Marzo 26th, 2009 Riccardo Fucile
ALLA CAMERA PASSA UN ORDINE DEL GIORNO DELLA SINISTRA PER 249 A 243… ASSENTI 83 DEPUTATI DEL PDL, 5 DELLA LEGA E 1 DELL’MPA… OGNI VOTAZIONE E’ A RISCHIO, SPESSO SI PREVALE A FILO… BRUNETTA, I FANNULLONI SONO IN PARLAMENTO
Parole di un deputato del Pdl: non esiste una votazione alla Camera dove, nonostante un margine teorico di quasi 80 voti, la maggioranza non rischi di finire sotto. Questo a causa di assenze costanti e ripetute di ministri, sottosegretari in presunta missione o assenti senza motivo.
Nel giorno in cui Berlusconi indica agli italiani che la strada da seguire è di “lavorare di più”, il confronto è impietoso.
Secondo i dati Ocse relativi al 2007, le ore procapite lavorate in Italia in un anno sono in media 1.824. Cifra in discesa, rispetto al 1993 in cui ad es. le ore lavorate ammontavano a 1.862.
Ma nell’ambito dei Paesi industrializzati, dati Ocse alla mano, siamo indicati tra i più stakanovisti nell’ambito europeo.
Dietro di noi ci sono il Regno Unito ( 1.670), la Francia (1.561), la Spagna ( 1.652), la Germania (1.433). Battiamo persino gli americani che lavorano 1.794 ore.
Semmai il problema è la produttività rispetto ad altri Paesi, visto che anche se lavoriamo di più produciamo di meno.
La stima del Pil per ora lavorata mostra tassi di crescita molto bassi, ogni ora di lavoro da noi produce 39,3 dollari contro i 52,4 degli Usa, i 44,5 della Gran Bretagna, i 49,6 della Germania e i 52,7 della Francia. Continua »
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Marzo 22nd, 2009 Riccardo Fucile
ELETTRICISTI, MURATORI, PARRUCCHIERI… PICCOLE IMPRESE E LABORATORI OFFRONO 158.000 POSTI… UN TERZO PERO’ RESTA VACANTE
Cercano ma non trovano. Imprese, laboratori artigiani, piccole realtà produttive. Il luogo comune del lavoro che non c’è in tempi di crisi, crolla miseramente sotto i colpi delle richieste delle aziende. A contare la voglia di lavorare di qualcuno ci ha pensato la Confartigianato che sulla base dei dati forniti dalla Unioncamere ha elaborato un’indagine su quali settori risentono maggiormente di carenza di manodopera, più o meno specializzata.
Nel lungo elenco di professioni a caccia di volenterosi addetti c’è un po’ di tutto: dagli installatori di infissi (660 posti disponibili con una carenza di 410 operai), ai parrucchieri ( ne mancano all’appello 3.870).
Anche tra panettieri e fornai c’è richiesta: le aziende artigiane prevedono oltre 1560 nuove assunzioni, ma i titolari di attività sanno già che ne mancheranno all’appello oltre 600.
Tirando le somme, gli imprenditori artigiani dovranno rinunciare a dare lavoro al 32% della potenziale manodopera. Vale a dire che le imprese artigiane non riescono a trovare oltre 50.000 addetti a cui offrire un posto di lavoro.
E neppure si parla di contratti atipici, di consulenze o di collaborazioni sporadiche. Continua »
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Marzo 17th, 2009 Riccardo Fucile
I DATI DELLA RAGIONERIA DI STATO SONO TROPPO VECCHI E BRUNETTA E’ COSTRETTO A CENSIRE I PRECARI….INVIATE MIGLIAIA DI MAIL A TUTTE LE AMMINISTRAZIONI CON RISPOSTA A STRETTO GIRO PER CONOSCERE LA SITUAZIONE.….FINALMENTE PREVISTI CONCORSI RISERVATI GRAZIE A UN DECRETO AD HOC.….ORA ASPETTIAMO FATTI CONCRETI
La Pubblica Amministrazione è talmente sgangherata che non esistono altri metodi
per controllare il numero di dipendenti precari. Gli unici dati sono quelli della Ragioneria di Stato del 2007, troppo vecchi per prendere qualsiasi iniziativa in merito alla regolarizzazione dei precari: l’unico modo per avere dati precisi è quello di scrivere migliaia di mail a tutte le amministrazioni centrali e periferiche dello Stato per monitorare la reale situazione, sperando di potersi fidare delle risposte. Brunetta ha iniziato tre giorni fa, con risposte che dovranno arrivare entro il 23 marzo in modo tassativo.
