Dicembre 7th, 2009 Riccardo Fucile
LE DONNE OCCUPATE NEL PUBBLICO IMPIEGO FANNO PIU’ FIGLI DELLE DONNE CHE LAVORANO NEL PRIVATO ( + 30%)….IN FONDO ALLA CLASSIFICA LE LAVORATRICI PART-TIME E CON CONTRATTI ATIPICI… UNA GENERAZIONE DI GIOVANI SENZA POTER PROGETTARE IL FUTURO
Le donne italiane che lavorano nel settore pubblico fanno figli con maggiore probabilità
(+30%) delle donne impiegate nel privato.
E’ quanto emerge da un’indagine svolta presso l’università di Oxford.
Hanno meno chance di diventare mamme le italiane libere professioniste. In fondo alla classifica, ci sono le lavoratrici part-time o con contratti atipici.
I numeri non fanno altro che confermare ciò che molti giovani vivono sulla loro pelle: in Italia spesso i “contrattini” non permettono progetti per il futuro, men che meno la possibilità di formare una famiglia.
Al contrario, secondo la ricerca, il pubblico impiego aumenta per le donne “la probabilità di concepire un figlio, forse perchè è un lavoro più sicuro, con scatti di carriera decisi per anzianità e perchè ha orari più flessibili e compatibili con gli impegni familiari”.
Per lo studio sono stati utilizzati dati su coppie in età fertile, inglesi e italiane. Analizzando i fattori che possono influenzare la scelta di fare figli e di entrare o uscire dall’impiego retribuito, è emerso che mentre il tipo di lavoro dell’uomo non influenza tale scelta all’interno della coppia, quello della donna lo fa. Continua »
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Dicembre 2nd, 2009 Riccardo Fucile
OTTO STABILIMENTI FINCANTIERI IN TUTTA ITALIA, MA LE COMMESSE VANNO A MONFALCONE E MARGHERA…CHIESTO LO SBLOCCO DELLE COMMESSE PUBBLICHE, SESTRI E RIVA TRIGOSO PENALIZZATI DALLE SCELTE DI VERTICE… LA LEGA HA PENSATO SOLO A PIAZZARE UN SUO UOMO NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI FINCANTIERI
Meyer Werft, i cantieri tedeschi, hanno appena “soffiato” due commesse che dovevano
andare ai cantieri italiani: lo hanno fatto grazie a una migliore dotazione tecnologica, in particolare un capannone lungo 500 metri, sotto il quale si possono costruire navi giorno e notte e con qualsiasi tempo.
E’ solo l’ultimo segnale della profonda crisi della cantieristica italiana, un progressivo aggravarsi della situazione produttiva e occupazionale di tutto il settore, con il progressivo ridursi delle commesse.
Mentre in altri Paesi europei sono stati decisi interventi a sostegno del settore, in Italia manca un disegno coordinato e un livello di interventi sulla domanda.
Nel settore della navalmeccanica lavorano ben 100.000 addetti: il principale attore è pubblico, si tratta di Fincantieri con otto stabilimenti in tutta Italia.
I lavoratori chiedono lo sblocco delle commesse pubbliche, in particolare nei cantieri più a rischio, ma anche sostegno alla domanda privata.
Caso emblematico la Tirrenia: lo Stato potrebbe cedere la flotta ai privati che si impegnano contestualmente a rinnovare le unità più obsolete.
Una sorte di rottamazione che potrebbe usufruire di bonus e incentivi europei. Il crollo dei carichi di lavoro si è già tradotto per l’indotto con l’espulsione di 500 dipendenti dal ciclo produttivo.
E si profila che eventuali commesse non saranno distribuite in modo omogeneo, ma in base a criteri geopolitici.
