Marzo 11th, 2017 Riccardo Fucile
TRA POCHI MINUTI LA PARTENZA ALLA VOLTA DELLA MOSTRA D’OLTREMARE
Sono già in piazza Sannazzaro i manifestanti che tra pochi minuti partiranno alla volta della Mostra d’Oltremare.
Al corteo «mai con Salvini» partecipano numerose sigle di comitati cittadini che oggi manifestano il loro disappunto rispetto alla visita del leader leghista.
«Noi non dimentichiamo il passato – dichiara il presidente della III Municipalità Ivo Poggiani – e tutto il suo odio verso di noi. Oggi intendiamo manifestare tutto il nostro disappunto. Napoli non vuole Salvini e oggi lo ribadiremo con forza».
Tante le sigle, le associazioni e i movimenti in piazza.
I manifestanti hanno portato anche una ruspa, alla quale è stato affisso un ironico «foglio di via dal Sud» per Salvini. Bandiere del movimento «Dema» riconducibile al sindaco di Napoli Luigi de Magistris, del Regno delle Due Sicilie, immancabili i cori anti Lega e anti-Salvini.
I manifestanti sono già diverse centinaia.
(da “il Mattino”)
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Marzo 10th, 2017 Riccardo Fucile
IL CAPO DELL’OPPOSIZIONE IN REGIONE: “I LEGHISTI PRENDONO LE RISORSE CHE DOVREBBERO ESSERE DESTINATE AL SUD, NON E’ CREDIBILE”
Stefano Caldoro, capo della opposizione di centrodestra in Consiglio Regionale della Campania in un
video su Facebook interviene sulla vicenda Salvini a Napoli, prendendo le distanze dal leader della Lega: “Noi non condividiamo le sue posizioni, Salvini è Lega Nord. difende il Nord, i leghisti prendono le risorse che dovrebbero essere date al sud ed è allora poco credibile Salvini al Sud. È bene che continui a fare politica al Nord, continui a prendere consensi al Nord, al Sud non ha proprio ragioni, c’è una contraddizione»
«Che farà ? – si chiede ancora Caldoro – toglierà risorse al Nord per darle al Sud? Nessun napoletano, nessun cittadino del Sud può mai credere a questa bugia. Lui tenterà sempre di difendere gli interessi del settentrione».
«È evidente – aggiunge – che non ha senso parlare di odio verso il Sud, di contrasti, di proteste, di striscioni, guardiamo invece alle cose concrete. Il Sud ha meno risorse: sanità , asili nido, sociale. Il cittadino è trattato male rispetto a quello del Nord. La Costituzione dice che tutti dobbiamo avere gli stessi diritti. Ma questo non avviene, perchè l’asse di potere della Lega e del Partito Democratico del Nord, soprattutto negli ultimi 15 anni, ha mantenuto le risorse lì, lasciando il resto del Paese ad avere maggiori difficoltà ».
“La mia parte l’ho fatta, oggi vedo invece che c’è una debolezza dei rappresentanti politici del Sud che protestano, parlano di odio e di scontri ma nella sostanza non fanno nulla e la situazione peggiora. Bisogna invertire la rotta».
(da “il Mattino”)
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Marzo 10th, 2017 Riccardo Fucile
NON SOLO CENTRI SOCIALI, CONTRO LA PROVOCAZIONE DELLA ZECCA LEGHISTA ANCHE ARTISTI NAPOLETANI E FINALMENTE MOVIMENTI DI DESTRA CHE LO ACCOGLIERANNO A PERNACCHIE… BOSSI: “MA SI INTERESSI DI MILANO”
Alcune decine di manifestanti aderenti alla rete antirazzista e ai centri sociali hanno occupato la sala
congressi della Mostra d’Oltremare di Napoli dove sabato pomeriggio è in programma una manifestazione con la presenza del leader della Lega, Matteo Salvini.
Nella sala erano in corso i lavori di allestimento dell’impianto audio. I manifestanti hanno aperto dei cartelli e urlato slogan contro il leader della Lega.
