Destra di Popolo.net

INTERVISTA AL PATRIOTA EUROPEO MIGUEL DUARTE, IL VOLONTARIO PORTOGHESE DELLA NAVE IUVENTA CHE IN ITALIA RISCHIA IL CARCERE: “ABBIAMO SALVATO 14.000 PERSONE, RIFAREI TUTTO”

Ottobre 21st, 2019 Riccardo Fucile

DOTTORATO DI RICERCA A LISBONA, IL GIOVANE PORTOGHESE E’ ACCUSATO DI FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA PER AVER PARTECIPATO A QUATTRO MISSIONI DI SALVATAGGIO A BORDO DELLA NAVE DELLA ONG, UNA VERGOGNA PER IL MONDO CIVILE

Miguel Duarte è un giovane portoghese che vive a Lisbona, dove frequenta un dottorato di ricerca in Matematica. In Italia rischia di essere condannato a 20 anni di carcere per favoreggiamento di immigrazione clandestina, a causa delle quattro missioni di salvataggio che ha condotto nel Mediterraneo, come volontario, a bordo della nave Iuventa.
L’imbarcazione si trova sotto sequestro dal 2 agosto 2017 per ordine del gip di Trapani, dopo che la procura siciliana ha aperto un’indagine sull’operato della Ong tedesca Jugend Rettet.
Oltre a Miguel Duarte, altri nove membri dell’equipaggio della Iuventa sono indagati e rischiano di finire a processo.
TPI ha contattato telefonicamente il volontario portoghese per sapere come è cambiata la sua vita da quando si è aperta l’inchiesta sulla Iuventa.
Miguel, come ti sei avvicinato alla Jugend Rettet?
Ho finito di studiare per la magistrale nel 2016. In quel periodo leggevo le notizie sulle persone che giungevano ai confini europei dalla Siria e da altri paesi. Come tanta altra gente avevo l’impressione che la risposta fornita dall’Europa non fosse sufficiente e anche un po’ ridicola. Ho fatto delle ricerche, per capire dove potessi essere utile. Ho scoperto la Jugend Rettet attraverso un’amica tedesca. Li ho chiamati e ho chiesto se avessero bisogno di aiuto. Mi hanno detto che stavano cercando persone per l’equipaggio e mi hanno invitato. Così mi sono imbarcato.
Perchè questa decisione?
Per me la cosa più triste della situazione delle Ong è che noi non eravamo professionisti. Non sono un marinaio, non sono un infermiere, al momento sto facendo un dottorato in matematica. Quindi la mia attività  non c’entra nulla col lavoro umanitario.
Certo, a bordo avevamo capitani, medici, ingegneri, ma la maggior parte dell’equipaggio non era composta da professionisti. Tanti — come me — non si erano mai imbarcati su una nave.
Sicuramente, molte persone che si occupano di salvataggi in mare avrebbero fatto un lavoro migliore, perchè noi abbiamo dovuto imparare. Ma questa gente non era lì. Gli Stati non c’erano, le risorse, i soldi, le navi da salvataggio, gli equipaggi dei professionisti non erano lì. Abbiamo dovuto prendere in mano questo problema, fare qualcosa anche se non era proprio quello che sapevamo fare.
Per senso del dovere?
Certamente, è dovere di tutti noi fare qualcosa. Noi in un anno abbiamo salvato 14mila persone, però tanti altri sono morti perchè non avevamo le risorse o un equipaggio sufficientemente grande. Quindi non ci siamo mai visti come una soluzione a lungo termine per questo problema, ma soltanto come una risposta di emergenza.
Hai mai avuto la sensazione che la vostra presenza in mare incoraggiasse in qualche modo più persone a partire, come sostengono gli autori della guerra alla Ong?
È assurdo pensare che se non ci fossero le Ong la gente non partirebbe: abbiamo visto esattamente il contrario in tutti questi anni. Nel 2013, quando non c’erano le Ong, ci sono stati i naufragi di cui sappiamo. L’anno successivo sono morte tantissime persone. Così a un certo punto MSF ha deciso di prendere una nave e andare a fare salvataggi in mare. Le Ong sono andate nel Mediterraneo proprio perchè la gente partiva comunque.
Ci sono stati sviluppi recenti nella vostra vicenda giudiziaria?
No, in realtà  non è cambiato molto. La nave è stata sequestrata ad agosto 2017. A giugno 2018 dieci di noi hanno ricevuto le notifiche dalla procura di Trapani, che ci comunicavano che eravamo ufficialmente sotto indagine con l’accusa di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Hanno sequestrato molto materiale che era sulla nave, computer e cose del genere, su cui stanno facendo degli accertamenti. Non sappiamo ancora se andremo in tribunale oppure no.
Sei preoccupato su questo?
Non sono preoccupato per la mia libertà  personale. In un anno abbiamo salvato 14mila persone. Poi ci hanno fermati per due anni. Questo fa capire la misura di quanto è successo: nel Mediterraneo c’era bisogno di più navi, non di meno navi. C’è tantissima gente che è morta proprio perchè non eravamo lì. È questo che mi preoccupa.
Abbiamo imparato a fare i salvataggi, lo facevamo abbastanza bene anche se non eravamo professionisti. Ma ora dobbiamo stare a casa, a fare iniziative di crowdfunding per raccogliere soldi per le spese legali. Questo richiede impegno e risorse che in realtà  potevamo utilizzare per salvare la gente, che è più importante.
I naufragi intanto continuano, l’ultimo a destare reazioni è stato quello del 7 ottobre al largo di Lampedusa.
Le Ong non svolgevano soltanto attività  di soccorso in mare, ma anche di monitoraggio. Raccontavano al pubblico europeo cosa stesse succedendo lì, incluso l’operato della cosidetta guardia costiera libica, pagata dal governo italiano. Ora è molto più difficile, perchè non ci sono così tante navi come nel 2016 o nel 2017. Quindi non sappiamo esattamente qual è il numero di persone che non riescono ad arrivare e quante vengono respinte.
Nel 2017, quando è scoppiato il caso Iuventa, non c’era ancora Salvini al governo. Secondo te si può parlare di una motivazione politica?
Sì, secondo me è un caso del tutto politico, non ha nulla di giuridico. Per questo richiede una risposta politica e dobbiamo impegnarci a parlare con la gente, a far conoscere il caso Iuventa. Il caso Iuventa ci spiega abbastanza bene a che punto è arrivata la politica italiana sulla questione migratoria. Tutta la campagna elettorale di Salvini e della Lega, ma anche di altri partiti, è stata condotta attraverso una guerra informativa contro le Ong. Secondo me la Iuventa è una delle tante vittime di questo processo.
Una delle talpe che passò le informazioni alla Lega, Pietro Gallo, ha detto di essere pentito e sostiene che il partito lo ha abbandonato. Vuoi dirgli qualcosa?
Credo che lui abbia già  capito cosa ha fatto, non ho nulla da dirgli. Credo si senta — e si debba sentire — responsabile per ciò che è successo e continua a succedere ai confini europei. Tantissima gente muore e rischia la vita proprio perchè persone come lui hanno compiuto determinate azioni.
Nei vostri confronti c’è stata anche tanta solidarietà , con campagne e raccolte fondi. Te l’aspettavi?
No. È stato bellissimo. Quando abbiamo cercato di far conoscere il nostro caso abbiamo assistito a una mobilitazione gigantesca in Portogallo, Spagna e Germania. Adesso abbiamo una rete di supporto enorme, a livello istituzionale, di attenzione mediatica, ma soprattutto a livello popolare. Questo mi dà  speranza.
C’è stato anche un momento in cui il tuo è diventato un caso internazionale, quando Costa ne parlò con Conte.
Sì, è successo dopo una raccolta fondi qui in Portogallo, che è diventata virale sui social media. A un certo punto i media mainstream hanno cominciato a fare domande al governo portoghese e per due o tre settimane se n’è parlato tantissimo. Alla fine Costa ha fatto questa domanda a Conte, che ha risposto parlando dell’indipendenza della magistratura. Però secondo me è importante arrivare al punto in cui i governi parlano di queste cose, perchè sono molto importanti, ben più importanti della nostra libertà  personale. Se noi andassimo in galera per qualche ragione, si creerebbe un precedente gravissimo per l’Europa.
Cosa ti rimane oggi dell’esperienza della Iuventa?
Ho fatto 4 missioni con la Iuventa e davanti a me sono passate moltissime persone, uomini, donne e bambini. Mi ricordo i volti di tantissima gente, l’emozione che si vedeva nei loro volti. All’inizio era paura, perchè tanti di loro non avevano mai neanche visto il mare prima. Poi quando arrivavano sulla Iuventa potevano rilassarsi un po’.
Moltissimi poco dopo essersi seduti si addormentavano di colpo, nonostante tutto il caos intorno a loro: si sentivano al sicuro per la prima volta dopo tantissimo tempo. Per me è un privilegio essere tra le persone che potevano dare loro questa opportunità . Anche se poi, una volta arrivate in Italia, spesso queste persone si trovano davanti altri problemi di tipo legale.
Hai mantenuto i rapporti con alcune di queste persone?
Sì, ogni tanto avevamo qualche ora per parlare con la gente, quindi sono rimasto in contatto con alcuni di loro, che sono tutti in Italia e hanno una vita difficile.
Rifaresti questa esperienza?
È la cosa più importante che abbia fatto nella mia vita.
E se invece tornassimo nel 2016 e tu fossi a conoscenza dei rischi legali, lo rifaresti lo stesso?
Certo, sì. L’indagine della procura di Trapani ha cambiato tantissimo nella nostra vita. Ma non cambia i nostri principi, i valori che ci hanno portati a stare lì. Se succedono queste cose è un motivo in più per fare azioni di solidarietà .

