Settembre 17th, 2009 Riccardo Fucile
”PORTA A PORTA” CON IL PREMIER OTTIENE SOLO IL 13,47% DI AUDIENCE, LA FICTION “L’ONORE E IL RISPETTO” IL 22,61%… IN UN SONDAGGIO IPR LA FIDUCIA IN BERLUSCONI E’ SCESA AL 47%, NEL GOVERNO AL 44%… E A ONNA I CARABINIERI BLOCCANO I COMITATI DEI TERREMOTATI CHE CONTESTAVANO IL PREMIER
Stavolta Silvio Berlusconi, il premier “giovane e bello” come ama definirsi, è
rimasto vittima di un altro “macho latino” che si è permesso di fargli concorrenza sleale.
Nella serata in cui era stata eliminata anche Ballarò, affinchè nessuno potesse oscurare le “celebrazioni” della consegna delle prime tre ( dicasi tre) case ai terremotati di Abruzzo ( peraltro pagate dalla Croce rossa e realizzate dalla provincia di Trento, non dal governo), a giocare un brutto scherzo al presenzialismo del premier è stato Gabriel Garko.
La fiction “L’onore e il rispetto”, in onda su Canale 5, ha avuto la meglio sulla puntata di Porta a Porta che ospitava Berlusconi. Garko ha mietuto il 22,61% di share con 5.750.000 spettatori, contro il 13,47% e 3.219.000 spettatori di RaiUno.
A complicare le cose, l’appeal delle partite di calcio e l’ispettore Coliandro. Insomma la saga mafioso-melodrammatica della famiglia siciliana ha avuto nettamente la meglio sul melodramma politico.
Gli unici a far festa lunedì sera sono state le due famiglie dei fratelli De Felice e i Becchio, ovvero i soli 3 nuclei familiari che hanno potuto dormire nelle uniche 3 casette di legno consegnate con suono di fanfare dal premier, con batteria incorporata di pentole, bicchieri, asciugamani, spumante, cioccolatini. Continua »
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Settembre 16th, 2009 Riccardo Fucile
E’ ANDATO IN ONDA LO SPOTTONE, MA BERTOLASO NON CONFERMA CHE A DICEMBRE TUTTI GLI SFOLLATI AVRANNO UNA CASA E ROVINA LA FESTA…POI SILVIO ACCUSA “REPUBBLICA” DI ESSERE IN EDICOLA OGNI GIORNO, SI AUTOCERTIFICA IL MIGLIOR PREMIER DI TUTTI I TEMPI E LITIGA CON IL RICORDO DI DE GASPERI…
Come avevamo previsto, le celebrazioni “vespiane” dell’operato del governo, sono
andate in onda senza pudore.
Dobbiamo dire che se qualcuno ha cercato di moderare il delirio di onnipotenza del premier, in certi momenti è stato proprio Bruno Vespa, annichilito in un paio di occasioni dalle affermazioni di “sono meglio di Superman”: quando ha sostenuto che lui è il miglior premier della storia italiana e che De Gasperi non lo vede neppure e quando ha continuato a parlare di comunisti, cattocomunismi e assimilabili, come un pericolo attuale per la nostra democrazia.
Ha iniziato decantando che lui, unico al mondo e invidiato da tutto l’universo terreno, è riuscito a garantire una casa prefabbricata a tutti gli sfollati. Entro dicembre tutti avranno la casetta.
Peccato che fino ad ora sia riuscito solo a consegnare ad Onna le chiavi di 94 unità abitative pagate dalla Croce Rossa internazionale ( 5 milioni e duecentomila euro), e realizzate dalla Provincia di Trento: sono le casette in legno per capirci.
Nessuna delle case del piano governativo è ancora pronta, le prime dovrebbero esserlo a fine settembre, per chiudere le consegne a dicembre.
Tralasciando il fatto che a parità di costi ( 800 milioni di euro) si sarebbero potuti sistemare 36.000 sfollati nelle casette di legno entro settembre, mentre con le casette prefabbricate se ne sistemeranno 15.000 entro dicembre ( sono 4.500 le casette in cemento), lasciando in albergo altrettanti terremotati. A precisa domanda di Vespa: “Ma sono parole o fatti?”, mentre Berlusconi continuava a sostenere che tutto è a posto, un momento di verità è arrivato da Bertolaso. Continua »
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Settembre 15th, 2009 Riccardo Fucile
IL RINVIO DI BALLARO’ CHE POTEVA OSCURARE IL PROGRAMMA DI VESPA E’ UN AUTOGOL DEL GOVERNO… SONO MESI CHE SUL TERREMOTO NON SI RACCONTA LA VERITA’ E SI FANNO PROMESSE A VUOTO… E ORA STASERA SI FA FINTA DI INAUGURARE LE CASE CHE NON CI SONO
Pensiamo di avere qualche titolo, avendo seguito la vicenda della ricostruzione del terremoto in Abruzzo passo per passo, attraverso numerosi articoli, documentati con dati e numeri ufficiali, testimonianze e riscontri locali, per esprimere molte perplessità su quanto si preannuncia stasera, con la diretta Tv a “Porta a Porta”, alla presenza del premier che procederà alla consegna delle chiavi delle prime case prefabbricate ai terremotati ( in realtà sono quelle in legno fornite non dal Governo, ma dalla provincia di Trento).