Da giorni in città sono apparsi striscioni contro l’arrivo di Salvini.
“Resteremo qui a oltranza finchè la manifestazione non sarà annullata”, promettono gli occupanti. “Ricordiamo che la riunione sull’ordine pubblico in Prefettura ha concesso lo spazio prima citato in opposizione alla volontà della città . A Napoli non c’è spazio per razzisti, sessisti e xenofobi, che vorrebbero utilizzare come palcoscenico la nostra città per meri scopi di campagna elettorale. Il Sud non dimentica le offese razziste ricevute in questi anni, le politiche di austerità votate anche dalla Lega Nord”
Alle proteste dei centri sociali, Salvini commenta come al solito, “sono abituato, ci sono in giro dei figli di papà che amano fare a pugni in strada”.
Forse si riferisce a suo padre, dirigente benestante, mentre lui giovane fancazzista ferequentava il Leoncavallo a Milano, da cui sono usciti molti violenti?
Ma la protesta non è più limitata ai giovani dei centri sociali, sono scesi in campo anche alcuni musicisti napoletani: Eugenio Bennato, James Senese, Valerio Jovine, i 99 Posse, M’Barka Ben Taleb e altri artisti, sotto la sigla “Terroni uniti”, hanno registrato il brano “Gente do Sud”.
Enzo Gragnaniello, ospite di una diretta nella redazione napoletana di Repubblica, ha dedicato a Salvini la sua canzone “L’erba cattiva”.
Ma a protestare contro Salvini ora ci sono finalmente anche movimenti di destra. Anche il Movimento neoborbonico, tutt’altro che schierato a sinistra, scende in campo. E accoglie il leader della Lega citando Eduardo De Filippo e la famosa pernacchia con cui nell’episodio ‘Il professore’ del film di De Sica “L’oro di Napoli”, si accoglieva l’arrivo di un duca.
La versione dedicata a Salvini è in un file mp4 rintracciabile su Youtube, che il movimento dei Neoborbonici rende disponibile gratuitamente, sotto il nome di “Suoneria borbonica”, a chiunque lo chieda.
(da “La Repubblica”)
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Marzo 8th, 2017 Riccardo Fucile
LE PAROLE DI DE LAURENTIS, UN PAESE DIVISO E RAZZISTA, UN ESEMPIO DI PASSIONE E DI VALORI
Il gioco del calcio riesce ad esaltare le qualità , sia di una squadra (come collettivo ma anche nella specificità delle singole individualità che la compongono) che dell’intero “popolo” che tifa.
È, anzi, molto probabilmente, uno dei principali strumenti conoscitivi – e, quindi, di analisi – per cercare di tastare il polso della società “civile”. Per carpirne i valori. Per cogliere le cose che non vanno. Per leggerne il “cuore”, la tensione morale, i valori etici che la sostengono.
Perchè quando si tifa non ci sono barriere: grida l’anima. Nel caso, esulterà pure. E se l’anima è arida, gretta, scura e “dannata”, la si vedrà in modo prorompente e drammatico. Senza filtri. Senza scuse…
Il nostro, purtroppo, al di là delle chiacchiere e della sempre più sterile tensione del “politicamente corretto”, è un Paese profondamente razzista, diviso e divisivo. Nord contro sud. Una storia vecchia. Una ferita che, molto probabilmente, non si rimarginerà mai.
Le chiacchiere, la “filosofia” o la stessa “politica spicciola” non servono proprio più. Anzi, rischiano di essere addirittura più offensive del fenomeno stesso.
L’Italia non si è mai compiuta davvero. Resta divisa, frammentata in macro-regioni ideali, e “la cosa” è tale nel cuore di troppe persone, purtroppo.
Solo nei confronti dello “straniero esogeno”, soltanto quando sventola il tricolore, forse, ci si sente un po più uniti. Troppo poco, però. In fin dei conti, per “i più”, è soltanto una finzione…
È triste immaginare che possa continuare ad essere sempre e soltanto questo, sia il nostro presente che il nostro futuro.