(da TPI)

argomento: radici e valori | Commenta »

ADDIO ALLA COMANDANTE ZAIN, LEADER DELLA RESISTENZA CURDA, UCCISA DAI TURCHI

Ottobre 21st, 2019 Riccardo Fucile

UNA VITA PER COMBATTERE I TERRORISTI DELL’ISIS E PER I DIRITTI DEL SUO POPOLO… SEMPRE IN PRIMA LINEA, ANCHE QUANDO ERA FERITA… MENTRE L’OCCIDENTE VIGLIACCO NON MUOVE UN DITO

Sehid zin Amara, nome di battaglia Zain Kobani, è stata uccisa nei giorni scorsi dai turchi dopo l’inizio dell’invasione del Rojava.
Era una comandante che lottava per la liberta e i diritti delle donne: “Ha dato un impulso per liberare le donne dall’oppressione patriarcale e ha mostrato a tutte le donne prigioniere di questa mentalità  che il mondo è è migliore quando sono libere e attive nella società ”
Sehid era stata una delle più attive combattenti contro i jihadista ex al Qaida di Al Nusra nel 2013, per poi diventare una delle leader della resistenza a Kobane, dove fu ferita e infine protagonista dell’operazione finale contro lo Stato Islamico a Deir Ez Zor
Oggi le autorità  curde hanno voluto ricordare una delle loro più importanti comandanti: “Nel 2013, dopo che i gruppi mercenari hanno lanciato la loro offensiva contro il nostro popolo, Zain è stata una delle prime combattenti a prendere parte alle battaglie contro i mercenari dello Stato Islamico e contro i mercenari di Jabhat al -Nusra che occupavano la città  di Serekaniya. Poi Zain ha combattuto con coraggio a Kobane, Suluk, Shadadi e Manbij. Durante le battaglie di Kobani e nonostante ferita alla spalla, non ha smesso di combattere. Poi Manbij e infine a Deir-ez -Zor per l’eliminazione dell’Isis che per tanti ha rappresentato realizzazione delle speranze di tutti i martiri”.
Dicono ancora i comandanti curdi: “A nome delle Unità  di protezione delle donne Ypj, diciamo che continueremo la lotta finchè il ricordo e le anime dei martiri Habon, Rosyar, Tekoshin, Avesta, Zain vivranno nei nostri cuori e nelle nostre menti. Con ogni martire, le nostre responsabilità  verso la libertà  dei popoli sono aumentate”.