Già il fatto che si scelga di farne un avvenimento in prima serata, invece che considerare una cosa normale consegnarle senza fanfare, non depone a favore della serietà dell’intervento.
Se si unisce a questo l’annullamento della prima puntata di Ballarò che avrebbe potuto oscurare la trasmissione celebrativa di quello che “si cerca di far intendere sia stato mantenuto”, le perplessità aumentano.
Poco ci manca che si trasmetta a reti unificate la processione della consegna delle chiavi degli “appartamenti che non ci sono” al Santuario di Palazzo Grazioli da parte dei pellegrini e si inquadrino gli ex voto che lasceranno nel lettone grande di Putin, e l’opera pia sarebbe compiuta. Continua »
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Settembre 10th, 2009 Riccardo Fucile
NELLA TENDOPOLI DI PIAZZA D’ARMI, I TERREMOTATI SI RIBELLANO: “CI MANDANO TROPPO LONTANO” … INTERVENGONO DECINE DI POLIZIOTTI E I GIORNALISTI VENGONO ALLONTANATI DAL CAMPO…: QUANDO ERA TEMPO DI SPOT DOVEVANO ESSERCI E ORA LI CACCIATE?… CHE STRANA DEMOCRAZIA
I nodi prima o poi vengono al pettine: il clima idilliaco che i media hanno voluto far
passare sugli schermi, con il popolo dei terremotati festante, di fronte alle 4.500 casette prefabbricate in arrivo entro settembre, come da promesse del premier, si sta tramutando in palesi contestazioni.
Preso atto che le casette non ci sono, non ci saranno fino a dicembre e, anche a dicembre, non basteranno neanche alla metà dei senza tetto, di fronte al tentativo di “deportazione” in altre province, dove vi sono strutture alberghiere disposte ad accoglierli, gli sfollati cominciano a dare segni di nervosismo.
Per andare a stare in albergo, osservano ormai in molti, tanto valeva ci mandassero subito, così evitavamo di stare 5 mesi a mangiare polvere in una tendopoli.
Quella di Piazza D’Armi ieri è stato il terreno della contestazione: una cinquantina di nuclei familiari, circa 150 persone, le ultime rimaste dopo che i circa 1.000 sfollati erano stati trasferiti in alberghi, si sono visti arrivare polizia e carabinieri con la notifica dalla locale Questura del foglio di via.
Dovevano allontanarsi, lasciare immediatamente il campo e recarsi negli alberghi loro assegnati anche a decine di chilometri di distanza.
Sono sorte tensioni, in quanto molti sfollati si sono rifiutati di andare ad alloggiare in alberghi troppo distanti, a Sulmona, a Ovindoli e nella Marsica. ,
Molti non sarebbero in grado di raggiungere il posto di lavoro partendo da una destinazione così disagevole. Continua »
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Settembre 9th, 2009 Riccardo Fucile
LO RIVELA UN QUOTIDIANO CANADESE DOPO IL PARERE DEGLI ESPERTI… IL PREMIER HARPER LO HA DOVUTO DONARE A UN MUSEO PERCHE’ LA COMMISSIONE ETICA CANADESE PROIBISCE AL PREMIER DI CONSERVARE REGALI DI VALORE SUPERIORE AI 1.000 DOLLARI… 400 MILA EURO A VOLUME E ALTRI REGALI: MA NON ERA UN G8 ALL’INSEGNA DEL RISPARMIO?
Chi ha seguito le cronache del G8 all’Aquila, avrà avuto modo di apprezzare l’impegno di tutti gli Stati (a parte qualcuno che non aveva ancora versato la quota, come l’Italia) per stanziare fondi destinati ad aiutare i Paesi del Terzo mondo.
La stessa scelta del governo italiano di trasferire il G8 nella zona terremotata avrebbe dovuto costituire un contenimento dei prezzi, sia alla luce della sofferenza del popolo abruzzese, sia in riferimento alle difficoltà di tante famiglie, come conseguenza della grave crisi economica internazionale.
Un summit quindi preannunciato come “spartano”, con i grandi del mondo alloggiati nella caserma di Coppito, intenti più alla sostanza della riunione che alla forma.
