanno avuto pari o maggiore responsabilità di Marra nelle precedenti amministrazioni, si siano trovati tutti questi elementi solo su di lui
Vuole dire che qualcuno può avere dato qualche “imbeccata” ai magistrati? Magari qualcuno coinvolto nella lotta di potere?
Questo lo dice lei. Di certo, dopo quella storia la sindaca si è indebolita con l’arrivo dei “tutor” i deputati, Bonafede e Fraccaro, che sono il collegamento tra il Campidoglio e Beppe Grillo a Genova. Quasi una sorta di commissariamento. Me ne rammarico molto e vorrei sbagliarmi, ma ho l’impressione che le decisioni importanti si prendano altrove
Torniamo alla lotta intestina dentro M5s. Perchè è così sicuro che si è trattato di un’operazione studiata a tavolino ai piani alti del movimento romano?
Per come sono andate le cose, per quello che ho visto e sentito e soprattutto subìto. Alle riunioni dei meet up del nostro quartiere andavano Marcello De Vito e Monica Montella per portare i militanti sulle loro posizioni. Nel mio consiglio c’era un’eletta che faceva da ufficiale di collegamento con la stessa parte. Quattro consiglieri, tra cui uno che probabilmente prendeva ordini in tempo reale dalla Lombardi, ne hanno assoggettati altri cinque. Quando è stata chiesta la testa del mio vice per dimostrare alla sindaca che il municipio era controllato da loro, qualcuno sparse ad arte la voce che stavano preparando un dossier su tutti i membri della giunta. Subito dopo le mie dimissioni. Ferrara chiese a tutti i consiglieri di dimettersi in blocco, per far cadere la giunta “alla Marino” ma qualcuno protestò energicamente e il capogruppo comunale lo mise a posto con metodi molti spicci, per usare un eufemismo. E quando le dimissioni sono diventare efficaci e irrevocabili, la sera sono andati tutti a festeggiare al ristorante con un deputato lombardiano di Catania…
Non parla così per rancore?
Assolutamente no. Sono stato l’unico presidente di municipio che ha scelto una parte dei suoi assessori con una consultazione interna al movimento, mentre tutti gli altri si sono fatti la giunta su misura, ma non è servito. Con gente che crede che la Lipu sia una specie di uccello e che il Tuel è una legge che si può modificare in consiglio municipale c’è poco da fare. Ma il più singolare di tutti, in questa storia, è stato Paolo Berdini: sui mercati generali a me diceva una cosa, ai lombardiani un’altra e agli investitori un’altra ancora. Poi andava dalla sindaca e ne diceva una nuova. Alla fine ha fatto litigare tutti. Un personaggio singolare e contraddittori
E ora che succede?
Io sono uscito dal movimento, di cui facevo parte dal 2012. Sono entrato in M5s perchè i principi del movimento erano i miei, ma i principi vanno messi in pratica adattandoli alla realtà . Per gli ortodossi non è così, e questo è folle. Manca totalmente la classe dirigente. I militanti e i consiglieri possono essere facilmente strumentalizzati dai “capibastone”. Non hanno alcuna cultura di governo.
(da “Huffingtonpost”)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
E’ CONSIGLIATA LA LETTURA A TUTTI GLI APPASSIONATI DELLA DEMOCRAZIA DIRETTA GRILLINA
Per tutti gli appassionati di democrazia diretta da Grillo, neXt pubblica oggi la mail con cui lo staff
di Beppe ha comunicato l’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti di Marika Cassimatis, vincitrice delle Comunarie a Genova e poi esclusa dal Padrone Assoluto del MoVimento 5 Stelle nelle vesti di capo politico e garante dei grillini.
È importante sottolineare che si tratta della contestazione preventiva dello staff e non del provvedimento con cui i probiviri hanno comunicato la sospensione (che ad oggi la Cassimatis non ha ricevuto, avendo appreso della sua espulsione dalla lettura del blog di Grillo).
La mail dello staff di Beppe Grillo contiene argomenti surreali.
Basti pensare che la maggior parte delle contestazioni nei confronti della Cassimatis riguardano comportamenti precedenti all’approvazione del regolamento (datata 27 ottobre 2016) tramite il quale è stata messa in moto la procedura di espulsione (e che verrà presto giudicato dal tribunale).