(da agenzie)

argomento: radici e valori | Commenta »

LA MELONI “MAMMA E CRISTIANA” SI SPOSI IN CHIESA, NON ABBIA FIGLI FUORI DAL MATRIMONIO O NON STIA A GIUDICARE IL PROSSIMO

Ottobre 20th, 2019 Riccardo Fucile

SE UNO VUOLE FARE LA MORALE AGLI ALTRI ABBIA LE CARTE IN REGOLA O IMPARI A FARSI I CAZZI PROPRI…SIAMO STANCHI DI LEADER CHE STRAPARLANO DI “VALORI CRISTIANI” E POI NON LI SEGUONO

Facciamo una premessa: non abbiamo nulla contro la convivenza o il matrimonio, siamo perchè ognuno segua le proprie inclinazioni senza per questo essere giudicato.
Siamo abituati a valutare le persone per il loro cervello e il loro cuore, non per il conto in banca o per le preferenze sessuali.
Siamo per il rispetto della libertà  di scelta dell’individuo da quando avevamo 20 anni e ne abbiamo conosciuto di politici coerenti (pochi) e parolai (tanti).
Ecco, la coerenza per noi è un “valore” che ci permette di aver un “pensiero politico” autonomo e definito e sulla base di questo valutare la “vicinanza” o meno alle idee degli interlocutori politici del momento.
La nostra stima quindi è limitata a quei politici che si esprimono “coerentemente” al loro percorso e al loro stile di vita. Non ce ne frega nulla se sono di destra, di sinistra o di centro o di qualsiasi altro colore.
Una cosa è combattere le loro idee, altra cosa riconoscergli “coerenza”.
E veniamo al dunque.
La nostra avversione politica ai “sovranisti” è nota e cerchiamo da questo blog di spiegarne ogni giorno le ragioni, argomentando nel merito (si può essere d’accordo o meno con noi, ma questo è un aspetto di cui non ce ne frega sinceramente nulla, ognuno è libero di pensarla come gli pare).
Uno degli aspetti che riteniamo insopportabili è che soggetti sedicenti di destra diano lezioni di morale cristiana agli Italiani senza averne titolo.
Da laici rispettosi del credo altrui non sentiamo il bisogno che pluridivorziati che hanno disseminato il Paese di figli e di scandali o che convivono con figli nati “dal peccato” (come direbbero loro) senza legame matrimoniale, ci rompano i maroni con i “valori della famiglia tradizionale”, affermazioni omofobe e family day vari.
Siamo i primi a non giudicare le loro legittime scelte, ma non fate la morale su ciò che è giusto e cià  che è sbagliato, perchè NON NE AVETE TITOLO.
Non lo avreste in   ogni caso, ma ancora di più quando SIETE INCOERENTI CON VOI STESSI.
Invece che ergervi a SEDICENTI CRISTIANI, cominciate a vivere cristianamente.
Quindi prima vi sposate in Chiesa e poi generate figli, possibilmente non disseminate di figli ogni relazione che avete con partner diversi senza regolarizzare il rapporto, magari evitate di organizzare festini o bunga bunga che non sono notoriamente contemplati nel Vangelo e cercate anche di evitare di agitare rosari e crocifissi se poi non partecipate alle funzioni religiose.
Perchè noi rispettiamo i   laici e i cristiani, gli etero e i gay, la destra e la sinistra, i ricchi e i poveri, ma non i PAGLIACCI.
Coerenti a casa nostra, per capirci.

argomento: radici e valori | Commenta »

“VEDERE QUEL BIMBO LAGGIU’ E’ STATO UN COLPO AL CUORE”: IL RACCONTO DEL SOMMOZZATORE

Ottobre 17th, 2019 Riccardo Fucile

NAUFRAGIO DI LAMPEDUSA, LA TESTIMONIANZA DEL RESPONSABILE DEI REPARTI SUBACQUEI DELLA GUARDIA COSTIERA: “SIAMO PROFESSIONISTI, MA CI SONO VENUTE LE LACRIME AGLI OCCHI”… “ABBIAMO RIDATO DIGNITA’ A QUELLE PERSONE. E DICO PERSONE, NON MIGRANTI”