L’intenzione del ministro è di garantire un percorso di “chiarezza, equità e giustizia”, per i lavoratori che attendono, in presenza dei requisiti necessari, l’assunzione definitiva, alla quale si arriverà tramite concorsi riservati grazie a un decreto ad hoc.
Per la prima volta, se fosse così, si arriverebbe a un percorso corretto, lineare e trasparente. I concorsi pubblici devo essere pubblici e quelli interni, senza favoritismi e intrallazzi vari, nella massima tutela di tutti.
Brunetta ha precisato che lo scopo dell’operazione è la salvaguardia del lavoro: ” Non voglio licenziare nessuno, non sono un ammazza precari” e ha chiesto la collaborazione dei precari stessi nel monitoraggio della loro realtà .
Esso dovrebbe consentire di censire nelle amministrazioni il numero dei lavoratori flessibili, la loro modalità di assunzione, la durata del contratto e quindi l’idoneità alla stabilizzazione, oltre ai posti vacanti in organico. Continua »
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Marzo 1st, 2009 Riccardo Fucile
SERVONO GLI INCENTIVI O E’ MEGLIO CONCENTRARSI SUL SOSTENTAMENTO DEI REDDITI?… BISOGNA EVITARE LA CASSA INTEGRAZIONE EROGATA A TUTTI E IN OGNI CONDIZIONE… I CASI FIAT E TELECOM
Il mercato è stagnante: la situazione mondiale si divide sempre più tra chi ha
patrimonio e liquidità e può quindi aspettare le migliori occasioni per comprare e chi, vivendo di solo lavoro dipendente, è terrorizzato dalla perdita della fonte di reddito.
L’effetto composto di questi due fattori sta bloccando i consumi.
Sotto questa luce, gli incentivi per acquistare l’auto o i mobili servono a poco se si ha paura di finire in mezzo a una strada.
Finisce, infatti, che chi ha soldi non compra perchè aspetta le occasioni migliori e chi deve indebitarsi ha paura del futuro.
La domanda da porsi è se servono gli incentivi o si debbano concentrare gli sforzi del Paese sul sostentamento dei redditi.
Per rilanciare i consumi bisognerebbe poter detassare tutti i redditi al di sotto dei 25mila euro, facendo dei distinguo tra gli impiegati statali e chi invece lavora in aziende private.
Il dipendente statale si trova ad avere la certezza di un reddito pluriennale e la possibilità di indebitarsi senza rischi, mentre il lavoratore privato è nella condizione opposta.
Rischia, infatti, di perdere il proprio posto di lavoro in ogni momento ed è per questo che ha deciso di non spendere, e nessun incentivo gli farà cambiare idea. Continua »
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Febbraio 23rd, 2009 Riccardo Fucile
DA TRE MESI LA SOCIETA’ ATENE, DI CUI LA PROVINCIA DI GENOVA DETIENE L’80% DI CAPITALE, FA SELEZIONI PER PERSONALE A TEMPO DETERMINATO…ATENE E’ SOGGETTA ALLA DIREZIONE DELLA PROVINCIA, MA MENTRE I CONCORSI DELLA PROVINCIA SONO MOLTO NOTI E VI PARTECIPANO ANCHE 1200 CANDIDATI, QUELLI DI ATENE INVECE SONO UNICI IN ITALIA: DUE POSTI IN PALIO E PARTECIPANO DUE CANDIDATI, TRE POSTI IN LIZZA E TRE CANDIDATI….UNA SOCIETA’ CON POCHE UNITA’ FISSE CHE ASSUME DECINE DI PERSONE PER POCHI MESI…PER POI GIRARLE ALLA PROVINCIA?…ECCO QUALCHE COMMENTO DEI PRECARI
E’ da luglio scorso che segnaliamo all’Amministrazione provinciale di Genova
tante strane anomalie, relative allo svolgimento delle procedure concorsuali pubbliche. Pensavamo di trovare solidarietà e riscontro da parte del vertice dell’Ente: quando i nomi dei vincitori di “concorsi pubblici” sono di pubblico dominio ancor prima che si aprano le iscrizioni, è evidente che qualcosa non va e il cittadino si aspetta un’indagine interna seria e approfondita, non che si avalli l’anomalia. Altrimenti i sospetti aumentano.