Oltre a interessanti considerazioni da cortocircuito spazio-temporale: ad esempio le si imputa di aver presentato “querela penale” (sic) nei confronti di Grillo per le motivazioni con cui Beppe l’ha esclusa ma si “dimentica” di segnalare che nel famoso post il Capo Politico nonchè Garante del M5S ha, appunto, accusato la Cassimatis senza fornire alcuna prova della sua condotta scorretta.
Oppure le si contestano le dichiarazioni alla stampa in merito alla querela, dimenticando anche qui che senza l’immotivata sanzione non ci sarebbe stata alcuna dichiarazione.
Le comunichiamo l’avvio del procedimento disciplinare nei suoi confronti previsto dall’articolo 4 del regolamento del MoVimento 5 Stelle, in relazione ai seguenti fatti:
— presentazione di querela penale all’Autorità Giudiziaria contro Beppe Grillo in relazione a presunta diffamazione connessa alla pubblicazione del post con il quale Beppe Grillo aveva comunicato di escluderla dalla competizione elettorale per le elezioni comunali di Genova (atto suscettibile di pregiudicare l’immagine e l’azione politica del MoVimento 5 Stelle);
— rilascio di pubbliche dichiarazioni riportate anche dalla stampa in merito alla presentazione della suddetta querela penale (atto suscettibile di pregiudicare l’immagine e l’azione politica del MoVimento 5 Stelle);
— rilascio di pubbliche dichiarazioni riportate anche dalla stampa con le quali accusava Beppe Grillo e lo staff di gravi scorrettezze nei suoi confronti con particolare riguardo alla pubblicazione del post con il quale si era comunicata la sua esclusione dalla competizione elettorale per le elezioni comunali di Genova, affermando che l’esclusione sarebbe stata disposta per toglierla di mezzo perchè la vittoria di Pirondini, decisa a tavolino, non era andata in porto (atto suscettibile di pregiudicare l’immagine e l’azione politica del MoVimento 5 Stelle);
— dichiarazione resa in data 13 maggio 2016 con post gravemente critico per la sospensione Pizzarotti “Era proprio necessario sollevare, ora, questo polverone? Cui prodest, mi chiedo, perchè se un piedino getta un’esca, andare ad inghiottirla con tutto l’amo diventa dolo” (atto suscettibile di pregiudicare l’immagine e l’azione politica del MoVimento 5 Stelle; nonchè non rispettoso delle decisioni assunte dagli organi del MoVimento medesimo);
— pubblicazione di post in data 22 maggio 2016 in cui viene condivisa foto del Partito della Rifondazione Comunista sui referendum da firmare (atto suscettibile di avvantaggiare altri partiti);
— pubblicazione del post in data 18 ottobre 2016 in cui appoggia pubblicamente il consigliere Putti in relazione ad una dichiarazione scorretta dello stesso contro la consigliera regionale Alice Salvatore (atto contrario a lealtà e correttezza nei confronti degli altri iscritti e portavoce, e suscettibile di pregiudicare l’immagione e l’azione politica del MoVimento);
— pubblicazione del post in data 27 ottobre 2016 nel quale appoggia il dissidente Battistini (atto suscettibile di pregiudicare l’immagine e l’azione politica del MoVimento 5 Stelle);
— pubblicazione del post in data 3 novembre 2016 nel quale manifesta pubblicamente apprezzamento per l’Amministrazione comunale di Parma per la gestione dei rifiuti (atto suscettibile di pregiudicare l’immagine e l’azione politica del MoVimento 5 Stelle).
I suddetti comportamenti sono suscettibili di integrare gravi e reiterate violazioni dei doveri previsti dal regolamento del MoVimento 5 Stelle, e di danneggiare l’immagine e l’azione politica del MoVimento 5 Stelle. Ciò, anche in relazione alla sua posizione di aspirante candidato sindaco di Genova, ed alle conseguenti amplissime ricadute mediatiche delle sue condotte.
Se pensa che questa contestazione sia infondata o basata su informazioni non corrette può mandare le sue controdeduzioni entro dieci giorni a questa mail.