Dividersi sulle idee, gareggiare sulle diverse visioni del mondo e della vita, ci sta! Esalta quella diversità che ridicolizza – “già in natura” – quella uguaglianza che i socialisti cercano sistematicamente di propinarci come presunta verità . Farlo per sedicenti superiorità regionalistiche o Nazionali, però, è cosa parecchio triste.
Comunque sia, le parole pronunciate ieri sera – al termine della gara tra Napoli e Real adrid – dal Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, sul punto, sono state oltremodo vere e “centrate”. Sono decisamente condivisibili.
Le riprodurrò qui così come sono state dette. Potrei (ri)plasmarle per dare il senso dell’originalità , sia alla narrazione che al relativo risultato concettuale. Ma non è il caso. Almeno questa volta, va bene così…
«Non sono l’uomo delle polemiche, ma dopo dodici anni di calcio sono stufo. Sentire in ogni stadio cantare “Lavali col fuoco” e nessuno dice nulla mi dà molto fastidio: non mi sognerei di dirlo ad altro cittadino italiano. Il pubblico napoletano in questa serata contro il Real Madrid ha dato una lezione di crescita culturale all’Italia (…) I ragazzi hanno giocato un primo tempo esemplare, anche nella ripresa hanno dato il massimo. Loro sono il Real Madrid, sono la squadra più forte al mondo, per noi è già un successo confrontarsi con loro…»
Mi permetto di aggiungere soltanto poche “sfumature”.
Ieri sera il mondo intero ha potuto apprezzare due cose.
Da un lato, una squadra di calcio, il Napoli, capace di dare spettacolo ed anche di mettere sotto, per quasi un’ora, i blasonati Campioni del mondo per club; dall’altro, un meraviglioso spettacolo offerto dal “suo tifo”. Dal suo popolo.
Un popolo d’amore e di libertà . Nel caso, “scusateci se fosse stato poco”.
Qualora vi fosse sfuggito, “era Italia”.
Una entusiasmante “Italia”.
Salvatore Castello
Right BLU – La Destra Liberale
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Marzo 8th, 2017 Riccardo Fucile
INTERCETTATO E CONTESTATO DURANTE UNA VISITA AL “MATTINO”, L’ANTIPASTO DELLA VISITA DI SABATO… CENTINAIA DI POLIZIOTTI ITALIANI A DIFENDERE LA ZECCA CHE CANTAVA “QUANTO PUZZANO I NAPOLETANI”
La zecca Salvini arriva a Napoli per un’intervista al quotidiano “Il Mattino”, doveva essere una visita
segretata, ma la notizia si diffonde e ad attenderlo trova qualche decina di giovani dei centri sociali che bloccano l’ingresso.
Mentre la polizia alllontana i manifestanti pacifici, Salvini coraggiosamente pensa bene di entrare da un ingresso posteriore.
Giordano D’Angelo, un giornalista free-lance, è stato fermato.
Secondo quanto si è appreso il cronista stava riprendendo la protesta con il telefonino quando è stato prelevato dagli agenti e identificato.
Il giornalista riferisce anche di essere stato colpito con un manganello sulla mano: «Voglio sporgere denuncia – ha riferito ai colleghi – stavo facendo riprese e non stavo protestando, mi sono qualificato come giornalista senza essere ascoltato».
(da agenzie)
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Marzo 3rd, 2017 Riccardo Fucile
A QUATTRO ANNI DALL’INCENDIO SI INAUGURA CORPOREA
A sud si vede lo scheletro nero di quella che fino all’incendio del 4 marzo 2013 era la Città della
Scienza, un gioiello da 350mila visite l’anno e uno dei migliori musei scientifici d’Europa.
Quattro anni dopo è ancora lì con il suo carico di macerie e misteri irrisolti.
A nord si staglia la carcassa dell’Italsider, un altro mostro arrugginito, quello che resta del sogno di una Napoli capace di creare posti di lavoro per tutti.
Al centro di questa desolazione ora c’è Corporea, il primo museo interattivo in Italia interamente dedicato al corpo e alla salute, una sfida contro i voleri della criminalità organizzata, i mandanti ancora senza nome nè volto delle otto bombe che in mezz’ora cancellarono la Città della Scienza e le sue promesse di un futuro migliore.