Il capitano Rodolfo Raiteri è il responsabile dei reparti subacquei della Guardia costiera. Ed è lui, insieme ad una squadra di sommozzatori, che sta preparando le operazioni per il recupero dei corpi che si trovano all’interno del relitto naufragato lo scorso 7 ottobre.
“Credo che lo stato d’animo di tutti noi sommozzatori che stiamo partecipando a questa operazione si legga sui nostri volti. Una stretta allo stomaco, un nodo alla gola. Siamo professionisti abituati a queste situazioni, ma mi creda che scendere lì sotto è veramente durissima”.
Raiteri racconta di aver partecipato alle operazioni nel caso della Costa Concordia e in quello della Torre dei piloti, ma di non aver retto di fronte alla vista del bambino tenuto ancora fra le braccia da sua madre: “È un colpo al cuore, ad una cosa così forte non sei mai preparato. Ho 52 anni e una bimba di due anni: vedere quel corpicino adagiato sul fondo a fianco di quella che probabilmente è sua mamma è stato un pugno allo stomaco. Il fatto che siano rimasti così vicini e le braccia della ragazza ci fanno pensare che lo abbia tenuto stretto fino all’ultimo”.
Il capitano racconta quindi come è stato ritrovato il relitto, spiegando che i primi giorni dopo il naufragio sono stati molto duri per i sommozzatori, in quanto nonostante la squadra fosse arrivata a Lampedusa quella mattina stessa, le condizioni meteo non permettevano l’immersione.
“Un terribile stato di impotenza sapendo quanto vale ogni minuto”, spiega Raiteri. “Ma non ci siamo arresi e venerdì per la prima volta il sonar ha suonato. Le correnti avevano spostato barca e corpi di 450 metri, sembrano pochi ma a quelle profondità  sono tanti. Abbiamo   mandato giù il nostro robot e quando, sulla consolle che abbiamo sul gommone, sono apparse le prime immagini ci sono venute le lacrime agli occhi”.
Raiteri spiega anche a Repubblica che non si tratta di operazioni semplici. “Avremmo anche potuto lasciar perdere, la complessità  dell’intervento e il tempo inclemente avrebbero potuto indurci a concludere tutto dichiarando impossibile l’impresa. E invece abbiamo voluto testardamente continuare per ridare dignità  a queste persone. E dico persone, non migranti”.

(da Fanpage)

argomento: radici e valori | Commenta »

OCEAN VIKING POTRA’ SBARCARE A TARANTO DOPO AVER SALVATO 176 PROFUGHI

Ottobre 15th, 2019 Riccardo Fucile

LAMORGESE CONCEDE IL PORTO SICURO, RISPETTANDO LE NORME INTERNAZIONALI (QUELLE CHE NON PIACCIONO AI SEQUESTRATORI DI PERSONE)

La Ocean Viking ha finalmente ricevuto il via libera per attraccare al porto di Taranto e far sbarcare le 176 persone a bordo.
Le operazioni di salvataggio hanno avuto inizio la sera del 12 ottobre: la Ocean Viking aveva ricevuto una mail di allerta inviata da Alarm Phone: un’imbarcazione in difficoltà  stava andando alla deriva vicino alla piattaforma pertrolifera Al Jurf, che ha concesso alla nave il permesso di entrare nella zona ristretta di 3 miglia nautiche che si estende intorno alla struttura. Le squadre hanno proceduto al recupero di 74 persone, tutti uomini, compresi dei minori non accompagnati.
A mezzanotte e mezza circa la Ocean Viking riceve poi la comunicazione di un’altra imbarcazione in difficoltà  e una posizione però approssimativa. La nave segue le istruzioni ma dopo oltre 9 ore di ricerca non trova l’imbarcazione.
Nella mattinata di ieri, poi, la Ocean Viking è avvisata di un altro gommone in difficoltà : alle 13:50 le squadre completano il salvataggio di 102 persone, tra cui 4 donne incinte e 9 ragazzi sotto i 16 anni.
L’Ocean Viking secondo il diritto marittimo ha chiesto al Jrcc libico un luogo sicuro (Place of Safety) per sbarcare le 176 persone salvate. Poichè le autorità  libiche hanno indicato Tripoli come porto di sbarco abbiamo gentilmente rifiutato in quanto, secondo il diritto e le convenzioni internazionali, nessun luogo in Libia può essere considerato attualmente un luogo sicuro”.
“Mentre la Ocean Viking si sta dirigendo a nord e gli Rcc con maggiore capacità  di assistenza sono stati informati, esortiamo vivamente gli Stati membri dell’UE e le autorità  competenti ad assegnarci prontamente un luogo sicuro dove le 176 persone salvate possano essere sbarcate in sicurezza. Questi, uomini, donne, bambini hanno attraversato un viaggio terribile e spaventoso in mare; il ponte di poppa della Ocean Viking è una soluzione di emergenza, ma il salvataggio potrà  considerarsi concluso solo una volta che queste persone raggiungeranno una costa in cui potranno ricevere cure”, dice Frederic Penard, direttore delle operazioni di Sos Mediterranee.
“Da quando la Ocean Viking ha iniziato le operazioni è la quarta volta che siamo in attesa che ci venga assegnato un luogo sicuro per lo sbarco delle persone salvate. Finora i governi della Ue non sono riusciti a istituire un meccanismo prevedibile di sbarco in conformità  con il diritto marittimo. Gli accordi ad hoc non possono essere la soluzione. Invitiamo i governi a porre fine a questa situazione inaccettabile”, conclude la nota di Sos Mediterranee.

(da agenzie)

argomento: radici e valori | Commenta »

A 15 ANNI DIVENTA VOLONTARIO DELLA CROCE AZZURRA: “DOPO LA MORTE DI MIO FRATELLO SUL MORANDI VOGLIO AIUTARE GLI ALTRI”

Ottobre 14th, 2019 Riccardo Fucile

L’INCONTRO CON I SOCCORRITORI: “MI HA INCANTATO IL LORO CALORE, LA VICINANZA, LA DELICATEZZA, CI HANNO AIUTATO DAVVERO”