Lo Staff
Ma il bello sono le contestazioni successive: si accusa la Cassimatis per un post su Pizzarotti in cui è evidente l’intenzione di criticare entrambe le parti in causa (“Cui prodest, mi chiedo, perchè se un piedino getta un’esca, andare ad inghiottirla con tutto l’amo diventa dolo”); la si accusa di aver favorito un altro partito politico perchè ha condiviso un post di Rifondazione Comunista a proposito di firme su alcuni referendum, “dimenticando” che i partiti politici NON si votano ai referendum; le si imputa di aver appoggiato i dissidenti genovesi Putti e Battistini nell’ottobre scorso quando Putti ha lasciato i 5 Stelle nel 2017 e Battistini è finito sotto procedimento disciplinare nel gennaio scorso (e quindi all’epoca nè l’uno nè l’altro si poteva considerare un dissidente).
L’ultima chicca è l’apprezzamento per la gestione dei rifiuti dell’amministrazione di Parma, che diventa “un atto suscettibile di pregiudicare l’azione politica” del M5S.
E come stiano insieme le due cose è un mistero poco gaudioso, a meno di non immaginare una coda di paglia lunga svariati metri.
E intanto continua ad arricchirsi di altri particolari surreali la diabolica mossa di Beppe Grillo per fregare Marika Cassimatis alla vigilia dell’udienza in tribunale.
Beppe infatti ha annullato la votazione perchè sarebbe stata “indetta con un preavviso inferiore al termine minimo di 24 ore prescritto dall’articolo 3 del regolamento del MoVimento 5 Stelle per le votazioni per la scelta dei candidati alle elezioni“.
Insomma, il voto che ha incoronato la Cassimatis è stato annullato da Beppe Grillo perchè era stato indetto irregolarmente da Beppe Grillo — fa ridere ma è drammatico!). Solo che qui l’affaire si ingrossa per Beppe & Co.
In primo luogo perchè anche altri voti per la scelta dei candidati alle elezioni amministrative — ad esempio l’ultimo, quello per Parma e Piacenza — sono stati indetti senza il preavviso di 24 ore.
Ma quelli, stranamente, il Garante non li ha annullati.
E in secondo luogo perchè si è votato senza il preavviso di 24 ore anche per il candidato sindaco di Palermo all’epoca delle ben note polemiche per le firme false.
Ebbene, uno degli attivisti di Palermo schierati con i parlamentari accusati dalla procura qualche giorno fa ha ricordato su Facebook che anche quella votazione allora dovrebbe essere considerata irregolare.
Ma tanto la legge di Beppe è uguale per tutti, no?
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
POCHI GIOVANI IN PLATEA… GLI ATTIVISTI: “E LE DONNE?”
È stata una partita bloccata a centrocampo, in cui è mancato il colpo del fuoriclasse. Francesco
Greco alla fine non è venuto, quel tipo di legittimazione, culturalmente definitiva, per la Casaleggio ancora non c’è. Ma siamo vicini.
Un format costruito come fossimo a La7, e non nella Olivetti di Ivrea, ma un problema ancora irrisolto: la Srl milanese che controlla il Movimento si allarga alla società , la società è tentata (sono i probabili vincitori), ma anche preoccupata, non si fida fino in fondo.
E così alla fine il procuratore di Milano non viene. L’astronauta Paolo Nespoli non viene. Altri magistrati hanno rifiutato l’invito.
Casaleggio senior amava fare, in azienda, un giochino, lo chiamava la «mappa del potere italiano», consigli di amministrazione, poteri, pezzi di Stato.
Ecco: qui c’è per ora una tentata, mappa del potere M5S.
Gianluigi Nuzzi, uno dei due speaker ufficiali di questa giornata per ricordare Gianroberto Casaleggio (l’altro è Franco Bechis), dice la verità , forse stizzito: «Abbiamo invitato tanti magistrati: qualcuno ha detto sì, qualcuno ha detto no, qualcuno ha detto prima sì e poi no».
E sulla defezione dell’astronauta Nespoli: «Non vorrei che qualcuno gli avesse detto che se fosse salito su questo palco, poi non sarebbe più salito su una navicella».
Non è chiaro a chi si riferisse, ma esprime frustrazione: per ora l’operazione di entrare in mondi nuovi riesce solo a metà .
Viene Sebastiano Ardita, un fuoriclasse della magistratura. Alla fine, grande il contributo di Enrico Mentana («non sono diventato casaleggiano», ripete, e fa un discorso contro gli alternative facts dei social network, un po’ come parlare di corda in casa dell’impiccato,) e Marco Travaglio a tener su la cosa, con ritmo più televisivo, evita l’afflosciamento.
La platea non è semplicemente grillina. Ci sono tanti pensionati, per esempio Luciano Mion, 70 anni, ex della Olivetti: «Sono venuto qui perchè conobbi Gianroberto, qui lo chiamavamo l’ombroso».
Oppure queste due ragazze, studentesse di ingegneria, Greta di Novara e Lucrezia Tascini di Milano, che domandano: «Ma è possibile non ci sia una donna una sul palco?».
Niente musica, a parte quella iniziale, un po’ alla Goblin di Profondo rosso. Le uniche evocazioni sono le frasi di Casaleggio messe su delle pile di fogli, casomai qualcuno proprio volesse strapparle e portarsele a casa.
Ci sono due movimenti, qui.
La Casaleggio, che parla e sceglie chi deve parlare, e il Movimento dei parlamentari, che devono ascoltare.
Non resta loro ormai che rivolgersi ai giornalisti. Roberto Fico dice a Sky che «la riunione del Bilderberg continuiamo a contestarla, ben venga che queste persone escano allo scoperto e le vediamo».
Alessandro Di Battista fa battute («Se parlate di Leopolda querelo»). Di Maio è in seconda fila: la sua investitura non pare così scontata, oggi.
Chiara Appendino nel frattempo è salutata affettuosamente da Davide Casaleggio. Ripete: «Faccio il sindaco di Torino, e farò questo i prossimi anni». Vedremo.
C’è il capo di Google in Italia, Fabio Vaccarono, evoca le «enormi possibilità di accesso all’informazione» (nessun riferimento però alla questione fake news e blog di Grillo). Nicola Bedin, il managing director del San Raffaele, un tempo considerato un istituto berlusconiano: sic transit gloria mundi. Oppure Paolo Magri, il direttore dell’Ispi.
Nicola Morra riflette, «la libertà si conquista, anche dentro il M5S, e io me la prendo», a chi gli chiede delle cose che non vanno.
Gli interventi filano via un po’ soporiferi, più speech aziendali che politici. Carlo Freccero, sempre franco: «Il Movimento dev’essere una cosa più stropicciata, meno leccata, ci vorrebbe anche gente critica, su quel palco, e loro dovrebbero accettarla». Alle sei di sera Aldo Giannuli, la mente più antiveggente di quelle legate a Gianroberto Casaleggio, sorride disincantato: «Ogni tanto li faccio arrabbiare. Ma mi accettano. E se accettano me vuol dire che non sono così antidemocratici».
Poi si allontana, immagine di un Movimento elegante e professorale, che probabilmente non c’è mai stato.
Jacopo Iacoboni
(da “La Stampa”)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
AL CONVEGNO DI CASALEGGIO A PARLARE DI LAVORO IL TEORICO DELL’OZIO
Nel film Manhattan c’è una scena in cui Woody Allen irrompe nella classe di un suo amico professore e quello gli chiede: “Tu qui? Ma come hai superato i bidelli?“. E Woody: “Sul piano culturale, che domande“.
La stessa battuta viene in mente a leggere la rubrica di Aldo Grasso, oggi dedicata nientemeno che a Domenico De Masi, quello del “lavorare gratis, lavorare tutti (e smettere di sniffare trielina)“, di recente — e giustamente — assurto a ideologo del M5S dopo i rifiuti di Jimmy Il fenomeno e Gianluigi Bombatomica.
E così, fantaniamente, rieccolo, il De Masi, a colpire ancora e ancora:
Ieri, per esempio, era ospite d’onore a Ivrea per spiegare il futuro del lavoro alla Casaleggio Ass. e a Beppe Grillo. Il M5S gli aveva commissionato una ricerca: «Lavoro 2025». Lavoro, sempre lavoro. Strano destino per uno studioso che da anni teorizza l’ozio. Ozio creativo, s’intende, qualcosa di molto diverso dalla pigrizia o dalla nullafacenza, ma pur sempre ozio: meno ore di fatica, libero e piacevole uso delle proprie forze, soprattutto spirituali, all’infuori da ogni bisogno o scopo pratico (è l’otium dei Latini). L’inazione nasce dagli dei.
Nel romanzo «La lentezza», Milan Kundera scrive una cosa importante: «Nel nostro mondo l’ozio è diventato inattività , che è tutt’altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca».
L’intuizione di Casaleggio padre è stata proprio quella di mettere in connessione sulla Rete persone «inattive e frustrate», dando loro il movimento che gli mancava, il M5S. Adesso però finiscono per essere troppo attivi.
Lavorando sodo, De Masi potrebbe spiegare loro (e a noi) che «l’attività del cretino è molto più dannosa dell’ozio dell’intelligente» (Mino Maccari).
Ora, se questo è il maestro voi vi stupite se l’allievo Luigi Di Maio sostiene che basti dare quattro spicci a gente in guerra civile per comprarsela e far fare loro la pace?
(da “NextQuotidiano“)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
IN REALTA’ IL CODICE DI CONDOTTA DELL’ESA PREVEDE LA PARTECIPAZIONE A EVENTI DI CARATTERE SCIENTIFICO, NON A QUELLI CHE ASSUMONO CARATTERE POLITICO
Il forfait dell’astronauta Paolo Nespoli al convegno Sum 01 — Capire il Futuro ha consentito di fare
un po’ di cinema durante la kermesse.
Ad annunciarlo dal palco è stato infatti il giornalista Gianluigi Nuzzi, uno degli anchorman della giornata. Che ne ha approfittato per gridare al complotto: “Non voglio pensar male — ha detto Nuzzi — non voglio pensare che qualcuno gli abbia detto: ‘Se sali sui gradini non sali sulla navicella spaziale’. A luglio deve partire per la sua ultima missione. Avevamo tutti gli ok poi ci è arrivata la comunicazione ufficiale”.
E il giornalista ha continuato la sceneggiata lasciando sul palco un casco sulla poltrona che avrebbe dovuto occupare l’astronauta “perchè vorrei che oggi e sempre ci fosse libertà perchè una persona ha diritto di venire e riempire la sua poltrona. Io non ce l’ho con Nespoli- chiarisce il giornalista- aveva talmente voglia di venire che aveva preparato un regalo”.
Il regalo è un video che viene proiettato in sala.
Ovviamente non c’era nessun complotto. “La mia partecipazione all’evento ‘Sum #01. Capire il futuro’ era stata inizialmente autorizzata dall’Agenzia Spaziale Europea, ma poi revocata facendo riferimento alle regole dell’Esa e al Codice di Condotta degli astronauti assegnati a una missione sulla Stazione Spaziale Internazionale”, ha detto all’ANSA l’astronauta.
“Ci siamo trovati altre volte in situazioni simili, non è certamente la prima volta”, ha spiegato il Capo di Gabinetto del direttore generale dell’Esa, Elena Grifoni Winters. “Ad esempio, è accaduto recentemente anche con l’astronauta tedesco Alexander Gerst”, ha aggiunto.
L’evento di Ivrea era stato inizialmente approvato sulla base del sistema automatico utilizzato dall’Esa per gestire le richieste relative alla partecipazione degli astronauti ad eventi, ha detto ancora.
“Inizialmente l’evento era stato definito come scientifico, ma poi è diventato evidente il suo carattere politico e il Codice di Condotta prevede che gli astronauti assegnati a missioni spaziali non possano partecipare a eventi che possano favorire un’entità ”, ha spiegato ancora Grifoni Winters.
“Un astronauta assegnato a una missione, come è in questo momento Paolo Nespoli, è una figura pubblica — ha proseguito — e la sua partecipazione a un convegno come quello di Ivrea avrebbe dato pubblicità a un’iniziativa che aveva un carattere politico”.
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 9th, 2017 Riccardo Fucile
M5S, METODO “QUIRINARIE” PER PALAZZO CHIGI… UN PEZZO DEL MOVIMENTO VUOLE LUI PER LA PREMIERSHIP
Il battesimo di Davide Casaleggio è un evento immaginifico che comincia con le parole del padre e parla di tutto, tranne che di politica.
Eppure, dopo ieri, è il figlio del cofondatore il nuovo volto del Movimento 5 stelle. Quasi sempre in piedi, a margine del palco, a seguire gli interventi protetto da due uomini del servizio d’ordine e da un cordone di sicurezza bianco che sembra essere stato messo lì solo per lui.
La compagna Paola gira in mezzo agli altri, irriconoscibile con una maglietta bianca da volontaria.
