DUE AZIENDE TORINESI NEGANO GIUSTAMENTE LA MENSA AI LAVORATORI SPROVVISTI DI GREEN PASS
PER LA CISL E’ UN ATTEGGIAMENTO DISCRIMINATORIO, MA IL SINDACATO CHI RAPPRESENTA? PERCHE’ UN LAVORATORE DOVREBBE STARE ACCANTO A UNO CHE NON RISPETTA LA LEGGE E IL PROSSIMO, RISCHIANDO DI CONTAGIARSI?
Niente mensa o al limite consumo dei pasti all’aperto per i lavoratori senza green pass di due aziende torinesi: la Stamet di Feletto (stampaggi metallici e verniciature), che ha diffuso una circolare il 3 agosto ricordando che l’accesso ai locali al chiuso è riservato a vaccinati, guariti o possessori di tampone negativo; e la Hanon system di Campiglione Fenile (600 dipendenti che producono componenti per automotive), dove ieri la direzione risorse umane ha ricordato che chi non ha il green pass “dovrà consumare il proprio pranzo/cena al sacco in un’area differente” dalla mensa aziendale al chiuso.
A denunciare quello che viene ritenuto un comportamento “discriminatorio” è il segretario Fim-Cisl di Torino e del canavese Davide Provenzano, per cui ci sono le condizioni per “valutare uno sciopero”, “forse già nella giornata di domani”
Provenzano, che si è vaccinato e aggiunge che la Fim sostiene la profilassi anti Covid “di massa”, replica all’accusa di tutelare lavoratori no vax: “perché si crea una riserva di lavoratori senza green pass, e questo è alquanto discriminatorio”
Il sindacato dovrebbe ricordare che nelle società civili non esistono solo diritti, ma anche doveri, in primis il rispetto del prossimo. Se non ti sta bene stai a casa.
(da agenzie)
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