Una passione nata da una tragedia. Quel 14 agosto, quando il ponte Morandi è crollato su se stesso, la vita di Michele è cambiata. Suo fratello, Luigi Matti Altadonna, è morto. E lui ha deciso di voler aiutare i soccorritori che avevano recuperato il suo corpo. A soli 15 anni si è iscritto alla Croce Azzurra.
Come riporta il Corriere, ora Michele si destreggia tra scuola e volontariato per riuscire a incastrare tutti i suoi impegni. La scintilla è scoccata quando ha conosciuto i ragazzi che hanno tentato di salvare suo fratello.
“Il 14 agosto avevamo preso il primo treno per Genova e mentre eravamo in viaggio ci hanno dato la brutta notizia della morte di Luigi. Siamo così andati direttamente all’obitorio del San Martino e l’abbiamo atteso. Luigi è arrivato con loro, con i ragazzi della Croce Azzurra di Fegino”, spiega al Corriere.
Dopo la tragedia si è trasferito da Lamezia a Genova. Sono stati mesi difficili. La pizzeria del padre, che si trovava vicino al ponte, è andata distrutta. Poi però tutto è cambiato: Michele ha rincontrato i ragazzi della Croce Azzurra e ha capito che un modo per affrontare il dolore era impegnarsi a favore del prossimo.
Racconta al Corriere:
“Avevano organizzato un evento al quale partecipavano i soccorritori e i familiari delle vittime del ponte Morandi. È stato lì che ho ritrovato quei ragazzi e li ho conosciuti meglio. Mi ha incantato il loro calore, la vicinanza, la delicatezza. Ci hanno aiutato davvero e ho sentito di voler aiutare anch’io qualcuno. Così sono diventato un volontario”.
Prima di quel 14 agosto, Michele voleva fare il ristoratore. Ma con la distruzione della pizzeria di famiglia, ha deciso di cambiare sogno.
“Mi prenderò il diploma dell’alberghiero e poi vediamo. Visto che l’attività  non c’è più sto cambiando progetto. Forse mi iscriverò all’Accademia militare di Modena, sto pensando agli alpini…”, spiega.
A Genova ha incontrato il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. Per lui è stata un’emozione. Michele cerca di andare avanti. Ma quella tragedia l’ha segnato.
“Luigi era per me un secondo padre, un amico confidente, che mi dava consigli un po’ su tutto, sui primi rapporti, sulle droghe. Aveva quattro figli e se n’era andato da Lamezia perchè con lo stipendio da pizzaiolo non ce la faceva. Aveva trovato questo lavoro a Mondo Convenienza a Genova. Era lì da otto giorni”.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: radici e valori | Commenta »

SOPRAVVISSUTI AL CROLLO DEL PONTE MORANDI, EUGENIU E NATALYA SI SONO DETTI SI’

Ottobre 12th, 2019 Riccardo Fucile

SI SONO SPOSATI DOPO UN ANNO DALLA TRAGEDIA: PRECIPITARONO DAL PONTE, UN ANNO DI CURE, TERAPIE E RIABILITAZIONE E ORA L’ALTARE

Era la promessa che si erano fatti quando riuscirono a scampare alla drammatica tragedia del crollo del ponte Morandi, quella di sposarsi dopo una vita trascorsa insieme.
Eugeniu Babin e Natalya Yelina si sono finalmente sposati a Napoli, con il rito della chiesa ortodossa, come desideravano ormai da un anno, da quando riuscirono a sfuggire alla morte nel crollo del Ponte Morandi di Genova il 14 agosto del 2018, tragedia che causò la morte di 43 persone.
L’auto su cui viaggiavano i due, che si stavano recando in vacanza in Francia, precipitò nel vuoto finendo su un cumulo di macerie. I due non persero mai conoscenza e rimasero lucidi per tutto il tempo fino a quando i vigili del fuoco riuscirono a tirarli fuori da quell’ammasso di lamiere, polvere e calcinacci che era diventata la loro auto.
Eugeniu riportò la rottura del collo e ferite in diverse parti del corpo, Natalya invece si fratturò in più punti la gamba.
Lui parrucchiere, lei estetista, Eugeniu e Natalya, entrambi originari dell’Est Europa, vivono a Santa Maria Capua a Vetere in provincia di Caserta dove gestiscono un salone di bellezza. Hanno un figlio, Bodan, che è arrivato per primo in chiesa nel giorno del matrimonio dei suoi genitori.
“Non riesco a spiegare cosa significhi per me questo giorno — ha detto Bodan a Fanpage.it — credo che la cosa più importante è che i miei genitori siano vivi, siano qui, tra le persone che amano e che vanno avanti”.
I due hanno dovuto affrontare un anno molto travagliato tra interventi chirurgici e una lunghissima riabilitazione. Speravano di potersi sposare già  lo scorso autunno a pochi mesi dalla tragedia del ponte Morandi, ma le loro condizioni fisiche non glie lo hanno consentito.
Ora, dopo un lungo percorso riabilitativo e un lungo percorso psicologico di assimilazione di quello che gli è capitato, Eugeniu e Natalya si sono finalmente detti sì davanti a Dio.
Ad attenderli in chiesa i parenti e gli amici di sempre, come Valentina arrivata da Trento per l’occasione: “C’è chi crede al destino e chi in Dio, io credo che la cosa più bella è vivere circondato dall’amore delle persone che ti vogliono bene, questo ti da la forza e ti fa venire voglia di vivere, oggi celebriamo un passaggio”, ha spiegato a Fanpage.it.
I due sono giunti con un ritardo di circa 30 minuti alla celebrazione, tenutasi nel pieno centro di Napoli con il rito della chiesa ortodossa. Dopo la lunga cerimonia, il lancio di riso e petali ha sciolto anche l’emozione e la tensione di una tanto agognata giornata che sembrava non arrivasse mai.
“Ce l’abbiamo fatta — ha detto Eugeniu ai nostri microfoni — è una giornata importante perchè è un passo avanti che ci aiuta psicologicamente e fisicamente. D’altronde dopo quello che ci è capitato, un po di felicità  nella vita doveva pur esserci”.
Emozionatissima Natalya, in abito bianco con una rosa disegnata al centro, ha abbracciato tutti all’uscita della chiesa. “E’ un giorno pieno di significati — ha commentato — tanto atteso soprattutto. Dopo la tragedia mi sono avvicinata molto a Dio, lo era anche prima ma dopo quello che è successo ancora di più, oggi finalmente possiamo ascoltare la nostra messa sulle nostre gambe e questo vuol dire che ce la stiamo facendo, stiamo andando avanti, è un giorno bellissimo”.