Il futuro migliore si inaugura domani, a quattro anni esatti dal rogo, con ministri e alte cariche dello Stato in visita.
Domenica il museo aprirà al pubblico e ha già 180mila prenotazioni.
«Il nostro obiettivo è arrivare a 250mila visitatori l’anno», spiega Vincenzo Lipardi, consigliere di Città della Scienza. In realtà si punta molto più in alto.
«Puntiamo alla riapertura della Città della Scienza entro il 2020 e a raddoppiare così il numero dei visitatori», promette il direttore Luigi Amodio.
Progetti ambiziosi ma i protagonisti di quest’avventura sanno bene qual è il potenziale della vecchia struttura che prima o poi verrà ricostruita: dopo l’incendio oltre 400mila cittadini, scuole, aziende, comunità locali hanno fatto a gara per donare piccoli contributi, permettendo di raccogliere circa 2 milioni di euro.
E’ stata la più grande operazione di crowdfunding mai realizzata in Italia e ha permesso di far andare avanti comunque una parte di attività in questi anni.
Ma c’è grande fiducia anche in quello che si riuscirà a fare con Corporea, un altro pezzo di questa Città nel deserto di Bagnoli, immaginata già trent’anni fa anche se solo ora vede la luce.
«Trasformare l’economia dell’acciaio in economia della conoscenza» era l’obiettivo di Vittorio Silvestrini, il fisico che ha inventato l’intera struttura. E Corporea intende mantenere la promessa annunciandosi come una struttura unica in Europa, un viaggio virtuale nel corpo umano «considerato non come l’immagine della perfezione riprodotta da Leonardo da Vinci ma come il nostro corpo con i suoi apparati e i suoi meccanismi», spiega Carla Giusti, una delle curatrici di Corporea.
A disposizione ci sono 5mila metri progettati dall’architetto Massimo Pica Ciamarra con 23,9 milioni di euro (18,6 sono fondi europei disposti dalla Regione e 5,3 a carico di Città della Scienza).
14 isole tematiche e oltre 100 postazioni, esposizioni e macroinstallazioni per raccontare i meccanismi umani usando i più moderni strumenti multimediali, digitali e sensoriali.
Ad ogni metro si incontrano robot, postazioni multimediali, giochi interattivi, video e tavole. Ci si trova a viaggiare lungo un’arteria per scoprire l’apparato circolatorio. Si passa accanto ai polmoni e si prosegue verso l’apparato digerente per capire come gli alimenti vengono assorbiti dall’organismo.
Senza dimenticare i premi Nobel, l’alimentazione, l’educazione sessuale, la reazione del corpo agli sforzi. «Il principio di fondo è considerare il visitatore un protagonista esattamente come le installazioni».
In effetti il coinvolgimento è continuo. Dal robot che imita le espressioni dei visitatori all’enorme orecchio dove si entra per capire come è fatto all’interno, alle postazioni in grado di captare le reazioni ormonali di fronte a diverse immagini, quelle capaci di fornire ogni informazione sul corpo di chi si sottopone a sforzi e quelle in grado di cogliere le sensazioni registrando la quantità di sudore nelle mani. Le inaugurazioni continuano il 19 marzo quando oltre a Corporea aprirà anche il Planetario.
Per una parte di Napoli comincia una nuova vita.
«E’ una bella cosa — commenta Gino, pensionato — ma finchè la camorra non verrà sconfitta, nessuno potrà dire di avere davvero vinto». Ciro è anche più deciso: «Adesso la riaprono ma la incendieranno di nuovo». Solo le solite voci di popolo?
Anche Lipardi ne è convinto: «Non ci potrà essere vera ricostruzione e veri rilancio se non si farà luce sui mandanti delle bombe».