Mentre da un lato molti auspicano il potenziamento degli ammortizzatori sociali e chiedono investimenti pubblici per metterci in grado di sostenere la concorrenza europea, qualcuno sta lavorando sottobanco per privilegiare alcuni cantieri per mere ragioni elettorali. Continua »
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Novembre 30th, 2009 Riccardo Fucile
IL GOVERNO VUOLE VENDERE ALL’ASTA GLI IMMOBILI SEQUESTRATI ALLE COSCHE, INVECE CHE RESTITUIRLI ALLA COLLETTIVITA’ COME STABILITO DALLA LEGGE LA TORRE … IL RISCHIO REALE E’ CHE L’ACQUISTINO DEI PRESTANOME DEI CLAN….META’ DEI 8446 IMMOBILI SONO ANCORA BLOCCATI
Ad Altofonte, paese natale del boss Mimmo Raccuglia, c’è una villa a tre piani confiscata al
mafioso Michelangelo Camarda: avrebbe dovuto tramutarsi nella nuova caserma dei carabinieri, ma, indovinate un po’, mancano allo Stato i soldi per ristrutturarla.
Con la nuova norma che il Senato ha approvato come emendamento alla Finanziaria, questa villa ora potrebbe finire all’asta e i mafiosi, secondo il sindaco, se la ricomprebbero immediatamente, attraverso prestanomi dalla fedina penale pulita.
La possibilità di mettere all’asta i beni sottratti ai mafiosi sta creando polemiche a non finire, per molti segna un passo indietro nella strategia di lotta ai patrimoni illegali che le Procure ritengono strumento indispensabile nella lotta alla mafia.
Questi beni, secondo molti politici, dovrebbero servire a tutto e all’incontrario di tutto: con questi si pagherebbero, a seconda dei giorni, incentivi e assunzioni nelle forze dell’ordine, ricambi alle autoblindo per le missioni di pace, persino sostegni ai precari, tra un po’ anche i cateteri per gli ospedali. Quando non sanno cosa dire, ecco il politico che evoca “i beni dei mafiosi”.
E l’opinione pubblica se la beve e dice “ma che bravi”.
Peccato che questi immobili in realtà siano solo 8.446, di cui 4.372 destinati e consegnati e oltre 4.000 ancora bloccati.
Sono 7.152 quelli confiscati nelle regioni del Sud.
Fino ad oggi in base alla legge La Torre questi beni erano destinati alle attività delle istuzioni locali o di associazioni come Libera che, con la loro gestione, hanno creato un circuito virtuoso di economia legale. Continua »
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Novembre 24th, 2009 Riccardo Fucile
NELL’ULTIMO ANNO LE ASSENZE PER MALATTIA NEGLI UFFICI PUBBLICI SONO AUMENTATE IN TUTTE LE REGIONI, ESCLUSO TOSCANA E MOLISE… PUNTA DEL 46,8% IN PIEMONTE, MA 16,9% ANCHE IN VENETO, 15% IN LOMBARDIA E 149% IN COMUNE A GENOVA
I dati parlano chiaro e sono quelli ufficiali: rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, da ottobre 2008 a ottobre 2009, le assenze per malattia nella pubblica amministrazione (escluse le scuole, le università e la pubblica sicurezza) sono cresciute del 28,3%.
E non c’entra l’influenza, che al massimo avrebbe inciso solo per il 7%.
Siamo di fronte, come era prevedibile, alla fine dell’effetto Brunetta e al fallimento della ricetta anti-fannulloni: i dipendenti di regioni, comuni, province e ospedali rivelano una ritrovata vocazione all’assenteismo italico?
Brunetta replica seccato che si tratta solo di “un aggiustamento dei comportamenti individuali e di una ripresa dei comportamenti opportunistici”, ma non può nascondere che il fenomeno è ritornato diffuso in tutta la penisola, ministeri compresi.
Il dicastero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, rispetto all’anno precedente, mostra un aumento degli assenteisti per malattia del 45,2%.
Tra le Regioni, gli aumenti sono stati del 46,8% in Piemonte, del 44,2% in Puglia, del 43% in Campania, del 37,9% nelle Marche, del 34,6 in Liguria, del 26,4% nel Lazio, del 24,7% in Sicilia, del 22,2% in Emilia Romagna, del 18,3% in Calabria, del 17,6% in Umbria, del 16,9% in Veneto, del 15% in Lombardia,del 13,7% in Abruzzo, del 11,5% in Basilicata.