(da Fanpage)

argomento: radici e valori | Commenta »

INTERVISTA ALLA MINISTRA BELLANOVA: “ANCH’IO SONO STATA SFRUTTATA NEI CAMPI, HO VISTO MORIRE BRACCIANTI DAVANTI AI MIEI OCCHI”

Ottobre 11th, 2019 Riccardo Fucile

“LA SFIDA DEL CAPORALATO E’ LA MIA VITA”

“Ho visto lo sfruttamento brutale e ho visto morire delle braccianti davanti ai miei occhi: per questo ritengo il caporalato una battaglia importantissima”. Ha la voce limpida e obiettivi ambiziosi la ministra delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova.
Comincia a lavorare giovanissima come bracciante, ha un passato sindacale e nell’impegno contro il caporalato, piaga del territorio in cui è nata.
Classe 1958, di Ceglie Messapica in provincia di Brindisi, è stata viceministro dello Sviluppo economico nei governi Gentiloni e Renzi. Nel 2018 è stata nominata da Maurizio Martina responsabile Mezzogiorno del Pd. Adesso è una delle ministre del governo Conte bis e da poco è entrata a far parte del partito di Renzi Italia Viva.
Lei ha usato parole forti per definire il caporalato: l’ha equiparato alla Mafia. È davvero così?
Dobbiamo guardare al fenomeno del caporalato per quello che effettivamente è: mafia appunto. Criminalità  organizzata. Il caporale è uno che utilizza modi illegali e lo fa in modo organizzato.   Incastra in primo luogo i lavoratori e le lavoratrici, con salari da fame, spesso senza assicurazione e magari attiva anche un mercato delle assicurazioni dove effettivamente le persone che lavorano non vedono registrate le giornate di lavoro ai fini previdenziali presso l’Inps e quelle stesse giornate vengono vendute a persone che poi in agricoltura non lavorano.
Solo che finora non è mai stato considerato come criminalità  organizzata. Una legge già  c’è ed è la 199 del 2016, ma è incompleta e i casi di sfruttamento sono ancora troppi…
Non si tratta solo di gestire un servizio: il caporale si inserisce in una mancanza di strumenti di gestione, all’incrocio tra domanda e offerta di lavoro e sul mezzo di trasporto.
Ma il caporale è anche quello che, nel momento in cui porta i lavoratori in un’azienda, se l’azienda non utilizza i suoi servizi magari, come accade purtroppo…Fa danni anche all’azienda stessa. Cioè il caporalato ricatta i lavoratori e spesso anche gli imprenditori.
Ci saranno delle misure che riguardano l’intera filiera e non solo i caporali nel Piano Nazionale che vuole proporre?
Abbiamo già  convocato per il 16 ottobre un tavolo interministeriale che vede oltre il ministero dell’agricoltura, la ministra del lavoro, Nunzia Catalfo e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese perchè il caporalato va combattuto a tutti i livelli.
Da una parte dobbiamo darci una strumentazione che è una piattaforma di segnalazione per l’imprenditore per chiedere la manodopera che serve e farlo in tempi utili per il mercato agricolo che è diverso da altri sistemi produttivi. Perchè in agricoltura spesso la manodopera viene richiesta un giorno per il giorno successivo. Si vive alla giornata e si è legati alle condizioni metereologiche e quindi deve essere data la possibilità  di reperire manodopera velocemente ma legalmente.
Poi, bisogna intervenire sui trasporti. Bisogna togliere lo strumento di potere dalle mani dei caporali: cioè il potere di far arrivare le persone direttamente nei campi.
A volte il caporalato ricatta addirittura i consumatori perchè l’intricato sistema di rapporti della filiera agroalimentare parte dalla Grande Distribuzione Organizzata- i supermercati in cui andiamo a fare la spesa ogni giorno- e arriva fino ai campi. L’uso di manodopera straniera a basso costo — con zero diritti e tutele sindacali — è infatti l’effetto più evidente e scandaloso di un sistema produttivo costretto a modificare i suoi processi per accontentare le richieste, in bilico tra il legale e l’illegale, della distribuzione moderna.
Seguire tutta la filiera è fondamentale. Perchè se su 100 euro di spesa solo 3 euro e 30 centesimi rimangono nella disponibilità  del produttore è evidente che c’è una distribuzione del valore che non è equa tra produzione, trasformazione e distribuzione. Su questo io convocherò la filiera in Ministero per fare un lavoro con accordi fra le parti per non far ricadere tutto il costo sull’azienda agricola.
E come possono essere mantenuti a un certo livello i prezzi dei prodotti ortofrutticoli?
Innanzitutto tutto combattendo le aste a doppio ribasso. Perchè le aste a doppio ribasso significano mettere nella condizione di avere prezzi di vendita dei prodotti inferiore al consumo.
E quando il livello dei prezzi si trova in questa situazione da qualche parte scaricano: sull’anello debole, sui lavoratori e le lavoratrici. E anche sull’imprenditore perchè avendo anche noi un sistema fatto anche di piccole e piccolissime aziende, coltivatore diretto o il micro-produttore che non riesce a ricavare un reddito dignitoso.
Quella contro il caporalato è diventata una sua battaglia anche perchè ha potuto vedere da molto vicino le condizioni dei lavoratori, avendo lavorato lei stessa in agricoltura. Ha perso delle persone a lei vicine, delle giovanissime braccianti morte nei campi. Cosa si può fare per non far ripetere più degli episodi così gravi?
Ho visto lo sfruttamento brutale, ho visto ragazze di meno di 18 anni che non hanno avuto la possibilità  di vivere la loro vita. Ho visto persone che hanno dovuto togliere un tempo spropositato alla famiglia per portare a casa un reddito non sufficiente spesso in modo dignitoso. E visto che il lavoro deve essere uno strumento per vivere con piena libertà  la propria esistenza, non può essere uno strumento di morte e mortificazione.
E è una battaglia in cui dobbiamo avere alleate anche le imprese. Quelle che combattono nel nome della legalità , che fanno sacrifici, che investono e innovano. Ci vuole innovazioni per eliminare una competizione da costi e creare una competizione sulla ricerca.