Se ci siamo interessati alla vicenda, facendo da tramite con coloro che ci segnalavano tale prassi, è per una semplice ragione di coscienza: a molti concorsi pubblici partecipano oltre 1200 giovani che pagano una tassa di iscrizione, comprano libri e studiano per mesi, si illudono, sperano di dare una svolta alla loro vita, di farsi una famiglia, contando finalmente su uno stipendio sicuro.
Noi ci identifichiamo in questi ragazzi e ci fanno schifo coloro che li prendono per il culo. Ma di questo (e altro) avremo tempo di riparlare. Continua »
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Febbraio 23rd, 2009 Riccardo Fucile
CERTI DI FARE COSA GRADITA, VI SEGNALIAMO TRE SELEZIONI PER 7 POSTI DA DIPENDENTE A TEMPO DETERMINATO INDETTI DA “ATENE”, CENTRO DI ECCELLENZA PER L’INNOVAZIONE FORMATIVA…PIU’ GENTE PARTECIPA E PIU’ SONO CONTENTI…DI SOLITO SI PRESENTANO SOLO CANDIDATI NEL NUMERO CORRISPONDENTE AI POSTI IN PALIO…DIAMOGLI UNA MANO AD AVERE PIU’ POSSIBILITA’ DI SCELTA E COMPARAZIONE!
Ecco 7 posti suddivisi in tre selezioni con scadenza presentazione domande il 13 marzo 2009, affrettatevi. Date ad “Atene” la possibilità di scegliere tra un gran numero di candidati, sarebbe la prima volta che accade…
AVVISO N° 07 DEL 11/02/2009
PER LA SELEZIONE DI PERSONALE DIPENDENTE A TEMPO DETERMINATO
Numero di posti oggetto della selezione:2 (due)
Tipologia contrattuale: Assunzione a tempo determinato a tempo pieno (40 ore settimanali)
Titolo di studio richiesto: Diploma di scuola secondaria di secondo grado
Profilo professionale richiesto: Impiegato tecnico amministrativo
Data inizio e durata contratto: Marzo 2009 (9 mesi circa)
Scadenza presentazione domande 13 marzo 2009. Continua »
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Febbraio 21st, 2009 Riccardo Fucile
DA TEMPO CHIEDONO DI RIVEDERE AL RIBASSO I PARAMETRI DEGLI STUDI DI SETTORE….CON LA CRISI IN ATTO, COSTRETTI A PAGARE ANCHE QUELLO CHE NON HANNO GUADAGNATO… 4,5 MILIONI AZIENDE CHE DANNO LAVORO A 8,6 MILIONI DI ADDETTI E FANNO IL 29% DEL PIL ITALIANO… 466 MILIARDI DI VALORE AGGIUNTO (34% DEL TOTALE NAZIONALE)
Il messaggio lanciato da Giuseppe Bertolussi, segretario generale della Cgia di Mestre
(l’associazione degli artigiani e delle piccole imprese) è un Sos: “Stiamo vivendo una delle crisi più pesanti che la storia recente ricordi, ma le nostre richieste rimangono inascoltate”.
Da tempo piccole e piccolissime imprese chiedono di rivedere al ribasso i parametri dei famigerati “studi di settore”.
Vale a dire lo strumento con cui il fisco valuta, su base statistica, la capacità di produrre ricavi o conseguire compensi di un’impresa o di un lavoratore autonomo appartenente a un dato settore.