Qualcuno di voi ricorderà anche il regalo che il premier italiano fece ai rappresentanti mondiali nel corso della presentazione e della foto ricordo: un prezioso libro su Antonio Canova, con copertina in marmo di Carrara e dal peso di 25 kg, un volume prodotto in un numero limitatissimo di copie. La cosa singolare del libro era il peso, tanto è vero che molti leader mondiali ( Obama per primo) scherzarono sulla difficoltà di tenerlo in mano.
Se qualcuno già allora lo considerò un regalo un po’ pacchiano e sicuramente costoso, ora è meglio che si sieda, alla notizia di quanto è il suo prezzo: 460.000 dollari, circa 400.000 euro a copia, 800 milioni delle vecchie lire, tanto per capirci. Continua »
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Settembre 8th, 2009 Riccardo Fucile
UN GRANDE MAESTRO DA’ DIGNITA AI TERREMOTATI, MENTRE IL GOVERNO BALBETTA E NASCONDE GLI SFOLLATI…..TRA TENDOPOLI, ALBERGHI E 4.500 CASETTE, SI SONO GIA’ SPESI 838 MILIONI PER AVERE 16.000 POSTI LETTO A FINE DICEMBRE.….CON GLI STESSI SOLDI, CON CASETTE DI LEGNO E MODULI DI LUSSO, CI SAREBBERO STATI 39.000 POSTI LETTO A SETTEMBRE
“L’inno di Mameli va lasciato così com’è”: parola e musica di Riccardo Muti che due
giorni fa ha tenuto uno straordinario concerto all’Aquila, presente il presidente Napolitano e 9.000 terremotati commossi.
Muti loda “quest’Italia di cui spesso non si parla bene, ma che nel dolore e nella tragedia dimostra qualità umane straordinarie” e trasmette a tutti la “sensazione che siano le anime delle vittime a ispirare i musicisti”.
Muti dirige 300 musicisti, tutti abruzzesi, ha voluto così, che fossero di quella terra, e ha riunito le forze musicali della regione, per un concerto che ha creato un phatos incredibile.
Iniziato con l’inno di Mameli, il maestro, con un fuori programma, l’ha concluso nuovamente con l’Inno nazionale, alla faccia della Lega.
Una esecuzione da brividi, veloce come lui la vuole, cantavano i coristi, cantava la platea dei 9.000 aquilani, tra lacrime e ovazioni.
Non c’era nulla di mondano, niente arie di passerella, solo il fremito del nostro popolo.
Il giorno dopo si ritorna però alla normalità , ai tentativi di nascondere una verità ormai scomoda per le autorità . Continua »
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Settembre 7th, 2009 Riccardo Fucile
“SOGNAVAMO: UN GIORNO USCIREMO DALLE TENDE PER TORNARE A CASA. QUEL GIORNO E’ ARRIVATO, MA SI VA’ DA UN’ALTRA PARTE ( ALBERGO O CASERMA) AD ASPETTARE IL RITORNO A CASA”… PER CHIUDERE LE TENDOPOLI NON SI BADA A SPESE: ALBERGHI, CASE SFITTE E CASERMA DI COPPITO…SI SAPEVA CHE LE CASETTE NON SAREBBERO BASTATE MA IL GOVERNO NON PUO’ PERMETTERSI UNO SPOT NEGATIVO…. AMAREZZA DEI TERREMOTATI
La tendopoli di Piazza D’Armi, la più grande dell’Aquila (1.800 sfollati subito dopo il
sisma, 1.050 adesso) è arrivata alla fine. La grande città di tela blu entro fine mese non esisterà più.
Dice una sfollata: “Per tanti giorni e tante notti abbiamo pensato a questo momento, lo abbiano anche sognato. Ci dicevamo: sarà dura, ma un giorno usciremo dalle tende e potremo rientrare in una casa. Quel giorno è arrivato, ma c’è un problema: non si rientra a casa, si va da un’altra parte (hotel, residence, caserma) anche distante dall’Aquila, ad aspettare ancora il ritorno a casa e chissà per quanto tempo”.
E’ per queste ragioni che in Piazza D’Armi, pieno centro della città , nessuno fa festa, qualcuno semplicemente piange di fronte a un futuro sempre più incerto e agli ordini perentori della Protezione civile che, tenda per tenda, informa della novità .
La tendopoli va smantellata per ordini superiori, tutti avranno una sistemazione altrove.
Berlusconi non può permettersi, dopo aver promesso una casetta per tutti, con biancheria profumata, frigo pieno di leccornie e spumante italiano, prima entro i primi di settembre, poi entro fine settembre, poi entro novembre e ora entro Natale, che una troupe televisiva non allineata riprenda terremotati al gelo accampati, nel freddo autunno aquilano, nelle tende.
E mentre, a causa delle scosse, anche chi è stato costretto a rientrare nella propria casa dichiarata agibile, continua nei fatti a dormire nel camper in cortile, per paura di un crollo, si scopre che molte case che avrebbero necessitato, secondo una prima analisi, di minimi interventi, in realtà hanno bisogno di lavori lunghi e impegnativi.
E slitta quindi per molti la possibilità di rientrare nella propria abitazione.
Una nota dei Comitati degli sfollati sottolinea: “Dopo mesi di tenda, ora vogliono “deportare” la maggioranza degli aquilani fuori provincia. Dopo mesi di promesse, la ricostruzione delle nostre case è ancora ferma al 6 aprile: lo si sapeva da tempo, ma non è stato fatto nulla per evitarlo”.
E inizia l’esodo obbligato verso centri come Avezzano, Luco dei Marsi, Tagliacozzo, Assergi. Lontano dalla vista, lontano dal cuore ( della polemica). Continua »
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Settembre 4th, 2009 Riccardo Fucile
SI SMANTELLANO LE TENDOPOLI PER DARE L’IMMAGINE CHE GLI SFOLLATI NON CI SIANO PIU’, MA I CONTI SONO SBALLATI… LE CASE PREFABBRICATE NON SONO PRONTE E SONO MONOLOCALI DOVE NON SI POSSONO STIPARE 5 PERSONE… ALLA FINE NE NASCONDERANNO 2.000 IN CASERMA E GLI ALTRI IN ALBERGO….RABBIA DEGLI SFOLLATI CHE IN TV NON VI FANNO VEDERE
Due sere fa, al Tg5, va in onda il solito servizio celebrativo, dedicato ai
terremotati dell’Aquila: primo piano delle nuove casette prefabbricate, voce fuori campo che informa che si stanno smantellando le tendopoli, che a fine settembre non ci saranno più e che gli sfollati entreranno nelle prime case predisposte e l’operazione si concluderà entro novembre.
Tutti felici e contenti, insomma: conclude Bertolaso, in gloria dei cieli, dicendo che tutto procede secondo programma.
Nessuna intervista ai terremotati, nessuna domanda su dove verranno alloggiate le persone fino a fine anno.
Ma le cronache locali rivelano una situazione ben diversa, un’ira in aumento tra i terremotati e persino tra quelli delle tende e quelli alloggiati negli alberghi della costa, conti sballati che non tornano, liti con chi costruisce le casette, e soluzioni di emergenza in vista.
Perchè i lavori fervono, ma gli errori stanno a monte, nella gestione politica post terremoto, in cui sono fatte promesse al solo scopo di guadagnare consensi. E i nodi vengono al pettine.
Il governo ha la necessità di far sparire le tendopoli per poter dimostrare che il problema terremotati è stati risolto, ma nessuno sa dove sistemarli. Continua »
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Agosto 29th, 2009 Riccardo Fucile
SALTA LA VISITA PER LA FESTA DELLA PERDONANZA ALL’AQUILA: IL VATICANO ANNULLA L’INCONTRO E MANDA SILVIO A LETTO SENZA CENA… NIENTE RICUCITURA DOPO L’ENNESIMO ATTACCO ALL’AVVENIRE E AL SUO DIRETTORE… BERLUSCONI VA IN LIBIA, DOVE E’ RIMASTO SOLO A FESTEGGIARE GHEDDAFI
Qualcuno si sta chiedendo: ma chi sta consigliando a Berlusconi la strategia politica in questi ultimi mesi? O è farina del suo sacco, nel qual caso ancora peggio?
Dopo che Gianni Letta era riuscito faticosamente a far accettare la presenza del premier alla cena successiva alla festa della Perdonanza all’Aquila, primo passo per un riavvicinamento al Vaticano, dopo le polemiche degli scorsi mesi successivi all’invito a una maggiore sobrietà ed etica comportamentale, arrivano gli attacchi congiunti al Vaticano dalla Lega e al direttore dell’Avvenire da parte de “il Giornale”.
Giusto in tempo per una rapida retromarcia del cardinal Bertone che non gradisce e fa annullare la cena.
A quel punto Berlusconi fa la figura del pirla, ovvero di colui che non riesce a controllare nè la Lega nè il suo quotidiano, e resta a casa. In compenso la sera prima non aveva trovato di meglio che ricevere Tremonti e ribadire grande solidarietà alla Lega.
Atteggiamento ormai chiaro di chi vive sotto perenne ricatto e ogni tanto prepara il pacchetto regalo da far recapitare a chi deve pagare il pizzo per sopravvivere.
A noi non interessa che il direttore del’Avvenire abbia o meno avuto problemi giudiziari per una sua presunta omosessualità , ne risponderà al suo datore di lavoro. Continua »
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