Lei si è mai trovata quando lavorava come bracciante in una situazione in cui le hanno offerto condizioni di lavoro non degne?
Sì, mi è successo. E ho detto no. È per questo che ho iniziato a combattere come sindacalista. Quando si guardano le cose dall’esterno si può valutare con più laicità  e tranquillità  un’offerta di lavoro. Quando da quel lavoro dipende l’esistenza tua, della tua famiglia, dei tuoi bambini. A quel punto subisci il ricatto, sei intrappolato.
Quando negli anni ’70 facevamo le manifestazioni per bloccare i pulmini dei caporali volevamo proprio esprimere questo disagio   di queste condizioni non dignitose. Non solo le persone partivano alle 2 di notte per avere una paga misera, ma rischiavano quotidianamente la vita.
Quando i caporali prendevano i pulmini da 9 persone e magari ce ne ammassavano 30 o 40, il rischio è evidente.
Le donne in questo sistema sono spesso ancora più fragili degli uomini. Cosa significa essere donna e bracciante? Ci saranno degli incentivi per le donne che vogliono lavorare in agricoltura?
Le imprese a conduzione femminile in agricoltura, che sono circa il 33 per cento, contribuiscono per 9 miliardi di euro alla formazione del valore aggiunto nel settore.
Per avere giovani e donne nel settore dell’agricoltura bisogna investire in innovazione e ricerca. Per fare questo dobbiamo avere tutti la consapevolezza che l’agricoltura deve essere al centro delle nostre azioni politiche, sia a livello nazionale che a livello europeo.
L’agricoltura è il settore attraverso il quale si può guardare con molta attenzione anche alla salute. Perchè se siamo quello che mangiamo, è evidente che un’agricoltura che adotta le buone regole di coltivazione, che rispetta tutti i parametri che vengono condivisi dalla comunità  scientifica fa arrivare sulle nostre tavole dei prodotti che fanno bene alla nostra salute.
Per un’agricoltura più “giusta” lei ha proposto il reddito per gli agricoltori. In cosa consiste esattamente?
Il reddito degli agricoltori consiste nel fissare dei diritti di base, scelti con le maggiori rappresentanze sindacali. Come per esempio non segnare in nero le giornate di lavoro nei campi, altrimenti quel lavoratore non avrà  poi una pensione.
Se un’azienda non produce ricchezza, non può distribuire ricchezza. Se un’azienda non riesce a arrivare a fine mese, scaricherà  i costi sul livello più basso della catena: chi lavora la terra.
Bisogna mettere insieme delle misure per non aumentare la tassazione nel settore, sostenere ricerca e innovazione e utilizzare bene le risorse della Comunità  europea — spesso ancora sprecate — e bisogna combattere la concorrenza sleale tra le imprese.
E fare un’alleanza con i consumatori attraverso i bollini qualità . Il consumatore deve sapere che se compra un prodotto che costa di meno rispetto al prezzo di produzione, c’è sicuro dietro qualcuno che sta pagando la differenza con lo sfruttamento, con il sangue del caporalato.
In un momento in cui i giovani hanno lavori precari o lavorano senza contratti, secondo lei i giovani dovrebbero tornare all’agricoltura? Si deve tornare alla terra in questo paese?
La mia funzione al ministero dell’Agricoltura punta proprio a questo. Quello che voglio presentare ai giovani non è un rifugio nell’agricoltura, ma vorrei che si trovasse nell’agricoltura un lavoro di qualità .
C’è un’agricoltura dove c’è innovazione, dove ci può essere attrattiva per i giovani. Potrebbe essere una controtendenza e dare occupazione ai nostri ragazzi.
Il futuro del made in Italy non sembra essere minato solo dal caporalato, ma anche dai recenti dazi statunitensi per 7,5 miliardi di dollari che potrebbe costare all’Italia oltre un miliardo di euro. Come si fa a proteggere le eccellenze a rischio?
Contro i dazi non si vince se mettiamo altri dazi. Dobbiamo far comprendere all’amministrazione americana che sta facendo un gravissimo danno non solo all’agroalimentare italiano, ma anche alla salute dei suoi cittadini.
Se i prodotti italiani cominciano a costare così tanto, sempre più americani mangeranno cibo spazzatura invece che prodotti della dieta mediterranea.
Sui dazi abbiamo bisogno di strumenti europei per compensare la guerra di Trump.
Sull’agricoltura è stata chiarissima Ministra. Adesso voglio farle ancora due domande: una personale e una politica. Quella politica: Italia Viva ha votato a favore del taglio dei parlamentari. Lei cosa ne pensa?
Io nei passaggi in cui sono stata chiamata a esprimermi non ho mai votato a favore. Questa volta Italia Viva ha votato sì perchè quando si fa un accordo, l’accordo si rispetta. È ovvio che ci sono delle mediazioni che non accontentano tutti, ma funziona così.
Ora, fatto il taglio dei parlamentari, è bene che si dia corso alla riforma della legge elettorale, altrimenti rischiamo di avere un sistema democratico che non è all’altezza di quello che deve avere un grande paese come il nostro.
La domanda personale: per il giuramento in Quirinale c’è stato un polverone di critiche non per la sua nomina o per le sue idee, ma per il vestito blu elettrico che indossava. Come risponderebbe agli haters che l’hanno insultata?
Ognuno deve potersi vestire come vuole, esprimere il suo essere e la sua anima. Ognuno deve viversi bene, e se io vivo a colori non vedo perchè qualcuno debba togliermeli.
Se posso permettermi di dare un suggerimento ai giovani per non fermarsi a criticare le apparenze, è quello che do sempre anche a mio figlio: studiare, studiare e studiare quanto più possibile. Più si sa e più si può nella vita. Competi per quello che sai. A quelli che hanno tempo da perdere consiglio di riacquistarlo, perchè è una delle cose più preziose che abbiamo. E a insegnarcelo è proprio la terra.