In concreto, significa che in sede di denuncia dei redditi un’impresa verifica se ricavi e costi dichiarati sono congrui e coerenti con quelli risultanti dal relativo studio di settore.
Se sono in linea bene, se sono più bassi ha due possibilità : o adeguarsi e pagare le relative, più elevate tasse, oppure tentare di spiegare le differenze all’Agenzia delle Entrate.
In pratica succede che le imprese “non congrue” finiscono nel mirino degli accertamenti fiscali.
E in un incubo burocratico cui molti preferiscono sottrarsi, adeguandosi agli studi di settore, anche se non hanno nulla da nascondere.
Con la recessione economica in atto, i parametri attuali degli studi di settore sono sballati. Continua »
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Febbraio 13th, 2009 Riccardo Fucile
IN PIEMONTE LA CASSA INTEGRAZIONE SEGNA UN + 500% RISPETTO ALL’ANNO SCORSO, AL NORD COMPLESSIVAMENTE UN + 41%… SI DISCUTE DA SETTIMANE SUGLI 8 MILIARDI DI EURO IN DUE ANNI DI AMMORTIZZATORI SOCIALI CHE VERREBBERO PRELEVATI DAL FONDO SOCIALE EUROPEO… MA L’EUROPA E’ D’ACCORDO? E NON ERANO DESTINATI AI PIANI FORMATIVI?
Sul fronte del lavoro di belle notizie non ne arrivano mai. Gli ultimi dati, quelli di gennaio, sono tragici: parlano di un aumento in Piemonte delle ore di cassa integrazione ordinaria del 500% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Da 650.000 ore a 3.930.000 in soli 12 mesi e con la cassa straordinaria che segna un + 96,5%.
Ed è solo la punta di un iceberg, perchè la media dell’Italia settentrionale segna un + 41% e quella nazionale indica un + 8,5%, tanto che il Piemonte assorbe da solo il 20% dell’integrazione salariale. Lo dice il Consiglio regionale del territorio dove, più che altrove, pesa il collasso dell’auto e del suo indotto.
Dall’altra, sembra ancora in alto mare il tavolo tra governo e Regioni per trovare un accordo sulle risorse da stanziare per gli ammortizzatori sociali.
Si susseguono riunioni, ma i nodi da sciogliere sono ancora tutti sul tavolo e c’è poco da stare sereni.
Oggetto del contendere gli otto miliardi di euro in due anni che dovrebbero arrivare dal Fondo sociale europeo (Fse), gestito dagli stessi governatori, e dal Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas). Continua »
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Febbraio 7th, 2009 Riccardo Fucile
UNA NORMA OBBLIGA AD AVERE UN CAPITALE SOCIALE DI 10 MILIONI DI EURO… IL DECRETO ANTI-CRISI DEL GOVERNO METTE A RISCHIO 4.500 POSTI DI LAVORO… COSI’ SI FAVORISCE EQUITALIA
La riscossione dei tributi locali rischia di diventare un affare di Stato, o quasi. Un centinaio di aziende che si occupano di incassare tasse e tariffe per conto dei Comuni potrebbero, infatti, chiudere i battenti, lasciando così campo libero al colosso pubblico Equitalia.
In ballo ci sono più di 4.500 posti di lavoro ma non solo: c’è anche un non trascurabile problema di concorrenza, come ha certificato l’Authority di Antonio Catricalà .
Il paradosso è che la norma in grado di azzerare o quasi un intero settore è stata infilata con il parere favorevole del governo tra gli emendamenti al decreto 185, quel decreto anticrisi che dovrebbe in teoria dare una mano a famiglie e imprese in affanno per colpa della crisi.
E invece la norma ( comma 7 dell’art. 32) impone d’ora in poi un capitale minimo di 10 milioni di euro a tutte le Società iscritte all’Albo degli “esattori” e associate all’Anacap.
Considerando le regole attuali che prevedono un capitale tra i 775 mila e i 2,5 milioni di euro, si tratta di un colpo letale per la maggioranza delle aziende: in piedi resterebbero solo una decina di realtà .
Per gli altri non ci sarebbe la possibilità di mettersi in regola e in molti casi neanche la convenienza… Continua »
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