Migliore la situazione, con un calo di assenteisti, solo in Toscana (-8,8%) e Molise (- 33,8%).
Ormai in quasi tutta Italia il trend rimane in progressione mensile: le assenze schizzano in avanti nel corso dell’anno.
A Genova ad assentarsi sono stati i dipendenti delle categorie più basse, chi guadagna meno, in pratica. Continua »
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Novembre 14th, 2009 Riccardo Fucile
IL PREZZO DELLA CRISI LA PAGANO I PIU’ GIOVANI: SU 556.000 NUOVI DISOCCUPATI, BEN 404.000 SONO GIOVANI…..UN RAGAZZO SU QUATTRO E’ ALLA RICERCA DI UN LAVORO, PIU’ DEL TRIPLO DELLA MEDIA NAZIONALE…SITUAZIONE DRAMMATICA AL CENTROSUD… ANCHE TRA GLI UNDER 35 LA DISOCCUPAZIONE IN UN ANNO E’ SALITA DAL 7,2% al 9,2%
Sta crescendo una nuova generazione di emarginati, quella dei giovani che si sono appena
affacciati al mondo del lavoro, magari con contratti di collaborazione già non più rinnovati e poche prospettive di occupazione.
La crisi sta colpendo soprattutto loro, rispetto ad altre fasce di età che possono godere di qualche tutela in più.
Secondo i dati ufficiali Istat, nel secondo semestre di quest’anno tra i 556.000 nuovi disoccupati, ben 404.000 sono i giovani.
Il tasso di disoccupazione per il segmento tra i 15 e i 24 anni è arrivato al 24%, quasi 4 punti in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Un ragazzo su quattro è alla ricerca di un lavoro, più del triplo della media nazionale che ha raggiunto il 7,4%.
Il peggioramento ha interessato in particolare i ragazzi, il cui tasso di disoccupazione è cresciuto del 4,2%, mentre quello delle loro coetanee è salito di poco più della metà (+ 2,5%).
Tra le aree più calde c’è il Mezzogiorno, dove la quota dei senza lavoro è arrivata al 35,3%, ma se si mette a confronto la media nazionale con il segmento giovanile, ci si accorge che il peggioramento più siginificativo si è manifestato nelle regioni del Centro Italia.
L’incremento è stato al Centro del 5,5% in un anno, e il rapporto tra il tasso di disoccupazione dei giovanissimi e quello nazionale è passato da 2,5 a 3,5. Altro che richiamo al posto fisso, i ragazzi non trovano più neanche quello flessibile. Continua »
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Ottobre 13th, 2009 Riccardo Fucile
BRUNETTA TEORIZZA “LA RIVOLUZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE”: TAGLI ALLO STIPENDIO DEI FANNULLONI, LICENZIAMENTI, MOBILITA’… SI CREA UN’AUTORITHY CHE DARA’ LE PAGELLE….DALLE MEDAGLIE AL MERITO AI PREMI AL MERITO: MA CHI DECIDE CHI MERITA SONO GLI STESSI DIRIGENTI RACCOMANDATI DAI POLITICI CHE DA ANNI FAVORISCONO LA LORO CORTE
Fa quasi sorridere che lo stesso giorno in cui Brunetta presenta la “rivoluzione della Pubblica Amministrazione”, per aumentare la produttività , licenziare i fannulloni, assicurare trasparenza, garantire premi ai migliori, moralizzare gli uffici, dall’altro lato lui stesso auspichi il ritorno all’immunità parlamentare.
Ovvero i dipendenti devono avere il cartellino, non possono rifiutarsi di passare da un ramo al’altro della P.A., pena licenziamento, guai se fanno troppe assenze, se un dirigente non li ha sotto “protezione clientelare” rischiano pure la decurtazione del premio di produttività , solo il 25% di loro sarà premiato (in buona parte lecchini di Stato), mentre i parlamentari possono commettere reati persino contro l’amministrazione e continuare a sedere in Parlamento.
Ma che bella logica, complimenti Brunetta, i trascorsi da Prima Repubblica si vede che tornano a galla.
Eppure tutti a “lodare” le 74 norme dette “antifannulloni”, approvate e prossime ad andare in vigore. Brunetta promette ( quello costa poco): “Una spinta alla modernità del Paese, si ridà merito e fiducia alle persone eccellenti, più servizi ai cittadini, più scuola, salute, trasparenza, mobilità “.
A chi lo accusa di aver fatto una riforma delle punizioni e dei tagli e di dubbia costituzionalità , penalizzando il concetto di rappresentatività introdotto da D’Antona, ribatte sostenendo che la sua cura porterà a un aumento della produttività dal 20% al 50% nei prossimi anni. Continua »
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Ottobre 12th, 2009 Riccardo Fucile
GRADUATORIE DEI PRECARI DA RIFARE, OTTOMILA DOCENTI REVOCABILI, NOMINA DI CENTOMILA SUPPLENTI A RISCHIO, SCUOLA NEL CAOS…TUTTO PER L’ARROGANZA DI NON VOLER RISPETTARE I PUNTEGGI ACQUISITI E FAVORIRE I DOCENTI DEL NORD…E CONTINUA A FARE INCIUCI COI SINDACATI: ANDREBBE CITATA PER DANNI
Lo avevamo scritto qualche settimana fa, in tempi non sospetti: la norma introdotta dalla Gelmini per mettere in coda, nelle graduatorie provinciali, i docenti provenienti da altre regioni era politicamente odiosa e razzista e giuridicamente incostituzionale.
Sull’onda degli slogan leghisti “non vogliamo insegnanti meridionali” al nord, la Gelmini, tipico frutto di quella classe dirigente di Forza Italia, incapace di competere alla deriva razzista con idee proprie, invece che rispondere con le “camicie di forza” alle camicie verdi, ha pensato bene di accordarsi al becerismo.
E come tutti coloro che interpretano la politica come fare marchette per i più forti, sperando di trarne benefici, invece che vivere di idee proprie ( che poi bisognerebbe pur averne, e costa fatica), ecco che la Gelmini sforna ad aprile il decreto per l’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento per il biennio 2009-2011.
Che contiene questa novità : graduatorie bloccate per due anni e possibilità di inserimento soltanto in coda, in tre province oltre a quella di appartenenza.
Nessuno ha il coraggio di dirlo chiaramente, ma la norma tutela i supplenti del nord, quasi sempre con punteggi inferiori rispetto ai loro colleghi del meridione.
Qualche esempio per chiarire meglio: a Milano il primo in graduatoria nella scuola primaria ha 132 punti, il primo della “coda” ( che deve quindi attendere l’esaurimento della prima parte della classifica dei “nordisti”, per poi sperare in un posto) ne ha 185 ( e viene da Vibo Valentia).
Senza sbarramenti artificiali insomma, sarebbe stato il primo. In quasi tutte le città del nord il discorso è lo stesso.
Di fronte al ricorso al Tar del Lazio di ben 7.500 precari, avevamo previsto come sarebbe andata a finire: avrebbe vinto la legge e il buon senso e sarebbero stati giustamente riconosciuti i punteggi acquisiti in lunghi anni di supplenza ( e di sacrifici).
E il governo avrebbe rimediato una figura di merda. Continua »
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Ottobre 6th, 2009 Riccardo Fucile
SONO 22.800 IN TUTTA ITALIA, LA META’ DI QUANTO RICHIESTO DALLE NORME EUROPEE, DA ANNI NESSUNA ASSUNZIONE… IL 30% DEI MEZZI INVIATI DALLA LIGURIA IN ABRUZZO NON E’ MAI ARRIVATO: SI SONO ROTTI PER STRADA, L’80% HA PIU’ DI 20 ANNI… E DA DUE ANNI IL CONTRATTO E’ SCADUTO
Troppo pochi, troppo vecchi e con mezzi inadeguati: è la situazione dei Vigili del Fuoco in
Italia, secondo la denuncia dei sindacati di categoria, in occasione dell’apertura del Salone Nautico a Genova.
Sono gli “eroi” per cui il popolo italiano piange in Tv, quando sacrificano la loro vita per aiutare gli altri in occasione di terremoti, alluvioni, incendi, disastri ambientali.
Sono padri di famiglia che hanno scelto di dedicare la loro vita a una professione rischiosa, spesso al limite della sicurezza, lavorando in condizioni estreme.
Vengono portati ad esempio di abnegazione e “servizio al Paese” dai politici di turno, quando costa poco una medaglia e una pacca sula spalla, ma poi lo Stato si dimentica di loro, come di tanti altri.
I Vigili del Fuoco operativi nel nostro Paese sono appena 22.800, mentre secondo le norme europee di sicurezza dovrebbero essere quasi il doppio, il loro contratto nazionale è scaduto nel 2007 e le condizioni di lavoro sono sempre più difficili.
La loro età media è ormai arrivata a 44 anni, troppo alta per un lavoro faticoso come il loro.
Questo grazie al fatto che da innumerevoli anni lo Stato risponde alle loro esigenze con nessuna assunzione, niente forze giovani, niente turn over.
Come per le forze dell’ordine, c’è una grave emergenza, quella dello stato di salute degli automezzi di soccorso, valga un esempio per tutti: il 30% dei mezzi di soccorso inviati in Abruzzo, in occasione del terremoto, partiti dalla Liguria, non sono mai giunti a destinazione, a causa delle pessime condizione in cui versano: si sono scassati per strada.
L’80% dei mezzi ha addirittura più di 20 anni, in un anno in Italia sono stati spesi solo 8 milioni di euro per la loro manutenzione e questo è il risultato.
Da loro si pretendono miracoli e non si è in grado neanche di rinnovare loro il parco automezzi e di proporgli un aumento dignitoso da due anni. Continua »
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Ottobre 4th, 2009 Riccardo Fucile
I NUOVI ASSUNTI CALANO DA 171.900 NEL 2008 A 92.500 NEL 2009… L’ACQUISTO DI UNA CASA SCENDE DEL 23,7%, LE RIMESSE DI DENARO NEL PAESE DI ORIGINE DEL 10% … LA MAGGIOR INCIDENZA DI IMMIGRATI A PRATO, BRESCIA, PORDENONE E REGGIO EMILIA… SONO 67.000 LE DONNE IMMIGRATE TITOLARI DI IMPRESA
La crisi sta facendo sentire i propri effetti negativi non solo sugli italiani, ma anche sulle
condizioni di vita e di lavoro degli immigrati in Italia.
E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto “International Migration Outlook” realizzato ogni anno dal Censis per l’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, in cui vengono raccolti ed analizzati i dati disponibili sul fenomeno migratorio.
In relazione all’offerta di lavoro, le imprese del nostro Paese hanno rivisto al ribasso le previsioni di assunzione di personale immigrato: solo 92.500 assunzioni nel 2009 a fronte dei 171.900 previsti per il 2008.
Aumentano anche gli sfratti per morosità a causa del rincaro del canone o della perdita del lavoro. Tra il 2007 e il 2008 gli acquisti di immobili da parte degli immigrati sono diminuiti del 23,7%.
Le rimesse in denaro degli immigrati ai loro Paesi di origine subiscono un calo del 10% della cifra pro-capite inviata ogni mese (155 euro nel 2008 contro i 172 euro nel 2007).
Secondo il rapporto, le difficoltà legate alla crisi avvertite dagli italiani, hanno determinato anche un calo del livello di tolleranza nei confronti degli immigrati.
In aumento anche gli episodi di discriminazione, il 22,1% dei quali subiti proprio in ambito lavorativo. Continua »
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