Flavia Amabile
(da “La Stampa”)
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Febbraio 20th, 2017 Riccardo Fucile
NOVE CITTADINI SI SONO RITROVATI NELLA LISTA DI APPOGGIO DELLA CANDIDATA PD VALENTE A LORO INSAPUTA… LA PISTA DEI 26.000 EURO DI RIMBORSI ALLA LISTA
Qualcuno ha già soprannominato “listopoli” l’inchiesta sulle liste del Partito Democratico a sostegno della candidatura a sindaco di Napoli della deputata Dem Valeria Valente candidata renziana fortemente voluta dall’allora segretario alla Presidenza del Consiglio Luca Lotti.
La vicenda è quella delle persone inserite a loro insaputa nelle liste collegate alla Valente.
Tra di loro risulta esserci anche Federica D.S., 23 anni, affetta da sindrome di down che fu collocata in lista al sedicesimo posto nella civica Napoli Vale. Ed è proprio la lista civica ad essere finita nel mirino dei magistrati della Procura di Napoli che hanno individuato la presenza di altri otto candidati messi in lista senza saperlo.
Gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Stefania Buda, hanno individuato nove nominativi, tra questi, oltre a Federica, anche l’avvocatessa Donatella Biondi che ha scoperto di essere stata candidata per la Valente quando la Corte d’Appello — come è prassi per i candidati — le ha chiesto di presentare il rendiconto delle spese sostenute durante la campagna elettorale per le amministrative del maggio 2016.
La Biondi ha raccontato che, dopo aver contattato la segreteria del Partito Democratico per chiedere spiegazioni su come il suo nome fosse finito nella lista dei candidati, ha avuto un incontro con una persona (che pare fosse Gennaro Mola, compagno della Valente) che le ha chiesto di firmare un modulo nel quale dichiarava di non aver sostenuto spese durante la campagna elettorale.
Si trattava presumibilmente dell’autocertificazione che i candidati sono tenuti a presentare dopo la conclusione del procedimento elettorale ma che l’avvocatessa ha rifiutato di firmare.
Tutte le vittime del raggiro hanno affermato di non aver mai avuto l’intenzione di candidarsi a sostegno della Valente e di non aver mai sottoscritto alcuna candidatura, pertanto le firme dei candidati e quelle nove candidature raccolte dai collaboratori della Valente sarebbero false.
La Valente — che non è indagata — non è stata fino ad ora in grado di spiegare come mai i nomi di quelle persone siano finite all’interno di una lista che sosteneva la sua candidatura a sindaca di Napoli e non ha escluso nemmeno l’ipotesi di un complotto ai suoi danni: «Non essendo in grado di ricostruire come sono andate le cose, non posso escludere assolutamente niente, non mi piace pensare ai complotti e mi viene difficile, ma nelle condizioni in cui sono non escludo niente. Sarebbe l’ipotesi più triste, che mi amareggerebbe ancora di più ma non posso escludere niente, alcuna ipotesi, un complotto, un pasticcio dell’ultim’ora o disattenzione».
Per la verità le ipotesi di un pasticcio o di una disattenzione sembrano poco probabili perchè ai nove nomi corrispondeva anche la corretta data di nascita, se di disattenzione si fosse trattato quantomeno non ci dovrebbe essere corrispondenza tra da nome e data di nascita, cosa che invece c’è. Riguardo al complotto per danneggiare la Valente — che non ha vinto le elezioni — non se ne capisce il motivo.
Sembra invece che la presenza di quelle nove candidature “fantasma” fosse strumentale a colmare i vuoti nella lista Napoli Vale e a rendere possibile la presentazione della lista che altrimenti avrebbe avuto il problema di non avere abbastanza candidature e Mola avrebbe ammesso che «Dopo il numero venti i nomi erano riempitivi» come spesso accade nelle liste elettorali dove è necessario raggiungere un numero minimo di candidati per la presentazione, peccato però che Federica D. S. era candidata al sedicesimo posto nella lista.
Circostanza che sembra essere confermata da un articolo del Mattino di Napoli di dieci giorni dove veniva rivelato che i candidati “sicuri” della lista Napoli Vale erano “al massimo 14” (ben al di sotto della soglia minima per la presentazione) mentre “i restanti aspiranti consiglieri non si sa chi li abbia proposti, indicati ed infine inseriti tra i 40 candidati ufficiali“.
