“CONTE ATTACCA LA MELONI MA PARLA ALLA SINISTRA”. MASSIMO FRANCO: “L’ATTACCO ASPRO E A TRATTI SGUAIATO DELLE TRUPPE DEL MOVIMENTO 5 STELLE È IL TENTATIVO DI FARLO EMERGERE COME SFIDANTE AL POSTO DI ELLY SCHLEIN”
NON È COSÌ MALIZIOSO RITENERE CHE ALLA PREMIER NON DISPIACCIA SCONTRARSI COL CAPO DEL M5S. CONTE È IL SIMBOLO DELLE AMBIGUITÀ E DELLE DIVISIONI DELLE OPPOSIZIONI IN POLITICA ESTERA, CON LA SUA LINEA ANTI UE E ANTI UCRAINA. E SERVE A VELARE LE AMBIGUITÀ PRESENTI ANCHE NELLA MAGGIORANZA”
L’impennata polemica tra Giorgia Meloni e il leader del M5S Giuseppe Conte è istruttiva. È
partita con le parole insultanti rivolte l’altro ieri da un deputato post-grillino contro la premier, e proseguita con un video nel quale Conte sembrava rivolgersi in modo combattivo a Meloni, faccia a faccia, nell’aula del Parlamento: anche se in realtà in quel momento la presidente del Consiglio era al Quirinale.
«Mistificazione della realtà e fake news», notizie falsificate, è stata la reazione […]. Ma l’aspetto interessante è il tentativo del capo dei Cinque Stelle di connotarsi come il «vero» concorrente per Palazzo Chigi. L’attacco aspro e a tratti sguaiato delle truppe del Movimento è il tentativo neppure troppo coperto di fare emergere Conte come sfidante al posto della segretaria del Pd.
In teoria, non ci dovrebbe essere storia, perché tranne sorprese il partito di Elly Schlein ha il doppio dei voti del M5S. Nei fatti, però, da mesi è in atto una competizione strisciante tuttora irrisolta. E quando Conte rivendica con autocompiacimento discutibile di avere «rimesso in piedi l’Italia» da premier e di essere pronto a rifarlo, si ricandida.
Attacca la Meloni ma parla alla sinistra. In questi giorni, è stata la sua voce a farsi
sentire alla Camera: più di quella dell’alleata Schlein. E forse non è così malizioso ritenere che alla premier non dispiaccia scontrarsi col capo del M5S.
Non solo per gli attacchi volgari che le sono stati rivolti: Conte è il simbolo delle ambiguità e delle divisioni delle opposizioni in politica estera, con la sua linea anti Ue e anti Ucraina. E serve a velare le ambiguità presenti anche nella maggioranza, tra la Lega salviniana e l’opposizione estremista della destra del generale Roberto Vannacci. Soprattutto, ogni battibecco tra Palazzo Chigi e il M5S promette di rinfocolare le tensioni […] tra Schlein e Conte. E su questo Meloni […] può giocare a dividere gli avversari. O meglio: a sfruttare le loro divisioni.
Si era già visto, nel 2025, quando aveva invitato alla festa di FdI ad Atreju la segretaria del Pd, «scegliendola» come avversaria. Conte si irritò, ottenendo l’invito da una Meloni abile a sfruttare la loro competizione: col risultato che Schlein rifiutò di partecipare. Giocare sui contrasti avversari sarà una tentazione sempre più vistosa. Serve a velare i propri, e a sottolineare l’incertezza tra sinistre e M5S su chi dovrà ottenere la candidatura a Palazzo Chigi. […] La domanda è come arriveranno al voto del 2027. In apparenza, sono alleanze destinate a reggere. Ma con fragilità sempre in agguato.
(da agenzie)
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