C’ERA UNA VOLTA L’AMERICA. DIMENTICATE IL PAESE CHE HA FATTO DELLA RICERCA DELLA FELICITÀ IL SUO MOTTO: IL 48% DEI CITTADINI STATUNITENSI PENSA CHE NELLA PROPRIA VITA MANCHI OGNI TIPO DI DIVERTIMENTO, MENTRE IL 12% AFFERMA DI NON RICORDARE NEMMENO L’ULTIMA VOLTA IN CUI HA AVUTO UN’INTERA GIORNATA LIBERA DA DEDICARE A SÉ STESSO
E PENSARE CHE BASTEREBBE POCO: LE ATTIVITÀ CONSIDERATE PIÙ DIVERTENTI RISULTANO ESSERE SOPRATTUTTO SEMPLICI E QUOTIDIANE, COME GUARDARE LA TELEVISIONE (77%), PASSARE TEMPO CON AMICI E FAMILIARI (69%), MANGIARE FUORI (59%)
Per molti adulti americani il divertimento è diventato qualcosa da rimandare
continuamente. Un sondaggio nazionale ha rilevato che quasi la metà degli statunitensi (48%) ritiene che nella propria vita manchi seriamente il divertimento, mentre il 12% afferma di non ricordare nemmeno l’ultima volta in cui ha avuto un’intera giornata libera da dedicare a sé stesso.
Secondo l’indagine, chi riesce a ritagliarsi momenti di svago con regolarità riferisce livelli di stress più bassi, maggiore motivazione e rapporti più solidi con le persone vicine.
Come scrive StudyFinds in un articolo su una ricerca di Talker Research per Dave & Buster’s, il sondaggio ha coinvolto 5mila adulti statunitensi tra aprile e maggio
2026 per capire quanto spazio il divertimento occupi nella vita quotidiana e quali ostacoli ne limitino la presenza.
Le attività considerate più divertenti risultano essere soprattutto semplici e quotidiane: guardare la televisione è stata indicata dal 77% degli intervistati, seguita dal tempo trascorso con amici e familiari (69%), mangiare fuori (59%), attività all’aperto (50%), hobby personali (49%) e giochi (48%). Tuttavia, il 37% racconta di pensare spesso a qualcosa di piacevole da fare salvo poi rinunciare o ridimensionare i programmi per impegni più urgenti, mentre un altro 33% sostiene che le responsabilità della vita adulta finiscano regolarmente per cancellare i momenti di svago.
Chi sente di non divertirsi abbastanza stima di aver bisogno, in media, di circa 17 ore libere in più ogni settimana per riequilibrare la situazione.
Tra coloro che ritengono più difficile divertirsi rispetto a dieci anni fa — il 52% del campione — le motivazioni principali riguardano il costo delle attività, indicato dal 51%, la riduzione della propria cerchia sociale (45%) e l’aumento delle responsabilità personali (42%). Più in generale, il principale ostacolo al divertimento resta il denaro: il 57% cita infatti problemi economici e di budget. Seguono i conflitti di orario (34%), gli impegni di lavoro (31%), la mancanza di tempo di amici e familiari (29%), il burnout (22%) e persino la difficoltà nel trovare qualcosa da fare (16%).
Gli intervistati indicano anche cosa potrebbe aiutarli a dare maggiore priorità al tempo libero. Il 55% sostiene che opzioni meno costose farebbero la differenza, mentre altri citano più tempo libero (41%), attività più stimolanti (32%), una migliore organizzazione con amici e conoscenti (29%), la sensazione che l’esperienza valga davvero il costo sostenuto (29%) e meno stress lavorativo (22%).
Il sondaggio evidenzia inoltre gli effetti positivi del divertimento: il 72% afferma che aiuta a ridurre lo stress, il 57% dice di sentirsi più motivato e il 56% più vicino alle persone care. Quasi nove intervistati su dieci sostengono inoltre che condividere momenti piacevoli con altri contribuisca a rafforzare le relazioni.
Melissa Powers, vicepresidente marketing di Dave & Buster’s, ha spiegato che sempre più persone cercano esperienze condivise dal vivo, ma costi elevati, mancanza di tempo e poche nuove opportunità di intrattenimento rendono difficile
trovare spazio per il divertimento. Powers ha anche osservato che, in una vita sempre più frenetica e digitale, cresce il desiderio di luoghi e occasioni in cui stare insieme di persona.
Una minoranza del campione, pari al 28%, ritiene invece che divertirsi oggi sia più semplice rispetto a dieci anni fa. Tra le ragioni più citate figurano minori responsabilità, una situazione economica migliore, la presenza di persone con cui condividere attività piacevoli e un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata.
Nel complesso, secondo l’indagine, il problema non sarebbe la mancanza di desiderio di divertirsi, ma il peso crescente di costi, impegni e stanchezza quotidiana che finiscono progressivamente per occupare tutto lo spazio disponibile.
(da “StudyFinds”)
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