Che il comitato elettorale della Valente abbia commesso qualche errore sembra essere fuori discussione anche perchè la validazione dei nominativi sarebbe avvenuta in un’unica giornata, il 6 maggio 2016, alla vigilia della scadenza del termine per la presentazione delle liste.
Da quale banca dati i collaboratori della Valente hanno attinto i dati necessari a falsificare quelle nove candidature, e soprattutto perchè?
Il dubbio — visto e considerato che fin’ora le persone ascoltate dai magistrati non sono riuscite a chiarire la natura dell’errore — è che dietro la lista gonfiata si celi un movente di tipo economico.
Il Mattino di Napoli, che a gennaio aveva dato la notizia della candidatura a sua insaputa di Federica fa rende noto che stando ai conti presentati dallo staff della Valente la lista Napoli Vale ha sostenuto spese elettorali pari a circa 26mila euro.
Il conto avrebbe dovuto essere pagato dal Partito Democratico che forse quindi potrebbe risultare parte lesa di quella che sembra essere una truffa ai danni del partito nella quale le nove persone candidate a loro insaputa sono le vittime.
E proprio a riguardo dei costi e delle spese sostenute domani la Procura di Napoli ascolterà la testimonianza di Gennaro Mola.
La Procura — che sembra puntare proprio in direzione del movente di tipo economico — ha anche convocato Mario Casillo (capogruppo Pd in Regione) e due parlamentari del PD campano: Marco Di Lello — che aveva fornito sei nominativi da inserire in lista le cui firme furono autenticate regolarmente — e Leonardo Impegno al quale era stato chiesto di indicare altri nomi da candidare.
Per il momento l’unica persona iscritta nel registro degli indagati per violazione della legge elettorale è il consigliere comunale Pd Salvatore Madonna che secondo gli inquirenti avrebbe indicato i nove nominativi “fantasma” da inserire nella lista Napoli Vale.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Febbraio 12th, 2017 Riccardo Fucile
AVEVA AUGURATO AGLI STUDENTI DI BOLOGNA CHE PROTESTANO DI AVERE “LA LEZIONE CHE MERITANO”… GLI HA RISPOSTO LA CONSIGLIERA COMUNALE DI NAPOLI DE MAJO
Lui è abituato a definire criminale, assassino, ladro il bersaglio giornaliero di turno. Più le spara grosse e più ha risalto sui media, la strategia è chiara, tipica di chi di argomenti ne ha pochi.
Oggi è toccato agli studenti bolognesi che protestano da tempo (talvolta con qualche eccesso) contro il caro mensa universitaria ( le tariffe più elevate d’Italia) e adesso anche contro i tornelli alla biblioteca dell’ateneo.
Salvini li definisce “zecche rosse” (come la sua candidata sindaco leghista, insomma, nota per aver frequentato il centro sociale bolognese Link) e li attacca: “Spero che qualche figlio di papà abbia avuto la lezione che merita e che certa gentaglia passi qualche giorno nelle italiche galere”
La consigliera comunale di Napoli Eleonora De Majo gli risponde “Te la diamo noi una lezione, bastardo. Ti aspettiamo l’11 marzo a Napoli”.
Salvini non si aspetta che qualcuno reagisca ai suoi insulti con la stessa moneta e replica piccato: “Mi insulta e mi minaccia. Non mi fa paura, mi fa pena».
Poi si fa coraggio e annuncia : “Non vedo l’ora di essere a Napoli sabato 11 marzo insieme a migliaia di persone». Forse si riferisce alle forze dell’ordine che la Questura dovrà schierare per proteggerlo, visti i precedenti dove ha raccolto più pernacchie che adesioni (alle comunali ha persino rinunciato a presentare la lista per non farsi contare).
Replica finale di Eleonora De Majo: “Pare che abbiamo colpito nel segno. A Napoli non c’è spazio per razzismo e leghismo! Per te e’ già pronto un gigantesco decreto di espulsione! Ci vediamo l’11 piccolo inutile frustrato».