(da TPI)

argomento: radici e valori | Commenta »

CHI SONO LE DONNE CURDE CHE COMBATTONO PER LA LIBERTA’ CONTRO IL FONDAMENTALISMO ISLAMICO

Ottobre 11th, 2019 Riccardo Fucile

UN TERZO DEI COMBATTENTI CURDI SONO DONNE, CIRCA 10.000… LOTTANO CONTRO L’OPPRESSIONE DI VECCHI MODELLI FEUDALI E PATRIARCALI, I DIRITTI DELLE DONNE LI DIFENDONO SUL CAMPO DI BATTAGLIA

Lottano contro l’oppressione dei regimi e dei vecchi modelli feudali e patriarcali.
Le donne curde sono combattenti coraggiose. Hanno scelto di schierarsi contro l’oppressione del terrorismo fondamentalista islamico. Sono consapevoli che l’esercito turco è molto potente, addestrato e dotato di armi sofisticate.
L’Unità  di Protezione delle Donne o Unità  di Difesa delle Donne (YPJ) è nata aprile 2013, come organizzazione per garantire l’autonomia del Kurdistan siriano. La loro battaglia ha avuto inizio nel settembre del 2014, quando l’Isis lanciò un’offensiva contro la città  di Kobane: da allora decisero di schierarsi contro l’avanzata degli estremisti islamici.
I curdi che combattono lo Stato Islamico sono un gruppo piuttosto eterogeneo di militanti che hanno messo da parte le loro diversità  politiche per unirsi contro il nemico comune: l’Isis.
Nelle Unità  di protezione curde, un terzo dei combattenti sono donne: sono circa 10mila. Sono per la maggior parte single e sono sottoposte ad allenamenti fisici durissimi. Hanno abbandonato tutta la loro vita per sostenere la causa del popolo curdo.
Non ricevono alcun sostegno dalla comunità  internazionale e si appoggiano sulle comunità  locali per rifornimenti e cibo.
Il gruppo è stato lodato per aver sfidato le differenze di genere. Si tratta di un raro esempio di forti successi portati a termine da delle donne in un luogo nel quale le donne sono pesantemente discriminate. Le donne che ne fanno parte, sono contro i regimi del mondo islamico, non contro l’Islam inteso come religione.
Lottano contro l’oppressione dei regimi e dei vecchi modelli feudali e patriarcali. Combattono per difendere un territorio, la libertà  del loro popolo e, soprattutto, per i diritti che hanno conquistato in quanto donne.
Non sono eroine in cerca di attenzioni, ma donne che tentano di cambiare la mentalità  della società , sfidando una realtà  dove le donne sono vittime di stupri e violenze, sono costrette a matrimoni forzati e, generalmente, sono vittime di una della società  patriarcale.

(da agenzie)

argomento: radici e valori | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.800)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (504)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Febbraio 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    232425262728  
    « Gen    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • IL NO AVANTI DI 5 PUNTI. L’ISTITUTO “IXÈ” CERTIFICA IL SORPASSO DEL “NO” (TRA IL 51,3-54,3%) SUL “SÌ” (45,7-48.7%) . LA PERCENTUALE DEI CITTADINI CHE HANNO INTENZIONE DI ANDARE A VOTARE È DEL 46%
    • “LA POLITICA ECONOMICA DI TRUMP È UN FALLIMENTO MISERABILE”. JOSEPH STIGLITZ, PREMIO NOBEL PER L’ECONOMIA: “IL PRESIDENTE CERCHERÀ DI FARE TUTTO CIÒ CHE PUÒ. NON HA MAI PRESTATO MOLTA ATTENZIONE ALLA LEGGE. POTREBBE IMPORRE ILLEGALMENTE UN’ALTRA SERIE DI DAZI, CHE DARANNO ORIGINE A ELEVATI LIVELLI DI INCERTEZZA E A NUMEROSE SFIDE LEGALI”
    • ESTORSIONI, MINACCE E ARRESTI NON FATTI: LA “DOPPIA VITA” DI CARMELO CINTURRINO, IL POLIZIOTTO ARRESTATO PER L’OMICIDIO DEL PUSHER MAROCCHINO ABDERRAHIM MANSOURI A ROGOREDO
    • MIGRANTI, L’ATTACCO DEI VESCOVI AL GOVERNO: “SCELTE POLITICHE DISUMANE”
    • MENO MALE CHE C’È MATTARELLA A TENERE ALTA L’ATTENZIONE SU NISCEMI IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA È ANDATO NEL PAESE CHE DA UN MESE VIVE CON IL FIATO SOSPESO: UN CENTINAIO DI FAMIGLIE HANNO PERSO LE LORO CASE PER SEMPRE, ALTRE NON SANNO QUANDO POTRANNO RIENTRARE
    • IL GRANDE VINCITORE DEI GIOCHI DI MILANO-CORTINA SI CHIAMA GIOVANNI MALAGO’: L’EX PRESIDENTE DEL CONI (A CUI IL GOVERNO MELONI HA NEGATO LA PROROGA DEL MANDATO) SI GODE IL SUCCESSO E INVITA A NON BRUCIARE LE TAPPE SULLA CANDIDATURA OLIMPICA DI ROMA NEL 2040
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA