FRANCIA, LA CORTE COSTITUZIONALE APPROVA LA RIFORMA DELLE PENSIONI, RESPINTA LA RICHIESTA DI REFERENDUM
IL SISTEMA PENSIONISTICO SARA’ IN EQUILIBRIO NEL 2030
Il Consiglio costituzionale francese ha approvato gli elementi
essenziali della riforma delle pensioni, compresa la controversa misura di alzare l’età pensionabile da 62 a 64 anni. Respinte sei misure del progetto del governo, come la creazione di un «indice di anzianità». Allo stesso tempo, il Consiglio dei saggi ha respinto la richiesta di referendum presentata dalla sinistra. Una seconda istanza, depositata successivamente, dovrà invece essere oggetto di una nuova decisione il 3 maggio.
Le misure respinte dalla Corte Costituzionale
Tra le misure respinte dalla Corte Costituzionale c’è il cosiddetto «index» senior, un indicatore relativo all’impiego di dipendenti anziani che doveva essere obbligatorio da quest’anno per le aziende con più di 1.000 dipendenti e la cui mancata pubblicazione era soggetta a sanzioni pecuniarie. Le Parisien cita un professore di diritto pubblico a Sciences-Po a Parigi, Guillaume Tusseau, secondo il quale «la sua bocciatura non impedisce l’attuazione della riforma».
Un’altra delle misure respinte è il «CDI senior», un contratto riservato agli ultrasessantenni che avrebbe dovuto facilitare l’assunzione di persone di età superiore ai 60 anni in cerca di lavoro a lungo termine.
Le Parisien sottolinea che il governo è ora libero di decidere di integrare queste sei disposizioni in un’altra legge e di farle votare oppure di farle cadere; per Emmanuel Macron esiste anche un’altra possibilità, cioè quella di richiedere una nuova deliberazione in Parlamento, invitandolo a modificare le disposizioni bocciate.
Proteste e fumogeni contro Macron, tremila in piazza a Parigi
Cori, fumogeni, slogan di protesta contro Emmanuel Macron e contro il governo: la protesta contro la decisione del Consiglio costituzionale che ha convalidato gran parte della riforma delle pensioni si sta organizzando in tutta la Francia. Più di tremila persone a Parigi, altre centinaia già in piazza a Lione e a Nantes protestano contro la riforma. L’annuncio del Consiglio costituzionale è stato accolto con fischi a Parigi fuori dal municipio, dove centinaia di persone si sono radunate.
La premier Borne: né vincitori né vinti
«Questa sera non ci sono né vincitori né vinti» commenta su Twitter la premier francese, Elisabeth Borne. La Corte, pur respingendo 6 delle misure della riforma, ha convalidato il fulcro del testo, cioè l’innalzamento dell’età pensionabile da 62 a 64 anni. «La Corte costituzionale ha stabilito che la riforma è in linea con la nostra Costituzione, sia nel merito che nella procedura. Il testo è giunto alla fine del suo processo democratico», ha scritto Borne.
Il governo: il sistema pensionistico sarà in equilibrio nel 2030
Il governo «prende atto della decisione del Consiglio costituzionale», «con questa riforma, il nostro sistema pensionistico sarà in equilibrio nel 2030»: lo si legge in un comunicato del governo francese, nel quale si sottolinea che «sui 36 articoli del progetto di legge, 30 sono stati completamente convalidati, 2 parzialmente e 4 considerati come “cavalieri sociali”, cioè da non inserire in una legge di finanziamento della previdenza sociale». È quanto si legge in un comunicato dei servizi della prima ministra, Elisabeth Borne.
Violenze contro i reporter nei cortei
«Violenze inaccettabili: la commissione che amministra il giornalismo francese rilasciando ogni anno il tesserino stampa ai professionisti del settore (Commission de la carte d’identité des journalistes professionnels, Ccijp) suona il campanello d’allarme sulle violenze subite da giornalisti e reporter durante le proteste contro la riforma delle pensioni di Emmanuel Macron. «Ieri – afferma in una nota la Ccijp – un giornalista è rimasto ferito a Lione mentre copriva la manifestazione contro la riforma previdenziale. Dall’inizio di questo movimento sociale, questa violenza contro un giornalista, nell’esercizio della professione, non è un caso isolato. La Ccijp condanna ogni violenza. Sia essa contro i manifestanti o contro i poliziotti».
(da agenzie)
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