Giugno 2nd, 2010 Riccardo Fucile
IL RISCHIO STRESS DA LAVORO CORRELATO DIVENTA CARTA STRACCIA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CON LA MANOVRA DEL GOVERNO….NIENTE PIU’ TUTELA, COME SE NON POTESSE ESISTERE: INCAPACI DI VERIFICARE I CASI DI CHI NE APPROFITTA, SI SPARA NEL MUCCHIO
A pagina 27 dell’ultima versione della manovra del governo, si legge all’art 8, comma 12,
che “gli articoli 28 e 29 del decreto legislativo 9 aprile 2008, numero 81, in materia di rischio da stress lavoro- correlato, non si applicano alle amministrazioni pubbliche”.
Tradotto in italiano corrente, vuol dire che gli obblighi in materia di stress da lavoro e mobbing cui nel settore privato sono tenuti i datori di lavoro, diventano carta straccia nel settore pubblico.
Il tutto, fatto con grande tempismo: il testo unico delle leggi sulla sicurezza sul lavoro prevede infatti che dal prossimo 1 agosto, i titolari delle imprese svolgano una valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato, indicando anche quali misure di prevenzione vengano adottate in azienda.
Una valutazione quindi che il datore di lavoro pubblico potrà fare a meno di svolgere, mettendosi automaticamente al riparo dalle possibili conseguenze. Trattandosi di norma già a lume di naso illegittima, non ci meraviglia che il procuratore Raffaele Guariniello, capo dei pm della Procura di Torino, abbia parlato di “discriminazione tra aziende pubbliche e private, e tra gli stessi lavoratori”.
Lo Stato, con questa norma, risparmia investimenti nel campo della sicurezza da un lato e dall’altro pensa di limitare le assenze per malattia derivanti da stress.
Il primo obiettivo mal si concilia con lo statuto dei lavoratori e le leggi vigenti in tutti i Paesi civili, il secondo non eliminerà il problema, in quanto farà sempre testo il certificato medico e la successiva visita fiscale. Continua »
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Maggio 31st, 2010 Riccardo Fucile
GIOVANNI CENTRELLA ELETTO ALL’UNANIMITA’ SUCCESSORE DI RENATA ALLA GUIDA DELL’UGL ….”NON SMETTERO’ MAI DI FARE L’OPERAIO”: DA 4 ANNI SEGRETARIO DEI METALMECCANICI….”VOGLIO RIPORTARE IL MEZZOGIORNO AL CENTRO DELL’AGENDA POLITICA”
E’ stato eletto all’unanimità dal Consiglio nazionale, riunito a Chianciano, come successore
di Renata Polverini alla guida del sindacato Ugl.
Metalmeccanico irpino, operaio in cassa integrazione della fabbrica motori di Fiat Powertrain a Pratola Serra (Avellino), Giovanni Centrella, quarantacinque anni, era da quattro anni il segretario nazionale dell’Ugl-Metalmeccanici, impegnato da sempre in prima fila ai tavoli con Fiat.
Nel ringraziare i delegati che hanno voluto dare una indicazione unitaria, Centrella ha sottolineato: “Non smetterò mai di essere anche un operaio metalmeccanico: non sono abituato a lamentarmi, ma a lavorare, quindi assicuro e chiedo senso di responsabilità , impegno, umiltà e spirito di servizio”.
Per il nuovo leader dell’Ugl “lo sciopero generale è una asoluzione estrema a cui ricorrere solo dopo aver percorso senza risultati la strada del confronto, prima bisogna fare tutto il possibile”.
E a proposito della crisi attuale, avverte di essere disponibile al confronto, ma senza dare carta bianca: “Tutti devono prendersi le responsabilità delle scelte, compreso il sindacato, ma partiamo dal fatto che il peso non deve sempre cadere su dipendenti e ceto medio. Abbiamo il compito di tutelare il reddito delle famiglie e sono indispensabili misure di sostegno al reddito e un rilancio dell’occupazione”. Continua »
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Maggio 29th, 2010 Riccardo Fucile
GLI ASPETTI POLITICI E SOCIALI DELLA QUESTIONE AEROPORTO DELLA MALPENSA….LE BUGIE E GLI INTERESSI DELLE FORZE POLITICHE CHE FINGONO DI DIFENDERE I CITTADINI MA FANNO SOLO GLI INTERESSI INQUINANTI DI POCHI
Pubblichiamo un intervento, che condividiamo ampiamente, dell’amico Gianfredo Ruggiero, presidente del circolo culturale Excalibur di Varese, sulla vicenda dell’aeroporto della Malpensa
Malpensa è un bellissimo aeroporto, moderno e funzionale, peccato sia stato costruito nel posto sbagliato.
Siamo nel pieno del Parco Naturale della Valle del Ticino, in una zona a cavallo tra Piemonte e Lombardia, ricca di laghi, canali, boschi e tanto verde spontaneo.
Per la sua funzione regolatrice del delicato equilibrio ecologico della Valle Padana e per il suo enorme patrimonio ambientale e paesaggistico, il Parco del Ticino è stato classificato dall’Unesco “riserva naturale della biosfera”.
Al seguito di Malpensa, in questa oasi verde, si sono concentrate le attenzioni degli speculatori di ogni sorta e nazionalità che stanno facendo tabula rasa di ciò che resta del Parco del Ticino e della nostra Brughiera grazie ad una legge regionale – voluta dalla destra, condivisa dalla sinistra e apprezzata dalla Lega – che ha permesso ad alcuni imprenditori locale e a varie multinazionali di aggirare i vincoli ambientali per costruirvi di tutto: capannoni industriali, grandi alberghi, mega parcheggi e gli immancabili centri commerciali, grazie anche al placet delle amministrazioni locali (più alberghi, più soldi nelle casse comunali).
Il colpo di grazia verrà poi dalla costruzione della terza pista che ricoprirà con una striscia di asfalto e cemento l’Area del Gaggio, 330 ettari di brughiera e di verde incontaminato amorevolmente curato da volontari e ricco di testimonianze storiche del periodo bellico.
Terza pista che porterà più aerei sulle nostre teste, maggiore inquinamento e il trasferimento coatto di una intera frazione, quella di Tornavento con le sue 600 famiglie, che sarà colpita in pieno degli aerei in transito.
Non siamo contro gli aeroplani e non auspichiamo un ritorno al calesse o alla società bucolica (anche se le civiltà contadine erano molto più sagge di quelle attuali).
Siamo semplicemente contro le devastazioni ambientali perpetrate in nome di un presunto progresso e non accettiamo il principio del cosiddetto “prezzo da pagare per…”.
Il progresso o rispetta la natura, la qualità della vita e la dignità del lavoro o è, come in questo caso, solo speculazione più o meno mascherata.
Il problema non sono le infrastrutture, strade, ferrovie e aeroporti, che se necessarie vanno fatte, il problema è come sono realizzate e quali sono le vere finalità (spesso inconfessabile e le recenti inchieste sulle Grandi Opere non possono che dare corpo ai nostri sospetti). Continua »
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Maggio 25th, 2010 Riccardo Fucile
TAGLIARE RISORSE AGLI ENTI LOCALI, BLOCCARE I RINNOVI DEI CONTRATTI, AUMENTARE I PEDAGGI, RITARDARE IL PAGAMENTO LIQUIDAZIONI, RIDURRE I FONDI ALLA SANITA’, INTRODURRE I TICKET, DETERMINERA’ UNA RIDUZIONE DEL POTERE D’ACQUISTO DEI CITTADINI…. MENTRE I CONDONI FAVORIRANNO I FURBI
La maxi-manovra varata da Tremonti che tra poche ore approda al Consiglio dei Ministri, punterà a rastrellare 28-30 miliardi in due anni, al netto della sanatoria catastale e della lotta all’evasione.
Occorre una visione d’insieme per capire queste misure chi andranno a colpire, come e in che misura.
Enti locali Per Regioni, Province e Comuni è previsto un taglio degli stanziamenti pari a 5,8 miliardi, compensati in teoria, e solo per il 33%, da eventuali utili della lotta all’evasione.
Per il resto gli enti locali dovranno fare cassa con tasse e vendite di quote di partecipazione nelle municipalizzate.
Se valutiamo la promessa di “non mettere le mani nelle tasche degli italiani”, appare evidente che si scarica “l’onere della prova” sugli enti locali.
Meno entrate statali, meno servizi e più tasse locali.
Quindi pagano sempre i cittadini.
Contratti Congelamento dei rinnovi contrattuali: per tre anni niente aumenti per tutti i settori del pubblico impiego, compresi magistrati, militari, polizia e docenti universitari.
Per la buonuscita o liquidazione che sia, uno dovrà attendere non più tre mesi, ma sei, però, caso strano, i dipendenti di Palazzo Chigi hanno firmato ieri in extremis il contratto relativo al biennio 2008-2009, con un aumento di 86 euro.
Osservazione: a parte che non sono paragonabili lo stipendio di un magistrato o di un prof. univ. con quello di un agente di polizia, resta il fatto che i contratti di cui si parla sono scaduti da tempo e il lavoratore si vede così sottratti circa 80-100 euro (arretrati compresi) al mese, per tre anni.
Sanità E’ previsto un taglio di 1,5 miliardi al fondo sanitario nazionale: le regioni in rosso poi dovranno tagliare i posti letto o aumentare le imposte locali (Irpef e Irap).
Probabile il ticket di 7,5 euro sulla specialistica e la diagnostica.
Anche in questo caso la misura finirà per colpire tutti i cittadini indiscriminatamente.
Pensioni Il piano di Tremonti prevede di dimezzare nel 2011 le finestre di uscita, sia per l’anzianità (da 2 a 1) che per la vecchiaia ( da 4 a 2).
L’effetto sarà che i lavoratori che l’anno prossimo avranno maturato i requisiti della pensione di anzianità andranno a riposo a luglio 2012.
Chi quella di vecchiaia dovrà attendere sei mesi in più.
Non pensiamo sia un provvedimento anche questo che si tramuti in un vantaggio per il cittadino.
Condono E’ confermata una sanatoria delle case fantasma sfuggite al catasto che sarebbero circa 2 milioni.
L’ultima novità è che anche gli ampliamenti di cubatura, non dichiarati al catasto, potranno essere messi in regola.
Una sorta di condono mascherato che dovrebbe fruttare (in teoria) circa 5 miliardi.
Viene da porsi la domanda: come sia possibile che in Italia 2 milioni di edifici possano essere abusivi, senza che lo Stato se ne accorga e non intervenga a tempo debito, invece che condonare a posteriori. Continua »
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Maggio 24th, 2010 Riccardo Fucile
RIUNITI A PARMA 50 PRIMI CITTADINI DI DESTRA E SINISTRA, DA ROMA A BARI, DA VARESE A TRAPANI: OCCORRE UNA NUOVA FISCALITA’ CHE TUTELI LA FAMIGLIA…. ATTRAVERSO UN NUOVO SISTEMA DI MISURAZIONE, LE FAMIGLIE POTRANNO AVERE SCONTI DIVERSIFICATI ED ACCESSO AGEVOLATO AI SERVIZI
Nella vicina Francia, un lavoratore dipendente con 36.500 euro di reddito, moglie e
quattro figli a carico è completamente esentasse.
In Italia il valore dei figli, mantenuti per una vita, non equivale neppure a uno sconto rottamazione del motorino.
Da tempo si parla di introdurre nel nostro Paese il “quoziente familiare”, ovvero un nuovo sistema di misurazione dello stato sociale delle famiglie che valuti le situazioni caso per caso, senza le sperequazioni dei vecchi scaglioni. Le famiglie così “pesate”, potranno poi avere sconti diversificati e agevolazioni sulle tariffe e un diverso modo di accesso ai servizi forniti dal Comune: asili nido, servizi socio-assistenziali, tassa sulla raccolta dei rifiuti. Un circolo virtuoso a favore dei cittadini e delle famiglie che più hanno bisogno di un sostegno pubblico.
Qualcosa in tal senso si è cominciato a proporre in qualche Comune, ma in realtà dovrebbe essere il governo a convertire il prelievo fiscale in un sistema che tuteli maggiormenti le famiglie. In concreto non è mai stato fatto nulla. Ora qualcosa pare si stia muovendo dalla base degli enti locali: ben 50 sindaci, provenienti da ogni parte d’Italia, da Roma a Bari, da Varese a Trapani, da Rimini a Viterbo, da Ascoli a Imperia, in rappresentanza di giunte di vario colore politico, da destra a sinistra senza distinzione, si sono riuniti a Parma per siglare un accordo politico.
La città emiliana non è stata scelta a caso, ma in quanto è stata la prima in Italia ad applicare il quoziente familiare, ribattezzato infatti “quoziente Parma”. Nel desolante panorama italiano, dove il governo spende solo lo 0,7% del Pil, Parma si piazza al secondo posto nella classifica delle città che destinano più soldi al sociale (377 euro pro-capite), la prima è Modena con 407. Continua »
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Maggio 24th, 2010 Riccardo Fucile
LA CHRYSLER ASSUMERA’ NUOVA MANODOPERA PER ASSEMBLARE LA JEEP GRAND CHEROKEE, SIMBOLO DELLA RINASCITA DELLA CASA AMERICANA…. MARCHIONNE OSANNATO DALLA PLATEA DELLO STABILIMENTO JEFFERSON NORTH, MENTRE IN ITALIA SI PARLA DI 5.000 ESUBERI NELL’INDIFFERENZA DEL GOVERNO
“Nemo profeta in patria” ? Certamente l’accoglienza che la platea aziendale dello stabilimento Jefferson North della Chrysler ha destinato a Sergio Marchionne, all’annuncio che la casa controllata dalla Fiat assumerà a breve 1.100 operai negli stabilimenti di Detroit, non ha paragoni con le proteste che in Italia accompagnano i tagli previsti dalla Fiat, sia in termini di impianti che di produzione.
In Italia fischi e cortei di dissenso, in Usa applausi e ovazioni.
Le maestranze Chrysler qualcosa avevano intuito, ma ora c’è la certezza: sarà assunta manodopera fresca per assemblare la nuova Jeep Grand Cherokee, icona per eccellenza, insieme alla sorella maggiore Commander, dell’american way of life.
Grande, spaziosa, ingombrante: è il fuoristrada del benessere su cui punta Sergio Marchionne per traghettare la compagnaia, controllata dalla Fiat, fuori dalla crisi che ha portato la casa di Detroit prima in bancarotta pilotata e quindi al salvataggio ad opera dell’azienda torinese.
Circondato dal management Usa, Marchionne ha promesso che ricomincerà la cavalcata per riconquistare quote di mercato.
La nuova Jeep è stata lanciata come il primo prodotto di una nuova linea che punta su qualità e velocità di produzione, una scommessa su cui Marchionne si gioca la sua partita americana, un’auto costruita con braccia americane, ma con cuore e gusto italiano. Continua »
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Maggio 22nd, 2010 Riccardo Fucile
L’ESPOSIZIONE CON IL SISTEMA BANCARIO HA RAGGIUNTO I 933 MILIARDI DI EURO: IN MEDIA, OGNI AZIENDA ITALIANA HA UN DEBITO CON LE BANCHE PARI A 176.000 EURO….MILANO (418.000 EURO) E BRESCIA (324.000 EURO) LE PROVINCE PIU’ A RISCHIO…. TANTA SPECULAZIONE E POCHI INVESTIMENTI
Negli ultimi 10 anni, la crescita dell’indebitamento delle imprese italiane è stata del
+93,6%.
Sempre nello stesso periodo, l’aumento dell’inflazione invece è stato di poco superiore al +23%.
In termini assoluti l’esposizione con il sistema bancario ha raggiunto, a fine 2009, i 933 miliardi di euro.
Mediamente ogni impresa italiana ha un debito con le banche pari a 176.596 euro.
La realtà provinciale più scoperta è Milano, con un importo medio per azienda pari a 418.361 euro.
Seguono Brescia (324.037 euro per azienda) e Siena (296.787 euro).
In termini percentuali, invece, l’aumento più sostenuto registrato nell’ultimo decennio spetta alla provincia di Siena (+229,7%), seguita da Rimini (+191,8%) e da Grosseto (+ 156,9%).
Sono questi alcuni dei risultati emersi dall’analisi condotta dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre che ha osservato l’indebitamento delle società non finanziarie e le cosiddette “famiglie produttrici”.
Se dal 1999 al 2008, l’aumento dell’indebitamento è stato progressivo, con l’avvento della crisi economica e finanziaria si è registrata una decisa inversione di tendenza. Continua »
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Maggio 20th, 2010 Riccardo Fucile
MENTRE ZAMPOLINI SMENTISCE SCAJOLA, SUL METODO ANEMONE EMERGONO NOVITA’: SI FACEVA PAGARE IL MATERIALE DEGLI INTERVENTI DALL’ERARIO…I NOVE CANTIERI A PREZZO STRACCIATO PER DIVERSE CHIESE PARE NASCONDANO SOLDI IN NERO, SERVITI PER CREARE IL TESORETTO PER PAGARE I POLITICI…DAL 2008 LE BANCHE GLI AVEVANO CHIUSO I RUBINETTI DEL CREDITO
Interrogato dai magistrati di Perugia, l’arch. Angelo Zampolini non solo ha confermato
quanto aveva già dichiarato in precedenza sul giro di denaro che Anemone gli aveva commissionato di movimentare, ma ha fornito ulteriori elementi di valutazione ai giudici.
Sulla vicenda della casa di Scajola, ha confermato che al momento della firma dell’atto, era presente un funzionario della Deutsche Bank, la banca che aveva emesso gli 80 assegni circolari su mandato di Zampolini, a parziale pagamento dell’appartamento di Scajola.
Presenza che non sarebbe altrimenti giustificata, visto che il mutuo del ministro era stato aperto con San Paolo Intesa.
Il tutto, secondo Zampolini, per l’interesse che Anemone aveva di fare favori a Balducci e ai suoi amici.
Una prassi consolidata che permetteva all’imprenditore di avere corsie preferenziali per ottenere appalti e lavori: si è quantificato in 25 miliardi il giro di affari di Anemone in questi anni, pari alla manovra finanziaria che Tremonti sta per varare.
Dall’inchiesta emergono poi altri dettagli indicativi della ragnatela di appoggi e amicizie su cui Anemone poteva contare per aprire cantieri a raffica.
Un capitolo finora poco trattato dai media è quello degli nove interventi che riguardano istituti religiosi e per i quali sono state emesse fatture con importi minimi.
Sono stati realizzati tra il 2003 e il 2005 ristrutturazioni presso “i Missionari di via Narni”, il “complesso parrocchiale di Santa Maria Alocoque” di Tor Vergata, la chiesa di Santa Maria in Trivio, l’abbazia di Terni, la portantina di San Gaspare, l’Università cattolica di San Giovanni, la casa di Santa Rita, una seconda tranche per la chiesa di Tor Vergata. Continua »
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Maggio 19th, 2010 Riccardo Fucile
IN PARLAMENTO BUVETTE CON PASTI A 3 EURO, ASCIUGAMANI DA 88 EURO, 70 MILIONI PER VOLI DI STATO, 3.000 DIPENDENTI, DIVISE DEI COMMESSI DA 1.800 EURO: DIPENDENTI IN PENSIONE A 8.000 EURO AL MESE A 52 ANNI…NEL 1946 CAMERA E SENATO FUNZIONAVANO CON 4 PALAZZI, ORA SONO PIU’ DI 30… CONSULENZE IN AUMENTO E SPESE REGIONALI SENZA CONTROLLI
Chiedere sacrifici agli italiani si può, ma reclamarli in nome della crisi internazionale,
quando si continua a far finta di non vedere le mille contraddizioni di uno Stato che sputtana soldi a milionate ogni giorno, non può essere un alibi valido.
Il centrodestra sta governando questo Paese da ben sette degli ultimi nove anni: tempo più che sufficiente per imprimere un cambiamento che non c’è stato.
Se l’elettorato deluso diserta le scadenze elettorali e l’astensionismo ha raggiunto vette impensabili, occorre anche saper fare autocritica: è segno che il cittadino ha percepito la mancanza di una svolta.
Di tagli si parla solo per gli stipendi degli statali, mentre il potere d’acquisto è diminuito, la soglia di povertà assorbe sempre più milioni di italiani e la corruzione dilaga come in passato.
Di fronte a una crisi che il governo ha sempre voluto ridimensionare, una classe politica adeguata avrebbe dovuto dare l’esempio, non attraverso spottoni inveritieri, ma con comportamenti reali adeguati.
Dati alla mano, le auto blu sono aumentate, le consulenze pure, i deficit di molte regioni e comuni sono prossimi alla bancarotta, come d’altronde la sanità .
Eppure sul Titanic, ovvero nel Parlamento italiano in agonia, mentre molti cittadini comuni tagliano tutte le spese possibili, l’orchestra suona sempre la stessa musica.
Alla buvette un primo costa sempre un euro, un secondo due euro, si comprano 50 asciugamani a 88 euro l’uno, quando su internet gli stessi identici si trovano a 5 euro ciascuno.
Si continua a spendere cifre incredibili come 70 milioni l’anno di aerei di Stato, si incrementa il parco di auto blu, si presentano leggi per dare il vitalizio anche ai sindaci e agli assessori comunali.
Pensate che nel 1946 Camera e Senato, per il loro funzionamento, necessitavano di 4 palazzi, mentre ora non ne bastano 30. Continua »
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