I cronisti che si avvicinano sono respinti con un gelido “state disturbando l’evento”. Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, le sindache Chiara Appendino e Virginia Raggi, rilasciano dichiarazioni a taccuini e telecamere, ma appaiono improvvisamente fuori fuoco. Il centro, a Ivrea, è Davide.
Nell’immenso capannone delle Officine H dell’Olivetti, va in scena il mondo che cerca di attrarre nel nome del futuro. Beppe Grillo osserva tutti serio e silente.
I due parlano con gli ospiti solo nel backstage, dietro pesanti tendoni neri e misure di sicurezza al limite della paranoia.
“Com’è andato il debutto di Davide in tv? Io l’ho trovato ipnotico”, dice ammirata la senatrice Paola Taverna.
E la deputata Carla Ruocco: “C’era chi diceva non fosse all’altezza di Gianroberto, e invece qui ha dimostrato il contrario. E’ in grado di prendere il suo posto”.
Roberta Lombardi vede in lui “la stessa solidità e lo stesso rigore. Ha spinto su Rousseau e sulla democrazia diretta accelerando processi che attendevamo da anni. E’ sempre stato il motore dell’organizzazione del Movimento. Semplicemente, aveva scelto di stare nell’ombra”.
Qualcuno lamenta che – disciplina a parte – a Davide Casaleggio del padre manchi totalmente la capacità di visione. Ma un senatore si lancia: “Come candidato premier, sarebbe dieci volte meglio di molti altri…”.
E la standing ovation che segue al suo intervento sembra interpretare questa convinzione.
Chi vorrebbe un rivale per Di Maio, in effetti, vede in lui una nuova speranza. Apolitico, schivo fino a diventare ruvido, eppure in grado di mettere al lavoro i parlamentari sul programma e di intessere con loro un rapporto più continuo di quanto non abbia mai fatto l’empatico Grillo.
A sentire chi lo conosce bene, i ruoli elettivi non gli interessano.
“La politica la sto lasciando ad altri” ha detto a Lilli Gruber, giovedì, usando i tempi verbali di chi potrebbe cambiare idea. Ma in autunno il Movimento voterà per scegliere candidato premier e squadra di governo.
E il metodo sarà quello delle “quirinarie”, con alcuni paletti che dovrebbero riservarle solo ad esponenti del Movimento. Se così fosse, tra i desiderata degli attivisti – in mezzo a Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista, Roberto Fico – è probabile che venga fuori il suo nome. A Ivrea in molti – davanti al bar, sotto un immenso quadro di Guttuso – scommettono che sarà così.
Cosa accadrà dopo, nel ballottaggio finale, è impossibile dirlo.
Perchè Di Battista non ha mai sciolto la riserva sulla sua corsa (o sul suo endorsement al “fratello” Di Maio), Fico non ha più parlato delle sue ambizioni e gli altri non hanno ancora capito se farsi avanti sarebbe visto come una risorsa, perchè il Movimento metta in piedi una gara e non un’incoronazione, o un fastidio per colui che oggi sembra il prescelto.
Di certo, la comunicazione ha lavorato meticolosamente alle uscite mediatiche di Casaleggio e non esclude possano essercene altre.
“Ha il piglio del manager, è l’amministratore delegato del M5S”, dice di lui Carlo Freccero, che tuttavia si permette di seminare qualche dubbio.
“Casaleggio crede che la tecnologia sia innocente, come Rousseau credeva lo fosse la natura. Io sono cartaceo, novecentesco, non sono convinto”.
Enrico Mentana va oltre: “Ci sono due tipi di politici: chi parla troppo e chi parla poco. Questi ultimi vanno seguiti con più attenzione. A me l’esordio in tv di Casaleggio ricorda il ’95, quando la discesa in campo di Prodi fu sancita da un’intervista tv nel salotto di Costanzo”.
(da “La Repubblica”)
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Aprile 8th, 2017 Riccardo Fucile
NUZZI FAREBBE MEGLIO A RACCONTARE PERCHE’ LUI INVECE E’ PRESENTE O SI VERGOGNA A DIRE CHE E’ SUA MOGLIE AD AVER ORGANIZZATO IL MEETING CON LA SUA SOCIETA’ VISVERBI? E CON QUALE BUDGET?
“E successo un fatto indegno. Aspettavamo un astronauta italiano, Paolo Nespoli. Doveva venire a raccontarci il suo viaggio nello spazio ma non è venuto. Dopo vi spiegherò il perchè”.