C’e’ ancora tempo un mese, aspettiamo le prossime puntate.
(da agenzie)
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Gennaio 24th, 2017 Riccardo Fucile
NEGOZIO AL VOMERO, E’ TITOLARE DI “CALABRITTO 28”
Latitante a Nizza, andava in giro in bicicletta, ma quando, fuggiasco, era a Napoli, si affidava ai favori di un insospettabile gioielliere di via Calabritto a Chiaia. Il salotto nobile della città .
E’ il boss Antonio Lo Russo, figlio di Salvatore e nipote di Carlo — la dinastia della camorra di Miano adesso azzerata da arresti e pentimenti — che venne poi arrestato nella città francese e seguì anche lui la strada della collaborazione con la giustizia.
E’ stato lui ad indicare agli inquirenti chi lo proteggeva mentre era in città .
Così nella notte la Direzione investigativa Antimafia guidata dal capocentro Giuseppe Linares, su ordinanza di custodia cautelare in carcere del gip, ha arrestato Luigi Scognamiglio, 42 anni, noto come “Gigino èlite”, gioielliere titolare di “Calabritto 28” e con negozio anche in via Scarlatti al Vomero.
Protezione fornita dal gioielliere che risale alla primavera-estate 2010, quando Scognamiglio mise a disposizione del boss “tifoso” (perchè immortalato mentre assisteva alle partite del Napoli a bordo campo) un appartamento di sua proprietà a Chiaia (all’altezza della multisala cinematografica Metropolitan) preoccupandosi del vitto e di ogni sua esigenza e organizzando gli incontri con gli affiliati e la moglie.
Per un breve periodo il gioielliere lo ospitò anche a casa sua a Posillipo.
Dichiarazioni e vicende confermate dalla moglie di Lo Russo, Anna Gargano, attualmente agli arresti domiciliari per la vicenda dell’“imposizione del pane”. “Gigino èlite” viene descritto come “uno degli amici puliti di Tonino”.
Secondo gli investigatori, Scognamiglio si sarebbe reso disponibile anche ad accompagnare affiliati del clan Lo Russo, detto dei “Capitoni”, dal boss che si nascondeva nella sua abitazione.
La moglie di Antonio Lo Russo avrebbe anche soggiornato per un periodo in quell’ appartamento di via Chiaia, insieme con il marito.
Il periodo di latitanza è quello che va dal maggio del 2010 – quando Antonio Lo Russo, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, riuscì a sfuggire alla cattura – fino all’estate dello stesso anno, durante la quale il boss “tifoso” fuggì all’estero.
E’ stato proprio Antonio Lo Russo a fare luce su quel periodo, riferendo agli inquirenti anche i nomi di chi lo aiutò a nascondersi. Oltre a quelli di alcuni affiliati al clan, Antonio Lo Russo ha anche parlato degli aiuti ricevuti dal gioielliere Luigi Scognamiglio, detto “Gigino Elite”, suo vecchio amico.
Le dichiarazioni del boss “tifoso” sono state confermate dalla moglie, Anna Gargano, agli arresti domiciliari per estorsione nell’ambito di una inchiesta sull’imposizione del pane della camorra ai commercianti. Anna Gargano ha riferito di avere incontrato più volte il marito nell’abitazione di “Gigino Elite” che ha definito “uno degli amici puliti di Tonino”.
Il gioielliere, incensurato, originario della zona di Miano di Napoli, nel corso degli anni ha spostato la sua residenza nella zona di Posillipo e la sua attività commerciale nelle zone Chiaia e Vomero, dove ha diversi negozi.
Anche altri collaboratori di giustizia del clan Amato-Pagano, gruppo al quale Antonio Lo Russo era legato non solo da affari relativi agli stupefacenti ma anche perchè Cesare Pagano era stato suo compare di nozze, avevano indicato lo Luigi Scognamiglio come una delle persone che avevano favorito la latitanza del boss.
(da “La Repubblica”)
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