A fare l’annuncio, alla ripresa dei lavori della convention ‘Sum #01’ in corso a Ivrea per iniziativa di Davide Casaleggio, il giornalista Gianluigi Nuzzi introducendo il primo panel del pomeriggio dedicato a futuro e scienza.
Nespoli avrebbe dovuto partecipare a un faccia a faccia e poi raccontare la sua esperienza, ma al suo posto è stata lasciata una sedia vuota.
“Paolo Nespoli a luglio deve partire per la sua ultima missione – ha raccontato poco dopo Nuzzi – aveva detto di sì, che sarebbe venuto perchè questo è un incontro tra persone libere che vogliono confrontarsi ma ieri è arrivata una notizia e Nespoli oggi non può salire su questo palco. Io però non voglio pensare male, non voglio pensare che qualcuno glielo abbia impedito”, ha concluso lasciando un casco sulla poltrona su cui avrebbe dovuto sedersi l’astronauta.
In attesa che Nuzzi faccia seguire alle parole le prove se e chi avrebbe impedito a Nespoli di partecipare, perchè lanciare il sasso e nascondere la mano non è signorile, lo stesso Nuzzi potrebbe spiegarci invece perchè lui è presente e se rientra nel budget della Visverbi, l’agenzia di comunicazione e promozione mediatica assai professionale e conosciuta, nel mondo della tv, che ne gestirà la parte comunicativa.
Visverbi è un’agenzia che, tra le altre cose, ha gestito nel tempo, come “agente televisivo”, le figure di vari giornalisti tv, ospiti fissi nei talk show; l’elenco sarebbe lungo, si va da Paolo Mieli a Andrea Scanzi a Giuseppe Cruciani e David Parenzo.
Visverbi è stata messa su da Valentina Fontana (una delle migliori professioniste del ramo) casualmente moglie di Gianluigi Nuzzi, che ha condotto al convegno di Ivrea alcuni importanti incontri) e Barbara Castorina
Nacque con una sede dègagè in zona Paolo Sarpi, a Milano. Si muove con discrezione e senza cafonerie. E, tra le altre cose, ha seguito eventi importanti come il Festival di Ponza (animato soprattutto da Nuzzi e Mieli, e che ha visto tra gli ospiti in passato proprio Gianroberto Casaleggio).
Non deve dunque colpire più di tanto che, nella giornata in cui Davide Casaleggio esordisce in un’intervista tv, sia proprio la Visverbi ad aver curato quasi tutto.
Anche molte telefonate per contattare, e eventualmente convincere, gli ospiti più prestigiosi.
Strano che un semplice ospite (come appare in teoria Nuzzi) se la prende così tanto per una assenza. Sarebbe normale se uno avesse altri interessi nella gestione dell’evento, ma certo non èil suo caso.
Nuzzi è capitato a Ivrea per caso.
(da agenzie)
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Aprile 8th, 2017 Riccardo Fucile
GLI ELETTORI M5S VEDONO GRILLO COME LEADER E DI MAIO CANDIDATO PREMIER
Il futuro candidato premier del MoVimento 5 stelle deve essere Luigi Di Maio per il 57% degli
elettori grillini, segue Di Battista con il 29%, Grillo con il 7%, Fico con il 5%, Casaleggio con il 2%.
A pensarla così sono gli elettori grillini secondo quanto riportato da un sondaggio di ScenariPolitici per HuffPost.
Davide Casaleggio, nonostante il suo esordio televisivo nel salotto di Lilli Gruber, rimane molto indietro nelle preferenze.
Lo stesso pensano gli intervistati sul leader del MoVimento: una larga maggioranza incorona ancora Beppe Grillo con il 56%, seguono Di Maio 21%, Di Battista 18%, Casaleggio con il 4%, Fico all’1%.
A sentire i simpatizzanti del MoVimento 5 stelle, Casaleggio Jr sarà in grado di raccogliere l’eredità del padre Gianroberto: molto per il 25 %, abbastanza per il 34%. Il 14% invece ci crede poco, mentre il 3% per nulla.
Per l’80% dei votanti grillini, il MoVimento resta ugualmente forte.
Per il 14% è un po’ più debole di prima e solo per il 2% è molto più debole di prima.
(da “Huffingtonpost“)
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